Recensione by giorgio13
Volumetti letti:
8 ---
Voto: 9
In questo manga non ci sono molti personaggi, ma sono tutti molto ben realizzati: Sato è incompatibile con l’ambiente esterno, non riesce ad adattarsi al mondo, è deluso da esso; ricerca una logica/idea che appartenga solo a lui stesso; prova odio e paura nei confronti della gente, è quindi incapace di accettare l’aiuto degli altri; non prova fiducia nelle proprie capacità, infatti ha paura di essere messo alla prova, è incapace di mettersi in gioco perché teme di perdere e quindi di rimanere deluso; a volte desidera sparire, è prigioniero di se stesso; crede che l’aiuto che gli viene offerto sia un tentativo di sfruttarlo e di trattarlo come un fallito.
Yamazaki ha una viscerale passione per i videogiochi erotici, ma non si arrende, anzi la sfrutta per “creare altri sogni”; è in conflitto coi genitori riguardo il suo futuro. Trascura la sua pseudo ragazza Nanako: la figura della donna è vista da lui come mero strumento di piacere, e siccome quelle in carne ed ossa non si fanno sfruttare come schiave, preferisce ripiegare su quelle che si crea da solo; nonostante sia espertissimo di sesso grazie ai videogiochi, quando si tratta di farlo nella realtà ha paura, capisce che l’atto carnale è l’ultimo stadio dell’amore, perché prima bisognerebbe conoscere la propria partner.
Misaki ha problemi a legare con le altre persone; non va a scuola, e anche quando riesce in qualche modo a frequentare, si sente a disagio, tanto che va dallo psicologo; come scusa per la sua incapacità di relazionarsi usa il fatto di essere più intelligente degli altri; ha un disperato bisogno d’attenzione e approvazione, che si manifesta nel suo desiderio di dominare il povero Sato.
Kashiwa si droga, e si vuole suicidare; ha problemi con Jogasaki, il marito, perché pensa solo a se stessa; vuole aiutare Sato e vuole essere aiutata da lui.
Megumi è costretta a fare lavori frustranti e truffaldini per mantenere Shiro, il fratello hikikomori.
Dopo aver visto delle persone così incasinate si potrebbe pensare che questo manga sia un trattato pesantissimo, pallosissimo e deprimente.
E invece non è affatto così, perché il maggior pregio di quest’opera è proprio la capacità dello sceneggiatore e del disegnatore di esprimere concetti profondi e seri in maniera fresca, dinamica, leggera, comica: saranno infatti tantissimi i volti deformati che strapperanno più volte un sorriso al lettore, perché si sa, si ride delle disgrazie altrui, e qui ce ne sono tantissime!
Visto che è uno spaccato della vita dei giovani d’oggi, non può mancare la critica alla figura dell’otaku; numerose saranno infatti le citazioni ad altri manga e anime.
Le tematiche affrontate sono molto complesse. L’erotismo: complesso di Lolita, passione per le ragazze con le orecchie da gatto, sado-maso, sono solo alcune delle particolari idee d’amore che vengono mostrate. I protagonisti sono incapaci di avere un rapporto vero, riescono a relazionarsi solo con le ragazze immaginarie in 2D perché non hanno una volontà propria; l’amore è vissuto solo come atto carnale; ad esso si collegano i temi della gelosia e dell’adulterio, dell’inesperienza delle giovani coppie appena sposate. Tutti quanti mentono, più e più volte; ci si domanda il perché di tutte queste menzogne, che sono rivolte contro se stessi.
La droga: vengono assunte spesso e volentieri pillole di ogni forma e dimensione.
I videogiochi: siano essi erotici, online, o d’azzardo.
La difficile ricerca del lavoro, spesso precario, e pur di guadagnare qualcosa si è disposti anche a truffare la gente. È con il lavoro che si raggiunge l’indipendenza economica dai genitori: è quindi una fondamentale occasione di crescita.
Il suicidio: l’ultimo stadio della disperazione; ma non si pensa mai che ci sono persone da cui tornare, e saranno quelle persone a soffrire di più.
Tutte queste sono forme di autoesclusione dalla realtà, un vano tentativo di fuga.
Cosa si può fare con chi è irrecuperabile? Come si possono salvare coloro che ormai sembrano spacciati? Questi gli interrogativi a cui si tenterà di dare una risposta.
Otto volumi di un manga spassoso ed eccitante, ma anche triste e nichilista; una storia d’amore fatta di caos e insicurezza. Tra situazioni rocambolesche e gag assurde, a volte sembra quasi di perdersi; ma ciò che rimane è un messaggio molto diretto: la volontà cambia le persone.
Welcome to a Masterpiece!
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Recensione by KetKiller
Volumetti letti:
8 ---
Voto: 8
Manga originale e dalle tematiche forti, ma trattate con ficcante ironia (ma non con superficialità, badate bene).
Si parla di hikikomori, ovvero emarginati sociali, gente che rifiuta ogni tipo di contatto con la società, che hanno serissimi problemi coi rapporti interpersonali; detto questo viene da chiedersi come sia possibile trattare simili argomenti col sorriso sulle labbra.
Beh, ma sta proprio qua la genialità dell'opera, e quindi dei suoi autori.
Non mi piace dilungarmi sulla trama quindi mi limito a dire che il protagonista è proprio uno di questi hikikomori, al quale si uniranno altri 2 coprotagonisti; questi 3 insieme daranno vita a scene a dir poco tragicomiche.
C'è da dire in oltre che i nostri sono caratterizzati ottimamente, cosa non facile visto il tipo persone che sono.
Per quel che riguarda i disegni, beh secondo il mio punto di vista sono il punto debole del manga (anche se si lasciano guardare con piacere), ma qui è più una questione di gusto personale.
L'edizione è la classica ottima di J-Pop.
In conclusione mi sento di promuovere in pieno questo fumetto, molto particolare ed originale, quindi magari non per tutti.
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Recensione by LightLife
Volumetti letti:
8 ---
Voto: 9
[Attenzione, questa recensione contiene spoiler.]
Sato: "Ti odio! Ti odio! Ti odio da morire!"
Misaki: "Anche io ti odio! Ti odio cosi tanto che non posso più lasciarti…"
Riprendo forse il dialogo più toccante di tutto il manga, o almeno quello che più mi ha colpito poiché, a prescindere dalle parole dette, c’è un significato molto più profondo. La parola “ti odio” infatti perde il suo significato per acquisire il suo opposto. Sato dice a Misaki “ti odio” ma intende “ti amo”, lo dice perché ha paura ad esternare i suoi sentimenti o almeno quei sentimenti che lo fanno sembrare debole.
Pensateci, è molto più facile dire “ti odio” che “ti amo”, perché? Forse perché il sentimento dell’amore comunica in qualche modo la debolezza di un uomo che ha bisogno di qualcun altro. L’odio invece mostra la propria forza, Sato alla fine del suo processo di superamento della fase Hikkikomori non è guarito del tutto, non riesce ancora ad esternare i propri sentimenti o almeno sembra apparentemente cosi, infatti Misaki riesce finalmente a capire le reali intenzioni di Sato da un semplice “ti odio”. Nel loro processo di reciproca guarigione sono riusciti in fine a comprendersi reciprocamente, ed è stata questa la loro più grande vittoria.
Misaki dal canto suo sa che “odiando” Sato dovrà rimanergli ancora accanto e quindi continuare ad essere il suo angelo.
In un manga dove odio significa amore allora ha senso iniziare una recensione dal finale, poiché Welcome to NHK è il manga dove tutto è rovesciato. La stessa natura dell’uomo è vista sotto-sopra: per suo stesso essere l’uomo ha necessità di interazioni sociali, ha bisogno di scambiare informazioni e anche sentimenti con gli altri della sua specie, il protagonista di NHK è invece un ragazzo affetto da quello che in Giappone è definito il fenomeno degli hikkikomori, ovvero ragazzi che si isolano dal mondo e che preferiscono non intrattenere alcuno scambio sociale.
Ma Sato, il protagonista, in realtà chi è? Semplicemente, oltre ad essere una commedia del “rovesciato”, NHK è anche un commedia sociale e come tale mette in analisi i fenomeni sociali del Giappone moderno. Sato quindi non è un normale ragazzo hikkikomori, in realtà è l’hikkikomori per eccellenza, Sato è l’incarnazione del fenomeno degli hikkikomori. In qualche modo si trova a rappresentare tutte le persone appartenenti a questa classe e come tale la sua caratterizzazione è volutamente esagerata. Sato non è un personaggio credibile perché non può essere reale ma è un fenomeno credibile perché mostrato nella sua fenomenologia del reale.
Cosi come lo è Sato anche gli altri protagonisti sono incarnazioni di particolare fenomeni degenerativi della cultura giapponese: Yamazaki rappresenta alla perfezione tutti gli otaku con le loro più particolari perversioni, come il maid, rappresenta gli otaku e le loro fissazioni, ci mostra le loro debolezze e le loro convinzioni; Kashiwa e Jogasaki rappresentano insieme il fenomeno delle giovani coppie giapponesi e dei loro dramma matrimoniali che si mostrano soprattutto quando il matrimonio non avviene per amore ma per le pressioni sociali. La società impone ad un giovane di sposarsi perché solo cosi concluderà il suo percorso di crescita prestabilito per lui.
Kobayashi invece rappresenta il fenomeno dei giovani lavoratori precari giapponesi, e direi anche italiani, che si trovano a lavorare per aziende poco credibili.
Misaki è invece la figura più enigmatica del manga, le sue vere motivazioni verranno alla luce solo nell’ultimo volume anche se già da alcuni volumi prima si era perfettamente compreso quanto lei soffrisse. Misaki rappresenta il fenomeno dei giovani giapponesi che vogliono sentirsi importanti nonostante le regole sociali li abbiano già etichettati come rifiuto semplicemente perché si sono in qualche modo opposti al rigido sistema giapponese.
Si dice che in Giappone il destino di un ragazzo sia già deciso dalla scuola elementare, poiché a seconda della scuola media che frequenterà si apriranno licei prestigiosi o meno, la stessa cosa succede per le università e quindi per il lavoro. Misaki, che ha scelto di abbandonare la scuola, sa che sarà vista negativamente dalla società, ma nonostante questo vuole sentirsi importante ed essere realmente d’aiuto a qualcuno.
Welcome to NHK è pienamente una dramma sociale. È un dramma nonostante una delle sue principali caratteristiche sia l’ironia. Nel manga vi sono parecchie situazioni divertenti e gag comiche ma è proprio in questo che sta la sua drammaticità.
Tradizionalmente un prodotto drammatico ha tinte cupe, dialoghi serrati, emozioni violentemente disintegrate poiché vuole essere un pugno allo stomaco. Ma in un manga basato sul “rovesciamento” allora ciò che è apparentemente ironico acquisisce una sua valenza drammatica e lo fa in maniera abbastanza sottile. Inizialmente le gag fanno scompisciare, fanno ridere di gusto, ci si diverte a guardare quello sfigato alle prese con una vita che non riesce gestire. Pian piano però le gag iniziano a non fare più ridere, e non per monotonia ma perché ci si immedesima nel protagonista. Non si ride più di Sato perché si capisce quanto sia difficile la vita per lui, si inizia invece a tifare per il giovane hikkikomori; per fare un esempio, è come quando si ride per chi fa uno scivolone, inizialmente ci si scompiscia, ma poi ci si inizia a preoccupare che chi è caduto non si sia fatto male veramente.
I fenomeni mostrati dal manga sono cosi ampi che alla fine, in parte, ciascuno riconosce se stesso in qualche comportamento ed è proprio in questo che sta la durezza del manga. È una commedia che fa riflettere con una dose di sarcasmo sempre più nero.
Si era detto che Welcome to NHK è un manga sociale ed in quanto tale critica a pieno la società giapponese. I fenomeni portati alla luce sono strettamente frutto della società che li ha generati. Il Giappone per sua natura è come una grande macchina produttiva, ciò che importa è che il complesso vada bene, per fare questo ognuno però deve svolgere il proprio lavoro, deve contribuire seguendo un percorso già preimpostato. Quando qualcuno ci si allontana allora viene rifiutato dalla società, perché una grande macchina che avanza non può preoccuparsi di piccoli ingranaggi che si rompono.
Tutti i ragazzi protagonisti del manga hanno invece mostrato in qualche modo il loro rifiuto ad una società troppo pressante che vincola i loro comportamenti. I protagonisti sono in qualche modo dei coraggiosi perché hanno avuto la volontà ed il coraggio di opporsi al mondo esterno. Come si può dire in questo caso, la vita non è però un “manga” dove chi mostra più coraggio riesce a vincere, in questo NHK è fortemente reale poiché pone l’uomo come è in realtà: un essere debole.
Tante volte Sato ha provato ad uscire dalla sua condizione, tante volte ha detto “Ho capito, c’è la posso fare!”, tante volte ha cercato di rialzarsi, tutte le volte però è inesorabilmente caduto, questa non è finzione dove si riesce a raggiungere facilmente i propri obiettivi, questa è la vita dove per fare anche un piccolo passo in avanti si deve mille volte cadere.
Ma Sato pian piano riuscirà a portare avanti importanti progressi e questo processo è cosi lento che a malapena si percepisce. In poco tempo il lettore quasi non considera più che Sato, fino a qualche volume prima, non riusciva a vedere la gente e oggi invece esce e soprattutto riesce a trovare degli amici. Sono proprio loro la sua più importante medicina poiché lo aiuteranno e con le loro debolezze lo faranno sentire meno “strano”.
L’hikkikomori, come dice Sato, è una persona prigioniera di se stessa e delle sue convinzioni, ma stranamente è un vincente. Anche in questo caso si presenta il ribaltamento che porta un perfetto sfigato ad essere un vincente. Vincente è colui che non perde mai, ma come si fa a non perdere mai? Sono due le strade: o si è veramente imbattibili (diciamo come un personaggio di un manga) o non si combatte. La risposta più semplice è quella giusta, gli hikkikomori infatti si sentono dei vincenti perché credono fortemente a ciò che pensano, hanno però paura di combattere e per questo non si espongono alla società.
Il processo di guarigione di Sato inizierà proprio nel momento in cui si accorgerà di essere prima un perdente, poi comprenderà che in realtà sono tutti perdenti poiché costretti in fili sociali che li ingabbiano, ed infine riuscirà a ritrovare quella volontà per ritornare a vincere, ma nel proprio piccolo. Si è infatti perdenti se confrontati con la propria società, ma nelle piccole relazioni sociali si può essere dei vincenti se solo si avrà la volontà di farlo.
Proseguendo il filo conduttore del rovesciamento arriviamo ad un tema portante del manga: la progettazione del videogioco erotico. Il videogioco, infatti, anche in questo caso trascende la sua natura e diviene un mezzo per comunicare. Gli autori considerano il videogioco erotico un mezzo efficiente perché facilmente comprensibile dagli otaku, i maggiori fruitori di questi tipi di prodotti. Ma pian piano il videogioco perde il suo erotismo per acquisire valenza sempre più grandi e profonde, non a caso questo fantomatico videogioco non comparirà mai… ma ne siamo sicuri? Alla fine la sceneggiatura del videogioco erotico è sempre esistita e noi l’abbiamo sempre avuta sotto gli occhi: il videogioco erotico è Welcome to NHK.
Se il videogioco erotico aveva quindi una finalità comunicativa e pedagogica allora è il manga stesso ad impossessarsi delle sua finalità. È il manga che vuole essere un messaggio agli otaku, o più in generale alla società, per aprire gli occhi sulle sue fenomenologie .
In conclusione si capisce anche il senso del “progetto”, che non è qualcosa che riguarda solo Sato ma che deve riguardare la società nel suo complesso e soprattutto i giovani guerrieri (ovvero gli hikkikomori).
Sato: Non mi lascerò certo sconfiggere! Perché io sono un vero guerriero che affronterà la cospirazione!
Il ribaltamento si conclude con un rovesciamento del concetto realtà-manga, gli hikkikomori devono in qualche modo entrare nel mondo fumettistico per acquisire un po’ di quella forza e determinazione che tanto caratterizza gli eroi dei manga, sempre però cercando di rimanere con i piedi per terra. Bisogna quindi ribaltare il ribaltato, infatti quando si ribalta una cosa per due volte alla fine torna diritta.
Se si ribalta una moneta per due volte alla fine si ritorna sempre alla faccia iniziale, ma allora non è cambiato niente? No, è cambiato tanto perché si è avuto coscienza della faccia opposta e si ritorna a quella iniziale con maggiore esperienza.
LightLife
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Recensione by aldoddo
Volumetti letti:
8 ---
Voto: 10
Potrei usare poche parole per descrivere questo manga: imperdibile, uno spettacolo, stupendo...
È la storia di un hikikomori (cioè una persona che ha paura del contatto con la gente e si chiude in se stesso, è una forma di depressione, c'è gente che è rimasta in casa per anni senza mai uscire) che vive da solo, senza lavoro, senza studiare e senza soldi; dopo l'incontro con una ragazza, che si offre di aiutarlo ad uscire da questa sua condizione, ne succedono di tutti i colori: Sato, il protagonista, incontra alcuni suoi amici dei tempi della scuola che non se la passano meglio di lui...
Anche se il tema è molto difficile, perché gli hikikomori in Giappone stanno diventando un vero e proprio problema, l'autore riesce a rendere il tutto molto scorrevole e la lettura è gradevole. L'edizione è curatissima, come quasi tutte quelle della J-Pop, e la serie è composta di 8 numeri.
Avevo sempre sentito parlare molto bene di questo manga e sono felicissimo di averlo letto e aggiunto alla mia collezione.
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Recensione by Dreamer80
Volumetti letti:
8 ---
Voto: 4
Devo essere onesto... sono state proprio le positivissime recensioni lette qua su Animeclick che mi hanno spinto ad acquistare in blocco la serie e leggerla... Purtroppo il manga non mi ha colpito, anzi, mi ha annoiato all'inverosimile.
Partiamo dalla sceneggiatura, a mio modo di vedere pessima: spesso le scene sono confusionarie, l'autore passa da una scena all'altra secondo me con troppa fretta dimenticandosi di raccordare molte parti con vignette extra che avrebbero giovato.
Il disegno, poi, non incontra proprio i miei gusti. Io adoro i tratti particolareggiati, fini e un po' fiabeschi; purtroppo mi sono ritrovato davanti ad un tratto spigoloso, povero, anche se molto chiaro e funzionale. Le tavole comunque risultano sempre troppo vuote per le mie pupille.
Poi il tema trattato sarà anche serio e reale, ma le situazioni che si vengono a creare mi sembrano davvero eccessive e piene di forzature. In tutta la storia poi non è mai chiaro dove voglia andare a parare l'autore, secondo me alla fine è assolutamente inconcludente. Se poi ci aggiungo che le varie gag mi sono sembrate di una banalità quasi fastidiosa e non sono riuscite a strapparmi nemmeno il briciolo di un sorriso, anzi, ma solo sbadigli, la frittata è fatta.
Probabilmente sono uno dei pochi, perché i giudizi sul manga sono in media molto alti, ma davvero mi sono trovato di fronte ad una delle più cocenti delusioni degli ultimi anni.
Qualcosa di buono c'è, sia chiaro, nel senso che alla fine molti comportamenti del protagonista sono effettivamente associabili a persone reali che soffrono delle stesse fisse, mi è piaciuta particolarmente la parte della storia in cui questi inizia a giocare ad un MMORPG e si perde completamente nelle spire di quel nuovo mondo, sarà che questo è successo anche a me e quindi mi ha fatto riflettere...
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Recensione by Franzelion
Volumetti letti:
8 ---
Voto: 10
Qualche mese fa vidi l'anime e misi un 10 qui su AnimeClick come nella mia classifica personale, poichè meglio di così pensai che non poteva essere fatto, quest'anime praticamente rasenta la perfezione.
Poi lessi per caso la notizia dell'esistenza dell'omonimo manga di questo anime, entrambi realizzati e tratti dal libro di TATSUHIKO TAKIMOTO (non a caso lo scrivo con tutte le lettere maiuscole). Quando seppi di questa notizia, anche se diverse recensioni del manga dicevano che quest'ultimo fosse meglio dell'anime io mi rifiutavo di crederci, dato che in quel caso si sarebbe rilevata un opera a dir poco sublime.
E guarda un po' è proprio come si diceva in giro: l'anime è sì grandioso e perfetto. Ma il manga è di un altro livello.
Analizzando le differenze fra l'anime e il manga senza fare troppi spoiler posso dire che i primi 4 tankobon seguono abbastanza fedelmente l'anime nei suoi primi 17-18 episodi, mentre ad un certo punto nel manga avviene una cosa e nell'anime un'altra, e questo poi fa sì che prendano strade abbastanza diverse, anche se non proprio opposte.
In questo manga la mentalità e la psicologia dei protagonisti non poteva essere approfondita e sviluppata in maniera migliore (roba da far provare un po' di invidia perfino ad Evangelion sotto questo punto di vista), assumendo toni e tratti così realistici da dubitare che sia una storia inventata e che sia invece tratto da una storia vera, e di questo ho la conferma perchè come carattere mi posso ritenere una caricatura del nostro caro protagonista Tatsuhiro Sato (il nome dell'autore e del protagonista sono simili); quindi così come il creatore è riuscito a indagare i recessi più profondi dell'anima del protagonista, egli lo ha fatto anche con la mia.
Questo mi ha portato infatti spessissimo a soffermarmi sulla lettura anche per uno o più minuti per riflettere su quanto viene detto o pensato dai personaggi. Vabbe', penso si fosse compresa la qualità della caratterizzazione psicologica dei personaggi, a dir poco divina...
Allora procedendo volume per volume: la storia inizia con l'incontro di Misaki, questa carissima e brava ragazza, che spiega a Tatsuhiro di conoscere il suo problema e di volerlo aiutare, ma probabilmente questo lo avrete già letto su Wikipedia o da qualche altra parte. Sta di fatto che la storia prende tantissimo fin da subito e si lascia leggere in maniera gradevolissima, soprattutto nei primi 4 volumi, dove è alta la presenza di scene e situazioni comiche o alquanto imbarazzanti; eppure riescono comunque a far riflettere e a non cadere mai nel banale anzi... dal numero 5 in poi, le scene che prese singolarmente (escludendole dal resto della trama) farebbero ridere, e anche molto, invece fanno provare quasi esclusivamente compassione, perchè ormai si è entrati nella triste mentalità di questi poveri "hikikomori".
Molte volte sembra che i problemi siano stati risolti e invece si ritorna quasi al punto di partenza.
Per quanto riguarda i disegni questi purtroppo non sono così di alto livello come lo sono i contenuti, visto che si mostrano spesso con fondali vuoti anche se molto espressivi. Comunque bellissimo, pulito e originale il character design dei personaggi (Misaki, Kashiwa... troppo carine!) anche perchè riesce a cogliere e mostrare perfettamente i sentimenti dei personaggi rappresentati, quindi visto che ci si concentra sui dei personaggi così splendidi la caratterizzazione spoglia degli sfondi passa quasi inosservata e irrilevante.
Comunque avete presente un manga dalla storia piatta e scontata? sì? Ecco, ora pensate il contrario: ecco a voi Welcome to the NHK, lo definirei come "L'imprevedibilità fatta manga", dall'inizio alla fine infatti riesce sempre a stupire e coinvolgere emotivamente il lettore.
E' quindi (se ancora non si fosse capito), il manga più intenso, profondo e riflessivo che abbia mai letto, ma anche quello che ho letto con più passione e soprattutto amore, insomma il mio preferito!
Alla fine quindi è un manga che riesce a infondere tanti di quei messaggi che per ricordarli tutti (e sì dovete farlo, perchè in questo modo migliorerete sicuramente la vostra vita, perciò lo dico per il bene di tutti) dovrete leggere il manga più e più volte, senza farvi problemi (non sto dicendo che è troppo complesso da capire) o avere paura di annoiarvi riprovando quest'esperienza unica, perchè è impossibile... ah certo, dimenticavo: tenere lontano dalla portata dei bambini che non saprebbero apprezzare le qualità di quest'opera d'arte.
Appartiene sicuramente alla categoria di quelle poche opere (l'altra è Neon Genesis Evangelion) che mi hanno cambiato e migliorato la vita, e credo accadrà anche a voi ma soprattutto ai giapponesi, visto il loro alto tasso di questi autoreclusi nella società. E per questo ringrazio di cuore l'autore Tatsuhiko Takimoto perchè con questo manga sono sicuro abbia salvato diverse vite di giovani otaku nipponici depressi o hikikomori spinti verso suicidio.
Lo consiglio vivamente a chiunque, soprattutto agli amanti dei seinen... paura del prezzo? 6 euro a volume? una schifezza in confronto alla qualità del manga, è difatti il miglior rapporto qualità/prezzo che mi sia mai capitato davanti; personalmente infatti avrei speso anche 100 euro per tutti gli 8 volumi.
Comunque in fin dei conti:
Capolavoro? no;
Sublime? no;
Molto, ma molto di più.
Un ultima nota di sentiti ringraziamenti a Tatsuiko Takimoto (non scorderò mai il tuo nome): GRAZIE DI ESISTERE.
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Recensione by peppo-kun
Volumetti letti:
6 ---
Voto: 9
“Welcome to the N.H.K.” è un manga di Tatsuhiko Takimoto, alla storia, e Kendi Oiwa ai disegni, ed è stato pubblicato con cadenza settimanale sulle pagine di Shonen Ace (per capirci la stessa rivista dove è serializzato anche Keroro).
La storia è molto particolare e allo stesso tempo originale. Ambientata nella città di Tokyo la vicenda ruota attorno a Sato Tatsuhiro, giovane ragazzo ventiduenne, naturalmente giapponese pieno di problemi: egli infatti è un hikikomori. Gli hikikomori in Giappone stanno diventando un problema sempre più grosso, questi ultimi si rinchiudono letteralmente in casa a causa della loro paura verso il “mondo esterno” e in particolare verso la dura società che ai loro occhi gli minaccia. Allo stesso modo Sato è “bloccato” in casa, ha lasciato l’università e passa le giornate a guardare la TV o, in preda alle allucinazioni, a parlare con il “signor-frigorifero” o il “signor-televisore”. Andando avanti con la storia ritroviamo nuovi e problematici personaggi, a partire dal vicino di casa nonché ex-compagno di liceo Yamazaki-kun, un otaku a livelli assurdi che disprezza assolutamente le "ragazze 3D" e preferisce invece quelle virtuali. Poi c’è la dolce Saki, anch’essa una ragazza dal difficile passato, che svolge nella vicenda un ruolo importantissimo. Ella infatti vuole salvare il giovane hikikomori e per farlo lo iscrive al suo “progetto”, progetto attraverso il quale ha intenzione di aiutare il ragazzo ad uscire dal suo stato di auto reclusione.
Sempre continuando con la storia si ritrovano nuovi e ancor più problematici personaggi, come una sua senpai dei tempi del liceo con la quale passava le giornate a giocare a carte nel club di letteratura della quale si era vagamente innamorato. Ora però la senpai si è sposata e per tentare di tirarsi su di morale o per dormire meglio si imbottisce di pillole e medicine di tutti i generi.
E’ una storia della quale ancora non conosco il finale e né lo verrei a dire qui per spoilerare.
Il manga nonostante il difficile tema trattato si legge con estrema facilità. E’ ricco di scene comiche e ridicole, a volte negli strani pensieri che fa Sato, anche un po’ osè, ma anche di serie e tristi che lasciano pensare. E’ un manga che ti prende davvero e un volumetto tira l’altro.
I disegni non sono eccezionali, in alcuni punti possono sembrare anche un po’ “spogli”, ma contemporaneamente sono estremamente espressivi. Il tratto è volutamente non sempre molto pulito ma si adatta bene alla vicenda narrata, ricca di facce comiche e molto strane.
Infine l’edizione, curata dalla cara JPOP, è a dir poco eccezionale: presenta una sovraccoperta, che se capovolta e aperta al suo interno presenta di volume in volume una immagine a colori differente, ora vi è una foto ora un disegno. Le pagine sono bianchissime e tutt’altro che trasparenti. Ogni volumetto presenta alla sua fine una pagina intera, o anche due, dedicata alle note esplicative che sono indispensabili per comprendere appieno tutti i vocaboli giapponesi intraducibili o comunque vari riferimenti a manga o altri anime; sempre in fondo al volume vi sono le annotazioni extra di Sato Tatsuhiro sui videogiochi erotici, che spasso! Il prezzo di 6 euro da alcuni è considerato eccessivo ma se si considera l’ottima e lussuosa edizione non lo è affatto.
Consigliato a tutti coloro che vogliono un manga da ridere ma che allo stesso tempo affronti delle problematiche serie così vicine al nostro mondo di giovani ragazzi.
Peppo-kun
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Recensione by ManseX
Volumetti letti:
8 ---
Voto: 9
Una doverosa introduzione: c’è davvero un po’ di mistificazione in Welcome to the NHK. Spontanea o artefatta, difficile dirlo.
C’è dal punto di vista del fumetto vero e proprio, che in effetti è difficile da mettere a fuoco al primo sguardo/al primo volume; e c’è anche dal punto di vista del (relativo?) successo occidentale.
Beh, in realtà in Giappone è plausibilissimo, perché il romanzo scritto da Tatsuhiko Takimoto nel 2002 tratta fenomeni della subcultura locale radicati e concreti: hikikomori, otaku e altre forme di alienazione bidimensionale. Più strano qui da noi, perché il manga tutto sommato è denso e non molto commerciale, no?
Proprio la pubblicazione americana è stata una specie di cartina di tornasole di questo curioso “disturbo” di messa a fuoco. Insomma, il sospetto è che NHK sia tendenzialmente spacciato per l’ennesimo spettacolo destinato ai fan nostrani di “cultura manga”, in cui “otaku è bello”, e rivedersi nei personaggi, o meglio ancora assistere a sfottimenti di stereotipi e a disavventure tragicomiche, è da un lato fonte di curiosità verso tematiche sentite alquanto comuni e dall’altro quasi una forma di autoreferenzialismo.
Anche se parlare di realtà in un’opera dove i personaggi la plasmano sulle loro fissazioni non sarebbe propriamente esatto, NHK in realtà è incentrato su altro a ben vedere, su tematiche più umanamente universali: il disagio esistenziale giovanile nel mondo contemporaneo. Il fatto che tale disagio sia immerso in fenomenologie scatenanti e/o derivative nipponiche è, insomma, più il frutto dell’ambientazione che il tema fondamentale.
Dopo questa premessa, veniamo al manga vero e proprio.
La storia è presto detta, il protagonista è Tatsuhiro Sato, un ventiduenne che ha abbandonato l’università e da alcuni anni è diventato un hikikomori, ovvero un auto-recluso in casa, a causa della difficoltà di instaurare relazioni umane ed il conseguente rifiuto della società. Vive con i soldi inviati dai genitori, all’oscuro delle sue condizioni, con un vicino di casa (Yamazaki) a sua volta otaku allo stadio ossessivo, e con cui progetta la realizzazione del videogame erotico “definitivo”.
Un giorno appaiono alla porta di casa due donne in cerca di proselitismo religioso, una delle quali è la diciottenne Misaki Nakahara. Misaki è una bella ragazza ma certamente misteriosa, specie quando propone a Sato di entrare nel suo “progetto” per riscattare la sua vita da reietto. A questo aggiungiamo un presunto complotto della NHK, la televisione di stato giapponese, per l’obnubilazione delle coscienze e la creazione di individui asserviti al potere mediatico e politico: la Nihon Hikikomori Kyokai.
Entra in campo tutto l’immaginario di genere virato alla commedia grottesca, anime, moe, videogiochi online, lolicon, ma il succo di tutto questo è nel denominatore comune: la fuga dalla realtà per trovare rifugio prima in un mondo di fantasia, e poi nell’annullamento della coscienza... o nel suicidio. Una dolorosa fuga che parte dal disadattamento e porta alla distruzione dei motivi stessi dell’esistenza, all’emarginazione e alla convinzione di essere inutili e odiati dalla società “perbene”.
NHK vede, oltre a quelli sopracitati, altri personaggi che intervengono nella storia dando un ulteriore senso di malessere comune e diffuso: da Hitomi Kashiwa, senpai di Sato alle superiori oltre che sua vecchia fiamma, condotta dallo stress quotidiano all’uso di droghe e psicofarmaci; all’altra ex compagna di classe, Megumi Kobayashi, dedita alle vendite-truffa e con un fratello hikikomori sulle spalle. Proseguendo con il suo sviluppo, NHK perde progressivamente quell’alone fittizio di commedia, retta dal senso grottesco della stessa. Tutto poggia sulla costruzione psicologica e sullo sviluppo dei protagonisti: sui loro tentativi, sui loro fallimenti. Non è un’opera basata su plot misteriosi o comici, né un trattato sociologico, ma un quadro che tratteggia alcuni ventenni d’oggi, persone in cui l’alienazione e il malessere esistenziale prendono il sopravvento.
Ma attenzione: NHK non è un’opera melodrammatica, auto indulgente o che si crogiola nella sofferenza. Le disavventure dei suoi protagonisti, di primo acchito, risultano pur divertenti. Ma, nonostante le gag (spesso riuscite per farsi delle belle risate) uscirne dalla lettura col sorriso sulle labbra è cosa ardua. Seppur non in senso sfacciatamente diretto, è indubbiamente drammatico. Eppure, nonostante la presenza di situazioni che spesso riportano al punto di partenza, è tendenzialmente positivo… o meglio, con la convinzione che la forza interiore possa essere trovata e che sia capace di portarci oltre.
Dunque, il senso stesso di questo manga è nella caratterizzazione psicologica dei personaggi, molto ben fatta. L’empatia verso di loro è un tema che andrebbe discusso. Non vi sono dubbi che, chi più chi meno, chiunque è alle prese con i problemi e le difficoltà della vita ma, si spera, in pochi ai livelli descritti da alcuni personaggi di questo manga. Così come parecchie delle loro scelte sono difficili da condividere. Ma non difficili da comprendere, perché versioni amplificate di un malessere dal respiro più ampio. L’umanità delle loro reazioni, così come la forza struggente di alcuni passaggi, convincono invece senza eccezioni. Che dire di Hitomi e della sua esistenza sul filo del rasoio, dell’ idiosincrasico, quasi rivoluzionario in alcuni suoi aspetti Kaoru Yamazaki? Ma il lavoro degli autori è teso soprattutto verso i due protagonisti Sato e Misaki, il primo intento nella costruzione di castelli spesso di sabbia ma con momenti di rara lucidità, la seconda progressivamente svelata nelle sue complesse sfaccettature.
Il compito di trasporre tale storia su carta spetta alle matite di Kendi Oiwa: lo stile è semplice ma efficace e, nonostante ben lungi dall’essere esente da difetti, trova proprio nell’espressività il maggior punto di forza. Degne di nota, ad esempio, le numerose espressioni che il protagonista Sato si trova ad assumere nel corso dell’opera: volutamente esagerate, nella loro irrealtà trovno forse la miglior rappresentazione quello che è effettivamente il suo stato d’animo. Il tutto senza (come già detto)cercare per forza un rigorosa aderenza alla realtà, che forse avrebbe sottratto all’opera parte del suo fascino.
In ultima analisi Welcome to the NHK è un manga forse imperfetto, ma davvero molto interessante nel filone “esistenzialismo nel nuovo millennio”, dove esplora la parte forse più disadattata della realtà giovanile contemporanea; si rivela comunque assai distante dalla sua superficiale apparenza di commedia otaku-friendly.
Tirando le somme, una fra le opere in cui valga la pena di spendere i propri soldi, dove sono i contenuti ad essere meritevoli d’attenzione, qualunque sia la forma in cui essi vengono proposti. Non può quindi che far un piacere il fatto che tale splendido manga sia stato portato in Italia da JPOP, che propone un’edizione eccellente sotto qualunque aspetto, basata sull’edizione deluxe giapponese: carta bianca e liscia, ottima qualità della stampa, ottima sovraccoperta e pagine iniziali a colori. Insomma, ogni volume vale pienamente i 6 euro che costa.
ps: Da notare che, tecnicamente sarebbe uno shonen, ma per stile e contenuti proprio no, tanto che in America Tokyopop l’ha classificato “M” (18+).
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Recensione by GIGIO
Volumetti letti:
2 ---
Voto: 9
Attenzione possibili Spoiler
Sicuramente un manga atipico, che tratta un tema sociale difficile e che non può lasciare il lettore indifferente. Welcome to the NHK è una storia molto originale, personalmente non ho mai letto manga che raccontano degli hikikomori e devo dire che questo manga riesce a descriverli bene anche senza finire sul drammatico o sul tragico. In sostanza gli autori non descrivono drammaticamente la situazione rischiando così di diventare noiosi ma lo fanno con un tratto (triste) di simpatia. Per fare un piccolo esempio basti pensare a quando il protagonista spia e si eccita guardando le ragazzine all'uscita di scuola con tanto di binocolo, la situazione a pensarci bene è alquanto drammatica eppure gli autori ci aiutano a comprenderla anche divertendoci con la goffaggine del protagonista stesso. Ho letto pochi numeri forse (quelli usciti) ma posso affermare che questo manga farà parlare di se anche nei prossimi anni perché il suo tema è troppo attuale ed importante per restare indifferente. I disegni sono quasi perfetti, sin da subito il tratto è molto buono, chiaro e con scenografie adeguate. L'edizione è un po' costosa ma ne vale di certo la pena. Ottimo.
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Recensione by Ewil
Volumetti letti:
2 ---
Voto: 10
Meraviglioso è dir poco! Un manga da oscar :) . Un seinen che ci porta in una cruda realtà e ce la sbatte davanti in una maniera un po' comico ma ci aiuta a comprendere la gravità della faccenda ed a ragionare sulla situazione degli hikkikomori come Sato, degli Otaku e di altri personaggi ancora. Ci introduce anche nel Giappone moderno e ci fa da guida in un paese delle meraviglie.
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Recensione by hideki20
Volumetti letti:
2 ---
Voto: 10
Cosa si può dire riguardo a questo fumetto oltre che è originalissimo?!
Inizialmente non avevo ben capito di cosa parlasse questo manga... ma dopo aver letto le prime pagine sono morto dalle risate... Scherzi a parte questo manga riesce a trattare molto bene il così detto problema degli hikikomori (ragazzi che non escono di casa per paura di relazionare con gli altri), problema molto diffuso attualmente in Giappone. Il bello è che lo fa ironicamente, senza però esagerare.
Un altro punto a suo vantaggio è la bellissima copertina, molto innovativa ma la cosa più importante è il buon lavoro fatto dalla J-pop nell'impaginazione.
Ve lo consiglio tantissimo sia a chi vuole provare un nuovo genere sia a chi è ancora indeciso se cominciarlo... l'unico problema è di trovarlo anche se per adesso sono usciti solo i primi due volumi(almeno per me è stato così).
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Recensione by Tacchan
Volumetti letti:
2 ---
Voto: 10
Welcome to the N.H.K è una di quelle serie di cui intuii il valore casualmente: durante il giornaliero curiosare nel sito notai che la sua
trasposizione animata inaspettatamente torreggiava le classifiche degli anime più apprezzati dagli utenti di AnimeClick.it. Ancor oggi, nella classifica generale, fra più di 1500 schede anime, occupa un rispettabilissimo
nono posto.
Il titolo è comunque passato quasi inosservato, almeno fino a quando è finito tra le mani di
JPop, che ha deciso di portarlo ufficialmente in Italia tramite la sua trasposizione a fumetti.
Welcome to the N.H.K è originariamente un romanzo scritto da
Tatsuhiko Takimoto e illustrato da
Yoshitoshi ABe pubblicato in Giappone nel 2002. A seguito del suo successo è stato trasposto nel 2004 in un
manga, conclusosi con l’ottavo volumetto, e nel 2006 da Gonzo in una
serie animata di 24 episodi.
Il manga, disegnato da
Kendi Oiwa, autore che forse avrete già avuto modo di conoscere grazie a
Goth, e sceneggiato dallo stesso Tatsuhiko Takimoto, narra le vicende di
Tatsuhiro Sato, un
hikikomori. Con questo termine in Giappone si identificano quei soggetti che sviluppano una vera e propria incapacità a relazionarsi con la società e con il prossimo, che passano la maggior parte della vita rinchiusi in casa isolati e che si dedicano in modo maniacale alle proprie passioni, spesso legate a videogiochi, anime e manga.
Il nostro protagonista sembra essere entrato in una fase terminale, inizia a fare uso di farmaci e sostanze allucinogene e nei suoi deliri ha identificato una vera e propria cospirazione da parte di una fantomatica organizzazione, la
N.H.K., che si pone come obiettivo quello di creare hikikomori.
N.H.K. è un marchio molto conosciuto in Giappone: è infatti un emittente che ogni buon appassionato di anime ben conosce in quanto ogni anno trasmette in anteprima diverse serie animate. Sebbene il gioco di parole non sia affatto casuale, per Tatsuhiro N.H.K sarebbe invece l’acronimo di
Nihon Hikikomori Kyokai, ovvero un’associazione atta a creare hikikomori. Nel suo delirio crede che tra le sue fila nasconda tre diverse tipologie di personale: i Men in Black, che seguono costantemente la vittima facendo in modo che fallisca in tutti i suoi intenti; delle ragazze estremamente attraenti che hanno il compito di eccitare, creare aspettative irrealizzabili e spezzare il cuore al malcapitato impedendogli di sviluppare una realistica visione dei rapporti con l’altro sesso; delle strane creature simili a goblin che sarebbero a capo dell’organizzazione.
Perso in questa sua follia avrebbe poche speranze se non fosse per una ragazza molto carina,
Misaki Nakahara, che si presenta a lui con l’intenzione di farlo uscire e salvarlo dal suo stile di vita distruttivo. Tatsuhiro accetta, ma è molto diffidente nei suoi confronti: non è che faccia parte del complotto della N.H.K.?
Come se non bastasse vengono man mano introdotti altri personaggi, tutti molto particolari e che all’incirca condividono problemi simili a quelli del protagonista.
Era da un po’ che aspettavo l’opportunità di conoscere di persona questo titolo. Pur avendo perso il primo treno, non avendo visto la serie televisiva, ora JPop mi da una seconda possibilità che fortunatamente non mi sono lasciato scappare. I primi due numeri di Welcome to the N.H.K. mi sono decisamente piaciuti, sia artisticamente che, e soprattutto, nei contenuti.
In primis è sorprendente vedere come una piaga seria e drammatica, che sempre più affligge la società giapponese, come quella degli hikikomori, venga raccontata in modo tanto fresco e divertente. Il manga riesce a divertire e ad intrattenere, ma tra una risata e l’altra insinua nella mente del lettore delle riflessioni per nulla ovvie e scontate. Le vicende sono narrate in modo satirico e gli stessi personaggi, con le loro stranezze e i loro eccessi, risultano difficilmente credibili, eppure rappresentano in modo efficace lo stereotipo sul quale sono stati creati.
L’autore forma un cast ben bilanciato e offre una trama che, nella sua semplicità, offre mistero, riflessione, divertimento e sentimento. Si intuisce inoltre che, pur essendo tutto buttato sullo scherzo, le tematiche sollevate sono in realtà realistiche e che lo stato di alienazione che affligge i personaggi non è poi così lontano nemmeno dalla nostra cultura dove i media propongono, e spesso cercano imporre, modelli di vita sempre più lontani da quelli che poi si possono realmente riproporre nella vita di tutti giorni.
JPop è tra gli editori italiani che propone il miglior rapporto qualità prezzo. L’edizione, venduta al prezzo di
6 Euro, è infatti supportata da ottimi materiali e da un'altrettanto buona stampa. Tuttavia ho avuto l’impressione che il volumetto risulti più bello da vedere che comodo da leggere: la rilegatura per esempio a volte si mangia parte dei dialoghi e dei disegni.
Adattare questo manga non è certamente un lavoro semplice e si nota lo sforzo nel cercare di far rendere al meglio alcune situazioni difficili da tradurre senza utilizzare lunghe note. Il risultato è in genere buono, anche se alcune scelte potranno ad alcuni sembrare un po’ troppo libere e quindi poco fedeli all'originale.
Welcome to the N.H.K è un’opera originale, intelligente e divertente che assolutamente vi consiglio.
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Recensione by Riccardo80
Volumetti letti:
2 ---
Voto: 9
Ottimo manga dalle tematiche originali. Si tratta infatti di una commedia basata su uno dei problemi più gravi per la gioventù giapponese: gli hikikomori.
Ragazzi che si estraniano dalla società e si autorecludono.
Uno di questi verrà coinvolto da una strana e misteriosa ragazza che ha deciso di inserirlo in un particolare progetto per guarirlo dalla sua condizione.
Personaggio interessantissimo anche il vicino di casa: un otaku ex compagno del protagonista.
Il manga alterna vicende divertenti e strambe a situazioni ben più tragiche.
E' uno splendido manga che fa riflettere anche se a volte personalmente mi crea anche una certa tensione.
Tendenzialmente però è ottimista e positivo.
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Recensione by devilman
Volumetti letti:
2 ---
Voto: 9
Ottimo e divertentissimo manga tratto dall'omonimo anime.
Questo manga, anche se in maniera divertente, tratta del problema degli hikikomori ovvero di quelle persone decidono di vivere recluse estraniandosi così dalla società. Il protagonista è proprio una di queste persone che incontra una ragazza che si propone di aiutarlo ad uscire dalla sua situazione. Si susseguono così situazioni strambe e comiche che lasciano però riflettere su un fenomeno sociale in diffusione.
Consigliatissimo.
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