Una per Tutte, Tutte per Una
(Ai no Wakakusa Monogatari /// Little Women (1987))
Voto: 7,778
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 (Storico, Drammatico)
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Meisaku, Piccole Donne
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Una per Tutte, Tutte per Una, in Giappone " Ai no Wakakusa Monogatari",
è
una Serie TV
del 1987 composta da 48 episodi.
L'Anime è distribuito in Italia da Mediaset.
Questo anime fa parte dei gruppi: Meisaku, Piccole Donne.
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Una per Tutte, Tutte per Una è stato recensito da 5 utenti ed ha conseguito una valutazione di 7,778, a fronte di una media dei voti pari a 8,400.
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Tipo:
Serie TV
Anno:
1987
Episodi:
48
Immagini:
39
Recensioni:
5
Valutazione:
7,778
Media Voti:
8,400
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Anime del 1987 della Nippon Animation ispirato al romanzo per ragazzi del 1868 “ Piccole donne” di Louisa May Alcott. Immagini scelte da Cloud9999 |



Una per Tutte, Tutte per Una
Tratto dai primi due dei quattro celebri romanzi per ragazze di L. M. Alcott, "Piccole donne" e "Piccole donne crescono", l'opera si inserisce in quel filone molto in voga negli anni '80 di anime ispirati a opere letterarie occidentali di fine '800 - inizio '900 (tra i quali ricordiamo a puro titolo di esempio "Heidi" e "Papà Gambalunga").
In questo caso la fedeltà agli originali non si limita alla trama o a singoli episodi, ma talvolta a intere scene e dialoghi ricalcati pari pari dai due testi di riferimento, seguiti quasi fossero dei copioni teatrali. Il che è un bene, perché l'anime mantiene la coerenza originaria, ma anche un male, perché finisce per essere un po' asettico, e non sempre ciò che è efficace se letto in un vecchio romanzo può essere altrettanto efficace se trasposto in animazione. Le variazioni si limitano purtroppo solo a intermezzi, spesso superflui e poco interessanti ai fini della trama.
Dal punto di vista realizzativo l'anime è nella media: a un buon character design, delle animazioni estremamente naturali e fondali discreti e semplici che però raggiungono efficacemente il loro scopo, si contrappongono una propensione per campiture piatte (quasi uno standard nel periodo in cui l'anime è stato realizzato), una fotografia inesistente (non esiste praticamente nessuna variazione d'atmosfera data da luce e colori) e, soprattutto, una regia statica e ripetitiva (le uniche inquadrature presenti sono fisse o a lento scorrimento, quasi sempre ad altezza d'uomo; non si trova assolutamente nessuno zoom, e nessun effetto di movimento).
La colonna sonora non brilla per originalità, ma ha alcuni temi caratteristici e molto riconoscibili. Buono l'inserimento di pezzi di pianoforte del periodo tardo-Settecentesco e Romantico, spesso associati alla figura di Beth.
Se si sono amati i romanzi della Alcott, o se li si vuole conoscere un po', la visione di quest'opera può essere molto piacevole. Si astengano coloro che in un anime pretendono novità, narrative o tecniche.



Una per Tutte, Tutte per Una
[ATTENZIONE! CONTIENE SPOILER!] Una per tutte, tutte per una è un anime che ho visto da bambino e che ora è riproposto sul digitale terrestre su Boing. La storia fa parte del “World Masterpiece Theatre” e narra le vicende di quattro sorelle: Meg, Jo, Beth e Amy.
Le loro vicende avvengono in concomitanza con la guerra di secessione, all’inizio dell’anime le quattro sorelle abitano a Gettysburg con la madre Mary, la domestica Hanna, mentre il padre George è impiegato al fronte. Non passa molto tempo che la Famiglia March vede la sua città attaccata e distrutta dall’esercito sudista, allora decidono di andare a vivere presso la zia di George, Marta March a Plumfield.
La loro permanenza nella casa non è vista di buon occhio dalla zia all’inizio, però poi imparerà ad amare le nipotine come figlie. Qui le ragazze si danno da fare per aiutare la madre a cercare una casa e a lavorare per poter guadagnare i soldi necessari a vivere senza dipendere dalla vecchia Marta; Meg diventerà baby sitter, mentre Jo inizierà a scrivere per un quotidiano locale, non senza avere dei battibecchi col suo nuovo collega Anthony, il quale però la aiuterà a trovare la casa che tanto cercavano.
Qui entrano in gioco i signori Lawrence, i vicini di casa della famiglia March, lo zio ricco ed anziano, il nipote Lauri ed il servo John Brook (il quale si fidanzerà con Meg). Ora la storia si fa un po’ più complessa e il ritmo di narrazione più veloce, senza togliere nulla alla vicenda.
Meg e Jo fanno il loro debutto in società, non senza qualche intoppo ed è proprio qui che la famiglia March stringe amicizia con Lauri, e poco dopo anche con lo zio che rivede in Beth la nipotina scomparsa anni prima.
Qui la storia si fa un po più “tragica” ovvero:
- La guerra finisce ma Mary viene chiamata urgentemente a Washington per accudire il marito gravemente ferito ed in pericolo di vita;
- Beth mentre prestava aiuto ad un afamiglia si ammala e rischia anch’ella la vita.
Al ritorno della madre però è tutto sistemato. Dimenticavo la voce barrante come si capisce praticamente subito è quella della piccola Amy.
Un anime appassionante, anche se non è il mio genere preferito, che non annoia. La storia è carina, il disegno abbastanza buono e i personaggi sono ben caratterizzati. Lo consiglio più che altro per cultura personale e per chi non vuole cimentarsi in visioni troppo complesse. Voto 7…!!!!



Una per Tutte, Tutte per Una
Bellissimo!!! Piccole donne è una serie che mi ha accompagnato sin da bambina e lo ricordo davvero con molta nostalgia! Ispirato al famosissimo romanzo, questa serie narra le vicende di una famiglia, contemporaneamente con la guerra di secessione che purtroppo ad un certo punto, costringe la famiglia ad abbandonare la città.
E' una storia, a mio parere, molto appassionante, commovente e sentimentale perchè ti insegna sempre a lottare ed andare avanti nei momenti difficili non perdendo mai la speranza. Inoltre ti insegna a crescere e nonostante gli alti e bassi tra le quattro sorelle, prevale il senso e il valore della famiglia. Molto belli i disegni e ben curati tutti i personaggi. Unico!
Opinione di simona. Voto: 10.0000


Una per Tutte, Tutte per Una
Nel 1987 con la regia di Nobushiki Yamazaki va in onda per la prima volta “Ai no Wakakusa Monogatari” traducibile come : "La romantica storia delle piccole donne", Importato in Italia nell’89 con il titolo “Una per tutte, tutte per una”. Non è la prima volta che l’animazione nipponica guarda con curiosità lo splendido romanzo della Alcott, di stampo semi-autobiografico e fortunato di ben 5 sequel, tanto che già nell’81 la Toei aveva prodotto una serie simile. Si può dire che “Una per tutte, tutte per una” sia una sorta di sunto di due romanzi in un’anime : “Piccole donne” e “Piccole donne crescono”(1868-70).
La trama si svolge nei pressi di Gettysburg (famosa località simbolo della guerra di secessione americana), dove la signora Mary March, le sue quattro figlie : Meg, Jo, Beth e Amy, e la domestica Hannah, vivono una tranquilla esistenza lontane dal padre George, al fronte per combattere i secessionisti del sud. La loro vita cambia radicalmente con l’avanzare delle armate sudiste che distruggono la città e la casa dei March, imponendo alla famiglia una repentina fuga e il disagio che, l’abbandono della propria vita comporta. Felicità e drammi si susseguono a ritmo piuttosto incalzante e la serie mostra l’evoluzione delle ragazze da adolescenti indisciplinate a piccole donne (per l’appunto). Messe di fronte ad alcune difficoltà e responsabilità ognuna di loro avrà un modo alquanto personale di reagire alle diverse situazioni che si paventano alla porta dei March. Jo (la trasposizione di May Alcott nel romanzo) è la più indipendente e irruente delle 4, perno centrale di molte vicende e incredibilmente umana nei suoi gesti. Viva, passionale, solare, Jo è indubbiamente il ritratto di un’adolescenza gioviale, che guarda il mondo con occhi pieni di sogni e speranze. Meg e la madre Mary sono molto più austere, mature, data l’età, e conformi alla tipica immagine della donna ottocentesca. Beth e Amy sono due opposti. Beth è riservata e molto timida, mentre Amy, la più piccola della casa sembra aver preso il caratteri di Jo. Assieme, le ragazze, formano uno scorcio di vita colorato, genuino e molto dolce. I personaggi di contorno sono anche loro molto ben delineati, a partire da Hannah, la domestica, l’eterno amico Laurie, la zia March con la sua severità innata e il suo viso indurito da anni di austerità, fino ai personaggi inventati dagli sceneggiatori nipponici, come David, il dissoluto nipote della zia March. Il tutto è commentato dalla voce narrante di Amy, una voce adulta, che lascia trasparire come questa parli dei fatti parecchi anni dopo il loro svolgimento.
La produzione giapponese si è parecchio sforzata di mantenersi fedele al romanzo originale, tuttavia, una discrepanza palese, rende parecchio difficile mostrare quelli che sono, sul finale del romanzo, i rapporti tra le sorelle. Nel romanzo della Alcott, Beth, la timida sorellina introversa, muore di scarlattina. Nell’anime invece guarisce. Questo evento, radicale e importante nel testo, stravolge di parecchio la storia in quanto molte decisioni che le sorelle affrontano, sconvolte dalla perdita di Beth, nell’anime sembrano prese quasi per caso. Meg che tra tutte è la più legata alla sorellina, tanto da apparire, per le sue premure, come una seconda madre, sceglie di sposarsi dopo la morte di questa, mentre l’anziano e burbero signor Lawrence, che in Beth rivedeva la nipotina perduta, si richiuderà in un muto pessimismo. L’adorazione che le sorelle nutrono per Beth è tuttavia riprodotta fedelmente. Definita spesso “un angelo” nel romanzo, la perdita della ragazza segna, indelebilmente, il passaggio dall’adolescenza alla vita adulta, sia per Meg che per Jo. L’assenza della morte della ragazzina lascia un vuoto narrativo incolmabile, che purtroppo, contorce di parecchio il finale della vicenda. Questa scelta tuttavia non va criticata con asprezza. I Meisaku sono destinati a un pubblico prettamente infantile, che avrebbe comunque mal digerito la perdita di una delle protagonista. Questa scelta ha inoltre permesso a noi italiani di goderci l’anime senza che le fauci dell’orco censore fagocitassero intere puntate.
Anche Hannah non rispecchia il romanzo. Nell’anime appare come una tipica inserviente di colore del sud (anche come abbigliamento) mentre nel romanzo è un’anziana signora. Questa scelta è dovuta probabilmente per dare un tono antirazzista alla storia, in quanto al pubblico giapponese, distante dalla storia americana, poteva apparire strana una guerra per motivi razziali. Tuttavia gli atteggiamenti di Hannah, il suo carattere e le sue decisioni, spesso incisive per la famiglia, sono rispettati a pieno.
Il disegno è probabilmente tra i più belli dei Meisaku. Un tratto informale, delicato, con colori pastello e luci adeguate che mancava (e tornerà a mancare) nel filone. Sicuramente precursore dei tempi come stile, il disegno di “Una per tutte, tutte per una”, rimane, per il sottoscritto, una piccola perla degli anni 80.
In sostanza, “Ai no Wakakusa Monogatari” è un anime bello, dolce, sentimentale senza diventare mai stucchevole, che coinvolge lo spettatore in tutte le 48 puntate e che, nonostante la scelta di stravolge in parte gli eventi, resta alquanto fedele all’originale da cui si ispira, soprattutto nel dipingere i caratteri delle protagoniste. Una serie che vale sicuramente la pena di essere rivista. Nove.



Una per Tutte, Tutte per Una
Una delle mie serie preferite da bambina!!! La passione per questo cartone mi ha spinto a guardare i film e a leggere tutti i libri delle piccole donne! Una storia dolce e bellissima quella delle quattro sorelle March. Ho sempre ammirato Jò per il suo coraggio e la sua forza d'animo e l'energia che mette in ogni cosa che fa! L'anime differisce dalla storia originale in diversi punti, primo fra tutti la morte della piccola Beth, per via della scarlattina, che invece nella versione animata guarisce miracolosamente. Nonostante ci siano personaggi aggiunti e fatti diversi, l'anime risulta piacevole e divertente. Soprattutto per i frequenti battibecchi tra Jò ed Amy! Sicuramente ancora oggi è amato e ricordato come uno dei classici intramontabili dell'animazione nipponica degli anni ottanta...

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Utenti On-line: 311 Record: 735 Utenti (7/7/2008)
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