www.AnimeClick.it
Quotidiano di informazione su anime, manga e fansub italiano       RSS Flash News    RSS Fansub Releases    Italian Version    English Version   

CSS Drop Down Menu by PureCSSMenu.com

Ponyo sulla Scogliera

(Gake no ue no Ponyo; Ponyo on the Cliff by the Sea)

Voto: 8,609 - Leggi le recensioni - anime distribuito in Italia da Lucky Red

(Fantastico)

Se ti piace questo anime ti consigliamo di vedere:
Il mio vicino Totoro, Laputa, il castello nel cielo, La città incantata


Le recensioni sono moderate, pertanto se ritenute non adeguate o non costruttive saranno cancellate. Non si tratta di votare un anime, ma di fornire informazioni. Per favore spendete 5 minuti per darci una mano, se siete registrati potrete anche guadagnare dai 3 ai 10 punti utente ;-)

Utente:     Episodi Visti:     Voto:

Recensione (almeno 500 caratteri):

E-Mail (facoltativo):
L'E-Mail non sarà pubblicato, serve solo per contattarvi.

Inserisci il testo nell'immagine:
Tipo:
Film

Anno:
2008

Episodi:
1

Immagini:
29

Recensioni:
42

Valutazione:
8,609

Media Voti:
8,762




Ecco 5 recensioni delle 42 disponibili.




Screenshot 1 di Ponyo sulla Scogliera
Ponyo sulla Scogliera
Finalmente è arrivato in Italia il nuovo capolavoro firmato Hayao Miyazaki-Studio Ghibli:

Ponyo sulla scogliera, ovvero 崖の上のポニョ (Gake no Ue no Ponyo)
Assolutamente adorabile! Anche se leggermente più infantile rispetto alle ultime opere del Maestro, mantiene comunque un’atmosfera magicamente poetica nella sua semplicità, rappresentativa di tutte le sue produzioni. Durante i primi 10 minuti del film si può rimanere un po’ perplessi dalla grafica, molto infantile, appunto, specialmente durante la sigla di apertura. La stessa impressione si può avere vendendo i fondali estremamente “tinta pastello", ma anche se ci troviamo in piena generazione "computer grafica", a poco a poco questo nuovo stile “alla vecchia maniera”, che comunque andando avanti ritorna più simile al solito disegno “alla Miyazaki”, si fa molto gradevole. L’inizio ricorda vagamente “Fantasia”, con la scena corale di pesci, meduse e altre creature del mare che sembrano essere dirette mirabilmente dal primo personaggio che ci viene presentato, ovvero Fujimoto (peccato che non venga sviluppata molto la sua storia passata), molto credibile nelle vesti di immaginario ”direttore d’orchestra”, accompagnato da un’ottima colonna sonora classico-operistica; il tema della storia che segue è ispirato alla Sirenetta di Andersen, con chiari riferimenti a leggende giapponesi, tra le quali quelle sugli jinmengyo, ovvero i pesci con testa umana…
Il doppiaggio è di buona qualità, ottima la scelta di utilizzare dei bravissimi attori bambini per le voci dei protagonisti. Molto apprezzabile l'adattamento, rispettoso anche della pronuncia originaria dei nomi (”Soske” e non Sosuke, giustamente… a volte accompagnato dal corretto suffisso -chan che a parer mio aggiunge informazioni in più per gli esperti e non infastidisce chi non ne conosce la valenza), utili i sottotitoli ad alcune scritte giapponesi, ad esempio quella di “stop” sulla strada…

Unica pecca, se proprio vogliamo trovarla, il finale un po’ troppo precipitoso… 5 o 10 minuti (significativi ovviamente, non tanto per allungare) in più prima della conclusione non sarebbero stati di troppo.

In pratica:

assolutamente consigliato, buona visione a tutti!
Opinione di higashinokaze. Voto: 10
  

  



Screenshot 2 di Ponyo sulla Scogliera
Ponyo sulla Scogliera
Come sempre, quando mi trovo davanti ad un film di Miyazaki non riesco più a staccarci gli occhi e il cuore di dosso: anche Ponyo Sulla Scogliera mi ha suscitato questa sensazione, e tornerei al cinema a rivederlo anche subito.
L'opinione mi è comunque stata confermata dai bambini che sedevano nelle poltrone accanto alle mie... da quando è iniziato il film, nessuno di loro ha più aperto bocca fino alla fine (se non per chiedere "papà, cos'è uno tsunami?". Propongo di far visionare Ponyo alle scuole elementari per trarne spunti didattici, non mancano di sicuro!), completamente rapito dal film.

La trama è una rivisitazione Miyazakiana della fiaba della Sirenetta di Andersen... una storia semplice ma non banale (e più strutturata di Totoro) che riesce senza dubbio ad accontentare grandi e piccini: ci sono diversi spunti che vengono abbozzati velocemente, senza tanto spazio per approfondimenti (ad esempio quello dell'inquinamento dei mari), ma ritengo che non sia tanto una pecca di Miyazaki quanto una sua precisa scelta. Il fatto che suddette scene siano appena delineate non esclude che risultino comunque di grande effetto, e infatti mi hanno colpita profondamente e danno la possibilità di rifletterci in seguito, evitando di distogliere lo sguardo dal film e dalla trama principale.
L'inizio del film, con uno sguardo dettagliato alle profondità marine, lascia senza fiato; quando poi la storia prosegue, non c'è stato un attimo in cui mi sia chiesta "a che punto siamo del film", perché non mi interessava... la storia avrebbe potuto dipanarsi per ore, al posto dei 100 minuti, e comunque non me ne sarei accorta perché totalmente presa dalla visione. Ogni scena riempie di stupore per la tenerezza e la semplicità con cui viene raccontato l'amore... quello puro e incondizionato dei bambini, quello sfacciato e talvolta "incasinato" degli adulti, e infine quello un po' burbero, ma affettuoso, degli anziani.

I disegni sono un passo indietro rispetto alle ultime opere di Miyazaki, ma anche questo non fa che aggiungere un tono delicato e più fiabesco alla storia... i fondali disegnati a mano sono di una bellezza strepitosa, adorabili °_°!

I personaggi sono tutti ben fatti... partendo da Fujimoto e da Gran Mammare, stupendi pur nel loro ruolo piuttosto marginale; è un po' un peccato perché il non-detto affascina ed incuriosisce, e sarebbe stato bello saperne di più su entrambi ma, di nuovo, ciò non avrebbe che contribuito ad allontanare il focus della storia da Ponyo e da Sosuke, quindi si tratta di una scelta ragionevole, a ben vedere. E poi Ponyo e Sosuke: la prima è semplicemente adorabile... una pesciolina umana che ama la vita, che vuol vedere il mondo, a cui si illuminano gli occhi per ogni nuova cosa che Sosuke le insegna e le fa scoprire... le scene a casa di Sosuke sono tra quelle che in assoluto ho preferito, perché mostrano una quotidianità (il tè, il ramen, il pisolino) apparentemente banale, ma sbalorditiva, agli occhi di Ponyo, e agli occhi dello spettatore che si immedesima immediatamente nella situazione ^_^!
Ponyo è stupenda in tutte le versioni, da pesce a umana, a "gallina" (come è stata ribattezzata dal bambino che era seduto di fianco a me :p), è davvero il cuore del film; e Sosuke, con i suoi maturi 5 anni, si nota come il bambino che compie un gesto impulsivo, quello di salvare un pesce, e che poi mette tutto sé stesso per mantenere fede alla parola data, e ricevuta (è decisamente un esempio da cui i bambini di oggi dovrebbero imparare °_°).

Sono poi rimasta esterrefatta dall'adattamento, che ritengo in assoluto il migliore di tutti i film di Miyazaki finora realizzato! la perfetta caratterizzazione di tutte le voci, la corretta pronuncia di tutti i nomi ("Sòske" in testa), e infine il suffisso "-chan" che, da profonda amante della lingua giapponese mi ha letteralmente sciolto in due quando l'ho sentito ^_^! ritengo in particolare quest'ultimo molto significativo: è un termine che gli appassionati del Giappone (come me) vedono come chiaro segnale dell'amore profondo per l'adattamento che sia il più fedele possibile. Inoltre per l'uso che ne viene fatto penso che anche coloro che non conoscano questo vezzeggiativo riescano comunque a comprendere che si tratta di un termine affettuoso, e che non svilisce nè rende meno ben fatta la contestualizzazione.
Mi ha lasciato un po' perplessa solo il fatto che Sosuke non chiami Risa 'mamma', ma dopo un po' mi sono convinta che anche questo sia un segnale della vicinanza all'originale giapponese, e credo che nessuno possa dire di non aver capito il film soltanto per questo particolare (anche perché poi ad un certo punto appare lampante che Sosuke è il figlio).
Infine, un'ulteriore nota su cui voglio soffermarmi è l'uso della terza persona da parte di Ponyo: in Giappone è una pratica comune quella di parlare riferendosi a sè stessi in terza persona, soprattutto da parte di bambini e ragazzine adolescenti. Nel mantenere questa caratteristica l'adattamento italiano ha fatto, a mio avviso, un balzo di qualità spaventoso rispetto a lavori precedenti: perché Ponyo risulta davvero bambina, molto più di Sosuke, grazie a questo 'espediente', espediente che come ho già detto presumo (non ho visto l'originale giapponese di Ponyo, quindi non posso confermare questa mia ipotesi) che derivi dal corrispettivo giapponese . Come non ricordare il "A Ponyo piace il prosciutto" e "A Ponyo piace Sosuke"? appunto, è impossibile . E teniamo a mente soprattutto che Ponyo è ambientato in Giappone, da cui ne consegue che tali scelte non sono, come possono pensare alcuni, dettate dalla mancanza di contestualizzazione, ma dall'esatto contrario... come si vede il ramen, si sente pure la giapponesità nel linguaggio, e ci mancherebbe altro! è il toglierla che renderebbe il film meno calato nella realtà!

Le musiche sono splendide come ci si aspetterebbe dal genio di Joe Hisaishi (come avremmo fatto se non avesse scritto lui le colonne sonore dei film di Miyazaki °_°?), che ancora una volta conferma di aver centrato perfettamente i temi del film...su tutte spicca, per forza di cose, la canzone finale di Ponyo. E' stata tradotta in italiano in maniera eccellente, dal momento che è genuinamente accattivante proprio come la controparte originale giapponese :D

In sintesi: Ponyo non offre una visione impegnativa come 'La Città Incantata' 'Principessa Mononoke' o 'Il castello errante di Howl', ma non per questo va sminuito. Dal punto di vista tecnico me ne intendo poco, ma da quello emotivo so cosa ho visto e quindi...Andate a vederlo col cuore in pace, sapendo che Miyazaki è stato capace ancora una volta di creare un ottimo lavoro, ancora diverso dai precedenti, ma altrettanto bello. Miyazaki vi saprà stupire anche questa volta, in qualche modo, fidatevi ;)

Voto 10 per l'amore con cui è stato curato il film, sia nella versione originale sia per l'adattamento italiano, e per le sensazioni che ho ricevuto: mi portano a pensare che se davvero tutti gli abitanti della Terra potessero andare a vedere questo film per poi uscire dal cinema con il cuore entusiasta e felice che ha Ponyo, questo mondo sarebbe sicuramente più sereno.
Opinione di zettaiLara. Voto: 10
  

  


Screenshot 3 di Ponyo sulla Scogliera
Ponyo sulla Scogliera
Sono andato a vedere “Ponyo sulla scogliera” con il preconcetto che avrei visto un capolavoro, da bravo appassionato di film del maestro Hayao Miyazaki e dello studio Ghibli in generale. Forse non è una buona politica per chi scrive una recensione sul film, avere già le idee chiare su cosa vedrà, prima ancora di entrare al cinema, ma questa fiducia che ho dato a Ponyo, infatti non è stata tradita.

Erano le 15.00 del pomeriggio del, ed io e due miei amici anch’essi appassionati del cinema di Miyazaki, andiamo al primo (e unico) spettacolo, proiettato in uno dei pochi cinema di Roma che lo danno in programmazione una sola volta al giorno. Ci aspettavamo una folla gremita, e avevamo paura addirittura di non trovare posto, visto che dato il basso numero di proiezioni, credevamo che alla Prima affluissero un buon numero di fan del Sensei. Invece no. La sala era semi-vuota,tranne che per noi e un'altra decina di persone, di cui due ragazzi davanti a noi che erano appassionati di animazione, e gli altri erano genitori dall’aria annoiata con i propri bambini piccoli (d’altronde c’è da aspettarselo da un film per bambini!).

Finisce la pubblicità, finiscono i trailers, e compare il logo dello studio Ghibli. Io e il mio amico seduto accanto a me ci lasciamo andare in un applauso silenzioso. Inizia una emozionante sinfonia di immagini e musica, che come è già stato scritto in un'altra recensione, può ricordare “Fantasia”. Lo stile di disegno e animazione non può essere confuso: è la pulizia dell’immagine e del movimento che forse, per quanto riguarda l’animazione tradizionale, oggigiorno solo Miyazaki riesce a regalare. Fin dai primi minuti si simpatizza con la pesciolina Ponyo, che in tutto il film non riesce mai a rendersi tediosa, nonostante i suoi modi infantili.

Iniziano i titoli di testa, unica parte del film che secondo me si allontana con lo stile del resto della pellicola a causa dei tratti che vogliono ricordare il disegno di un bambino, ma questa è una scelta stilistica e io non sono nessuno per dire a Miyazaki che sarebbe stato meglio farlo diversamente. Buona idea quella di modificare i titoli di testa della pellicola italiana in modo da far comparire i nomi dei nostri doppiatori,tra l’altro con lo stesso stile di scrittura dell’originale giapponese, invece dei doppiatori originali nipponici: accorgimento che non tutti fanno, oppure se lo fanno, è con dei volgari cartelli appiccicati sopra il nome giapponese sfocato. Compare il nome di Hayao Miyazaki; altro applauso silenzioso.

Comincia la trama vera e propria del film: Ponyo, dirigendosi verso la superficie del mare spinta dalla curiosità, rimane sbadatamente incastrata dentro un barattolo (ritorna il Miyazaki-Ambientalista di Nausicaa, La principessa Mononoke e altri film), ma viene salvata da Sosuke: un bambino che va all’asilo, e che vive con la madre Risa. Ponyo si “innamora” di Sosuke, nel senso usato da due fidanzatini all’asilo, e per questo decide di diventare una bambina come lui. Il suo allontanarsi dal mare, in quanto essa creatura magica, comporterebbe una catastrofe di grandi proporzioni; per questo Fujimoto, uno stregone protettore delle profondità marine, nonché padre di Ponyo, cerca di riportarla sott’acqua.

Non svelo il resto della trama del film perché in quanto molto essenziale e prevedibile, come in Totoro, che punta ad essere capita anche da un bambino piccolo, non è l’aspetto cruciale del film, come lo è invece la caratterizzazione dei personaggi o ancora di più lo stile pastelloso del disegno, attraverso il quale Miyazaki vuole evocare un senso di felicità per i più piccini e un ritorno all’infanzia per i più grandi. È per questo che si discosta definitivamente, tra l’altro dichiarando che non avrà più intenzione di usarla, dall’uso della Computer Grafica: in quanto essa mette in risalto una superflua artificiosità dell’immagine, prediligendo invece la totale animazione tradizionale fatta di fondali e rodovetri.

Pur non conoscendo come siano le voci giapponesi, l’adattamento italiano, lo giudico buono, infatti le voci sono a mio parere azzeccatissime così come l'intonazione del parlato, ma ci sono alcune cose che mi hanno stonato: sicuramente la traduzione è perfetta, ma si poteva contestualizzarla un pochino di più a quella che è la mente di un bambino italiano. Solitamente non si chiama la propria madre per nome, infatti all’inizio dato che Sosuke la chiama sempre “Risa” sono stato con il dubbio se ella fosse stata in effetti sua madre oppure fosse solo una sua tata. Anche se gli otaku probabilmente apprezzano la cosa, si sarebbe potuto evitare di tenere i suffissi "chan" e "kun" del giapponese, dato che uno spettatore non preparato potrebbe chiedersi cosa significhino. A circa metà film poi c’è una frase che dice Sosuke a Ponyo per spiegarle “La combustione del Propano”. Mi chiedo se un bambino di 5 anni possa conoscere queste parole!

Alla fine del film siamo usciti pienamente soddisfatti dal cinema e personalmente me lo sono andato a rivedere una seconda volta (anche se per accompagnare un’altra compagnia che mi aveva invitato). Avrei potuto farne a meno, ma non me la sono sentita di rifiutare e mi sono goduto “Ponyo sulla scogliera” con molto piacere una seconda volta.

Al film io gli darei un bel 10, totalmente meritato a mio parere, ma purtroppo in Italia non si è diffuso questo tipo di cultura, e le occasioni per una persona media di poter vedere questo film sono pochissime, dato l’esiguo numero di cinema e di spettacoli in cui viene proiettato. E pare non si faccia niente per migliorare. O sono i soldi che non ci sono, oppure (e da questo punto di vista è un bene) lo studio Ghibli e Miyazaki in particolare, produce film di nicchia, che a parte i bambini, solo degli intenditori possono apprezzare appieno.

Un plauso dunque al grande Hayao Miyazaki e a tutti coloro che hanno lavorato al film, che hanno contribuito a un altra piccola perla del cinema d'animazione, che penso abbia ancora molto da dare. Complimenti anche alla Lucky Red per il lavoro svolto, con l'augurio che in futuro possano investire un po di più su questo genere, al fine di farlo conoscere a un più ampio pubblico.

Attendo con ansia l'uscita nei cinema italiani di "Totoro"!
Opinione di Boulayo. Voto: 10
  

  


Screenshot 4 di Ponyo sulla Scogliera
Ponyo sulla Scogliera
Poesia, emozioni, magia con in sottofondo il rumore del Mare.
Miyazaki sembra superarsi ogni volta, anche quando ti attendi qualcosa che non appartiene alla tua età...
Ponyo sulla Scogliera é un viaggio magnifico nel mondo interiore di un uomo che per tutta la sua vita ha sempre saputo raccontare storie incantate per tutte le generazioni.
Sin dal magistrale incipit che ci porta in fondo a un mare pieno di pesci dai mille colori e di ogni forma e razza, si presagisce che questa è un'opera preziosa.
Come bimbi ci riscopriamo a osservare lo strambo padre di Ponyo intento a dare vita a creature differenti, un po' come Miyazaki stesso con la sua arte.
Rapiti osserviamo la scena senza capire bene cosa stia succedendo e la cosa si ripeterà per tutta la durata della pellicola.
E a un tratto eccola spuntare: Ponyo la pesciolina morbida e sofficiosa.
Come non rimanere estasiati da tale visione?
Come non sperare che riesca a fuggire dalla nave dove è tenuta reclusa e come non parteggiare per lei quando rischia di essere prima pescata da una rete gigante per poi rimanere incastrata in un barattolo di vetro?
Ponyo è un film innanzitutto emozionante.
Ti rapisce letteralmente e ti strega con la sua poesia.
Sono tante le scene che ritornano alla mente dopo che la visione è terminata, tante ci scopriremo a rivedere con gioia e trepidazione una seconda ed una terza ed infinite volte.
E' difficile esprimere quello che ci comunica il cuore, ma ci accorgiamo quando questo ci parla.
A me è successo con questo film.
La colonna sonora di Hisaishi sottolinea ogni istante di quest'opera con sapienza, come a regalare quel sussulto in più a un animo già rapito.
L'animazione vive di colori vivi e tenui, quasi di dipinti in movimento che vanno dalle tinte giallo soavi della casa sulla scogliera all'impeto furente del blu scuro e nero dello tsunami e della tempesta da cui fuoriesce la gioiosa protagonista.
In Ponyo si percepisce un'invisibile mano che sa donare tranquillità anche nei momenti più concitati, una mano che trasporta personaggi e pubblico tra insidie e paure a volte infondate, figlie del terrore del diverso, del nuovo.
Questa si concretizza nella madre di Sosuke, quando arriva la tempesta che dilaga con pioggia e vento spaventosi; si trasforma nella mamma di Ponyo quando la situazione sembra ormai disperata e il mondo è stato sommerso; diviene corale quando dopo il tripudio di onde torna la calma e la gente si unisce gioiosamente per far fronte insieme alla mareggiata.
Miyazaki vuole dirci che nonostante i problemi e le insidie saranno molti nelle nostre vite, se affrontati con il giusto spirito tutto si risolverà nel migliore dei modi.
L'amicizia e l'amore sono i cardini di quest'opera come dell'esistenza di tutti noi.
Il film infatti è sicuramente stato scritto per un pubblico di giovanissimi, ma è possibile leggerlo a più livelli, profondi come il mare stesso.
Può essere semplice favola avventurosa o trasformarsi in una molteplicità di spunti relativamente alle situazioni, alle persone e al mondo tutto giapponese da cui deriva.
Fortunatamente infatti, l'adattamento italiano non ha occultato, come spesso succede, termini ed espressioni provenienti dal sol levante.
Sentire in un film al cinema il suffisso chan o udire qualcuno menzionare la favola di Urashima Taro è semplicemente splendido.
Mette in contatto la nostra cultura con quella di un popolo distante migliaia di miglia da noi.
Permette a neofiti e genitori di bambini curiosi di documentarsi (anche solo su internet) per rispondere a domande di cui non conoscono la risposta.
Ponyo serve a stimolare la curiosità per una cultura differente e millenaria ed in questo penso che risieda il valore di un doppiaggio e di un adattamento finalmente consoni ad un'opera di questa portata.
Opinione di Jay.. Voto: 9
  

  


Screenshot 5 di Ponyo sulla Scogliera
Ponyo sulla Scogliera
Miyazaki torna ad incantarci con un’opera di grandissimo valore: Ponyo sulla scogliera. Essendo un lavoro del grande maestro Hayao i disegni sono semplicemente spettacolari. I fondali marini vengono rappresentati con estrema cura dei particolari, e il risultato finale è un mischiarsi di colori e immagini che da soli valgono tutto il prezzo del biglietto. È bello vedere come ancora oggi, nel mondo dove ormai la tecnologia ha preso il sopravvento e col computer puoi fare tutto, dei disegni disegnati a mano, riescano a far capire come l’opera di maggior valore è quella che richiede più tempo, e che sempre e comunque la tecnologia (per quanto utile) non potrà superare la bellezza di tali disegni che ti si stampano nella mente e, soprattutto, nel cuore. Il film inizia proprio così, con una visione del mare semplicemente spettacolare. Le tantissime specie di pesci rappresentate (durante tutta la durata del film) sono tra le più diverse e colorate. La pesciolina Ponyo, circondata dalle piccole sorelline che come lei hanno la testa da bambine e il corpo da pesce, si distingue subito tra tutte per la sua semplicità (che rappresenta il suo carattere). La trama non ha grandi pretese, e soprattutto, è rivolta a tutti (coloro che abbiano voglia, e siano ancora capaci, di sognare); infatti Miyazaki con quest’opera decide di utilizzare una storia che parla di un’amicizia magica, tra un bambino di nome Sosuke, e la tenerissima Ponyo. Subito si nota di fondo la critica verso l’inquinamento dei mari, infatti Ponyo finisce con la testa incastrata in un barattolo per colpa della sporcizia accumulatasi nel fondale, per poi raggiungere la riva, dove verrà trovata da Sosuke. Sosuke fa subito amicizia con Ponyo, la quale, grazie a una gocciolina del sangue del bambino, riuscirà a prendere forma umana e raggiungere il bambino che ha promesso di proteggerla. Il film riesce anche a far ridere, infatti le scene comiche non mancheranno, in particolare quando Ponyo è una bambina, e non abituata ad esserlo, compirà strane azioni. Ponyo usa la magia per aiutare e soddisfare le richieste di Sosuke, ma per colpa di essa, Ponyo rischia di distruggere il mondo. A tentare di impedire che ciò accada ci sono prima Fujimoto, il padre di Ponyo, poi anche Granmammare, la madre. Il primo resta un personaggio importante, ma a cui secondo me viene dedicato troppo poco spazio, infatti il suo passato non viene svelato, e ha comportamenti strani e ostili verso gli umani che non vengono totalmente spiegati; si può dire che Fujimoto resti un mistero da svelare per tutto il film, e che anche alla fine del film ancora alcune domande su di lui non trovino risposta. Granmammare, invece, rappresenta la dea del mare, creatrice di tutte le forme di vita marine, e quindi un ideale di mamma, che comprende i desideri di Ponyo, e cerca di trovare una soluzione, in modo che lei possa essere felice. Questo dimostra la sua bontà verso lei e tutte le forme di vita, che, seppure abbia un ruolo secondario, la contraddistinguerà. Anche Risa, mamma di Sosuke, è un personaggio femminile di rilievo, ed è uno dei personaggi più energetici, carichi di gioia e simpatici del film. Le musiche che accompagnano moltissime scene del film sono bellissime e perfette per ogni situazione. Inoltre il doppiaggio e la traduzione sono lodevoli, le voci sono adatte ai vari personaggi e simili alle originali e pure la canzone di chiusura è stata arrangiata stupendamente, mantenendo il significato.

Per concludere, posso dire che Ponyo sulla scogliera sia, come tutte le produzioni di Miyazaki, un film eccezionale, che riesce attirare a se tutte le persone, di qualsiasi età: adulti e bambini, raccontando di una storia magica che saprà far sognare tutti quelli che insieme a Sosuke e Ponyo, credono ancora nel valore dell’amicizia.
Opinione di Keroro. Voto: 9
  

  

Screenshot 6 di Ponyo sulla Scogliera

Screenshot 7 di Ponyo sulla Scogliera

Screenshot 8 di Ponyo sulla Scogliera


Screenshot 9 di Ponyo sulla Scogliera

Screenshot 10 di Ponyo sulla Scogliera

Screenshot 11 di Ponyo sulla Scogliera

Screenshot 12 di Ponyo sulla Scogliera

Screenshot 13 di Ponyo sulla Scogliera

Screenshot 14 di Ponyo sulla Scogliera

Screenshot 15 di Ponyo sulla Scogliera

Screenshot 16 di Ponyo sulla Scogliera

Screenshot 17 di Ponyo sulla Scogliera

Screenshot 18 di Ponyo sulla Scogliera

Screenshot 19 di Ponyo sulla Scogliera

Screenshot 20 di Ponyo sulla Scogliera

Screenshot 21 di Ponyo sulla Scogliera

Screenshot 22 di Ponyo sulla Scogliera

Screenshot 23 di Ponyo sulla Scogliera

Screenshot 24 di Ponyo sulla Scogliera

Screenshot 25 di Ponyo sulla Scogliera

Screenshot 26 di Ponyo sulla Scogliera

Screenshot 27 di Ponyo sulla Scogliera

Screenshot 28 di Ponyo sulla Scogliera

Screenshot 29 di Ponyo sulla Scogliera

Motore di ricerca interno al sito.
Cerca nel sito:
 
Non riusciamo a capire chi sei!
Inserisci i tuoi dati di accesso:



Non sei registrato?

Registrati!








Ricordati di me


Le schede Anime e Manga di AnimeClick.it.
Visita le seguenti schede Anime e Manga:

Forum Lista Anime Flash News


Sito Partners
















Utenti On-line: 539
Record: 797 Utenti (28/7/2010)