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Notizia del 03/11/2009 OKNOtizie Wikio Facebook Del.icio.us
Ghost in the Shell a Hollywood

Probabilmente il 1995 fu un anno particolarmente ispirato per l’animazione giapponese: fu in quell'anno, infatti, che fecero la loro comparsa due opere destinate a segnare in modo profondo il mondo degli anime e non solo.
Da una parte la serie televisiva Neon Genesis Evangelion di Hideaki Anno, dall’altra Ghost in the Shell, un lungometraggio di 82 minuti di Mamoru Oshii ispirato al manga omonimo di Masamune Shirow.
Sebbene i temi affrontati nelle due opere d’animazione siano differenti, in entrambe si assiste a un’approfondita e accurata analisi dell’aspetto riflessivo e psicologico, consegnando due capolavori che, staccandosi in buona parte dai lavori che li avevano preceduti, avrebbero poi influenzato in modo indelebile lo stile narrativo dell’animazione del Sol Levante.

Tuttavia non fu solo il mondo dell’animazione a essere toccato da questi due anime, come riconosce anche un recente articolo del giornale britannico The Guardian, che dedica spazio a un analisi dell’influenza esercitata da Ghost in the Shell sulla realtà hollywoodiana e su alcuni dei suoi illustri protagonisti.

Per capire questo profondo legame pare necessario fare una premessa sulla storia del succitato anime.
Ghost in the Shell venne concepito nel lontano 1995 come adattamento animato del manga di Shirow; a prima vista è innegabile che in esso siano presenti molte delle caratteristiche proprie dell’animazione giapponese, come le gigantesche metropoli, robot estremamente dettagliati, strutture e intrighi militari, e donne avvenenti con grandi occhi. La trama, invece, è quella di un thriller noir di ambientazione futuristica, sulla scia di Blade Runner, con protagonista Motoko Kusanagi, una detective cyborg impegnata nella ricerca di un misterioso hacker. Non manca però una forte componente riflessiva, che si estrinseca negli interrogativi che Motoko si pone sulla sua stessa identità, se cioè essa sia solo una macchina o se, invece, al suo interno alberghi un “ghost”, una coscienza.

Sorprendentemente, all’epoca il film venne cofinanziato da una società britannica, la Manga Films, appartenente alla Island Records. Andy Frain, produttore esecutivo del film, ha voluto descrivere quell’avventura nel seguente modo: “Volevo fare un mix di Oriente e Occidente. La forma narrativa occidentale combinata con la capacità artistica giapponese e una meravigliosa colonna sonora; per questa entrammo in contatto persino con i Massive Attack”. Ma i suoi suggerimenti furono in gran parte ignorati e alla fine il film, pur ottenendo un buon successo con le vendite delle VHS e dei DVD, venne accolto piuttosto tiepidamente dalla critica.

Tuttavia il lungometraggio di Oshii esercitò un notevole appeal su molti registi. In tal senso si può citare un aneddoto particolarmente noto che lega Ghost in the Shell e la trilogia di The Matrix, realizzata dai fratelli Larry e Andy Wachowski. Questi, infatti, al fine di presentare il progetto della trilogia ai produttori, fecero loro vedere il film realizzato da Oshii, concludendo la presentazione con un frase estremamente ambiziosa: “Lo vogliamo fare nella realtà!”. A trilogia conclusa si può ben dire che The Matrix non è stata esattamente una trasposizione reale di Ghost in the Shell, tuttavia appare evidente il debito che l’opera dei Wachowski vanta nei confronti di quest’ultimo. In entrambi i film si assiste a un’approfondita esplorazione del mondo virtuale, con una singolare combinazione di domande esistenziali e violenti combattimenti. Procedendo nel raffronto, è possibile notare poi come siano moltissimi i richiami al lungometraggio animato presenti in Matrix; basti pensare alla ‘pioggia’ di numeri verdi volta a dare una rappresentazione visiva del cyberspazio, o al modo in cui gli esseri umani vi si collegano mediante connettori posizionati sul collo.

In generale l’influenza del film di Oshii sul mondo hollywoodiano è innegabile. Non solo è possibile annoverare fra la nutrita schiera di fan illustri registi come James Cameron e Steven Spielberg, ma, soprattutto, il lungometraggio di Oshii viene considerato come una vera e propria pietra miliare del cinema cyberpunk, tanto che lo stesso Cameron ne ha tessuto le lodi descrivendolo come “un’opera visiva a sfondo riflessivo di incredibile qualità... la prima in grado di elevarsi sui livelli di eccellenza propri della letteratura”. Tra parentesi, il suo nuovissimo film, Avatar, è ambientato in un ipotetico futuro in cui gli esseri umani posseggono la capacità di trasferire la propria personalità nei corpi di alieni...

Anche Spielberg ha saputo cogliere l’influenza e le idee di Ghost in the Shell, non solo come spunto per la creazione del tecnologico futuro di Minority Report, ma, in particolar modo, per la creazione della trama di A.I.: Intelligenza Artificiale, in cui è possibile notare il tentativo di analizzare le complesse implicazioni filosofiche del rapporto uomo-macchina. L’ammirazione di Spielberg per l’opera ha peraltro condotto lo Studio Dreamworks, fondato proprio dal regista americano, all’acquisizione dei diritti per la realizzazione di un remake di Ghost in the Shell, e in cantiere vi sarebbe un progetto per la realizzazione di un live action girato nella potenza del 3D.

Spostando l’attenzione verso opere più recenti, si può pensare alla serie televisiva Dollhouse di Joss Whedon, in cui alcuni agenti segreti vengono sottoposti a un particolare trattamento volto a rimuovere loro la memoria e la personalità, impiantandone delle nuove di natura temporanea. Allo stesso modo si potrebbe citare anche il film sci-fi Surrogates, uscito a settembre, che ci presenta un futuro in cui le persone evitano il contatto fisico, utilizzando delle immagini virtuali per muoversi nel mondo reale; in questo è peraltro evidente la chiara influenza del libro di Isaac Asimov Il Sole nudo.

Se tante sono le analogie, allo stesso tempo va sottolineato come Ghost in the Shell sia riuscito ad andare ben oltre i suoi omologhi hollywoodiani e così, a differenza dei replicanti di Blade Runner, dei techno-schiavi di Matrix o dei robot in AI, Motoko non cerca di riconquistare la sua umanità “perduta”: si assiste, invece, a un crescendo di riflessioni che investono il singolo e la collettività, riflessioni che culminano in uno splendido finale.

Probabilmente nel 1995 Oshii, un allegro signore con una smisurata passione per i bassotti, non avrebbe mai potuto immaginare quanta importanza avrebbe avuto il suo lavoro e anzi, al momento della presentazione di Ghost in the Shell 2.0, un rifacimento del film originale uscito quindici anni fa, si è distinto per la sua incredibile modestia in relazione al suo essere uno dei pionieri del cyberpunk. In quella sede Oshii ha voluto peraltro precisare sia il fatto che “l’idea di realizzare un remake non è nata a causa di una presunta insoddisfazione verso l’originale, ma per dimostrare i progressi fatti da allora”, sia la sua scarsa propensione a parlare delle analogie tra il suo film e Matrix: “È una domanda che mi è stata fatta centinaia di volte. In tutta onestà sta quasi diventando noioso e sono sicuro che vale lo stesso per i fratelli Wachowski. Matrix è un film divertente, ma preferisco la loro opera prima, Bound”.

In conclusione, volendo si potrebbe proseguire a lungo il discorso, ma quel che appare evidente è che, volenti o nolenti, Ghost in the Shell ha lasciato un’impronta profonda quanto indelebile nel mondo immaginario del cyberpunk: un metro di paragone per quel che verrà nel futuro e, allo stesso tempo, una fonte inesauribile d’ispirazione che a tutt’oggi preserva il suo incredibile fascino.

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Autore: Horus  

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------------ COMMENTI UTENTI ------------


fabio.devoti è stato attivo negli ultimi 10 giorni Invia un Messaggio Privato a fabio.devoti 
Messaggio di fabio.devoti (03/11/2009, ore 21:32)
Bellissimo articolo! Ci sono un po' di particolari che non ero ancora riuscito a cogliere pur essendo un grande stimatore di tutto il mondo legato a Ghost in the Shell.
Parola mia: se il live action viene fuori una stupidata faccio una STRAGE! Questo per me è un vero e proprio CAPOLAVORO e non possono permettersi di rovinarlo! GRR!

A me la morte fa una gran paura. Si lasciano troppe cose che non si vedranno più, gli amici, la famiglia, la gente che ho visto anche solo una volta.
Ghibli92 è stato attivo negli ultimi 10 giorni Invia un Messaggio Privato a Ghibli92 
Messaggio di Ghibli92 (03/11/2009, ore 21:35)
"Sebbene i temi affrontati nelle due opere d’animazione siano differenti, in entrambe si assiste a un’approfondita e accurata analisi dell’aspetto riflessivo e psicologico, consegnando due capolavori che, staccandosi in buona parte dai lavori che li avevano preceduti, avrebbero poi influenzato in modo indelebile lo stile narrativo dell’animazione del Sol Levante."

Infatti quelli furono gli anni in cui furono creati molti anime dove non si guardava solo la storia in sè, ma l'aspetto psicologico dei personaggi venne molto sviluppato. Poi con One Piece, Naruto si ricominciò con il genere shonenche era stato un po' abbandonato nei primi anni novanta.

Leggere manga non significa essere rimasti con la mente a 12 anni,  significa amare una storia e seguirla con passione.
Cammello Light è stato attivo negli ultimi 10 giorni Invia un Messaggio Privato a Cammello Light 
Messaggio di Cammello Light (03/11/2009, ore 21:56)
Da quel che ho potuto leggere anche su siti esteri sembra che ci sian un serio interesse verso un possibile lungometraggio americano su GITS...
Speriamo non lo trasformino in l'ennesima americanata per adolescenti...

A me la morte fa una gran paura. Si lasciano troppe cose che non si vedranno più, gli amici, la famiglia, la gente che ho visto anche solo una volta.
Ghibli92 è stato attivo negli ultimi 10 giorni Invia un Messaggio Privato a Ghibli92 
Messaggio di Ghibli92 (03/11/2009, ore 21:57)
La recensione è stupenda.


Messaggio scritto da Bateau 1.1: you can [not] burp (anonimo) il 03/11/2009 alle 22:01
Cos' è 'sta roba qua? GITS 2.0 non è un remake. E' sempre lo stesso film con alcune scene ritoccate per diverse ragioni (una è il cambio di tonalità di colori in modo da creare una continuità col deguito Innocence).
Ne Il Sole Nudo non tutti evitano il contatto fisico, preferendo comunicare utilizzando qualcosa che è paragonabile a dei videoproiettori tridimensionali fissi nelle stanze.
Ma soprattutto QUALE versione di GITS è stata utilizzata per trarre queste conclusioni? Quella ammerigana con i dialoghi scazzati? Essere fan delle immagini di GITS è un conto, dei suoi contenuti (Shirow o Oshii che sia) un altro...


Ansonii390 è stato attivo negli ultimi 10 giorni Invia un Messaggio Privato a Ansonii390 
Messaggio di Ansonii390 (03/11/2009, ore 22:08)
uno dei miei film preferiti, lo vedrei anche consecutivamente senza annoiarmi

ah pardon, dimenticavo: GITS è uno solo, basta con questi caspio di live action americani (stavolta parlo sì a priori ù_ù), basta storpiare dei capolavori, la qualità di un prodotto sul medesimo soggetto può solo peggiorare!!!

Meglio tacere e far credere di essere ignoranti, che aprire la bocca è togliere ogni dubbio.
spike81 è stato attivo negli ultimi 10 giorni Invia un Messaggio Privato a spike81 
Messaggio di spike81 (03/11/2009, ore 22:31)
A volte i casi della vita... proprio due minuti fa ho finito di vedere la seconda serie di GITS SAC!
Che dire, fa piacere vedere come un anime abbia saputo influenzare così tanto il mondo di Hollywood.

P.S.
Tra gli "influenzati" citerei anche Johnny Mnemonic.

A proposito, sinceramente mi ero dimenticato di gits 2.0!!
Che dite, abbiamo qualche speranza di vederlo qui da noi?


cartman666 è stato attivo negli ultimi 10 giorni Invia un Messaggio Privato a cartman666 
Messaggio di cartman666 (03/11/2009, ore 22:50)
chi interpreta Motoko?


Maynard è stato attivo negli ultimi 30 giorni Invia un Messaggio Privato a Maynard 
Messaggio di Maynard (03/11/2009, ore 23:00)
A me questa cosa della versione hollywood di GITS terrorizza da morire. Mi aspetto un qualcosa di terribilmente alleggerito nei contenuti, con tutti i fari puntati sulla fantascienza "light"...

Come fai a non turbarti, sapendo che hai pochi anni da vivere?
Turboo Stefo fa parte dello Staff AnimeClick.it Turboo Stefo ha vinto 3 Premi Utente Turboo Stefo è stato attivo negli ultimi 10 giorni Invia un Messaggio Privato a Turboo Stefo 
Messaggio di Turboo Stefo (03/11/2009, ore 23:08)
complementi, la news è scritta benissimo!!
Francamente volevo recuperare al più presto possibile quest'anime!!
Dato che mi sta piacendo appleseed dello stesso masamune, credo che potrà piacermi anche quest'anime!
Del manga so indeciso, nn so perchè ma mi ispira di + la versione video!
cavoli, ma ci pensate a una storia di shirow con i disegni di nihei?!?
Credo che ne verrebbe fuori una gran figata!


HaL9000 ha vinto 1 Premio Utente HaL9000 è stato attivo negli ultimi 10 giorni Invia un Messaggio Privato a HaL9000 
Messaggio di HaL9000 (04/11/2009, ore 00:13)
Un bell'articolo, davvero.Ho una passione per l'universo GITS, avendo le due serie tv, i 2 film distribuiti in italia, ed i 3 manga di Shirow da cui tutto è nato (ciò è vero soprattutto per il primo volume).Sono quindi molto di parte, e per questo spero vivamente che se una trasposizione cinematografica verrà fatta, sarà all'altezza dell'opera di Oshii.

E' bello vivere liberi
Ness1 è stato attivo negli ultimi 10 giorni Invia un Messaggio Privato a Ness1 
Messaggio di Ness1 (04/11/2009, ore 01:23)
Bell'articolo ma vorrei fare un paio di precisazioni:
GITS è diventata una pietra miliare nell'animazione (è uno dei film che adoro) e sicuramente rientra a pieno titolo nel genere Cyberpunk (sottofilone se così vogliamo definirlo della SciFi pura e semplice) però MATRIX e GITS sono successivi ai CENTINAIA di libri sull'argomento e da cui traggono spunto (la MATRICE come parola e concetto esisteva ben prima di queste opere).
Il cyberpunk nasce come corrente letteraria che analizza la società dell'epoca e la proietta in un futuro dove l'uomo e la macchina si sono integrati a tal punto da diventare una cosa sola.
Ora con Blade Runner (tratto dal romanzo di Philip K. Dick uno dei pionieri in campo cyberpunk) abbiamo forse il capostipite dei film cyberpunk, tratto dal romanzo riesce a creare qualcosa di nuovo grazie alle idee e intuizioni di Ridley Scott (lo stesso avviene con Oshii).

Le caratteristiche comuni nel filone cyberpunk:
- megalopoli caratterizzate da uno stile misto (prepotente una visione "cinesizzata" del mondo) multirazziali e multiculturali (lo vediamo in Blade Runner come in GITS)
- impianti cybernetici impiantati (Jhonny Mnemonic tratto da un racconto breve di Gibson)
- la matrice (l'ideatore del concetto e della parola è difficile ricondurlo a qualcuno in particolare un pò come chiedersi chi sia stato il primo ad introdurre gli elfi nelle storie fantasy, per molti il padre fondatore del cyberpunk e a cui si può ricondurre l'invenzione della matrice sia come parola che come concetto è William Gibson)
- simulatori virtuali (sim-stim) e neologismi che vediamo tutti i giorni come "nerd, newbie, troll, pwd, etc" parole che una volta veniva inventati dagli scrittori oggi le inventa la rete e le usiamo come se fosse il "nostro" linguaggio

Ora l'errore di fondo che ho percepito in questo articolo è parlare di GITS e di Matrix come se fossero loro ad aver "creato" il cyberpunk (GITS è del 1995 mentre il primo romanzo "completo" è datato 1984 ad opera di Gibson dove compare per la prima volta la parola cyberpunk) o come se fossero loro ad aver inventato cose che in realtà esistevano già da anni (pensare che il romanzo che rese celebre K. Dick da cui hanno tratto Blade Runner uscì nel 1966).

Il cyberpunk nasce dai libri (impegnati e non) e racconta/inventava la realtà di quel periodo (anni 80') una realtà in piena trasformazione dove la tecnologia sembrava prendere il sopravvento sull'uomo.

Ovviamente come qualsiasi filone il cyberpunk deve molto a scrittori come Orwell, Huxley, K. Dick (già citato) che hanno saputo a loro modo anticipare molte tematiche importanti e che faranno proprie gli scrittori successivi (Gibson, Pat Cadigan, Richard K. Morgan etc).

Spero di non aver travisato nulla, scrivo tutto questo papiro solo per precisare che GITS e Matrix devono molto al cyberpunk, Oshii e i fratelli Wachowski hanno avuto il merito di saper rimaneggiare e ri-adattare cose che si trovavano su numerosi romanzi più o meno famosi (molti romanzi underground sono venuti alla luce con Matrix).

Spero di essere stato abbastanza chiaro, per maggiori informazioni sul filone cyperpunk vi consiglio questi siti:
http://www.di.unipi.it/~gadducci/cyber/moviment.htm
http://www.intercom.publinet.it/cyberpunk.htm

Il mio consiglio è di leggere la narrativa cyberpunk per chi ama opere come Blade Runner o GITS, un'interessante antologia che ripercorre gli autori e le prime opere cyberpunk è uscita
Mirrorshades: antologia di racconti cyberpunk a cura di Bruce Sterling
http://www.mondourania.com/collezione/%20collezione%201-20/uraniacollezione9.htm

(mirrorshades ovvero occhiali a specchio un altro elemento utilizzato dagli autori cyberpunk e che Matrix ha saputo far suo rendendolo di fatto un marchio di fabbrica).

E per dire la mia sul live penso che essendo il genere cyberpunk un filone che fa del mix la sua vera essenza penso che sia sbagliato osteggiare un possibile adattamento cinematografico, l'importante è che dietro all'opera ci siano delle idee valide.

[Moderatore: Non è un articolo sulle origini del cyberpunk - Antonio.]

E' bello vivere liberi
Ness1 è stato attivo negli ultimi 10 giorni Invia un Messaggio Privato a Ness1 
Messaggio di Ness1 (04/11/2009, ore 01:32)
Mi rendo conto leggendo i commenti che molti amano GITS ma pochi hanno inquadrato l'opera (un pò come avvenne con Matrix dove tutti "scoprirono" la matrice), mi tocca leggere questo commento:

Messaggio di spike81 (03/11/2009, ore 22:31)
P.S.
Tra gli "influenzati" citerei anche Johnny Mnemonic.

Johnny Mnemonic uscì al cinema nel 95 ma fu tratto da un racconto breve di Gibson scritto nel lontano 1986.

GITS non ha potuto influenzare opere antecedenti, anzi la rete, gli occhiali a specchio, i cyborg etc sono tutte idee nate prima prima di scrivere certe cose sarebbe il caso di informarsi o almeno controllare.

Un pò come dire che la trilogia diretta da Peter Jackson ha influenzato Tolkien!!! OMG xD

E' bello vivere liberi
Ness1 è stato attivo negli ultimi 10 giorni Invia un Messaggio Privato a Ness1 
Messaggio di Ness1 (04/11/2009, ore 02:45)
@ Antonio.

Metà dell'articolo si basa sull'influenza che ha avuto GITS sulle produzioni hollywoodiane quando questa influenza non è altro qualcosa che è stato preso in prestito da altri ambienti/contesti.
L'articolo si basa su presupposti errati o comunque mal interpretati e si presta a troppi fraintendimenti
cito:
"a prima vista è innegabile che in esso siano presenti molte delle caratteristiche proprie dell’animazione giapponese, come le gigantesche metropoli..."
le gigantesche metropoli sono una caratteristica tipica del cyberpunk, come le mega-corporazioni di aziende (che tra l'altro sono una caratteristica giapponese conosciuta come Keiretsu) non centra nulla l'animazione giapponese, se no come si spiega che Blade Runner sembra avere le stesse ambientazioni di GITS?

sul live poi alla fine non si dice praticamente nulla. La notizia mi sembra spostata completamente su GITS e sull'influenza che abbia avuto in campo cinematografico. Ora se i commenti possono essere utili per fare un pò di chiarezza (o per esprimere altri punti di vista) ben venga, se bisogna solo scrivere "bell'articolo o speriamo che venga un bel live o non voglio il live" allora credo che l'utilità dei commenti perde gran parte del significato.

[Moderatore: Ambienti/contesti che non sono presi in considerazione perché non è il punto dell'articolo, che parla invece dell'influenza del film di Oshii (non c'è scritto che GITS ha influenzato Blade Runner, vorrei ben vedere). Piuttosto che parlare di inesattezze dell'articolo, se proprio ci vuoi raccontare la storia del cyberpunk, scrivi pure "Vi racconto la storia del cyberpunk"...
Da chiarire c'è poco, come hai capito da te quando scrivi "La notizia mi sembra spostata completamente su GITS e sull'influenza che abbia avuto in campo cinematografico"; è infatti questo lo scopo dell'articolo - Antonio.]

Senza conoscere altre persone non è possibile nè tradirsi nè ferirsi l'un l'altro, però... non è neanche possibile dimenticare la solitudine.
Horus fa parte dello Staff AnimeClick.it Horus ha vinto 1 Premio Utente Horus è stato attivo negli ultimi 10 giorni Invia un Messaggio Privato a Horus 
Messaggio di Horus (04/11/2009, ore 07:53)
L'articolo in questione deriva da quello riportato sul Guardian e non è né una recensione di GITS, né una storia del cyberpunk. Lo scopo è solo quello di illustrare l'influenza dell'anime in questione sul mondo hollywodiano.

Fare paragoni con i romanzi è fuori luogo, cinema e romanzi sono due cose diverse; è indubbio che per ovvie questioni temporali i romanzi abbiano il merito di aver definito il concetto di cyberpunk, così come mi sembra lapalissiano che ci vuole una certa creatività per trasformare un concetto presente sulla carta in immagini e appunto su questo si incentra l'articolo.

Per quanto riguardo il discorso sulle caratterstiche (tipo le città, gli intrighi, i robot e le ragazze con gli occhioni) tolto il fatto che la frase "sulla scia di Bladerunner" mi sembra abbastanza esplicativa, le metropoli, i robot, gli intrighi, mi sembra indubbio che siano elementi del cyberpunk, ma non è che siano di suo esclusivo appannaggio, in un qualsiasi anime che presenta scenari di guerra o azione, non necessariamente cyberpunk, è possibile trovare questi elementi. A voler essere precisi poi molti di questi elementi si ritrovano in opera di letteratura che con il cyberpunk non hanno nulla a che fare e che a livello temporale lo precedono. Insomma non è che il cyberpunk sia la fine e l'inizio del mondo, a sua volta ha tratto a piene mani da chi è venuto prima, in primo luogo Asimov. Ma quel che mi preme sottolineare è che nell'articolo non vi è alcuna affermazione relativa al fatto che GITS abbia creato questi elementi, ma solo che li contiene.

Insomma non capisco per quale ragione si vuole leggere nella notizia più di quello che c'è, arrivando a costruire affermazioni tipo "Ora l'errore di fondo che ho percepito in questo articolo è parlare di GITS e di Matrix come se fossero loro ad aver "creato" il cyberpunk", che ovviamente è una cosa che non sta né in cielo né in terra...e infatti una stupidaggine del genere non mi sembra sia scritta da nessuna parte.

Si è semplicemente voluto indicare che molti registi ad Hollywood (per loro stessa ammissione) hanno tratto spunto dal modo in cui Oishii ha dato una rappresentazione visiva del cyberpunk, un'affermazione del genere non implica in alcun modo che abbia creato il genere.

E' bello vivere liberi
Ness1 è stato attivo negli ultimi 10 giorni Invia un Messaggio Privato a Ness1 
Messaggio di Ness1 (04/11/2009, ore 08:38)
Se tante sono le analogie, allo stesso tempo va sottolineato come Ghost in the Shell sia riuscito ad andare ben oltre i suoi omologhi hollywoodiani e così, a differenza dei replicanti di Blade Runner, dei techno-schiavi di Matrix o dei robot in AI, Motoko non cerca di riconquistare la sua umanità “perduta”: si assiste, invece, a un crescendo di riflessioni che investono il singolo e la collettività, riflessioni che culminano in uno splendido finale.

(tra l'altro Blade Runner in quanto a riflessioni sulla vita e sul "ghost" credo che abbia modo di dire la sua soprattutto nel finale)

------

Ripeto:

tutte queste analogie tra GITS e i film hanno una "matrice" comune che non ha nulla a che vedere con GITS, il Minority Report dell'articolo di nuovo è stato tratto da un romanzo breve di uno scrittore cyberpunk.

Horus mai scritto che il cyberpunk sia l'inizio e la fine di tutto, come ho già scritto deve molto ad altri scrittori venuti in precedenza come Orwell etc e se vuoi ci metto dentro pure Asimov, non l'ho scritto perché essendo il cyberpunk un filone del SciFi davo per scontato che un qualsiasi scrittore di fantascienza arrivato prima ha in qualche modo contribuito al formarsi del genere.
Il mio commento era per dire "attenti che l'anime può anche aver influenzato i film holliwoodiani però GITS non ha inventato praticamente nulla."

Fare i paragoni con i romanzi è fuori luogo? Perché non sono una forma di espressione allo stesso livello di un film/anime?

Cito:
"Si è semplicemente voluto indicare che molti registi ad Hollywood (per loro stessa ammissione) hanno tratto spunto dal modo in cui Oishii ha dato una rappresentazione visiva del cyberpunk, un'affermazione del genere non implica in alcun modo che abbia creato il genere."

Ok perfetto allora il mio papiro può essere utile per capire dove Oshii abbia tratto spunto a sua volta, scusate per la lunga digressione e se sono uscito off topic.
Se volete cancellate pure tutto, chi è interessato ad approfondimenti trova tutto su google.

Saluti


Messaggio scritto da Ness1 (anonimo) il 04/11/2009 alle 08:40
Concordo con Ness1. Sicuramente dal punto di vista delle suggestioni visive GINT ha avuto una qualche influenza, per ammissione stessa degli addetti ai lavori; ma il messaggio dell'articolo, ad uno che conosce bene sia il cinema che la fantascienza americana, appare estremamente fuorviante. Poi tirare in mezzo Avater, mi sembra davvero un cosa gratuita, visto che semmai l'opera che più avrebbe influenzato il film di Cameron è John Carter da Marte, di Burroughs. L'unica cosa sensata da dire è che senza Blade Runner e la narrativa cyberpunk GITS non sarebbe mai esistito...

Senza conoscere altre persone non è possibile nè tradirsi nè ferirsi l'un l'altro, però... non è neanche possibile dimenticare la solitudine.
Horus fa parte dello Staff AnimeClick.it Horus ha vinto 1 Premio Utente Horus è stato attivo negli ultimi 10 giorni Invia un Messaggio Privato a Horus 
Messaggio di Horus (04/11/2009, ore 09:27)
Non ho capito il senso del primo quote. Non mi sembra che quella frase voglia dire che Blade Runner si sia ispirato a GITS, né che sia meno profondo.

"Fare i paragoni con i romanzi è fuori luogo? Perché non sono una forma di espressione allo stesso livello di un film/anime?"

Ti risulta che in un libro ci siano immagini? Se vuoi possiamo discutere della letteratura, ma oggettivamente un libro lascia molto alla fantasia di chi legge, per quanto siano dettagliate determinate descrizioni ognuno le rappresenta in modo personale e diverso. Non confondere la trama, che chiaramente può essere ripresa da un libro, con la rappresentazione visiva che si può dare della stessa. Fare paragoni è fuori luogo perché è come paragonare un odore a un sapore, coinvolgono 'sensi' diversi. Il paragone lo puoi fare giustamente sulla trama, ma come puoi paragonare ad esempio le inquadrature di un film con le parole scritte su un libro? Mi pare evidente che sia un'operazione impossibile e appunto una delle cose che rende i film arte è la capacità di tradurre le parole in immagini.

Ripeto stai leggendo nella notizia più di quello che c'è, insomma tu dici "Horus mai scritto che il cyberpunk sia l'inizio e la fine di tutto", ma le tue riflessioni (che peraltro sono molto interessanti e non vedo perché cancellarle) non si basano su frasi precise. Insomma tu mi dici che "GITS e i film hanno una "matrice" comune", appunto non mi sembra sia affermato l'opposto, né si è voluto far passare quell'idea.

Il nodo concettuale è che GITS non ha influenzato alcune opere successive per l'aver creato dati elementi, che invece sono propri della narrativa cyberpunk e anteriore, ma ha lasciato un segno per la rappresentazione visiva che ha dato degli stessi, per le inquadrature, per il modo in cui ha reso graficamente le ambientazioni e così via.

I see your true colors shining through
travellerkino è stato attivo negli ultimi 10 giorni Invia un Messaggio Privato a travellerkino 
Messaggio di travellerkino (04/11/2009, ore 10:04)
"Ma i suoi suggerimenti furono in gran parte ignorati e alla fine il film, pur ottenendo un buon successo con le vendite delle VHS e dei DVD, venne accolto piuttosto tiepidamente dalla critica."

Bhe più o meno, GiTS venne accolto con entusiasmo dalla critica occidentale, basti pensare che nel 1996 il famigerato duo di critici cinematografici Siskel&Ebert (solitamente molto scettici verso animazione e fantascienza) scrisse una recensione molto positiva del film: "Ghost in the shell è un film di rottura, punta alle sale cinematografiche non a vivere la sua vita relegato su di un nastro, un disco o nella comunità dei cineforum."
http://rogerebert.suntimes.com/apps/pbcs.dll/article?AID=/19960412/REVIEWS/604120302/1023

“A trilogia conclusa si può ben dire che The Matrix non è stata esattamente una trasposizione reale di Ghost in the Shell, tuttavia appare evidente il debito che l’opera dei Wachowski vanta nei confronti di quest’ultimo."

Si ma quello che i Wachowski volevano portare nella realtà erano le inquadrature e la tecnica di ripresa che Oshii aveva usato nel suo film. Teniamo presente che di fatto la I.G. è stata la prima a muoversi verso l'animazione 3D, attraverso l'utilizzo di 3 camere puntate su piani diversi, tecnica usata per la prima volta in Gits e riciclata poi in Matrix (semplicemente i Wachowski moltiplicarono il numero delle telecamere). In sostanza non hanno fatto altro che predigerire il modo di fare cinema dei registi d'animazione giapponesi per poi rigurgitarlo, infarcito di azione e americanate, direttamente nelle gole del pubblico statunitense e in questo non si può dire che abbiano fallito.^^

"donne avvenenti con grandi occhi."
^___^ Uozznau???

(pensare che il romanzo che rese celebre K. Dick da cui hanno tratto Blade Runner uscì nel 1966).
(tra l'altro Blade Runner in quanto a riflessioni sulla vita e sul "ghost" credo che abbia modo di dire la sua soprattutto nel finale)

Infatti di Blade Runner in Gits c'è ben poco, il cyber nipponico attinge a piene mani proprio da Masamune Shirow, attivo fin dai primi anni '80, proprio il periodo in cui il cyberpunk veniva codificato in genere letterario e cinematografico. Infatti in Gits la psichedelia tipica del cyber americano non c'è, anzi l'alterazione della realtà e delle percezioni viene rimpiazzata proprio dall'immersione nella rete. Oshii in particolare, deve ben poco al cyberpunk, i suoi primi passi come autore e regista li muove agli inizi degli anni '70, con film,OAV e serie tv che si reggono su tutt'altri archetipi.

Yappari... Nanimo Kawaranai
M3talD3v!lG3ar ha vinto 1 Premio Utente M3talD3v!lG3ar è stato attivo negli ultimi 10 giorni Invia un Messaggio Privato a M3talD3v!lG3ar 
Messaggio di M3talD3v!lG3ar (04/11/2009, ore 12:15)
Grandissimo capolavoro, non vedo l'ora di rigustarmelo su rai4!!
Ottima recensione, da far leggere a tutti gli appassionati VERI di anime, di cinema, e soprattutto di Matrix.


druido1980 è stato attivo negli ultimi 10 giorni Invia un Messaggio Privato a druido1980 
Messaggio di druido1980 (04/11/2009, ore 13:34)
@ M3talD3v!lG3ar

Ma quando parli di Matrix parli del primo vero????
Mica di quei due giocattoloni dannaggia-vista distruggi-udito successivi????

Chi sei tu che mi somigli, ma che non riconosco...
Limbes fa parte dello Staff AnimeClick.it Limbes è stato attivo negli ultimi 10 giorni Invia un Messaggio Privato a Limbes 
Messaggio di Limbes (04/11/2009, ore 14:20)
Che strano senso di deja vu a leggere quest'articolo e soprattutto i post di Ness 1. Chissà...

Comunque, il cyberpunk è l'inizio e la fine del mondo (fantascientifico)! Il cyberpunk è ora! E inoltre, se proprio si vuol parlare delle origini del cyberpunk: sì, ok Dick, in parte e con riserve soprattutto sullo stile, ma lasciamo Asimov a gironzolare per le Fondazioni ché c'è un certo signore che si faceva di LSD a bordo del suo Nova Express che ha aperto gli occhi della mente alla generazione 80s dagli occhiali a specchio. Le allucinazioni cyberpunk sono tutte in Zio Billy.

Alla fine credo che queste polemiche derivino da un'inquadratura errata dell'articolo.
Ghost in the Shell ha lasciato un’impronta profonda quanto indelebile nel mondo immaginario del cyberpunk: un metro di paragone per quel che verrà nel futuro e, allo stesso tempo, una fonte inesauribile d’ispirazione che a tutt’oggi preserva il suo incredibile fascino.
Sfido chiunque a dire il contrario. Credo che il senso dell'articolo sia questo, e il merito del Film è anzi aver riportato alla ribalta un genere "dichiarato morto". Le polemiche sulla storia del cyberpunk mi sembrano sterili, perché non mi pare che il tema clou sia la storia del cyberpunk - anche se personalmente impazzirei dalla gioia a dibbaterne al riguardo

travellerkino dixit: "Infatti in Gits la psichedelia tipica del cyber americano non c'è, anzi l'alterazione della realtà e delle percezioni viene rimpiazzata proprio dall'immersione nella rete."
Ti ricordi che mestiere faceva Case?

I see your true colors shining through
travellerkino è stato attivo negli ultimi 10 giorni Invia un Messaggio Privato a travellerkino 
Messaggio di travellerkino (04/11/2009, ore 18:35)
@ Limbes
Mha, più che altro se fai così il sibillino non capivsco cosa vuoi dire, anche perchè non sono poi tanto ferrato sulla letteratura cyber. Concordo invece su quello che dici dell'articolo (che personalmento ho trovato molto interessante).

Where Amazing Happens
sylar 46 è stato attivo negli ultimi 10 giorni Invia un Messaggio Privato a sylar 46 
Messaggio di sylar 46 (04/11/2009, ore 18:53)
Non sapevo minimamente che Gost in the shell avesse avuto un influenza tale su registi quali Spielberg e Cameroon e che ha dato spunto per film quali Matrix o Minority Report.
Già che non vedo l'ora di vedere il film che prossimamente trasmetteranno su Rai 4, ma ancor di più ora devo assolutamente recuperare anche le serie

E' bello vivere liberi
Ness1 è stato attivo negli ultimi 10 giorni Invia un Messaggio Privato a Ness1 
Messaggio di Ness1 (04/11/2009, ore 19:45)
@ Ness1 (anonimo)

Inquietante rispondere a qualcuno che ha usato il tuo stesso nick *_* se visiti il sito regolarmente ti conviene registarti, è gratuito e puoi così usare un nick "univoco", inoltre in questo modo puoi scambiare mp con gli altri iscritti, l'importante è usare nick riconoscibili

Cito:

Il nodo concettuale è che GITS non ha influenzato alcune opere successive per l'aver creato dati elementi, che invece sono propri della narrativa cyberpunk e anteriore, ma ha lasciato un segno per la rappresentazione visiva che ha dato degli stessi, per le inquadrature, per il modo in cui ha reso graficamente le ambientazioni e così via.

Pienamente d'accordo con Horus, probabilmente ho letto più di quanto ci fosse scritto anche se il dubbio che il giornalista del Guardian non si sia informato bene sul background di GITS, Matrix e di tutti i restanti film citati mi rimane

@ travellerkino

Case è il protagonista di Neuromante il primo libro della trilogia di Gibson (Neuromante, Count Zero e Monnalisa Cyberpunk) che ti consiglio di leggere, non capisco poi il discorso su "psichedelia tipica del cyber americano non c'è, anzi l'alterazione della realtà e delle percezioni viene rimpiazzata proprio dall'immersione nella rete" non ho capito a cosa ti riferisci, non conosco le prime opere di Shirow però concordo con te sul fatto che sia il padre spirituale di GITS, se Oshii si può paragonare a Ridley Scott senza ombra di dubbio Shirow può essere K. Dick.
Il mio discorso era per dire che il giornalista sembra ignorare completamente cosa c'era prima come se il cyberpunk sia nato con Matrix o GITS, chiarito questo sono d'accordo con quanto scritto sopra da Horus.

@ Limbes

Anch'io ho un deja vu internettiano xD


BigBossToni è stato attivo negli ultimi 10 giorni Invia un Messaggio Privato a BigBossToni 
Messaggio di BigBossToni (04/11/2009, ore 19:45)
Articolo stupendo! Complimenti a Horus
Da recente lettore della magnifica opera (nella sua versione cartacea) di Masamune Shirow non posso che essere felice dell'importanza che questo film ha avuto nel concepimento dei film Holliwoodiani.
Film che purtroppo ancora manca nella lista dei visionati, ma che presto (molto presto) lo sarà.

Chi sei tu che mi somigli, ma che non riconosco...
Limbes fa parte dello Staff AnimeClick.it Limbes è stato attivo negli ultimi 10 giorni Invia un Messaggio Privato a Limbes 
Messaggio di Limbes (04/11/2009, ore 19:46)
No, dài, travellerkino, non c'è niente di tanto sottile. Semplicemente in Neuromante, Case è un hacker e vive per la rete (la Matrice, la prima, quella vera). Gran parte delle visioni più allucinate di Neuromante derivano proprio dai tuffi di Case attraverso gli ICE della Matrice. Volevo chiarire solo questo: che GITS non rimpiazza la psichedelia con l'immersione in rete perché tale immersione psichedelica era uno dei fondanti del Manifesto del cyberpunk

Senza conoscere altre persone non è possibile nè tradirsi nè ferirsi l'un l'altro, però... non è neanche possibile dimenticare la solitudine.
Horus fa parte dello Staff AnimeClick.it Horus ha vinto 1 Premio Utente Horus è stato attivo negli ultimi 10 giorni Invia un Messaggio Privato a Horus 
Messaggio di Horus (04/11/2009, ore 20:49)
Ah guarda Ness1 se devo dirti il vero, il tuo dubbio l'ho condiviso anche io nella traduzione, quindi direi che è più che legittimo

L'impressione che ne ho tratto è che forse ha calcato un po' troppo la mano sulle analogie, però sai non essendo un gran esperto in materia cyberpunk (come ben sa Limbes la mia materia è NGE ahahaha) ho preferito attenermi all'originale tentando di pensare ad un'interpretazione sensata. ^^

Puoi tu uccidere uno shinigami..?
KiraSensei ha vinto 6 Premi Utente KiraSensei è stato attivo negli ultimi 10 giorni Invia un Messaggio Privato a KiraSensei 
Messaggio di KiraSensei (04/11/2009, ore 21:38)
Davvero un gran bell'articolo..!! Complimenti..!! Io ho visto Ghost in the shell 2.0 è mi è piaciuto tantissimo (il maggiore su tutti ovviamente ) sia per la realizzazione che per la storia, e soprattutto per l'elevata presenza di riflessioni sull'uomo, sulla macchina e sull'anima, però non mi ero mai soffermato sull'influenza che ha avuto sul cinema holliwodiano. Ancora complimentiper l'articolo..!!!

Non è che mi faccio...è che il mio corpo ha subito una drastica carenza di droga
UoMoKeRiDe è stato attivo negli ultimi 10 giorni Invia un Messaggio Privato a UoMoKeRiDe 
Messaggio di UoMoKeRiDe (04/11/2009, ore 21:49)
@Ness1:
"il Minority Report dell'articolo di nuovo è stato tratto da un romanzo breve di uno scrittore cyberpunk." Il romanzo è proprio di F.K. Dick.
Personalmente ho trovato l'articolo molto interessante e ancor di più le argomentazioni di Ness1.

@Limbes&Ness1:
Io sarei veramente felice di approfondire le argomentazioni ke avete tirato in gioco sia sull'articolo ke sull'argomento CYBERPUNK (l'inizio e la fine del MIO mondo).

I see your true colors shining through
travellerkino è stato attivo negli ultimi 10 giorni Invia un Messaggio Privato a travellerkino 
Messaggio di travellerkino (05/11/2009, ore 14:37)
Semplicemente in Neuromante, Case è un hacker e vive per la rete (la Matrice, la prima, quella vera). Gran parte delle visioni più allucinate di Neuromante derivano proprio dai tuffi di Case attraverso gli ICE della Matrice.
@ Limbes

Infatti dicevo che sono gli acidi a non passare in Gits, non le immersioni nella rete, semplicemente perchè come ha amesso lo stesso Oshii (se non sbaglio lo dice proprio negli extra del dvd) a lui il cyberpunk non interessa molto e di fatti a parte qualche omaggio non c'è altro. Paradossalmente c'è più cyberpunk in Akira che in Gits. Se in un film vedi passare una macchina a tutta velocità, non significa per forza che il film sia sulle corse automobilistiche.

@Ness1
Negli anni '70/'80 internet non era esattamente quello che intendiamo adesso, l'unica realtà a cui potevano fare riferimento per descrivere le immersioni nella rete era appunto quella degli acidi e dei viaggi astrali a base di litio, quando Oshii gira Gits invece la rete ha già preso una forma ben definita, per cui lasciano perdere le esperienze extracorporee da LSD e portano in evidenza le informazioni. Quello che interessava ad Oshii era una situazione in cui fosse possibile rappresentare la totale estraneazione dal proprio corpo, in quanto è proprio il corpo a definire l'individuo, il fatto che ne venga fuori un film cyber è solo una coincidenza ( e questo lo dice lui).
Che poi il giornalista avesse un po' le idee confuse è evidente, altrimenti non si spiegano le donne avvenenti con gli occhi grandi che a me sinceramente sono sfuggite, però è comunque interessante, sicuramnete più interessante dei soliti articoli tipo: "E giapponese il nano più alto del mondo!" o "Miyazaki quel simpatico vecchietto", come quelli che saltano fuori ogni tanto su riviste tipo Panorama, tanto per fare un esempio.

Chi sei tu che mi somigli, ma che non riconosco...
Limbes fa parte dello Staff AnimeClick.it Limbes è stato attivo negli ultimi 10 giorni Invia un Messaggio Privato a Limbes 
Messaggio di Limbes (05/11/2009, ore 15:45)
Be', tu avevi detto però che l'alterazione delle percezioni veniva rimpiazziata dall'esplorazione della rete, cosa che non può essere possibile perché l'immersione nel net avviene sia nell'uno che nell'altro caso. Semplicemente invece delle visioni da tossico e dello sfascio della società, Oshii porta avanti quelle che sono le sue riflessioni, ma lo fa sempre in ogni suo film, anche se in questo tocca l'apice. Ciò non toglie che il film è cyberpunk, dall'inizio alla fine: il che non significa giustamente che sia un omaggio di Oshii a tale corrente, ma che ne sfrutti contesti, elementi e premesse per incanalare il suo contenuto. Ed è quello che avviene con ogni genere: attraverso di esso trovano via i contenuti e messaggi propri di ogni singolo autore.

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Messaggio di travellerkino (05/11/2009, ore 19:56)
"Be', tu avevi detto però che l'alterazione delle percezioni veniva rimpiazziata dall'esplorazione della rete, cosa che non può essere possibile perché l'immersione nel net avviene sia nell'uno che nell'altro caso."
Ellamiseria erano anche le nove e mezzo del mattino.

"Ciò non toglie che il film è cyberpunk, dall'inizio alla fine: il che non significa giustamente che sia un omaggio di Oshii a tale corrente, ma che ne sfrutti contesti, elementi e premesse per incanalare il suo contenuto. Ed è quello che avviene con ogni genere: attraverso di esso trovano via i contenuti e messaggi propri di ogni singolo autore."

Mamoru Oshii dixit:

"La gente tende a classificare i miei film come cybepunk, ma io non credo sia così. Mi sono davvero divertito con film come Blade Runner e in gran parte mi sono stati molto utili nel girare i miei film, ma credo che anche altri registi la pensino come me. Quando sei alle prese con un film su cyborg che interagiscono con esseri umani, non hai scelta e devi per forza confrontarti con Blade Runner di R.Scott, visto che quel film è probabilmente il capostipite di quel genere. A prescindere dal fatto che io mi sia riappropriato del suo linguaggio però, non ho alcuna intenzione di applicarlo ai miei film, perchè il mio obbiettivo è sempre quello di cimentarmi in qualcosa di mai visto prima."
Intervista a M.Oshii in occasione dell'uscita di Innocence pubblicata su Midnighteye.

Ora negare che tutto ciò sia la sacrosanta verità significa non riconoscere gli sforzi e i risultati che Oshii ha raggiunto con i soiu film, solo per simpatia verso il primo amore, quel cavolo di P.K.Dick+Blade runner che salta puntualmente fuori ogni volta, ancora prima di poter dire per intero la parola cyberpunk.


Alfiuzzo è stato attivo negli ultimi 10 giorni Invia un Messaggio Privato a Alfiuzzo 
Messaggio di Alfiuzzo (22/11/2009, ore 12:10)
Se vogliamo essere corretti.. Gibson dove lo mettiamo???


elsing NON è stato attivo negli ultimi 30 giorni Invia un Messaggio Privato a elsing 
Messaggio di elsing (04/12/2009, ore 21:33)
bello perche sono fatte molto bene le ragazze del cartone

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