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Notizia del 10/03/2010 OKNOtizie
Pornografia minori: l'avvocato di Handley commenta la sentenza

A qualche settimana dalla condanna di Christopher Handley, trentottenne americano dello Iowa che, nel 2006, venne arrestato per possesso di fumetti giudicati “materiale osceno”, il suo avvocato, Eric Chase, ci ha spedito un documento in cui ricostruisce la vicenda del suo cliente e, soprattutto, illustra la delicata questione della pedopornografia virtuale.

Di seguito la traduzione del documento.

L’11 febbraio 2010, Christopher Handley è stato condannato nello Iowa per il possesso di libri e riviste manga. Il procedimento, che ha avuto inizio nel 2006, si basava sul concetto che le immagini virtuali sequestrate dovessero essere considerate materiale osceno. Il mio nome è Eric Chase, e sono l’avvocato di Chris Handley. Ho letto alcuni dei commenti sul caso di Chris e ho notato una certa confusione in merito al processo che Chris ha dovuto affrontare, accompagnata anche da una non perfetta conoscenza della legislazione vigente negli Stati Uniti. Nella speranza che questo documento possa aiutare altri a evitare una situazione analoga a quella affrontata da Chris e per comprendere quanto è successo, mi sembra opportuno spiegare il caso dal nostro punto di vista.

Fra le varie osservazioni che ho avuto modo di sentire, forse la più interessante dal mio punto di vista, è stata formulata poco dopo l’ammissione di colpa resa da Chris, nello specifico mi riferisco alla critica fatta nei confronti di una mia dichiarazione resa al Wired Magazine. Nel corso di quell’intervista ho detto: "La legge sull’oscenità è l’unica che temo, se un mio cliente mi mostrasse un libro, una rivista o un film, chiedendomi se possano essere considerati legali, io non saprei veramente cosa rispondere". La critica è stata: "Gli avvocati che si specializzano in casi di oscenità seguono attentamente i verdetti della giurie e possono affermare con un certezza pari al 100% cosa sia o non sia osceno per una giura popolare…

In primo luogo, l'idea che un avvocato possa prevedere con assoluta certezza il verdetto di una giura è semplicemente stupida. I giurati sono persone e, proprio per questo motivo, qualsiasi avvocato sarà d’accordo con me nel dire che sono assolutamente imprevedibili. In secondo luogo, guardate al caso di Max Hardcore. Lui era rappresentato da Louis Sirkin, ampiamente riconosciuto come uno dei migliori avvocati in materia presenti nel Paese, l'avvocato che ha vinto la causa Free Speech Coalition v. Ashcroft di fronte alla Corte Suprema. Max Hardcore è stato un prolifico produttore di materiale pornografico ‘d’avanguardia’, che molti, però, reputavano disgustoso, tuttavia si trattava pur sempre di prodotti acquistati esclusivamente da adulti consenzienti. Ebbene, nonostante gli eccezionali argomenti addotti da Mr. Sirkin sul valore artistico delle opere, sulla libertà di parola e sugli standard comuni, Max Hardcore è stato condannato da una giuria a 46 mesi da scontare in una prigione federale (a seguito dell’appello, il verdetto è stato confermato, ma il caso è stato rimesso al giudice di merito per un’altra sentenza). In effetti, quel verdetto, ridicolo come l’accusa formulata nei confronti di Chris Handley, è stato particolarmente sconfortante, tanto da indurci a valutare le offerte di patteggiamento formulate.

Per comprendere la situazione di Chris bisogna capire il caso Ashcroft, che è stato universalmente e tragicamente, almeno per Chris, frainteso. La sentenza in questione ha stabilito che le immagini di pedopornografia virtuale non possono essere perseguite come normale pornografia infantile. Tuttavia, essa non ha affermato che la pornografia virtuale debba considerarsi legale; piuttosto ha espressamente dichiarato che tali raffigurazioni potrebbero essere perseguite come oscenità in base al test di Miller. In breve, secondo questo test una rappresentazione si deve considerare oscena se 1) sia di natura sessuale, 2) sia palesemente offensiva e 3) sia priva di valore letterario, artistico, politico o scientifico. I primi due parametri si rifanno agli standard comunitari, il terzo, invece, ha natura oggettiva.

Chris, come quasi tutti quelli che hanno sentito parlare del caso Ashcroft come una sentenza che legalizzava la pedopornografia virtuale, credeva che le riviste in suo possesso fossero pienamente legali. Altrettanto importante è che Chris non era un collezionista di soli lolicon, ma amava collezionare manga di ogni genere. Delle migliaia di libri e riviste trovate dai federali a casa sua, solo una ventina presentavano dei contenuti discutibili e, in ultima analisi, solo in sette di questi sono state rinvenute immagini raffiguranti atti di violenza sessuale su bambini.

Ciò che Chris non sapeva è che, in risposta alla sentenza della Corte Suprema sul caso Ashcroft, il Congresso approvò lo statuto 18 USC 1466A, con cui sono state definite come oscenità una lunga lista di rappresentazioni virtuali, tra cui i fumetti che ritraggono bambini impegnati in atti sessuali. La grande differenza tra il 1466A e lo statuto generale contro le oscenità è che il primo innalza ad un minimo di 5 anni di reclusione la pena prevista per l’accusa di "receipt" (ricezione di materiale osceno) (e nelle Federal Sentencing Guidelines è peraltro relazionato alla vera pedoponografia, creando una sovrapposizione nel trattamento penale delle immagini reali e di quelle virtuali). Ora, il "recepit" è un’accusa particolare, potenzialmente applicabile a tutti i casi di possesso, è semplicemente impossibile possedere qualcosa senza prima riceverlo. Eppure, se per l’accusa di recepit la pena minima è di 5 anni, per il possesso, invece, non esiste questa imposizione. Alla luce di ciò, se il caso fosse andato a processo ovviamente la situazione sarebbe stata molto complessa e Chirs avrebbe rischiato grosso. La verità è che, creando per lo stesso comportamento due reati con pene molto diverse, il Congresso ha dato all'accusa uno strumento prezioso (molto simile all’estorsione) per ottenere un patteggiamento.

Per Chris c’erano solo due difficili opzioni. Difendere le immagini in suo possesso, tenendo bene a mente che, se proiettate su uno schermo 8x8 di in un'aula di tribunale, avrebbero suscitato una reazione sdegnata in una giuria dell’Iowa, ma probabilmente in ogni giuria (faccio notare che il divieto di immagini virtuali raffigurati minori in atti sessuali appare ampiamente sostenuto anche da molti blogger liberali). La seconda scelta era di liberarsi dell’accusa di receipt e dalla sua pena minima obbligatoria, focalizzandosi, invece, sulla situazione personale di Chris, che di certo non meritava il carcere. La sentenza finale è stata di 6 mesi con la raccomandazione che la pena venga scontata in un centro di riabilitazione. A differenza di Max Hardcore, che ha optato per il processo (l’accusa formulata nei suoi confronti è altrettanto, se non più, offensiva nei confronti della libertà di parola), Chris non vedrà mai l’entrata di un carcere.

So che il Comic Book Legal Defense Fund e altre persone preoccupate in particolare per la difesa dei fumetti, e, più in generale, per la libertà di espressione, non hanno gradito il fatto che il caso non sia andato in giudizio. Hanno le loro ragioni. Il test di Miller è vago, indecifrabile, e chiaramente si ripercuote sulla libertà di parola. L’aspetto più spaventoso è che il suo rimando agli standard comunitari sostanzialmente si riflette nella supremazia della “morale della maggioranza” e nella sua imposizione a tutti i membri della comunità. Lo strumento esorbitante dato ai pubblici ministeri attraverso l’accusa di receipt, con la sua pena minima obbligatoria, è un incentivo per gli imputati a non sfidare il valore degli standard comunitari o a porre seri quesiti "sul valore artistico" di alcune opere.

In difesa di Chris Handley e delle sue scelte, credo che si possa solo formulare una semplice domanda: cosa avreste fatto al suo posto?

Tuttavia per il CBLDF e gli altri difensori della libertà di espressione, di cui abbiamo bisogno oggi più che mai, c'è qualche speranza all'orizzonte. Louis Sirkin e Max Hardcore attualmente stanno conducendo un’importante battaglia in sede d’appello contro gli standard richiesti dal test di Miller. L'argomento utilizzato, su cui già alcuni tribunali hanno espresso parere favorevole, è che, in un mondo interconnesso tramite internet, non è possibile consentire alle “comunità” con usi più rigidi e severi di dettare e imporre i propri parametri a tutti gli altri. Sul punto esiste una divergenza nella giurisprudenza delle diverse Corti d’appello federali, e il caso di Max è una buona piattaforma per consentire alla Corte Suprema di dirimere questa controversia, poiché, mancando il coinvolgimento di ‘bambini’, ci sarà più serenità nell’affrontare nel merito la questione.
Tuttavia, anche in caso di vittoria, le ripercussioni pratiche sui futuri processi saranno minime. Una giuria potrà anche essere istruita per applicare gli standard nazionali al posto di quelli locali, ma, alla fine, come sempre è stato e sempre sarà, ogni giurato non farà che applicare quegli standard che lui ritiene essere comuni. Insomma, è palese che esiste un problema ancor più profondo alla base del test di Miller.

Questo problema, che la Corte Suprema ha tentato di superare appoggiandosi proprio al test di Miller, è la vaghezza. La nullità di una norma per eccessiva genericità è una dottrina costituzionale che impone alla leggi penali un’accurata descrizione della fattispecie criminosa (N.D.R. in Italia tale regola si desume dal principio di legalità) in modo che le persone possano determinare in anticipo se un’azione costituisca o meno reato. Da quanto ho letto, a seguito della sentenza di Chris, è stato messo in discussione un po’ tutto, da Nabokov e "American Beauty", agli yaoi giapponesi, con i loro protagonisti androgini, glabri e dall’aspetto infantile, pur non essendo bambini. Ad oggi non potrei affermare con certezza se la vendita di yaoi possa essere considerata legale nello Iowa o in uno degli stati del sud.

Da alcuni commenti che ho letto so per certo che alcune persone, dopo aver sentito parlare di Chris, hanno deciso di distruggere libri che certamente non potevano considerarsi illegali; insomma, questa è la ripercussione che l’eccessiva genericità del test di Miller sta avendo sulla libertà di parola. La questione fondamentale, pertanto, non è chiedersi quale comunità debba essere utilizzata come termine di paragone, ma se possiamo limitare un diritto fondamentale come la libertà di espressione basandoci su degli standard incerti e destinati a variare di volta in volta.

Per ora è in corso una battaglia per affermare quantomeno uno standard uniforme in tutta la nazione, perciò non resta che appoggiare il signor Hardcore e Louis Sirkin nella loro lotta per tutelare una delle più preziose libertà fondamentali, e, già che ci siamo, diamo il nostro appoggio anche a Christopher Handley.

Eric A. Chase, Esq..
United Defense Group, LLP
Eric.Chase @ UnitedDefenseGroup.com


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Autore: Horus  


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....UNA MENTE ACUTA...UNO SGUARDO PENETRANTE...SEMPRE PRESENTE AL MOMENTO DEL BISOGNO...LA GIUSTIZIA E' LA SUA FORZA.......MA CHI C^^^^ E' QUESTO.....
niki010 ha vinto 2 Premi Utente niki010 NON è stato attivo negli ultimi 30 giorni Invia un Messaggio Privato a niki010 
1) Messaggio di niki010 (10/03/2010, ore 08:21)
E' una situazione in cui non posso dire molto perché non conosco la legge americana. Posso però soffermarmi su un punto fondamentale: e giusto che ci sia questa disparità tra nazione nel giudicare questo tipo di problema in ottiche differenti? Se si condanna un uomo possessore di fumetti pedo-pornografici, lo si dovrebbe fare anche in altri paesi, come appunto il Giappone. Infatti li chi possiede questo tipo di prodotti non è certo condannato con tale fermezza, perchè quel tipo di materiale è all'ordine del giorno li. Quindi voglio solo dire che la giustizia deve essere equa: se condannato in America deve essere condannato anche in Giappone. La seduta è tolta
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arides85 NON è stato attivo negli ultimi 30 giorni Invia un Messaggio Privato a arides85 
2) Messaggio di arides85 (10/03/2010, ore 08:46)
La polemica nasce spontanea....migliaia di ore dedicate alla guerra in iraq non sono condannabibili...We're all living in Amerika, Amerika ist wunderbar
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Uktar NON è stato attivo negli ultimi 30 giorni Invia un Messaggio Privato a Uktar 
3) Messaggio di Uktar (10/03/2010, ore 09:08)
@ niki010: Il discorso che fai tu andrebbe bene in un mondo unito sotto un'unica bandiera (tipo Star Trek). Ma fintanto ci saranno diversità culturali così profonde tra le varie popolazioni, quest'uguaglianza di giudizio resta solo un'utopia.

Tra l'altro, se da una parte il metodo di giudizio tramite giuria popolare ha i suoi vantaggi (ad es. 10/20 giurati garantiscono una certa varietà di pensiero e di apertura mentale sui vari casi), in questo caso particolare invece dimostra il suo tallone di Achille.
Infatti se da un lato c'è l'omogeneità di pensiero che un omicidio o una truffa siano visti come reati che meritano la giusta punizione, dall'altro non vi è ancora la consapevolezza dei popoli (almeno per quelli occidentali) di valutare con parametri variabili queste questioni che, a mio avviso, possono lambire il confine tra lecito ed illecito ma non si possono definire a priori dei reati.

Si torna al discorso che si fa anche dei videogiochi: non si può condannare un videogioco solo perché mostra scene violente o esplicitamente contrarie alla pubblica morale, si deve condannare chi quelle azioni le ripete o le emula nella vita reale. E questo vale anche per i film, i libri, la musica e qualunque altra creazione artistica.

Non ci si dovrebbe soffermare sul giudicare opera per opera, ma sul delineare parametri standard (ma comunque flessibili nell'applicazione) su cosa si può definire opera artistica e su cosa si può definire istigazione al reato.
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occhio a chidere le cose, si potrebbe venir accontentati.
Rok è stato attivo negli ultimi 10 giorni Invia un Messaggio Privato a Rok 
4) Messaggio di Rok (10/03/2010, ore 09:25)
Il problema è molto serio e altri Stati stanno seguendo questa politica, lo stesso Giappone sta mettendo dei paletti. L'opinione pubblica è molto coinvolta perchè i soggetti sono minori, se in un videogioco si sbudella un adulto o un orco non c'è problema, se si pichiasse un minore verrebbe messo al bando è tutta una questione di soggetto, si tende a difendere, giustamente, sempre gli indifesi.
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kawashita86 NON è stato attivo negli ultimi 30 giorni Invia un Messaggio Privato a kawashita86 
5) Messaggio di kawashita86 (10/03/2010, ore 09:34)
Basare delle condanne nel 2010 su di un test creato nel 1970 non mi pare una delle mosse più sagge.
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Malebolgia NON è stato attivo negli ultimi 30 giorni Invia un Messaggio Privato a Malebolgia 
6) Messaggio di Malebolgia (10/03/2010, ore 09:51)
Non sono d'accordo, paese che vai usanze che trovi. Ogni nazione ha una sua evoluzione, e nella sua evoluzione si è creata la legislazione odierna: un esempio semplice, in Italia la prostituzione non è legale, in Olanda sì. Se la legge dovesse essere uguale per tutti, uno che ha sfruttato il quartiere a luci rosse in Olanda dovrebbe subirne le ripercussioni in Italia.
Il problema è semplicemente quello che ha evidenziato l'avvocato, la giuria è composta da normali civili, ognuno con una propria identità lavoro/religione etc. che di fronte ad un'immagine può reagire in maniera differente e applicare la legge in maniera diversa rispetto a chi è nel settore o di chi abita dall'altra parte del mondo
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Perché, a quanto pare, l'Italiano è un'opinione...
Kuroneko'sHerald è stato attivo negli ultimi 10 giorni Invia un Messaggio Privato a Kuroneko'sHerald 
7) Messaggio di Kuroneko'sHerald (10/03/2010, ore 09:51)
Mah...
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Jerushalaim NON è stato attivo negli ultimi 30 giorni Invia un Messaggio Privato a Jerushalaim 
8) Messaggio di Jerushalaim (10/03/2010, ore 10:55)
La normativa europea che si richiama direttamente al trend internazionale, considera pedopornografia ("child pornography") qualsiasi rappresentazione di un minore di anni 18 in atti palesemente o generalmente riconducibili ad una natura di tipo sessuale.
Nel concetto di "rappresentazione" rientrano anche i disegni.
La critica di alcuni illustri giuristi ai quali umilmente mi associo è che nelle opere artistiche d'ingegno dove il soggetto è un prodotto dell'immaginazione dell'autore, come ad esempio nella pittura, nella scultura e nella letteratura di immagine (fumetti, comics, manga), non vi é vittima né danno, per cui non è ravvisabile un reato.
Il primo limite della normativa è proprio questo: attribuire a rappresentazioni artistiche nella quali non partecipino persone reali la natura di crimen.
E' un po' come se per la legge non fosse reato soltanto l'omicidio, ma anche disegnare, scrivere o raccontare di omicidi.
Se applicassimo rigidamente la normativa, qualsiasi manga, fumetto, film, telefilm e molte opere d'arte presenti in musei e chiese andrebbero bruciate al rogo (pensate solo ai "puttini", gli angioletti bambini ritratti nudi, con i genitali esposti e in pose giocose che, se guardati dalla prospettiva di un pedofilo, potrebbero avere natura sessuale).
Il secondo errore della normativa, sempre secondo tale impostazione critica, è che tali fenomeni vengano equiparati ("Child pornography is any representation, by whatever means, of a child engaged in real or simulated explicit sexual activities or any representation of the sexual parts of a child for primarily sexual purposes"): come dire che possedere o distribuire un manga lolicon sia (come é) pienamente equiparato al distribuire immagini o filmati di bambini sottoposti ad abusi sessuali.
Il terzo errore, non meno grave a mio avviso, è che la normativa di indirizzo considera pedopornografia non solo immagini di minori di natura chiaramente pornografica, ma anche il nudo parziale o integrale (pochi anni fa vennero arrestati in UK due genitori che avevano ritirato dal fotografo immagini della loro bambina mentre le facevano il bagnetto: per fortuna il giudice riconobbe i due come genitori amorevoli). Non solo. Il testo del COPINE project che è alla base della normativa Statunitense e Inglese (paesi direttori dell'indirizzo politico globale) suggerisce che anche in presenza di rappresentazioni di qualsiasi natura (anche disegni o sculture, per intenderci) di minori vestiti e non intenti in attività di natura sessuale, la posizione o il contesto della rappresentazione o di come il prodotto è distribuito siano sufficienti a definire il prodotto come pornografico. Sempre a titolo esemplificativo, se un catalogo di un venditore di abbigliamento per ragazzi fosse venduto all'interno di un sexy shop, il catalogo sarebbe considerato un prodotto pedo-pornografico.
Un'ultima critica riguarda i criteri, non previsti, per riconoscere un'opera d'ingegno come ritraente minori di anni 18. Già è molto difficile (se non impossibile: anche questa è materia dibattuta) riconoscere se un soggetto reale ritratto nudo, qualora non sia identificato, abbia compiuto 18 anni o ne abbia invece 17, 16 o 15, immaginate quali voli pindarici l'autorità inquirente deve compiere per attribuire natura pedopornografica ad un'opera.
Non basta inquadrare il tessuto narrativo dell'opera: potremmo ambientare un manga romantico in una scuola media, asserire che i protagonisti abbiamo 13 anni e poi ritrarli con l'aspetto di persone anziane e in tal caso proporre un'interpretazione pedopornografica dell'opera risulterebbe parossistico se non ridicolo.
Gli inquirenti devono perciò affidarsi a considerazioni puramente di natura estetica: l'assenza di seno e/o di peli pubici, occhi grandi e stile "arrotondato" (tipico dei manga) sono generalmente considerati indicativi di un soggetto minore se non di età prescolare.
Ma naturalmente tali caratteri sono riscontrabili anche in soggetti maggiorenni.
L'impressione generale è che per colpire chi abusa di minori si sia instaurato una sorta di stato di polizia internazionale, una "santa inquisizione" cieca e irrazionale interessata maggiormente ai numeri delle condanne piuttosto che alla tutela dei minori.
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Rensie la strega NON è stato attivo negli ultimi 30 giorni Invia un Messaggio Privato a Rensie la strega 
9) Messaggio di Rensie la strega (10/03/2010, ore 11:36)
"...una "santa inquisizione" cieca e irrazionale interessata maggiormente ai numeri delle condanne piuttosto che alla tutela dei minori."

E' quello che vedo anche io, per dimostrare la loro efficenza a numeri tirano in mezzo anche cose che non ci azzeccano per niente nel contesto. I veri criminali che agiscono nell'ombra intanto se la ridono che le risorse vengano spese su queste cose.
Mi spiace molto per Chris, era un semplice collezionista di fumetti, di tanti generi. Se il giudice fosse stato un appassionato di fumetto avrebbe capito che Chris era una persona normalissima come tanti, un otaku accanito, che non ha mai fatto male a nessuno. Sono sempre i più deboli a rimetterci di fronte a leggi assurde a libera interpretazione (grazie al test di miller ogni cosa ritenuta scomoda può essere definita oscena).
Meno male che la legge americana dei " soliti sospetti" non è apllicata a livello globale, certe idiozie devono rimanere in certi limiti e non uscirne mai.
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RyOGo ha vinto 2 Premi Utente RyOGo è stato attivo negli ultimi 10 giorni Invia un Messaggio Privato a RyOGo 
10) Messaggio di RyOGo (10/03/2010, ore 11:55)
Su 1200 manga solo 7 sono stati considerati pornografici...
E non è dato sapere se fossero doujinshi...

Ragazzi, oggi a Chris, domani potrebbe toccare a uno di noi... e se secondo voi in Italia non è ancora reato, penso a Fabrizio Corona, che per quanto possa starmi antipatico si è fatto 3 mesi di carcere senza neanche capire se il suo lavoro è un reato o meno...
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ganj NON è stato attivo negli ultimi 30 giorni Invia un Messaggio Privato a ganj 
11) Messaggio di ganj (10/03/2010, ore 15:02)
per fortuna negli states c'è qualcuno che mette i discussione queste cose.....ringrazione l'avvocato per aver preso posizione su questo argomento serio trasformato in una porcata con questa sentenza....sulla legge americana non mi esprimo più ormai ho detto tutto quello che c'era da dire......

A chi parla di inquisizione: è da sempre che negli usa non si è interessati ad educare l'individuo con la pena (al contrario di quello che avviene qui da noi), ma piuttosto a rovinarlo e a dimostrare che lo stato è il più forte. La pena di morte sentenziata a spron battuto in molti stati e il livello di criminalità maggiore che nel resto del mondo dimostra ampiamente che il potere giudiziario negli usa è per la maggiore uno strumento di consenso popolare e non uno strumento d evoluzione sociale.

Basti pensare al Giappone stesso dove, alla domanda di abolizione della pena di morte, il primo ministro(non ricordo se quello di adesso o il precedente) disse che l'avrebbero continuata perchè era il popolo a volerlo o una cosa simile...qui però entriamo in un campo diverso e mi fermo.

Sta di fatto che una pena serve a far ragionare un individuo su quello che ha fatto e non a trasformarlo in qualcosa di peggio.
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Sanità mentale? Mai avuto un simile fastidio  http://myanimelist.net/animelist/Franzelion
Franzelion è stato attivo negli ultimi 10 giorni Invia un Messaggio Privato a Franzelion 
12) Messaggio di Franzelion (10/03/2010, ore 15:09)
Io avrei optato per la mostra di quelle immagini, se non ti senti colpevole non devi neanche avere rimorsi, ma evidentemente hanno influito su di lui numerose pressioni psicologiche.
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RyOGo ha vinto 2 Premi Utente RyOGo è stato attivo negli ultimi 10 giorni Invia un Messaggio Privato a RyOGo 
13) Messaggio di RyOGo (10/03/2010, ore 15:28)
@Franzelion
Se in un tribunale mostrassero quelle immagini, sarebbe sicuramente condannato, non credo proprio che una giuria popolare accetti la spiegazione "sono solo 7 fumetti su 1200"... secondo i criteri comuni quella è pedofilia, che ci piaccia o no. (per me non lo è affatto, è pornografia, ok, ma non pedofilia).
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Chi sei tu che mi somigli, ma che non riconosco...
Limbes ha vinto 1 Premio Utente Limbes è stato attivo negli ultimi 10 giorni Invia un Messaggio Privato a Limbes 
14) Messaggio di Limbes (10/03/2010, ore 16:43)
Il test di Miller è una stupidata colossale, perché l'offensività di una rappresentazione è una caratteristica variabile, anche all'interno di una stessa cultura, da soggetto a soggetto, pertanto non vi sono standard comunitari che tengano se questi entrano in conflitto con quella libertà di base che risponde al nome di "libertà di pensiero". In special modo se le rappresentazioni in questione erano parte della collezione di un singolo e non "imposte" all'attenzione di un pubblico che avrebbe potuto ritenerle urtanti la sua moralità.

Inoltre non è specificato su quali criteri venga giudicato il valore artistico, letterario, scientifico o politico (che diavolo c'entra questo lo sa solo Miller) di una rappresentazione, valore che in alcuni casi può essere tanto labile da risultare indecifrabile. Ritenerlo perciò oggettivo è una forzatura ancor più se il giudizio è affidato... a chi, a una giuria, a un tribunale? Al di là di loli e disegni di bambini in atti sessuali, se "L'Origine du monde" di Courbet venisse proiettata nel tribunale in questione, tutta la giuria di zotici si alzerebbe allo stesso momento inveendo a favore della reclusione a vita del possessore dell'immagine: "E' di sicuro un deviato che si compiace della vista di una tale oscenità immorale".

Derivare quindi una legge sull'oscenità da un test che è una stupidata già in partenza equivale a conferire lo status di stupidata^2 a tale legge.

Il fatto che poi si senta il bisogno di una legge contro l'oscenità ai miei occhi è una follia, ché ciò che è osceno fuori non è osceno fra le mura domestiche, ognuno della sua intimità può fare ciò che vuole. Ora proibiamo di cagare alle persone perché è un atto osceno. Se lo si fa in pubblico potrebbe essere ritenuto "osceno", o quanto meno inappropriato, ma chi si sognerebbe mai di giudicare oscena una persona seduta sul water di casa sua. Pretendere di giudicare osceni dei manga che uno si legge sul suo divano è la stessa identica cosa. A 'sto punto stracciamo la carta dei diritti dell'uomo e a che siamo nel sul water la usiamo come carta igienica.
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agito NON è stato attivo negli ultimi 30 giorni Invia un Messaggio Privato a agito 
15) Messaggio di agito (10/03/2010, ore 18:34)
Per me è la classica buffonata che rovina la vita ad un innocente (anche se uno con 1200 porno non deve avere una gran vita!!!!), una accusa di pedofilia, soprattutto in posti come quello è una cosa che ti segna per sempre sia che risulti innocente e soprattutto se risulti colpevole, rendendosi conto di questo chiunque sia chiamato a giudicare dovrebbe sempre essere più che convinto delle accuse (cosa che dubito sia successa, mi sembra sempre di più un processo di popolo!!).Ma tanto questi contadini-bigotti considerano una vita distrutta come un "danno collaterale" necessario ad una ipotetica sicurezza superiore......basti vedere la pena di morte.......tanto finchè il problema non ti entra in casa è inesistente!!!!
In America il sistema giudiziario si basa più sul punire che sul riabilitare, e le pene vengono decise indirettamente dal furor di popolo al contrario di qui, e in Europa più generalmente dove è una sorta di "giustizia superiore" incarnata dal governo a decidere.........anche se al governo c'è un pazzo che vede comunisti dovunque!!!!
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Transire suum pectus mundoque potiri
Armisael NON è stato attivo negli ultimi 30 giorni Invia un Messaggio Privato a Armisael 
16) Messaggio di Armisael (10/03/2010, ore 21:20)
Ok Limbes mi ha preceduto con un commento razionale ed argomentato, quindi oltre a quotarlo mi rimane solo la parte relativa a commenti sarcastici e destabilizzanti...hehehe fuoco alle polveri!

Allora iniziamo dalla frase: "Chris non vedrà mai l’entrata di un carcere. "
E ci mancherebbe altro, mandare qualcuno in carcere con quell'accusa è omicidio, specie in una nazione dalle larghe vedute e dalla mentalità aperta come gli USA, Iowa nello specifico. Che gli accusati di pedofilia, veri, presunti o accusati totalmente a caso come stavolta, nelle carceri facciano una bruttissima fine è un dato assodato no?

Ma la migliore resta la domanda sul cosa avrebbe potuto fare.
In tutta onestà aver patteggiato, al di la dell'aver ridotto i danni ha comunque prodotto una macchia indelebile sulla vita di quella persona che oggettivamente non ha commesso nessun atto criminale, e questo è inaccettabile, specie in un luogo ipocrita come gli USA.
Al posto suo mi sarei dato alla fuga verso lidi non coperti da trattati di estradizione, non prima di aver fatto la festa a giudice e giuria, individui del genere, con le sentenze già vergate a fuoco nella testa non hanno alcun diritto di calcare la terra, così almeno la condanna in contumacia l'avrebbero data per un motivo reale anzichè per il NULLA PIU' ASSOLUTO e da parte "mia" avrei avuto la consapevolezza di aver espunto esistenze immeritevoli.

Ovviamente è una reductio ad absurdum, ma neanche tanto. Se solo pensate che della gente che di media nega l'evoluzionismo e considera un libro fantasy (Bibbia) legge superiore e di origine superiore, beh non esiste che mi possa piegare ad un tale scempio dell'intelletto.

Armisael, primo Eresiarca
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17) Messaggio scritto da DIO (anonimo) il 10/03/2010 alle 21:39
io al suo posto mi sarei auto-condannato per tutti gli stpri, tutti gli omicidi, tutti i furti, tutte le aggressioni, etc... che appaiono nella mia collezzione, se mi devono punire, che lo facciano su tuttò...
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Yasha  ha vinto 1 Premio Utente Yasha  è stato attivo negli ultimi 10 giorni Invia un Messaggio Privato a Yasha  
18) Messaggio di Yasha (10/03/2010, ore 21:59)
@Limbes
Appunto, allora dovrebbero essere banditi persino i libri di scienze di cui alcuni mostrano chiaramente immagini di nudo totale senza rappresentazione di apparati genitali, e se questi ultimi non vengono mostrati quelle immagini in questione dovrebbero essere "hentai" o no? Se questo è per Miller il criterio delle immagine scientifiche...
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cartman666 è stato attivo negli ultimi 10 giorni Invia un Messaggio Privato a cartman666 
19) Messaggio di cartman666 (10/03/2010, ore 23:05)
negli stati uniti erano arrivati a condannare a 20 anni di carcere Larry Flint, se la prendono con i talebani, ma non sono molto diversi.
Fanatici religiosi e bacchettoni, soprattutto nello Iowa.
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20) Messaggio scritto da Assenzio (anonimo) il 11/03/2010 alle 00:55
Potro' comprarmi Midori di Suehiro Maruo? dubbio atroce
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Non è morto ciò che in eterno può attendere,  e col passare di strani eoni, anche la morte può morire.
Lazy strike NON è stato attivo negli ultimi 30 giorni Invia un Messaggio Privato a Lazy strike 
21) Messaggio di Lazy strike (11/03/2010, ore 14:54)
Limbes: Infatti basta quel test per capire quanto sia demente la condanna:

" In breve, secondo questo test una rappresentazione si deve considerare oscena se 1) sia di natura sessuale, 2) sia palesemente offensiva e 3) sia priva di valore letterario, artistico, politico o scientifico. I primi due parametri si rifanno agli standard comunitari, il terzo, invece, ha natura oggettiva."

In pratica a seconda di come la giuria pensa e alle immagini prese in esame si potrebbe mettere in carcere qualsiasi persona.
Si rischia di ritornare ai tempi dell'inquisizione, dove bastava essere accusati di stregoneria per essere messi al rogo... stiamo rischiando veramente di finire in carcere perchè si sta leggendo bleach o love hina....
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Puoi tu uccidere uno shinigami..?
KiraSensei ha vinto 9 Premi Utente KiraSensei è stato attivo negli ultimi 10 giorni Invia un Messaggio Privato a KiraSensei 
22) Messaggio di KiraSensei (11/03/2010, ore 15:16)
Sono rimastro davvero senza parole, solo due cose mi vengono in mente:
- il test di Miller è l apiù grande p****nata che abbia mai sentito, alla fine son solo valutazioni soggettive e quindi meglio lasciar stare questo test inutile.
- in uno stato che si dice liberare e vuole porsi alla guida del mondo possedere immagini non reali provoca un casino simile..?? son senza parole..
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23) Messaggio scritto da Fede (anonimo) il 11/03/2010 alle 15:21
Ragazzi io ho Kill Bill in casa in BLURAY e DVD... devo preoccuparmi???
LOL
XD
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Sanità mentale? Mai avuto un simile fastidio  http://myanimelist.net/animelist/Franzelion
Franzelion è stato attivo negli ultimi 10 giorni Invia un Messaggio Privato a Franzelion 
24) Messaggio di Franzelion (11/03/2010, ore 15:28)
@Ryogo: condannarlo così solo per la prima impressione che suscitano le immagini? Credo che invece sia più corretto attenersi alle leggi e giudicare con obiettività...ma so che è impossibile da quel che è uscito fuori, quindi lasciamo perdere che è meglio
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Il mio sangue sarebbe sprecato se lo tenessi unicamente per me stessa... Vedere gli altri vampiri smaniare per me mi diverte infinitamente...
Ceska6 è stato attivo negli ultimi 10 giorni Invia un Messaggio Privato a Ceska6 
25) Messaggio di Ceska6 (11/03/2010, ore 21:32)
Alla fin fine io direi una cosa: le leggi che non erano/sono uguali per tutti gli Stati non era una novità.... Quindi.... E' una questione di usanze.... Ma magari bloccare l'entrata di "fumetti" come questi sicuramente avrebbe e potrebbe evitare molti guai a migliaia di persone in America.... E anche nek resto del mondo.
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Transire suum pectus mundoque potiri
Armisael NON è stato attivo negli ultimi 30 giorni Invia un Messaggio Privato a Armisael 
26) Messaggio di Armisael (11/03/2010, ore 23:49)
Bloccare l'entrata di questi fumetti per evitare dei guai?
Eh? Spiegati meglio che sembrerebbe quasi la vecchia storia del "te lo proibisco per il tuo bene" usata già ai tempi del proibizionismo.
Non diciamo bestialità su...
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&#957;&#959;&#949;&#8150;&#957;
giorgio13 è stato attivo negli ultimi 10 giorni Invia un Messaggio Privato a giorgio13 
27) Messaggio di giorgio13 (12/03/2010, ore 00:22)
"La questione fondamentale, pertanto, non è chiedersi quale comunità debba essere utilizzata come termine di paragone, ma se possiamo limitare un diritto fondamentale come la libertà di espressione basandoci su degli standard incerti e destinati a variare di volta in volta."
parole sante, sognor Eric Chase, parole sante.
al di là delle idee che uno può avere sulla pornografia, se non c'è un criterio imparziale ma soprattutto uguale in ogni occasione è inutile persino incominciare a discutere.

quel poveraccio di Christopher Handley non ha fatto niente di male perchè ritengo che c'è una grossa differenza tra immagini di persone vere e disegni, quindi che abbia 7 fumetti pedopornografici o 500 per me non fa nessuna differenza; se va a violentare un bambino è un conto, ma se si masturba tranquillamente nella quiete di casa sua non fa male a nessuno (tranne forse ai vicini se esagera con le urla di piacere...); il problema di fondo è che viviamo ancora oggi in una società impregnata di valori religiosi che vedono il sesso come un tabù, quando in realtà è una degli aspetti più piacevoli e poetici della vita; gli americani più degli altri hanno ancora la mentalità vittoriana e puritana della borghesia, la quale implica una spietata concorrenza e porta alle estreme conseguenze il concetto del capitalismo, e naturalmente sfocia in forme di bigottismo come la "prudery" (termine che non saprei tradurre letteralmente, ma che rende perfettamente questa malsana chiusura mentale riguardo al sesso)
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Frodo has failed
lawliet forever registrato è stato attivo negli ultimi 30 giorni Invia un Messaggio Privato a lawliet forever registrato 
28) Messaggio di lawliet forever registrato (12/03/2010, ore 11:33)
mi ricordo che un pò di tempo fa esisteva una cosa chiamata "libertà di espressione"...ma ormai non ricordo più il significato di quelle tre parole...
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29) Messaggio scritto da hokuto28 (anonimo) il 12/03/2010 alle 16:47
precisato che nn vorrei trovarmi in lui (e ci mancherebbe XD) mi sembra una cosa veramente stupita e bigotta allora di un fumetto come battle royale dove ci sono ragazzi delle superiori che si ammazzano a vicenda e sono moooolto attivi anche sessualmente cosa ne facciamo.......
io trovo che sia un argomento stupido che distoglie dalla realtà realtà in cui ci sono film ome scusa ma ti chiamo amore in cui una ragazza di 17 anni si innamora di uno di 40 e fanno anche del sesso qualcuno dirà ma è amore ok è amore me in alcune frasi ci sono amici quarantenni che dicono io per una cosi farei volentieri qualche anno di carcere questa è istigazione nn un fumetto.
poi che dire di come vanno conciate le ragazze in giro a 16 anni o anche meno sembrano cubiste o peggio io nn critico il modo di vestire o altro ci mancherebbe con questo voglio dire che è la società che è un po da rivedere e nn queste cose,come una ragazza va in giro vestita in un certo modo io voglio poterle anche dire che è una gnocca senza essere mal giudicato,
nn ci vedo niente di male ma ormai si giudica tutto e allora miss italia dove ci sono ragazze di 16-17 anni mezze nude cosa pensate che nn cè nessuno che si immagina chissà cosa ,il problema è la società che prima istiga poi per quella stessa cosa condanna.
bisogna cambire modo di vedere le cose in generale e nn attaccarsi ai fumetti o altro...ciao a tutti e scusate per come ho scritto avro fatto un po di confusione come al solito eheheheh ciao
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30) Messaggio scritto da Ciny2 (anonimo) il 14/03/2010 alle 19:09
X Agito: Non aveva 1200 manga di natura pornografica, aveva una collezione variegata di generi, solo una minima parte lo era.
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