Kotaro
Per il manga
Wedding Peach
di genere
Volumetti Letti: 6 su 6 ---
Voto: 8 Nell'estate del 2004, un'antico amore infantile mi si ripresentò davanti gli occhi, tramite una fugace replica televisiva della prima stagione e una serie di annunci riguardanti una futura riedizione della storia a fumetti.
Io, che l'avevo amato in versione animata alla scuola elementare, fui felicissimo di sapere che, quanto prima, avrei potuto leggere il manga di Sailor Moon, che mi ero perso all'epoca della sua prima stampa.
Purtroppo, a causa del blocco dei diritti, Sailor Moon non arrivò, ma fu sostituito da una serie che gli somigliava molto, Wedding Peach.
Wedding Peach nasce nel 1993 dalla mente di Sukehiro Tomita, stimatissimo sceneggiatore di serie animate (B't X, Ayashi no Ceres, Ai shite knight, Digimon Frontier, Kaiketsu Zorro, Orange Road, Kamikaze Kaitou Jeanne, Power Stone, Wingman, Yu Yu Hakusho, tra gli altri) e di manga (Babybirth) e scrittore di romanzi (Video Girl Ai).
Con Wedding Peach, Tomita mette a frutto l'esperienza maturata come sceneggiatore della versione animata di Sailor Moon, su cui lavorò per le prime tre serie e per i primi film. La storia narrata, di base, è parecchio simile a quella delle guerriere con la marinaretta, infatti, ma la somiglianza rimane solo di base e Wedding Peach riesce comunque a farsi valere come serie in sé.
Mancano i riferimenti culturali che avevano fatto grande Sailor Moon, qui soppiantati da citazioni ai dogmi occidentali della religione cristiana (seppur rielaborati in maniera abbastanza personale) che, probabilmente, con tutto questo rosa e con l'eccessivo accento posato sui buoni sentimenti, potrebbero anche far storcere il naso a qualche lettore (e magari, chissà, anche a qualche lettrice). Tuttavia la storia ha comunque un suo perché, è ben narrata, appassionante e concitata, e riesce a farsi valere e comprendere malgrado i pochi volumi, lasciando solo in sparuti casi (come ad esempio il finale) la sensazione di esser stata narrata troppo velocemente.
Non ci si aspetti una grande vicenda, anzi, è una storia semplice e volutamente molto a misura di ragazzina/o, data anche la giovanissima età dei personaggi, che frequentano la prima media (mentre Usagi e compagne iniziavano e concludevano la loro storia in un intervallo di età più alto rispetto a questo). I lettori più esperti possono già intuirne gli sviluppi sin dalle prime vignette, ma la storia di Wedding Peach si fa seguire con molto piacere. Il fatto che al timone c'è uno sceneggiatore di fama mondiale e non il primo che passa ha un suo peso e rende la vicenda molto gradevole e sapientemente narrata. Inoltre, data l'esperienza di Tomita su Sailor Moon, troveremo, volenti o nolenti, inconsapevoli rimandi alla versione animata della storia di Usagi nella struttura di Wedding Peach, e questo, se si è amato Sailor Moon, non può che far piacere.
I personaggi hanno dei caratteri molto semplici, ma raramente sanno di già visto e, anche se sulle prime sembrano un po' vuoti, man mano che la storia prosegue ci si trova ad affezionarcisi.
Il comparto grafico è affidato a Nao Yazawa, una disegnatrice non molto celebre e nemmeno troppo avvezza al genere, dato che ha lavorato su shonen manga o su manga sperimentali e autoprodotti per il solo mercato tedesco. Scelta da Tomita per la dinamicità delle sue scene d'azione, la Yazawa ci regala un tratto semplice, pulitissimo, degli splendidi volti di grande espressività e, come da copione, delle ottime scene di battaglia, delle spettacolari trasformazioni, giochi di luce, power up, scintillii, attacchi magici, nonchè delle vivacissime e garbatissime illustrazioni a colori e tutta una serie di azzeccatissimi avversari, demoni ispirati agli elementi della natura ognuno con una sua ben precisa fisicità, ed esilaranti - e anche un po' teneri - demonietti minori.
Non mancheranno, poi, spesso e volentieri, episodi extra o siparietti dove l'autrice ci svelerà retroscena della creazione della serie e dei suoi personaggi.
Wedding Peach è una vera e propria gioia per gli occhi, e, da fan di Sailor Moon, posso dire che lo è anche per lo spirito. Infatti, la serie mi ha preso talmente tanto che sono andato a cercarmi in lingua inglese il volume extra inedito nel nostro paese, e mi trovo a rileggere i sei volumetti della serie regolare spesso e volentieri, quando me ne capita l'occasione, godendomene la lettura di volta in volta come se fosse la prima, nonostante ormai conosca la storia e i suoi sviluppi a menadito.
Ai tempi della sua pubblicazione, Wedding Peach era una serie commerciale e per tutti. Oggi, in Italia, è una serie che probabilmente piacerà soltanto ai fans più sfegatati di Sailor Moon, come il sottoscritto.
In mancanza dell'originale, se proprio ci si deve buttare sugli emuli successivi, molto meglio questo che i ben più scialbi Tokyo Mew Mew o Mermaid Melody.
