Ergo Proxy
(Ergo Proxy; Ergo Proxy)
Voto: 8,564
- Leggi le recensioni - anime distribuito in Italia da Panini Video
 (Fantascienza, Mistero, Superpoteri)
Se ti piace questo anime ti consigliamo di vedere:
Neon Genesis Evangelion, Ghost in the Shell, Blassreiter
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Tipo:
Serie TV
Anno:
2006
Episodi:
23
Immagini:
23
Recensioni:
51
Valutazione:
8,564
Media Voti:
8,686
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La dome-city (città cupola) di Romudo è un utopia, un paradiso dove uomini ( Cittadini) e androidi ( Autoreiv) convivono in perfetta armonia.
Questo è un paradiso che non richiede emozioni, un inutile zavorra che rende difficile la regolamentazione degli abitanti da parte degli Entourage, gli Autoreiv preposti al controllo e al supporto dei Cittadini riconosciuti di Romudo. Ciò permette di vivere in un ambiente "perfetto" dove la criminalità sembra sia un concetto inesistente... almeno finché un giorno la popolazione della città viene sconvolta da una serie di efferati omicidi.
Il caso viene affidato a Lil Meyer, ispettrice del Citizen Information Bureau of Investigation (CIB) che nonostante la giovane età è mossa da grandi ambizioni.
Gli omicidi seriali non sono però l'unico problema di Romudo: un misterioso virus informatico conosciuto sotto il nome di Cogito ha cominciato a diffondersi tra gli Autoreiv permettendo loro di sviluppare "emozioni" e minando profondamente la base su cui l'ordinamento della città si regge.
Come se questo non bastasse un mostro dormiente, il PROXY, da tempo rinchiuso in un laboratorio nelle profondità di Romudo, si è improvvisamente ridestato per svanire davanti agli occhi dei ricercatori esterrefatti. Ma il fatto viene ovviamente celato all'opinione pubblica e la popolazione di Romudo continua a ignorarne l'esistenza... salvo Lil, che pur essendo anche lei all'oscuro di tutto, ben presto riceve la visità della spaventosa entità...
Ma Lil non è l'unico personaggio a muoversi sul palcoscenico di Romudo. Già al fianco della giovane ispettrice troviamo l' Entourage Iggy, un Autoreiv che collabora con lei alle indagini e ne frena in parte l'esuberanza.
Raul Creed è invece un Cittadino modello facente parte dell'elite della città. E' il direttore del CIB e attualmente è completamente assorbito dalle indagini volte a dissolvere l'alone di mistero che circonda il PROXY
Pino è una piccola Autoreiv, un simulacro di bambina ideata come una sorta di "animaletto domestico" per i buoni Cittadini. Nata per ricevere "Amore" la sua natura la rende incapace di comprendere cosa l'amore sia.
Vincent Law è un immigrante in attesa della Cittadinanza. Attualmente è un membro del CIB incaricato della "disposizione" degli Autoreiv infettati dal Cogito e il suo destino sembra legato a quello di Lil.
Idealmente tra l' Appleseed (meno) di Masamune Shirow e il Blade Runner (più) di Ridley Scott, Ergo Proxy è il progetto più ambizioso di questo inverno che vede tornare un colosso come la Geneon Enterteinment USA a produrre una serie del giovane studio Manglobe. Serie ambiziosa per via degli argomenti trattati e della non facile cornice adottata, con tanti rimandi al Cult Movie della SF anni 80 e all'utopia Shirowiana che non sembrano voler essere solo una mera facciata limitata al particolare Make-up aerografato di Lil (che per quanto più delicato rimanda chiaramente a quello adottato da Pris in Blade Runner) o alla citazione sistematica del più famoso degli aforismi di Cartesio. La serie rappresenta in qualche modo una sorta di sfida per l'emittente satellitare WOWOW che la propone ad un orario (le sette di pomeriggio per un totale di 23 episodi) che la pone in aperta concorrenza con le maggiori hit delle principali emittenti in chiaro, pur proponendo comunque un prodotto molto diverso dalla norma, o almeno dai canoni odierni: Ergo Proxy infatti sembra proporre un taglio molto più maturo e decisamente cinematografico dei concorrenti, senza contare che la serie sfrutta a pieno le caratteristiche che la trasmissione digitale sa offrire, come l'audio 5.1 (ormai quasi la norma per WOWOW) e un segnale video nativamente in High Definition (HD).
Non deve stupire che un progetto tanto ambizioso come realizzazione e contenuti sia affidato ad uno studio solo al suo secondo lavoro: Manglobe, come molti sapranno, è infatti l'artefice di uno splendido Samurai Champloo, un piccolo capolavoro di stile e realizzazione tecnica che ha sancito il ritorno di Shinichiro Watanabe ( Cowboy Bebop) alla regia di una serie TV di animazione dopo cinque anni. Watanabe non compare nel cast della nuova serie ma il resto del team sembra tutto presente, per quanto riguarda almeno le posizioni chiave: alla direzione viene promossa Shoko Murase (già responsabile di alcuni singoli episodi di Samurai Champloo) che a livello di atmosfere si è già fatta apprezzare con Witch Hunter Robin, e la sceneggiatura viene affidata a Dai Saito che a livello generale o di singoli episodi si è occupato degli scritti di serie come Cowboy Bebop, Ghost in the Shell: SAC, Eureka Seven e Samurai Champloo. Da segnalare infine una importante partecipazione internazionale per la O.S.T. della serie, e parliamo della concessione da parte del famoso gruppo britannico dei Radiohead ad usare come tema principale la loro suggestiva Paranoid Android (qualcuno ne ricorda il particolarissimo video?).
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Ergo Proxy
EG è senz'altro un anime molto ambizioso. Nelle intenzioni degli autori, a mio parere, vi era la volontà di creare un prodotto che avrebbe fatto "storia" per il futuro: non ci sono riusciti pienamente. Sotto questo punto di vista EG è un capolavoro mancato; sono troppi gli elementi introdotti nella trama, troppi gli avvitamenti mentali, troppi i misteri, troppi i tasselli da riunire e troppo è anche il gusto delle citazioni criptiche. Ed io sono una persona appassionata di questo genere di anime...
Per alcune persone, inoltre, la trama può essere troppo lenta e con poca azione: una serie così non è facile da digerire.
Perché, allora, un voto così alto da parte mia? Beh, intanto perché, anche se non è un capolavoro, è senz'altro un ottimo lavoro. Le atmosfere cyberpunk, lo ammetto, mi hanno sempre ammaliato; il clima che si respira nella serie è cupo e riflessivo, aiutato da disegni ottimi (anche se incostanti), con tinte sbiadite e scure, e la caratterizzazione dei personaggi è molto incisiva; alla fine ogni protagonista è molto diverso da come appare all'inizio: Real è molto più fragile di quanto appaia all'inizio, Raul è molto meno freddo e più passionale, e Dedalus, a parer mio, è il personaggio più sinistro della serie.
Detto questo, deve anche un po' piacervi il genere; non è, ripeto, un anime di intrattenimento. Buona visione.
Opinione di HaL9000. Voto: 10



Ergo Proxy
Quando si leggono le premesse (titoli di testa) di questo anime si rimane colpiti da tutti questi nomi altisonanti, Monglade, Geneon Entertainment, Dai Sato... tutti nomi che sanciscono al prodotto una certa qualità. Ergo Proxy effettivamente ha un comparto tecnico veramente invidiabile. Tutta l'animazione è curatissima nei minimi dettagli e il particolare chara design di Naoyuki Onda si sposa benissimo con il mondo in rovina che tratteggia tutta la serie. L'elemento che risalta in questo lavoro è la componente autoriale, sia nella regia che nel chara design e nei singoli disegni si vede una ricerca maniacale di qualcosa di diverso innovativo. Non è il solito anime bello con una trama convincente, con i soliti personaggi, con le storie d'amore tra i banchi di scuola... no, qua si fa sul serio! Mi sembra che lo studio abbia cercato di creare un anime degno di mangiarsi una fetta molto grossa di fan e diventare così una serie cult del nuovo millennio; risultato fallito purtroppo... Sicuramente la scelta della WOWOW di proporre l'anime alle sette del pomeriggio mi sembra un suicidio mediatico, e questo ha influenzato non poco sul successo generale della serie. La storia, tra echi di Blade Runner e anime classici SF, riporta lo spettatore in un mondo devastato da catastrofe generale. L'inizio tutto sembra filare liscio, poi verso la parte finale tutto si sconvolge verso una complessità sia visiva che tematica molto ardua da digerire: chi non è abituato a visioni impegnative (principalmente cinematografiche) si troverà sicuramente in difficoltà. La menzione speciale per questo lavoro è assegnata a Shokou Murase che compie davvero un lavoro ottimo; pur non essendo una veterana, è riuscita a gestire un prodotto difficilissimo. Certe immagini poi sono di una poesia sottile e malinconica, sopratutto certe scene del viaggio sopra la nave con panorami apocalittici da manuale. Il personaggio Pino è un Autoreive (tipo androide umanoide) ed è il personaggi più riuscito della serie; una bambina robot che durante il viaggio acquista un umanità sorprendente. Gli altri due personaggi principali Vincet Law e Lil Mayer sono ottimi, caratterizzati molto bene e di un certo spessore, elemento raro nei prodotti contemporanei. Le musiche di Yoshihiro Ike(Dead Lives, Karas) suonano alla perfezione e la scelta di abbandonarsi a melodie elettroniche è azzeccatissima. Insomma tutto sembra esplodere sotto i colpi di questi professionisti eppure manca un qualcosa nella storia che crei quell'alone di leggenda che pochi prodotti riescono a suscitare. Tecnicamente si respira tutto un vortice di genialità, narrativamente si ceca di spingersi troppo oltre una soglia sopportabile di razionalità e certe scelte finali rovinano un lavoro che comunque risulta geniale.



Ergo Proxy
Avvertenza indispensabile: Ergo Proxy va obbligatoriamente visto nella versione audio originale, poiché la scelta delle voci italiane è davvero infelice (quella di Pino è assolutamente odiosa. Ascoltate la Pino giapponese, se volete un confronto… splendida).
Vincent Law (Vins, o Vinsento) è un immigrato tonto nella città-cupola hi-tech Rom-do, ultimo paradiso artificiale su una Terra ridotta ai minimi termini da una qualche catastrofe, i cui residuati sono la desolazione e la rovina dell’ecosistema. Nella strutturazione sociale cristallizzata del dome i cittadini modello sono delle pedine-borghesi, accompagnati pedissequamente dai loro indispensabili entourage-autoreiv (automazione irreversibile della vita), e incanalati in esistenze prestabilite e rigorosissimamente conformate al sistema perfetto di ordine ed equilibrio assoluti. In questo scenario gli immigrati tentano di conquistarsi la cittadinanza che gli aprirebbe l’accettazione e i “privilegi” della società, occupandosi di tutto il lavoro sporco – soprattutto andare a terminare gli autoreiv infettati dal virus Cogito, che una volta colpiti acquistano volontà propria, perdono la loro raison d’etre (servire) e a causa di ciò non fanno altro che pregare (molto ironico… mi ricorda qualcosa).
Re-l Mayer (Lil-Lil, o Lil-san) è un’investigatrice dal trucco pesante del dipartimento di sicurezza che si occupa proprio dell’indagine sui casi Cogito, e che rocambolescamente si ritrova ad assistere all’apparizione di un mostro inspiegabile, il Proxy, che innescherà una reazione a catena di eventi che porteranno la nostra dark-eroina a cambiare completamente rotta alla sua vita.
Il Proxy… non si sa che è. Ma si capisce che ha qualcosa a che fare con il dipartimento di medicina e ricerca gestito da Dedalus Yumeno (Dedalusu), e che soprattutto gli piace fare un gran casino per la città e spaccare tutto per mandare a rotoli il sistema burocratico e di controllo capillare della cupola, gestito dai vari dipartimenti governativi che agiscono sotto la supervisione rigidissima di un consiglio centrale di quattro entità michelangiolesche (vedi Cappelle Medicee) e di un sindaco che sta più di là che di qua (il catetere in faccia rende l’idea).
Così Vincent – diventato il principale sospettato del caos – , seguito a ruota dalla piccola autoreiv infetta Pino (chiaramente ispirata a Pino Scotto), inizia a scappare dal capo della sicurezza Raul Creed (Raul Crido) e dall’incazzatissima Re-l che vuole vederci chiaro in tutta ’sta faccenda tenebrosa.
Partendo da queste premesse, la neo sacra-famiglia (Vins, Lil-Lil e Pino) finirà per: uscire dalla città, intraprendere un viaggio di andata-e-ritorno alla ricerca delle risposte celate, scoprire misteri su misteri, svelare poco a poco menzogne e segreti, condividere un cammino in una convivenza e con tutto quello che questa comporta, mettere insieme i pezzi della propria percezione disgregata e illusoria della realtà, esplorare se stessi e la verità di un passato perduto e infine tentare di raggiungere la consapevolezza che soggiace al fondo del sistema supremo che è la vita.
Da tutto questo si possono evincere due cose: che a nipponlandia dovrebbero usare sempre nomi inglesi (perché è troppo spassoso come li storpiano), e che Ergo Proxy è una delle serie più alte degli anni 2000 – e per una comprensione approfondita merita almeno due visioni.
Tecnicamente lodevole – sia per la regia ricercata che per i colori e il chara ottimi – anche se con riserve – approssimazione dei disegni nei campi lunghi e animazioni non precisissime – , e musicalmente ipnotico – colonna sonora che è un’atmosfera straniante – , la serie lascia disorientati per la profondità di un pensiero che presenta contaminazioni e spunti illimitati, ma che li sintetizza e li fa suoi con uno stile assolutamente anticonvenzionale e anticommerciale, sottile, riflessivo, magnetico. Un opera ponderata, buia, post-cyberpunk, che sa spaziare con classe da Asimov a Froid all’eugenetica e all’esistenzialismo, in uno sfrenato citazionismo artistico-filosofico-filmico più o meno velato, sfruttando come base il solipsismo cartesiano e sottintendendo a ogni punto la trinità dell’enigma gougeniano (Chi siamo? Da dove veniamo? Dove andiamo?), ribaltandone il soggetto e portandolo sulla bocca di un creatore che ha perso la memoria e con essa la verità, e che ha dovuto ricercarla (pensarla) dentro se stesso perché questa potesse ritornare a esistere, e con essa lui stesso (Cogito, ergo sum) – e scusate se è poco.
“…Tutto il resto è letteratura.”



Ergo Proxy
Questa serie è forse la più originale e profonda dai tempi di Evangelion: grande introspezione, filosofica e psicologica; veri e propri colpi di genio tanto nella scenografia (vedere episodi 11, 15 e 19 in particolare) quanto nella trama (la bimba Pino ricorda il coniglio di "Alice nello specchio" e l'episodio 19 è una chiara rivisitazione del "Paese dei balocchi" di Pinocchio, con tutti i profondi significati in esso nascosti); e, soprattutto, dialoghi di notevole spessore recitati magistralmente dai nostri fantastici doppiatori italiani.
A fronte di questa notevole profondità, la serie risulta però estremamente pesante e lenta in alcuni episodi (il 14° e il 16° li ho trovati addirittura snervanti); inoltre i colori scuri e cupi utilizzati in quasi tutti gli episodi e le atmosfere post apocalittiche di desolazione totale (città devastate, discariche a cielo aperto, cielo quasi sempre grigio - nero) accrescono il senso di oppressione e pesantezza di cui parlavo poc'anzi. Sicuramente si tratta di una scelta voluta degli Autori, tesa a sottolineare la drammaticità esasperata di un Mondo abbandonato e dimenticato dagli Dei (Proxy) e persino dal Creatore al di sopra di loro; quindi una scelta intelligente e accorta. Però, lo ripeto, appesantisce alquanto la visione...
In breve, è una serie PER ADULTI tutt'altro che leggera ma molto interessante. Dato il finale un pò approssimativo e sicuramente aperto, spero anch'io in una II serie in cui finalmente l'amore tra i due protagonisti si concretizzi! (Ma 'sti benedetti Autori Giapponesi sono tutti degli asceti dediti all'amore platonico?! Possibile che non vadano mai a fondo nelle storie d'amore??? Un po' più di romanticismo e di fisicità non farebbe certo male, credo!).
Opinione di Star Silver. Voto: 9



Ergo Proxy
Ultimamente nel panorama degli studi di animazione giapponesi si è affacciata una nuova realtà, la Manglobe e si può dire che fin ora le serie prodotte da questa “casa” abbiamo avuto un discreto successo. Ergo Proxy è la seconda serie ad essere realizzata dopo Samurai Champloo, approdata in Italia grazie alla Panini Video è composta da 23 episodi.
L’ambientazione è tipica delle opere steampunk, lo spettatore difatti viene proiettato in un futuro non meglio precisato in cui la tecnologia scandisce i ritmi della vita. All’inizio la storia si svolge nella città cupola di Rom-Do, cosa vi sia al di fuori delle impenetrabili mura di metallo della stessa non è dato saperlo fino a quando i protagonisti, spinti dall’inarrestabile sequenza degli eventi, saranno costretti ad abbandonare la protezione della gigantesca cupola per avventurarsi nella realtà che la circonda. I personaggi principali essenzialmente sono due Re-L Mayer, la nipote del reggente di Rom-Do, e Vincent Law, un immigrato proveniente da un’altra città-cupola. Ad innescare la sequenza degli eventi sono due circostanze, l’improvvisa comparsa in città di una misteriosa creatura, violenta ed aggressiva, chiamata Proxy, e la diffusione di un virus denominato Cogito. Nella realtà di Rom-Do è la tecnologia a gestire la vita umana e parte integrante di questo sistema sono gli autorave, dei robot/androidi, il virus Cogito ha la capacità di infettarli facendo loro acquisire una sorta di coscienza, da qui il nome derivante dalla ben nota espressione di Cartesio “Cogito Ergo Sum”. Lo stile narrativo è particolare, sostanzialmente gli autori prediligono raccontare la storia senza fornire mai spiegazioni dettagliate, queste arriveranno solo nel finale consentendo pertanto allo spettatore di rileggere i vari eventi sotto una luce diversa, a volte questo stile diventa però eccessivo nel momento in cui si accompagna anche a balzi temporali non indifferenti, rendendo quindi di difficile comprensione gli accadimenti.
I personaggi di quest’anime nel corso del trama seguono un loro sviluppo interiore, gli autori infatti svolgono un costante lavoro di introspezione degli stessi ottenendo anche un buon risultato poiché si unisce idealmente all’ambiente tetro in cui si svolge la storia. Lo sviluppo dei due per altro ha anche una funzione precisa che si palesa nel raffronto con gli altri cittadini di Rom-Do, che al contrario spinti verso l’ideale del “cittadino modello” sembrano perdere ogni traccia di umanità. Particolare attenzione viene data soprattutto a Vincent Law che si dimostra essere un personaggio molto complesso e articolato.
La resa, grafica e sonora, è ottima, i disegni dei protagonisti sono “particolari” però a mio avviso piacevoli anche perché conferiscono agli stessi un tratto realistico e in linea con l’ambientazione. Quanto al lavoro della Panini il discorso si può scindere in due, il doppiaggio è fatto bene, i DVD invece non sono questa gran cosa, soprattutto se paragonati al prezzo.
In conclusione Ergo Proxy è un bell’anime, sicuramente non banale, alcune scelte nello stile narrativo possono destare qualche dubbio però nel complesso la storia e i personaggi sono in grado di appassionare lo spettatore. Pertanto ne consiglio la visione, soprattutto a chi ama le ambientazione di stile steampunk.
Opinione di Horus. Voto: 8

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Utenti On-line: 595 Record: 797 Utenti (28/7/2010)
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