La montagna magica
Questa scheda ha errori? Aiutaci a correggerli. Trama: Un padre assente, una madre in ospedale per una grave malattia e l'estate da passare del 1967 da passare in compagnia dei nonni e della sorella piccola. Questa la cornice che circonda le lunghe e solitarie passeggiate di Ken'ichi, 11 anni, come tutti i personaggi di Taniguchi pronto a farsi sorprendere da quanto accade intorno, che sia episodio quotidiano o, come in questo caso, magia. Sulla montagna del paese si erge un castello animato da spiriti e creature fantastiche ed è proprio là sotto che si nasconde il regno della salamandra, imprigionata in un museo, che un giorno entra in contatto telepatico con Ken'ichi e si offre di esaudirgli un desiderio qualsiasi in cambio della libertà.
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La montagna magica
7.333
out of 10
based on 5 ratings.
5 user reviews.
riko akasaka
Per il manga La montagna magica
di genere
Volumetti Letti: 1 su 1 --- Voto: 7 "La montagna magica" è una fiaba, la trama si potrebbe definire trita e ritrita, con il classico bambino pauroso e sfortunato che incontra un magico essere parlante che gli promette di esaudire un suo desiderio in cambio d'aiuto. Il bambino dovrà lottare contro i suoi insicurezze e timori e il finale, trattandosi di una fiaba, non stupirà il lettore. Nonostante la storia un po' scontata - ma non lo sono tutte le fiabe? - questo manga lo si apprezza per la fedele descrizione della quotidianità di un bambino: il piacere di giocare con gli amici senza sorelline rompiscatole tra i piedi, gli adulti che si divertono a prendere in giro i bambini sfruttando la loro ingenuità, i segreti che si condividono di cui i "grandi" non devono saper nulla e soprattutto la purezza d'animo che consente di credere alla magia.
Questo manga ci accompagna nel mondo di un bimbo giapponese degli anni '60 e ricorda al lettore che l'infanzia è un periodo speciale della vita a prescindere dall'epoca e dal luogo di appartenenza.
Consiglio "La montagna magica" a chi apprezza le storie in cui semplici bambini tentano imprese per loro teoricamente impossibili per aiutare gli ignari adulti e a chi vorrebbe credere ancora nelle fiabe.

Nina
Per il manga La montagna magica
di genere
Volumetti Letti: 1 su 1 --- Voto: 8 La passione per il fumetto occidentale di Jiro Taniguchi è ormai nota. Proprio questa passione, ha spinto il maestro a cercare di unire le caratteristiche dei manga e quelle dei fumetti europei, in uno dei suoi lavori: La montagna magica.
A Tottori vi è un'imponente montagna, sulla cui cima si trovano le rovine di un vecchio castello medievale. I piccoli spazi, gli anfratti nascosti tra le mura e la zona circostante, sono il parco giochi preferito dai bambini del paese. Anche Kenichi, un ragazzino di undici anni, si ritrova spesso al castello per giocare con gli amici e per sfidarli in prove di coraggio, superando il timore per le storie di streghe e fantasmi che gli adulti raccontano loro su quelle rovine. Quando la madre di Kenichi viene ricoverata in ospedale a causa di una grave malattia, il ragazzo, orfano di padre, si ritrova a vivere a casa dei nonni insieme alla sorellina Sakiko. Durante un pomeriggio piovoso, perso tra i suoi pensieri e i suoi timori, Kenichi, rifugiatosi nel museo di storia naturale, si imbatte in una enorme salamandra intrappolata da 10 anni in una gabbia del museo. Lo stupore di Kenichi, quando scopre di poter parlare con l'anfibio, aumenta quando la salamandra riferisce al ragazzo di poter esaudire ogni suo desiderio se lui la riporterà sulla montagna. Sarà questa l'opportunità di rivedere la madre? Kenichi, con l'aiuto della sorella, farà il possibile per vedere il suo desiderio esaudito.
La storia è molto semplice e scorre velocemente, l'ambientazione è un chiaro segno dell'affetto che Taniguichi prova per il suo paese natale. Come si apprende dall'intervista posta in fondo al volume, Taniguchi, ha attinto dai propri ricordi molti particolari presenti in questo volume. Lo stesso vale per un'altra sua opera: "Al tempo di papà". L'importanza dei ricordi d'infanzia è subito chiara, il punto di vista di un bambino infatti è il centro della storia. Il rapporto con gli adulti e l'affrontare un dramma familiare ci vengono qui mostrati attraverso gli occhi di un undicenne.
L'edizione della Rizzoli è quasi ottima. Buona rilegatura, copertina a bande abbastanza resistente e pagine bianche prive di qualsiasi trasparenza con tavole totalmente a colori. L'uso dei colori regala un realismo maggiore ai disegni del maestro, come sempre puliti e ricchi di dettagli. La prefazione di Taniguchi e l'intervista finale all'autore condotta da Barbery, autrice de "L'eleganza del riccio", approfondiscono la storia fornendoci dettagli e pareri utili per la comprensione del messaggio del maestro.
Sicuramente non è una delle opere migliori di Taniguchi e non la consiglio come prima lettura. Ma se siete dei fan del maestro non lasciatevi sfuggire questa opera, simbolo dell'ammirazione dell'autore per il fumetto europeo.
Voto: 7 e 1/2.

Turboo Stefo
Per il manga La montagna magica
di genere
Volumetti Letti: 1 su 1 --- Voto: 8 La Montagna Magica è a tutti gli effetti un’opera semplice, sotto certi aspetti anche superficiale rispetto al consono stile dell’autore, ma in conclusione si impone come un simbolo per premiare uno scrittore unico e magico che ha raggiunto il suo sogno.
Kenichi, un giovane ragazzo di undici anni, vive nella città di Tottori, città sviluppata ai piedi di una montagna carica di rovine del castello che vi risiedeva. Dopo aver perso il padre in tenera età si ritrova a vivere con la sorella presso i nonni, mentre la madre viene ricoverata per una malattia. I bei tempi in cui vivevano felici sono passati e gli sbiaditi ricordi rimasti riescono ancora a far affiorare le lacrime sul volo di Kenichi, un volto che mostra tutta la sua malinconia negli occhi, incredibilmente tristi e maturi. Però qualcosa può cambiare grazie ad una salamandra che conosce il suo nome e gli promette che esaudirà un suo desiderio dopo che l’avrà riportata a casa.
La trama semplice porta ad una narrazione scorrevole in una storia dalle tinte fanciullesche che sembra dire al lettore che alla fine tutto andrà bene, un messaggio non proprio veritiero ma che è perfettamente in linea con il sapore di fiaba antica che permea l’opera.
Il tratto di Taniguchi, pulito e curato, e il suo stile, dettagliato e realistico, trovano nuova vita grazie all’ardita decisione di creare un’opera completamente a colori particolarmente riuscita, ottimi i giochi di luce e i riflessi dell’acqua.
Incontreremo anche un Taniguchi quasi inedito nelle rare scene dove potremo ammirare degli spiriti protettori dall’aspetto “morbido”.
Quest’opera è immancabile per ogni fan del maestro per alcuni, si tratta quasi di un’opera autobiografica che si svolge attraverso luoghi realmente vissuti e visti dall’autore, inoltre è il coronamento di un sogno da sempre seguito: Taniguchi ha sempre ammirato i fumetti europei e finalmente è riuscito a pubblicare un fumetto dalla copertina rigida, con un grande formato e stupende favole a colori, il tutto riportato ottimamente dalla Rizzoli Lizard, che ci offre un formato voluminoso e soprattutto più di 60 pagine a colori stampate su fogli bianchi e molto spessi, privi di qualsiasi trasparenza.
Ovviamente non è solo il coronamento di un sogno al quale possiamo partecipare, si tratta di un’opera dedicata al bambino, quello che siamo stati, quello che abbiamo ancora dentro di noi e quello che in futuro sentiremo ancora, Taniguchi ci spiega come abbandonando l’innocenza fanciullesca rischiamo di lasciare indietro molte altre cose, si può quindi dire che perdendo il nostro bambino che persiste nel tempo è come perdere una parte di noi.

Ruriko
Per il manga La montagna magica
di genere
Volumetti Letti: 1 su 1 --- Voto: 9 Tottori, estate 1967.
L’undicenne Kenichi e la sorellina Sakiko, orfani di padre, sono stati affidati ai nonni in seguito al ricovero in un ospedale di Osaka della madre gravemente ammalata.
Cercando di non lasciarsi sopraffare dalla tristezza per le difficili condizioni di salute in cui versa la mamma, il ragazzino trascorre le sue giornate con gli amici, andando a pescare granchi in un torrente oppure giocando presso le rovine del castello medievale sulla vicina montagna: qui si trova un cunicolo misterioso, che ha sollecitato la fantasia popolare facendo nascere varie leggende sul suo conto ed è considerato dai ragazzi il luogo perfetto per cimentarsi in prove di coraggio.
Un giorno Kenichi trova riparo da un improvviso acquazzone presso il Museo di Scienze e, mentre osserva con un misto di curiosità e timore quel luogo pieno di strani oggetti e animali, si sente chiamare da una salamandra gigante collocata all’interno di un acquario.
Questo incontro dà inizio al coinvolgimento di Kenichi e Sakiko in un’emozionante avventura sulla montagna, destinata a lasciare un segno indelebile nelle loro vite.
Nella prefazione al volume, Jiro Taniguchi motiva la genesi di quest’opera così particolare con il desiderio di far nascere una nuova forma di espressione, combinando il fumetto europeo, da lungo tempo oggetto di un suo grande interesse, con il manga: si tratta di un racconto breve (circa 70 pagine), interamente a colori, che può essere considerato una specie di favola, in cui vengono affrontati con la consueta maestria temi cari all’autore, come la famiglia e i ricordi del passato.
L’edizione Rizzoli è ottima sotto ogni punto di vista: presenta una copertina semirigida con bandelle, buona rilegatura, carta bianchissima e spessa, una stampa di notevole qualità; il senso di lettura è all’occidentale, adattato con la collaborazione dello stesso Taniguchi.
Infine completa il volume una bella intervista all’autore, realizzata da Stéphane e Muriel Barbery, dalla quale emergono interessanti aspetti relativi al suo modo di lavorare e alle sue fonti di ispirazione.

Feri
Per il manga La montagna magica
di genere
Volumetti Letti: 1 su 1 --- Voto: 6 Allora, solo per il nome di Taniguchi l' ho preso al volo.
Lo sfoglio e il primo impatto è positivo, tutte le tavole sono a colori e la stampa è buona. Il prezzo è eccessivo ma so a chi mi fa piacere regalarlo dopo averlo letto. Affare fatto.
Le tavole sono ribaltate con il consenso dell' autore. Probabilmente gli faceva anche piacere vedere un suo manga letto all'occidentale, visto il suo amore per la bande dessinee. Ci passo sopra solo perchè è lui.
Beh, questa favoletta poco strutturata mi ha stuccato. E' molto prevedibile e l'unico spunto interessante è la salamandra (dettaglio biografico di una vera salamandra vista dall'autore nel museo che appare nel fumetto). Il racconto è solo un contorno per la location, un Giappone nostalgico dove ancora si sentono gli dei, seppure ricacciati dagli uomini (tematica Miyazakiana?)
Ovviamente dal punto di vista tecnico è superbo, ma non è il miglior modo di conoscere questo autore (cercatevi "L' uomo della tundra", racconti brevi, e "In una lontana città", un racconto più lungo).
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Utenti On-line: 136 Record: 2257 Utenti (18/11/2010)
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