Le bizzarre avventure di JoJo: Golden Wind
Questa scheda ha errori? Aiutaci a correggerli. Trama: Koichi Hirose e il suo Echoes collegano la quinta serie con la precedente quando, su missione di Jotaro, rintracciano Giovanna Giorno a Napoli.
Con sorpresa la ragazza è un lui! Lo studente quindicenne si chiama Giorno, Giovanna è il cognome. In realtà si tratta di nomi falsi: Haruno Shiobana, in vero, è un ragazzo giapponese.
Italia, anno 2001, Giorno sarà il nuovo JoJo, o meglio, GIOGIO. Stavolta l’autore gioca solo sull’assonanza del nomignolo: “JoJo” ha la stessa pronuncia di “GioGio”. E infatti nella prima cover giapponese della quinta serie, Golden Wind nell’edizione più recente, campeggia un’enorme “G”. Ma chi è questo misterioso ragazzino? Si tratta nientemeno che del figlio di Dio Brando e Jonathan Joestar (no, non spaventatevi...)!
Dio si era impadronito del corpo di Jonathan, sul quale aveva trapiantato la propria testa. Quindi biologicamente Giorno sarebbe un Joestar, ma è stato il vampiro a concepirlo con una delle sue tante schiave. In Italia Star Comics ha pubblicato la serie sempre sul mensile ACTION (n. 70/94) facendo una scelta editoriale che ha suggellato definitivamente le stravaganze del manga: da questo punto le tavole non saranno più ribaltate, ma presenteranno il senso di lettura originale, da destra verso sinistra. Bizzarro, no?
Ancora vedremo in azione nuovi “Stand” prodotti dalla “Freccia” e un nuovo gruppo di ‘eroi’ si batterà per la giustizia contro un’organizzazione malavitosa detta Passione. Capeggiati prima da Bruno Bucciarati e poi da GIOGIO ci saranno anche Abbacchio, Fugo, Narancia e Guido Mista, tutti portatori di Stand, ribellatisi al loro Boss. Nel loro viaggio lungo lo Stivale, anche Trish, la figlia del capo. Da segnalare il ritorno di una vecchia conoscenza sul finire della serie, che svelerà al gruppo alcuni segreti...
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Le bizzarre avventure di JoJo: Golden Wind
7.167
out of 10
based on 2 ratings.
2 user reviews.
Robocop XIII
Per il manga Le bizzarre avventure di JoJo: Golden Wind
di genere
Volumetti Letti: 17 su 17 --- Voto: 7 Questa quinta serie di JoJo è ambientata in Italia, fatto che di sicuro non ha stupito i lettori più appassionati, in quanto l'amore che l'autore Hirohiko Araki nutre per il nostro stato è un fatto ormai conosciuto e di cui ci ha dato prova numerose volte.
Il protagonista di questa saga è Giorno Giovanna, un giovanotto quindicenne figlio di Dio Brando, nell'epoca in cui era "fuso" col corpo di Jonathan Joestar.
Principalmente, la storia gravita intorno al fatto che Giorno vuole uccidere il boss mafioso del gruppo in cui entrerà a fare parte, per ucciderlo, prenderne il potere ed eliminare il traffico di droga. Ci troveremo quindi a girare molte città d'Italia con un gruppo di disertori mafiosi dotati di poteri Stand, che dovranno proteggersi dal fuoco incrociato di un altro gruppo di traditori malavitosi e dal boss stesso.
Araki ci spiega che i mafiosi italiani, diversamente dagli Yakuza, preferiscono non dare nell'occhio, nozione che ha subito modo di contraddire, presentando decine e decine di mafiosi vestiti con abiti particolarissimi ed elaborati e capigliature stranissime e arzigogolate, che darebbero nell'occhio pure durante il Gay Pride. Quello che potrebbe giustificare l'evoluzione anatomica dei personaggi di JoJo potrebbe essere il fatto che gli Stand donano un potere potentissimo dal nulla e non necessitano di una massa muscolare di fondo, che caratterizzava i primi JoJo.
Purtroppo per quanto mi riguarda, quello che non mi è piaciuto di questo capitolo sono i personaggi, che non sono riusciti a catturarmi come quelli delle precedenti serie, a cui sono più legato. Si tratta poi del capitolo più scollegato dagli altri - sebbene vengano date molte informazioni sull'arco e la freccia - e i collegamenti con la terza e la quarta serie sembrano abbastanza forzati; lo stesso collegamento padre-figlio tra Giorno e Dio Brando non ha nessuna ripercussione sulla trama.
Da questa serie la Star Comics ha finalmente deciso di adattare la lettura orientale, questa serie è quella dotata di meno humour, questa serie è quella dotata delle citazioni musicali più palesi, questa è la terza serie consecutiva in cui il "boss finale" ha il potere di controllare il tempo.
Nient'altro da dire, il manga si attesta su un livello qualitativo alto sebbene mi abbia lasciato un retrogusto in bocca tale da non farmelo apprezzare in pieno, a differenza delle precedenti serie, e ho ritenuto il disegno leggermente più confusionario durante le scene di combattimento.

BU773RS
Per il manga Le bizzarre avventure di JoJo: Golden Wind
di genere
Volumetti Letti: 24 su 17 --- Voto: 8 Di tutte le serie finora pubblicate di JoJo questa è quella per cui provo un affetto particolare (e tra l'altro insieme alla terza è quella più nota). Ho iniziato ad interessarmi a JoJo proprio perchè avevo sentito dire che era ambientato in Italia; anche se poi si è rivelata un informazione non del tutto veritiera, ringrazio ugualmente per aver avuto la possibilità di leggere questo capolavoro. Passiamo però a valutare la quinta serie delle avventure jojesche. Giorno Giovanna è un teppistello italo-giapponese, vive a Napoli ed il suo sogno è diventare una gangster (una sorta di camorrista/mafioso buono, va) ed entrare nell'organizzazione nota come Passione per diventarne il capo. Fin qui tutto normale... o almeno quasi se non fosse che Giorno (per gli amici GioGio) non è altri che il figlio di Dio Brando più noto come l'arcinemico della famiglia Joestar. Nel momento in cui GioGio si rende conto delle proprie capacità, inizia un incredibile viaggio attraverso le più belle città italiane (rappresentate tutte con minuziosa cura dato che Araki adora l'Italia) nel tentativo di proteggere la figlia del boss di Passione... di cui però nessun membro dell'organizzazione sa praticamente nulla. Durante il viaggio GioGio stringerà amicizia con molti altri membri di Passione, tutti intenti a proteggere Trish (la figlia del Boss) e decisi a distruggere Passione una volta intuitene le vere intenzioni.
Fin qui tutto ok, il tratto è quello solito arakiano...ma cos'ha di brutto questo "manga nel manga"? Be', partiamo dai disegni stessi. Araki in questa serie ha uno stile veramente bizzarro. Tralasciando la rappresentazione minuziosa delle città, ma molto spesso si fa fatica a capire se i personaggi siano maschi e femmine (è vero! ed è un problema ricorrente anche in Stone Ocean) e si crea molta confusione durante gli scontri a causa di tante linee convergenti. Un altro punto debole è la trama. Molti personaggi sono caratterizzati male e il finale è un po' troppo frettoloso. In definitiva Golden Wing è una delle serie migliori di JoJo, ma non la migliore. Naturalmente consiglio di leggerla, soprattutto a coloro che si sono appena affacciati al mondo di JoJo (sempre rispettando l'ordine cronologico), ma d'altra parte consiglio agli altri non appassionati di non leggerlo se non si è a conoscenza di alcune nozioni fondamentali alla base della serie (Golden Wing ha collegamenti con la prima e la terza serie).

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