Dal sito di d/visual:
Stiamo ricevendo decine di mail contenenti il medesimo, lunghissimo testo, le quali ci chiedono di modificare il titolo "Le rose di Versailles" ne "La rosa di Versailles". Come motivo adducono il fatto che, secondo i mittenti di tali mail, il titolo originale sarebbe al singolare.
Come gia' spiegato nelle news relative a questa pubblicazione (in particolare in un intervento del 21 gennaio 2008), l'autrice ha dichiarato pubblicamente che "Maria Antonietta e' una rosa rossa; Oscar una rosa bianca; Madame de Polignac una venefica rosa gialla, mentre Rosalie e' una bocciolo di color rosa. Jeanne infine e' un'affascinante ma pericolosa rosa nera".
Tutti i titoli di d/books sono curati in stretta collaborazione con gli autori: anche nel caso de "Le rose di Versailles", abbiamo verificato con l'autrice la traduzione desiderata, e ci è stato esplicitamente indicato il titolo al plurale.
Ci sembra dunque a dir poco pretenzioso che qualche opinionista del web si vanti di sapere su quest'opera piu' di quanto ne sa l'autrice stessa.
Naturalmente - anche per semplici motivi contrattuali, visto che l'accordo stipulato con l'autrice cita come titolo italiano "Le rose di Versailles" - è nostra ferma intenzione restare, come sempre, fedeli alla volontà dell'artista. Invitiamo dunque a sospendere gentilmente l'invio di queste mail, che ci troveremmo comunque costretti a cestinare.
Fonte: d/world.
Stiamo ricevendo decine di mail contenenti il medesimo, lunghissimo testo, le quali ci chiedono di modificare il titolo "Le rose di Versailles" ne "La rosa di Versailles". Come motivo adducono il fatto che, secondo i mittenti di tali mail, il titolo originale sarebbe al singolare.
Come gia' spiegato nelle news relative a questa pubblicazione (in particolare in un intervento del 21 gennaio 2008), l'autrice ha dichiarato pubblicamente che "Maria Antonietta e' una rosa rossa; Oscar una rosa bianca; Madame de Polignac una venefica rosa gialla, mentre Rosalie e' una bocciolo di color rosa. Jeanne infine e' un'affascinante ma pericolosa rosa nera".
Tutti i titoli di d/books sono curati in stretta collaborazione con gli autori: anche nel caso de "Le rose di Versailles", abbiamo verificato con l'autrice la traduzione desiderata, e ci è stato esplicitamente indicato il titolo al plurale.
Ci sembra dunque a dir poco pretenzioso che qualche opinionista del web si vanti di sapere su quest'opera piu' di quanto ne sa l'autrice stessa.
Naturalmente - anche per semplici motivi contrattuali, visto che l'accordo stipulato con l'autrice cita come titolo italiano "Le rose di Versailles" - è nostra ferma intenzione restare, come sempre, fedeli alla volontà dell'artista. Invitiamo dunque a sospendere gentilmente l'invio di queste mail, che ci troveremmo comunque costretti a cestinare.
Splendido AMV su Le Rose di Versailles - Versailles No Bara
Fonte: d/world.
Ho sempre sentito la rosa di versaille, anche per l'edizione francese, mah certo non sono questi grossi problemi però mi stona male pure anche a me le rose di versaille. °_°
Esattamente, non c'è differenza tra singolare e plurale (ovviamente esistono alcune parole che sono la versione plurale di un'altra, o particelle che fanno capire se si parla di plurale o singolare, ecc. ma, normalmente, non esiste differenza tra le due forme).
mi spiegate, anche se il titolo giusto fosse al singolare, cosa cambia nell'ordine del mondo che abbiano sbagliato il titolo del manga?
D/V ha dato una spiegazione alla cosa... ora la si può non accettare... ma francamente mi sembra che ci si impunti da una parte e dall'altra per una bazzecola
La mail lunga è chiaramente una petizione, come se ne fanno 10,100,1000 via internet.
Nessuno li obbliga a considerarla, nè tanto meno ad accoglierla, ma magari dimostrare un po' di rispetto verso chi compra i tuoi fumetti e aiuta a pagarti lo stipendio sarebbe doveroso.
La storia delle varie rose on la sapevo. Almeno questa serie di email mi ha insegnato una cosa nuova!
Insomma è la Ikeda che decide, è lei che sa visto che è l'autrice... e se ha detto LE ROSE e NON LA ROSA vuol dire che sono LE ROSE! La D/Visual sta facendo un ottimo lavoro e avremo finalmente il manga come deve essere!
Un saluto.
Va rispettata la volontà dell'autrice, punto e basta!
Va messo il titolo che LEI ha deciso per la SUA opera!
Comunque le mail le potevano cestinare a prescindere. Non c'era bisogno di porgere il gentile invito.
Bastava chiarire il concetto del rispetto dell'autore senza fare commenti superflui. Credo che molte persone abbiano scritto in buona fede senza conoscere effettivamente il pensiero della Ikeda.
vero anche che non comprerei nulla di questa casa editrice che ha la cresta talmente alta da graffiare il soffitto...
domanda: non vi piace il titolo? non vi piace qualcosa di quella edizione?
risposta: NON COMPRATE!
consiglio: CHE PERDETE TEMPO a fare con petizioni che CMQ verranno cestinate? STIAMO in italia dove non sempre il cliente ha sempre ragione...
Sia chiaro che comunque io non ho mai comprato niente della D/V, magari perdendomi molti titoli buoni, ma sicuramente non dovendo regalare un portafoglio ad ogni acquisto...
Anche se con amarezza, devo riconoscere che hai ragione.
Ho sempre pensato che il dialogo fra editori e lettori fosse importante e necessario. Ci possono essere delle difficoltà, dei problemi, ma, quando si vuole, tutto si può risolvere.
L'Italia non è un paese "civile"? Allora cerchiamo di farlo diventare noi tale. Il non comprare è una scelta legittima, ma si deve anche insistere sulla strada del dialogo.
La filologia nelle traduzioni è sacrosanta, ma va applicata prima della diffusione di un anime, prima che questo sia conosciuto dal pubblico di un paese. Dopo, ha poco senso, è chiudere il recinto quando i buoi sono scappati. Certo, piacerà ai fan più rigorosi e rispetterà la volontà dell'autore ma a volte la fama di un'opera va oltre e supera le intenzioni originali dell'autore e, che la Ikeda voglia o no, che sia giusto o meno, in Italia se parli de "Le rose di Versailles" pochi capiscono. Se invece parli di "Lady Oscar"...
E' successo anche ai grandi: "Il canzoniere" di Petrarca e probabilmente anche "L'Orlando Innamorato" di Boiardo non avevano questi titoli, che sono da far risalire a commentatori, trascrittori, editori...
E' una questione di scelte. Il dialogo è una scelta. Non credi?
@Marco
La tua riflessione è interessante. E' vero che a volte un'opera supera le aspettative dell'autore stesso e che entra a far parte del patrimonio culturale comune. Però si tratta di fenomeni di assimilazione particolari, che solitamente scattano molto tempo dopo la morte dell'autore. Finché è possibile, è corretto tutelare la volontà del creatore dell'opera.
genere, braccia rubate all'agricoltura, c'e' un detto americano che fa al caso loro, "get's a life"
Finché l'autore, in questo caso l'autrice, è in vita decide lei come va trattata la sua opera, non ci son cazzi -poi quando sarà morta potranno pure chiamarlo "Il meraviglioso mondo di Lady Oscar" o "Un travestito alla corte di Versailles". Come per tutte le cose, io aspetto di averlo in mano il primo volume di quest'edizione. Cosa, questa, che con D/visual potrebbe richiedere anni. Altro che il nome...
@Ibra
Ho capito il tuo punto di vista, ma anch'io ho già espresso la mia opinione; bastava ribadire il concetto del rispetto dell'autore senza fare ulteriori commenti.
Come ho detto, sono per il titolo stabilito dalla Ikeda. E' possibile che in futuro prevalga il nome "scelto" dalla gente. Però, adesso, è bello condividere con l'autrice un pensiero che non è solo un titolo, ma anche la sua visione dell'opera.
I toni che la d-visual ha usato sono proprio quelli usati dai colpevoli. Se prima avevamo dei dubbi ora, per come ci hanno risposto, ne abbiamo ancora di più!
Nelle nostre e-mail chiedevamo spiegazioni, che sono arrivate solo in ritardo. Abbiamo scritto alla Ikeda in persona e non ci ha risposto, anche se in genere risponde a quasi tutte le sue domande...
Nessuna casa editrice ha costretto la Ikeda a non mettere il titolo al plurale, poteva farlo quando voleva. Potrebbe farlo anche ora perché ha una sua produzione interna. Io comunque credo che un giapponese un problema del genere non se lo crei proprio, perché non è nella loro lingua e quindi nella loro mente. Semplicemente dispiace. Perché vogliono fare l'edizione perfetta e poi sbagliano il titolo! E' palese il riferimento della rosa a Maria Antonietta... e proprio noi occidentali sbagliamo!
Comunque se DAVVERO l'ha detto l'Ikeda ben venga, noi cerchiamo solo di capire in tempo se è vero!^^
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