Sebbene avessi ricevuto i comunicati e li avessi anche pubblicati su ‘AnimeClick.it’, mi ero creato la convinzione che mi sarei ritrovato tra le mani un manga ambientato nell’Antica Roma. Quando ho visto la copertina e ho letto “Cesare” e sotto “Fuyumi Soryo”, l’ho preso senza sfogliarlo e senza guardare bene la copertina (che onestamente avrebbe dovuto sollevare in me qualche dubbio). Ero fortemente convinto che parlasse dell’Imperatore Cesare, mi ha spiazzato scoprire che invece il titolo è riferito a Cesare Borgia. Sebbene mi aspettassi di leggere le vicende di un altro personaggio e di ritrovare un’altra ambientazione, l’importante è che comunque Cesare si sia dimostrato un bel manga.
Da Roma quindi ci si sposta in Toscana, più precisamente a Pisa...
Il vero protagonista di questa storia è Angelo di Canossa, ragazzo intelligente, brillante, ma goffo, maldestro, ingenuo e senza conoscenza delle insidie che un’accademia come quella nasconde, con intrighi e giochi di potere fuori dalla sua immaginazione.
Lui, legato al gruppo fiorentino grazie alla raccomandazione di Lorenzo il Magnifico, dovrebbe sostenere e mettere, grazie alla sua presenza, ancora più in luce Giovanni de’ Medici, futuro Leone X. A causa tuttavia di alcune suo uscite infelici finisce per creargli problemi, piccole quisquiglie rispetto a quello che accadrà in seguito. Conosce infatti il gruppo spagnolo e il suo personaggio più in vista, Cesare Borgia, figlio di, e ripeto le parole scritte nel manga, una prostituta e di un mostro (Rodrigo Borgia, ovvero Alessandro VI). Ne rimane affascinato: un ragazzo dalla personalità magnetica, bello e di apparentemente di buon cuore. Angelo si allontana sempre di più dal gruppo fiorentino, in rapporto con Cesare è sempre più saldo. Ma le cose saranno davvero come sembrano? Cesare Borgia sarà davvero la persona che appare? Lo scopriremo probabilmente nei prossimi numeri. Quello che è sicuro è che storicamente non ha di certo una bella fama: intelligente, vero, ma ambizioso e senza scrupoli, è colui che ha ispirato “Il Principe” di Macchiavelli.
Graficamente questa opera è impressionante, splendidi i fondali nei quali si possono talvolta riconoscere le vedute e i monumenti di alcune città toscane come di Firenze e Pisa. Molto curati i personaggi, sempre ben definiti e mai trascurati. Una prova magistrale della mangaka, ben resa anche grazie all’edizione che offre una buona stampa e una buona carta.
L’opera parte con calma e sembra inizialmente mancare un po’ di mordente, ma già verso la fine del primo volumetto le cose cambiano, visto che si iniziano a intravedere diversi intrighi e le situazioni si movimentano un po’. I personaggi sono molto ben caratterizzati psicologicamente e definiti in modo chiaro; i loro rapporti, soprattutto per alcune osservazioni del protagonista, a volte sembrano quasi spingersi oltre la semplice ammirazione. Insomma, mi paiono un po’ artificiosi. Sicuramente sono figli dello stile dell’autrice, nata come mangaka shojo, ma dedicatasi con il passare degli anni a generi più ampi e poliedrici e quindi ad un pubblico più adulto. Il passo finale di questo processo è Cesare, un manga ambizioso che per ora, in questo primo numero, sembra mantenere le aspettative.
Inoltre è ben evidente un accurato lavoro di documentazione che si riflette non solo, come detto, nella cura dei fondali e del disegno, ma anche nei personaggi, nelle situazioni e nella trama che, nonostante gli inevitabili adattamenti per esigenze narrative, sembra piuttosto realistica.
Cesare per ora promette una certa profondità e un buon coinvolgimento, pertanto è un’opera che dovreste secondo me prendere in considerazione. Il primo numero mi è piaciuto e di certo continuerò nella sua lettura. Non è un prodotto per le masse, ovvero lo sconsiglio ai più giovani e a coloro che prediligono i prodotti dinamici e di azione. Il manga è anche in Giappone solo all’inizio e l’autrice ha già annunciato come il progetto la occuperà per circa una decina di anni con una cadenza nelle uscite circa semestrale.
Il manga è pubblicato in Italia da Star Comics.
Se lo avete letto vi prego di lasciare qualche riga con la vostra opinione nella scheda manga, cliccate qui.
Se cercate dove comprare il volumetto vi ricordo che è in vendita sulla pagina del nostro sponsor, Frank Was Here.
Da Roma quindi ci si sposta in Toscana, più precisamente a Pisa...
Il vero protagonista di questa storia è Angelo di Canossa, ragazzo intelligente, brillante, ma goffo, maldestro, ingenuo e senza conoscenza delle insidie che un’accademia come quella nasconde, con intrighi e giochi di potere fuori dalla sua immaginazione. Lui, legato al gruppo fiorentino grazie alla raccomandazione di Lorenzo il Magnifico, dovrebbe sostenere e mettere, grazie alla sua presenza, ancora più in luce Giovanni de’ Medici, futuro Leone X. A causa tuttavia di alcune suo uscite infelici finisce per creargli problemi, piccole quisquiglie rispetto a quello che accadrà in seguito. Conosce infatti il gruppo spagnolo e il suo personaggio più in vista, Cesare Borgia, figlio di, e ripeto le parole scritte nel manga, una prostituta e di un mostro (Rodrigo Borgia, ovvero Alessandro VI). Ne rimane affascinato: un ragazzo dalla personalità magnetica, bello e di apparentemente di buon cuore. Angelo si allontana sempre di più dal gruppo fiorentino, in rapporto con Cesare è sempre più saldo. Ma le cose saranno davvero come sembrano? Cesare Borgia sarà davvero la persona che appare? Lo scopriremo probabilmente nei prossimi numeri. Quello che è sicuro è che storicamente non ha di certo una bella fama: intelligente, vero, ma ambizioso e senza scrupoli, è colui che ha ispirato “Il Principe” di Macchiavelli.
Graficamente questa opera è impressionante, splendidi i fondali nei quali si possono talvolta riconoscere le vedute e i monumenti di alcune città toscane come di Firenze e Pisa. Molto curati i personaggi, sempre ben definiti e mai trascurati. Una prova magistrale della mangaka, ben resa anche grazie all’edizione che offre una buona stampa e una buona carta.
L’opera parte con calma e sembra inizialmente mancare un po’ di mordente, ma già verso la fine del primo volumetto le cose cambiano, visto che si iniziano a intravedere diversi intrighi e le situazioni si movimentano un po’. I personaggi sono molto ben caratterizzati psicologicamente e definiti in modo chiaro; i loro rapporti, soprattutto per alcune osservazioni del protagonista, a volte sembrano quasi spingersi oltre la semplice ammirazione. Insomma, mi paiono un po’ artificiosi. Sicuramente sono figli dello stile dell’autrice, nata come mangaka shojo, ma dedicatasi con il passare degli anni a generi più ampi e poliedrici e quindi ad un pubblico più adulto. Il passo finale di questo processo è Cesare, un manga ambizioso che per ora, in questo primo numero, sembra mantenere le aspettative. Inoltre è ben evidente un accurato lavoro di documentazione che si riflette non solo, come detto, nella cura dei fondali e del disegno, ma anche nei personaggi, nelle situazioni e nella trama che, nonostante gli inevitabili adattamenti per esigenze narrative, sembra piuttosto realistica.
Cesare per ora promette una certa profondità e un buon coinvolgimento, pertanto è un’opera che dovreste secondo me prendere in considerazione. Il primo numero mi è piaciuto e di certo continuerò nella sua lettura. Non è un prodotto per le masse, ovvero lo sconsiglio ai più giovani e a coloro che prediligono i prodotti dinamici e di azione. Il manga è anche in Giappone solo all’inizio e l’autrice ha già annunciato come il progetto la occuperà per circa una decina di anni con una cadenza nelle uscite circa semestrale.
Il manga è pubblicato in Italia da Star Comics.
Se lo avete letto vi prego di lasciare qualche riga con la vostra opinione nella scheda manga, cliccate qui.
Se cercate dove comprare il volumetto vi ricordo che è in vendita sulla pagina del nostro sponsor, Frank Was Here.
P.S. ma, sono quelli i cavalli che la Soryo si vantava di saper disegnare ad occhi chiusi? Sì? Beh, è meglio aprirli gli occhi quando si disegna.
Saluti
Ho letto ancora solo un numero, a breve leggerò il secondo, ma mi paree ricco di potenzialità e l'autrice è in gamba, lo ha dimostrato con diverse opere, per cui sono fiducioso.
Capoavoro di una vita o meno, sembra che dedicherà molte attenzioni a questo progetto, ha già fissato un numero di volumetti e pertanto credo abbia già in mente la storia e la sua fine. Vedremo, per ora comunque si è meritato di entrare tra le serie che seguirò.
Quello che mi rpeoccupa è invece la serializzazione... se davvero intende pubblicare un volumetto ogni 6 mesi, visti che questi saranbno una trentina, la vedo molto lunga, e in 10/15 anni può succedere di tutto.
Perferisco opere magari menu curate graficamente, ma con serializzazioni più veloci.
Il problema nasce da parte mia quando la Soryo si pavoneggia da dea in terra e poi il suo strombazzato (qui come in patria) capolavoro si riduce ad essere un fumetto piacevole e nulla più.
Naturalmente, la serializzazione alquanto (per essere teneri) dilatata non facilita la lettura a nessuno ed io non faccio eccezione.
Saluti
Inoltre quando parla del "capolavoro di una vita" ha perfettamente ragione, siamo ad altri livelli rispetto alle altre sue opere. Inoltre il riferimento per il capolavoro va alla soppracitata opera storiografica...
@epicuro: mi potresti spiegare un po' meglio questa storia che la Soryo si pavoneggia come dea in terra, dato che mi è nuova? a sia chiaro, questa domanda non è una critica nei tuoi confronti, ma una mia semplice ammissione d'ignoranza
Però in ogni caso io solitamente quando giudico un anime o ancora di più un manga, raramente tengo conto del comportamento dell'autore....potrebbe essere anche il più idiota(per non dire altro) uomo esistente sulla terra, ma se il manga è bello non me ne curo...
Cmq ovviamente anch'io, come tacchan, dico che è presto per dire se sarà un capolavoro o meno, non abbiamo ancora una visione d'insieme dell'opera...però se considero esclusivamente questi 2 volumi finora usciti, allora si parlo di capolavoro...poi vedremo come si evolverà e se la Soryo sarà in grado di mantenere le aspettattive, ma io sono molto fiducioso, data la grande passione che ci sta mettendo e anche il suo grande interesse perla figura di Cesare Borgia, interesse antecedente a questo manga, ma anzi che l'ha accompagnata per buona parte della sua vita.
Poi, nemmeno io tendo a farmi condizionare dall'autore all'infuori della sua opera, anzi dirò di più, una certa dose di pienezza di sé la considero anche necessaria a volte. Pienezza di sé che però va in minima parte almeno riscattata con le proprie opere. Purtroppo la Soryo in quella famosa intervista tra le tante cose si imputava nel definirsi un genio del disegno (sui cavalli in particolare ci ricamava anche troppo) e da quel che finora ho visto di questa "opera della vita" non mi appare proprio come questa gran dea del pennino.
In Cesare c'è un disegno gradevole ma nulla più. Ogni volta che la Soryo è costretta a disegnare un personaggio che non sia il solito figo da shojo va in evidente apnea, gli sfondi poi, il più delle volte sono sin troppo marginali. Infine, nella costruzione della tavola nulla s'intravvede di ardito. Se al tutto ci si aggiunge anche che persino nei personaggi principali ci si imbatte su più di una rigidità, il quadro appare completo.
Chiarisco, non voglio asserire che Cesare non sia un fumetto di pregevole fattura ma pur denotando un'aprezzabile cura non riesce ad elevarsi più di tanto.
Sulla serializzazione, invece nulla da obbiettare nel constatare che sei mesi per dei volumi del genere è il minimo solo, il sapere fin dall'inizio che ci si sta accingendo in una lettura dilatata negli anni può creare qualche sconforto.
Saluti
http://www.manganews.it/news-all/news-visualizza.php?id_news=285
Inoltre ricordiamoci che di base è una illustratrice, è naturale per lei "dimenticarsi" degli sfondi in alcune immagini, fa parte del suo stile, se ci fossero stati sfondi curatissimi in ogni vignetta mi sarei preoccupata. Penso che in Cesare sia al massimo delle *sue* potenzialità. Ovviamente non può raggiungere la perfezione (che nemmeno esiste) assoluta, ma solo la sua. Pretendere che disegni in modo completamente diverso dal suo solito è un po' come pretendere la luna, no?!
Preciso che la mia domanda è solo dettata da curiosità e non voglio sindacare un bel nulla sulle opinioni personali di Ananke su Cesare.
Alla prossima
ma sono appassionato di "storia" e quindi mi sono precipitato a comprare questo prodotto.
leggendo le "interviste" presenti sui primi volumi si nota che la soryo un po' se la tira e devo dare atto a epicuro di un fatto: la soryo lascia un po' troppo a desiderare in quanto a "capacità grafiche".
per quanto mi piaccia il "minimalismo" non trovo le sue tavole tali nonostante semplicissime e prive di dettagli. sono, per me, scorrevolissime in questo senso. trovare botticelli o la cappella sistina o le altre magnificenze architettoniche dell'italia che fu mi ha reso molto felice. anche perchè questi "fondali" come li chiamate voi non hanno la spocchia maniacale del dettaglio di precisione ma quanto più quel leggero "ingombro" stilistico del tratto... formale.
si vede che i disegni li fa una donna, soprattutto dal tratto somatico dei personaggi. troppo perfetti, troppo belli, troppo "donne". non c'è "crudezza" insomma.
sono rimasto piacevolemnte stupito(!) nel leggere disquisizioni approfondite su cavalli, famiglie nobili, clerici e... leonardo da vinci. credo che il fumetto vada letto in questo modo. come un romanzo teso a raccontare gli avvenimenti di un'epoca passata.
se si fa affidamento sul "disegno" beh... le considerazioni da fare sono poche: accademico, privo di personalità, inefficace. a mio avviso (sempre e comunque) per sottolineare la crudezza di quell'epoca. un po' troppo raffinato forse. il fumetto è anche "disegno".
movimento non ne ho visto poi molto. crudezza e sporcizia non esistono. personalità nessuna.
e la cosa strana è: penso che l'unico modo per raccontare cesare borgia sia appunto non "infastidire" le tavole con disegni "validi" (intendo non-accademici). forse è meglio lasciare che siano i "fatti" a raccontare l'epoca. e se continua così... credo che ci riuscirà bene. spero solo di averne conferma quando si narreranno le battaglie.
Questa è una lezione che è bene tenere a mente. Ci possono essere disegni più efficaci di altri a seconda della trama che si vuole raccontare ma se in un fumetto storico devo soprassedere sui disegni tanto vale che io mi legga un romanzo storico, o no? Il disegno non è sempre un acessorio rispetto alla parola scritta in un fumetto.
Naturalmente questo esempio non lo sto facendo prettamente legato a Cesare, il mio vuol essere un ragionamento ben più ampio.
Ringrazio poi Ananke per aver spiegato la sua affermazione che in effetti non m'era parsa chiara per il fatto che in quell'argomento la vediamo in maniera abbastanza diversa.
Comunque per non sembrare il tipo che s'è impuntato sugli sfondi faccio notare che non ne ho mai richiesti di più o di maniacalmente esatti, nel mio commento più sopra parlavo infatti di sfondi "il più delle volte sin troppo marginali". E così parlando non intendo che in Cesare non ci siano sfondi a sufficenza o troppo semplici, solo sottolineare di come quei sfondi non hanno particolare spessore. Pisa l'avrei voluta vedere messa in scena con più polso.
Saluti
disegno accademico. non so usare altro "aggettivo" per intendere il tratto semplice, teso a descrivere il reale. a parte le figure umane, tendenzialmente da "manga", nel fumetto di cesare, tutto si basa su prospettive. è praticamente palese il rifacimento alla pittura rinascimentale appunto e alle sue prospettive.
inoltre il tratto lo sento molto "statico", non da fumetto "mosso". ecco cosa volevo dire con tratto accademico. e quindi forse è poco valido nei confronti di una storia cruenta quale quella del cesare borgia che non dimentichiamo fu l'ispiratore del principe macchiavellico (quindi una figura molto particolare). spero che il fumetto venda perchè a me piace e vorrei leggerlo fino alla fine. mi piace l'intelligenza narrativa di un personaggio come angelo da canossa che aiuta a capire meglio (anche se forse non ce n'era tanto bisogno) la situazione a quel tempo. mi piacciono tutti i discorsi sulle figure del tempo, addirittura sui cavalli, e credo che tutto questo in un fumetto stanchi i lettori, per cui temo che la noia invada il tempo libero di chi legge il fumetto portandolo ad abbandonarlo. anche se alcune cose mi disturbano (mi riferisco al rapporto tra miguel e cesare... fino a quanto solo semplice amicizia?).
in senso più "ampio" credo che il fumetto sia soprattutto costituito da un buon disegno. non voglio dire che le parole siano marginali questo è ben chiaro. ma guardo una tavola di pazienza e mi sembra di ricevere un pugno nello stomaco talmente forte è la "violenza" grafica.
forse con quest'ultima affermazione mi riesce di spiegare meglio quel che volevo dire qualche giorno fa...
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