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Notizia del 18/02/2010 OKNOtizie
AGCOM: licenze collettive per risolvere il problema del file-sharing

P2PirateL'AGCOM, Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni, ha pubblicato uno studio conoscitivo sul file sharing che mira a fare il punto sulla pirateria online in Italia.
Riportiamo, per illustrare al meglio le osservazioni dell'AGCOM, un articolo pubblicato su Punto Informatico.

Roma - Si intitola Il diritto d'autore sulle reti di comunicazione elettronica. È un'indagine conoscitiva pubblicata di recente sul sito ufficiale dell'Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni (AGCOM). Un corposo documento che non mira a fissare un quadro definitivo di regolamentazione, bensì a lasciare aperti i possibili scenari futuri, a dare a cittadini e imprese la possibilità di avanzare proposte. E di aprire un dibattito.

Nell'introduzione al documento, AGCOM ha ricordato un'esigenza di ricostruzione del quadro sul diritto d'autore in Italia, in modo da garantire un prezioso bilanciamento. In particolare, tra la libertà d'espressione, l'equa remunerazione degli autori e un'adeguata tutela dei diritti dei cittadini della Rete. Tenendo conto della necessità di garantire privacy e accesso alla cultura, in particolare sul web.

Questo innanzitutto perché l'Italia ha bisogno di riflettere su questo modello per conformarsi al pacchetto di direttive dell'Unione Europea sulle comunicazioni elettroniche. Pacchetto che ha sostanzialmente sottolineato come l'accesso a Internet sia un principio fondamentale dell'ordinamento comunitario.
Modello italiano, dunque. Nel Belpaese, il cosiddetto Decreto Romani vorrebbe affidare all'Autorità un potere di molto superiore a quello attuale, inclusa la possibilità di disconnettere gli utenti colti a violare ripetutamente il diritto d'autore. Nella sua indagine conoscitiva, AGCOM sembra aver intrapreso una strada teorica decisamente in controtendenza con quelle illuminate da paesi come la Gran Bretagna e la Francia.

Esempio. Secondo uno studio effettuato sul traffico a livello globale - e riportato nel documento - il fenomeno della pirateria a mezzo P2P appare in diminuzione. Precisamente, dal 40 per cento del 2007 al 19 per cento del 2009. Mentre a crescere sarebbe il numero di abbonamenti a banda larga. Questo potrebbe voler dire, a detta di AGCOM, che la crescita degli abbonamenti broadband allontanerà i cittadini dal P2P, facilitando la vita al mercato dei contenuti digitali legali.

AGCOM ha ricordato che esistono seri obblighi tecnici e giuridici nelle pratiche di accertamento di illeciti sulla Rete. Limiti come quelli imposti dalle direttive comunitarie, che escludono l'ipotesi di affidare poteri di monitoraggio ai provider. O limiti come quelli sottolineati dai principi a tutela della neutralità della Rete. O della privacy dei cittadini.

E in contrasto con privacy e neutrality sarebbero anche quelle che attualmente sono le misure nella lotta alla pirateria, poco adattabili ad un utilizzo all'interno del mercato residenziale a banda larga. Inoltre, misure tecniche come il port blocking sarebbero facilmente aggirabili da parte degli utenti, ad esempio variando la configurazione di connessione del client P2P relativamente alle porte di rete.

E il content filtering, uno dei metodi più utilizzati per filtrare l'accesso ai contenuti web, sarebbe in contrasto evidente con i principi a tutela della privacy e della net neutrality. Mentre le tecnologie di Deep Packet Inspection, a detta di AGCOM, potrebbero violare - se attuate su larga scala - gli stessi principi di libertà democratica.

L'Autorità si è fatta quindi promotrice della necessità urgente di procedere ad una riformulazione dell'impianto normativo attuale. Una soluzione ipotetica, tra le altre, potrebbe essere quella delle licenze collettive estese. Si tratta di un sistema di adesione volontaria, in virtù del quale gli enti di gestione collettiva negoziano per conto degli aventi diritto la licenza con gli operatori che veicoleranno poi i contenuti digitali su Internet.

AGCOM ha quindi illustrato ciò che sta attualmente accadendo in paesi come la Francia, il Regno Unito e gli Stati Uniti, sottolineando come approcci basati su divieti e repressioni non abbiano ad oggi dimostrato particolare efficacia. Soprattutto in un'ottica di garanzia di una giusta tutela sia degli autori che degli utenti.

Il documento di AGCOM ha poi riportato alcune delle teorie sviluppate dal professore di diritto di Harvard Lawrence Lessig che ha sottolineato l'importanza di conoscere quelli che sono degli aspetti positivi legati al file sharing. Una società non dovrebbe quindi fare a meno dei benefici legati al P2P, non a causa di un atteggiamento che vorrebbe stroncarlo sul nascere.




Autore: Domenico V  

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L'uomo è un essere orribile. Io? Mi limito a fingermi uno di loro.
Turboo Stefo ha vinto 4 Premi Utente Turboo Stefo è stato attivo negli ultimi 10 giorni Invia un Messaggio Privato a Turboo Stefo 
1) Messaggio di Turboo Stefo (18/02/2010, ore 00:30)
Bè, mi sembra di leggere notizie confortanti o sono l'unico??
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2) Messaggio scritto da Lazarus (anonimo) il 18/02/2010 alle 00:40
finalmente qualche parola sull'argomento che fa piacere sentire
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RyOGo ha vinto 2 Premi Utente RyOGo è stato attivo negli ultimi 10 giorni Invia un Messaggio Privato a RyOGo 
3) Messaggio di RyOGo (18/02/2010, ore 01:39)
Qualcuno comincia a capire qualcosa in Italia!

Quindi vedremo presto un cambio di personale...
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Friederike72 è stato attivo negli ultimi 10 giorni Invia un Messaggio Privato a Friederike72 
4) Messaggio di Friederike72 (18/02/2010, ore 01:52)
"l'accesso a Internet sia un principio fondamentale dell'ordinamento comunitario."

Meditate, gente, meditate..anche in rapporto a quanto detto due giorni fa nella news e nei commenti relativi sulla mirabolante velocità delle connessioni asiatiche.^_^
Sarei curiosa di conoscere le teorie del professore di Harward relative agli effetti benefici del file sharing
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5) Messaggio scritto da Tsukasa (anonimo) il 18/02/2010 alle 04:46
complimenti alla AGOM, si becca un punticino di fiducia, qualcuno che inizia a capire cos'è la rete, e i benefici che se ne possono trarre con le giuste mosse
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6) Messaggio scritto da ximpalullaorg (anonimo) il 18/02/2010 alle 06:16
Citare Lessig...Che errore (a parte la licenza Creative Commons, le sue teorie sono strampalate, per essere gentili). Inoltre ci terrei a far notare che la neutralita' della rete non esiste. Cio' che viene solitamente definito come attentato a tale "neutralita'" altro non e' che un abuso di posizione dominante, altro che liberta' in pericolo..
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7) Messaggio scritto da Eiken (anonimo) il 18/02/2010 alle 10:28
Hanno scoperto l'acqua calda...
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Giga è stato attivo negli ultimi 10 giorni Invia un Messaggio Privato a Giga 
8) Messaggio di Giga (18/02/2010, ore 10:36)
Chi forma l’attuale AGOM sa di cosa parla (cosa insolita).
@ximpalullaorg
La neutralità della rete e vero al momento non esiste ma la stanno creando (tra i sostenitori che anche il presidente degli U.A.)
maggiori info sono presenti qui:
http://yanfry.wordpress.com/2010/02/16/rapporto-agcom-sulla-%E2%80%9Cpirateria%E2%80%9D-meglio-legalizzare-che-reprimere/
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Giga è stato attivo negli ultimi 10 giorni Invia un Messaggio Privato a Giga 
9) Messaggio di Giga (18/02/2010, ore 10:38)
Scusate volevo dire USA.
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10) Messaggio scritto da Lybra (anonimo) il 18/02/2010 alle 10:53
Tutto ciò che scrive AGCOM è estremamente sensato e lucido.
Se le intenzioni di AGCOM venissero (in un futuro molto prossimo) messe in campo, l'Italia diventerebbe un avanguardia mondiale sul fronte Internet....proprio per questo motivo so che non accadrà mai e proprio per questo motivo mi rendo conto che AGCOM vale meno di un fico secco, altrimenti certi concetti nemmeno li avrebbero potuti pubblicare.

Beh fa ben sperare nel caso in cui il Decreto Romani darà forti poteri in mano ad AGCOM...AGCOM potrebbe dimostrarsi un organismo abbastanza equilibrato, ma tanto cambieranno i dirigenti con chi gli fa comodo e questa bella ricerca sul file-sharing diventerà carta straccia
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11) Messaggio scritto da Giap (anonimo) il 18/02/2010 alle 11:09
Questa strada porta diritta ad un equo compenso sulle connessioni a internet, pagato alla SIAE o ente equivalente, indipendentemente dal contenuto che viene scambiato,
dai 5 ai 15 euro mensili, per 30 milioni di utenti e rientrerebbero delle cifre che millantano di perdere e anche di più. Il tutto senza che gli autori del contenuto effettivamente scambiato ottengano qualcosa.
Tra l'altro in Francia hanno anche discusso una cosa simile nel 2005 e abbiamo visto com'è andata a finire.
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Scorbutica
Lavi-Schroeder NON è stato attivo negli ultimi 30 giorni Invia un Messaggio Privato a Lavi-Schroeder 
12) Messaggio di Lavi-Schroeder (18/02/2010, ore 11:18)
+1 ad AGCOM!
Tutto quel che ho letto finora mi è sembrato molto sensato.
Ma davvero il "fenomeno della pirateria a mezzo P2P" è in diminuzione? Non lo sapevo!
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Nessuno NON è stato attivo negli ultimi 30 giorni Invia un Messaggio Privato a Nessuno 
13) Messaggio di Nessuno (18/02/2010, ore 12:16)
E' più o meno la teoria che porto avanti da un pò di tempo a questa parte, finalmente qualcuno se ne è accorto!

Comunque resto sulla difensia:
1.Siamo in italia e, come al solito, le idee che sembrano decenti in un primo momento o nascondono (sempre) una fregatura o cadono nel dimenticatoio
2.Sono tutti soldi che andrebbero alla SIAE e compagnia bella...
3.Non è detto che le case produttrici siano daccordo:ora (per esempio) loro vendono a 100 a 1000 persone, in questo modo invece riceverebbero a 10 (ma avrebbero un'esponenziale numero di acquirenti); tutto dipende se sono disposte a rischiare.
4.Sarà allargato a tutto(film, musica, giochi...) o solo ad un settore?
5.se la applicano voglio la rimozione della tassa sui supporti di archiviazione!!!
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A ninja appears... on the middle of Nowhere!
Swordman ha vinto 4 Premi Utente Swordman è stato attivo negli ultimi 10 giorni Invia un Messaggio Privato a Swordman 
14) Messaggio di Swordman (18/02/2010, ore 13:15)
Articolo interessante. Poi mi leggerò con calma il corposo articolo per farmi un idea più precisa.
L'idea della licenza condivisa non è male manche perchè, a mio avviso, l'utenza che cerca il supporto fisico non calerebbe a questa si aggiungerebbe l'utenza più soft che arriverebbe dalla rete e che si interessa anche per valutare i prodotti come è uso anche sul P2P. Tutto a vantaggio dei produttori anche come pubblicità.
La posizione di AGCOM mi pare quanto meno sensata... poi stiamo a vedere
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BigBossToni NON è stato attivo negli ultimi 30 giorni Invia un Messaggio Privato a BigBossToni 
15) Messaggio di BigBossToni (18/02/2010, ore 14:40)
Beh, questa mi sembra una notizia a quanto confortante, soprattutto se i provvedimenti e le discipline che verranno applicate nell'ambito del file-sharing in Italia si discosteranno dai severissimi provvedimenti adottati ad esempio in Francia, dove la condivisione di un file coperto da copyright può costare davvero molto all'insaputo (o meglio sprovveduto) utente.
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Giga è stato attivo negli ultimi 10 giorni Invia un Messaggio Privato a Giga 
16) Messaggio di Giga (18/02/2010, ore 15:57)
@BigBossToni a dir la verita in francia l hadopi non costa solo agli sproveduti ma a tutti i cittadini Francesi infatti per aplicarla SPRECHERANNO 425mila euro al GIORNO di soldi dei contribuenti.
in fatti fino ad ora la politica dei 3 colpi e solo un insime di falimenti infatti e stata adotata la prima volta nella Corea del Sud ed e falitta.
http://antipirateria.governo.it/yaf_postst529_Corea-del-Sud-i-3strikes-falliscono.aspx
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Uso no nai egao ga Tatta hitotsu kimi ni hokoreru boku sa
zettaiLara ha vinto 1 Premio Utente zettaiLara è stato attivo negli ultimi 10 giorni Invia un Messaggio Privato a zettaiLara 
17) Messaggio di zettaiLara (18/02/2010, ore 16:35)
La notizia sembra bella, e questo è senz'altro un punto a favore dell'argomento, che bene o male è piuttosto spinoso.
Purtroppo, e dico purtroppo...l'applicazione è tutt'altra cosa. Io spero davvero che l'approccio che si vorrà tentare sia di tutt'altra pasta rispetto a quello di altri paesi, ma è anche vero che sarà piuttosto complicato, e onestamente non so se si sarà capaci di gestirlo; nel caso della protezione dei minori è la stessa cosa...il documento programmatico è intelligente, peccato che sia costantemente disatteso
Dunque incrociamo le dita
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Se guarda la fascina da un baiocco, non se po' guarda' a te faccia da porco?
KenzoTenmaFRNSGL NON è stato attivo negli ultimi 30 giorni Invia un Messaggio Privato a KenzoTenmaFRNSGL 
18) Messaggio di KenzoTenmaFRNSGL (18/02/2010, ore 17:03)
E' inutile che un'autorità garante se ne esca con documenti illuminati quando è il governo (dovrebbe essere il parlamento ma, allo stato dei fatti, è il governo) a legiferare in materia. E credo che ci siano più amici dei detentori di diritti pecuniari (senza neanche bisogno di mettere in ballo il solito conflitto di interessi che nel settore è colossale -ricordare la querelle mediaset-youtube mi sembra superfluo) che di quelli dei diritti inalienabili (come quello alla conoscenza). Se non portano ad una legge scritta che garantisca i secondi più dei primi (perché la conoscenza dovrebbe venire sempre prima del profitto), queste prese di posizione occasionali, per quanto se ne senta la necessità morale (se non altro fa piacere sapere che qualcuno nelle istituzioni non pensi che il P2P sia un termine giovanile per indicare la pratica istituzionale di "farsi le pere" e che la banda larga sia sinonimo di inciucio -dovrebbero informare anche Gasparri e Romani, stanno ancora cercando di capire dove infilarsi la chiavetta USB), andrebbero prese con le pinze.
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BigBossToni NON è stato attivo negli ultimi 30 giorni Invia un Messaggio Privato a BigBossToni 
20) Messaggio di BigBossToni (18/02/2010, ore 18:27)
@Giga: cavolo che fallimento colossale O.O...ulteriore dimostrazione che non si arriva a nulla con la reprssione, perchè nel caso coreano si tratta di repressione vera e propria...fortuna che qui in Italia, relativamente le libertà connesse ad internet, pare ci sia stato un dirottamento a delle azioni più flessibili...
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miyuhi NON è stato attivo negli ultimi 30 giorni Invia un Messaggio Privato a miyuhi 
21) Messaggio di miyuhi (18/02/2010, ore 20:14)
parole interessanti non c'è dubbio, ma voglio vedere sino a che punto saranno in grado di applicarle.......come sempre sono i fatti a dover parlare
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Le storie fantastiche sono molto più che reali:non perchè ci rivelano che draghi e demoni esistono, ma perchè ci dicono che possono essere sconfitti
ALUCARD80 ha vinto 11 Premi Utente ALUCARD80 è stato attivo negli ultimi 10 giorni Invia un Messaggio Privato a ALUCARD80 
22) Messaggio di ALUCARD80 (19/02/2010, ore 13:01)
ancora questa immagine... mi piace un sacco

@ zettailara

eh si ma in questo campo sono tutti spinosi gli "argomenti"... oramai mi sta venendo un mal di testa a leggere tutte ste norme contronorme battaglie legali blabla oddio non sono per me ste cose

ma come dicono anche latri alla fine sono i fatti che contano...staremo a vedere
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E Cell disse:
Hanatazaro è stato attivo negli ultimi 10 giorni Invia un Messaggio Privato a Hanatazaro 
23) Messaggio di Hanatazaro (19/02/2010, ore 16:50)
Mi sembrano miglioramenti anche se non si capisce come si voglia comportare l'AGCom nei fatti...
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Coloro che sarebbero disposti a cedere le proprie libertà fondamentali per ottenere un po' di sicurezza temporanea non meritano né l'una né l'altra.
Debris è stato attivo negli ultimi 10 giorni Invia un Messaggio Privato a Debris 
24) Messaggio di Debris (19/02/2010, ore 19:15)
Nei fatti come vi volete comportare voi ?? Come ci vogliamo comportare noi ??

Il decreto Romani è stato depotenziato ma rimane ancora una mina per tutti coloro i quali vogliono non "allegramente piratare facendosi i "zi loro" ma per chiunque voglia tutelare la libertà della rete.

L'Agcom è vero non ha gli strumenti del governo,ma non li vuole,e davanti all'enorme potere che gli dava il decreto Romani cosa ha fatto ha detto NO grazie...perchè il suo mestiere,e la sua organizzazione sarebbero fatte per altro ( fra l'altro non è che sia al completo)

Possiamo tener presente questo documento innanzitutto,non far gli "allegri pirati della Tortuga"
portar avanti le idee di calabrò e contestare le idee del buon Romani, aver presente anche questo,oltre questo ambito,ricordando che il Web è parte della realtà non altro dalla realtà oramai,e,tanto per esser chiari,aprir gli occhi,perchè non è detto che eventuali cambi di governi possano significare molto,le major seguono le loro politiche sotto qualsiasi sole,ma aiuterebbero..ed essere un'attimo più positivi.

C'è una certa generazione che non ha idea dell'uso del Web,e non gli interessa saperla,lo vede estraneo,una realtà surreale,mi dispiace dirlo ma è la mia,salvo rare eccezzioni il web è altro da...ma il Web è qualcosa che esiste fra noi ed è qui per restare.

Almeno per me.

...comunque anche per molti giovani il web è realtà sureale e si riduce al "fancazzismo su utubbo.

mah
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Silver Wolf NON è stato attivo negli ultimi 30 giorni Invia un Messaggio Privato a Silver Wolf 
26) Messaggio di Silver Wolf (20/02/2010, ore 15:35)
Sarebbe il colmo se l'italia fosse la prima a sperimentare una cosa così , però sai che bel figurone difronte al resto d'europa XDDD

Con tutta probabilità questo sarà solo il sogno di una notte di metà inverno e niente +
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Biggy NON è stato attivo negli ultimi 30 giorni Invia un Messaggio Privato a Biggy 
27) Messaggio di Biggy (21/02/2010, ore 04:24)
Ci sono un pò di cose che mi lasciano perplesso...
Dicono che il P2P è in diminuzione, tuttavia non si tiene conto (almeno da quel che ho letto) che vanno sempre più diffondendosi i servizi di streaming e di uploading, che risultano certamente più immediati, nonstante gran parte del materiale uploadato violi i diritti d'autore; quindi l'aumentare della banda larga secondo me dà spazio a nuovi servizi per accedere a contenuti (anche) illegali, ed il fatto che il file sharing stia diminuendo è solo una conseguenza dello sviluppo di altri mezzi (i quali tra l'altro non impongono la condivisione).
Inoltre il sistema di licenze collettive secondo me potrebbe funzionare ma solo su determinate tipologie di media (e magari in qualità ridotta), e mi sembra che qualcosa si stia già muovendo sotto questo punto di vista, ad esempio gli anime in streaming sotto licenza.
In ogni caso il problema permane quando l'utenza ha facile disponibilità di procurarsi lo stesso prodotto per altre vie (e ad una qualità superiore), ed il caos di internet e la privacy dei navigatori rendono difficile prendere precauzioni sotto questo punto di vista (e credo che sia chiaro che il problema stia propio qui).
Dare un compenso equo a chi detiene i diritti può essere un'impresa molto ardua, sia perchè, nonostante il web possa fornire vie legali per accedere ad un prodotto registrando il numeri di accesso e dando il relativo compenso agli aventi diritto o per invogliare l'utenza ad acquistre il prodotto ad una qualità superiore, restano comunque altre vie illecite fin troppo accessibili, sia perchè i costi di produzione potrebbero essere troppo elevati per essere remunerati, quindi o si intasa il prodotto di pubblicità o si riducono i costi con un conseguente calo della qualità del prodotto finale.
Prendendo ad esempio un videogioco per 360, basti pensare alla quota della M$, alla quota del publisher, ai costi di trasporto, al costo del confezionamento, al costo aggiunto dal venditore, ecc....
È chiaro che agli sviluppatori (un bel gruppo) che hanno impiegato due anni per sviluppare il titolo serve vendere un elevato numero di copie, e per quanto ne riescano a vendere non è possibile scendere al di sotto di un determinato prezzo, discorso analogo per i film, ecc.
Quindi non dico che siano un'idea sbagliata le licenze collettive, anzi, mi sembra un'ottima cosa, dico solo che può funzionare solo sotto determinati prodotti e determinate condizioni (a meno di un degrado della qualità), ovviamente non si può avere tutto gratis, ed il problema sta propio nella facilità con cui si possa ottenerlo (in modo illecito), quindi per rendere efficace queste iniziative bisognerebbe prima trovare un modo per tenere sotto controllo i mezzi che lo consentono, magari un software complesso che si metta alla ricerca dei contenuti illeciti nel web per rimuoverli, ma anche se ci fosse, il problema diverrebbe nuovamente il P2P,e quindi si tornerebbe al discorso della Privacy.
Forse un'analisi anonima con conseguente filtraggio dei pacchetti potrebbe essere un compromesso tollerabile, vietando l'accesso da parte dei provider a risorse segnalate come illecite da programmi o persone apposite, garantendo però la massima riservatezza e protezione nelle registrazioni delle provenienze delle risorse (non chiedetemi come, è giusto un'idea).
Tutto questo (acqua calda? XD) per dire che "licenze collettive per risolvere il problema del file-sharing" mi sembra un troppo pò ottimista come titolo.
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