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Recensione by Tacchan
Episodi Visti:
26 ---
Voto: 9
Guin Saga è un fantasy puro con un curioso protagonista, che inizialmente sembra stonare con l'ambientazione generale dell'opera. L'uomo dalla testa di leopardo è il protagonista di una serie di romanzi molto popolari in Giappone, la cui scrittrice, Kaoru Kurimoto, è da poco deceduta a soli 56 anni.
Di recente è arrivato in Italia anche il manga che presenta le stesse vicende, anche se l'effetto è decisamente meno efficace.
Guin Saga racconta le vicende di due giovani fratelli gemelli, di sesso opposto, eredi al trono di Parros, che vengono salvati in extremis dalla sua caduta e inviati in qualche regione remota del mondo. Braccati dai soldati invasori e dalle strane creature del bosco, vengono salvati da uno strano essere, con il corpo da uomo e la testa da leopardo, che non ricorda nulla del proprio passato, se non il proprio nome. Guin li prende sotto la sua custodia e cercherà di accompagnarli verso il proprio destino. Accanto a questi personaggi si accalcano diversi comprimari.
Quello che colpisce di Guin Saga è l'ampia visione dei macroeventi che accadono nel mondo creato dalla scrittrice. La divisione fra buoni e cattivi, inizialmente apparentemente chiara, viene stravolta e semplicemente vengono analizzati gli intrighi, le vite e le ragioni dei principali personaggi di entrambe le fazioni. Ogni personaggio ci viene fatto conoscere e in qualche modo ci si affeziona a lui, nonostante le ambizioni e le contraddizioni che dimostra. Insomma, non esiste il classico malvagio: tutti sono figure complesse, che nascondono ombre e scheletri, ma hanno anche un lato umano.
La parte centrale dell'anime si sofferma molto sulla politica e sugli intrighi interni ai vari schieramenti, dimenticando del tutto l'azione che sembrava caratterizzare i primi episodi della serie. Nel complesso si offre come scenario un mondo piuttosto realistico dove la magia svolge un ruolo importante, ma non fondamentale nello scorrere delle vicende, e dove la vera differenza viene fatta dagli uomini e dalle strategie dei regnanti, spesso autori di piani ingegnosi, spesso troppo avventati, immaturi o egoisti.
La fine è solo l'inizio di una seconda parte che attenderò con impazienza, ma me l'aspettavo, visto che la saga conta più di 120 romanzi che tra l'altro mi piacerebbe leggere in Italiano.
L'anime è interessante e si lascia vedere bene. All'inizio sembra un titolo d'azione, con alcuni episodi piuttosto appassionanti dove i protagonisti semplicemente lottano per sopravvivere. Finita questa parte i ritmi calano vistosamente, aumenta la rosa dei personaggi e il tutto diventa più approfondito. C'è da dire, tuttavia, che alcuni episodi hanno con poco mordente e che non sempre il tutto sembra filare nel migliori dei modi, con scelte che non paiono sempre motivate. La visione rimane comunque interessante e appassionante, seppur tecnicamente si nota un calo del numero di animazioni nella parte centrale, con gli scontri che vanno man mano scomparendo o che finiscono in un paio di battute, ben lontano da quanto mostrato nei primi episodi. La qualità tecnica si risolleva verso la fine, con un paio di begli episodi finali. Rimane sempre elevato invece il livello della sceneggiatura e ben caratterizzato e variegato il cast dei protagonisti, con diverse figure carismatiche.
Una buona serie, un fantasy per nulla scontato e ben più profondo di quanto si può supporre dai primi episodi, ma, se cercate azione, ne troverete molta meno di quanto l'inizio di Guin Saga lascia intendere.
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Recensione by ReiRan->--@
Episodi Visti:
26 ---
Voto: 7
- Trama.
Guin è un possente guerriero, dotato di una straordinaria forza, ma privo di memorie, che ha la testa di leopardo per via di un sortilegio. Guin si imbatte in Rinda e Remus, gemelli principi di Parros, e li salva. I gemelli stanno fuggendo dal loro regno che è appena stato attaccato dall’esercito della bellissima ma glaciale principessa guerriera Amnelis di Mongauli. I regnanti di Parros vengono uccisi, mentre il promesso sposo di Rinda, Naris, viene arrestato. Le vicende si snoderanno attorno: alla fuga dei due principini aiutati da Guin e da un mercenario, Istavan, che si unirà a loro; alle macchinazioni di Naris per liberare Parros e vendicarsi di Mongauli, quindi alleanze e intrighi; inoltre avremo anche una terza prospettiva, quella di Amnelis, fiera principessa di Mongauli.
- Avvertimento.
L’autrice della saga è morta e anche i finanziamenti, vista la crisi economica, sono “morti”. È probabile che quest'anime rimanga incompiuto, sospeso al ventiseiesimo episodio, orfano di una seconda serie. Sarebbe un peccato!
Non si può di certo rimediare con la lettura, in inglese sono stati pubblicati solo cinque libri mentre in italiano tre. Quindi saranno solamente i fortunati tra noi che sanno il giapponese (non io, purtroppo) a poter sapere come si evolveranno le vicende.
Allo stato dei fatti veniamo lasciati con una bellissima serie che non risolve nulla. In particolare Guin resta avvolto nel mistero.
Chi è Guin? Perché porta la maschera da Leopardo? Sono domande che ci poniamo dalla prima puntata ma non trovano una risposta. La sensazione generale è che il finale sia forse solo la chiusura di una fase in vista di un nuovo inizio, l’inizio di nuove avventure. E come stupirsi, dato che l’anime si basa solo su 19 Dei 126 volumi.
Ora siete avvisati! Ma se amate il fantasy non potrete non farvi rapire!
-Considerazioni.
Guin Saga, a mio giudizio, ha i fondali e le ambientazioni più belli della stagione, c’è una magia poetica nei paesaggi, nei palazzi, e nei tramonti. È bellissimo l’uso delle luci e dei colori. Il character design rende ogni personaggio unico. È criticabile la scelta “no blood” che fa mancare di realismo l’anime, specie nelle scene di battaglia.
Gli elementi presenti sono: guerre, quindi tattiche; intrighi politici, quindi alleanze e tradimenti; magia, ma anche personaggi fantastici come uomini scimmia (dolcissimo il personaggio di Suni); e non ultimo l’amore. Ah l’amore: l’amore impossibile tra nobili e comuni persone, l’amore simulato per fini politici, l’amore che diventa odio, e il sempre presente amore non corrisposto che veglia silenzioso nell’ombra e protegge la persona amata.
Non è consigliabile a chi cerca l’azione pura, questa è una saga epico-magico-politica.
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Recensione by hana-bi
Episodi Visti:
11 ---
Voto: 7
Traducendolo per il BKT ho finito per appassionarmici, perché è roba ben fatta; anche se paga in maniera pesantissima la scelta di farne un prodotto adatto a un target infantile (non si vede una sola goccia di sangue per tutto l'anime, nemmeno quando dovrebbe essere conclamata) e resta, per gli amanti del fantasy come me, il dubbio di come potrebbe essere questa serie se la si fosse fatta un po' più realistica - non dico splatter, ma almeno a livello di shounen manga...
Non avendo letto il libro, concordo però con l'opinione che mi precede sulla caricatura dei due gemelli: lei irritante nella sua petulanza da superdonna e lui irritante nella sua debolezza a tutto tondo. Istavan è troppo tutto per essere credibile, ma almeno è gnappo e ha una certa personalità, anche se il suo puntare l'altezzosa Rinda perplime abbastanza. Ottimo Guin, anche se l'anatomia corretta si ferma ai fianchi; gran personaggio, il cui doppiatore dà una voce perfetta. Fondali magnifici, su cui si muovono animazioni di massa al risparmio in piena CGI (mentre i combattimenti corpo a corpo sono ben resi). Abuso del primo piano degli occhi. Musiche altalenanti: il tema è reiterato alla nausea (rapido, lento, in maggiore, in minore): la ending è la cosa migliore, così come quello che chiamo "il tema del mistero". Altri personaggi, quelli di contorno e gli antagonisti, mi hanno impressionato favorevolmente. La storia tende a correre parecchio - forse anche troppo, e si sente un po'. Comunque il giudizio è positivo, anche in maniera sorprendente per un anime che è fantasy sì, ma si sconfessa per questo suo stile disneyano per non impressionare troppo il pubblico. Come ha scritto un nostro forumista, è un anime che "fomenta troppo". Sì, è vero. Oggi, mentre vedevo la 11 preparandomi alla traduzione, mi sentivo proprio così. "Fomentata". Grazie, Leopardone.
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Recensione by Frenky
Episodi Visti:
4 ---
Voto: 7
Ecco a voi l'anime tratto dal manga ispirato al più lungo, longevo e monumentale ciclo di romanzi fantasy e non mai pubblicato: la Guin Saga, scritta dalla recentemente scomparsa Kaoru Kurimoto, composta di ben 124 volumi scritti a partire dal 1979 e che, purtroppo, non vedrà mai la sua conclusione. E per me, che ho letto i tre volumi della saga pubblicati in Italia, è stato davvero un brutto colpo.
E' davvero una dote rara quella di riuscire a scrivere un'ambientazione in puro stile fantasy "occidentale" con la delicatezza dei toni tipicamente orientale, e questa dote la Kurimoto l'aveva, ed è un peccato che i suoi romanzi non abbiano riscosso all'estero il successo che meritavano.
Può darsi che, però, adesso questo successo possa finalmente arrivare, complice la produzione di questo anime e la pubblicazione in terra italica del manga a cura della Panini, che fa sperare, in caso di successo, una ristampa dei romanzi già pubblicati e l'uscita di quelli inediti. E così dovrebbe avvenire anche nel resto del mondo.
Ma torniamo all'anime. Personalmente, riponevo molte aspettative in questa serie, e perché era basata su un'opera amatissima in patria, e perché i libri mi avevano lasciato un ottimo ricordo.
Ebbene, devo dire che, per quello che ho visto, questo è riuscito all'80%. Infatti, sin da subito sono rimasta affascinata dalle stupende ambientazioni che fino ad adesso avevo solo immaginato, e poi la resa grafica di Guin è praticamente perfetta, riuscendo pienamente a trasmettere quel senso di potenza ferina che caratterizzava il personaggio letterario. Inoltre, ho finalmente avuto una rappresentazione decente dei Sem, che mi ero sempre sforzata di immaginare, ma alla fine quello che mi riusciva erano solo gli Oozaru di Dragonball in miniatura.
Purtroppo, a lasciarmi alquanto dubbiosa sono gli altri due protagonisti, le Perle di Parros Rinda e Remus. Mentre il chara degli altri personaggi umani è generalmente ben fatto e sufficientemente realistico, per loro sembra artefatto e di scarso impatto: sarà che mi manca la fantasia di associare il bianco dei capelli al biondo, sarà che io quegli occhietti sbrilluccicosi a bambolina proprio non li sopporto, sarà che all'inizio Rinda è una rompiballe petulante e Remus un piagnone ed io mi ero abituata alle loro versioni più mature del terzo libro, sarà che i loro difetti sopracitati qui vengono esagerati all'inverosimile, ma fatto sta che proprio non mi vanno giù. Niente, non riesco proprio a digerirli. Sono troppo finti, persino per un fantasy.
E neanche Istavan, il mio adorato Istavan, si salva. Cominciamo con un dettaglio: forse mi ricorderò male io, ma nei libri dovrebbe esserci chiaramente scritto che Istavan "Spada Incantata" di Valachia ha i capelli rossi, le lentiggini e pochi anni più dei gemelli, ed allora perché mi viene presentato un brunone più vicino ai trenta che ai venti che dell'atteggiamento del vero Istavan conserva solo quel mezzo sorriso strafottente? Mistero.
Tralasciando i commenti strettamente personali - purtroppo quando ci si costruisce una certa immagine mentale di una cosa o di una persona è difficilissimo cambiarla, specie se è trascorso tanto tempo - trovo l'anime abbastanza godibile, anche se un po' frettoloso nello svolgimento degli eventi: capisco che il materiale è tanto e non è il caso di tirarsela fino alle Calende greche, ma liquidare il primo libro in tre episodi mi sembra eccessivo, io gliene avrei dedicato almeno un altro, quantomeno per vedere la stanza delle torture della fortezza di Stafalos - sì, sono sadica, lo so.
Un apprezzamento va alle musiche, e soprattutto all'opening, che a mio avviso definire epica è riduttivo; interessante anche l'idea di usare un canto religioso in latino per l'ending.
Non mi sbilancio col voto, visto che la serie è in corso ed io non ho nemmeno ancora visto tutti gli episodi già usciti, però credo che prometta bene.
In ogni caso, se avete amato i romanzi della Kurimoto o se semplicemente siete appassionati del genere, vi consiglio di darci un'occhiata.
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