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Per il manga
La Bella del Tempio degli Spiriti
di genere
Volumetti Letti: 1 su 1 ---
Voto: 9 Quest’opera di Nie Chongrui è ispirata da un classico della letteratura cinese, una raccolta di novelle scritte da Pu Songling, nel XVIII secolo, durante la dinastia Quing. Nel titolo in esame, Chongrui sceglie di trattare uno solo di questi racconti.
La storia è molto semplice e lineare, ma non per questo banale, e può vantare più livelli di lettura. Ovviamente, non mancano classici elementi cari a questo genere letterario: le prove che il protagonista deve affrontare per dimostrare le proprie virtù, la dolce ed inerme fanciulla da salvare, gli oggetti di natura magica che subentrano nei momento di difficoltà, ed il cattivo di turno (un demone) da sconfiggere.
Come nella miglior tradizione dei racconti popolari, la vicenda si conclude con un bel finale in linea con la natura fiabesca dell’opera, con tanto di morale nascosta.
I limiti imposti dal volume unico, non permettono chissà quali approfondimenti caratteriali, ma ciò non impedirà al lettore di affezionarsi in breve tempo al protagonista, Ning Caichen, sempliciotto ma impavido (quando necessario), che non risparmierà al lettore qualche simpatica faccia buffa. Oltre a questi, hanno un ruolo importante nella storia anche altri personaggi: la bella (da cui il titolo) e discinta Nie Xiaoqian, il fiero e austero Yan Chixia, ed un perfido demone con le sembianze di una vecchia raggrinzita.
La definizione di “fumetto” quasi sta stretta a quest’opera, visto che piuttosto si tratta di una bella fiaba narrata mediante un susseguirsi di splendidi disegni, che non sempre si lasciano rinchiudere nei limiti imposti dalle vignette.
Il disegno poi è, probabilmente, una delle cose più belle di questa opera: Nie Chongrui ci regala un albo che sembra quasi una successione di acqueforti seicentesche, una serie di illustrazioni una più bella dell’altra, nelle quali l’attenzione alla tessitura tonale è estrema, ed il tutto è reso senza l’ausilio di alcun retino, ma solo mediante l’utilizzo di un fittissimo tratteggio “accademico”. È interessante poi studiare le illustrazioni di quest’opera in rapporto al materiale di riferimento fotografico riportato a fine volume, a cui si è ovviamente ispirato l'autore. La cura per i contesti rappresentati è infatti estrema, e gli ambienti son resi in maniera davvero naturale.
Lo stile dei personaggi presenta un giusto equilibrio tra il dato oggettivo e quello caricaturale, quest’ultimo limitato essenzialmente ad alcuni personaggi dalle sembianze fantastiche (come “la nonna”), od alle occasionali facce buffe dei protagonisti.
L’edizione è indubbiamente buona: il volume a cura della
001 Edizioni è di grande formato e presenta una rilegatura a filo robusta e flessibile; l'albo è comunque composto da poco più di cento pagine. La carta è bianca ma lievemente trasparente (in ogni modo la cosa a malapena si nota) e la stampa è eccellente, visto che ogni singolo tratto (anche il più piccolo, leggero o sottile) è chiaramente leggibile. Insomma si tratta di un’edizione più che onesta.
Concludendo, questa è una lettura che piacerà molto (ma non solo) agli appassionati di leggende popolari orientali, di quelle che presentano il classico tema della contrapposizione tra forze del bene e quelle del male, e che affondano le loro radici nel principio filosofico di yin e yang. Una lettura non troppo impegnativa, ma sicuramente molto piacevole e dalle incantevoli atmosfere… consigliatissima!
By Oberon
