God87
Per l'anime
Jungle Emperor Leo (2009)
Special di genere Avventura/Fantascienza/Fantastico
Episodi Visti: 1 su 1 ---
Voto: 6 Chi non conosce Kimba?
Nato negli anni '50 dalla magica penna del "dio dei manga" Osamu Tezuka, il piccolo leoncino bianco è in tutti i sensi il primo, inimitabile protagonista animale di una serie televisiva. La formula del suo enorme successo (si contano diverse trasposizioni tv - la prima delle quali vanterà anche il primato di primo anime in technicolor - e due film) sarà proprio l'idea di utilizzare come protagonisti assoluti lui e altri animali, facendoli parlare e creando per loro numerose avventure all'insegna del rispetto e dell'amore per la natura.
La sua fama, strepitosa in Giappone, arriverà addirittura a guadagnarsi una menzione nel pubblico mainstream internazionale per "merito" della nota diatriba tra gli eredi di Tezuka e la Disney, rea di averne saccheggiato numerose idee nella creazione del lungometraggio Il Re Leone.
Passano oltre 50 anni dalla creazione di Kimba, e la Tezuka Productions nel 2009 decide di commemorarlo con una nuova produzione, completamente inedita e stand-alone, legata al passato unicamente attraverso alcuni personaggi ripresi dalla terza serie televisiva The New Adventures of Kimba The White Lion.
Quale regista migliore a cui affidare il revival se non Goro Taniguchi, ancora a riposo dopo la conclusione del memorabile Code Geass di pochi anni prima?
La strepitosa collaborazione tra la genialità di Osamu Tezuka e la regia di Taniguchi porterà un nutrito numero di fan a ipotizzare un capolavoro, e l'attesa salirà ancora di più quando si verrà a sapere che ai disegni ci sarà "nientepodimeno" che Yoshitaka Amano, amatissimo pittore/chara-designer della grandiosa saga videoludica Final Fantasy.
Come sempre un elevato, seppur inevitabile, numero di aspettative non può non nuocere al prodotto stesso e anche Jungle Emperor Leo Special non sfuggirà alla regola. Ma se è vero che non potrà reputarsi né un capolavoro né tanto meno un'opera significativa nella carriera del grande regista, dire che è una produzione dimenticabile sarebbe ingeneroso nei suoi confronti.
Pur con i suoi limiti, JELS è un gradevole racconto di amicizia tra il piccolo Kenichi e Kimba; una secca accusa a chi, con la scusa del progresso scientifico, non rispetta l'ambiente; una metafora sulla ribellione della natura quando qualcuno prova a minarne gli equilibri naturali.
Temi ovviamente già affrontati in un'infinità di produzioni similari, ma questa storia così priva d'originalità, semplice e lineare, è ben confezionata (con tutti i limiti che può avere una produzione televisiva) e ottimamente diretta, con addirittura qualche interessante seppur sporadica graffiata d'autore.
Inizialmente potrà far storcere il naso a molti, con i suoi semplici dialoghi e le atmosfere bambinesche, ma pur riassumibile come versione medium-budget di una qualsiasi opera miyazakiana, JELS denota subito la cura del suo script - tempi morti assenti -, incuriosisce nel lento costruirsi del suo interessante climax, e tiene sempre desta l'attenzione con buoni personaggi.
Ha, banalmente, tutto quello che serve per fare passare in modo piacevole la sua durata di quasi due ore.
Quello che non convince, invero, è il suo stile di disegno, senza infamia né lode per gli spettatori occasionali (l'apporto di Amano non si sente), sacrilego per chi ha un minimo di nostalgica memoria verso il tratto originale di Osamu Tezuka, così semplicistico, così adorabile, così espressivo, qui inesistente.
Un difetto che comunque non impedisce all'opera di guadagnarsi un voto più che positivo: era esagerato aspettarsi chissà cosa da questa produzione semplice e commemorativa, anche con il nome di Goro Taniguchi dietro la regia. Diamole atto di essere piacevole, di non annoiare, di riuscire addirittura, coi suoi limitati mezzi, quasi a commuovere.
Non una cosa che riesce a tutti.
