Mangaijin n. 23 – Editoriale
Un nuovo numero di Mangaijin, carico di grandi ritorni.
In questi ultimi tempi abbiamo visto proliferare, su vari livelli, le iniziative atte a promuovere i “mangaka” nostrani. Alcune più serie, con cui abbiamo anche collaborato volentieri, grazie alla disponibilità di menti aperte e creative, altre un po’ meno, portate avanti con un’ideologia elitaria e snob che non abbiamo mai condiviso e che continueremo a non condividere.
Insomma, nel bene o nel male Mangaijin, negli ultimi anni, ha segnato (forse indirettamente e marginalmente, forse più di quanto possa sembrare) una strada che ora anche realtà più grandi (e forti economicamente) stanno cercando di intraprendere, a volte con ottimi risultati, di cui ci congratuliamo.
Noi siamo qui, andiamo avanti come abbiamo sempre fatto, rimanendo un luogo di crescita, di incontro, di stimolo per autori giovani e meno giovani (cresciuti con noi). In quest’ottica, potete vedere sul sito un grande bando di arruolamento. Se volete entrare nella grande famiglia di Mangaijin, questo è il momento giusto!
Passiamo ora brevemente ai contenuti del numero, come da tradizione: iniziamo con una delle ultime “new entry”, Rock&Love, seguita da un graditissimo ritorno. Giorgio Battisti, nonostante stia portando avanti una brillante carriera, non si dimentica di Mangaijin e propone un nuovo splendido capitolo di Super Bunny Chu Chu.
Kotaro prosegue instancabile le sue recensioni, tracciando in questo numero un profilo di Dragon Quest: l’emblema di Roto. Heiliger Geist si presenta in un nuovo dinamico capitolo, fornendo un gran bell’antipasto al nuovo capitolo di Black Devil, opera che portiamo avanti fin dai primi numeri e che, vi annunciamo con tristezza, vedrà la fine tra pochi capitoli. Ma non temete, il misterioso Rgx presenterà qualcosa di nuovo! Concludiamo il numero con The Avengers.
Questo è tutto per il numero 23. Continuate a seguirci giornalmente per tutte le novità e per scoprire come incontrare qualcuno di noi a Lucca Comics!
Il Direttore
La rivista è disponibile per il download gratuito su Mangaijin
Un nuovo numero di Mangaijin, carico di grandi ritorni.
In questi ultimi tempi abbiamo visto proliferare, su vari livelli, le iniziative atte a promuovere i “mangaka” nostrani. Alcune più serie, con cui abbiamo anche collaborato volentieri, grazie alla disponibilità di menti aperte e creative, altre un po’ meno, portate avanti con un’ideologia elitaria e snob che non abbiamo mai condiviso e che continueremo a non condividere.
Insomma, nel bene o nel male Mangaijin, negli ultimi anni, ha segnato (forse indirettamente e marginalmente, forse più di quanto possa sembrare) una strada che ora anche realtà più grandi (e forti economicamente) stanno cercando di intraprendere, a volte con ottimi risultati, di cui ci congratuliamo.
Noi siamo qui, andiamo avanti come abbiamo sempre fatto, rimanendo un luogo di crescita, di incontro, di stimolo per autori giovani e meno giovani (cresciuti con noi). In quest’ottica, potete vedere sul sito un grande bando di arruolamento. Se volete entrare nella grande famiglia di Mangaijin, questo è il momento giusto!
Passiamo ora brevemente ai contenuti del numero, come da tradizione: iniziamo con una delle ultime “new entry”, Rock&Love, seguita da un graditissimo ritorno. Giorgio Battisti, nonostante stia portando avanti una brillante carriera, non si dimentica di Mangaijin e propone un nuovo splendido capitolo di Super Bunny Chu Chu.
Kotaro prosegue instancabile le sue recensioni, tracciando in questo numero un profilo di Dragon Quest: l’emblema di Roto. Heiliger Geist si presenta in un nuovo dinamico capitolo, fornendo un gran bell’antipasto al nuovo capitolo di Black Devil, opera che portiamo avanti fin dai primi numeri e che, vi annunciamo con tristezza, vedrà la fine tra pochi capitoli. Ma non temete, il misterioso Rgx presenterà qualcosa di nuovo! Concludiamo il numero con The Avengers.
Questo è tutto per il numero 23. Continuate a seguirci giornalmente per tutte le novità e per scoprire come incontrare qualcuno di noi a Lucca Comics!
Il Direttore
La rivista è disponibile per il download gratuito su Mangaijin
Son troppo lazzarone....
Oppure ho troppo da fare? @.@
Secondo me dovresti guardare almeno la pagina centrale con la recensione...
Mangajin va guardato! Anzi no, va proprio letto!
Se devi farti la pubblicità falla bene!! XD
<i>"Kotaro prosegue instancabile le sue recensioni, tracciando in questo numero un profilo di "Dragon Quest: l’emblema di Roto"</i>
@ Turboo Stefo: mi sa che Kotaro ti assume come agente d'immagine
Vediamo di scaricare il prima possibile questo nuovo numero (per la lettura invece devo proprio rimandare a periodi meno atrocemente incasinati, uffa
Bella copertina, mi piace
A parte la correttezza o meno della definizione, intendendo con tale termine autori italiani che disegnano seguendo alcuni canoni stilistici che richiamano le produzioni giapponesi a fumetti, dopo 2 anni di mangaijin (ma in fondo sono almeno 10-15 anni che girano sotto varia forma produzioni di questo genere in Italia) mi viene da storcere un po' la bocca.
Personalmente parlando ho notato nel corso dei mesi qualche sprazzo interessante qua e là ma ho anche visto molte storie simili a cose già viste di provenienza orientale, poca originalità in genere a livello narrativo e nell'ideazione dei personaggi, troppi retini a coprire e riempire vignette un po' vuote e troppo semplici nella costruzione, alcuni limiti tecnici abbastanza evidenti in alcuni casi.
Facendo mentalmente queste valutazioni mi dicevo cmq che si tratta di autori che si dilettano a livello amatoriale, spesso nei ritagli di tempo, non si tratta di professionisti usciti da anni di corsi formativi e esperienze sul campo.
Ma in fondo è questo un po' il punto del mio pensiero: Dopo anni di fumetti amatoriali in stile manga abbiamo in mano qualche autore che potrebbe candidarsi seriamente a una pubblicazione come professionista? Giorgio Battisti? Sì e no....è quello che ha raggiunto un livello + elevato tra gli autori di mangaijin, ma sinceramente e senza volerne all'autore che invece incoraggio a migliorarsi e proseguire su questa strada, lo vedo ben lontano dal livello medio delle pubblicazioni giapponesi cui per stile e narrazione tende ad essere affine.
Ma più in generale, a parte Battisti che è cmq bravo e apprezzabile per la serietà e l'impegno nel portare avanti il suo lavoro, è che in generale questo dei cosiddetti manga italiani mi sembra nel complesso un movimento destinato a non riuscire a superare almeno al momento, lo step della pura amatorialità sia per quantità che per qualità....
Ma potrei sbagliare io e magari tra altri 2 anni il N. 46 di mangaijin starà lì pronto a smentirmi con autori bravissimi e storie eccezionali...sinceramente me lo auguro
Purtroppo nel "manga italiano" troppo spesso si tenta di seguire, sbagliando, pedissequamente uno stile narrativo-visivo orientale sacrificando l'individualità dell'autore.
Questo è un problema che va risolto, ma penso che solo il tempo (per ogni autore) potrà essere maestro.
Di Giorgio Battisti consiglio di seguire l'evoluzione (se gli editori lo vorranno) nelle nuove opere.
Per quanto riguarda il livello grafico, devo spezzare una lancia a favore delle nostre produzioni: non è assolutamente vero che non raggiungono il livello qualitativo di opere giapponesi molto più blasonate. Tutt'altro. Il mercato nipponico è strapieno di manga disegnati in modo pessimo. Gli stessi editori, prima della "perfezione stilistica", vogliono un buon design dei personaggi e soprattutto una storia coinvolgente. Spesso si da al ruolo puramente grafico un ruolo eccessivo, quando nemmeno in Giappone stesso questo è tanto importante.
Detto questo, faremo di tutto per migliorare i contenuti. A tal proposito, proprio da questo mese gli autori più promettenti verranno seguiti da alcuni nostri editor che possano spronarli e indirizzarli su strade nuove e di crescita.
Ah, sì, le storie al 70% fan cagare, i pochi che han tentato qualcosa di diverso son scomparsi. Purtroppo tutti gli autori o sono infanti o vivono dei miti della loro infanzia, con una concezione del fumetto giapponese molto superficiale o infantile. Capire in Italia che il fumetto giapponese, quello che vende in modo diluito in tutto il Giappone (quindi non concentrato in un solo target monopolizzato da una sola rivista), è un fumetto libero narrativamente dai soliti generi.
Questa frase mi preoccupa un po'...
Saluti
In effetti concordo con Methos che in Jap c'è un mare infinito di manga di scarso livello qualitativo, ed è del pari vero che alcuni autori di mangaijin hanno delle potenzialità per emergere, però le mie perplessità sono a due livelli che però trovo siano abbastanza collegati tra loro.
Innanzitutto anche in Italia il mercato del fumetto in generale e quello dei manga in particolare sembra andare negli ultimi mesi verso un ridimensionamento dei volumi complessivi di vendita a fronte di un offerta decisamente in crescita; come segnalato recentemente da animeclick nel mese di agosto sono stati pubblicati solo a livello di manga 72 volumi. Per emergere in mezzo a questa produzione servono a mio avviso idee nuove e un diverso modo di rappresentarle.
Mi spego: uno potrà essere un dio del disegno e della sceneggiatura ma se ripercorre la strada già battuta da centinaia di altri autori senza portare grandi idee e lampi di genio è difficile che il proprio lavoro emerga tra i milioni di manga a tema scolastico o alle commedie sentimentali o a altri generi che sono stati battuti per anni da grandi e meno grandi autori del sol levante.
Ricordo che quando i primi cartoni jappo (allora si chiamavano così e la parola anime era legata ancora solo alla sfera religiosa e spirituale
Lo stesso avvenne per l'avvento del fumetto jap da noi e in generale in occidente: narrazione mai vista prima, approccio cinematografico alla storia e al taglio delle vignette, personaggi con una caratterizzazione notevole e storie che toccavano tematiche per certi versi fuori dagli schemi e innovative nel modo in cui venivano approcciate.
Dopo questo lungo preambolo, la conclusione del mio pensiero è che effettivamente, come anche ricordava Dark_Emperor, mi piacerebbe vedere su mangaijin un po' più di originalità, nelle storie, nel modo di presentarle, nel modo di disegnarle....e diciamo che qualche esempio c'è anche stato...tiro là un nome per tutti, il primo che mi viene in mente, Vankila di Miriam Genchev, recensito anche qui su animeclick: http://www.animeclick.it/manga.php?xtit=Vankila ; ecco mi piacerebbe che mangaijin fosse una rivista un po' più sperimentale, in cui gli autori potessero davvero colmare quel gap, fare quell'ultimo step che secondo me occorre per superare la fase di semplice emulazione dei propri manga e autori preferiti e presentarsi con le carte in regola per affrontare un mercato del fumetto sempre più complicato e contorto. Un in bocca al lupo a mangaijin, ai suoi autori e soprattutto a chi conduce in porto ogni mese questa importante iniziativa editoriale che spero abbia sempre più successo e sostegno.
Ovviamente se lo vorranno, non si costringe nessuno a fare niente. Abbiamo dei giovani ragazzi pieni di entusiasmo e talento grezzo che mancano però delle basi di narrativa, sceneggiatura, impostazione delle tavole e via dicendo. Trovo molto bello che i più esperti possano condividere la loro esperienza e dare una mano a chi sta iniziando.
@Mangaman
Direi che ci troviamo d'accordo, la strada da seguire è sicuramente quella e, nelle nostre possibilità, proveremo a farlo. Ovviamente, essendo gratuiti e senza retribuire gli autori, questi ultimi hanno l'ultima parola sulle loro opere. Spesso li pubblichiamo comunque, per spronarli a continuare e migliorare, nostro scopo principale, ma più che selezionare (e l'esperimento ora con gli editor), non possiamo fare.
In ogni caso, grazie davvero a tutti coloro che in questi anni ci hanno incoraggiato (o criticato, anche quello serve molto, se non di più). Continueremo a fare del nostro meglio.
P.S. è cmq il meglio sò sempre le rece di un certo Kotaro °_°, qualcuno lo conosce ?_?
Mai provato a dover ordinare fumetti via ebay o telefono dalla casa editrice o dall'estero?
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