Yu degli Spettri
Questa scheda ha errori? Aiutaci a correggerli. Trama: Il protagonista è un quattordicenne di nome Yusuke Urameshi, un piccolo delinquente che non ha rispetto né per le regole, né per le autorità. Nonostante ciò, un bel giorno si sacrifica per salvare un bambino che sta per essere investito da un'auto: la sua morte, non prevista nell'aldilà, crea un certo scompiglio (anche perché il bambino in questione sarebbe sopravvissuto lo stesso all'incidente, senza farsi un graffio). Per risolvere questa situazione incerta, gli viene proposto l'incarico di detective del mondo degli spiriti, e viene riportato in vita.
Durante il corso delle varie indagini, incontrerà quelli che diventeranno suoi compagni inseparabili: Kuwabara Kazuma, un liceale come Yusuke; Hiei e Kurama, degli spettri dalle sembianze umane. (trama tratta dal sito da Wikipedia)
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Yu degli Spettri
7.632
out of 10
based on 15 ratings.
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mastersilver88
Per il manga Yu degli Spettri
di genere
Volumetti Letti: 19 su 19 --- Voto: 9 Mai lettura di shounen mi fu più lieta, escluso Dragon Dai, ovviamente!
Avevo già visto la serie TV (o almeno, fino al torneo con i fratelli Toguro), e con un affarone ho comprato la serie in blocco (e letta famelicamente in circa 3 giorni).
Beh che dire? Mi è piaciuta, così come mi piace ogni genere di storia che tratta di demoni, spiriti, morti, fantasmi e compagnia cantante. Purtroppo non so quanto riuscirò ad essere obbiettiva in questa recensione!
La storia rientra nel classico genere sovrannaturale, sinceramente non me ne vengono in mente di similari, a parte un certo pezzo di Dragon Ball, dove la tematica dell'aldilà è comunque trattata in maniera superficiale.
Decisamente, a questo shounen manca la superficialità: i personaggi hanno il loro classico level up, momento di sconfitta e di "resurrezione", ma nel frattempo vivono nella loro realtà (il Giappone anni '90), affrontano tematiche reali e non (bullismo, suicidio giovanile, demoni impazziti, e per gli altri leggetevi la storia eh!), e ovviamente se c'è di mezzo Yusuke Urameshi la soluzione sarà un bel calcio nelle parti basse o un pugno pronto a spezzarti la faccia. Tranquilli, ogni singolo pugno o calcio viene sferrato con logica semplice e disarmante, nessuna scazzottata è gratuita, nessuno sputo di sangue, o budella impazzita. Ogni singolo pensiero emesso da ogni personaggio, che sia umano o non, vivo o non, è armato di logica e di senso, nulla nella storia è lasciato al caso (tralasciando i momenti di calo dell'autore e le storielle bonus dell'ultimo volume). E questo direi che è un punto di forza di questa storia, una di quelle cose che ti fa dire "cavolo, anch'io avrei voluto scrivere e disegnare una storia così tosta!", penso che riuscire a dire cose vere ed attuali parlando non necessariamente della realtà con tono lagnoso o di autocommiserazione sia un pregio di pochi autori, e, nel bene o nel male, Mr. Togashi è uno di loro (in questo caso).
Ok lo ammetto, in alto c'è scritto che è "solo" uno shounen, ma in molti altri casi si trova scritto "seinen/josei" e non si trovano contenuti o disegni decenti.
I disegni sono particolari, Togashi è uno di quei mangaka che riconosci dal segno anche a distanza, specialmente per la passione per le pieghe dei vestiti, di cui riempie i personaggi. A me personalmente piace molto, trovo che un disegno personale ed espressivo sia fondamentale per un fumettista.
La pecca di questo fumetto, che a me è comunque piaciuta e mi ha fatto decisamente ridere, è che l'autore da un certo volume in poi inizia a venir meno al disegno.
Spiego meglio: nel volume 1 i disegni sono quello che sono, mano a mano migliorano e raggiungono l'apice nella descrizione dei personaggi e degli ambienti, ma dal volume 15 si assiste alla discesa negli inferi dei retini, mentre i fondali iniziano ad essere rapiti da creature misteriose e l'inchiostrazione si sintetizza sempre più, arrivando a tavole scarne, con vignette che mi hanno lasciato il sospetto fossero addirittura matite scansionate coi toni del nero, segni sporchi e dinamici (esempio, vol. 19 pag 12, lì ho riso come una pazza lo ammetto, e le magnifiche pagg 34/35 del vol 18, per non parlare dello stesso volume a pag 21, con un mezzobusto di un personaggio così sporco da farmi pensare a un sottile delirio dato da un'unione tra Kentaro Miura e Takehiko Inoue!).
E, lo ammetto, mi sono piaciute, terribilmente! In un manga del 1990 trovare certi segni, macchie, dinamismi che si intravedono a malapena nelle tavole e negli schizzi inchiostrati in modo "fossilizzante" da Hiroshi Shiibashi nel suo "I signori dei mostri" (2008), beh, mi emoziona.
Lo so che li è mancanza di voglia di lavorare (ed è per questo che ci ho riso su), però funzionano, narrano, sono piazzati in momenti dove la storia viene a mancare per svogliatezza ma viene aiutata e sorretta solo da disegni, in una corsa finale verso l'ultima pagina che ha fatto correre pure me lettore.
I volumetti sono i classici Star Comics fine anni '90, avendoli presi usati (e probabilmente chi me li ha venduti li ha tenuti in un luogo caldo e asciutto,oltre che stretti come sardine) si erano un poco "seccati", i primi scricchiolavano ma non c'è stata nessuna scollatura grave (grazie Star Comics che hai fatto per prima i segni sulla copertina per piegare il cartone!).
Il mio voto poteva essere più alto (circa un 13 direi), ma mi terrò sul 9, sapendo che sono molto sul soggettivo e che desideravo da tanto questo fumetto, ne consiglio la lettura perché è piacevole da leggere, non annebbia troppo il cervello e ogni tanto ti dà quel colpo allo stomaco che fa sempre bene mettere in ogni storia.
Se pensate che il nostro mondo non sia come sembra, se sentite ribollire qualcosa di strano nel vostro sangue, se sentite voci e sguardi nel vuoto della vostra stanza, se volete porvi un bel po di domande, questo è il manga che fa per voi. In fondo, chi è peggio tra gli spettri e gli umani?

Swordman
Per il manga Yu degli Spettri
di genere
Volumetti Letti: 19 su 19 --- Voto: 8 Yusuke Urameshi è un giovane teppistello, in realtà dal buon cuore. Un giorno, per salvare un bambino da una macchina che stava per investirlo, muore. Arrivato nell'aldilà apprende dal re degli inferi, Koenma (o anche Enma jr.), che avrà la possibilità di tornare in vita riparando alle cattive azioni, portando aiuto agli altri spiriti. Yusuke inizierà quindi le sue missioni aiutato dalla guida degli inferi, Botan. Dopo essere riuscito a tornare in vita, Yusuke diventerà un “detective” del mondo spirituale e dovrà perciò affrontare una serie di sfide contro demoni malvagi.
Ho iniziato la lettura di Yu degli Spettri a partire dal numero 10, quindi un po' oltre la metà dell'opera, spinto dall'anime che al tempo era stato trasmesso in un paio di passaggi ma che, probabilmente per una localizzazione non ultimata completamente, si interrompeva sempre a un certo punto. Pertanto posso senz'altro dire che il titolo mi aveva preso molto se ho deciso di continuarlo senza aspettare il completamento dei lavori sulla versione italiana dell'anime.
Yu degli spettri (in originale Yu yu Hakusho o più semplicemente Yu Yu come era anche indicato nei palinsesti delle TV) ha il suo principale punto di forza nella sua varietà. Una varietà di situazioni che l'autore, Yoshihiro Togashi, riesce a proporre a cominciare dall'inizio abbastanza originale, fino a riprendere e rivisitare in modo personale diversi elementi e situazioni quali il torneo di lotta o il mondo sotto minaccia, già visti in titoli precedenti come Saint Seiya, Ken il Guerriero, Dragon Ball... In tutto ciò si muove un cast decisamente riuscito e ben assortito, non solo nel team dei protagonisti costituito da Yusuke, Kuwabara, Kurama (i miei preferiti) e Hiei, ma anche nei “supporters” tra cui Botan e Keiko (amica d'infanzia di Yusuke) fino ai vari malvagi; non si può quindi dire che troveremo una figura fuori posto.
La varietà che questo titolo propone non si limita però alla sola storia, ma si riscontra anche nello stile di disegno. Togashi riesce infatti nel giro di una o due pagine a passare a stili di disegno molto diversi fra loro e a volte a utilizzarli contemporaneamente nella stessa tavola. Vedremo quindi il classico un po' semplificato tratto da shonen cedere il passo a uno estremamente realistico, oppure all'apparire di muscolosissimi figuri degni del miglior Ken Shiro, o di grotteschi quanto minacciosi demoni, per finire magari con scontri disegnati o meglio schizzati “a mò di storyboard” che più che mostrare un'immagine fanno percepire il flusso del movimento e dello scontro. Personalmente non prediligo molto uno stile come questo e preferisco vedere tavole più pulite ma devo ammettere che il risultato finale è di indubbio effetto.
Il quadro generale va poi a impreziosirsi con numerosi richiami e riferimenti alle culture e religioni orientali e con l'inserimento di molti dettagli “tecnici” che contribuiscono a organizzare e ordinare in un modo molto completo l'universo creato dall'autore.
Un capolavoro dunque? Purtroppo no. Yu degli Spettri rimane vittima di se stesso e del suo ben oliato meccanismo. Il punto critico si ha nel finale quando nel 17° volume si gettano le premesse per l'inizio di una grandiosa saga finale. Per arcane ragioni però Togashi la sviluppa e la porta a termine nel giro di appena due volumi e, inoltre, per conservare l'organizzazione fin qui sviluppata e mantenere quindi un senso compiuto, finisce paradossalmente per snaturare tutto ciò che di buono era stato portato avanti per molti volumi, inclusi i personaggi e le meccaniche della storia. Anche la grafica in generale ne risente, causa il ricorso massiccio allo stile “schizzato” e a tavole molto più semplici e povere di dettagli. Il volume finale è riservato unicamente alla chiusura delle vicende ma con un ritmo che si è ormai abbassato e con una storia che stancamente si avvia alla conclusione.
Yu degli Spettri è una lettura interessante e a tratti molto coinvolgente che si rivolge in modo particolare agli appassionati di shonen e può essere consigliata anche a chi cerca una storia di impianto classico ma con diversi elementi di originalità. Senza dubbio anche chi ha iniziato da poco a leggere manga potrà con piacere riscoprire quest'opera, magari recuperandola gradualmente nell'attesa delle, ormai diradate, uscite dei titoli di punta più recenti.

LetDragoon87
Per il manga Yu degli Spettri
di genere
Volumetti Letti: 19 su 19 --- Voto: 8 Eccomi qua a recensire un manga che ho appena finito giusto stanotte e che mi è piaciuto davvero molto. Questo manga l'ho sempre voluto avere, ma per forza di cose non sono mai riuscito a prenderlo prima di quest'anno e devo dire che ne è valsa davvero la pena di prenderlo. Sono venuto a conoscenza di quest'opera grazie all'anime trasmesso ai tempi su La7 quando ero ancora un moccioso.
La storia è incentrata su un ragazzo di nome Yusuke Urameshi, un semplice terrestre che vive una vita normale, ma subito al primo albo ha una gran bella sventura, tra l'altro quello che fa lo fa un po' inutilmente, deve così passare diverse vicissitudini prima di ritornare alla sua vita di tutti i giorni, uno studente delle medie a cui piace fare risse, marinare la scuola e fare sempre e comunque casino. Ma a poco a poco, questa sua vita tranquilla viene "disturbata" dal Re Junior del mondo degli Spettri. Dopo tante vicissitudini, arrivano finalmente i primi begli scontri e possiamo assistere a uno degli scontri iniziali più belli, quello tra Urameshi e Hiei, il mio personaggio preferito. Avanzando con la trama, i personaggi vengono svelati, la storia prende davvero un volo pazzesco e gli avvenimenti volano, ma questo non vuol dire che sia brutto, anzi è proprio questo che lo rende un manga un po' diverso dai soliti titoli shonen classici e lo diversifica un po', anche se sicuramente ha preso un bel po' di idee dal famoso Dragon Ball di Akira Toriyama.
I personaggi sono davvero ben caratterizzati e molto ben disegnati, davvero molto carismatici, solo loro valgono il prezzo di quest'opera. Anche molti dei nemici mi hanno affascinato, la trama invece, è molto semplice e la si trova nella maggioranza degli shonen, e in questo manga è solo un condimento al prossimo spettacolare incontro a suon di Reigan.
Un altro punto a favore di quest'opera sono i disegni, che per gli anni '90 sono tra i migliori che ho visto dopo Dragon Ball, e le ambientazioni davvero belle, soprattutto quando si troveranno nel mondo degli spettri, molto ben particolarizzate e ben strutturate che aiutano il lettore ad immergersi ancora meglio nell'opera di Togashi-san.
Ora passo a parlare dell'edizione della Star Comics. I volumi, per la maggior parte (quasi tutti insomma) sono le vecchie edizioni a sottiletta che superano di poco le 190 pagine. Rilegatura (dispiace dirlo per come sono ora i manga della Star) davvero penosa e poco resistente al tempo, si scollano come un nonnnulla, infatti bisogna stare molto attenti quando lo si legge. Molto belle però le copertine e il nero devo dire che sta molto bene. Un ottimo cartoncino resistente ma troppo pesante, il nero però si rovina facilmente, ma devo ammettere che resiste bene all'invecchiamento.
Consiglio questo bel manga a tutti quelli che non si fanno questi problemi e che vogliono leggere un'opera bella, con personaggi molto carismatici e stupende battaglie. Da avere per gli appassionati di shonen di scuola anni '90 soprattutto.

GrandeReBestiaKiba
Per il manga Yu degli Spettri
di genere
Volumetti Letti: 19 su 19 --- Voto: 9 Manga splendido, in cui si alternano situazioni drammatiche e di pura demenza. Il protagonista è Yusuke (si legge Yuske) Urameshi, un teppistello che muore nel tentativo di salvare un bambino che stava per essere investito. Grazie a questo gesto eroico, viene fatto resuscitare dopo aver superato varie prove. i primi 2 volumi mostrano le prove affrontate da Yusuke per tornare invita; una volta resuscitato, Yusuke sarà costretto a combattere contro nemici sempre più forti. In queste battaglie sarà aiutato da vari personaggi fra cui spiccano il suo amico/rivale Kazuma KUwabara (chiamato semplicemente Kuwabara), Shuichi Minamino/Yoku Kurama (un demone volpe reincarnatosi in un umano) e Hiei un demone dalla storia drammatica,i cui atteggiamenti (e pettinatura) ricordano Vegeta.
I combattimenti si svolgono in stile "Dragon Ball", con colpi energetici, trasformazioni ecc... tuttavia sono presenti anche elementi che ricordano per certi aspetti "Le bizzarre avventure di Jojo", l'influenza di questo manga diventa palese nella penultima saga, quella di Sensui, in cui viene introdotto un nuovo potere, la zona, i cui meccanismi ricordano quelli degli Stand (introdotti nella terza serie di jojo). Questo splendido manga avrebbe meritato il massimo dei voti, se non fosse per il finale, troppo sbrigativo (ma comunque molto bello), a causa di alcune controversie sorte fra Togashi e la Shueisha

EmmeKira
Per il manga Yu degli Spettri
di genere
Volumetti Letti: 19 su 19 --- Voto: 8 “Yu degli Spettri” è un manga d'azione nato praticamente sull'influenza di manga di combattimento ormai divenuti cult, in particolare per esempio “Dragonball” stesso. Ed è l' esempio di come un fumetto, nato ispirandosi ad un capolavoro passato, sia divenuto esso stesso una grande pietra miliare.
Il manga di Yoshihiro Togashi è adrenalina pura. Azione all'annesima potenza. Diverte e intrattiene come nessun' altro.
La storia è interessante, anche se l'inizio denota una certa lentezza nello svolgimento dei fatti. La lentezza che si porta avanti almeno finché non vengono definiti tutti i personaggi principali che accompagneranno il protagonista nelle vicende, combattendo o sostenendolo moralmente.
Nonostante questo inizio non sia esattamente coinvolgente fin da subito, già dalla prima grande saga si capisce immediatamente che si sta parlando di un'opera di qualità dove l'avventura non manca e nella quale scontri e combattimenti sono resi perfettamente non solo a livello scenografico, ma anche narrativo. Ogni personaggio, nemico o comprimario che sia, viene abilmente caratterizzato e ben si sposa con il resto della vicenda.
Man mano che prosegue la storia riesce a mantenersi su un livello medio-alto, tanto che io stesso ho preferito il secondo arco narrativo rispetto al primo. La trama si fa molto più seria e per certi versi anche cruenta, indagando nella psiche dei personaggi e tirando fuori trovate geniali e originalissime.
Menzione speciale poi per i due nemici fondamentali di Yu degli Spettri: risulta addirittura difficile compararli per decidere quale sia il migliore perché entrambi sono stati resi con un'attenzione particolare e meticolosa per quanto riguarda la loro storia.
Io personalmente preferisco il secondo antagonista di Yusuke Urameshi, ma ripeto: metterli a confronto rimane comunque un'ardua impresa.
È comunque necessario dire che la trama non rimane esente da alcuni elementi incerti e controversi. Sembra essere chiaro per tutti coloro che hanno letto questo manga che la terza sezione in cui esso è diviso, in pratica la parte finale, vale praticamente solo la metà delle prime due. Si può notare che vi sia un forte calo di ispirazione e interesse per il manga da parte del suo autore, che ha liquidato gli ultimi capitoli con un nulla di fatto.
Se invece fosse riuscito ad andare avanti con impegno e attenzione, probabilmente ne sarebbe uscito fuori il migliore fra tutti gli archi narrativi e il mio voto sarebbe aumentato di almeno due punti giungendo dunque al massimo. Purtroppo però non è stato possibile.
Il disegno di Togashi risulta parecchio semplice e immediato... in pratica perfetto per una storia del genere.
Le fasi d'azione vengono rese bene, discretamente anche gli ambienti. Non manca neanche una notevole quantità di fantasia ad ornare il tutto.
Il problema fondamentale arriva anche in questo caso verso la fine, dove il calo di cui ho precedentemente parlato si riflette anche sullo stile che diventa vago e abbozzato. Difatti le pagine dei capitoli finali sembrano quasi disegni preparatori.
E purtroppo a questo difetto non resterà esente neanche la seconda opera maggiore di Togashi, ovvero “Hunter X Hunter”.
In conclusione: consiglio a tutti la lettura di questo shonen, specie a chi interessa una storia semplice ma al tempo stesso ben costruita nella narrazione delle vicende, nei personaggi e nel disegno (a parte verso la fine).

GIGIO
Per il manga Yu degli Spettri
di genere
Volumetti Letti: 19 su 19 --- Voto: 8 Yu degli spettri, o meglio YU YU HAKUSHO, è il manga che ho ammirato di più del maestro Togashi. Partendo da una trama anche di base superficiale la storia si snoda e articola successivamente in qualcosa di più aperto. L'autore comincia pian piano a creare e presentare diversi personaggi e i protagonisti sono veramente ben descritti. Dopo pochi numeri la storia a mio avviso diventa molto avvincente, con combattimenti corpo a corpo e "missioni" che poi verranno riviste in salsa diversa anche nel più celebre (forse) Hunter x Hunter dello stesso autore. Mi ha leggermente deluso il finale, l'ho trovato un po' affrettato. Il disegno è un po' grezzo e specialmente nei primi numeri anche nei combattimenti poco chiaro.
L'edizione è la più classica delle classiche, Star Comics, 180 pagine, ho trovato bello il fatto di proporlo con le costine nere ma attenzione che con il leggerlo nelle pieghe il nero perde subito il colore diventando bianco. Detto questo lo promuovo, un bello shonen, consigliato a tutti.

baronerosso
Per il manga Yu degli Spettri
di genere
Volumetti Letti: 19 su 19 --- Voto: 6 È stato il mio primo manga letto e ci sono dunque affezionato. Ad una rilettura più attenta però sono venuti fuori diversi difetti che, come evidenziato da altri, contraddistinguono principalmente la parte finale. Delle tre parti in cui si può idealmente dividere la storia (introduzione, torneo e parte finale) le prime due sono senz'altro buone: all'inizio non mancano né ironia né drammaticità utili a proiettare il lettore nel vivo della storia. La parte riguardante il torneo di arti marziali è godibile ed avvincente (la suddivisione in squadre conferisce incertezza ai singoli scontri), mentre il finale mi pare molto accartocciato e tirato via. Superficiale e sbrigativo penso siano i termini migliori per descrivere lo stile degli ultimi albi.
Punti di forza:
- Incipit originale e coinvolgente
- Molto ben fatti i personaggi vicini a Yusuke, nonostante questo risulti comunque essere il più originale.
- Il torneo, per quanto già visto in DB, risulta avvincente.
Punti di debolezza:
- La parte finale, troppo tirata via.
- Forse troppe "scopiazzature" da Dragon Ball.
Una breve divagazione sull'autore: che Togashi sia una figura bizzarra è indubbio, cosi come che funzioni a corrente alternata. L'impressione che mi dà è che quando è in preda all'ispirazione riesce a tradurre magistralmente il tutto in una storia avvincente; una volta perso l'entusiasmo scade però nella mediocrità. A leggere HXH stessa sensazione: superbo fino alla fine della saga contro Il Ragno, deludente in seguito.
Concludendo quindi su Yu degli Spettri direi che si può leggere volentieri, senza aspettarsi chissà quale capolavoro. A mio avviso imparagonabile ad alcuni must del genere (inappropriato definirlo l'erede di DB) raggiunge però la piena sufficienza, anche se globalmente Togashi riuscirà meglio in HXH (perlomeno fino a Greed Island).

dade88
Per il manga Yu degli Spettri
di genere
Volumetti Letti: 19 su 19 --- Voto: 8 Ho iniziato a interessarmi a questa storia vedendo una puntata dell'anime; ovviamente non ci capii nulla, ma mi prese subito per le dinamiche e i disegni, e quindi mi informai su questo manga. Da qui scoprii una storia molto ben fatta, affascinante e coinvolgente. C'è stato qualcosa che non mi è piaciuto molto, ma andiamo con ordine.
La storia narra le avventure del giovane Yusuke Urameshi, piccolo teppista di 14 anni che si diverte a fare risse, a procurare casini a scuola e a scontrarsi con bande rivali. Tutti lo temono, anche i professori, ma una persona riesce a controllarlo: si tratta della sua "amica" Keiko, che più avanti nella storia diverrà la sua fidanzata. Il tutto comincia con un gesto "insolito" da parte di Yusuke, cioè durante un incidente stradale salva la vita a un bambino, al prezzo della propria. Sarà proprio questo gesto che porrà dei dubbi sul destino dell'anima di Yusuke da parte del piccolo Enma, giudice dei morti buddista, che sta sostituendo momentaneamente il padre (il grande Enma). L'anima di Yusuke si ritroverà a vagare per la Terra senza una destinazione precisa finché non si sarà presa una decisione. In questo frangente incontra Botan, una versione femminile e tenera di Caronte, il traghettatore di anime, che lo informa che dovrà per ora aiutarla nel suo lavoro. Questo punto della storia però è solo una introduzione, perché poi Yusuke si distinguerà per il buon lavoro fatto e diventerà un detective del regno dei morti. Incontrerà sulla sua strada Hiei e Kurama, due demoni inizialmente da contrastare, ma che poi saranno i suoi preziosi alleati. In più scoprirà che un suo vecchio nemico terreno, un suo compagno di scuola di nome Kuwabara, possiede le abilità necessarie per aiutarlo nelle sue missioni.
Ma tutto questo è una riduzione all'essenza della storia, che cambia fronte, non è per nulla ripetitiva, e vedrà tornei nel mondo demoniaco, giochi di intelligenza, e guerre nel mondo dei demoni per la supremazia. Yusuke scoprirà di non essere un semplice terrestre, ma molto di più...
Il finale è bruttino rispetto a tutta la storia, ed è il motivo dell'8. È un po' tagliato, sbrigativo, come se non ci fossero stati i presupposti per un gran finale (che invece c'erano tutti). È difficile spiegare senza rivelare, ma se devo trovare un difetto è senza dubbio il finale.
Nonostante ciò, è un fumetto che consiglio, molto veloce (soprattutto finita la parte iniziale introduttiva), interessante e coinvolgente.
Per alcuni questo è considerato il capolavoro di Yoshihiro Togashi, mentre io, sebbene le lodi che ho fatto fino ad ora, non lo reputo tale. A dispetto del fatto che il Hunter x Hunter non sia ancora concluso, lo reputo di un livello superiore. Amanti degli shounen, fatevi avanti: Yu degli spettri non può mancare tra le vostre letture!

noshio
Per il manga Yu degli Spettri
di genere
Volumetti Letti: 19 su 19 --- Voto: 9 [Attenzione, questa recensione contiene spoiler.]
Una delle mie serie preferite, nonostante sia da molti ritenuti una scopiazzata continua su tanti aspetti. Il fatto è che Togashi ha sì preso spunti, in primis Dragonball e poi JoJo, ma li ha comunque utilizzati alla sua maniera, rivisitandoli e correggendoli. Anche il cast, alla fin della fiera ha tanti personaggi che ne ricorderanno altri (Andromeda, Sakuragi, Vegeta, Josuke Hishigata, etc..) ma saranno comunque tutti molto diversi dagli originali. Togashi possiede una capacità che ormai ritengo morta a quasi tutti gli autori di shonen in circolazione: la voglia di stupire e cambiar le carte in tavola, senza mai adagiarsi su cose banali o che si sapevano già. Un esempio è la seconda serie: se nella prima Yusuke batteva il più forte demone presente sulla Terra, l'autore crea nemici che su carta sono molto più deboli dei protagonisti (a parte Sensui) ma che comunque fan correre loro dei bei rischi. Infine il personaggio di Yusuke è una cosa stupenda, capace di fare di tutto ovunque, dalle gag a un passo dalla sua morte al pentirsi di aver vinto perché non lo convinceva la vittoria. L'ultimo torneo non ci viene mostrato, sopratutto a causa della stanchezza dell'autore, ma anche perché non si rischiava nessun pericolo e in fondo nessuno dei quattro principali arriva neppure in finale. Credibile pure il personaggio di Kuwabara, praticamente la ruota bucata della squadra che, nonostante la sua scarsità, più di una volta si dimostrerà fondamentale al team. Unica pecca, Hiei, come han già detto altri, troppo simile a Vegeta, persino l'autore si stancherà di lui come personaggio, tanto che nella seconda serie farà solo pochissime cose, lasciando più sotto i riflettori perfino Enma jr.
phoenix
Per il manga Yu degli Spettri
di genere
Volumetti Letti: 19 su 19 --- Voto: 10 Yu degli spettri (in origine Yu Yu Hakusho) è un manga di Yoshihiro Togashi noto anche per il più recente Hunter X Hunter. Il protagonista del manga è Yusuke Urameshi, è noto per il suo carattere ribelle e violento. Yusuke morira per salvare un bambino ma non potrà andare nel regno dei morti perchè il bambino non sarebbe morto nell'incidente e nessuno nell'altro mondo aveva previsto che una persona come Yusuke potesse sacrificarsi per un bambino, quindi non ci sono posti nell'aldilà.
Yusuke dovrà quindi compiere delle buone azioni sotto forma di fantasma per poter tornare in vita, questo aiutato da Botan, una traghettatrice di anime il cui compito dovrebbe essere quello di scortare le anime nel regno dei morti. Le buone azioni di Yusuke lo vedranno spesso prodigarsi per Keiko, una ragazza con cui ha un rapporto di amore non dichiarato, e per Kuwabara, un teppista suo rivale.
Detta così la trama potrebbe trarre in inganno, infatti una volta tornato in vita Yuseke diventerà un detective del mondo spirituale e acquisirà diversi poteri spirituali che gli permetteranno di affrontare demoni sempre più forti, affiancato da personaggi come Kuwabara, Kurama e Hiei, due demoni dall'aspetto simile a quello umano che, seppur in principio nemici di Yusuke finiranno per diventare suoi compagni.
Unica pecca del manga è un finale troppo improvviso che tronca in due l'ultima saga dovuto all'editore che forzò l'autore a continuare l'opera pur essendo troppo stressato dai ritmi di produzione, e che quindi ha dovuto mollare a metà l'opera. Questa non è però incompiuta, vengono chiariti tutti i dubbi, e ci sono anche di versi capitoli che fanno da epilogo, ma il tutto avviene troppo improvvisamente.
Il manga, pur essendo un po' vecchio, è indubbiamente uno migliori shonen su piazza, anche se l'edizione Star Comics risale all'epoca in cui questa usava una carta di scarsa qualità; ma proprio perchè è un manga della Star dovrebbe essere ancora reperibile.
Il Yoshihiro Togashi che all'inizio sembra molto semplice, progredirà in modo sorprendente nel giro di pochissimi volumi.
Il manga è in definitiva davvero bello e, pur avendolo letto molto tempo fa, mi evoca ancora bei ricordi e ogni tanto mi piace risfogliarlo. Quindi ritengo che non possa mancare nella vostra collezione se vi piacciono gli shonen.

Kouga
Per il manga Yu degli Spettri
di genere
Volumetti Letti: 19 su 19 --- Voto: 7 Ho sempre sentito parlare, nel corso del mio avvicinamento ai manga, di Yu Yu Hakusho, di cui visionai solo qualche illustrazione e poster, innamorandomi del character design adottato nella serie animata. Non seppi di cosa parlava la serie ma, incuriosito, una volta che il manga uscì in Italia sotto il marchio Star Comics, non mi feci pregare e lo acquistai subito, previo Express, la famosa rivista contenitrice di Shueisha, che fra le altre cose portò in Italia serie come One Piece, Kenshin e Captain Tsubasa. Quando Express chiuse qualche mese più in là, acquistai la serie in monografico e volume dopo volume me ne innamorai perdutamente.
Yusuke Urameshi è un teppista dal buon cuore che muore disgraziatamente in un incidente stradale nel tentativo di salvare la vita ad un bimbo. Botan, segretaria del mondo degli Spiriti, inviata dal sommo Koenma, comunica a Yusuke che potrà tornare in vita solo se accetterà l'incarico di Detective del Mondo degli Spiriti, aiutando Koenma a catturare Demoni che sotto false spoglie seminano panico e terrore fra gli esseri umani. Nel corso della sua lunga e tortuosa avventura, Yusuke riuscirà nell'intento di resuscitare, rendendosi conto che quello che è accaduto fino ad ora, non era altro che l'inizio...
Togashi è sempre stato un autore noto ai più per tre caratteristiche:
1) Crea manga originali, divertenti, molto ragionati e per nulla scontati;
2) Stravolge il suo stile di disegno cambiandolo completamente a seconda delle scene e della trama;
3) Prende spesso lunghe pause per lo più dovute a motivi di salute.
Non so se almeno per quanto riguarda l'ultimo punto, Yu degli Spettri è esente da questa triade essendo arrivato in Italia quando in patria era già concluso, ma so per certo che i primi due punti figurano nella lista. La storia che parte in apparenza semplice e propensa ad un genere si rivoluziona poco dopo lasciando molto spazio al combattimento più che alla sceneggiatura in sé, e regalando un comparto di personaggi buoni, solitamente un quartetto (come Togashi sarà solito fare anche nella sua opera successiva "Hunter X Hunter"), e li farà affrontare un comparto di antagonisti per lo più suddiviso in squadre.
La serie si reinventerà nuovamente nelle due saghe successive, talvolta perdendo di vista il senso con cui l'autore aveva cominciato.
Visto che la sceneggiatura ami reinventarsi di continuo e lo stile di disegno talvolta offra tavole decisamente altalenanti, perché Yu degli Spettri merita la lettura? Perché è uno dei primissimi eredi post-Dragonball, perché non ne è stato influenzato molto, perché come serie vanta una caratterizzazione dei personaggi molto definita (almeno per quanto concerne protagonisti ed antagonisti), perché è un modo diverso e più adulto di scoprire uno Shonen, perché Togashi riesce a regalare diverse emozioni nonostante ami e continui a cambiare percorso senza tuttavia allungare il brodo più del dovuto.
Il voto che mi sentirei di dargli è un 7.5, solo in favore del fatto che l'8 pieno se l'è guadagnato con il sopra citato HXH, opera che ci fa capire quanto l'autore sia migliorato e che non gli permette un 9 solo a causa del maledettissimo punto 3, di cui fortunatamente, Yu degli Spettri, è esente.
Consigliato agli amanti degli Shonen di combattimento e a chi ora sta apprezzando Hunter X Hunter!

dux85
Per il manga Yu degli Spettri
di genere
Volumetti Letti: 19 su 19 --- Voto: 6 Premetto che mi sono avvicinato a questo manga con molto scetticismo... mio nipote lo elogiava e così dopo tanto tempo ho deciso di recuperarlo per leggerlo. Non so perchè, ma c'è sempre stato qualcosa che non mi convinceva; sarà lo stile di disegno dei personaggi (a mio parere non eccezionale), sarà il protagonista in se, ma fino ad oggi non avevo mai avuto la voglia di iniziare a leggerlo, e ora che l'ho finito devo ammettere che in parte mi sono dovuto ricredere. Sicuramente non è un capolavoro assoluto: i personaggi sono quasi tutti anonimi (si salva Kurama ma gli altri...) il protagonista non mi ha colpito più di tanto, Hiei è strastereotipato e Kuwabara orribile. Ma devo ammettere che c'è qualcosa che affascina, qualcosa di difficilmente spiegabile a dire il vero. L'inizio è molto interessante ed insolito, poi all'inizio del torneo cadiamo nel più classico degli stereotipi, fino a quando la trama si risolleva alla fine dello stesso, con l'entrata in scena dei 3 ragazzi che mettono alla prova Yusuke e l'arrivo in seguito dei sette... per poi riappiattirsi in seguito e concludersi in maniera del tutto frettolosa e pessima a mio parere. Alti e bassi insomma in questo che è un manga che tuttavia consiglio di leggere almeno una volta: non sarà il massimo in fatto di manga, ma sicuramente è un discreto passatempo.

Franzelion
Per il manga Yu degli Spettri
di genere
Volumetti Letti: 19 su 19 --- Voto: 7 Yu degli Spettri è stato uno dei primi principali manga shonen di combattimento (anzi credo il terzo dopo Dragon Ball e Saint Seya); nato dalla mente di Yoshihiro Togashi, stesso futuro autore di Hunter x Hunter.
Parto con questa recensione dicendo che lo ritengo molto simile a Dragon Ball, tanto che può essere definito come il suo successore o il "nuovo dragon ball", e per questo quindi molti storceranno il naso, mentre molti altri fan di shonen di combattimento puri potrebbero gradire.
Certo che questa somiglianza porta sia aspetti negativi che aspetti positivi.
Per quanto riguarda quelli positivi i combattimenti sono molto combattuti e tirati fino all'ultimo sangue, con vittorie date da eventuali risvegli interiori di energia spirituale e simili, insomma in stile Dragon Ball, come piace a molti.
Il punto debole è che però spesso è fin troppo simile a Dragon Ball, ad esempio il combattimento di Yusuke contro Toguro (seppur bellissimo, soprattutto l'espiazione, non dico altro per non fare spoiler) alla fine sembra praticamente Gohan vs Cell!
Altri difetti di questo manga sono forse un numero esagerato di combattimenti nel primo torneo, ma questo potrebbe anche piacere ad alcuni, ma lo dico proprio perchè mi sembra che siano presenti in quantità spropositata, anche rispetto a Dragon Ball.
Una vera e proprio trama di base non c'è, salvo il fatto che Yusuke viene nominato detective del mondo spirituale, ma poi gli eventi che si succedono danno vita loro stessi ad una trama che infine devo ammettere è ben articolata e spiegata fin nei dettagli, tanto che diversi aspetti di quest'opera sono stati ripresi da Bleach e altri anime/manga successivi. Quindi la storia procede abbastanza speditamente, anche se a volte può risultare di difficile digestione, o per i troppi combattimenti o per i troppi discorsi dei personaggi secondari, che potrebbero essere considerati filler, ma tutto sommato possiamo dire che ha un bel finale.
Invece il punto davvero forte di questo manga sono i personaggi: davvero originali e con una caratterizzazione psicologica sorprendente, eccezion fatta per Hiei che è abbastanza stereotipato, praticamente il Vegeta della situazione, ma è comunque molto apprezzato come personaggio. Yusuke è troppo divertente e simpatico, più si andrà avanti con la lettura più avrete conferma di ciò, anche perchè non è banale come molti protagonisti; Kuwabara idem e Kurama è praticamente la classe fatta personaggio!
I disegni partono discretamente e migliorano leggermente col tempo fino ad essere buoni, seppur diverse volte appariranno fondali bianchi e privi di dettagli; il chara design e le sfumature sono carine e pulite.
Un difetto presente nell'edizione italiana è purtroppo la traduzione: capita a volte di dover rileggere da capo il balloon per una traduzione errata o imprecisa dal giapponese all'italiano.
Per concludere consiglierei questo manga a tutti gli appassionati degli shonen di combattimento corpo a corpo e anche a chi cerca manga "tradizionalisti", che cioè hanno fatto la storia: infatti Yu degli Spettri riprende e amplia diverse tematiche affrontate in Dragon Ball, tanto che può essere ritenuto la sua parte complementare e difatti entrambi sono le colonne portanti di tutti i futuri shonen di combattimento.
Lo sconsiglio invece a chi cerca letture abbastanza articolate e profonde, insomma agli amanti dei seinen in generale.

Kotaro
Per il manga Yu degli Spettri
di genere
Volumetti Letti: 19 su 19 --- Voto: 7 Considerato uno dei pilastri dello shonen di combattimento, Yu Yu Hakusho di Yoshihiro Togashi è indubbiamente uno dei più famosi e imitati al giorno d'oggi (vedi Bleach, Shaman King o Ga-Rei).
Beh, senza dubbio l'incipit è uno dei più originali, bisogna dargliene atto: il teppistello Yusuke Urameshi, in un inaspettato slancio di bontà, compie una buona azione che lo porta a morire e si trova a dover affrontare una serie di prove che gli permetteranno di tornare in vita.
La situazione che troviamo nei primi due volumetti è originale e interessante. Ci si affeziona a questo inusuale protagonista, alla sua scapestrata madre, all'amico/rivale sensitivo Kazuma Kuwabara, alla "traghettatrice" Botan, al buffissimo Koenma, figlio del re degli inferi, ma soprattutto all'amica d'infanzia Keiko Yukimura, la protagonista femminile dal carattere forte che è da sempre innamorata (e, in fondo, ricambiata) di Yusuke.
Una volta sbrogliata questa spinosa situazione iniziale, a Yusuke verrà affidato l'inusuale incarico di detective del mondo spirituale, e assisteremo ad una serie di missioni che coinvolgeranno esseri sovrannaturali. Approfondiremo la conoscenza dei personaggi summenzionati e ne conosceremo di nuovi, tra i quali spiccheranno i due spettri Hiei e Kurama, che si uniranno a Yusuke e Kuwabara per aiutarli nelle missioni impartitegli da Koenma.
Da questo momento in poi, avremo combattimenti, allenamenti, tecniche segrete, power up e persino un torneo di arti marziali in salsa mistica, che prenderà quasi metà del fumetto e ne rappresenta la parte meglio riuscita.
I protagonisti, le loro storie personali, le loro tecniche di combattimento, i legami che intercorrono tra loro, l’universo in cui agiscono, i personaggi contro cui si battono, i sentimenti provati durante la lotta. Tutto ciò funziona liscio come l’olio e Yu Yu Hakusho coinvolge e appassiona il lettore.
Concluso il torneo, una nuova parte della storia, che vede Yusuke e compagnia contrapposti ad un ex detective del mondo spirituale ora trasformatosi in un folle schizofrenico assetato di sangue.
Il cerchio si chiude, tutti gli elementi finora visti all’interno della storia sembrano concatenarsi e arriviamo a quella che parrebbe essere la miglior conclusione possibile per la vicenda di Yusuke, ma già dalle ultime battute di questa saga il meccanismo si incrina e appare nella storia un elemento di disturbo che, ahimè, darà il “la” per altri tre volumi del fumetto, contenenti la saga finale.
Tutto quello che l’autore aveva costruito di buono nei volumi passati viene gettato al vento negli ultimi tre: la caratterizzazione e il modus operandi dei personaggi viene devastata, si hanno delle incongruenze con quanto narrato in precedenza, si dà risalto a nuovi personaggi di dubbia utilità mentre i protagonisti (o comunque i comprimari principali) vengono dimenticati, le molte parentesi sentimentali aperte nel corso della storia vengono chiuse in maniera superficialissima, i discorsi si fanno incomprensibili, la narrazione si fa velocissima, superficiale e frammentaria.
Gli ultimi tre volumi (e l’ultimissimo in particolare) spiazzano e annoiano il lettore, e nessuno lo biasimerà se questi prenderà la decisione di leggerli svogliatamente, saltando le vignette più incomprensibili e superflue in attesa di trovare qualcosa di convincente che però non arriva mai.
Dispiace davvero, che la storia abbia preso questa piega, poiché negli ultimi volumi c’erano alcuni risvolti di trama e alcuni nuovi personaggi interessanti (come il gigantesco e bonario Enki) che però sono stati sfruttati poco e male, e avrebbero potuto essere inseriti nella saga precedente evitando questo scempio.
Yoshihiro Togashi è un disegnatore bizzarro. Riesce a dipingere grandi ed espressivi occhi da shojo manga e personaggi virili e muscolosi da shonen manga old school, azzeccatissimi personaggi di ogni forma, età, sesso, razza e colore, siparietti comici in superdeformed con espressioni buffissime, personaggi umoristici di irresistibile simpatia e di stampo Toriyamesco, bellissimi personaggi femminili, scene d’azione di grande effetto (che ricordano, di tanto in tanto, lo stile di Akira Toriyama nel suo Dragon Ball Z), scene splatter di grande crudeltà e violenza, mostri spaventosi e raccapriccianti, e visi adulti e complessi in stile occidentale, quasi più adatti a un fumetto di stampo Bonelliano che a uno shonen di Jump.
Togashi cambia stile di disegno quasi a comando, riuscendo a regalarci sia tavole di irresistibile bellezza, sia tavole scarne e davvero poco ispirate.
Lo stile di disegno ricalca un po’ quella bizzarria, quell’incertezza, quel senso di non appartenenza a un genere specifico che Yu Yu Hakusho si porta dietro persino nella trama.
Yu Yu Hakusho è sicuramente abbastanza sopravvalutato ma, a ben pensarci, è in un certo senso giusto che ai tempi lo si considerasse l’erede di Dragon Ball Z, dato che vi troviamo scene d’azione di uguale intensità, capaci di farsi seguire dal lettore con immensa passione.
E’ una produzione sicuramente atipica e bizzarra, che non riesce a incastonarsi in un genere specifico e a trovare la sua strada, e cambia le carte in tavola più e più volte nel corso del suo svolgimento, senza riuscire a definirsi una volta per tutte.
Ciononostante riesce a farsi leggere con grandissima passione e, rileggendolo a freddo, si riescono a trovare alcune linee guida che possano aiutare il lettore a comprenderne la vera essenza.
Dispiace davvero avere un finale così insensato ma, ignorando quello, Yu Yu Hakusho si rivela un’opera appassionante. Ben lungi dall’essere un capolavoro, ma quantomeno meritevole di un’occhiata.

Gackt
Per il manga Yu degli Spettri
di genere
Volumetti Letti: 3 su 19 --- Voto: 7 Yu Yu Hakusho è uno di quei manga che, come Dragon Ball, hanno dato vita al genere degli shonen, spianando la strada ad opere più moderne come One Piece, Bleach, Rave e Naruto.
Il titolo scelto dall'editoria italiana, "Yu degli Spettri", si riferisce solo alla prima parte della storia, in cui Yusuke, il protagonista, muore a causa di un incidente e deve svolgere alcune missioni come detective spirituale per tornare in vita. Questa attività gli darà modo di formare il suo gruppo (composto dall'impulsivo Kuwabara, dal freddo Hiei e dall'affascinante Kurama) con cui, una volta tornato in vita, vivrà pericolose avventure come un torneo delle tenebre o la caccia al terribile Sensui.
A dire il vero, ho seguito più l'anime che il manga ma, a parte qualche episodio filler (inevitabile negli anime), le trame sono per lo più identiche. La narrazione è un ben dosato mix di azione, drammaticità e gag, con assurdità varie a cui gli shonen ci hanno abituato. Davvero molto interessante, soprattutto la saga di Sensui, anche se il finale, come ha detto qualcuno prima di me, è veramente ridotto.
Della versione manga bisogna notare il disegno caratteristico di Togashi, sporco, con ambientazioni abbozzate (se non assenti) e molto spesso sintetico perfino nella caratterizzazione dei personaggi in primo piano. Un difetto o una qualità interessante? Dipende dai gusti; io avrei preferito almeno le ambientazioni un po più dettagliate.
In definitiva, Yu Yu Hakusho è un shonen molto interessante, soprattutto dalla metà in poi, dato che i primi volumi sono introduttivi, e che merita assolutamente una lettura, altrimenti vi siete persi uno degli shonen più apprezzati e meritevoli.

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Utenti On-line: 371 Record: 2257 Utenti (18/11/2010)
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