Fagiana
Per l'anime
Kino no Tabi - the Land of Sickness -For You-
Film di genere Psicologico
Episodi Visti: 1 su 1 ---
Voto: 6 Land of Sickness, il più recente prodotto animato dedicato all'universo di
Kino no Tabi, segna una sensibile virata stilistica rispetto alla serie
The beautiful world e al mediometraggio integrativo
Life goes on. Le novità qui presentate non riguardano soltanto la veste grafica, come si può evincere dai frames presenti in questa scheda, ma anche lo spirito con il quale, nella serie "madre", venivano sviluppate le tematiche, l'atmosfera e, ultimo ma non meno importante, la caratterizzazione della protagonista - tutti cambiamenti che magari gli spettatori più fedeli potrebbero interpretare come distorsioni grossolane e imperdonabili dello spirito originale di
Kino no Tabi, ma che dal canto mio non ho trovato sgradevoli.
Come ho già accennato, l'innovazione più evidente riguarda il comparto visivo, notevolmente potenziato rispetto ai toni più grezzi e diretti di
The beautiful world: il character desing ha subito un leggero restyling, che lo ha reso più morbido e meno spigoloso, mentre le animazioni hanno un maggior grado di fluidità; viene inoltre messa in risalto la computer graphic, copiosamente utilizzata per la stesura dei colori e per le scenografie, con esiti a volte un po' ingenui rispetto all'animazione digitale più elaborata, ma nell'insieme molto godibile.
Che dire invece di tutto il resto? Non ci vuole molto tempo per rilevare come la poetica di
Kino no Tabi, nella sua schiettezza e nel suo profondo senso di alienazione e drammatica assurdità, sia stata addolcita a favore di un'ottica meno estrema, in un certo senso più commerciale: per accorgersi di questo basta osservare come Kino, nota per il senso di distacco, quasi di totale indifferenza con il quale si rapportava ai paesi nei quali era condotta dal suo viaggio, sia ora molto più empatica e gioviale, in un certo senso più vicina allo spettatore. Anche i toni della narrazione, tetri e opprimenti in
The beautiful world, vengono alleggeriti e smussati, in virtù anche della scelta di accompagnamenti musicali più vivaci ed emozionali, sebbene venga mantenuta in certi frangenti una cupezza non indifferente.
Tutte queste divergenze, non cruciali ma nemmeno di poco conto, unite al tema che di per sé non brilla di originalità e si esaurisce con il mediometraggio stesso, senza stimolare riflessioni significative, contribuiscono a dare l'impressione di un esperimento piuttosto sottotono e poco fedele alle modalità espressive e alla complessità argomentativa che hanno reso
Kino no Tabi una gemma del genere psicologico e dell'animazione più concettualmente avanguardista, un'aggiunta non necessaria e fastidiosa alle vicende della piccola viaggiatrice.
Nonostante ciò, mi sento ugualmente di considerare
The Land of Sickness un buon lavoro, per il semplice fatto che, pur allontanandosi dal fascino e dalla profondità di
The beautiful world, riesce a coinvolgere più che bene, dimostrandosi nel complesso solido, ben sviluppato, interessante nel suo mostrare realtà stralunate e dai risvolti anche dolorosi, non senza una buona dose di tensione, dovuta anche a scelte registiche piuttosto azzeccate.
Guardando
The Land of Sickness, non vi troverete quindi di fronte al "solito"
Kino no Tabi, ma a qualcosa di meno gravoso e radicale che però merita la visione per la compattezza e la sincera capacità di stuzzicare l'attenzione dello spettatore, per lo meno non di quello più esigente. Per certi versi è adatto a chi non ha mai visto
The beautiful world e vuole arrivarci procedendo gradualmente, saggiando qualcosa d'intermedio prima di buttarsi interamente nel crudele e bellissimo mondo esplorato in compagnia di Kino.
