Kotaro
Per l'anime
Street Fighter Alpha
Film di genere Arti Marziali/Azione/Combattimento
Episodi Visti: 1 su 1 ---
Voto: 6 Grossi guai per Ryu, il nostro baldo marzialista dal kimono bianco protagonista della saga Street Fighter. In questo lungometraggio, difatti, diverse Spade di Damocle gravano sulla sua testa, a cominciare da un torneo di arti marziali per finire con il mistero dell'Hadou oscuro, una forza che giace dentro di lui e che deve imparare a dominare per evitare di diventare una bestia come il suo nemico Akuma, passando per uno scienziato pazzo che vuole ottenere il potere dell'Hadou oscuro per scopi malvagi e per Shun, misterioso e pericoloso ragazzino che dal nulla bussa alla sua porta dichiarandosi fratello del ragazzo (gli autori saranno stati folgorati dalla visione della quinta serie di Buffy l'ammazzavampiri?).
Questi gli elementi dell'adattamento a cartoni animati di Street Fighter Alpha. Il lungometraggio prende in esame i primi due episodi della saga, ignorandone tuttavia quasi del tutto le trame originarie per concentrarsi su personaggi inventati appositamente per questa trasposizione, come il piccolo Shun e il malvagio dottor Sadler. Da un lato, questo può essere interessante, in quanto rende la storia del lungometraggio più originale rispetto alla classica lotta contro Bison, che è già stata raccontata in svariate diverse salse negli altri adattamenti animati o fumettistici della saga. Dall'altro, la mancanza del Cattivo con la C maiuscola simbolo della saga pone questo film al livello di una fanfiction, che chiunque, e non necessariamente gli autori originali dell'opera, avrebbe potuto scrivere (e l'assenza di Bison snatura anche il personaggio della chiromante Rose, che a lui è legata e che invece fa una gran magra figura in questa versione).
In fondo, questo Street Fighter Alpha è sì Street Fighter Alpha, ma in un certo senso lo è solo sulla carta. Ci sono i personaggi, è vero, e questi sono anche ritratti in maniera piuttosto simile agli artwork originali. C'è quella grafica accesa, colorata, da cartone animato giapponese degli anni '90, con uniformi alla marinaretta e personaggi dai capelli rossi e viola, un po' alla Sailor Moon, che era stata la fortuna e l'innovazione della serie Alpha. Una cosa, però, manca. E, purtroppo per noi, era la cosa essenziale.
Warriors' dreams. I sogni dei guerrieri. Questo il sottotitolo del primo episodio della saga Street Fighter Alpha, uscito nel lontano 1995. Cosa significasse quel sottotitolo è facilmente comprensibile da chiunque si avvicini al gioco, soprattutto nei successivi secondo e terzo episodio della saga. Street Fighter Alpha è un gioco che ha in sé una numerosissima moltitudine di personaggi, provenienti da diverse parti del mondo, ognuno con una sua storia, una sua individualità, un suo sogno e un indubbio carisma. Cosa rimane di questi sogni, nel lungometraggio di Street Fighter Alpha? Ahinoi, nulla. L'unico personaggio di spicco del film risulta essere Ryu, nonostante la sua storia sia qui falsata rispetto al gioco, e tranne Ken, Sakura e Chun Li che hanno un minimo di spazio in più, tutti gli altri si devono accontentare di una comparsata spesso fugace e risicata, che non rende di certo giustizia alle loro storie e ai loro trascorsi.
Sulla carta, dunque, questo è Street Fighter Alpha, ma uno Street Fighter Alpha che non spazi fra i volti, le nazionalità, gli stili di combattimento e che parli unicamente di Ryu e dei suoi problemi relativi ad un seccante ragazzino che non s'era mai visto prima non è più lui. I vecchi personaggi non vengono approfonditi a sufficienza e i nuovi sono piuttosto scialbi: Shun susciterà subitaneamente l'astio di qualsiasi spettatore, mentre il cattivo della storia compare per poco tempo e non ha alcun carisma.
A salvare più o meno la baracca, i combattimenti, che risultano più o meno apprezzabili, soprattutto quello con Zangief che si rivela essere quasi più lungo di quello col boss, e il comparto tecnico.
I disegni, ad onor del vero, non sono bellissimi. Molti personaggi sono sgraziati, i sopracciglioni di Ken sono inguardabili e Chun Li non ha il benché minimo fascino femminile (si ripensi alla superba incarnazione del personaggio nella precedente serie Street Fighter II V e ci si addolori), ma di contro altri personaggi come Zangief o Akuma sono splendidamente realizzati, le scenette comiche con smorfie e goccioloni tipiche dell'animazione anni '90 non disturbano e in generale la grafica accesa e vivace del lungometraggio risulta piacevole. La colonna sonora non è nulla di particolare, mentre il doppiaggio è ben curato, con nomi piuttosto noti come Ai Orikasa, Hidenari Ugaki, Wataru Takagi, Ryuzaburo Otomo, Yumi Touma, Bin Shimada e Tomomichi Nishimura, anche se non tutti riescono a fare una buona performance a causa del ristretto spazio in cui compaiono i loro personaggi.
Tirando le somme, questo lungometraggio non si può dire propriamente ben riuscito. Non si è colto lo spirito del videogioco, molti personaggi sono trattati sin troppo superficialmente, si è inventata una vicenda di poco interesse piuttosto che attenersi alla trama originale e il tutto manca di mordente. I più irriducibili fans di Street Fighter gli possono dare un'occhiata per dovere di cronaca e magari lo apprezzeranno anche, a patto che il loro personaggio preferito sia Ryu e solo Ryu. Uno spettatore che non conosce il gioco troverà il film di poco interesse, mentre se lo conoscete ma il vostro personaggio preferito non è Ryu potreste ritrovarvi abbastanza contrariati dalla visione.
