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Lo sguardo sinistro della Luna
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Lo Sguardo Sinistro Della Luna 8

Immagini utilizzate per fini di recensione.
I diritti sono dei leggitimi detentori.
Titolo Originale: Jagan wa Gachirin ni Tobu
Titolo Inglese: The Wicked Eye Flies to the Full Moon
Storia: Kazuhiro Fujita
Disegni: Kazuhiro Fujita
Edit. Originale: Shogakukan
Tipologia: Seinen
Genere: Azione, Horror, Psicologico, Soprannaturale, Splatter
Anno: 2007
Vol. originali: 1 (completato)
Disponibilità: JPOP (completato)
(compralo su Amazon.it)
Valutazione: 7.333 (media 7.5000, basata su 8 recensioni)
Voti volumetti: 5 Episodi promossi 1 Episodi rimandati 0 Episodi bocciati
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Nelle liste come: 168 completato.
Immagini by: Oberon
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Trama: Gli dèi della montagna mandano una punizione sugli abitanti del Giappone: una civetta di nome Minerva. Tutti coloro che rientrano nel raggio d’azione di questo essere, sono destinati a morire col sangue che sgorga fuori dalle orbite.
Un solo uomo si erge contro il gufo, un famoso cacciatore di nome Uhei. Tuttavia, proprio quando questi sta per riuscire nel proprio intento, subentra l'esercito americano appropriandosi del gufo per motivi di studio.
Tredici anni più tardi, una nave da guerra americana si schianta in un porto di Tokyo, e tutti gli uomini a bordo sono morti... i loro occhi sono insanguinati. Il gufo è stato liberato ed ora infuria su Tokyo, uccidendo a caso le masse. Il governo americano decide così che solo Uhei, l'uomo che ha quasi ucciso la bestia in passato, può fare qualcosa.

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Lo sguardo sinistro della Luna 7.333 out of 10 based on 8 ratings. 8 user reviews.

hgaxf
Per il manga Lo sguardo sinistro della Luna
di genere
Volumetti Letti: 1 su 1 --- Voto: 8

Per molti manga, la struttura a volume unico è la migliore. Assicura infatti maggior incisività rispetto alla serie lunga, e quindi si adatta molto bene al genere di storie che hanno come fattore di rilevanza massimo un avvenimento o che si propongono di raccontare una storia. Ed infatti "Lo sguardo sinistro della luna" è proprio un volume volto interamente a raccontare una storia: la storia di Minerva, la civetta che porta la morte col solo potere di uno sguardo. Una storia che sembra quasi rivolta ai bambini, una fiaba, che inizia col caratteristico "C'era una volta...", se non fosse per la nostra distorta etica che ci porta a pensare che la morte non sia un argomento da toccare quando si parla coi bambini. Una fiaba seinen, insomma.

Avrete già capito che quest'opera ha molti elementi pulp o anche volutamente splatter, ma non si punta troppo su quest'elemento, difatti non avremo sbudellamenti, ma una semplice ed istantanea morte con sangue dagli occhi non appena incappate nel (malefico?) sguardo della civetta.
Arrivata a Tokyo e mietute centinaia di vittime, la civetta dovrà vedersi venir contro forze di autodifesa giapponesi, CIA e pure Delta Force. Ma nessuna di queste organizzazioni militari potrà nulla, quindi l'ultima carta rimasta al Governo è chiedere aiuto al cacciatore che anni prima aveva colpito Minerva, l'unico e il solo ad avercela fatta e l'unico non morto nel tentativo. I cacciatore in questione, Uhei, vecchio montanaro testardo, accetterà di combattere la civetta anche se a malincuore.

C'è chi dice che Fujita sia uno dei peggiori disegnatori che siano mai esistiti, ed è facile notare lo stile apparentemente grezzo e malfatto ma ad un secondo sguardo adatto al contesto e effettivamente, per quanto brutto, raffinato da anni di lavoro. Quindi in generale è un disegno che si presta bene al manga, oltre che allo stile seinen in generale.

La morale è vasta e profonda. C'è senza dubbio critica alla militarizzazione eccessiva e alle correlate guerre insensate, ma anche un po' di invito al rispetto e alla tutela delle tradizioni. Inoltre, la fiaba in generale ha un che di "rispetto della natura", interpretabile anche come un "rispetto dell'altro".
Quindi, in conclusione, il manga è senza dubbio più che sufficiente, e lo consiglio molto a chi è alla ricerca di un seinen psicologico di alto livello senza dover sconfinare in opere colossali e particolarmente lunghe.




Fran
Per il manga Lo sguardo sinistro della Luna
di genere
Volumetti Letti: 1 su 1 --- Voto: 7

Quanto mi è mancato Fujita! Mi ricordo: era un'estate degli anni '90, andavo in giro in motorino, la musica rock si meritava ancora 'sto nome e in un'edicola comprai, per provare, “Ushio e Tora”. La prima cosa che pensai fu: ”Certo che se faccio un corso di una settimana io disegno meglio!” Per fortuna i mangaka devono anche avere delle storie da raccontare e in quelle pagine si raccontava: esseri umani dai particolari poteri, spiriti e mostri che nella maggior parte dei casi erano in lotta tra loro, ma tra i quali c'era anche chi faceva qualcosa di più, provava ad essere amici.

Dinamiche che si ritrovano in “Lo Sguardo sinistro della Luna”, dove si narrano le vicende di Uhei, vecchio cacciatore che anni prima, grazie anche al sacrificio della moglie, era quasi riuscito ad eliminare una civetta capace di uccidere ogni essere vivente semplicemente guardandolo ma che, proprio al momento di darle il colpo di grazia, era stata catturata dall'esercito americano. Ora però Minerva, questo il nome dato al rapace, è di nuovo in libertà e si aggira addirittura per Tokyo. Sta ad un agente della Cia e a uno della Delta Force convincere il vecchio a riprendere la caccia. Peccato che Uhei ormai obbedisca solo a Rin, giovane sacerdotessa e soprattutto sua figlia.

Il punto di forza della storia sono proprio i personaggi sopra elencati, e, più precisamente, le loro relazioni. Personaggi che hanno caratteristiche care a Fujita, tra le quali la capacità di fidarsi degli altri, o meglio il saper riconoscere chi è degno di fiducia attraverso uno sguardo o una battuta, e che porta ad accettare e a lasciarsi convincere dagli altri, magari anche solo per indossare per la prima volta un paio di scarpe da ginnastica ultimo modello. La trama, oltre a riprendere topos classici della letteratura, come la lotta tra un vecchio cacciatore e le forze oscure della natura, cerca di mescolare situazioni da film d'azione americano alla “Die Hard” con elementi tipici dei manga che parlano di spiriti e affini.

In ciò il tratto sgraziato ed un po' sporco dell'autore aiuta molto nel rendere sia le scene d'azione, tra esplosioni e inseguimenti, che quelle più “splatter”. E nel disegno dei personaggi non mancano le auto-citazioni: Uhei accucciato in un angolo, con i lunghi capelli arruffati e una maschera che gli copre le ferite riportate nel primo scontro con Minerva non può non ricordare Tora!

Ma la parte grafica ha pure i suoi difetti: in alcune tavole il disegno è davvero troppo elementare e fa pensare ad una scarsa cura e attenzione. Altra pecca sono alcune scelte narrative anch'esse troppo semplici, ormai abusate e artefatte, come il modo di introdurre alcuni personaggi.

Tuttavia “Lo sguardo sinistro della Luna” si è rivelato una lettura piacevole, forse non al livello di opere precedenti, ma può rappresentare un buon “antipasto” per chi volesse entrare nel mondo di Fujita, incentivati inoltre dall'edizione Jpop: sopracopertina, carta di buona qualità, prime pagine a colori e il tutto ad un prezzo contenuto.




Tacchan
Per il manga Lo sguardo sinistro della Luna
di genere
Volumetti Letti: 1 su 1 --- Voto: 6

Lo Sguardo Sinistro della Luna propone un incipit affascinante e fonda la sua trama su un soggetto davvero suggestivo. Una civetta di nome Minerva sta portando morte e disperazione in tutto il Giappone: basta che posi il suo sguardo su di voi e morirete in modo istantaneo con il sangue che sgorga fuori dalle vostre orbite. Un cacciatore decide di rischiare la propria vita e, impugnando il suo fucile, la sfida. Il prezzo che pagherà sarà elevatissimo, ma riuscirà alla fine a colpirla.
La preda gli sarà tuttavia sottratta prima che potesse infliggerle il colpa di grazia che avrebbe finalmente messo la parola fine a questo incubo: l'esercito americano, infatti, vede in questo essere una potenziale arma e lo sequestra per studiarlo.
Sono passati molti anni da allora, lo stesso Giappone è cambiato, trasformandosi nel Paese moderno che conosciamo. A seguito di un incidente Minerva fugge e torna in circolazione, iniziando di nuovo a portare morte e disperazione. Per porre fine a questa emergenza vengono ingaggiati i migliori professionisti provenienti da tutto il mondo, compreso ovviamente l'ormai vecchio cacciatore, deciso a rinnovare la sfida con Minerva in quella che sarà, probabilmente, l'ultima della sua vita.

La trama, come detto, è interessante e inizia alla grande, senza contare che il tratto Fujita si dimostra perfetto per il soggetto descritto. Si tratta di un volumetto autoconclusivo, per cui non vi è molto spazio per approfondire i personaggi, ciò nonostante i protagonisti si dimostrano abbastanza ben caratterizzati. Non si può dire lo stesso di quelli secondari, tra i quali spicca la curiosa e stereotipata rappresentazione degli americani, descritti con connotazione negativa come i classici spacconi, tanto bravi con le parole ma poco nei fatti.

Il problema di quest'opera è che la trama degenera man mano che si procede nella lettura. L'ottimo spunto iniziale inizia a scemare quando viene introdotta l'ambientazione moderna, andando a rovinare il fascino creato dal soggetto originale e finendo per diventare la classica americanata. Probabilmente il tentativo di Fujita era quello di unire leggende, cultura e ambientazione giapponese con la frenesia dei prodotti d'azione occidentali. Il risultato, tuttavia, non mi è affatto piaciuto e sfocia in un finale piuttosto tamarro che stona con lo splendido incipit.

Nel complesso comunque si legge volentieri, per cui non me la sento di dargli un'insufficienza. Peccato però, il voto potrebbe essere stato ben superiore perché l'idea è davvero bellissima, sfortunatamente viene sviluppata secondo me in modo inadeguato.




oberon
Per il manga Lo sguardo sinistro della Luna
di genere
Volumetti Letti: 1 su 1 --- Voto: 8

Avevo preventivamente già dato un'occhiata alle scan di questo manga, e sinceramente ero convinto di non dover aspettarmi chissà quale capolavoro, ma un titolo action/horror un un bel po' esagerato.
Be' in buona sostanza leggerlo mi ha confermato tali impressioni, però molto semplicemente ho trovato al sua lettura molto appassionante e piacevole, in un modo che non mi capitava da un po'.

In buona sostanza la storia tratta di una caccia mortale ad uno strano uccello, Minerva, una civetta in grado di far crepare in un lago di sangue qualunque essere sul quale lei posi lo sguardo. Un animale tremendamente letale ed astuto, contro il quale un intero esercito pare impotente. Ed è qui che entrano in gioco Uhei, un vecchio cacciatore di montagna, e sua figlia (?) esorcista.
Ci son pochi altri personaggi in questo manga ma, nonostante la brevità dell'opera, tutti son molto ben caratterizzati, civetta diabolica compresa; Fujita si dimostra un asso in questo quando si impegna. Infatti tra un agguato e l'altro, la narrazione non risparmia flashback e approfondimenti vari sui trascorsi dei protagonisti e le loro motivazioni; e soprattutto il credo di Uhei risulta molto importante ai fini dello svolgimento della trama stessa.

Il disegno energico, dinamico e pieno di particolari di Fujita poi si sposa meravigliosamente con il ritmo incalzante dell'opera; Minerva soprattutto è meravigliosamente inquietante con le sue orbite che grondano sangue a litri. Ogni volta che la si vede spuntare fuori in qualche vignetta, viene da pensare "Occacchio, eccola!".

Ovviamente ben si intuisce come questo manga sia pieno di esagerazioni e forzature, ma credo vadano accettate col sorriso, perché in buona sostanza questo manga si mostra con onestà per quello che è sin dall'inizio: un titolo action con un elemento fantastico che non lesina su passaggi spesso grotteschi (la stessa civetta ad esempio) e colpi di scena a iosa.
Il volume mi ha ricordato molto la caccia alla tigre mangia uomini che si trova in Karakuri Circus, e infatti mi ha dato le stesse sensazioni.

Non siamo quindi di fronte ad un capolavoro, ma sicuramente ad un volume adatto a chi è in cerca di una lettura che può vantare un ritmo da far venire il fiatone.
Chiudo volentieri un occhio su qualche difetto ed assegno un bell'otto.




GIGIO
Per il manga Lo sguardo sinistro della Luna
di genere
Volumetti Letti: 1 su 1 --- Voto: 6

L'inizio di questo manga sembra una favola di quelle che ci venivano lette da piccolini. C'era una volta un cattivo, poi arrivo il buono e vissero tutti felici e contenti. Il ritorno di Fujita che tanto avevo ammirato in Ushio & Tora lo aspettavo con ansia, e se per quanto riguarda la tematica trattata non sono rimasto deluso sul procedimento della stessa invece sì. È un volume unico quindi è normale che il tutto sia incisivo e che scorra velocemente, però un finale così lo si poteva pensare meglio. La trama è perlomeno interessante e letteralmente favolosa, però come è stata strutturata non mi è piaciuta per nulla.

Il disegno di Fujita è migliorato, si è evoluto e se in Ushio & Tora a me sembrava quasi incomprensibile a tratti qui invece è affascinante. L'edizione JPOP mi è piaciuta, non ha lucrato sul fattore "volume unico" ma lo ha proposto allo stesso prezzo delle altre sue opere e con qualche pagina a colori. Design anche azzeccato per l'opera. In generale a questo manga do la sufficienza perché l'idea è ottima, ma secondo me Fujita può fare di meglio anche in un volume unico.




aldoddo
Per il manga Lo sguardo sinistro della Luna
di genere
Volumetti Letti: 1 su 1 --- Voto: 8

Non sono un grande fan di Fujita, però devo dire che questo volume mi è piaciuto, i disegni sono ottimi a differenza di qualche altra sua opera e l'edizione J-Pop qui è ancora meglio delle altre, solita sovraccoperta e ci sono ben 6 pagine a colori sempre a 5,90 euro, tanto per fare polemica qualche editore dovrebbe imparare da loro!

Questa è la storia di un mostruoso uccello, una civetta, dallo sguardo che uccide, nessuno può fermarlo perché percepisce l'arrivo dei proiettili; solo un uomo è in grado ti fermarlo, un anziano cacciatore di nome Uhei che 13 anni prima l'ha catturato. Inizia qui la caccia a questo improbabile animale dallo sguardo sinistro con Uhei e altri personaggi che lo affiancheranno. Tutto si svolge a Tokyo, dove l'animale riesce a fuggire dalla nave che lo teneva prigioniero e inizia a mietere vittime lungo il suo cammino fino al centro di Tokyo, le persone si nascondono, l'esercito prova con tutti i mezzi ma non riesce nemmeno a colpirlo.

Fujita ci presenta questo volume come una favola, con quel "c'era una volta" che tutti conosciamo bene, la trama è ben strutturata, la storia scorre senza troppi intoppi.
Un buon volume unico, veramente consigliato.




Franzelion
Per il manga Lo sguardo sinistro della Luna
di genere
Volumetti Letti: 1 su 1 --- Voto: 8

Una gradevole sorpresa questo manga, volume autoconclusivo di Kazuhiro Fujita.
Dalle prime battute "C'era una volta..." si capisce subito dell'intento dell'autore, cioè del raccontare una semplice favola, senza troppe pretese.
Nonostante questo, il manga trasuda di raffinatezza in diverse scene, dove viene a galla la qualità e la bravura di questo mangaka, che sa amalgamare al punto giusto le sequenze d'azione e i discorsi, questi mai banali e da cui traspare una certa maturità, cosa che al giorno d'oggi si riscontra in non molte opere.
Per quanto riguarda la trama, essa consiste nell'uccidere una civetta che uccide chiunque solo attraverso lo sguardo, e non ci sono schermi (tv) o barriere che tengano.
Direi che il punto forte di quest'opera è la caratterizzazione dei personaggi, che nonostante le poche pagine a disposizione (appunto, un volume solo), risulta ottima e ben definita, che dà loro un tocco pulito di realismo e veridicità, soprattutto nelle azioni che compiono e nei dialoghi.
È l'intreccio narrativo che appare ben ideato e di spessore, conferendo una particolare aura ai personaggi principali, le cui azioni e comportamenti riflettono appunto i loro pensieri e le loro esperienze passate.
I disegni sono a volte un po' sbrigativi, e i fondali non sempre presenti, ma tutto sommato sono adatti, ben dettagliati e piacevoli da guardare e da seguire, e "magici" nel conferire quell'aspetto terrificante e inquietante alla civetta, attraverso il design degli occhi.
In sostanza, se cercate un bel manga da leggere che non sia troppo impegnativo, questo è ciò che fa per voi, senza dimenticarvi che nonostante la lettura sia piuttosto scorrevole l'opera non è affatto banale o semplicistica, ma è dotata di una certa profondità al livello dei personaggi e di una maturità in generale.
Poi aggiungiamoci un'edizione eccezionale al modico prezzo di 5,90 euro e il gioco è fatto: non che sia imperdibile, ma se cercate qualcosa un po' sopra le righe e leggermente diverso dal solito potete correre in fumetteria.




Turboo Stefo
Per il manga Lo sguardo sinistro della Luna
di genere
Volumetti Letti: 1 su 1 --- Voto: 9

“C’era una volta…” Il sipario di ogni favola si apre con “c’era una volta”. Come scrisse lo storico dell’arte Ernst Gombrich… Per questo anche questa favola inizia con “c’era una volta”.
Queste le parole che ci accoglieranno nel prologo di questo volume unico, parole che subito rapiranno il lettore per scagliarlo nel mondo oscuro di Kazuhiro Fujita, lo stesso di Moonlight Act e The Black Museum Springald, e proprio come in quest’ultima opera riesce a creare una chiave di lettura che lascia la porta aperta a future storie ricollegabili tra loro potendo creare così una miniserie, peccato però non ritrovare una simpatica guida dai capelli biondi!

Un giorno la Divinità della Montagna, adirata dal comportamento degli uomini, decide di mandare una sua creatura come punizione, una candida civetta con un terribile potere, quello di uccidere chiunque venga visto da quei terribili occhi. Nessuno poteva fermarla, avvicinarsi era impossibile e sparare da lontano era inutile; tutti morirono prima di riuscire nell’intento tranne uno, un cacciatore che grazie ad un sacrificio enorme riuscì a colpire la diabolica creatura, ma prima di compiere il Sajinawaseru, il colpo di grazia rituale tra il cacciatore e la preda nel rispetto della natura, dei militari portarono via Minerva, questo è il nome che diedero alla civetta assassina.
Tredici anni dopo una portaerei americana si schianta nel porto di Tokyo: a bordo tutti sono morti nello stesso modo, lo stesso di tantissima altra gente della città, perché il mostro è tornato libero, l’unico modo per salvare il mondo da questa fine è ritrovare quel cacciatore e sperare che decida di compiere quell’atto incompiuto.
Il finale sarà ovvio e prevedibile, se si esclude l’ultimo colpo di scena nelle ultime tavole, ma saprà deliziarci con una sequenza adrenalinica incredibile, forse la migliore di tutto l’albo, e quando Rin userà il suo potere per raccontarci gli ultimi attimi da un altro punto di vista ci scapperà un sorriso sul volto al pensiero di quanto sia beffardo il destino in certi casi, anche pensando a quanto questo mangaka sia pieno di idee assurde e sicuramente d’effetto.
Senza dubbio una storia particolare, forse troppo frivola o demente di primo acchito, ma subito capiremo che invece è un’altra genialata di quest’autore, un ritmo narrativo frenetico e continuo ci accompagnerà durante questa storia dallo sviluppo lineare senza troppi colpi di scena, ma dandoci sempre una giusta dose di suspense, umorismo e momenti di riflessione.

I disegni sono nello standard di Fujita, vacillano da attimi di pulizia e precisione ad altri apparentemente più abbozzati e sporchi che sapranno mostrarci ancora una volta l’abilità dell’autore capace di giostrarsi in diversi stili per usare sempre quello più consono alla scena raggiungendo picchi di qualità in particolari scene d’azione in un tripudio di chiaroscuro, senza dimenticare le scene di devastazione e morte dispensate dalla civetta, sempre inquietanti e spaventose; l’unico elemento comune è la perenne attenzione prestata ai dettagli visibili negli scenari, presenti in abbondanza in tutte le tavole.

Fujita ancora una volta riesce ad inserire un tema inaspettato in una sua opera, questa volta pare accentuare la differenza dei cacciatori di una volta dell’antico Giappone che rispettavano la natura, che cacciavano per necessità di vita in modo quasi rituale, e i moderni cacciatori che sarebbe più corretto definire Killer, visto che prevale solamente la voglia di uccidere. Ovviamente il contrasto tra passato e presente sarà individuabile in altre occasioni, ma non sarà il solo tema che ci farà pensare, ci saranno anche piccole divagazione sui vari tipi di amore che si possono provare: Uhei, il cacciatore, è scontroso con tutti e vive da solo nella sofferenza per la perdita del suo cane e viene “domato” solo da sua figlia adottiva Rin, alla quale obbedisce come un cucciolo, anche se non fa altro che trattarlo con rabbia per via della scomparsa della madre; anche la natura dell’odio di Minerva ha un’origine inaspettata, ma questo sta a voi scoprirlo.

Questa volta Fujita viene edito dalla J-Pop ed è giusto così perché la qualità di questa casa editrice rispecchia il valore delle opere del maestro: sovraccoperta, albo resistente e flessibile, pagine a colori patinate e fogli privi di trasparenze, spessi e bianchissimi ad un prezzo irrisorio di 5,90 €, in modo da permettersi di godere dell’arte di questo mangaka in ogni sfumatura senza spendere troppo.
Un titolo che non riesce a reggere il confronto con altre opere dell’autore, ma rimane comunque un ottimo volume unico, imperdibile per ogni fan e con cui cimentarsi nella lettura se si è alla ricerca di un thriller d’azione con tinte horror.
Se volete conoscere la magia che pervade le opere di quest’autore potete cominciare da questo albo o da una qualsiasi altra sua opera, perché tanto una volta conosciuto non si potrà più farne a meno.



Titolo ExtraPrezzoCasa editrice
Lo sguardo sinistro della Luna  Visualizza dettagli Vol. Unico€ 5.90JPOP
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1 sugg: Tsumitsuki

Altre opere di Kazuhiro Fujita
completato: Karakuri Circus
completato: Lo sguardo sinistro della Luna
in corso: Moonlight Act
completato: The Black Museum - Springald
completato: Ushio e Tora

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