Dynit ha pubblicato fino ad oggi un po' tutte le principali opere di Miho Obana, autrice nota al pubblico italiano grazie a Kodomo no omocha (Rossana - Il giocattolo dei bambini), che tra l’altro primeggia da qualche anno nella classifica manga di AnimeClick.it.Miho Obana Trilogy altro non è che una raccolta di storie brevi della mangaka, disegnate e pubblicate nel corso di molti anni e riproposte in questa inusuale collezione.
La prima cosa che si nota, vedendo i volumetti, è che Dynit ha optato per un'edizione estremamente raffinata, con copertine semplici ed eleganti e un formato ridotto rispetto al normale, di soli 10,5 cm per 15,2 cm. Prendendoli in mano si apprezza l'elasticità della rilegatura e nel complesso i volumetti fanno un ottimo effetto, anche grazie al loro spessore – ogni volume conta quasi 300 pagine. Sfortunatamente, l'impressione durante la lettura non è altrettanto positiva: i disegni soffrono un po' del formato ridotto, mentre la carta e la stampa si attestano su livelli solo discreti. Dynit ha evidentemente cercato di riprodurre la versione deluxe giapponese e il risultato è la sua perfetta trasposizione italiana, che si è portata dietro anche i difetti dell'originale. Il tutto è venduto a un prezzo che pare adeguato: 7,50 euro.
Questa collezione si dimostra atipica anche per i suoi contenuti, che variano sia nella forma che nel soggetto, da volumetto a volumetto.
Il primo presenta i primi lavori dell'autrice, che pur dimostrandosi acerbi sia nel tratto che nel soggetto, lasciano intravedere i punti di forza dell'Obana, capace di offrire storie romantiche ma non scontate, in grado di far pensare, oltre che intrattenere il lettore. I protagonisti sono, nonostante le poche pagine, ben introdotti e offrono atteggiamenti non lineari, che riescono a stupire, sia in negativo che in positivo.
I cinque racconti offerti, "Fa così male!", "Al di là della finestra", "Una scena del settimo anno", "Io e la signorina" e "L'illusione delle onde bianche", pur essendo autoconclusivi e indipendenti, sono in qualche modo collegati fra di loro.
Il secondo volume è invece totalmente dedicato a un racconto, “Non lasciare questa mano”, ovvero “Konote wo nanasanai”. Una storia intelligente e a tratti drammatica, ovviamente non priva di momenti ironici e romantici. Protagonista del racconto è Ko, un ragazzo come tanti intrappolato in una vita normale, che cela tuttavia un grande rimpianto, l'aver perso il suo primo amore, Yukako, una ragazza splendida e con un carattere forte, che le permetteva di resistere alle difficoltà che la vita le aveva riservato. Pur avendo una nuova fidanzata non riesce a dimenticarla, come non può scordare il modo cui si lasciarono, senza che potesse dirle addio. La storia, che sembrava ormai, dopo sei anni, solo una piacevole e triste parentesi del suo passato, torna prepotentemente a influenzare la sua vita quando, per uno strano scherzo del destino, Ko riconosce Yukako per strada. Non è più tuttavia la ragazza di allora: è più magra, trasandata e con uno sguardo spento, senza contare che la sorprende a taccheggiare un negozio. Che le sarà successo? Sarà in grado Ko di caricarsi sulle spalle i problemi che l'affliggono?
“Konote wo hanasanai” è una bella storia d'amore, dallo stampo classico, ma che scorre con piacere e che riesce in modo efficace ad accarezzare il cuore del lettore.
L'ultimo volume, il terzo, è quello che ho preferito. Alcuni suoi racconti si distaccano dai canoni dello shojo tradizionale, presentando situazioni inedite e ispirate. Non posso evitare di soffermarmi su “Neko no shima”, in Italia “L'Isola dei gatti”, che dà anche il titolo al volume. Questa breve storia introduce elementi magici, accostati a tematiche più profonde come la paura del diverso. La sua lettura induce tenerezza, fa riflettere, ed è specchio della produzione dell'Obana. I restanti racconti, “Un amore così”, “Una felicità senza scadenza”, “Il bacio rubato alla principessa addormentata”, “Dal fondo” e “Quarto banco vicino alla finestra”, sembrano comunque più profondi e maturi di quelli visti nel primo volume.
Una collezione che offre undici storie diverse, non tutte ugualmente belle, perché alcune si dimostrano un po’ acerbe e solo abbozzate. Tra esse sono tuttavia presenti varie gemme che ogni buon appassionato di shojo dovrebbe leggere. Miho Obana ci presenta dei racconti delicati, disegnati con uno stile meno curato dell’attuale, ma in cui è già presente una delle principali caratteristiche dell'autrice, ovvero l'abilità nel tratteggiare gli sguardi dei personaggi, in grado da soli di colpire il lettore ed emozionarlo, senza che la mangaka abbia bisogno di aggiungere alcuna parola.
Una bella trilogia, in grado di scaldare il cuore di ogni persona che decida di avvicinarsi ad essa a cuore aperto.
però a me non ha convinto tanto il rapporto qualità/prezzo... insomma, sono sempre 7,50 euro! Alla fine, dopo averci pensato un pò gli ho comprati e non me ne sono pentita! Come sempre Miho Obana ha saputo stupirmi! Quello che preferisco in assoluto è l'isola dei gatti
comunque è una bella recensione !!! complimenti a Tacchan
Mi è piaciuto molto come hai scritto questa recensione, però non mi ha convinto molto l'opera in se, magari sarbbe giusto dargli un'opportunità però io passo, il titolonon mi cpnvince e comunque son sempre 22,50 euro
Mi dispiace ammetterlo ma le storie d'amore non riescono a coinvolgermi; non saprei spiegarne il motivo, ma non provo emozioni a leggere un manga in cui la storia d'amore sia messa in primo piano.
Non avendoli ancora letti non posso dire la mia ma per quanto riguarda l'edizione posso solo dire che il prezzo di 7,50 euro a volume è più che giustificato essendo un ottima edizione.
Ho visto questa trilogia in fumetteria, ma il formato è troppo mignon per i miei gusti, così che non riesco ad apprezzare a sufficienza i disegni
Comunque ho profondamente amato Kodomo no Omocha e la recensione invoglia all'acquisto dei tre volumetti, ma li recupererò eventualmente in seguito, per ora passo
son da sempre alla ricerca di un manga da far leggere alla mia dolce metà per portarla ad appassionarsi, come me, al mondo dei manga... ovviamente c'è solo l'imbarazzo della scelta, solo che non mi posso permettere di sbagliare, in quanto un primo tentativo andato male rovinerebbe irrimediabilmente tutto.
E forse questa trilogia di Obana potrebbe fare al caso mio (suo)
Beh indubbiamente tre libriccini non sono una lettura troppo lunga da portare a termine né è detto che, se non piacciono, precludano necessariamente altre letture, essendo racconti brevi. Dopotutto il racconto breve ha i suoi pregi come i difetti, secondo me bisogna prima capire quale può adattarsi meglio alla tua ragazza; personalmente il racconto breve mi lascia sempre con un po' di amaro in bocca, non vorrei che fosse anche il caso della tua dolce metà
In fondo l'importante è che si riesca a leggere tutto (scritte e particolari del disegno), e se la la stampa è buona (così almeno ricordo da quando lo sfogliai il primo albo in fumetteria) il problema alla fine non sussiste.
@ZettaiLara & bruttabestia
In effetti sarebbe meglio qualcosa di un po' più lungo e quindi coinvolgente...
ZettaiLara se "il primo manga" la entusiasma, poi il gioco è fatto; se invece non le fa ne caldo e ne freddo, potrebbe disinteressarsene per sempre. Lo so perchè ci son passato con mia sorella, e solo ora comincia a leggiucchiare qualcosina (per ora Marmalade Boy).
Insomma mi serve qualcosa per andare sul sicuro... se passasse di qui Kotaro sicuramente nominerebbe Touch!
sorry per il semi-OT
Tornando alla recensione devo dire che mi ha incuriosita, anche perché l'ultima volta che mi sono fidata di Animeclick ho comprato L'avventuroso e me ne sono innamorata!
Anche se comunque aspetto con ansia che la sensei riprenda Honey Bitter, che ha bruscamente interrotto al quarto volume, e che probabilmente IMHO è la sua opera più bella
Per me la Obana si dimostra una volta di più come una grande autrice che riesce a dare al lettore molto più di quanto una persona entrata in una fumetteria si possa aspettare. A quando il nobel?
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