La dome-city (città cupola) di Romudo è un utopia, un paradiso dove uomini (
Cittadini) e androidi (
Autoreiv) convivono in perfetta armonia.
Questo è un paradiso che non richiede emozioni, un inutile zavorra che rende difficile la regolamentazione degli abitanti da parte degli Entourage, gli
Autoreiv preposti al controllo e al supporto dei
Cittadini riconosciuti di Romudo. Ciò permette di vivere in un ambiente "perfetto" dove la criminalità sembra sia un concetto inesistente... almeno finché un giorno la popolazione della città viene sconvolta da una serie di efferati omicidi.
Il caso viene affidato a Lil Meyer, ispettrice del Citizen Information Bureau of Investigation (CIB) che nonostante la giovane età è mossa da grandi ambizioni.
Gli omicidi seriali non sono però l'unico problema di Romudo: un misterioso virus informatico conosciuto sotto il nome di
Cogito ha cominciato a diffondersi tra gli
Autoreiv permettendo loro di sviluppare "emozioni" e minando profondamente la base su cui l'ordinamento della città si regge.
Come se questo non bastasse un mostro dormiente, il
PROXY, da tempo rinchiuso in un laboratorio nelle profondità di Romudo, si è improvvisamente ridestato per svanire davanti agli occhi dei ricercatori esterrefatti. Ma il fatto viene ovviamente celato all'opinione pubblica e la popolazione di Romudo continua a ignorarne l'esistenza... salvo Lil, che pur essendo anche lei all'oscuro di tutto, ben presto riceve la visità della spaventosa entità...
Ma Lil non è l'unico personaggio a muoversi sul palcoscenico di Romudo. Già al fianco della giovane ispettrice troviamo l'
Entourage Iggy, un
Autoreiv che collabora con lei alle indagini e ne frena in parte l'esuberanza.
Raul Creed è invece un
Cittadino modello facente parte dell'elite della città. E' il direttore del CIB e attualmente è completamente assorbito dalle indagini volte a dissolvere l'alone di mistero che circonda il
PROXY
Pino è una piccola
Autoreiv, un simulacro di bambina ideata come una sorta di "animaletto domestico" per i buoni
Cittadini. Nata per ricevere "Amore" la sua natura la rende incapace di comprendere cosa l'amore sia.
Vincent Law è un immigrante in attesa della Cittadinanza. Attualmente è un membro del CIB incaricato della "disposizione" degli
Autoreiv infettati dal
Cogito e il suo destino sembra legato a quello di Lil.
Idealmente tra l'
Appleseed (meno) di Masamune Shirow e il
Blade Runner (più) di Ridley Scott,
Ergo Proxy è il progetto più ambizioso di questo inverno che vede tornare un colosso come la
Geneon Enterteinment USA a produrre una serie del giovane studio Manglobe. Serie ambiziosa per via degli argomenti trattati e della non facile cornice adottata, con tanti rimandi al Cult Movie della
SF anni 80 e all'utopia Shirowiana che non sembrano voler essere solo una mera facciata limitata al particolare Make-up aerografato di Lil (che per quanto più delicato rimanda chiaramente a quello adottato da Pris in Blade Runner) o alla citazione sistematica del più famoso degli aforismi di Cartesio. La serie rappresenta in qualche modo una sorta di sfida per l'emittente satellitare
WOWOW che la propone ad un orario (le sette di pomeriggio per un totale di 23 episodi) che la pone in aperta concorrenza con le maggiori hit delle principali emittenti in chiaro, pur proponendo comunque un prodotto molto diverso dalla norma, o almeno dai canoni odierni: Ergo Proxy infatti sembra proporre un taglio molto più maturo e decisamente
cinematografico dei concorrenti, senza contare che la serie sfrutta a pieno le caratteristiche che la trasmissione digitale sa offrire, come l'audio 5.1 (ormai quasi la norma per WOWOW) e un segnale video nativamente in
High Definition (HD).
Non deve stupire che un progetto tanto ambizioso come realizzazione e contenuti sia affidato ad uno studio solo al suo secondo lavoro:
Manglobe, come molti sapranno, è infatti l'artefice di uno splendido
Samurai Champloo, un piccolo capolavoro di stile e realizzazione tecnica che ha sancito il ritorno di
Shinichiro Watanabe (
Cowboy Bebop) alla regia di una serie TV di animazione dopo cinque anni. Watanabe non compare nel cast della nuova serie ma il resto del team sembra tutto presente, per quanto riguarda almeno le posizioni chiave: alla direzione viene promossa
Shoko Murase (già responsabile di alcuni singoli episodi di
Samurai Champloo) che a livello di atmosfere si è già fatta apprezzare con
Witch Hunter Robin, e la sceneggiatura viene affidata a
Dai Saito che a livello generale o di singoli episodi si è occupato degli scritti di serie come
Cowboy Bebop, Ghost in the Shell: SAC, Eureka Seven e Samurai Champloo. Da segnalare infine una importante partecipazione internazionale per la O.S.T. della serie, e parliamo della concessione da parte del famoso gruppo britannico dei
Radiohead ad usare come tema principale la loro suggestiva
Paranoid Android (qualcuno ne ricorda il particolarissimo video?).