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La Città Incantata, in Giappone " Sen to Chihiro no Kamikakushi",
è
un Film
del 2001.
L'Anime è distribuito in Italia da Buena Vista.
A fondo pagina puoi vedere 23 immagini per farti un'idea di questo titolo, mentre se vuoi cercare ulteriori informazioni ti consigliamo di visitare AniDB.
La Città Incantata è stato recensito da 29 utenti ed ha conseguito una valutazione di 9,061, a fronte di una media dei voti pari a 9,345.
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Tipo:
Film
Anno:
2001
Episodi:
1
Immagini:
23
Recensioni:
29
Valutazione:
9,061
Media Voti:
9,345
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Immagini scelte da Zelgadis |



La Città Incantata
Nel 2001 dalla direzione di Hayao Miyazaki e dalla produzione dello studio Ghibli nasce uno dei grandi capolavori dell'animazione giapponese, uno di quei film che prendono posto nella storia in pochissimo tempo e non se ne andranno mai più: La Città Incantata. La trama è tanto semplice quanto incredibile, non ci sono parole atte a descrivere la freschezza di questo prodotto, non ci sono frasi tali da far capire la grandezza, però sapendo chi ha scritto e diretto la storia non dobbiamo sorprenderci, anzi dobbiamo sempre e solo sperare che "EGLI" produca più opere possibili perchè quasi sicuramente andranno a far parte dei più grandi prodotti. Come in molti prodotti di Miyazaki anche in questo predomina la parte fantasy: il tutto è visto dagli occhi di una fanciulla, dinanzi ad essa infatti si manifesteranno le cose più impensabili e strabilianti che un adulto che ha perso la sua immaginazione non potrà mai vedere. Il film si basa principalmente sulla crescita interiore della piccola protagonista, la quale all'inizio è visibilmente molto impaurita da ciò che la circonda, ma man mano che prosegue l'avventura supererà le sue paure fino a divenire padrona delle sue azioni e riuscire nel suo intento. Credo che non ci sia bisogno di parlare della parte tecnica perchè essa è eccelsa sotto tutti i punti di vista, mai un difetto, mai una sbavatura, tutto curato maniacalmente in modo da contornare una grande opera. Davvero mi sento di consigliare quest'opera a tutte le persone di tutte le età perchè è davvero un'esperienza da non perdere, credo inoltre che i genitori lo dovrebbero far vedere ai più piccoli insieme alle fiabe Disnyane poichè questo senza alcuna ombra di dubbio non potrà mai sfigurare: due ore di una storia meravigliosa che rimarrà nei cuori di chi le vede per tutta la vita.



La Città Incantata
Un Bildungroman animato, una delicata metafora del cambiamento interiore e della crescita affrontato con la piu' sublime poesia dell'animazione.
Tempo or sono, fui particolarmente colpito dalla delicatezza visiva che Miyazaki offre allo spettatore, sia per l'attenzione al dettaglio, sia per la scelta dei colori (anche fondali scuri si vivacizzano con le esplosioni piu' inattese), nonche' per la maestose qualità del disegno, in antitesi rispetto alla dilagante ed invasiva moda del 3d. Non Vorrei sembrare inopportuno e impreciso, ma l'impatto che piu' suggestiona all'inizio e' la sensazione di rivivere un capolavoro Dinseyano vecchio stile, un Pinocchio tra i Cucu' redivivo.
La vicenda non appare ne' forzata ne' irreale, i sentimenti mai anti-umani, Miyazaki esalta i piu' sinceri e spontanei "movimenti del cuore", in un panegirico di bontà. Forse e' proprio questo che, alla luce di un'analisi senza fronzoli e innamoramenti, puo' essere indicato come l'anello debole della sua produzione. L'autore e' un inguaribile ottimista, un vecchio fanciullo, sia sul tema umano che su quello ambientalista; e per un mio gusto personale, anzi desiderio, anelo ad una futura produzione meno ingombrata di miele e con maggiori chiaro scuro, piu' "amara" e quindi piu' "nostra", anche in considerazione della durata.
Prodotto ottimo, anzi eccellente; bellissimo da vedere, destinato ad un pubblico giovane ma adatto anche alla visione degli adulti. Si spera che tanto talento si occupi prima o poi di temi pesanti e difficili, anche solo per apprezzarne una sua interpretazione



La Città Incantata
Come sempre il maestro Miyazaki stupisce e stupisce e stupisce ancora, nonostante questa a mio parere non sia affatto una delle sue migliori opere, anche se non cambia il fatto che si tratti di un bellissimo e indimenticabile lungometraggio, che lo ha portato addirittura ad aggiudicarsi l'orso d'oro alla prestigiosa competizione nota come Festival di Berlino. Trovo un po' strano che questo sia avvenuto con La città incantata, perché in precedenza Miyazaki aveva creato capolavori di ben più ampio spessore, fra cui il mio preferito, Nausicaa.
L'atmosfera che si respira, tuttavia, è quella classica, magica, inimitabile dei film del maestro: questa volta si narrano le avventure e disavventure di Chihiro, una bambina che costretta a traslocare assieme ai genitori, finisce con loro per perdersi in una foresta, capitando fortuitamente al limitare di una grande abitazione sconosciuta. Gli eventi porteranno la tranquilla famigliola a entrare in questa casa, venendo a conoscenza di misteriosi quanto strani personaggi, talvolta buffi, altre volte quasi spaventosi. La trama ricorda a grandi tratti la fiaba di Hansel e Gretel, ovviamente solo in alcuni punti, sovviene alla mente come la bambina entrando in questa misteriosa magione si trovi ad avere a che fare, fra le varie strambe conoscenze, con una vecchia che pare davvero una strega. Ovviamente Miyazaki scende più in profondità, crea una vicenda dal ritmo piuttosto blando (sarebbe stato più adatto un ritmo elevato in alcuni frangenti) ma dai colori brillanti e cangianti, i personaggi calati in scenari meravigliosamente fiabeschi, che si rivelano man mano che la storia procede una goduria per l'occhio. Ancora una volta i disegni sono totalmente a mano, gli scenari idem, simili a veri quadri, le animazioni fluide e la cromatica sapientemente utilizzata dall'autore conferisce ancor più l'aspetto di fiaba misteriosa e anche a tratti un po' inquietante, ricca di eventi e creature sovrannaturali.
Ma la città incantata è un film per tutti, un'altra allegoria delle fiabe passate in chiave moderna, forse non uno dei lavori migliori di Miyazaki, come espresso in precedenza, ma sicuramente un pezzo da novanta che non deve mancare assolutamente a tutti gli appassionati di anime.
Per terminare, anche la colonna sonora è godibile e introduce le situazioni, i personaggi e gli scenari in modo attento e regala realismo, spessore e emozione ad ogni scena.



La Città Incantata
Ennesimo capolavoro di un cineasta che è entrato di diritto nell'olimpo dei più grandi registi di sempre, con il suo stile unico e inimitabile, il suo linguaggio raffinatissimo ed elegante comprensibile a tutti, e la sua sfrenata fantasia senza limiti. Non conosce paragoni per grandezza e innovazione, ricerca stilistica e profondità di contenuti.
Con quest'opera (una moderna Alice nel paese delle meraviglie infarcita di significati e simboli che debordano ad ogni fotogramma), raggiunge vette che solo egli stesso era stato capace di raggiungere con le sue precedenti produzioni.
In questo film la fantasia è finalmente al potere, e, grazie al suo geniale autore, non conosce limiti.
Nei panni della giovane protagonista siamo catapultati in un mondo incantato dalle molteplici sfaccettature, dove l'avventura e la sorpresa sono sempre dietro l'angolo e ci tiene incollati allo schermo fino ai titoli di coda.
Realizzazione tecnica, dai disegni alle musiche, all'altezza dello studio ghibli, che ormai ci ha abituato a questi livelli di magnificenza.
Banalmente dico che se non ci fosse questo regista bisognerebbe inventarlo! E pensare che solo quest'opera ha avuto un più che mai giusto riconoscimento dalle istituzioni occidentali (mi riferisco all'oscar per l'animazione, anche se io, da fan sfegatato, gli avrei dato anche quello per il miglior film, regia, etc. etc.).
Se non avete ancora visto quest'immortale film, beh, vi invidio un po' perchè avrete il piacere di vederlo per la prima volta, il che non ha prezzo. Ve lo consiglio vivamente!
Opinione di bob71. Voto: 10.0000



La Città Incantata
Beh, che dire? Orso d’oro, premio alla carriera a Venezia per Miyazaki, oscar come miglior film d’animazione, una caterva di cori plaudenti e consensi unanimi dall’industria del cinema occidentale, ecc. ecc. … Beh, diffidate dalle jury – specialmente l’Academy – sempre e comunque. Voglio dire, oscar a Shrek e nomination di robe come Bolt o Madagascar (per non dilungarmi sulla cecità verso maestri assoluti del cinema – Kubrik e Tarantino su tutti!)?
Che Miyazaki meritasse un riconoscimento internazionale per il suo genio inesauribile e fatato, questo è fuori discussione. Ma riceverlo per questo film, liquida la faccenda con lo smacco di vederlo assegnato a uno degli anime più Disneyani che abbia visto (il ché spiegherebbe il grande apprezzamento internazionale), e non ad altre opere ben più intense e di spessore dello stesso regista. Per carità, nulla da dire sulla parte visiva o quella musicale. Sotto questo aspetto le opere del maestro sono sempre meravigliose, e questa non è da meno; anzi è probabilmente una delle più riuscite sotto l’aspetto dell’atmosfera incantata della città, delle ambientazioni e dei fondali sempre magici, e di tutta la suggestione incantevolmente favolistica che, complici dei colori superlativi, ammanta l’opera di un barocco sublime e fatato. Tuttavia la storia è troppo esile per reggere da sola tutto quest’apparato riccamente tessuto. Alcune parti sono geniali, alcune scene divertentissime, delle situazioni appaiono davvero affascinanti, altre sembrano uscite da sogni di bambini. Come al solito ci viene servita una carrellata di personaggi strampalati, particolarissimi e decisamente simbolici, quasi tutti ben riusciti, ma – tranne pochi – carenti di uno spessore e di un carisma che possano catturare. Tutto sommato si può riassumerla, la trama, nella classica fiaba a sfondo sess… ehm, amoroso, con varie prove da superare, percorsi che si incrociano e si separano, varie lezioni e morali da apprendere e una bella risoluzione finale che fa contenti tutti i piccini, e gli uomini meno piccini ma amanti dei lieti fini dolci e teneri. Ma che viene trattato alla fine? Di duro, o intenso, o drammatico, o impegnato, o profondo, o enigmatico, o struggente, voglio dire, che ti lascia? Molto leggero, piacevole da guardare, senza eccessi… per chi queste cose sono un pregio – allora questo è un film imperdibile. Ma personalmente ritengo che formalmente, concettualmente, dal punto di vista della profondità e per tematiche affrontate, è “Howl” il capolavoro assoluto di Miyazaki. Certo vado sempre contro corrente (e me ne vanto anche…), ma delle volte il nome è talmente ingombrante che fagocita nella sua aura tutto quello che produce, e si finisce innegabilmente per sovrapporre all’opinione limpida sulla singola opera, il giudizio qualitativo e il valore globale di Miyazaki. Tutto questo per dire che fa riflettere – riflettere parecchio –, lascia interdetti, sdegna e provoca una frustrazione senza limiti che lo stesso “Howl”, “Mononoke”, il recente e stupendo “Sky Crawlers”, “Jin-roh”, “Innocence”, e in assoluto sopra tutti, “Ghost in the Shell”, non abbiano ricevuto dalla “critica specializzata” nemmeno 1/10 della lode e dei riconoscimenti che strameritavano, – tranne che da una cerchia ristretta di appassionati e intenditori reali di cinema, quello vero. È stato infine premiato il cinema d’animazione orientale, o semplicemente qualcosa che si avvicinava al giudizio edulcorato, disimpegnato e poco profondo che nella maggior parte dell’occidente si lega all’animazione? C’è da trarre anche delle conclusioni.


Immagine 6 di 23 di La Città Incantata

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Immagine 23 di 23 di La Città Incantata
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