Catulla
Per l'anime
I Cavalieri dello Zodiaco - L'ultima battaglia
Film di genere Combattimento/Azione/Superpoteri
Episodi Visti: 1 su 1 ---
Voto: 5 Nel 1989, in concomitanza con gli episodi finali della famosa serie televisiva, la Toei Animation dà vita ad un altro lungometraggio tratto dall’anime Saint Seiya.
Si tratta in realtà di un prodotto realmente scadente rispetto ai picchi raggiunti con i lungometraggi precedenti, sia sul fronte della trama che su quello del livello tecnico. A ciò si giunge una durata irrisoria che non soddisfa dunque lo spettatore, pur nella presenza dei duelli tra cavalieri.
Il nemico principale questa volta è Lucifero, il famoso angelo decaduto dalle grazie di Dio, famosissimo nella religione cattolica, ma presente in altre forme anche in altre mitologie.
Si tratta effettivamente di un soggetto molto interessante, che poteva dar vita ad un’opera colossale. Di sicuro Lucifero/Satana avrebbe dato molte possibilità di arricchimento della già piatta trama se solo si fosse proceduto sulle tracce disegnate negli Oav precedenti.
Qui ci ritroviamo di fronte un nemico potente, che ha le parvenze di un angelo, ma nulla del leggendario splendore del bellissimo Lucifero, nulla che possa evocare la leggenda che già si conserva nel suo nome. Angelo prediletto di Dio, fu cacciato da questo nel punto più profondo dell’Inferno per la propria superbia ed arroganza, che lasciarono il posto alla cattiveria, offuscando per sempre il fulgore da cui derivava il suo stesso nome e spingendolo a cercare di spodestare Dio.
Qui ci troviamo invece un individuo che mescola in sé fattezze e colori alquanto ripugnanti per essere un personaggio così carismatico e pieno di sinistro fascino. Molti lo definiscono più simile ad una rock star che al grande personaggio, l’antagonista principale di Dio nella Bibbia.
Questi antefatti vengono evocati con poche frasi durante l’oav, poi Lucifero diventa il tipico nemico contro cui battersi e contro cui cominciare la solita battaglia estenuante per salvare Atena.
I cavalieri di bronzo questa volta vengono rappresentati come se fossero più forti degli stessi cavalieri d’oro, i leggendari cavalieri del grande tempio che un tempo li misero in difficoltà, rischiando di render vana la corsa per le dodici case.
L’inizio del film propina infatti agli affezionati fan dei cavalieri d’oro un’immediata ed incredibile sconfitta dei propri beniamini senza che essi neanche se ne accorgano, per mano di demoni che tra l’altro non posseggono neanche una grande forza.
Toccherà ai cavalieri di bronzo la battaglia. Almeno su questo fronte i duelli sono la cosa più interessante del lungometraggio, così come interessanti sono anche le figure dei demoni al servizio di Lucifero. Essi hanno nomi mitologici che però non conservano la forza dei loro possessori: Astaroth, Belzebù, Moah, Eligor, sono per lo più creature abbastanza fragili.
Gli scontri con i cavalieri di Atena sono affascinanti per la loro velocità, per l’audacia e l’accresciuta forza dei cavalieri di bronzo. Il film, infatti, si colloca idealmente alla fine delle tre saghe del Grande tempio, di Asgard e di Nettuno, come all’ultimo degli oav, e ciò si deduce dall’intervento degli antichi nemici sconfitti in aiuto di Lucifero: Discordia, Apollo e Nettuno, precisamente. Proprio per questo motivo ormai i cavalieri di bronzo sono padroni di una grande forza che li porta a sconfiggere in men che non si dica creature mitologiche.
La trama è molto schematica, troppo forse, fino al punto di far sentire allo spettatore la pesante ripetitività che le deriva dall’essersi attaccata troppo allo schema dei film precedenti.
A livello tecnico troviamo un consistente calo di qualità: al character design e alla direzione dell’animazione non presiede più la coppia storica Araki/Imeno, ma Masashiro Naoi, che, seppur dotato di grande bravura, ha dietro di sé la pesante ombra di Araki. I suoi disegni, rispetto a quelli del maestro, rivelano spesso volti un po’ più duri e meno espressivi, le chiome fluenti disegnate da Araki lasciano il posto a capelli che si muovono in modo innaturale al soffiare del vento. I combattimenti, soprattutto gli scontri brevi, perdono la loro leggerezza, la leggerezza caratteristica della corsa dei personaggi.
In compenso l’ambientazione è abbastanza suggestiva: sculture medievali piene di mostri ci ricordano i secoli bui del terrore, stagliandosi in un atmosfera i cui colori cambiano dal violaceo al grigio al piombo…
Una grande scalinata, piena di rovi conduce al trono di Lucifero; Atena la attraversa come una vittima sacrificale che immola il suo sangue come in uno dei rituali più lugubri.
Cambio anche alla regia: Masayuki Akeki dirige bene, ma stupisce poco, e le colossali scene del grande regista Yamauchi vengono a mancare, lasciando il posto a scene che si sovrappongono piattamente l’una sull’altra.
Altra nota positiva è l’onnipresenza del maestro Seiji Yokoyama nella composizione della superba colonna sonora: si sarebbe potuto ottenere un capolavoro con queste musiche, piene di solenne maestosità, di cori gotici, che avevano ben funzionato nel secondo oav, e che qui ci ricordano soprattutto i cori dei canti gregoriani.
Purtroppo il film in Italia ha avuto alterne vicende nell’adattamento. Anch’esso sottoposto a due diversi doppiaggio, nei dvd Yamato sono contenute le due tracce relative ai due doppiaggi: il doppiaggio storico ed il ridoppiaggio più fedele all’originale.
Il doppiaggio storico ci regala ancora grandi emozioni, soprattutto le voci degli eroi tradizionali, ma la brutta scelta di alcuni doppiatori ricade pesantemente sull’antagonista. Doppiatrice di Lucifero è infatti Alessandra Di Sanzo, che purtroppo distrugge ulteriormente un personaggio che di per sé aveva tolto carisma al Lucifero mitico. Nel ridoppiaggio Lucifero fu doppiato dal grande Francesco Pannofino che si dimostrò all’altezza di rendere l’angelo decaduto con estrema perfezione, nonostante l’aspetto, dando con la sua voce l’idea della cattiveria massima opposta al massimo bene.
E’ un voto complessivo quello dato, che non prescinde da nessun aspetto tra quelli considerati. Il tutto raggiunge appena la sufficienza. L’indifferenza potrebbe essere la reazione alla sua visione, visto che gli elementi emozionanti sono pochi. Sconsigliato se non si è veduta la serie principale, in quanto ne ha perso molto lo spirito che la improntava e che conquistò milioni di fan in tutto il mondo.
