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Per l'anime
Fatal Fury - La sfida di Wolfgang Krauser
Special di genere Azione/Combattimento/Arti Marziali
Episodi Visti: 1 su 1 ---
Voto: 7 La saga dei fratelli Bogard prosegue nel secondo lungometraggio, Fatal Fury 2: La sfida di Wolfgang Krauser, di un anno successivo.
Messo Geese fuori gioco, la nuova minaccia è rappresentata dal massiccio lottatore tedesco Wolfgang Krauser, di nobile stirpe e assetato di battaglie.
L’improvvisa sconfitta di Terry a opera del nuovo avversario getterà il nostro biondino nello sconforto, in un baratro fatto di alcool e autocommiserazione dal quale riuscirà a uscire solo grazie all’aiuto di Tony, un ragazzino che lo vuole come maestro creato appositamente per la trama del film.
Frattanto, seguiamo le parallele vicende del fratello Andy, che qui riacquista la sua caratteristica chioma bionda e ci presenta nuovi personaggi facenti parte del suo background, come il saggio e allupato maestro Jubei Yamada e la procace fidanzata del ragazzo, la bellissima ninja Mai Shiranui.
Rispetto al primo lungometraggio, qui la durata è maggiore e ci si può permettere di spaziare maggiormente nelle tematiche e nelle psicologie dei personaggi. Il film infatti presenta un cast più consistente e una vicenda più appassionante, che si porta dietro anche qualche mistero.
E’ interessante vedere come, per gran parte del film, non si pensi a combattere ma si assista anzi al declino del protagonista che, devastato dalla sconfitta subìta, dovrà ritrovare nell’appoggio dei suoi amici e parenti la forza per reagire.
Nonostante la storia segua sempre più o meno i canoni narrativi di questo genere, si riesce a vedere un maggior approfondimento dei personaggi che rende questo film più sfaccettato e piacevole da seguire rispetto al suo predecessore. Inoltre, non soltanto il nostro Terry, ma anche il rivale Krauser viene approfondito; di quest'ultimo indagheremo nel sofferto passato, con il risultato che probabilmente ci piacerà più dello stesso protagonista.
Il cast come già detto si amplia, vengono introdotti diversi nuovi volti, i tempi sono più rilassati e c’è un maggior accento sull’umorismo, in particolare incarnato dal vecchio porcellone Jubei, dal sempre spassoso Joe Higashi e dalla dolce Mai, che tiene Andy a bacchetta, il che di certo fa piacere.
La scena si sposta da South Town a una rosa di ambientazioni più vasta e variegata. Avremo porti, città afflitte dalla criminalità, lerci locali, vicoli malfamati, templi nipponici, cascate e pittoreschi castelli situati sui monti della Germania. Una varietà di luoghi che dona freschezza, fascino e realismo alla storia.
Dovendo invece elencare i difetti del film, vediamo qui diventare più preponderante un problema che affligge la maggior parte dei film animati tratti da picchiaduro. Anche Fatal Fury 2: La sfida di Wolfgang Krauser non fa eccezione e riproduce perfettamente tutto il nutrito cast del secondo gioco della serie; peccato però che solo in pochi riescano a essere caratterizzati adeguatamente, mentre altri avranno una comparsata di pochi minuti abbastanza insignificante ai fini della storia. E’ il caso del pingue e truffaldino cinese Cheng Shinzhan, che è utilizzato solo per una scenetta comica di pochi minuti; del marzialista coreano Kim Kaphwan, che potrebbe dare molto di più e invece si limita ad una comparsata insignificante; del pugile corrotto Axel Hawk, fatto fuori in un baleno; e, soprattutto, del wrestler australiano Big Bear.
Quest’ultimo avrebbe una storia abbastanza articolata da raccontare, in quanto si tratta dello stesso personaggio che nel primo film aveva il nome di Raiden ed era fra le fila dei cattivi, mentre invece in questa nuova incarnazione diventa buono. Il suo passaggio da cattivo a buono, però, nel film non è per niente spiegato, e il povero Big Bear deve limitarsi a fare una figura barbina di pochi secondi, peraltro facendo anche la parte del cattivo, che risulterà incomprensibile a chi non conosce la vera storia del personaggio narrata nei videogiochi.
Un altro difetto del film è il cambiamento del design dell’antagonista Krauser, il quale si vede privato dei caratteristici baffoni che erano parte integrante del suo carisma nel videogioco, risultando dunque un personaggio sì interessante, ma poco “Krauser”, poiché il giocatore avvezzo alla saga stenterà a riconoscerlo in questa nuova veste.
A dispetto di questi piccoli problemi, che comunque saranno avvertiti soltanto dagli spettatori che sono anche fans più accaniti dei videogiochi e hanno un personaggio secondario come preferito, Fatal Fury 2: La sfida di Wolfgang Krauser rimane nel complesso un buon film, superiore al suo predecessore a livello tecnico. Infatti il lungometraggio vanta dei disegni a mio avviso splendidi e magistrali nel rappresentare personaggi delle più disparate fisionomie, dei colori più vividi e delle animazioni più spettacolari. Buono è anche il comparto sonoro, soprattutto nelle parti relative a Krauser, che ama la musica orchestrata e ha sempre un pomposo accompagnamento ai suoi scontri.
Da lodare, ancora una volta, il nostro doppiaggio italiano, che recupera tutti i doppiatori già collaudati nel primo film e ci offre delle splendide new entry, come il simpaticissimo Jubei di Maurizio Scattorin, un’azzeccatissima Roberta Gallina Laurenti su Mai, un possente Marco Balzarotti su Krauser, un ottimo Giovanni Battezzato, che si cala nel doppio ruolo di Big Bear e del matador Lawrence Blood, e un maestoso Stefano Albertini che troneggia nei flashback di Krauser nel ruolo del suo dispotico padre.
Si tratta quindi di un film certamente superiore al primo episodio della saga, ma che si porta dietro qualche trascurabile difetto che potrebbe far storcere il naso ai fans più accaniti del secondo episodio videoludico.
Nel complesso, Fatal Fury - La sfida di Wolfgang Krauser rimane comunque una visione molto piacevole e appassionante, che sicuramente renderà felici i fans degli anime a tema arti marziali e dei picchiaduro da sala giochi.
