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Disclaimer: Le recensioni in questa pagina possono essere rimosse dai moderatori. Sono vietati insulti (a altri utenti, alla redazione o alle case editrici) o riferimenti ad altre recensioni. In pratica si chiede solo di recensire l'anime ;-) Porre domande o fare richieste è inutile visto che non ci saranno da parte nostra risposte in questa sede. Se ne avete, scriveteci ;-)




Recensione by Swordman
Episodi Visti: 1 --- Voto: 6

“I Racconti di Terramare” è un film realizzato dal famosissimo studio Ghibli, in questo caso però alle redini del progetto c'è Goro Miyazaki, figlio del più celebre maestro Hayao.
Lo stile è inconfondibile e riconoscibile a prima vista sia dal design dei personaggi, che si rivela morbido e al contempo ricco di dettaglio, sia dalle ambientazioni sempre curate e ricche di dettagli; ottima è anche la scelta dei colori. Il risultato finale è sicuramente di buon livello, anche se restiamo ben lontani dall'ottima grafica mostrataci ne “Il Castello errante di Howl”.

L'impianto tecnico del film è sicuramente buono, peccato che sia la storia a presentare i difetti più pesanti.
L'inizio appare subito molto interessante in quanto lascia presagire risvolti quasi epici nello sviluppo della trama: siamo in un mondo in cui, a fronte di un apparente stato di carestia, appaiono nel cielo due draghi in feroce lotta tra di loro. Un segnale che parrebbe profetizzare la fine di quel mondo.
Pochi minuti dopo però, il registro cambia sensibilmente. Da una possibile, epica avventura si passa a un più classico “viaggio di formazione”, ma anche questa sarà solo una transizione verso quello che sarà il vero trend del film: una storia dalle atmosfere fiabesche in cui i nostri eroi se la vedranno con un mago cattivo (o forse una strega? Nel doppiaggio italiano aveva una voce femminile...) disposto a tutto pur di ottenere l'immortalità.

Il problema è che nel vario passaggio di registri le premesse iniziali sono quasi del tutto dimenticate, anzi si potrebbe dire che gli autori preferiscano fuggirne, salvo riacciuffarle nel finale ma in modo alquanto nebuloso e quasi del tutto occasionale.
Sembra quasi che si sia cercato di realizzare una classica fiaba che si svolge su una “scala locale” collegandola a un contesto ben più grande ed epico. Purtroppo ciò avviene in un modo alquanto labile e per di più confuso e senza entrare neanche troppo nel merito della cosa. In questo senso il film è un occasione mancata, perché dalle premesse iniziali ci si aspettava qualcosa di molto succulento che purtroppo non avremo mai modo di assaporare.

Non che il risultato finale sia pessimo, diciamolo, però visti i trascorsi e i precedenti lavori, dallo studio Ghibli è più che lecito aspettarsi qualcosa di livello superiore.
I Racconti di Terramare è un film che, alla fine, risulta senz'altro vedibile. Difficile però consigliarlo a qualcuno in particolare, in quanto anche i più affezionati estimatori dello studio Ghibli potrebbero soffrirne (forse anche più degli altri) le sue non poche criticità.


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Recensione by niki010
Episodi Visti: 1 --- Voto: 6

Il background di Gedo Senki è piuttosto interessante. La fonte del materiale è una popolare serie di libri fantasy abbastanza famosi, La leggenda di Earthsea, scritti da Ursula K. Le Guin. Fin da subito Miyazaki aveva cercato con forza i diritti cinematografici di Earthsea. La produzione, però, è stata molta lunga, avviata, addirittura, dopo il film Il mio vicino Totoro. In questa fase Miyazaki ha dovuto occuparsi di ben altri progetti, accantonando momentaneamente il film. Infatti solo negli ultimi anni lo si è ripreso e affidato a un nuovo regista, guarda caso il figlio di Miyazaki.
Naturalmente, il fatto che questo regista, Goro, sia il figlio di Miyazaki certamente ha influenzato numerose decisioni del film. Non che fosse supportato da vecchio Miyazaki, infatti, fin dall’inizio, il padre non era convinto di questa scelta di metterlo come regista del film. Miyazaki ha ripetuto nelle sue interviste che non ha intenzione di tramandare l'eredità o di creare una dinastia di animatori. Ha dovuto faticare per arrivare a essere definito Maestro, con perseveranza e rigore, e credeva che suo figlio avrebbe dovuto fare lo stesso.
C’è da dire anche che Ursula K. Le Guin non era troppo contenta di Goro al timone. In seguito è stata convinta a continuare questo progetto dalla promessa che Miyazaki avrebbe supervisionare il lavoro sul film.
Prendendo tutta questa premessa in considerazione, è facile capire perché Gedo Senki non sia stato il capolavoro tanto aspettato.

La trama, rispetto al libro, è molto meno complessa e articolata: in una terra lontana qualcosa di strano sta avvenendo alle persone del regno. Cosa ancora più strana la gente sta cominciando a vedere i draghi, che non dovrebbe entrare nel mondo degli umani. A causa di tutti questi eventi bizzarri, Ged, un mago errante, sta indagando sulla causa scatenante di questi eventi. Durante il suo viaggio, egli incontra il principe Arren, un giovane ragazzo indeciso sul suo futuro e perseguitato dai suoi incubi. Mentre Arren può sembrare un ragazzo timido, egli ha un lato oscuro, che gli concede forza, odio, crudeltà e nessuna pietà. Per la strega Kumo questa è una occasione perfetta. Lei può usare "il ragazzo" contro il suo acerrimo nemico, Ged.
Mi è piaciuto il personaggio di Sparviero, cioè Ged, un avventuriero saggio che assomiglia allo Yupa di Nausicaa, e anche Tenar, una sua amica, che consente ai personaggi principali di rimanere nella sua casa. Therru, una giovane ragazza che vive con Tenar, era anche abbastanza interessante. Arren in sé è più di un mix di vari personaggi, e non mi sono trovato veramente in simpatia con il suo carattere.

Il film manca di alcune delle qualità che caratterizzano lo Studio Ghibli, e in particolare i film di Miyazaki. Ho spesso elogiato i film Ghibli per la creazione di quei momenti memorabili di bellezza e di pura immaginazione, che qui non si vedono.
Un esempio è una scena iniziale del film, dove Arren e Ged, dopo un viaggio attraverso un paesaggio abbastanza sterile, s'imbattono in una vivace città. La musica si gonfia come se dovessimo essere colpiti dalla bellezza della città, e invece non si percepisce questa grande emozione invogliata dalla musica; e come se volessero amplificare una scena priva di forti sensazioni con musiche alla “Signore degli Anelli”.
C'è un'altra scena in cui Arren sta camminando in un prato e trova Therru mentre sta cantando. Ancora una volta, l'idea è buona, ma l'esecuzione non è proprio convincente e si sente un po’ di rigidità.
Alcuni dei difetti non possono assolutamente essere un problema di regia. Il budget per Gedo Senki sembra essere stato inferiore rispetto ad altri film Ghibli. Il design dei personaggi sembra un po' troppo simile a quello dei primissimi film Ghibli e l'attenzione per i dettagli è alquanto carente. Rispetto alla maggior parte degli anime, l'animazione e la grafica sono buoni, naturalmente, ma non si avvicinano alle delizie visive trovato ne "Il castello errante di Howl" o "Nausica".
Musicalmente, non c'è davvero nulla di cui lamentarsi. Anche se, nelle interviste, Goro ha dichiarato che avrebbe trovato difficoltà a lavorare con Joe Hisaishi, curatore delle OST di quasi tutti i film Ghibli, a causa dell'età e dell'esperienza.

Nel complesso, Gedo Senki non è un film orribile, si trova solo nella situazione spiacevole di essere un film medio tra quelli brillanti. Goro ha fatto un lavoro migliore di quello che ci si aspetterebbe da qualcuno con nessuna esperienza di animazione. Da quello che ho letto io, Goro si prepara a un altro film come regista presso lo Studio Ghibli, così avrà un'altra opportunità per mostrare il suo talento.
Se il suo prossimo film verrà accolto bene dal pubblico, non ci sarà probabilmente alcun dubbio che lui sarà uno dei volti nuovi dello Studio Ghibli, nel bene e nel male.


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Recensione by DeborohWalker
Episodi Visti: 1 --- Voto: 8

I Racconti di Terramare mi è piaciuto, nonostante la nomea di "obbrobrio" che questo film si era guadagnato mesi prima di uscire, forse per una sorta di muto patto di fedeltà ad Hayao Miyazaki, il quale ci rimase decisamente male quando vide strapparsi il progetto Earthsea dal figlio. Perché inizialmente questo film era destinato a essere un film di Hayao, che richiese personalmente i diritti all'autrice, ma dopo anni nei quali la produzione del film non accennava a partire, lo studio Ghibli decise di non sprecare i diritti facendo portare a termine il progetto da Goro, il figlio del Maestro.

Arren è un giovane principe che, dopo aver ucciso il padre, parte per un viaggio; durante il suo peregrinare incontra Ged, arcimago che sta cercando di capire perché la Magia non ha più effetto in alcune zone della terra...

Innanzitutto chiariamo che per giudicare I Racconti di Terramare bisogna giudicarlo distintamente, come adattamento e come film.
L'adattamento c'è sicuramente perché il film fonde in un unica storia elementi presi dai diversi libri della saga (probabilmente tutti, anche se ho potuto leggere solo i primi tre), nonostante la vicenda principale ricalchi lo spunto sul quale si basa il terzo capitolo della saga. Se però il terzo libro si è rivelato una delusione, il film riesce a donare una nuova linfa alla storia, arricchendola con elementi che la rendono decisamente interessante.
Per fare questo però pesca a piene mani dagli altri volumi, inserendone immagini, eventi e a volte facendo fare a qualcuno delle azioni originalmente fatte da altri.
Non ho visto in tutto ciò un vilipendio all'opera originale, ma anzi un modo per arricchire la vicenda e per mostrare più aspetti possibile del mondo di Earthsea.

Ma valutiamo ora il film in sé.
I disegni e le animazioni non sono poi così malvagie, soprattutto sentendo ciò che si era detto a riguardo. Non si può paragonare questo film agli altri di Hayao Miyazaki, per un'enormità di motivi.
Innanzitutto è un'opera prima. E comunque Hayao Miyazaki prima di mettersi all'opera dirigendo un film si era fatto le ossa con un sacco di serie animato di successo come Heidi, Conan e Lupin; Goro no.
E poi i mezzi sono stati nettamente inferiori dato che il budget e il tempo disponibile per la realizzazione del lungometraggio sono stati nettamente inferiori a qualunque altra opera del padre.
Quindi, non ha senso fare paragoni, e come già altri hanno detto, l'unico modo per godersi il film è non pensare ad Hayao.
Perchè il film merita, ha i suoi piccoli cali di disegni e animazioni, e anche qualche piccola caduta di stile registico, ma come ho già detto si può accettare, anche perché non è mai nulla di particolarmente tragico.
Anzi, si possono addirittura già vedere le prime avvisaglie di "stile Goro Miyazaki": in particolare le inquadrature nelle quali la camera si muove velocemente in avanti (le ho chiamate "zoomate volanti") tecnica che viene usata 7-8 volte nel corso del film, forse anche un po' troppo.
Per il resto si potrebbe forse accusare Goro di aver lasciato alcuni punti in sospeso per chi non avesse letto i libri: ad esempio la questione dei nomi a Earthsea non è stata spiegata a dovere, e lo stesso potrebbe dirsi per l'ombra di Arren...

In compenso però sono rimasto affascinato dai dialoghi sulla vita tra Therru e Arren.
La caratterizzazione dei personaggi è più che buona: l'unica cosa che non ho apprezzato è stato il graphic design dei draghi, ma bisogna riconoscere che oramai è difficilissimo trovare un aspetto "originale" per dei draghi.
Molto buono il doppiaggio, con la pecca della voce di Aracne affidata a una donna: già il personaggio è ambiguo, ma con una voce femminile sembra proprio una donna.
Le canzoni le ho apprezzate in lingua originale coi sottotitoli: entrambe sono stupende ma, se la seconda viene utilizzata in modo intelligentissimo sul finale, la prima è risultata decisamente pesante... In nessun film Disney si è mai visto un personaggio che canta la canzone senza che nulla accada attorno, e in effetti tre minuti di vuoto si sentono, e ci si chiede quando finirà il brano.

Comunque film promosso, anche se in un paio di momenti durante il corso del film ho pensato che questa storia, con questi personaggi, sarebbe sicuramente funzionata meglio in una serie animata dello studio Ghibli: avrebbe potuto essere per il fantasy quello che Conan fu per la fantascienza.


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Recensione by Fagiana
Episodi Visti: 1 --- Voto: 7

Inevitabile cercare di paragonare ai film del maestro Myiazaki qualunque altra opera dello Studio Ghibli. La cosa è ancora più pressante se a dirigere un film è addirittura il figlio, ovvero Goro Myiazaki. Tanta gente si è accanita su questo film definendolo un vero flop, comparandolo a capolavori come "La Città incantata" o "Il Castello Errante di Howl". Cosa illecita secondo. Se vogliono tessere le lodi di quei due film, si può farlo a parte.

Se devo dire la mia, penso che non sia niente male come esordio. La storia è un tantino scontata (nonostante sia tratto dai libri di Ursula K. Le Guin), ma coinvolgente. L'animazione è come di consueto eccellente. In particolare i paesaggi sono molto affascinanti ed evocativi. Man mano che si procede nello sviluppo la pellicola diventa sempre più interessante, fino alle scene finali, davvero memorabili.

Se magari Tales of Earthsea non raggiunge gli (altissimi) picchi tipici delle altre produzioni Ghibli, di sicuro rimane un valido esempio di cosa sappia ancora fare l'animazione Made in Japan. Non mi sono pentito di averlo visto, è davvero un buon lavoro.


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Recensione by Franzelion
Episodi Visti: 1 --- Voto: 5

Il primo film di Goro Miyazaki, il figlio del cosiddetto "dio degli anime".
Il film parte con buoni propositi, una trama che promette molto, invece si perde, cade sempre nel banale e molti aspetti della storia vengono trascurati, lasciando diverse cose in sospeso.
La storia viene narrata con un ritmo molto lento la prima ora, per poi accelerare di colpo verso la fine (circa l'ultima mezz'ora). In pratica ci si sofferma molto su aspetti di poca importanza quando invece si dovrebbe calcare la storia maggiormente su quella "trama" che dall'inizio si prospetta avvincente e ricca di colpi di scena.
Ma, ahimè, nulla di tutto questo.
Siamo purtroppo costretti ad assistere ad uno svolgersi della trama in maniera tanto banale da sapere già quale sarà la prossima situazione.
Per non parlare poi dei personaggi: uno più stereotipato dell'altro (il protagonista sfigato Shinjato, il vecchio mago saggio Gandalf, e "il" cattivone finale che pare la strega della bella addormentata del bosco), con una sceneggiatura e dei concetti che potrebbero sembrare profondi, quando in realtà si tratta di banalità che abbiamo imparato fino alla nausea in altri anime o film.
Tecnicamente il film ha buoni disegni e discrete animazioni, ma la colonna sonora è alquanto anonima.
Infine quindi il film ha una storia che parte con molte prospettive e come ho già detto finisce nel nulla, con un finale buttato lì tanto per fare un pò di scena, senza alcun significato pratico-concettuale, almeno a me è parso così.
Il giudizio finale sarebbe una sufficienza abbondante, ma solo per il lato tecnico. Per come si presenta invece pare proprio uno di quei film commerciali, fatti per forza e al solo scopo di lucro.
Il caro Goro ha tentato di avere successo solo col nome questa volta... mi dispiace ma è stato una delusione.
Mediocre.


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Recensione by roooo83
Episodi Visti: 1 --- Voto: 8

I racconti di Terramare narra la storia del principe Arren, un giovane diciassettenne tormentato dal pensiero della morte, tanto da aver ormai rinunciato a vivere. Le sue ansie e le sue paure sono divenute tali, che dal suo corpo è apparsa una seconda entità di se stesso, chiamata "ombra". L'ombra di Arren, che rappresenta tutti i suoi più cupi pensieri, lo perseguita per ricongiungersi a lui. Il ragazzo, convintosi che dentro di lui vive un altro se stesso malvagio, perde la testa e uccide suo padre, il re, gli sfila la preziosa spada forgiata con la magia e scappa dal regno. Durante la fuga s'imbatte in un branco di lupi affamati e viene salvato in extremis da Sparviere, l'arcimago. Arren si unisce così a Sparviere e insieme intraprendono un viaggio apparentemente senza meta. Durante il viaggio Arren farà la conoscenza della giovane Tenru, la ragazza che gli cambierà la vita, facendogli finalmente capire il sinignificato dell'esistenza esortandolo a vivere. E' un bel film animazione e lo consiglio a tutti, invita certamente a riflettere sul significato della vita, sul fatto di non buttarla via perchè è la cosa più preziosa che esista. Nel momento che non accetti di morire, rifiuti anche di vivere. Queste sono le parole di Tenru. Parole sagge. Sia per grandi che per piccini. Da vedere.


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Recensione by Yasha
Episodi Visti: 1 --- Voto: 8

[Allerta Spoiler]

Siamo in un'epoca barocca dove maghi, streghe e draghi popolano questo mondo ma allo stesso tempo sono assiduamente perseguitati e condannati a morte di fronte al Re.
Arren, il principe del regno non sopporta piu' questi soprusi e persecuzioni fino a farli giungere l'atto di uccidere suo padre a coltellate scappando successivamente da casa.
Si ritrova sperduto in un deserto dove un branco di lupi sta tentando di azzannarlo, ma poco prima dell'impatto uno stranissimo ed enigmatico mago di nome Ged salva il ragazzo e lo porta a sella del suo cavallo. Il mago vagabondo lascia in citta' il ragazzo senza darli spiegazioni e se ne va. Poco dopo il ragazzo incontra un gruppo di fanti intenti a rapire una ragazzina strega e subito a quella vista, Arren perde coscienza e il suo animo di trasforma in demonio. Salva la ragazzina con colpi di bastonate al gruppo di fanti che scappano via allibiti. La ragazzina se ne va anche lei senza dare spiegazioni.
Poco dopo Arren rincrontra Ged che gli dice "sono andato a comprare questo" mostrandogli una strana boccetta. Lo fa risalire in groppa e lo porta in aperta campagna e alloggiano in una piccola casa in cui abitano una ragazza che il mago conosce e...la ragazzina che Arren aveva incontrato prima!!!

E' stato davvero un gran bel film anime.
La realizzazione grafica e' qualcosa di spettacolare: ombre, luci, animazioni, design, tratto ecc.. tutto perfetto!
Ma a parte questo, dal punto di vista della trama I Racconti Di Terramare lacuna un po' troppo. La storia e' geniale ma non e' costruita e architettata nel modo giusto. All'inizio e' molto intrigante e scioccante ma poi si dilunga troppo e inizia a diventare non scontato, ma strano.
Ad un certo punto gli avvenimenti iniziano a ripartire in modo frenetico, quasi confusionario e questo conduce ad un finale ahimé, paradossale e frettoloso.

Rimane comunque bello


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Recensione by shuuchan
Episodi Visti: 1 --- Voto: 6

Questo film, diretto da Goro Miyazaki, figlio del ben più famoso Hayao, è la dimostrazione che il talento registico non si trasmette necessariamente per via genetica.
La storia è tratta dai romanzi di U. K. Le Guin della serie di "Earthsea" ed è ispirata al manga dello stesso Hayao Miyazaki "Shuna no tabi". Una storia dal sapore fortemente fantasy, ambientata in un mondo di isole e mari sconfinati, in cui la magia deriva dalla conoscenza del nome segreto di ogni cosa.
Purtroppo la saga di "Earthsea" è vasta, certamente impossibile da comprimere in un lungometraggio di poco meno di 2 ore, quindi l'anime ne presenta solo un frammento. Forse uno dei più interessanti, ma che comunque non riesce a fornire un background sufficiente per comprendere appieno la struttura del mondo in cui l'avventura è contestualizzata. Ne consegue quello che a mio avviso è un grosso difetto: nel film alcuni eventi "accadono solo perché DEVONO accadere". Solo la conoscenza dei romanzi del ciclo rende la trama più comprensibile e giustificabile. Ad un profano la storia potrebbe apparire né più né meno che una mera fiaba: affascinante forse, ma in certi punti priva di vera coerenza.
Tecnicamente l'opera presenta alcuni elementi più che positivi che fanno da contraltare ad altri negativi. Partiamo dalla regia: molto contestata (da alcuni grandi nomi come Hideaki Anno considerata "magistrale", da altri appena mediocre) e di difficile valutazione. Il problema maggiore è che si tratta di una regia "diversa" da quella tradizionale, realizzata da un individuo che senza alcuna esperienza (ricordiamo che prima di questo film Goro Miyazaki lavorava come operatore economico) ha avuto in mano tutto il potere creativo dello Studio Ghibli. Il risultato è controverso: convivono scene da capolavoro, come la sequenza iniziale della tempesta e quella del drago, con altre a dir poco goffe, come la battaglia dei minuti finali. Per tutto il resto c'è ben poco da dire: ciò che il "Ghibli" tocca si trasforma sempre in oro (eccezionale la fotografia).
Le musiche hanno firma Tamiya Terashima. Non male, in particolar modo il tema principale cantato da Aoi Teshima, ma si sente la mancanza di un vero "Maestro", esperto di colonne sonore di ampio respiro come Joe Hisaishi.
Un film che non guadagna né un "sì" né un "no". Nì. Merita di certo una visione. Ma forse non più d'una.


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Recensione by Laurelin
Episodi Visti: 1 --- Voto: 9

Lungometraggio di esordio per Goro Miyazaki.
Un comparto grafico estremamente imponente, sottolineato da una bellissima colonna sonora.
Tuttavia mi sembra che la trama non sia di facile comprensione, spesso il filo logico si spezza per poi riannodarsi in seguito, e questo finisce per rendere la trama un po' macchinosa. Bellissimo
il messaggio che lascia quest'opera delicata e struggente allo stesso tempo, nonostante alcune scena di violenza presenti nella narrazione. Consiglio di rivedere tale opera una seconda volta al fine di apprezzarne tutte le sfumature.
Spero che Goro Miyazaki ci onori presto con altri lungometraggi.


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Recensione by AnimeFan
Episodi Visti: 1 --- Voto: 8

I Racconti di terramare (ゲド戦記, Gedo senki) è la prima opera di Gorō Miyazaki (figlio del famoso Hayao Miyazaki),prodotta dallo Studio Ghibli e distribuito in Italia dalla Lucky Red. Il film è tratto dal quarto e quinto libro del ciclo fantasy di Earthsea scritta da Ursula K. Le Guin. Il confronto con il padre è venuto spontaneo. Questo film è bello,ma i personaggi non sono approfonditi per niente,cosa che non succede nei film di Miyazaki padre. I disegni sono splendidi,davvero ben fatti,la colonna sonora è molto buona con musiche adatte ad ogni singola scena e ottimo il doppiaggio italiano. Purtroppo non sono solo i personaggi poco approfonditi i difetti del seguente film ma anche il fatto che,essendo preso da una saga di cinque libri e soprattutto dal quarto e quinto libro,rimangono alla fine molte domande a cui non vengono date risposte. Per esempio, perché lui a ucciso il padre? Non sono solo queste le domande senza risposta, ma, pur non trovandole il film si lascia guardare benissimo anche grazie ai disegni tutti rigorosamente fatti a mano. Come prima opera di Gorō il film è fatto molto bene pur avendo ricevuto un'accoglienza un po' fredda da parte della critica ma non dal padre Hayao.
Trama: Un ragazzo, Arran, uccide il padre, re di Terramare, e poi fugge. Mentre sta per essere attaccato da un branco di lupi, arriva Sparviere, che lo salva. I due inizieranno cosi il loro viaggio che verrà ostacolato da .........
L'atmosfera fantasy del film mi è piaciuta molto forse perché non avevo mai visto nulla di di questo genere.
Pagella:
Disegni: 9 In una parola: stupendi. Ottimi,tutti disegnati a mano e molto realistici.
Trama: 8 Bella,abbastanza avvincente,anche se alla fine del film si possono notare dei buchi in essa e alcune domande accantonate li senza risposta.
Colonna sonora: 8 Molto bella anche la colonna sonora con musiche tutte adattissime.
Personaggi: 7 Nota dolente... I personaggi sono tutti simpatici (eccetto i cattivi) ma non sono quasi per niente caratterizzati.
Doppiaggio italiano ottimo come sempre con voci molto azzeccate e che si addicono ai personaggi.
In conclusione il film lo consiglio perché, anche se presenta alcuni difetti, è godibilissimo e le due ore passano in fretta. Come primo lavoro per farsi conoscere al pubblico, Gorō, ha fatto un buon lavoro e credo che in futuro svilupperà lavori che potranno competere con quelli del padre.


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Recensione by Caio
Episodi Visti: 2 --- Voto: 7

E' un'opera che volente o dolente teme il confronto tra Goro e il padre, regista affermato. Quindi ritornano temi cari quali una natura incontaminata, colorata, viva e bellissima, la magia più fantasiosa immaginabile. Colori quindi molto nitidi e brillanti che incarnano quel messaggio di serenità e tranquillità che si sposa con il tema fantasy. Blu, verde, azzurro, oro, colori della speranza. I personaggi vivono di emozioni vere e paure innate, a volte sarebbe auspicabile lasciare più spazio al vissuto del protagonista per capire il perché delle sue azioni. Ma è una scelta registica di un neo regista, cioè mostrare l'essere delle protagonista (è un principe pauroso, alla ricerca del suo significato all'esistenza, determinato, bisognoso di una guida affettiva, confuso, ecc..). Ciò che lui diverrà è il mago che gli sta sempre accanto. Ciò che fa è essere quei caratteri descritti, ma oltre ad impugnare la spada o a dialoghi simili, egli non va (questa è la paura del regista alle prime armi di strafare, perché non vuole bucare lo schermo). Comunque è una pellicola dal buon ritmo del montaggio (molto lineare e schietto), ottime riprese di camera negli interni (le strade della città in rovina) e negli esterni (il mare in tempesta o il crollo della torre). E' il primo lavoro di un Goro che solo applicandosi ci mostrerà il suo stile filmico nei prossimi lavori. Auguri.


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Recensione by HaL9000
Episodi Visti: 1 --- Voto: 7

Discreta prima opera; film gradevole, senza scosse particolari (nè in bene nè in male), disegnato secondo il classico stile Ghibli.Certo, ci sono alcuni difetti: pochissimi personaggi, fondali relativamente semplici, alcuni momenti di lentezza, ma d'altronde è il I° film girato da Goro, e, secondo me, non disponeva neanche di un budget particolarmente alto. Comunque, complessivamente, mi sento di consigliarne la visione.


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Recensione by Goidil
Episodi Visti: 1 --- Voto: 8

L'opera prima di Goro Miyazaki è un lavoro discreto, ma lungi dall'essere un capolavoro. L'aver legato la propria trama a una licenza letteraria ha un pò tarpato le ali alla libertà di regia e sceneggiatura e probabilmente condotto la regia verso un approccio più occidentale di quanto i ragazzi dello studio Ghibli non volessero. Per questo il ritmo della narrazione è incostante e la trama è apparentemente semplicistica, così come la prospettiva psicologica dei personaggi è priva di una adeguata caratterizzazione. La linea occidentale è dettata da una colonna sonora di influenze celtiche e vagamente hollywoodiane, così come la geopolitica del mondo cinematografico è di stampo chiaramente anglosassone e riprende decisamente la opere di Tolkien.
Nonostante questo l'opera è realizzata da giapponesi e tutto questo è palpabile, così la tradizione dello studio Ghibli si assapora in ogni momento del film. I panorami e i landscape sono straordinari e pervasi da quella genuinità naturale che abbiamo apprezzato in film quali Nausicaa e Mononoke, mentre città e costruzioni sono ricreate con grandissima curi per i dettagli. Di grande fascino l'architettura del mondo che richiama il gusto barocco bizantino e tardo romano.
Il taglio registico è decisamente buono e sottolinea adeguatamente con azzeccate inquadrature i diversi momenti della narrazione, segno che anche nel giovane Goro c'è del talento, che va indubbiamente affinato.
Per il resto un character design semplicistico e un tantino sopra le righe e una struttura un pò semplicistica non elidono la bontà del messaggio e della morale della pellicola, incentrata sul'accettazione della morte, ma sopratutto nell'esaltazione de diritto alla vita. Forse il messaggio non è nascosto tra le righe della trama come spesso Hayao tende a fare, ma indubbiamente la sua profondità e l'eleganza nell'esporlo non recriminano questa pochezza descrittiva.
Un discreto debutto per un giovane che indubbiamente può raggiungere livelli considerevoli.


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Recensione by Ren
Episodi Visti: 1 --- Voto: 9

Da fan della saga della LeGuin ero partito prevenutissimo dalle recensioni negative lette su questo film, ma la visione è stata davvero piacevole.
L'ho trovato un eccellente film d'animazione, forse non ai livelli di "La città incantata", ma comunque ricco di fascino e 'magia'; la trama si discosta da quella dei libri, ma le citazioni e i punti di rimando sono molti, e d i dettagli 'poco chiariti' si possono cogliere riflettendoci su.

Le riflessioni sulla morte e sull'importanza di ogni vita occupano una parte notevole della pellicola e risultano davvero interessanti, una coloritura filosofica che sarebbe bello poter vedere più spesso al cinema.
Ritorna anche la tematica ecologica tipica delle produzioni Ghibli, con la scomparsa della magia del mondo di Earthsea come conseguenza degli 'squilibri' creati dagli uomini alla natura (tema oggi più attuale che mai)

Decisamente mi è piaciuto, mi spiace solo non vengano trasposti in animazione anche gli altri capitoli della saga di Earthsea.


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Recensione by Matte
Episodi Visti: 1 --- Voto: 7

L´ultimo prodotto dello studio Ghibli si è rivelato una piacevole sorpresa. Forse perché malamente pubblicizzato - in vari forum si parlava di ciofeca all´ennesima potenza, ero pronto al peggio del peggio. Ritrovandomi per le mani, invece, un´opera davvero ben confezionata.

Per lo studio Ghibli, TfE rappresenta una specie di ritorno al passato e, allo stesso tempo, una nettissima rottura con quanto prodotto negli ultimi anni. Con "La principessa Mononoke", il gruppo guidato da Miyazaki Hayao aveva individuato (e portato all´estremo nei due capolavori "Il Castello errante di Howl" e "La città incantata") un particolarissimo e personale approccio all´animazione, diventato ormai "marchio di fabbrica" dello studio. Massima libertà espressiva dal punto di vista grafico (si pensi al Castello Errante dell´omonimo film, od al Dio della Foresta di "La principessa Mononoke", od ancora a quel mondo incredibile che è sono le terme degli spettri della "Città incantata"), costruzione della storia con sistematico ricorso all´impianto semantico della favola ("La città incantata" applica in modo sistematico la "Teoria della fiaba" di Propp), estrema attenzione alla costruzione ed allo sviluppo psicologico dei personaggi, molto spesso caratterizzati indugiando sui gesti più semplici ed apparentemente insignificanti, quasi a sancirne la loro assoluta "normalità" ed umanità.

TfE abbandona questa strada in modo abbastanza netto, riportando la costruzione e la narrazione ai tempi dei più avventurosi "Mirai Shounen Conan" e di "Nausicaa", le opere che avevano lanciato Miyazaki Hayao come grande regista, a livello mondiale. Ovverosia, ci troviamo di fronte ad una storia di costruzione epica, piuttosto che ad una favola, con personaggi rivolti verso un loro (anche drammatico) titanismo, cui fa da contraltare la scelta di limitare lo spazio alla fantasia grafica, costringendola fra i binari di un relativo realismo.

Probabilmente è anche per questo che, dopo i trionfi delle opere precedenti, il debutto alla regia di Miyazaki Goro è stato accolto in termini piuttosto freddini. Del resto, mi si permetta l´inciso, c´è anche il comprensibile desiderio di Miyazaki figlio di cercare una particolare strada espressiva, certamente nella scia del grande predecessore - ma decisamente propria.

Dopo aver girato intorno, e forse pure troppo, è il momento di affrontare meglio il commento al film. TfE è tratto dalla quasi omonima saga fantasy Earthsea, piuttosto famosa nel mondo anglosassone - e riguardo la quale devo confessare l´assoluta ignoranza, salvo la sfuggevole e svogliata visione di un mediocre film tv. Mi si dice (grazie Domenico) che la storia portata sullo schermo rappresenti solo una parte della saga (il terzo dei sei libri), e così vi riferisco.
Un mondo vagamente fantasy, con streghe e stregoni, draghi che solcano il cielo (alcuni di essi, davvero molto belli - anche se non arrivano alla poesia dell´Aku de "La città incantata"... probabilmente, in casa Ghibli si trovano più a loro agio con i dragoni orientali che con quelli occidentali), eroi, imperi, antiche città, e spade magiche. Proprio una spada leggendaria sarà il filo conduttore della storia: come essa giunga nelle mani del protagonista, e di come questi impari ad esserne degno, riuscendo così a conquistare l´aiuto dei draghi ed a sconfiggere la strega cattiva di turno.

Animé, certo: ma, dopo il "Signore degli Anelli", non si può pensare ad un fantasy senza confronto e riferimento con il capolavoro di Peter Jackson. E Miyazaki Goro dimostra di averne imparato la lezione, sia narrativa che descrittiva. Scordatevi case fresche di una nuova mano di vernice, città di marmo tanto perfette da non sembrare vere, vestiti appena usciti dalla bottega del sarto (o dalla lavatrice): il regista, si diceva, ha scelto di applicare sistematicamente un certo qual realismo, soprattutto a livello di rappresentazione del mondo, e - bisogna dargliene atto, prosegue lungo la sua strada, fino alla conclusione. Ahimé: di questo ne risente la spettacolarizzazione di tutta la storia. Dove l'immaginifico avrebbe potuto trovare spazio legittimo, questo viene immediatamente cassato Così, anche l´operato dei maghi - soprattutto se li confrontiamo con i loro più immediati predecessori - prosegue nel solco austero di Gandalf e compagni piuttosto che in quello di Harry Potter: probabilmente, anche questo ha lasciato molta gente un po´ di stucco, specialmente in Giappone, dove i "numeri d´alta scuola" trovano sempre ampi consensi.

Diversamente dagli altri due film di cui vi ho precedentemente parlato, per TfE non vi propongo un commento specifico della sceneggiatura: la copia che mi è stata fornita, ahimé, era in giapponese sine sottotitoli - e con un audio davvero pessimo. Seguire (ed intuire, spesso ad sensum) i dialoghi è stato un´impresa, e non sono convinto di aver afferrato proprio tutto... anzi! Riprometto di rimediare (e di rivedere, all´occorrenza, il giudizio finale) non appena uno straccio di sub si renda disponibile - o meglio, non appena qualche distributore pensi a procacciarcelo al cinema od in DVD. Ma, su questo, opportuno che leggiate oltre.

Passiamo subito alla realizzazione tecnica, quindi. E qui molti resteranno sorpresi, taluni piacevolmente, altri meno: il ritorno al passato colpisce anche il chara design, con molti personaggi che sembrano presi pari pari da Conan, piuttosto che da Nausicaa o Laputa. Fortunatamente, il vintage colpisce solo lo stile, e non la sua applicazione: le animazioni sono estremamente fluide (come nella migliore tradizione Ghibli), i fondali ben colorati - benché, in generale, appaiono un po´ smorti (ma forse era un problema di encoding della mia copia) e la realizzazione grafica manchi del dettaglio cui ci avevano più recentemente abituato. Come ne "Il castello errante di Howl" e "la città incantata", il computer la fa da padrone in parecchie circostanze - sebbene, complice la sostanziale mancanza di scene di massa vere e proprie, e la relativa semplicità di quelle più critiche - in modo abbastanza discreto. Salvo un paio di eccezioni - ma niente di eclatante.

Tuttavia, il buon Goro deve ancora farne di strada per raggiungere il padre. Dopo la prima mezz'ora - svelta, ben girata e ben diretta, il film si addormenta parecchio. Ed è un vero peccato, primo perché proprio nella seconda parte si svelano le trame dei "cattivi", e poi perché qui inizia il processo di crescita del protagonista, essenziale per il raggiungimento dell'happy end finale. E' proprio questo sedersi della storia il limite maggiore del film, ed il suo handicap più chiaro.
Altro handicap, dal mio punto di vista, è il sostanziale understatement scelto per la storia. Mi spiego meglio: se è vero che Peter Jackson ha mostrato una Terra di Mezzo assolutamente realistica, e non certo cartonata come si sarebbe fatto vent'anni fa, ci ha anche dato alcune delle scene più spettacolari della storia del cinema: la battaglia del fosso di Helm, la carica dei cavalieri di Rohan, le miniere di Moria... scene che sono riuscite, nella loro complessità e bellezza, a rimpiazzare nell'immaginario collettivo mostri sacri come Eyzenstein, DeMille etc. Bene: l'epica ESIGE scene di questo genere, ESIGE una certa quale spettacolarizzazione che, invece, TfE non possiede... il film sembra sempre sul punto di decollare... ed invece si arresta. Ed è un peccato, perché questo gli impedisce di passare dal discreto all'ottimo che avrebbe sicuramente meritato.
Ugualmente, altro difetto, è l'incapacità di Goro di costruire ed impostare la folta selva di personaggi tipica del padre: da questo punto di vista, TfE è piuttosto povero, anche come caratterizzazione. Ho tenuto questo punto per ultimo, a livello di critica, in quanto - non conoscendo la storia di partenza, non saprei dire se la cosa sia legata a vincoli imposti dalla trama originale, piuttosto che dall'incapacità dell'Autore.
A tale proposito, un'ultima chiosa. Rottura, si diceva più volte: anche a livello di personaggi. Il protagonista, Arren, ha un lato oscuro ed una maturazione che - in passato, Miyazaki padre non aveva permesso ai propri personaggi. Di solito, le sue creature maturano come consapevolezza di sé stessi, del proprio ruolo e della propria natura - in questo caso, invece, Arren deve imparare a confrontarsi con la propria metà oscura... non vorrei dire, ma non credo che Miyazaki padre si sia tirato indietro dalla regia solo perché occupato da Howl o per lasciare spazio al figlio. Probabilmente, questo personaggio non era - non sarebbe stato nelle sue corde narrative. Diversamente, i due maghi - come nella peggiore tradizione fantasy - non sfuggono al macchiettismo tipico del loro ruolo... così Komu è perfida che più perfida non si può, e Gen non sfugge mai all'immagine del vecchio e buon maestro Perboni... un limite molto grave, questo, dato che - per buona parte del film, sono loro a dover reggere lo sviluppo della storia. Cosa di cui, ahimé, non sono proprio capaci... con conseguente rallentamento e grave appiattimento.

In conclusione, TfE è comunque un gran bel film - almeno dal mio punto di vista, perfettamente godibile anche da un pubblico infantile. Nel perfetto stile Ghibli, il racconto è costruito a più livelli di fruizione narrativa, anche questo pregio notevolissimo. Sicuramente, se il buon Goro tornerà alla regia, farà bene a tesaurizzare quest'esperienza, sia nel bene che ha fatto, sia negli errori commessi...

L´augurio finale è che, nella migliore tradizione dei suoi predecessori, qualcuno si prenda la briga di tradurre e promuovere TfE anche nel nostro paese.

Ciao a tutti!
Matte


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Recensione by Jakotsu
Episodi Visti: 1 --- Voto: 7

Ho visto il film al cinema a Kyoto. Premetto che non mi intendo assolutamente di animazione o altri aspetti tecnici e se un film mi colpisce ci riesce per la sua magia complessiva, com'è stato per tutti quelli dello studio Ghibli.
Penso non si possa non fare un paragone con gli altri capolavori e Gedo Senki ne esce purtroppo sconfitto. È ovvio che un film va giudicato per quello che è ma mi resta abbastanza difficile non fare accostamenti. Le ambientazioni e il character design sono meravigliosi ma è come se mancasse sempre quel fascino che riesce a catturarti per ogni singolo particolare o personaggio minore che appare sullo schermo. I draghi sono però realizzati in modo splendido, ineccepibile. Sulla trama mi sento di giudicare poco, un po' anche perché non ho capito alla perfezione tutto quanto. Però i punti un po' sospesi e campati in aria sembran non esser pochi. Molte delle motivazioni delle azioni dei personaggi sono oscure o spiegate semplicisticamente (confermato da amici giapponesi che penso abbian afferrato bene l'intera faccenda).
Concludo dicendo che è sicuramente da vedere e ripagherei il costo del carissimo biglietto (e anche del photobook) ma purtroppo devo dire che a causa delle mie (troppo) grandi aspettative son rimasto forse un po' deluso. Non ci sono comunque punti veramente negativi, anzi! Soprattutto il doppiaggio è (come quasi sempre in Giappone) stupefacente, uno dei punti di forza.
Non vedo l'ora esca in Italia.


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