Jiya, il ritorno di Akira Toriyama + Masakazu Katsura

Notizia aggiornata al 9/12/2009
Dopo l'esperimento Sachie-chan Gu!, episodio autoconclusivo di ben 53 pagine pubblicato sul numero di maggio 2008 di Jump Square Shueisha, Akira Toriyama e Masakazu Katsura ritentano l'impresa con Jiya.
Scritta dal papà di Dragon Ball e disegnata dall'autore di Zetman, I'S e Video Girl, Jiya sarà una miniserie in 1 o 2 volumi presentata sulla rivista Young Jump di Shueisha, che pubblicherà il primo capitolo sul numero 2+3 in vendita dal 10 dicembre. La serie fantascientifica, le cui prime tavole vi proporremo appena disponibili, sarà portata avanti da Katsura in parallelo al suo Zetman, attualmente in corso anche in Italia per Star Comics.
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80) Messaggio scritto da Breath (anonimo) il 08/12/2009 alle 23:02 Che cavolata. Toriyama sa solo inventare bampate. Ora trova pure chi gliele disegna...
82) Messaggio scritto da Onirepap (anonimo) il 08/12/2009 alle 23:54 Katsura mi sembra che in qualche modo cerchi di accostare il suo stile con quello del Tory, notate come il disegno sia piu caricaturale e tondeggiante.
87) Messaggio scritto da kana (anonimo) il 09/12/2009 alle 09:22 Mi ricorda molto IronMan solo un pò più verde! 
101) Messaggio scritto da Epicuro (anonimo) il 09/12/2009 alle 17:03 Concordo nella difesa di Toriyama come autore. Purtroppo però oltre che a creare anni e anni fa due opere in parte interessanti, Toriyama è destinato ad essere preso come esempio del jumpismo fatto a sistema fumettistico. Inutile nascondere che il jumpismo trova la sua massima incarnazione in Dragonball, per come è nato e per come è diventato (e da un certo punto in poi di Toriyama c'era ben poco voglio sperare sia come disegni che come trama). Quindi, personalmente, sentendomi acerrimo nemico del jumpismo come fede fumettistica non posso fare a meno di biasimare l'opera dragonball. Ovvio che questo biasimo non va a toccare pienamente Toriyama dato che credo, anzi voglio sperare che nella caduta totale di Dragonball sia stato una ruota del meccanismo più che le mente demiurgica dietro a tutto.
Poi, sul fatto che oggi sia difficile emulare le gesta di Dragonball c'è da dire che magari si è facili preda di miti colletivi. Mi pare che One piece venda molto bene, no? In più vende in una situazione ben meno rosea del shonen jump di fine anni ottanta.
Proprio Dragonball ha creato questa situazione di stallo con opere sempre più infinite (e chi ha il coraggio di chiuderle?) e autori sempre più legati ad un brand e null'altro. Cioé, Oda se si ferma un secondo lo linciano (e una pausa farebbe bene anche a lui...).
Insomma, chiudendo il discorso: onore a Toriyama per il suo passato molto (troppo?) lontano. Picche per Dragonball e a tutto quel che ha dato vita.
P.S. che poi, il manga di Dragonball sia meglio dell'anime non ci piove! Ancora devo capire come si sia potuto allungare in maniera così abominevole una storia come Dragonball! Caspita! Ma in giappone come facevano a sciropparsi settimane e settimane di nulla più assoluto condito da primi piani e minacce verbali tra energumeni iperpalestrati?
Saluti 
104) Messaggio scritto da Emoragno (anonimo) il 09/12/2009 alle 20:15 @Epicuro
ma non è ora di finirla con tutto questo snobismo da io-sono-alternativo-e-la-so-più-lunga-degli-altri? cos'è sta cosa che si deve fare il bastian contrario a tutti i costi? DRAGON BALL E' IL MANGA! se in Italia oggi pubblicano anche i caccolini è solo grazie al successo di Dragon Ball, e del suo anime che tanto biasimi, dato che hanno compiuto l'impresa di far diventare il manga da prodotto esotico e di nicchia, a qualcosa di nazional popolare, quasi più di Topolino. Dragon Ball ha una storia pregevole, disegni che hanno costituito l'inizio di un'epoca: dopo di lui nulla è stato più lo stesso e un buon 85% dei manga che leggi oggi derivano da lì, i mangaka si ispirano a quello! che poi sia diventato un ottimo prodotto commerciale è normale: quando una cosa è bella vende! (e attenzione, è diverso dal dire "concepiamo una cosa affinchè venda"). Dragon Ball sta ai manga un po' come i Beatles stanno alla musica: mette d'accordo tutti, piace a tutti. è inutile che arrivi a fare il figo sputando merda su uno dei capisaldi della letteratura disegnata giapponese. uno di quei prodotti che NON PUOI ignorare. cioè, scrivi su un sito che si chiama animeclick (dove anime sta per "animazione giapponese") solo per far vedere che sei un outsider se critichi ciò che questo sito ha per oggetto, cioè la produzione fumettistico-animata giapponese? ci può stare una questione di gusti, lo ammetto, ma in tal caso le tue argomentazioni non terrebbero affatto. cerca di LEGGERLO Dragon Ball invece di assumere un'opinione solo in base ai dati di vendita (se sono alti, idea negativa, se bassi, idea positiva) e oltre alle urla, scoprirai una selva di citazioni, lezioni morali, rapporti umani e una complessità che certo non emergono dalle cifre o dalle copertine. e poi andiamo, Dragon Ball non ha mai avuto pretese di essere un qualcosa di filosofico o particolarmente impegnato: è partito come shonen e come shonen è andato a finire -dando una ventata di aria fresca al genere e influenzandolo a tal punto che tutta la generazione odierna vi si riferisce e che non penso smetterà di riferirvisi a breve- , come una lettura leggera. se tu volessi giudicarlo col metro di un seinen ad esempio sarebbe come se tu cercassi di dare un parere su un vino mettendotelo in un orecchio piuttosto che assaporandolo con la bocca. detto tutto questo, EVVIVA TORIYAMA SENSEI!!! VOGLIO DELL'ALTRO DRAGON BALL!!! E SONO FELICE PER L'USCITA DI QUESTA MINISERIE^^ 
107) Messaggio scritto da Emoragno (anonimo) il 09/12/2009 alle 21:14 @tutti Grazie, Grazie Ps: massì, tanto ci vengo sempre qui^^ mi iscrivo^^ 
115) Messaggio scritto da Epicuro lo snob (anonimo) il 10/12/2009 alle 11:59 Emoragno, dov'è di preciso che avrei svelato tutto questo "snobismo da io-sono-alternativo-e-la-so-più-lunga-degli-altri?" Bastian contrario a tutti i costi? Ma se ho difeso Toriyama nel mio intervento!
L'unico distinguo che mi son permesso di fare è che per me (e sottolineo) Dragonball NON E' il manga. Più semplicemente Dragonball rappresenta UN tipo di manga e guarda caso, proprio QUEL tipo di manga che non apprezzo e che alla fine è stato motivo di rovina anche per Toriyama e Dragonball stesso. Il primo perché dopo Dragonball s'è dato alla macchia, il secondo perché da un certo punto in poi si è talmente snaturato (graficamente e narrativamente) da risultare irriconoscibile per quel che era all'inizio e per buona parte dello svolgimento.
Sull'anime invece hai ragione: mai l'ho difeso e mai lo difenderò dato che è pessimo sotto quasi tutti gli aspetti. Ora spiegami come può esser considerato un buon anime Dragonball se della principale bontà del manga (la lettura iperfluida e briosa) se ne infischia sbrodolandosi per episodi ed episodi allungando fino alla nausea gli eventi. La nuova versione di Dragonball z non l'ho vista ma se davvero han tagliato minuti su minuti un motivo ci sarà, no?
Quindi, io tendo a dividere Dragonball tra fumetto con tutte i suoi meriti (e non son pochi, già l'ho ribadito più volte) e serie animata con tutte le sue magagne (e son moltissime).
Sul buon 85% dei manga che leggo che dovrebbe venire da Dragonball mi pare tu faccia il classico errore di chi confonde l'influenza che Dragonball ha avuto SOPRATTUTTO sul jumpiso scambiando l'opera di Toriyama come pietra di paragone per tutta una scuola fumettistica che già si reggeva sulle proprie gambe e che poi ha continuato a camminare su un dedalo molteplice di stili e schemi.
L'affermazione sui Beatles nemmeno è così veritiera dato che nemmeno il noto quartetto mette d'accordo tutti, figuriamoci Dragonball. Che poi, come ho già detto e riconosciuto, Dragonball ha sicuramente la sua importanza cardine nel jumpismo e da lì non voglio certo deporlo. Solo, si dovrebbe capire che A) il jumpismo NON E' il manga B) si può detestare il jumpismo senza eccessi di snobismo ma semplicemente non condividendone i modi e gli stili C) che si possono apprezzare i manga senza amare il jumpismo. Comprese queste tre regolette si capirà con facilità quanto andavo scrivendo più sopra.
Quindi, non vedo dove starei sputando cattiverie e non capisco nemmeno dove avrei dato dimostrazione di voler ignorare l'opera Dragonball dato che sono incline a cercar di conoscere un titolo prima di scrivere se l'apprezzo o no. Per cui, sì, Dragonball l'ho letto e non ignorato. Letto e non apprezzato fino in fondo. Tutto qui il mio peccato.
Io scrivo su animeclick per dimostrare di essere un otusider? Ma che dici? Guardati le statistiche del sito e vedrai che di commenti ne ho stilati parecchi e se la mia intenzione era far il fighetto magari potevo anche fermarmi prima. Che poi, molti di quei commenti fossero pure parecchio meditati e combattuti (vero Antonio?) dovrebbe dimostrare che io amo sia i manga che gli anime ma questa passione non mi fa agire a testa bassa facendo da eco alla voce della massa. Quindi, non vedo questo conflitto d'interessi (veh!) tra la mia passione verso i manga&anime e la mia poca simpatia verso Dragonball e a tutto quel che rappresenta.
Argomentazioni che non tengono dici? Io ho scritto che odio il jumpismo (che, ricordiamolo, è un modo di fare fumetti) e quindi non posso apprezzare Dragonball in quanto proprio l'opera di Toriyama ne è massimo araldo e iniziatore. Dove vedi falle? Mica cerco d'imporre questo punto di vista quale dogma incontrovertibile, neh!
La sparata sui livelli di vendita non so dove tu l'abbia colta nei miei scritti. Io di solito valuto l'opera in se senza guardare se vende o meno. Chiaro, volendo trattare un argomento come Dragonball è d'obbligo analizzarne anche l'aspetto economico/editoriale e poi, mi pare che anche tu ne hai tenuto conto declamandone l'importanza nel mercato italiano e la somma divinità del lavoro di Toriyama in quanto conosciuto dalle masse tutte, no? Quindi, un po' di coerenza non guasterebbe prima di accusare il sottoscritto di valutare Dragonball come dati di vendita. Lo ripeto: Dragonball io lo valuto prima di tutto come fumetto e lì ho espresso le mie perplessità. I dati di vendita o la sua popolarità li lascio ad altri.
Sulla lettura di Dragonball come opera filosofica non capisco a cosa tu voglia alludere. Io, personalmente, non ho mai fatto confusione nel porre le gesta di Goku&soci all'interno del loro target e nemmeno mi sogno di valutarne la bontà o meno riferendomi alla fetta anagrafica di pubblico alla quale è rivolta.
Aquila, quando scrivevo di serie infinite intendevo al fatto che da una decina d'anni le opere jumpiste (o che a questa scuola fanno diretto riferimento) non danno segni di volersi concludere in tempi umani. Se si pensa che i vari Ken e City hunter si son conclusi sui venti/trenta volumi non è facile notare che ora il mercato vive una certa paura nel concludere l'opera di richiamo. One piece, ad esempio, pare infinito e lunghissimo. Tempo fa, si sarebbe esaurito sulla trentina di volumi per poi lanciare ODa in qualche altro lavoro. ora c'è paura a chiudere il titolo che vende, troppa paura. Quindi, dicevo che Dragonball insieme alle vendite pazzesche del jump di quegli anni (irripetibili vista la maggior concorrenza e frammentazione dell'offerta oggi) ha creato la situazione che non c'è più molta pazienza da parte dell'editore che da subito cerca il titolo sbanca botteghino a testa bassa. Se Oda dovesse iniziare un'altra opera e questa nuovo titolo X dovesse vendere anche solo un paio di copie in meno di One piece lo si chiuderebbe in un batter d'occhio dimenticando che pure i noti pirati di gomma han dovuto rodarsi un po' prima di raggiungere certi record. Insomma, trovo che Dragonball come iniziatore del jumpismo sia colpevole d'aver gonfiato le aspettative e i numeri legati ad un fumetto. Da qui, quella mia nota. Non stavo dicendo che tutti i manga oggi vanno avanti in eterno, dunque.
Sulle pause di Oda invece invocavo periodi anche più lunghi di due settimane. E poi, sì, in questo siamo d'accordo: far fumetti a certi livelli è opprimente umanamente.
Sulla volontà di Toriyama di non fare storie lunghe son d'accordo: credo sia proprio lui a non voler affrontare una lunga serializzazione quasi a confermare il malessere provocato da Dragonball. Certe opere possono sfuggire di mano pure ai loro creatori e diventare un fardello (da un punto di vista autoriale, almeno).
Alla prossima 
132) Messaggio scritto da Epicuro lo snob per SE (anonimo) il 11/12/2009 alle 11:18 Emoragno, hai mai pensato che il motivo per cui la terra continua a girare è perché esiste Dragonball?
Scherzo, scherzo, ovviamente.
Comunque, tu scrivi: "semplicemente DB piace, e piace a tutti, ma non per emulazione. è che proprio è bello e muove qualcosa dentro!!!"
Allora io chiedo: sei proprio sicuro? Cioè, è proprio vero che quello che piace a te piace a tutti proprio perché E' bello UNIVERSALMENTE? Tutto d'un tratto mi divieni così assoluto nelle definizioni? Quasi dogmatico! Ti è difficile credere che può esistere qualcuno che non ama Dragonball, che addirittura lo trovi noioso senza per questo essere un bastian contrario per partito preso? Magari è uno che cerca altre letture senza l'onta dello snobismo, mah... Chiedo, eh!
Che poi è davvero strana una cosa, dall'inizio io ho continuato a scrivere che nel criticare Dragonball non m'importa dei dati di vendita o della popolarità, che il ******** (sarebbe jumpismo ma, prego, suggerisci tu un termine adatto) lo considero uno stile di far fumetti all'interno della scuola nipponica e che proprio come stile non lo apprezzo quasi per nulla (adopero il "quasi" come beneficio del dubbio). Ora, devi sapere che io il fumetto magari lo leggo in maniera deformata proprio perché mi piace anche farlo (per passione, ormai) e quando uso delle definizioni di stile, tipo il ********, la cosa non nasce dal fatto se un fumetto è pubblicato su una rivista o se vende milioni di copie. Si tratta d'un modo d'impostare la storia, i personaggi, la tavola con le sue vignette, il numero di sfondi a puntata, le dinamiche comportamentali e le relazioni tra i protagonisti, il numero fisso di tavole che impedisce lo sviluppo di scene più ampie, i valori declamati, eccetera eccetera. Come vedi, se analizziamo il ******** in questa maniera vien facile definirne i connotati (che sono mobili in minima parte, certo) e da questi tratti uno poi soppesa il giudizio. Difficile capire ciò? Non mi pare.
Ora, alla luce di questo permettimi di dire che il ******** non trova i miei favori per tutto quello che lo compone a livello di stilemi all'interno del linguaggio manga. La formula non m'esalta e la trovo limitante anche per gli autori stessi costretti a seguirne le regole ferree (da qui la mia definizione di Toriyama "rovinato" da Dragonball).
Ovviamente, non sono un folle da invocare la chiusura di shonen jump e l'annientamento del suo mondo e son ben conscio che per anni ha tirato la baracca, eh. Ed infatti, non vedo una mia affermazione in questo senso in quel che ho scritto, non vedo invocar di cappi da far infilare al ********.
Lo ripeto: il ******** per me rappresenta una definizione stilistica comprendente certi schemi fissi (e non lo dico negativamente dato che amo i generi e ogni genere presenta i suoi paletti ben precisi) che non apprezzo. Di conseguenza posso dire di non apprezzare Dragonball proprio perché trovo l'opera di Toriyama l'araldo pieno del ********.
Ovvio che per riuscire a sintetizzare quello che per me è il ******** ho dovuto leggermi (con tranquillità, credimi) molte opere ****istiche.
Ancor più ovvio che pure all'interno del ******** trovo eccezioni degne di nota. Certo, non oso definirle universali perché piacciono a me. Ad esempio JOJO l'ho sempre apprezzato proprio nel suo muoversi con intelligenza all'interno di leggi stilistiche che non apprezzo appieno. Che poi JOJO venda pure le sue belle migliaia di volumetti non mi pare un problema rilevante, visto?
Ecco qua, nulla di più, nulla di meno.
P.S. per favore non abbreviare il mio pseudonimo. Grazie! P.P.S. ah, e se ti può far piacere sappi che Taniguchi non lo amo. Vario il mondo, eh?
Alla prossima
e spero con lo scritto qua sopra d'aver risposto anche alle perplessità di ::Koizumi::.
Nessuna malattia mortale a priori, dunque. Una seria e personale selezione, semmai. Selezione che son sempre pronto a rivalutare.
Saluti 
135) Messaggio scritto da Epicuro (anonimo) il 11/12/2009 alle 12:18 Non credo di meritare l'onore! Eh eh...
Saluti 
142) Messaggio scritto da Epicuro (anonimo) il 11/12/2009 alle 14:49 ::Koizumi::, in effetti quando si critica un titolo come Dragonball il rischio snobismo è sempre dietro l'angolo per vari motivi ampiamente illustrati più sopra sia nei miei interventi che in quelli di emoragno.
Di mio posso solo dire che Dragonball l'ho vissuto quasi in tempo reale sia con la sua prima messa in onda su junior tv che con la sua prima apparizione su carta per star comics. Ora, non so quanto un pupetto della quinta elementare possa essere tacciato di snobismo (magari precoce, non saprei) ma già a prima vista, la serie televisiva m'aveva lasciato perplesso nel suo evolversi (o involversi come preferite) passando dal viaggio ricco di ironia e personaggi buffi e grotteschi alla fase torneo e nemici sempre più forti e seriosi. Impressione che tornò a farmi compagnia alla lettura del fumetto ed anzi, proseguendo, la cosa si fece sempre più fastidiosa sfociando nella fase "Z" della trama davvero irriconoscibile. Chiaramente, queste sensazioni giovanili le ho approfondite anche in seguito, riprendendo in mano l'intera opera fumettistica (la serie animata, no, sono riuscito a RIvederla solo a sprazzi tanto m'era venuta a noia). Ebbene, la prima impressione s'è ovviamente arricchita, colorita se vogliamo ma non s'è distanziata più di tanto.
Tutto questo lo scrivo così come variazione sul tema della discussione qui sviluppata.
Infine, difficile non essere d'accordo con quanto affermato da Kotaro nel suo ultimo intervento. Dragonball è sfuggito di mano a Toriyama. Da quando con precisione non saprei. Io dico da tutta la saga di cell in poi. Mi spiego, già da prima si notava un allontanamento dell'opera dalle corde del suo autore ma dai cyborg in poi la cosa è evidente anche graficamente.
Naturalmente, se a qualcuno piace di più l'ultimo Dragonball rispetto al primo, tanto meglio per lui.
Saluti 
145) Messaggio scritto da Epicuro (anonimo) il 11/12/2009 alle 15:25 Per certi versi la saga di majin bu mi pare quasi una presa in giro di quel che era diventato Dragonball e di come ormai il tutto era sfuggito al controllo di Toriyama. Una sorta di Dragonball estremizzato nei suoi eccessi e non sense così da poterlo portare ad una rapida morte. Una sorta di demolizione voluta e cercata. Ammetto che quando al tempo vidi il sayan di ultimo livello la domanda che mi venne in mente fu più o meno questa:"ma Toriyama sta giocando ironicamente con il suo prodotto sfuggito di mano?".
Se analizzata da questo punto di vista, l'ultima saga di Dragonball, potrebbe presentare elementi d'indagine anche interessanti.
Saluti 
147) Messaggio scritto da Epicuro (anonimo) il 11/12/2009 alle 15:36 Nel frattempo s'è aggiunto l'ultimo comento di Kotaro. Vado a rispondere. Beh, anch'io accetto la prima serie di Dragonball come prodotto pregevole e non ho molto da dire. Diciamo che già in quella porzione di storia m'erano apparsi alcuni cenni del futuro declino. All'inizio il viaggio era elemento centrale della storia (da lì il titolo che richiama Viaggio in occidente e la cerca delle sfere). Poi, l'attenzione si è via via spostata verso i combattimenti e ai nemici da sconfiggere migliorando le proprie abilità. Anche gli incontri fatti dal protagonista si son fatti sempre più mirati ad un voler allargare il cast dal punto di vista muscolare (se si è capito cosa intendo) dove prima le comparse avevano soprattutto un ruolo comico e disimpegnato. Certo, nella prima serie il tutto riesce a star ancora sotto controllo (più o meno) ma quando si inizia con lo "Z" si ha da subito chiaro quali siano state le correnti vincitrici all'interno dell'opera. Lo si capisce dal Goku adulto finalmente libero "fisicamente" di confrontarsi con nemici più cattivi e agguerriti. In questo senso il Goku bambino così come era stato concepito da Toriyama aveva già raggiunto il suo massimo combattendo contro il primo piccolo e già lì si notavano alcune forzature di plot (che potevano andare benissimo se si fosse trattato dell'arco narrativo finale).
Saluti 
149) Messaggio scritto da Epicuro il dogmatico (anonimo) il 11/12/2009 alle 16:46 Epicuro può bastare grazie.
Poi...
A parte che non approvo l'affermazione che fai ""dare alla gente quello che la gente vuole". Per un paio di motivi. 1) allora vuoi dire che è facile creare un'opera da vendere anche ai polli. Quindi Dragonball da questo punto di vista non sarebbe questo granché visto che basta "dare alla gente quello che la gente vuole", no? 2) che vuole la gente? Di preciso? Difficile dirlo. Io non ho la formula magica anche se vorrei averla. 3) un'opera degna (commerciale o meno che sia senza dati di valore in questo) deve imporsi sul suo pubblico. Non dico che deve sforzare la lettura ma nemmeno abbandonarsi lascivamente tra le mani del suo pubblico. Se davvero bisogna "dare alla gente quello che la gente vuole" allora abbassiamo pure l'asticella e mettiamo tutto nelle mani di qualche buon analista dei mercati, lui sì informato su quel "che la gente vuole".
Quindi già qui siamo parecchio distanti. Perché se "la gente vuole" che quel personaggio non muoia mi pare assurdo gioire e godere dell'autore costretto a chinare il capo di fronte alle bizze immotivate di un lettore. Ascoltare con acutezza, quello sarebbe già più accettabile...
Ma passiamo oltre. Tu dici che criticando i fumetti "giampici" critico l'intero linguaggio fumetto? Ti rendi conto dell'assurdità di questo concetto? Cioè, fammi capire, il fatto che io non apprezzi i fumetti supereroistici americani implica un mio totale rifiuto verso non solo la scuola americana ma addirittura verso il linguaggio tutto? Intendi questo? Beh, mi pare una esagerazione bella e buona basata su un amplissimo equivoco: che tutto il linguaggio fumetto sia facilmente descritto in pochi elementi costitutivi. Poi, certo, che le storie son sempre quelle! Da Omero alcuni lo affermano con i due schemi "l'assedio" (Iliade) e "il viaggio" (Odissea). Dunque? Dobbiamo far passare tutta la narrativa per questi due sommi capolavori cercando una stilizzazione a grana grossa? Ok, teniamo buono "l'assedio" e "il viaggio" ma riconoscerai che dopo secoli di letteratura il discorso s'è frastagliato in diversi cristalli ognuno recante la propria luce. Per cui, già, io posso non apprezzare il romanzo giallo per mille motivi. Odio il romanzo giallo anche se pure in quel genere ci sono il protagonista, la spalla del protagonista e pure, ohibò, una trama che fa interagire i personaggi come nel romanzo vittoriano che al contrario amo. E' possibile? Io dico di sì.
Che poi volendo anche accettare lo schema Propp io potrei dire che bisogna capire cosa uno intende per protagonista di una storia. Sterne addirittura solleva la Divagazione come protagonista massima del suo scrivere (senza falso aiutante, temo), De Sade crea dei teatrini ove il protagonista è molto spesso il concetto più che l'attore che ne parla. L'antagonista poi, in genere ha ormai assunto i connotati più sfumati possibili. Quindi le varianti sono infinite se si vuole puntare lo sguardo su un intero linguaggio. Diversamente, all'interno di un linguaggio si possono individuare delle correnti e lì uno fa le sue scelte basate sulla propria esperienza che forma il gusto e la sensibilità di ognuno. Perché, caro mio, ci sono molti modi di reagire di fronte a un certo stimolo. Quindi, se definizioni come quella di Propp possono tornare utili in un discorso preso alla larga poi ci si accorge che le cose si complicano. io stesso t'ho fatto notare che all'interno del "giampico" trovo cose che m'interessano (il già citato JOJO o Toriyama come autore che difendo pur non apprezzando Dragonball).
In realtà, non è che tu abbia scritto male o espresso erroneamente il tuo pensiero (o magari che io non sia riuscito a seguirti). Più semplicemente abbiamo due punti di vista differenti su alcune cose. Punto. Infatti io non mi sono mai sognato di sindacare quel che ti ha potuto portare a santificare Dragonball. E sai perché? Beh, forse perché io ho semplicemente dato una definizione al fumetto "giampico" e su quella definizione di genere ho dato un mio parere negativo. Chiaro che se Shonen jump (e relativi cloni) vendono vuol dire che ad alcuni la cosa piacerà. Se tu sei tra questi tanto meglio. Io continuo a non ardere di passione verso i fumetti "giampici" e tu non hai fatto molto per farmi cambiare idea dato che alle tue accuse di mia scarsa motivazione non mi pare che tu ti sia spinto molto più in la del "semplicemente DB piace, e piace a tutti, ma non per emulazione. è che proprio è bello e muove qualcosa dentro!!!" che implica come sotto testo un bel "io ho lo scettro del potere e sono buono e giusto senza possibilità d'errore". Certo se questo si chiama argomentare io non ho argomentato. O magari mi manca quel "qualcosa dentro".
Ma cerchiamo di argomentare, si diceva. Ok, tu scrivi "quindi vediamo che nemmeno la storia può essere considerata un tratto poi così tanto distintivo, dato che trovi più o meno gli stessi temi anche su storie di altri editori".
Va bene, prendiamo ad esempio Kenshin e L'immortale. Preciso che non è mia intenzione fare a gara tra questi due titoli fra chi è il più bello del reame. Semplicemente ho preso due fumetti dello stesso genere (storico) appartenenti allo stesso sottogenere (storie di samurai ambientate in un preciso contesto storico) con personaggio principale di base molto simile (sfregiato fisicamente e spiritualmente in cerca di una sorta di redenzione) con l'aggiunta del particolare fuori dagli schemi (l'immortalità da una parte e il non voler uccidere dall'altra) e il nutrito cast di personaggi. Ebbene, che abbiamo? Due fumetti fotocopia? Se odio Kenshin devo odiare anche L'immortale e viceversa? Non sarà che le due storie prendono il via da uno schema di genere simile ma lo fanno con uno stile diverso? Dato dal target (e non è un valore che contraddistingue la bontà di un'opera), dalla rivista, dal pubblico al quale ci si rivolge, dalle possibilità lasciate dall'editore. Poi, in tutte queste situazioni diciamo "esterne" s'innesta la capacità dell'autore, gli obiettivi che questo si è posto, i messaggi e/o le suggestioni cercate ed evocate. Ancora: il modo con qui si racconta che è elemento fondamentale. Da questo si capisce che i fumetti "giampici" e non solo loro com'è logico capire, hanno le loro direttive fatte di scene da evitare, climax da raggiungere in tot tavole, violenze (emotive e fisiche) da obliare, valori da propagare eccetera. Poi ci sono anche i modi con sui si costruiscono le tavole, come si dispongono le vignette. Se si paragona un fumetto "giampista" con un altro suo simile non è difficile notare le similitudini a livello di storyboard, di tempi narrativi delle vignette del contrapposizione tra battute disimpegnate e frasi serie fatte con lo stesso tagli dell'occhio, con la stessa smorfia della bocca, con la stessa fronte aggrottata. Attraverso questa analisi si possono notare dei punti che incatenano i vari generi e sottogeneri fumettistici e da qui ad ognuno la possibilità di scegliere quali preferire.
JOJO alcune di queste situazioni le scardina. Ad esempio, la trama generazionale. A suo tempo Araki aveva dichiarato come l'editore sconsigliasse questa scelta con la scusa "se il primo JOJO funziona, perché cambiarlo?". Araki è riuscito ad imporsi (magari non dando subito alla gente "quel che voleva") e già l'intreccio a saghe generazionali fu un modo per allontanarsi da certi stereotipi giampici (e per crearne altri, immagino). Questo è un esempio molto schematico.
Infine, sul dogma universale non ti do torto. Non lo considero un male a priori e su questo mi pare che possiamo addirittura essere d'accordo. Più che altro trovo pericoloso approntare una discussione via internet su questo metro di misura. I rischi di deragliare nel muro contro muro sono troppo alti.
P.S. Kotaro, sì, intendevo personaggi combattenti. E certo, nella prima serie le cose come ho già detto sono ancora sotto controllo. Diciamo che qualche sentore si poteva percepire. Sentore più che accettabile oltre tutto. P.P.S. no che non mi registro, augh!
Saluti 
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