Turboo Stefo
Per il manga
The Legend of Zelda - Majora's Mask
di genere
Volumetti Letti: 1 su 1 ---
Voto: 8 Un’avventura prende vita dopo il mirabolante viaggio nel tempo di Ocarina of Time, si tratta di Majora’s Mask il gioco che probabilmente è stato il canto del cigno del non troppo fortunato Nintendo64. Immancabile ovviamente la conversione in avventura cartacea da parte del duo Akira Himekawa.
Dopo aver sconfitto Ganondorf Link è tornato nel suo tempo, ma durante la ricerca della perduta Navi il giovane eroe si imbatte in Skull Kid, che lo trasforma in un Deku Scrub. Dopo l’inseguimento Link si ritrova in una città sconosciuta con un aspetto diverso, ma la tenacia non sarà persa e ben presto si mette alla ricerca di una soluzione prima che la Luna si schianti sulla città.
Il duo creativo ha ripreso bene l’essenza del gioco e ha creato un adattamento impeccabile sotto l’aspetto narrativo, anche se va a riprendere solo gli eventi più importanti per non spezzare il ritmo incalzante. A favore di questa continuità vengono purtroppo accantonati altri due particolari che caratterizzavano il gioco, ovvero i piccoli salti temporali e le numerose maschere da utilizzare - di quest’ultime sono presenti solo quelle necessarie -, ma si può comprendere la dura scelta di amputare queste parti che sarebbero state difficili da incorporare nella storia senza dilungarla eccessivamente.
In conclusione la storia si rivela appassionante e scorrevole, regalando una lettura immersiva in un’atmosfera leggera che sarà gradita sia ai fan di Zelda che agli amanti di fantasy leggeri e scanzonati.
I disegni delle Mangaka ancora una volta con il loro tratto pulito e morbido ricalcano bene il character design originale dandogli sempre un tocco personale, inoltre in quest’occasione Link prende la forma di varie creature permettendo al duo di sfoggiare tutta una nuova serie personaggi, sempre ben curati.
I combattimenti saranno abbastanza radi e soprattutto pacchiani, basteranno poche tavole a concluderli, il che non è propriamente un male visto che le autrici spesso faticano a regalare duelli interessanti.
Come sempre si potranno ammirare delicati panorami minuziosamente ricostruiti grazie anche al corposo lavoro fatto con i retini.
Altra nota distintiva del videogame erano le atmosfere cupe e serie. Inizialmente sembrano totalmente assenti nei disegni puliti e luminosi, ma proseguendo si notato sempre più scene cupe e pesanti ricche di neri e fitte retinature, ed in più di un’occasione la maschera di Skull Kid con abili contrasti riesce a regalare scene degne di manga Horror, con quei due occhi giganteschi che brillano nel buio.
L’edizione Italiana della Jpop segue lo standard qualitativo di tutte le sue opere e la linea estetica della serie. Una sovraccoperta chiara e luminosa dominata dai simboli della Triforza e dal logo di Zelda, mentre all’interno il manga è composto da carta spessa di un bianco luminoso priva di pesanti trasparenze. Ottima come sempre la stampa, pulita e nitida.
Probabilmente il duo creativo Akira Himekawa riesce a dare il meglio di sé in questo lavoro che risulta appassionante, scorrevole e che è in grado di narrare perfettamente la storia contenuta nell’originale opera videoludica, firmando così quella che probabilmente è la conversione di Zelda più riuscita di sempre, in grado di soddisfare i fan e gli appassionati di fantasy leggeri e veloci.
