God87
Per l'anime
Heavy Metal L-Gaim
Serie TV di genere Azione/Mecha/Fantascienza
Episodi Visti: 54 su 54 ---
Voto: 4 Si sa, Sunrise è lo studio animato per eccellenza nell'ambito della fantascienza robotica. Difficile anche solo dare un numero alle produzioni mecha sfornate da questo colosso nell'arco di 40 anni di animazione, o a quel numero di registi, sceneggiatori, chara e mecha designer che qui si sono fatti le ossa o si sono costruiti una fama immensa.
Periodo fertile, a livello di idee e influenze in questo genere, sono decisamente gli anni '80, nel quale troverà consacrazione l'estro creativo di gente come Yoshiyuki Tomino e Ryousuke Takahashi, e si creeranno le basi per la maturazione dei futuri grandi Yutaka Izubuchi, Mamoru Nagano, Hiroyuki Kitazume etc.
Di quei meravigliosi anni, molte opere imprescindibili o di valore ci sono arrivate, vuoi in modo ufficiale o come semplici fansub. Rimangono sempre però un pugno di titoli, importanti, tuttora inediti o in fase di sottotitolazione. Opere come Fang of the Sun Dougram, Blue Comet Layzner, Combat Mecha Xabungle, Panzer World Galient, Giant Gorg... Heavy Metal L-Gaim.
Proprio quest'ultimo, forte di alcuni grandi nomi dietro la sua realizzazione e del suo essere palesemente ispirato a Star Wars (anche a livelli di duelli - parecchi - di spade laser), per molto tempo ha goduto di una fama immensa e immeritata, basata esclusivamente sulla fiducia.
La garanzia non veniva tanto da Tomino, suo creatore e regista, già famoso per capolavori epocali quali Gundam e Ideon, bensì dall'apporto, in fase di chara, mecha e addirittura sceneggiatura, di un appena ventitreenne Mamoru Nagano, quello che più tardi sarebbe entrato nell'Olimpo dei mangaka quale creatore di The Five Star Stories, il più importante manga robotico/fantascientifico della Storia del fumetto.
Il suo sbandieratissimo nome da parte di anime e robofan, l'influenza che avrà L-Gaim in animazione nell'ambito di mecha design "umanoide" e, infine, l'assoluta intelligenza con cui Sunrise pubblicizzerà l'anime attraverso poster et similia, creeranno per decenni l'errata valutazione di Heavy Metal L-Gaim come un capolavoro del genere.
Chi ha avuto modo di vederlo per davvero, attraverso il fansub incompleto degli Shin-Getter e i fetidi sub dei DVD pirata di Hong Kong, sa però qual è la triste verità. E capisce bene perché gli stessi creatori di L-Gaim ammetteranno pubblicamente la loro delusione per il destino della creatura.
Come si lamenterà amareggiato lo stesso Tomino, Heavy Metal L-Gaim non è nato con alcuna ambizione, se non di "addestrare" lo staff tecnico dell'epoca in vista del successivo e ambizioso Z Gundam.
Credere alle sue parole non è affatto difficile, perché bastano i primi due episodi per rendersi conto che L-Gaim è la fiera del
nulla.
Con un umorismo tremendamente infantile - sul livello dei primi, famigerati 17 episodi di Gundam ZZ -, che perdurerà per l'80% dell'intera serie, l'anime ci porta ad assistere alla noiosissima guerra di Daba, Kyao e Amu contro l'impero stellare della crudele Poseidal.
Tediosa perché non c'è un solo personaggio dell'intero cast degno di menzione: tutti tremendamente insignificanti, senza alcuna motivazione che giustifichi la loro lotta (esemplari a riguardo le figure di Gavlet Gablae e Leccee), mono-caratterizzati.
E il gruppetto di eroi è il peggio del peggio, immaginate 54 episodi con protagonisti assoluti un ingenuotto buono e scemo a livelli tragici, una gallina starnazzante e un buffone con un ciuffo improponibile: da spararsi.
Ma fossero solo questi i problemi di L-Gaim...
La storia, che sviluppata bene poteva anche avere un suo senso, è assolutamente distrutta dalla cronica mancanza di ispirazione dei suoi ben 5 sceneggiatori: non mancano personaggi interessanti e ambigui - riuscito, in questo verso, il trafficante d'armi Amandara Kamandara -, così come alcuni elementi originali per l'epoca - il complotto in seno all'esercito dei cattivi per un colpo di stato -, ma tutto va completamente ridimensionato al punto da divenire impercettibile, rispetto alla pedanteria di un canovaccio narrativo ripetuto sfacciatamente dall'inizio alla fine.
L-Gaim è azione incessante, robotica e non, sempre gratuita e senza ripercussioni sulla trama, atta a illustrare una storia sviluppata in modo banalissimo, dove ogni episodio è riassumibile come "uno degli Elite 13, i massimi generali dell'imperatrice Poseidal, tenta di sconfiggere Daba, viene battuto e si ritira", provocando sbadigli incessanti.
La formula azione + comicità bambinesca, presente poi nei primi 30 episodi, si risolve in una serie caciarona e cazzara, in cui è impossibile empatizzare coi personaggi o provare interesse per la "trama". Questo si ripercuoterà terribilmente nelle 20 puntate finali che, pur tentando in ogni modo, possibile e immaginabile, di tingersi di epico, falliranno miseramente nello scopo perché non è plausibile prendere sul serio gente che prima non faceva altro che prestarsi a umorismo puerile.
Indubbiamente in L-Gaim i disegni splendidi, il mecha epocale (bellissimi e affascinanti tutti gli heavy metal, sembrano armature medievali fantascientifiche) e le ottime animazioni denotano un aspetto tecnico e visivo di primo livello, impreziosito da una regia spettacolare capace, da sola, di rendere avvincenti anche alcuni episodi dove continua a non succedere niente.
Di interesse storico poi le capigliature dei personaggi, riflettenti il gusto eighties per acconciature glam e metal, e sopratutto la trovata innovativa di anticipare ogni episodio "importante" inserendo riferimenti alla fine della puntata precedente quali, ad esempio, "Next Mecha", "Next Character", "Next Drama"...
Se però tutto questo funge solo da corollario a una storia del cavolo appesantita da dialoghi insulsi, da personaggi irritanti, da sviluppi di trama inverosimili, da ingenuità e leggerezze a profusione e da una totale mancanza di varietà in uno script ripetitivo al massimo, il risultato finale non può non essere una schifezza.
E se infine, tutto sommato, nessun episodio è veramente orribile, arrivando quasi sempre alla sufficienza risicata, la lunga durata di L-Gaim a livelli medio-bassi rappresenta solamente un'aggravante, meritevole di un voto ancora più basso.
Da evitare, sopratutto per i fan di Tomino, che rimarranno increduli più di tutti per questo totale spreco di (moltissimi) soldi. Quelli di Nagano, vedendolo, capiranno ancora più la grandezza di un uomo capace di fare la Storia del fumetto rielaborando, in modo degno, mecha, idee e ambientazioni da L-Gaim in Five Star Stories.
Nota: l'aspetto fisico della fatina volante Lilith è un omaggio a Cham del precedente Aura Battler Dunbine.
