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Recensione by Swordman
Episodi Visti:
52 ---
Voto: 8
Fino a non molto tempo fa la programmazione televisiva del pomeriggio era piuttosto florida per quanto riguardava gli anime. Pur con la costante mannaia censoria sempre presente la varietà dei titoli proposti, parlando sempre di cose destinate a un pubblico giovane, era comunque abbastanza ampia.
Tra gli anime trasmessi allora uno che riuscì a catturare la mia attenzione è stato Yui, ragazza virtuale, o meglio, "Corrector Yui", come da titolo originale.
Nel futuro la società e la vita quotidiana sono sempre più regolate dall'utilizzo dei computer. Addirittura la navigazione in internet, oltre al modo tradizionale, può avvenire anche grazie ad appositi dispositivi immergendosi in una realtà virtuale del tutto simile al mondo “off line” e in cui il tempo scorre otto volte più lentamente.
Tutto molto bello almeno in teoria se non fosse che il mega computer Giga-net, progettato per gestire tutto il complesso informatico, impazzisce e brama per prenderne il controllo (fa molto "Terminator 2"). Conscio di questa eventualità, il professor Inukai, massimo scienziato del settore, ha creato dieci programmi in grado di contrastare le azioni di Giga-net se utilizzati dal giusto utente. Prima di scomparire dalla circolazione il professore riesce a inviare uno di questi programmi alla persona che egli ritiene in grado di usarli e così I.R., il primo programma, finisce nella casella di posta della giovane Yui...
Inizia così per lei e per il suo aiutante digitale la missione di recupero degli altri programmi per sventare i piani di Giga-net e seguaci.
Un contesto di tecnologica fantascienza fa da sfondo a un anime... di magia. Eh, si perché alla fine Corrector Yui si rivela essere un "majokko" in piena regola, dove sono dei software a fornire i poteri ai protagonisti al posto dei classici oggetti magici e dove i nemici sono i virus e malware da spedire nel cestino. Non mancano nemmeno le classiche trasformazioni, gli scettri e i power-up vari. Oltretutto Corrector Yui mantiene qualche elemento più action che lo colloca di fatto più vicino a "Sailor Moon" che a un majokko classico.
La stessa Yui incarna la classica protagonista di questo genere di produzione: allegra e un po' tonta, come si conviene, riuscirà sicuramente a suscitare simpatia nello spettatore. Attorno a lei si muovono i programmi protettori, chiamati nell'edizione italiana i "Virtuali", pronti ad aiutarla donandole di volta in volta nuovi poteri con relativa trasformazione e nuovo costume. Saranno proprio loro, da ottimi personaggi di supporto, a dare un positivo elemento di coralità all'anime oltre che a strappare in più di un occasione un sorriso con delle divertenti gag. Tra di loro indubbiamente spicca il simpatico I.R., dalle fattezze di un buffo procione volante messo suo malgrado ad assistere Yui, anche grazie al doppiaggio di un certo Pietro Ubaldi. Stessa cosa per gli altri: Vision, Control, Rescue e il povero Synchro risultano essere delle gradevolissime presenze.
Tecnicamente non possiamo certo dire di essere di fronte a un capolavoro però va riconosciuto a Corrector Yui una buona realizzazione. Pregevole in particolare il character design e i colori sempre molto allegri e vivaci.
A differenza di molti altri anime proposti dall'editore che ha portato Yui nel nostro paese, in questo caso mi sento di promuovere sia l'adattamento che il doppiaggio. Anche la sigla italiana cantata dalla brava Cristina D'avena non è niente male.
In fin dei conti, Corrector Yui, è un anime d'evasione, abbastanza divertente e dalla buona realizzazione tecnica. Tra l'altro nella fase di ideazione ha visto anche la partecipazione di un certo Kia Asamiya. Sicuramente gli appassionati del genere majokko e similari dovrebbero tenerlo d'occhio nel caso, improbabile visto il vento che tira, di un passaggio televisivo o magari in vista di un futuro recupero di qualche serie lasciata indietro.
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Recensione by Testu
Episodi Visti:
52 ---
Voto: 8
Corrector Yui, alias "Yui ragazza virtuale"...
Una serie bellina che amo definire come "l'ultima majokko della mia infanzia", certamente l'ultima a cui mi sono sentito pienamente legato, escludendo la strega Kokorì che comunque appartiene totalmente ad un altro genere. La storia vede questa giovane ed impacciata studentessa in un futuro molto prossimo (i suoi genitori saranno approssimativamente degli anni '90) in cui, come realisticamente prevedibile, i computer hanno preso ruolo in quasi tutti gli ambiti pubblici e privati. Di conseguenza la conoscenza basilare per il suo uso è divenuta giustamente materia scolastica e la protezione dell'evoluta rete internet, principale meta di incontri e di divertimento, è quanto mai importante. Sfortunatamente il cattivone di turno, tale Giganet (visto il futuro era più sensato Teranet), un tempo coordinatore principale del mondo virtuale ha cominciato a dare segno di squilibrio, creando anomalie nei siti e dando la caccia alla squadra dei protettori virtuali creata dal Professor Inukai, ufficialmente scomparso nel nulla, ma in realtà affetto da amnesia. Uno di questi protettori, I.R, riuscirà durante la sua fuga a contattare Yui e, tramite i sui poteri di caricamento ,la assolderà come eroina della rete col compito di correggere i bug, contrastare i tre sgherri di Giganet: Wolf, Virus e Frozen e, soprattutto, riunire i Virtuali dispersi in modo da fare squadra per trovare il professore e poter annientare il loro nemico.
Dunque prima di dare un parere è meglio citare il suo autore, il caro Kiya Asamiya, già approdato anni prima nelle nostre edicole e fumetterie con "Steam Detectives" e su Kappa Magazine con "Assembler". Una cosa che distingue negativamente i prodotti di Kia Asamiya è senza subbio il tratto del disegno, che essendo largo, essenziale e sottile spesso diviene anche poco espressivo, fattore non adeguatamente compensato dai caratteri dei protagonisti, che per quanto sopra le righe, risultano facilmente repressi. Ciò non ha comunque precluso all'autore di essere apprezzato, seppur da noi abbia venduto sempre pochissimo al punto da vedere interrotte le sue pubblicazioni.
Il problema dell'espressività però lo andiamo a riscontrare anche in questa serie animata. Ciò a dire il vero coinvolge pochi personaggi, ma uno di questi è proprio la protagonista, Yui. La ragazza è la tipica figura dal cuore puro, positiva ma anche permalosa e brusca. Nonostante questi ricchi elementi caratteriali e la buona marcatura (iraconda) della doppiatrice Piovani, Yui senza la necessaria sfilza di espressioni facciali, fatica ad esprimersi come si deve, risultando, dopo Vision, la più anonima dell'intero cast (compresi i compagni di scuola). Comunque sono pochi quelli a brillare davvero.
Cosa rende buono questo anime dunque? L'ambientazione atipica per cominciare, non magica ma soft-tecnologica, la varietà dei siti che in effetti la rete può offrire per lo svolgimento delle avventure ed infine un buon numero di personaggi gradevoli sia tra i buoni che tra i cattivi. Tra i malvagi infatti Frozen e Wolf colpiscono molto favorevolmente lo spettatore, tanto da essersi riguadagnati una parte nella seconda stagione e, nel caso di Wolf, date certe condizioni regressive, è palese che sia piaciuto (come anche a me) più degli altri personaggi. Infine tra i pregi della serie non dimenticherei il modo di intendere i cattivi, non limitati dal semplice concetto di forza del male, ma più come soggetti coinvolti loro malgrado o per solitudine/bisogno.
Questo almeno nella prima serie. La seconda stagione è in effetti molto più squallida e commerciale, viene introdotta senza reale necessità una nuova maghetta tosta/confusa che sembra una cameriera, e per completare il trio trasformativo viene, con una certa logica meritoria, rispolverata quella scoperta solo alla fine della precedente edizione televisiva. Strano però come stavolta Satoshi, l'inutile figura maschile che piaceva a Yui, per quanto legato fievolmente alla sua nuova rivale della ragazza, sia stato totalmente rimosso dalla serie e messo nel dimenticatoio, senza più nemmeno quelle pochissime scene a disposizione. A peggiorare il tutto, se già il modo romantico di sconfiggere Giganet non avrà soddisfatto alcuni spettatori, il nuovo avversario (più crudele) non renderà certo migliore il suo scontro finale, a causa di un improvviso autogol che sa di ridicolo. Frozen infine, seppur brava nella nuova veste di spalla comica, ha fin troppo spazio, mentre la bimbetta misteriosa non ha invece a disposizione gli elementi per far sorgere interesse, risultando solo fastidiosa.
Almeno avessero approfondito i personaggi, sarebbe valso a qualcosa questo seguito, ma tutti rimangono ancorati ai vecchi stampi. Persino Contròl, il Capo dei virtuali, è rimasto la stessa testa calda, poco considerato e valorizzato in pochissime occasioni, tanto da far sembrare Sincro più adatto al ruolo di Leader.
Tirando le somme, la prima stagione è nettamente superiore e si poteva fare di meglio, ma resta sempre una serie fuori dagli schemi, grazie al cielo senza alieni o creature fatate, e dove l'unica digi-evoluzione è quella dei poteri e del vestito delle eroiche Corrector.
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