Addio, Mangaka! Cronaca di una morte annunciata?

Solo due numeri, solo quattro mesi, questa la durata del sogno di alcuni aspiranti mangaka italiani e della vita di un magazine che voleva “ rivoluzionare”, ma in una formula discutibile e senza i grandi numeri necessari. Riprendiamo queste poche righe dal Jappamondo di Davide Castellazzi:
Pubblichiamo questo post con grave ritardo, ma dovevamo aspettare la decisione definitiva dell'editore. Purtroppo, nonostante commenti positivi di lettori e addetti ai lavori, i dati di vendita di Mangaka sono risultati insufficienti a mantenere in vita il magazine. L'editore ha valutato la possibilità di distribuirla solo in libreria, o addirittura tramite internet, ma ritiene che neanche in questo modo riuscirebbe ad andare in attivo. Quindi, non resta che la dolorosa scelta di chiudere. Il direttore cercherà di rispondere personalmente ai moltissimi lettori che hanno inviato dei lavori, alcuni dei quali decisamente validi.
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32) Messaggio scritto da Lucy95 (anonimo) il 04/02/2010 alle 12:50 Noooo! Io avevo appena mandato delle mie tavole!!!! 0 0 
40) Messaggio scritto da anubis (anonimo) il 04/02/2010 alle 13:41 concordo appieno con DarkBahamut_87 0 0 
44) Messaggio scritto da redreptile (anonimo) il 04/02/2010 alle 14:12 Quando gli editori non distribuiscono neanche il giusto numero di quotidiani, figuriamoci se possono avere successo con piccoli numeri.... 0 0 
47) Messaggio scritto da Antonio. (anonimo) il 04/02/2010 alle 14:29 Voglio una lametta: una cosa è certa, però, dovessi pubblicare un mio manga (già, manga) lo firmerei Kazzuto Fujihara, per evitare tali assurdi apriorismi Codice: "troni"... non ci sono paragoni! 0 0 
51) Messaggio scritto da billo (anonimo) il 04/02/2010 alle 15:17 Perchè vi soffermate sempre sui soliti discorsi "apriorismo quà, apriorismo là". Ditemi, perchè con un mercato SATURO di manga originali di già discutibile qualità, dovrebbe il lettore medio comprare le solite copie fatte male? conciso. Il problema non è l'apriorismo, sennò pure i manhwa venderebbero una ceppa, stesso dicasi per Tokyopop e simili, il problema è la QUALITA', l'originalità, l'innovazione che chiunque si aspetta da un ibrido, la fusione tra due culture completamente diverse. Ma si sà, è più facile imitare che innovare quindi i frutti che si colgono sono questi.
Ah, inoltre, questo tipo di riviste propone esattamente gli stessi contenuti di network e fanzine dedicate. Mi dite perchè l'utente-target dovrebbe rivolgersi a questo mercato piuttosto che a internet? 0 0 
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Utenti On-line: 146 Record: 2257 Utenti (18/11/2010)
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(e c'è pure la notizia della morte di Gouri qua, tra le notizie legate a questa, mannaggia a voi!
Riguardo alla rivista, ammetto di non averla seguita poichè l'ho trovata assai costosa, in proporzione al numero di pagine che proponeva, ma sarebbe stata utile per gli aspiranti fumettisti, chissà...