Kotaro
Per il manga
Street Fighter II
di genere
Volumetti Letti: 2 su 3 ---
Voto: 8 Street Fighter 2 è un videogioco popolarissimo, che ha generato nel corso degli anni parecchie trasposizioni, sia in forma animata sia in forma cartacea.
Tra i tanti fumetti ispirati al gioco, devo dire che la versione firmata da Masaomi Kanzaki è una delle migliori, oltre che una delle più fortunate.
Sia chiaro, la storia non brilla per originalità, dato che comunque tratta di personaggi già noti. Le vicende di base rimangono quelle del videogioco, ma il fumetto presenta qualche lieve differenza con quanto mostrato digitalmente, ad esempio nella narrazione del passato di Guile, nella composizione dell'esercito di Bison o nella storia del maestro di Ryu e Ken (che in questa versione viene ucciso da Bison e non da Gouki, ma va detto che, all'epoca dell'uscita di questa riduzione, Gouki non era ancora comparso e la sua storia non era stata ancora delineata).
Nonostante si sia accantonata la dimensione del viaggio, e l'azione si sia concentrata in un unico posto, il torneo di arti marziali dell'isola di Shad, il lettore non ha alcun dubbio: questo fumetto E' Street Fighter 2.
Sono lontane mille miglia da qui - e per fortuna! - le eccessive modifiche alla storia originale apportate da altri fumetti, che presentano astruse parentele, personaggi inventati di sana pianta, ambientazioni post-nucleari alla Hokuto no Ken, scene macabre e grottesche, bizzarri allineamenti del cast, tecniche di combattimento inventate rispetto a quanto visto nel gioco e così via.
Le modifiche alla storia originale che questo adattamento ci pone sono poche e ben sfruttate, tanto da rendersi plausibili e in taluni casi persino tanto gradevoli da venir poi sfruttate in successive produzioni o negli episodi successivi della serie (vedi l'aspetto fisico di Gouken o l'espediente narrativo del lavaggio del cervello).
Per il resto, quello che Street Fighter 2 aveva nel videogioco, viene perfettamente riportato qui. Tutti i personaggi sono presenti e, malgrado la brevità della storia, riescono tutti ad avere il loro giusto spazio nel pieno rispetto delle loro personalità e dei loro trascorsi.
I rimandi alle altre produzioni tratte dal videogioco e ad altre analoghe (vedi l'anime di Virtua Fighter) sono tantissimi, e molto graditi. Il fumetto, infatti, è riuscito a ricreare alla perfezione l'atmosfera da film d'arti marziali degli anni '80 a cui il gioco si ispirava, presentandoci una storia di tornei, teppisti, spaccio illegale di droga, soprusi, maestri di arti marziali, dojo e metropoli in decadenza. Oltre a questo, l'ambientazione di fine anni '80/inizio anni '90 è magistralmente ricostruita, e fa un certo effetto sentire Guile e Zangief affrontarsi in nome della Guerra Fredda (elemento presente nel videogame ma quasi mai approfondito negli adattamenti).
Dal momento che l'ambientazione e il contesto storico erano il punto di forza del videogioco, vederli trasposti dà una marcia in più al fumetto di Masaomi Kanzaki.
Inoltre, a differenza di molte altre trasposizioni, i personaggi non sono buttati là, ma tutti hanno il loro perché, e non si pestano così tanto per farlo, ma ognuno ha una propria, validissima, sottotrama.
Ciò che si imparava, giocando a Street Fighter 2, era il rispetto per ogni diversità, poiché il proprio avversario, da qualsiasi paese provenga o qualsiasi arte marziale pratichi, è ugualmente degno di essere rispettato.
Questa concezione viene perfettamente espressa anche dalle pagine del fumetto, che così assume un significato pedagogico e non soltanto di intrattenimento. Scopo del protagonista Ryu è infatti quello di scoprire il vero significato della lotta, che non sta certo nell'aumento della propria forza o nell'uccisione dell'avversario (cosa che invece credono Bison e i suoi), ma nel confronto leale con avversari di tipologie differenti ma tutti ugualmente degni di essere affrontati e di essere considerati degli amici al di fuori della lotta. Non è un caso, infatti, se i personaggi, nel fumetto, stringono amicizie e si stimano vicendevolmente anche all'interno del fumetto, mostrando dei lati del loro carattere che esulano dalle sole mazzate, vedi ad esempio un Honda compagnone (e un po' maniaco), un Balrog che si ravvede dimostrandosi leale o un Zangief che si preoccupa delle condizioni di salute di Guile e si rammarica del decadimento dei lottatori, che ormai combattono solo per il vile denaro e non per crescere fisicamente e spiritualmente.
I disegni di Masaomi Kanzaki sono garbatissimi, semplici e schietti, in puro stile anni '90, ma estremamente gradevoli e capaci di rappresentare un turbinio di personaggi dalle più svariate fisicità (oltre che una Chun Li veramente sensuale e ben dipinta).
La storia appare così davvero molto gradevole, mai troppo affrettata e sempre emozionante. Anche la rappresentazione grafica di personaggi e colpi è fedelissima a quanto mostrato nel videogioco (e anzi, fa pure piacere vedere qualche elemento di diversità rispetto ai loro classici costumi, tipo l'armatura di Bison, il gilet di Chun Li, la t-shirt di Ryu, il pellicciotto di Zangief o le canottiere di Sagat e Blanka).
Venendo alle note dolenti, purtroppo, è da segnalare che l'edizione italiana non è delle migliori. Essenzialmente, è la riproposizione della versione americana, che vede l'ovvio cambiamento del nome di alcuni personaggi già attuato nel videogame, il ribaltamento delle tavole, la censura di qualche scena, la colorazione delle tavole che originariamente erano tutte in bianco e nero (con un effetto in stile Topolino degli anni '80, che non è malvagio ma sa un po' di artificioso) e l'eliminazione del terzo volume originale.
A vederlo con gli occhi di oggi, abituati ad edizioni estremamente più pregevoli, Street Fighter 2 appare orripilante, ma è una storia che merita di esser letta, in ricordo di quegli anni '90, dei manga di arti marziali come Dragon Ball e Hokuto no Ken che oggi non fanno quasi più e di quel videogame che tanto ci fece sognare all'epoca.
