Riprendiamo dal sempre ottimo blog di News dal Giappone due notizie particolari che di primo impatto si presentano come le solite follie dal Sol Levante, eppure stavolta l'oggetto della nostra curiosità è serio in entrambi i casi:
Inizia la campagna di prevenzione suicidi - marzo è un mese critico:
1 marzo 2010 - È iniziata oggi e si protrarrà per tutto il mese di marzo la campagna di prevenzione dei suicidi promossa dal governo giapponese.
Fukushima Mizuho (福島瑞穂), 54 anni, Ministro di Stato per la Sicurezza alimentare e dei consumatori, le Pari Opportunità e gli Affari Sociali, ha inaugurato la campagna a Tokyo di fronte alla stazione ferroviaria di Shimbashi, dove ha distribuito ai passanti volantini con il messaggio "Otōsan nemureteru?" (お父さん眠れてる?, "Papà, dormi abbastanza?").
Il numero dei suicidi in Giappone, che di anno in anno supera i 30.000 casi, raggiunge il picco proprio durante il mese di marzo, quando in Giappone finisce l'anno fiscale.
I volantini sono inclusi in un pacchetto di fazzoletti (veicolo pubblicitario per eccellenza in Giappone) distribuito soprattutto a uomini di mezza età dal momento che il 40% dei suicidi è costituito da uomini di età compresa tra i 40 e i 60 anni.
Dal momento che l'insonnia viene considerata come un sintomo della depressione, il governo giapponese sta puntando molto sulla "campagna del sonno" (睡眠キャンペーン, suimin kyanpein).
"Si tratta di una campagna con la quale si vuole invitare la gente a riflettere sul proprio stato di salute fisica e mentale", ha detto la Fukushima. "È anche un messaggio attraverso il quale promettiamo di prendere provvedimenti concreti sia a livello di occupazione lavorativa sia a livello di sicurezza sociale".
A partire da stamattina per due settimane sarà trasmesso sulle reti televisive anche lo spot della campagna.
L'altra notizia riguarda una ragazza affetta da disturbo dell'identità di genere che frequenterà la scuola come un ragazzo:
Una ragazza di Kagoshima, affetta da "disturbo dell'identità di genere" (性同一性障害, seidō issei shōgai), dal prossimo aprile, ovvero quando inizierà il nuovo anno scolastico, potrà frequentare la scuola come un ragazzo.
La ragazza, 13 anni, fin dall'età di 2 anni ha manifestato un forte disagio nei confronti del proprio sesso anagrafico.
Il caso segue quello di un bambino di 8 anni della prefettura di Saitama, anch'egli affetto allo stesso disordine, a cui è stato permesso qualche settimana fa di frequentare la scuola come una bambina. I casi hanno ottenuto il riconoscimento grazie alla comprensione da parte delle scuole, e le famiglie di altri ragazzi affetti dal disordine stanno chiedendo maggiore coinvolgimento da parte di tutte le istituzioni.
Stando alla madre della ragazza di Kagoshima e alla sua scuola, la studentessa ha iniziato a sentirsi male quando ha indossato la divisa scolastica femminile, e per molti giorni si è rifiutata di andare a scuola. Lo scorso luglio i suoi genitori hanno consultato la scuola che ha permesso alla ragazza di frequentare le lezioni con indosso la tuta da ginnastica.
Inoltre, la scuola ha cambiato il sesso anagrafico della studentessa nelle documentazioni scolastiche, e dal prossimo aprile la ragazza potrà frequentare la scuola con l'uniforme maschile visto che lo scorso 20 febbraio le è stato ufficialmente diagnosticato il disordine dell'identità di genere. La scuola permetterà inoltre alla ragazza di usare il bagno femminile degli insegnanti e le metterà a disposizione uno spogliatoio personale.
La madre della ragazza mercoledì scorso ha spiegato la situazione ai genitori degli altri studenti durante la riunione dei genitori che si è svolta prima della cerimonia di chiusura della scuola.
"Dal momento che finora non c'erano stati precedenti non sapevo come venire incontro alle richieste della ragazza e della sua famiglia, ma alla fine ho preso una decisione dopo il caso simile avvenuto nella prefettura di Saitama", ha detto il preside della scuola.
"Mia figlia ha sofferto così tanto, e per questo apprezziamo di cuore la decisione della scuola. Mia figlia ora è contenta di poter indossare l'uniforme scolastica con la quale si sente a suo agio", ha detto la madre della studentessa, aggiungendo: "Sono sicura che ci sono tanti altri ragazzi che soffrono per la mancanza di comprensione da parte degli altri. E spero che le istituzioni scolastiche e le varie prefetture si adoperino insieme alle equipe mediche specializzate per venire incontro a questi ragazzi e alle loro famiglie".
Il disordine dell'identità di genere è una condizione psicologica in cui una persona ha una forte e persistente identificazione nel sesso opposto a quello biologico o comunque a quello assegnato anagraficamente alla nascita. Si stima che in Giappone 10.000 persone siano affette dal disordine, che frequentemente si avverte già durante l'infanzia.
Molti dorama televisivi hanno trattato la questione, dal 2001 con "San nen B-gumi Kinpachi-sensei" (3年B組金八先生), in cui una giovanissima Ueto Aya interpretava una studentessa affetta dal disordine, al più recente "Last Friends" (ラスト・フレンズ), con Ueno Juri (nella foto).
Inizia la campagna di prevenzione suicidi - marzo è un mese critico:
1 marzo 2010 - È iniziata oggi e si protrarrà per tutto il mese di marzo la campagna di prevenzione dei suicidi promossa dal governo giapponese.
Fukushima Mizuho (福島瑞穂), 54 anni, Ministro di Stato per la Sicurezza alimentare e dei consumatori, le Pari Opportunità e gli Affari Sociali, ha inaugurato la campagna a Tokyo di fronte alla stazione ferroviaria di Shimbashi, dove ha distribuito ai passanti volantini con il messaggio "Otōsan nemureteru?" (お父さん眠れてる?, "Papà, dormi abbastanza?").
Il numero dei suicidi in Giappone, che di anno in anno supera i 30.000 casi, raggiunge il picco proprio durante il mese di marzo, quando in Giappone finisce l'anno fiscale.
I volantini sono inclusi in un pacchetto di fazzoletti (veicolo pubblicitario per eccellenza in Giappone) distribuito soprattutto a uomini di mezza età dal momento che il 40% dei suicidi è costituito da uomini di età compresa tra i 40 e i 60 anni.
Dal momento che l'insonnia viene considerata come un sintomo della depressione, il governo giapponese sta puntando molto sulla "campagna del sonno" (睡眠キャンペーン, suimin kyanpein).
"Si tratta di una campagna con la quale si vuole invitare la gente a riflettere sul proprio stato di salute fisica e mentale", ha detto la Fukushima. "È anche un messaggio attraverso il quale promettiamo di prendere provvedimenti concreti sia a livello di occupazione lavorativa sia a livello di sicurezza sociale".
A partire da stamattina per due settimane sarà trasmesso sulle reti televisive anche lo spot della campagna.
L'altra notizia riguarda una ragazza affetta da disturbo dell'identità di genere che frequenterà la scuola come un ragazzo:Una ragazza di Kagoshima, affetta da "disturbo dell'identità di genere" (性同一性障害, seidō issei shōgai), dal prossimo aprile, ovvero quando inizierà il nuovo anno scolastico, potrà frequentare la scuola come un ragazzo.
La ragazza, 13 anni, fin dall'età di 2 anni ha manifestato un forte disagio nei confronti del proprio sesso anagrafico.
Il caso segue quello di un bambino di 8 anni della prefettura di Saitama, anch'egli affetto allo stesso disordine, a cui è stato permesso qualche settimana fa di frequentare la scuola come una bambina. I casi hanno ottenuto il riconoscimento grazie alla comprensione da parte delle scuole, e le famiglie di altri ragazzi affetti dal disordine stanno chiedendo maggiore coinvolgimento da parte di tutte le istituzioni.
Stando alla madre della ragazza di Kagoshima e alla sua scuola, la studentessa ha iniziato a sentirsi male quando ha indossato la divisa scolastica femminile, e per molti giorni si è rifiutata di andare a scuola. Lo scorso luglio i suoi genitori hanno consultato la scuola che ha permesso alla ragazza di frequentare le lezioni con indosso la tuta da ginnastica.
Inoltre, la scuola ha cambiato il sesso anagrafico della studentessa nelle documentazioni scolastiche, e dal prossimo aprile la ragazza potrà frequentare la scuola con l'uniforme maschile visto che lo scorso 20 febbraio le è stato ufficialmente diagnosticato il disordine dell'identità di genere. La scuola permetterà inoltre alla ragazza di usare il bagno femminile degli insegnanti e le metterà a disposizione uno spogliatoio personale.
La madre della ragazza mercoledì scorso ha spiegato la situazione ai genitori degli altri studenti durante la riunione dei genitori che si è svolta prima della cerimonia di chiusura della scuola.
"Dal momento che finora non c'erano stati precedenti non sapevo come venire incontro alle richieste della ragazza e della sua famiglia, ma alla fine ho preso una decisione dopo il caso simile avvenuto nella prefettura di Saitama", ha detto il preside della scuola.
"Mia figlia ha sofferto così tanto, e per questo apprezziamo di cuore la decisione della scuola. Mia figlia ora è contenta di poter indossare l'uniforme scolastica con la quale si sente a suo agio", ha detto la madre della studentessa, aggiungendo: "Sono sicura che ci sono tanti altri ragazzi che soffrono per la mancanza di comprensione da parte degli altri. E spero che le istituzioni scolastiche e le varie prefetture si adoperino insieme alle equipe mediche specializzate per venire incontro a questi ragazzi e alle loro famiglie".
Il disordine dell'identità di genere è una condizione psicologica in cui una persona ha una forte e persistente identificazione nel sesso opposto a quello biologico o comunque a quello assegnato anagraficamente alla nascita. Si stima che in Giappone 10.000 persone siano affette dal disordine, che frequentemente si avverte già durante l'infanzia.
Molti dorama televisivi hanno trattato la questione, dal 2001 con "San nen B-gumi Kinpachi-sensei" (3年B組金八先生), in cui una giovanissima Ueto Aya interpretava una studentessa affetta dal disordine, al più recente "Last Friends" (ラスト・フレンズ), con Ueno Juri (nella foto).
Che brutta età per ammazzarsi, almeno suicidarsi da giovani, come dire, esco di scena quando sono al top
L'altro argomento della notizia mi sembra una grandissima manifestazione di civiltà e tolleranza. Altro che da noi, dove l'ingiuria più vergognosa è "finocchio", implicitamente legittimata perché tollerata anche da gran parte del corpo docenti. Certo ce ne vuole di coraggio per andare a scuola in divisa maschile quando il giorno prima si ci andava con quella femminile. Colpa delle divise
E poi mi chiedono perchè amo il Giappone...
Ad ogni modo sono contento per lei.
ormai in tutto il mondo la vita di una persona ha un prezzo ma in giappone è costantemente quantificato dato che
molte assicurazioni sulla vita coprono anche il caso "sucidio"..
la perdita di un lavoro per un giapponese equivale all'esclusione dalla vita sociale dell'alveare e conseguente morte dovuta a un insano concetto di vivere.
dico sempre che il giappone è il futuro nel bene e nel male.
da noi comprendere gli altri è tanto difficile,anche se non ne capisco il perchè
i fazzoletti per limitare i suicidi??? mi sa che non funzionerà!!!!!
Che disturbo curiosa comunque, anche se non centra molto mi è venuto in mente Maria+Holic leggendo delle divise XD.
La depressione è una bruttissima bestia, il solo dormire per curare una malattia che ti priva della ben che minima voglia di vivere e di fare non basta granché. Ovviamente sempre meglio che abbandonarli a se stessi, almeno si prova a farli uscire allo scoperto.
Daltronde ogni cosa ha un prezzo.
Ed io mi ritengo fortunato a vivere in Italia,un paese strapieno di difetti,ma anche pieno di calore,soprattutto qua al sud.
I disturbi dell'idenità di genere non hanno niente a che vedere con l'omossessualità, una ragazza che vive la sua vita in tutto e per tutto come un uomo può essere sia eterosessuale che lesbica, è una forte propensione mentale del tutto naturale e irreprimibile. In questo caso i gusti sessuali non centrano niente si tratta del classico "Una persona nel corpo sbagliato".........
Per loro, meglio la morte che pesare sulla propria famiglia...
"<i>Ninetta mia crepare di Maggio ci vuole tanto, troppo coraggio; Ninetta bella, dritto all'Inferno avrei preferito andarci d'Inverno</i>"
Quello giapponese è un sistema ipercompetitivo che fin dai primi anni di vita impone standart qualitativi impressionanti che costringono le persone a uno stress continuo. Quindi anche se aprezzabili queste inizative sono inutili e anzi danno la falsa impressione che si stia facendo realmentequalcosa. Se volgliono davvero avere dei risultati devono agire sulle dinamiche che portano al problema.
La prima non so quanto possa realmente essere d'aiuto, ma almeno si muovono e cercano di fare qualche cosa contro quella piaga.
La seconda mi fa molto piacere vede un po' meno bigottismo, anche se credevo fossero già avanti a riguardo, ma mi sbagliavo
a fanculo l'onore dei samurai! non fate come quello sfigato di amleto che credeva che mollare tutto fosse più difficile e lodevole che restare in vita, tirarsi su le maniche e lavorare! non arrendetevi! non buttate via tutto quello che avete fatto fino ad ora!
quindi spero proprio che questa campagna funzioni! in bocca al lupo ministro Fukushima!
e siccome non bastano i 30000 suicidi, ora ci sono anche i 10000 bambini che soffrono di disordine dell'identità!
sono molto contento per la ragazza che sarà considerata (almeno dalla scuola) come lei desidera; certo non sarà per niente facile, soprattutto se si trova alle medie, che è il periodo scolastico dove nascono gli istinti sessuali verso l'altro sesso, però lì in nippolandia sono senza dubbio più aperti di noi italioti; mi vengono in mente storie sullo scambio di identità sessuale come ranma 1/2, la principessa zaffiro, le rose di versailles, tutti manga molto famosi e conosciuti, quindi (in teoria) i giappi dovrebbero sapere che non c'è nulla di male in ciò.
alla ragazza di kagoshima: spero veramente che tu possa integrarti al meglio!
@Ryogo <i>C'è da dire che in Giappone una volta perso il lavoro è quasi impossibile trovarne un altro... come il solo essere indagati in un processo, anche in caso di innocenza, preclude quasi tutte le porte al mondo del lavoro...
Per loro, meglio la morte che pesare sulla propria famiglia...</i>
Sono d'accordo che trovare un nuovo lavoro in Giappone dopo che se ne è appena perso uno è molto difficile, però non credo che i familiari di queste vittime siano "felici" di apprendere (e queste situazioni saranno capitate spesso) che il proprio affetto si sia tolto la vita per non pesare sul bilancio...
Quanto alla seconda notizia sono contento per lei e faccio i complimenti al preside della scuola per la saggia decisione presa.
@Musashi e Lazy strike ma chissenefrega dei compagni, i bulli e gli idioti ci sono sempre in ogni scuola ed in ogni classe perciò non c'è niente di nuovo.
E poi la ragazza credo sapesse cosa comportasse tutto ciò e quindi pure se la prenderanno in giro non credo ne risentirà troppo, infondo quello che le importava era stare bene con se stessa non verso gli altri, perciò ripeto, gli sberleffi che riceverà soprattutto all'inizio non credo che la toccheranno più di tanto.
Certo fosse successo da noi li avrebbero derisi e insultati.
Per i suicidi, dovrebbero stressare meno la gente e ridurre l'orario di lavoro che leva i rapporti umani e il tempo da dedicare allo svago. Lavorare 12 ore e passa al giorno per 6 giorni in modo frenetico non è molto salutare.
Il Giappone sotto questo punto di vista è avanti, non c'è niente di peggio che sentirsi a disagio con il proprio corpo.
Per i suicidi, concordo con Rensie. Lavorano anche 14 ore e quando non lavorano dormono, svaghi assenti o quasi e la certezza che se il lavoro si perde non si ritrova.
È davvero una bella pressione da sopportare.
Adirittura fin da quando vanno all'asilo i bambini hanno una carriera già decisa per il futuro.
Credo che da parte loro sia un umiliazione troppo grande, e al contempo gettare monete per aiutarlo equivalerebbe ad umiliarlo.
mi sento na`vi... mi cambiano razza all'anagrafe?
L'omosessualità non centra niente.
@ Neolitz bella battuta fuori luogo, complimenti...
Per la seconda notizia, beh, non ho molto da dire, se non che per la cultura giapponese non ci sono mai stati grossi problemi in questo campo...
Il tema del suicidio qui è spesso tabu, invece in Giappone viene afforntato tramite una campagna che sensibilizza la gente nei confornti dei sintomi della depressione...
Fatemi capire però...cioè: a marzo finisce l'anno fiscale e per questo si stima un più alto numero di suicidi?
<i>Lavorare 12 ore e passa al giorno per 6 giorni in modo frenetico non è molto salutare.</i>
Lo penso anche io.
Inutile dire che sul problema della tolleranza noi a confronto dei Giapponesi siamo indietrissimo...è una cosa molto triste, sentire ogni giorno che extracomunitari, omosessuali e transessuali vengono pesati a sangue...al di là delle differenze siamo tutti uomini
Riguardo la situazione degli studenti però, bisogna dire che anche se è innegabile il fatto che la società (e quindi anche la scuola) giapponese sia fortemente competitiva, recenti studi comparativi effettuati tra studenti di liceo americani e liceali giapponesi, hanno dimostrato che questa tendenza va smorzandosi. La società americana propone un modello di uomo competitivo, attivo e "che si fa da solo", mentre la società giapponese si basa più sulla cooperazione. I giovani giapponesi credono nei valori della solidarietà, della cooperazione e della gestione collettiva dei problemi, i giovani americani invece, sono più portati verso modelli di indipendenza assoluta. Questo può significare due cose: o la società americana sta diventando sempre più competitiva, o la società giapponese sta allentando la presa!
Riguardo il problema del disturbo di genere, credo che la soluzione adottata dai giapponesi, sia la migliore possibile! Sono questioni difficili da risolvere, ma la tolleranza è sicuramente il primo passo per raggiungere la soluzione! Bravi i giappi! ^^
Ho avuto il piacere di conoscere un transessuale che ha cambiato sesso (maschio > femmina). Beh lei è in realtà bisessuale e convive ora con una donna (quindi ora è donna e vive con una donna). Quindi non ha cambiato sesso perché voleva stare con un uomo.
Semplicemente lei sin da quando era piccola si è sempre sentita donna e, quindi, a disagio col suo corpo. E' un disturbo che nasce molto molto presto; lei si accorse di questo intorno ai 5 anni, ma probabilmente ne era conscia anche prima, solo che non ne ha memoria.
Il suicidio si fa per torto a colui che ti ha portato alla morte. Il Giappone presenta una società di continuo controllo reciproco di forte pressione. Suicidarsi è un'offesa per chi ha portato al suicidio.
Sarebbe da spiegar meglio (io non sono un'esperto, riferisco solo un accenno fatto da un professore estremamente esperto in pensiero giapponese) che diceva come la mentalità giapponese sia quella opposta alla nostra.
Il mio post serve solo a render noto come occidentalizzare gli eventi giapponesi rischia di malcomprenderli svolgendosi in una situazione e una mentalità diverse dalle nostre (non dico migliori o peggiori, nota bene) rischia di semplificare il tutto...
PS non conoscevo questo disturbo, penso che sia una situazione davvero pesante e logorante trovarcisi dentro.
Possibile che sia una cosa che capita solo in Giappone...? ò_o
(a dire il vero c'era un articolo su una rivista italiana con una che aveva cambiato sesso e diceva di sentire questo bisogno fin da bambina, ma ad essere sinceri il suo "ero una femmina ma mi sentivo maschio" non mi convinceva granché dato che dall'articolo pareva di capire che la pensava così solo perché era cresciuta in un ambiente estremamente chiuso mentalmente dove la costringevano a giocare con le bambole nonostante lei preferisse le costruzioni e dove i professori ai suoi perfetti compiti di matematica rispondevano "è impossibile che l'abbia fatto tu, deve averti aiutato il tuo ragazzo"... >_>;; Non venivano menzionati disagi fisici all'indossare la gonna o brutte reazioni alle mestruazioni come queste ragazze qui...
Non so dove vivesse questa ragazza, ma l'amore per la matematica e per le cose tecniche non mi sembra un gran motivo per cambiare sesso.
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