Kotaro
Per l'anime
Yui ragazza virtuale
Serie TV di genere Magia/Fantascienza
Episodi Visti: 52 su 52 ---
Voto: 7 Siamo in un lontano futuro, dove la vita quotidiana è gestita in gran parte dai computer e dove grande importanza è detenuta da Comnet, una rete di veri e propri mondi virtuali dove gli uomini possono svolgere qualsiasi attività, vivendo come una sorta di "second life" in un mondo informatico.
Giganet, l'elaboratore centrale della rete, tuttavia, un giorno impazzisce e brama di prendere possesso non soltanto di Comnet ma anche del mondo reale. Per far fronte alla sua minaccia, l'ideatore della rete, il professor Inukai, crea otto software senzienti denominati "I virtuali" (I.R., Vision, Eco, Rescue, Control, Peace, Floppy e Synchro), ognuno di essi dotato di una particolare facoltà e di un determinato compito, e li spedisce ognuno in un diverso angolo della rete, lontani dalle grinfie di Giganet. Se riuniti tutti e otto, in presenza di un nono "Virtuale" umano, i software saranno l'arma finale per debellare il pericolo in cui è incorsa la rete.
Il primo di questi, il buffo tanuki digitale chiamato I.R., si mette per errore in contatto con Yui Kasuga, una ragazza allegra e pasticciona che di computer non capisce nulla, e la investe del potere di diventare Virtual Yui. Sarà dunque suo compito quello di ritrovare gli altri Virtuali e di salvare la rete Comnet e il mondo intero dalla minaccia dell'oscuro Giganet.
Yui ragazza virtuale è un anime davvero strano. C'è un po' di tutto, all'interno: fantascienza, azione, anni '90 e tanto, tanto majokko.
Numerosissime sono le citazioni e le influenze da altre serie precedenti, a cominciare da Cardcaptor Sakura, che viene decisamente ripreso, nei primi episodi, dalla concezione di questa eroina che, con la sola compagnia di una buffa mascotte e armata di un fiammante scettro, si ritrova a dover sventare attacchi e minacce che turbano la sua vita quotidiana e a "raccattare" alleati e nuovi poteri (lì le varie carte dei tarocchi, qui gli otto Virtuali) lungo la sua avventura.
L'influenza di Cardcaptor Sakura risiede anche nei numerosi cambi d'abito che la protagonista (e non solo lei) affronta durante le sue battaglie: Yui può infatti, di base e senza contare ulteriori potenziamenti che arriveranno nelle fasi finali della storia, attingere a cinque diversi costumi con relativi poteri legati agli elementi, che le vengono offerti dai vari software.
Impossibile, poi, nel vedere questa ragazza che, dal mondo reale si trasferisce nel mondo della realtà virtuale, del computer e dei videogiochi dove può diventare un'eroina, non pensare a produzioni, peraltro tipiche degli anni '90, come Captain N, Super Human Samurai Cyber Squad o Digimon. Quest'ultima serie, peraltro iniziata nello stesso anno di produzione di Yui, ha in comune con Yui ragazza virtuale anche la presenza di un mondo digitale estremamente vasto e sfaccettato, diviso in numerose zone ognuna diversa dall'altra (lì Digiworld, qui Comnet) e minacciato da un'entità che brama sia il suo possesso sia quello del mondo reale.
Ulteriori riferimenti ci arrivano da Cyborg 009 (è impossibile non pensare ai cyborg di Ishinomori nel vedere la squadra degli otto Virtuali, ognuno coi propri poteri e inclinazioni, ai quali peraltro somigliano anche un po' graficamente), ma anche da Guerre Stellari (molteplici i personaggi che combatteranno con spade laser, inoltre avremo persino una palese citazione alla taverna di Mos Eisley) e dalle opere di Leiji Matsumoto.
Nelle varie zone di Comnet visitate da Yui e soci, poi, si potranno avere echi e parodie di Gundam, dei film di spionaggio, del western, dell'antica storia del Giappone, delle favole occidentali e chi più ne ha più ne metta.
In tutto questo marasma di citazioni e riferimenti, in questo bizzarro miscuglio di generi, Yui ragazza virtuale ne esce vincente e rafforzato, dotato di una sua originalità e identità che gli permette di distinguersi dai molteplici majokko cloni di Sailor Moon che vengono prodotti dall'industria dell'animazione e del fumetto giapponese. Avere una ragazza che si trasforma per combattere come Sailor Moon, combatte all'interno della realtà virtuale come Super Human Samurai, si cambia d'abito come Sakura e che si avvale dell'aiuto di compagni che ricordano i Cyborg è senza dubbio qualcosa di originale e particolare, che rende la visione dell'anime piacevole e intrigante. Yui ragazza virtuale è una serie brillante, ironica, che spesso e volentieri gioca con le citazioni e con le gags, raccogliendo il meglio di ciò che uno sconfinato mondo fatto di innumerevoli micro-universi differenti può offrirgli.
Se Yui ragazza virtuale funziona è anche e soprattutto merito dei suoi personaggi, che sono tutti ottimamente caratterizzati, divertenti e ironici, a cominciare dalla protagonista Yui, che è così impacciata e gentile con tutti che è impossibile non prenderla subito in simpatia, per continuare con i suoi familiari e compagni di scuola, con gli otto Virtuali che sanno inscenare gags davvero spassose e persino con i quattro sgherri di Giganet, anche loro fonte di costante divertimento.
La prima stagione della storia, racchiusa nei primi 26 episodi, è una visione fresca, simpatica, dove un episodio tira l'altro e si procede spediti verso una battaglia finale che sa anche essere toccante.
Se un difetto c'è, è la gestione dei combattimenti, che, seppur piacevoli, non sono troppo coinvolgenti (il colpo base di Yui, che viene lanciato nel 90% dei casi, è una semplice pioggia di stelline dorate) e che non spiegano bene il funzionamento dei potenziamenti di Yui, problema in parte risolto andando avanti con la storia.
La seconda stagione, compresa nella seconda tranche di 26 episodi, purtroppo invece presenta qualche problemino.
La storia, che prevede il propagarsi di un misterioso e letale virus per la rete, la comparsa di una misteriosa bambina girovaga che vi sembra legata e di nuove ragazze virtuali che aiuteranno Yui nella sua missione, è invero più articolata, interessante e ricca di misteri. Peccato che però 26 episodi siano un po' troppi, che questi misteri vengono rivelati col contagocce per poi essere svelati tutti nel finale e che gran parte degli episodi abbiano tutti lo stesso svolgimento. Il che non sarebbe un problema se non fosse che in questa seconda stagione il cast è inspiegabilmente dimezzato. Scompare il ragazzo di cui Yui era innamorata (che invero non aveva un gran ruolo, ma da qui a farlo scomparire definitivamente...) e scompaiono metà dei Virtuali, che, costretti a poche apparizioni saltuarie che non li valorizzano se non nel finale, fanno un po' perdere quella coralità alla Cyborg 009 che era uno dei maggiori pregi della prima parte.
Di contro, ad una storia più interessante e a dei nuovi personaggi apprezzabilissimi (anche il nuovo boss finale, per quanto appaia soltanto negli ultimi episodi, è decisamente figo) si affianca una migliore gestione dei combattimenti, qui più spettacolari e meglio spiegati, complice anche l'aumento delle trasformazioni e dei potenziamenti visto che sono aumentate le ragazze virtuali.
A livello di disegno e animazione, Yui ragazza virtuale visto oggi, con gli occhi di un ragazzo che è cresciuto guardando tutto il possibile repertorio degli anni '90 quando era bambino, è come un romantico tuffo nel passato.
Lo stile dei disegni e dei colori è quanto di più anni '90 si possa chiedere: pulito, acceso, con capelli di fogge strane e di colori improbabili, con occhioni, smorfie e goccioloni, con personaggi femminili fascinosi e formosi e personaggi maschili di ogni statura, età e stazza. Tutto ciò rende Yui ragazza virtuale senza dubbio piacevole all'occhio, ma non si può dire purtroppo la stessa cosa dell'orecchio, dato che sia le varie sigle giapponesi sia le musiche d'accompagnamento (eccezion fatta per il tema di Virtual Aiko, un brano in stile "Children" di Robert Miles davvero di grande effetto) non sono nulla di memorabile.
L'adattamento italiano fa decisamente storcere un po' il naso. Innanzitutto le formule di trasformazione e di attacco delle ragazze virtuali cambiano ad ogni episodio anche se si capisce che fanno sempre le stesse cose e questo confonde le idee dello spettatore che non capisce la vera portata dei loro poteri o quando hanno effettuato un power up o meno.
La maggior parte dei nomi sono stati mantenuti come in originale, altri sono stati cambiati in maniera a volte azzeccata ("Anti" che diventa "Vision", "Grosser" che diventa "Giganet", "Follow" che diventa "Floppy", "Corrector" che diventa "Virtual") a volte strana, inutile o opinabile ("Eco" che diventa "Ico", "Freeze" che diventa "Frozen", "Shun" che diventa "Satoshi", "Ai" che diventa "Aiko"... perché complicarsi la vita quando i nomi originali sono più semplici?).
Di contro, il doppiaggio italiano è invece di ottimo livello, schierando il meglio della scuola milanese capitanato da un'allegra e trascinante Tosawi Piovani nel ruolo di Yui e da un buffo Pietro Ubaldi nel ruolo di I.R.
Yui ragazza virtuale è una serie strana, ma simpatica, che farà felici gli amanti dell'animazione anni '90 (di cui quest'opera, uscita proprio sul finire del millennio, rappresenta un po' la summa), dei majokko e delle serie di fantascienza, visti i numerosi echi a serie precedenti dei generi più disparati. Vista la trascinante simpatia dei personaggi e la grande ironia e solarità di cui il tutto è ammantato, non c'è dubbio che Yui ragazza virtuale riesca facilmente a ottenere un posticino di riguardo nel cuore dello spettatore, anche se purtroppo una seconda stagione dalla storia un po' lenta e stiracchiata e che è priva di gran parte del cast della prima gli fanno perdere qualche punto.
Tuttavia rimane un'opera spensierata, allegra e di buon livello, che merita sicuramente una visione e strapperà volentieri più di un sorriso a chi volesse avvicinarvisi.
