Fagiana
Per l'anime
Ghost in the Shell 2.0
Film di genere Azione/Fantascienza/Poliziesco/Psicologico
Episodi Visti: 1 su 1 ---
Voto: 8 Solitamente i film riciclati, ovvero quelli composti da significative porzioni di una precedente opera, realizzati solitamente in funzione riassuntiva (o integrativa se presentano scene inedite), non sono ben visti: d'altronde come si potrebbe intendere qualcosa che sfrutta i punti di forza di un suo predecessore, magari illustre, se non come una furbata spudoratamente commerciale? Posto quindi che questa categoria di lungometraggi si porti dietro un non leggero fardello sul piano intenzionale, credo però che ostracizzarli a priori, come spesso accade, non sia corretto. Nel valutare questi lavori, solitamente tengo conto di quanto l'opera originale sia stata rispettata, e se gli eventuali cambiamenti e rielaborazioni si siano inseriti con efficacia nella matrice originaria: in altre parole se il risultato, pur dovendo sottostare allo sgradevole nominativo di pellicola riciclata, si dimostra infine appagante, è per me condizione necessaria e sufficente per considerare il film meritevole - come
Evangelion: Death & Rebirth e i due film di
Gurren Lagann, che apprezzo sinceramente.
Tutto questo discorso serve a rendere più chiari i motivi della valutazione da me attribuita al qui recensito
Ghost in the Shell 2.0, che di primo acchito pare niente di più di un capriccio del regista Mamoru Oshii, reo di avere profanato il suo capolavoro conferendogli una veste grafica più al passo con i tempi ma lasciando pressochè immutato tutto il resto, spinto da un impulso creativo di poco conto o magari dalla possibilità di racimolare qualche quattrino in più. Indicativamente l'opera a cui
2.0 può essere accostata più facilmente è
Evangelion 1.01, con la differenza che, mentre il primo capitolo del
Rebuild presentava un restyling grafico piuttosto intenso e qualche piccola differenziazione narrativa,
2.0 non solo non ha il minimo elemento di novità nella trama e nei personaggi, ma la modernizzazione visiva che lo caratterizza è tutto sommato marginale. Character design e storyboards sono gli stessi, quello che cambia è la stesura del colore e la gestione delle ombreggiature, e ultima ma non meno importante la presenza massiccia della computer graphics, utilizzata nelle luci, nelle ambientazioni e ovviamente negli effetti speciali.
Diciamolo chiaro: questo è
Ghost in the Shell, né più né meno, graficamente potenziato, certo, ma in soldoni siamo di fronte a un film parassita... Però è un gran bel film. Non soltanto perchè chi è rimasto fedele all'originale può ritrovare qui intatto tutto quello che aveva amato di esso, ma anche per la mirabile assimilazione tra il gentile ritocco estetico apportato e tutto il resto. Certo, l'abbondante utilizzo della CG non risparma qualche scivolone, in particolare in due scene realizzate interamente a computer, sulle quali bisognerebbe stendere un velo pietoso per la loro grettezza e l'assoluta incapacità d'integrazione con le sequenze 2D che le circolandano; tolte quelle però, il risultato è davvero sopraffino, in grado di rendere più morbidi e meno brutali gli scorci sulla cupa realtà di New Port City pur mantenendo intatti tutta la freddezza, il distacco e l'alienazione che da sempre hanno contraddistinto il
Ghost in the Shell di Oshii.
2.0 è in fondo un film sul quale c'è poco da dire e tutto da vedere: non pretende di essere depositario di chissà quali cambiamenti, bensì è un tanto piccolo quanto convincente restauro del suo antesignano, luccicante in superfice e solidamente fedele a se stesso nella sostanza. La visione è ovviamente sconsigliata a chi cerca qualcosa di veramente inedito sull'universo cinematografico di
GITS: a tal proposito consiglio caldamente
Innocence, seconda divagazione oshiiana sugli spunti del mangaka Masamune Shirow. Nessun problema invece per chi si affaccia per la prima volta sulla seminale saga cyberpunk, essendo come ho già detto
2.0 equivalente al primo film, e allo stesso modo lo consiglio senza ripensamenti anche a chi è già esperto in materia: dopotutto è una buona occasione per rivedersi
Ghost in the Shell...
