A qualche settimana dalla condanna di Christopher Handley, trentottenne americano dello Iowa che, nel 2006, venne arrestato per possesso di fumetti giudicati “materiale osceno”, il suo avvocato, Eric Chase, ci ha spedito un documento in cui ricostruisce la vicenda del suo cliente e, soprattutto, illustra la delicata questione della pedopornografia virtuale.
Di seguito la traduzione del documento.
L’11 febbraio 2010, Christopher Handley è stato condannato nello Iowa per il possesso di libri e riviste manga. Il procedimento, che ha avuto inizio nel 2006, si basava sul concetto che le immagini virtuali sequestrate dovessero essere considerate materiale osceno. Il mio nome è Eric Chase, e sono l’avvocato di Chris Handley. Ho letto alcuni dei commenti sul caso di Chris e ho notato una certa confusione in merito al processo che Chris ha dovuto affrontare, accompagnata anche da una non perfetta conoscenza della legislazione vigente negli Stati Uniti. Nella speranza che questo documento possa aiutare altri a evitare una situazione analoga a quella affrontata da Chris e per comprendere quanto è successo, mi sembra opportuno spiegare il caso dal nostro punto di vista.
Fra le varie osservazioni che ho avuto modo di sentire, forse la più interessante dal mio punto di vista, è stata formulata poco dopo l’ammissione di colpa resa da Chris, nello specifico mi riferisco alla critica fatta nei confronti di una mia dichiarazione resa al Wired Magazine. Nel corso di quell’intervista ho detto: "La legge sull’oscenità è l’unica che temo, se un mio cliente mi mostrasse un libro, una rivista o un film, chiedendomi se possano essere considerati legali, io non saprei veramente cosa rispondere". La critica è stata: "Gli avvocati che si specializzano in casi di oscenità seguono attentamente i verdetti della giurie e possono affermare con un certezza pari al 100% cosa sia o non sia osceno per una giura popolare…”
In primo luogo, l'idea che un avvocato possa prevedere con assoluta certezza il verdetto di una giura è semplicemente stupida. I giurati sono persone e, proprio per questo motivo, qualsiasi avvocato sarà d’accordo con me nel dire che sono assolutamente imprevedibili. In secondo luogo, guardate al caso di Max Hardcore. Lui era rappresentato da Louis Sirkin, ampiamente riconosciuto come uno dei migliori avvocati in materia presenti nel Paese, l'avvocato che ha vinto la causa Free Speech Coalition v. Ashcroft di fronte alla Corte Suprema. Max Hardcore è stato un prolifico produttore di materiale pornografico ‘d’avanguardia’, che molti, però, reputavano disgustoso, tuttavia si trattava pur sempre di prodotti acquistati esclusivamente da adulti consenzienti. Ebbene, nonostante gli eccezionali argomenti addotti da Mr. Sirkin sul valore artistico delle opere, sulla libertà di parola e sugli standard comuni, Max Hardcore è stato condannato da una giuria a 46 mesi da scontare in una prigione federale (a seguito dell’appello, il verdetto è stato confermato, ma il caso è stato rimesso al giudice di merito per un’altra sentenza). In effetti, quel verdetto, ridicolo come l’accusa formulata nei confronti di Chris Handley, è stato particolarmente sconfortante, tanto da indurci a valutare le offerte di patteggiamento formulate.
Per comprendere la situazione di Chris bisogna capire il caso Ashcroft, che è stato universalmente e tragicamente, almeno per Chris, frainteso. La sentenza in questione ha stabilito che le immagini di pedopornografia virtuale non possono essere perseguite come normale pornografia infantile. Tuttavia, essa non ha affermato che la pornografia virtuale debba considerarsi legale; piuttosto ha espressamente dichiarato che tali raffigurazioni potrebbero essere perseguite come oscenità in base al test di Miller. In breve, secondo questo test una rappresentazione si deve considerare oscena se 1) sia di natura sessuale, 2) sia palesemente offensiva e 3) sia priva di valore letterario, artistico, politico o scientifico. I primi due parametri si rifanno agli standard comunitari, il terzo, invece, ha natura oggettiva.
Chris, come quasi tutti quelli che hanno sentito parlare del caso Ashcroft come una sentenza che legalizzava la pedopornografia virtuale, credeva che le riviste in suo possesso fossero pienamente legali. Altrettanto importante è che Chris non era un collezionista di soli lolicon, ma amava collezionare manga di ogni genere. Delle migliaia di libri e riviste trovate dai federali a casa sua, solo una ventina presentavano dei contenuti discutibili e, in ultima analisi, solo in sette di questi sono state rinvenute immagini raffiguranti atti di violenza sessuale su bambini.
Ciò che Chris non sapeva è che, in risposta alla sentenza della Corte Suprema sul caso Ashcroft, il Congresso approvò lo statuto 18 USC 1466A, con cui sono state definite come oscenità una lunga lista di rappresentazioni virtuali, tra cui i fumetti che ritraggono bambini impegnati in atti sessuali. La grande differenza tra il 1466A e lo statuto generale contro le oscenità è che il primo innalza ad un minimo di 5 anni di reclusione la pena prevista per l’accusa di "receipt" (ricezione di materiale osceno) (e nelle Federal Sentencing Guidelines è peraltro relazionato alla vera pedoponografia, creando una sovrapposizione nel trattamento penale delle immagini reali e di quelle virtuali). Ora, il "recepit" è un’accusa particolare, potenzialmente applicabile a tutti i casi di possesso, è semplicemente impossibile possedere qualcosa senza prima riceverlo. Eppure, se per l’accusa di recepit la pena minima è di 5 anni, per il possesso, invece, non esiste questa imposizione. Alla luce di ciò, se il caso fosse andato a processo ovviamente la situazione sarebbe stata molto complessa e Chirs avrebbe rischiato grosso. La verità è che, creando per lo stesso comportamento due reati con pene molto diverse, il Congresso ha dato all'accusa uno strumento prezioso (molto simile all’estorsione) per ottenere un patteggiamento.
Per Chris c’erano solo due difficili opzioni. Difendere le immagini in suo possesso, tenendo bene a mente che, se proiettate su uno schermo 8x8 di in un'aula di tribunale, avrebbero suscitato una reazione sdegnata in una giuria dell’Iowa, ma probabilmente in ogni giuria (faccio notare che il divieto di immagini virtuali raffigurati minori in atti sessuali appare ampiamente sostenuto anche da molti blogger liberali). La seconda scelta era di liberarsi dell’accusa di receipt e dalla sua pena minima obbligatoria, focalizzandosi, invece, sulla situazione personale di Chris, che di certo non meritava il carcere. La sentenza finale è stata di 6 mesi con la raccomandazione che la pena venga scontata in un centro di riabilitazione. A differenza di Max Hardcore, che ha optato per il processo (l’accusa formulata nei suoi confronti è altrettanto, se non più, offensiva nei confronti della libertà di parola), Chris non vedrà mai l’entrata di un carcere.
So che il Comic Book Legal Defense Fund e altre persone preoccupate in particolare per la difesa dei fumetti, e, più in generale, per la libertà di espressione, non hanno gradito il fatto che il caso non sia andato in giudizio. Hanno le loro ragioni. Il test di Miller è vago, indecifrabile, e chiaramente si ripercuote sulla libertà di parola. L’aspetto più spaventoso è che il suo rimando agli standard comunitari sostanzialmente si riflette nella supremazia della “morale della maggioranza” e nella sua imposizione a tutti i membri della comunità. Lo strumento esorbitante dato ai pubblici ministeri attraverso l’accusa di receipt, con la sua pena minima obbligatoria, è un incentivo per gli imputati a non sfidare il valore degli standard comunitari o a porre seri quesiti "sul valore artistico" di alcune opere.
In difesa di Chris Handley e delle sue scelte, credo che si possa solo formulare una semplice domanda: cosa avreste fatto al suo posto?
Tuttavia per il CBLDF e gli altri difensori della libertà di espressione, di cui abbiamo bisogno oggi più che mai, c'è qualche speranza all'orizzonte. Louis Sirkin e Max Hardcore attualmente stanno conducendo un’importante battaglia in sede d’appello contro gli standard richiesti dal test di Miller. L'argomento utilizzato, su cui già alcuni tribunali hanno espresso parere favorevole, è che, in un mondo interconnesso tramite internet, non è possibile consentire alle “comunità” con usi più rigidi e severi di dettare e imporre i propri parametri a tutti gli altri. Sul punto esiste una divergenza nella giurisprudenza delle diverse Corti d’appello federali, e il caso di Max è una buona piattaforma per consentire alla Corte Suprema di dirimere questa controversia, poiché, mancando il coinvolgimento di ‘bambini’, ci sarà più serenità nell’affrontare nel merito la questione.
Tuttavia, anche in caso di vittoria, le ripercussioni pratiche sui futuri processi saranno minime. Una giuria potrà anche essere istruita per applicare gli standard nazionali al posto di quelli locali, ma, alla fine, come sempre è stato e sempre sarà, ogni giurato non farà che applicare quegli standard che lui ritiene essere comuni. Insomma, è palese che esiste un problema ancor più profondo alla base del test di Miller.
Questo problema, che la Corte Suprema ha tentato di superare appoggiandosi proprio al test di Miller, è la vaghezza. La nullità di una norma per eccessiva genericità è una dottrina costituzionale che impone alla leggi penali un’accurata descrizione della fattispecie criminosa (N.D.R. in Italia tale regola si desume dal principio di legalità) in modo che le persone possano determinare in anticipo se un’azione costituisca o meno reato. Da quanto ho letto, a seguito della sentenza di Chris, è stato messo in discussione un po’ tutto, da Nabokov e "American Beauty", agli yaoi giapponesi, con i loro protagonisti androgini, glabri e dall’aspetto infantile, pur non essendo bambini. Ad oggi non potrei affermare con certezza se la vendita di yaoi possa essere considerata legale nello Iowa o in uno degli stati del sud.
Da alcuni commenti che ho letto so per certo che alcune persone, dopo aver sentito parlare di Chris, hanno deciso di distruggere libri che certamente non potevano considerarsi illegali; insomma, questa è la ripercussione che l’eccessiva genericità del test di Miller sta avendo sulla libertà di parola. La questione fondamentale, pertanto, non è chiedersi quale comunità debba essere utilizzata come termine di paragone, ma se possiamo limitare un diritto fondamentale come la libertà di espressione basandoci su degli standard incerti e destinati a variare di volta in volta.
Per ora è in corso una battaglia per affermare quantomeno uno standard uniforme in tutta la nazione, perciò non resta che appoggiare il signor Hardcore e Louis Sirkin nella loro lotta per tutelare una delle più preziose libertà fondamentali, e, già che ci siamo, diamo il nostro appoggio anche a Christopher Handley.
Eric A. Chase, Esq..
United Defense Group, LLP
Eric.Chase @ UnitedDefenseGroup.com
Di seguito la traduzione del documento.
L’11 febbraio 2010, Christopher Handley è stato condannato nello Iowa per il possesso di libri e riviste manga. Il procedimento, che ha avuto inizio nel 2006, si basava sul concetto che le immagini virtuali sequestrate dovessero essere considerate materiale osceno. Il mio nome è Eric Chase, e sono l’avvocato di Chris Handley. Ho letto alcuni dei commenti sul caso di Chris e ho notato una certa confusione in merito al processo che Chris ha dovuto affrontare, accompagnata anche da una non perfetta conoscenza della legislazione vigente negli Stati Uniti. Nella speranza che questo documento possa aiutare altri a evitare una situazione analoga a quella affrontata da Chris e per comprendere quanto è successo, mi sembra opportuno spiegare il caso dal nostro punto di vista.
Fra le varie osservazioni che ho avuto modo di sentire, forse la più interessante dal mio punto di vista, è stata formulata poco dopo l’ammissione di colpa resa da Chris, nello specifico mi riferisco alla critica fatta nei confronti di una mia dichiarazione resa al Wired Magazine. Nel corso di quell’intervista ho detto: "La legge sull’oscenità è l’unica che temo, se un mio cliente mi mostrasse un libro, una rivista o un film, chiedendomi se possano essere considerati legali, io non saprei veramente cosa rispondere". La critica è stata: "Gli avvocati che si specializzano in casi di oscenità seguono attentamente i verdetti della giurie e possono affermare con un certezza pari al 100% cosa sia o non sia osceno per una giura popolare…”
In primo luogo, l'idea che un avvocato possa prevedere con assoluta certezza il verdetto di una giura è semplicemente stupida. I giurati sono persone e, proprio per questo motivo, qualsiasi avvocato sarà d’accordo con me nel dire che sono assolutamente imprevedibili. In secondo luogo, guardate al caso di Max Hardcore. Lui era rappresentato da Louis Sirkin, ampiamente riconosciuto come uno dei migliori avvocati in materia presenti nel Paese, l'avvocato che ha vinto la causa Free Speech Coalition v. Ashcroft di fronte alla Corte Suprema. Max Hardcore è stato un prolifico produttore di materiale pornografico ‘d’avanguardia’, che molti, però, reputavano disgustoso, tuttavia si trattava pur sempre di prodotti acquistati esclusivamente da adulti consenzienti. Ebbene, nonostante gli eccezionali argomenti addotti da Mr. Sirkin sul valore artistico delle opere, sulla libertà di parola e sugli standard comuni, Max Hardcore è stato condannato da una giuria a 46 mesi da scontare in una prigione federale (a seguito dell’appello, il verdetto è stato confermato, ma il caso è stato rimesso al giudice di merito per un’altra sentenza). In effetti, quel verdetto, ridicolo come l’accusa formulata nei confronti di Chris Handley, è stato particolarmente sconfortante, tanto da indurci a valutare le offerte di patteggiamento formulate.
Per comprendere la situazione di Chris bisogna capire il caso Ashcroft, che è stato universalmente e tragicamente, almeno per Chris, frainteso. La sentenza in questione ha stabilito che le immagini di pedopornografia virtuale non possono essere perseguite come normale pornografia infantile. Tuttavia, essa non ha affermato che la pornografia virtuale debba considerarsi legale; piuttosto ha espressamente dichiarato che tali raffigurazioni potrebbero essere perseguite come oscenità in base al test di Miller. In breve, secondo questo test una rappresentazione si deve considerare oscena se 1) sia di natura sessuale, 2) sia palesemente offensiva e 3) sia priva di valore letterario, artistico, politico o scientifico. I primi due parametri si rifanno agli standard comunitari, il terzo, invece, ha natura oggettiva.
Chris, come quasi tutti quelli che hanno sentito parlare del caso Ashcroft come una sentenza che legalizzava la pedopornografia virtuale, credeva che le riviste in suo possesso fossero pienamente legali. Altrettanto importante è che Chris non era un collezionista di soli lolicon, ma amava collezionare manga di ogni genere. Delle migliaia di libri e riviste trovate dai federali a casa sua, solo una ventina presentavano dei contenuti discutibili e, in ultima analisi, solo in sette di questi sono state rinvenute immagini raffiguranti atti di violenza sessuale su bambini.
Ciò che Chris non sapeva è che, in risposta alla sentenza della Corte Suprema sul caso Ashcroft, il Congresso approvò lo statuto 18 USC 1466A, con cui sono state definite come oscenità una lunga lista di rappresentazioni virtuali, tra cui i fumetti che ritraggono bambini impegnati in atti sessuali. La grande differenza tra il 1466A e lo statuto generale contro le oscenità è che il primo innalza ad un minimo di 5 anni di reclusione la pena prevista per l’accusa di "receipt" (ricezione di materiale osceno) (e nelle Federal Sentencing Guidelines è peraltro relazionato alla vera pedoponografia, creando una sovrapposizione nel trattamento penale delle immagini reali e di quelle virtuali). Ora, il "recepit" è un’accusa particolare, potenzialmente applicabile a tutti i casi di possesso, è semplicemente impossibile possedere qualcosa senza prima riceverlo. Eppure, se per l’accusa di recepit la pena minima è di 5 anni, per il possesso, invece, non esiste questa imposizione. Alla luce di ciò, se il caso fosse andato a processo ovviamente la situazione sarebbe stata molto complessa e Chirs avrebbe rischiato grosso. La verità è che, creando per lo stesso comportamento due reati con pene molto diverse, il Congresso ha dato all'accusa uno strumento prezioso (molto simile all’estorsione) per ottenere un patteggiamento.
Per Chris c’erano solo due difficili opzioni. Difendere le immagini in suo possesso, tenendo bene a mente che, se proiettate su uno schermo 8x8 di in un'aula di tribunale, avrebbero suscitato una reazione sdegnata in una giuria dell’Iowa, ma probabilmente in ogni giuria (faccio notare che il divieto di immagini virtuali raffigurati minori in atti sessuali appare ampiamente sostenuto anche da molti blogger liberali). La seconda scelta era di liberarsi dell’accusa di receipt e dalla sua pena minima obbligatoria, focalizzandosi, invece, sulla situazione personale di Chris, che di certo non meritava il carcere. La sentenza finale è stata di 6 mesi con la raccomandazione che la pena venga scontata in un centro di riabilitazione. A differenza di Max Hardcore, che ha optato per il processo (l’accusa formulata nei suoi confronti è altrettanto, se non più, offensiva nei confronti della libertà di parola), Chris non vedrà mai l’entrata di un carcere.
So che il Comic Book Legal Defense Fund e altre persone preoccupate in particolare per la difesa dei fumetti, e, più in generale, per la libertà di espressione, non hanno gradito il fatto che il caso non sia andato in giudizio. Hanno le loro ragioni. Il test di Miller è vago, indecifrabile, e chiaramente si ripercuote sulla libertà di parola. L’aspetto più spaventoso è che il suo rimando agli standard comunitari sostanzialmente si riflette nella supremazia della “morale della maggioranza” e nella sua imposizione a tutti i membri della comunità. Lo strumento esorbitante dato ai pubblici ministeri attraverso l’accusa di receipt, con la sua pena minima obbligatoria, è un incentivo per gli imputati a non sfidare il valore degli standard comunitari o a porre seri quesiti "sul valore artistico" di alcune opere.
In difesa di Chris Handley e delle sue scelte, credo che si possa solo formulare una semplice domanda: cosa avreste fatto al suo posto?
Tuttavia per il CBLDF e gli altri difensori della libertà di espressione, di cui abbiamo bisogno oggi più che mai, c'è qualche speranza all'orizzonte. Louis Sirkin e Max Hardcore attualmente stanno conducendo un’importante battaglia in sede d’appello contro gli standard richiesti dal test di Miller. L'argomento utilizzato, su cui già alcuni tribunali hanno espresso parere favorevole, è che, in un mondo interconnesso tramite internet, non è possibile consentire alle “comunità” con usi più rigidi e severi di dettare e imporre i propri parametri a tutti gli altri. Sul punto esiste una divergenza nella giurisprudenza delle diverse Corti d’appello federali, e il caso di Max è una buona piattaforma per consentire alla Corte Suprema di dirimere questa controversia, poiché, mancando il coinvolgimento di ‘bambini’, ci sarà più serenità nell’affrontare nel merito la questione.
Tuttavia, anche in caso di vittoria, le ripercussioni pratiche sui futuri processi saranno minime. Una giuria potrà anche essere istruita per applicare gli standard nazionali al posto di quelli locali, ma, alla fine, come sempre è stato e sempre sarà, ogni giurato non farà che applicare quegli standard che lui ritiene essere comuni. Insomma, è palese che esiste un problema ancor più profondo alla base del test di Miller.
Questo problema, che la Corte Suprema ha tentato di superare appoggiandosi proprio al test di Miller, è la vaghezza. La nullità di una norma per eccessiva genericità è una dottrina costituzionale che impone alla leggi penali un’accurata descrizione della fattispecie criminosa (N.D.R. in Italia tale regola si desume dal principio di legalità) in modo che le persone possano determinare in anticipo se un’azione costituisca o meno reato. Da quanto ho letto, a seguito della sentenza di Chris, è stato messo in discussione un po’ tutto, da Nabokov e "American Beauty", agli yaoi giapponesi, con i loro protagonisti androgini, glabri e dall’aspetto infantile, pur non essendo bambini. Ad oggi non potrei affermare con certezza se la vendita di yaoi possa essere considerata legale nello Iowa o in uno degli stati del sud.
Da alcuni commenti che ho letto so per certo che alcune persone, dopo aver sentito parlare di Chris, hanno deciso di distruggere libri che certamente non potevano considerarsi illegali; insomma, questa è la ripercussione che l’eccessiva genericità del test di Miller sta avendo sulla libertà di parola. La questione fondamentale, pertanto, non è chiedersi quale comunità debba essere utilizzata come termine di paragone, ma se possiamo limitare un diritto fondamentale come la libertà di espressione basandoci su degli standard incerti e destinati a variare di volta in volta.
Per ora è in corso una battaglia per affermare quantomeno uno standard uniforme in tutta la nazione, perciò non resta che appoggiare il signor Hardcore e Louis Sirkin nella loro lotta per tutelare una delle più preziose libertà fondamentali, e, già che ci siamo, diamo il nostro appoggio anche a Christopher Handley.
Eric A. Chase, Esq..
United Defense Group, LLP
Eric.Chase @ UnitedDefenseGroup.com
Tra l'altro, se da una parte il metodo di giudizio tramite giuria popolare ha i suoi vantaggi (ad es. 10/20 giurati garantiscono una certa varietà di pensiero e di apertura mentale sui vari casi), in questo caso particolare invece dimostra il suo tallone di Achille.
Infatti se da un lato c'è l'omogeneità di pensiero che un omicidio o una truffa siano visti come reati che meritano la giusta punizione, dall'altro non vi è ancora la consapevolezza dei popoli (almeno per quelli occidentali) di valutare con parametri variabili queste questioni che, a mio avviso, possono lambire il confine tra lecito ed illecito ma non si possono definire a priori dei reati.
Si torna al discorso che si fa anche dei videogiochi: non si può condannare un videogioco solo perché mostra scene violente o esplicitamente contrarie alla pubblica morale, si deve condannare chi quelle azioni le ripete o le emula nella vita reale. E questo vale anche per i film, i libri, la musica e qualunque altra creazione artistica.
Non ci si dovrebbe soffermare sul giudicare opera per opera, ma sul delineare parametri standard (ma comunque flessibili nell'applicazione) su cosa si può definire opera artistica e su cosa si può definire istigazione al reato.
Il problema è semplicemente quello che ha evidenziato l'avvocato, la giuria è composta da normali civili, ognuno con una propria identità lavoro/religione etc. che di fronte ad un'immagine può reagire in maniera differente e applicare la legge in maniera diversa rispetto a chi è nel settore o di chi abita dall'altra parte del mondo
Nel concetto di "rappresentazione" rientrano anche i disegni.
La critica di alcuni illustri giuristi ai quali umilmente mi associo è che nelle opere artistiche d'ingegno dove il soggetto è un prodotto dell'immaginazione dell'autore, come ad esempio nella pittura, nella scultura e nella letteratura di immagine (fumetti, comics, manga), non vi é vittima né danno, per cui non è ravvisabile un reato.
Il primo limite della normativa è proprio questo: attribuire a rappresentazioni artistiche nella quali non partecipino persone reali la natura di crimen.
E' un po' come se per la legge non fosse reato soltanto l'omicidio, ma anche disegnare, scrivere o raccontare di omicidi.
Se applicassimo rigidamente la normativa, qualsiasi manga, fumetto, film, telefilm e molte opere d'arte presenti in musei e chiese andrebbero bruciate al rogo (pensate solo ai "puttini", gli angioletti bambini ritratti nudi, con i genitali esposti e in pose giocose che, se guardati dalla prospettiva di un pedofilo, potrebbero avere natura sessuale).
Il secondo errore della normativa, sempre secondo tale impostazione critica, è che tali fenomeni vengano equiparati ("Child pornography is any representation, by whatever means, of a child engaged in real or simulated explicit sexual activities or any representation of the sexual parts of a child for primarily sexual purposes"): come dire che possedere o distribuire un manga lolicon sia (come é) pienamente equiparato al distribuire immagini o filmati di bambini sottoposti ad abusi sessuali.
Il terzo errore, non meno grave a mio avviso, è che la normativa di indirizzo considera pedopornografia non solo immagini di minori di natura chiaramente pornografica, ma anche il nudo parziale o integrale (pochi anni fa vennero arrestati in UK due genitori che avevano ritirato dal fotografo immagini della loro bambina mentre le facevano il bagnetto: per fortuna il giudice riconobbe i due come genitori amorevoli). Non solo. Il testo del COPINE project che è alla base della normativa Statunitense e Inglese (paesi direttori dell'indirizzo politico globale) suggerisce che anche in presenza di rappresentazioni di qualsiasi natura (anche disegni o sculture, per intenderci) di minori vestiti e non intenti in attività di natura sessuale, la posizione o il contesto della rappresentazione o di come il prodotto è distribuito siano sufficienti a definire il prodotto come pornografico. Sempre a titolo esemplificativo, se un catalogo di un venditore di abbigliamento per ragazzi fosse venduto all'interno di un sexy shop, il catalogo sarebbe considerato un prodotto pedo-pornografico.
Un'ultima critica riguarda i criteri, non previsti, per riconoscere un'opera d'ingegno come ritraente minori di anni 18. Già è molto difficile (se non impossibile: anche questa è materia dibattuta) riconoscere se un soggetto reale ritratto nudo, qualora non sia identificato, abbia compiuto 18 anni o ne abbia invece 17, 16 o 15, immaginate quali voli pindarici l'autorità inquirente deve compiere per attribuire natura pedopornografica ad un'opera.
Non basta inquadrare il tessuto narrativo dell'opera: potremmo ambientare un manga romantico in una scuola media, asserire che i protagonisti abbiamo 13 anni e poi ritrarli con l'aspetto di persone anziane e in tal caso proporre un'interpretazione pedopornografica dell'opera risulterebbe parossistico se non ridicolo.
Gli inquirenti devono perciò affidarsi a considerazioni puramente di natura estetica: l'assenza di seno e/o di peli pubici, occhi grandi e stile "arrotondato" (tipico dei manga) sono generalmente considerati indicativi di un soggetto minore se non di età prescolare.
Ma naturalmente tali caratteri sono riscontrabili anche in soggetti maggiorenni.
L'impressione generale è che per colpire chi abusa di minori si sia instaurato una sorta di stato di polizia internazionale, una "santa inquisizione" cieca e irrazionale interessata maggiormente ai numeri delle condanne piuttosto che alla tutela dei minori.
E' quello che vedo anche io, per dimostrare la loro efficenza a numeri tirano in mezzo anche cose che non ci azzeccano per niente nel contesto. I veri criminali che agiscono nell'ombra intanto se la ridono che le risorse vengano spese su queste cose.
Mi spiace molto per Chris, era un semplice collezionista di fumetti, di tanti generi. Se il giudice fosse stato un appassionato di fumetto avrebbe capito che Chris era una persona normalissima come tanti, un otaku accanito, che non ha mai fatto male a nessuno. Sono sempre i più deboli a rimetterci di fronte a leggi assurde a libera interpretazione (grazie al test di miller ogni cosa ritenuta scomoda può essere definita oscena).
Meno male che la legge americana dei " soliti sospetti" non è apllicata a livello globale, certe idiozie devono rimanere in certi limiti e non uscirne mai.
E non è dato sapere se fossero doujinshi...
Ragazzi, oggi a Chris, domani potrebbe toccare a uno di noi... e se secondo voi in Italia non è ancora reato, penso a Fabrizio Corona, che per quanto possa starmi antipatico si è fatto 3 mesi di carcere senza neanche capire se il suo lavoro è un reato o meno...
A chi parla di inquisizione: è da sempre che negli usa non si è interessati ad educare l'individuo con la pena (al contrario di quello che avviene qui da noi), ma piuttosto a rovinarlo e a dimostrare che lo stato è il più forte. La pena di morte sentenziata a spron battuto in molti stati e il livello di criminalità maggiore che nel resto del mondo dimostra ampiamente che il potere giudiziario negli usa è per la maggiore uno strumento di consenso popolare e non uno strumento d evoluzione sociale.
Basti pensare al Giappone stesso dove, alla domanda di abolizione della pena di morte, il primo ministro(non ricordo se quello di adesso o il precedente) disse che l'avrebbero continuata perchè era il popolo a volerlo o una cosa simile...qui però entriamo in un campo diverso e mi fermo.
Sta di fatto che una pena serve a far ragionare un individuo su quello che ha fatto e non a trasformarlo in qualcosa di peggio.
Se in un tribunale mostrassero quelle immagini, sarebbe sicuramente condannato, non credo proprio che una giuria popolare accetti la spiegazione "sono solo 7 fumetti su 1200"... secondo i criteri comuni quella è pedofilia, che ci piaccia o no. (per me non lo è affatto, è pornografia, ok, ma non pedofilia).
Inoltre non è specificato su quali criteri venga giudicato il valore artistico, letterario, scientifico o politico (che diavolo c'entra questo lo sa solo Miller) di una rappresentazione, valore che in alcuni casi può essere tanto labile da risultare indecifrabile. Ritenerlo perciò oggettivo è una forzatura ancor più se il giudizio è affidato... a chi, a una giuria, a un tribunale? Al di là di loli e disegni di bambini in atti sessuali, se "L'Origine du monde" di Courbet venisse proiettata nel tribunale in questione, tutta la giuria di zotici si alzerebbe allo stesso momento inveendo a favore della reclusione a vita del possessore dell'immagine: "E' di sicuro un deviato che si compiace della vista di una tale oscenità immorale".
Derivare quindi una legge sull'oscenità da un test che è una stupidata già in partenza equivale a conferire lo status di stupidata^2 a tale legge.
Il fatto che poi si senta il bisogno di una legge contro l'oscenità ai miei occhi è una follia, ché ciò che è osceno fuori non è osceno fra le mura domestiche, ognuno della sua intimità può fare ciò che vuole. Ora proibiamo di cagare alle persone perché è un atto osceno. Se lo si fa in pubblico potrebbe essere ritenuto "osceno", o quanto meno inappropriato, ma chi si sognerebbe mai di giudicare oscena una persona seduta sul water di casa sua. Pretendere di giudicare osceni dei manga che uno si legge sul suo divano è la stessa identica cosa. A 'sto punto stracciamo la carta dei diritti dell'uomo e a che siamo nel sul water la usiamo come carta igienica.
In America il sistema giudiziario si basa più sul punire che sul riabilitare, e le pene vengono decise indirettamente dal furor di popolo al contrario di qui, e in Europa più generalmente dove è una sorta di "giustizia superiore" incarnata dal governo a decidere.........anche se al governo c'è un pazzo che vede comunisti dovunque!!!!
Allora iniziamo dalla frase: "Chris non vedrà mai l’entrata di un carcere. "
E ci mancherebbe altro, mandare qualcuno in carcere con quell'accusa è omicidio, specie in una nazione dalle larghe vedute e dalla mentalità aperta come gli USA, Iowa nello specifico. Che gli accusati di pedofilia, veri, presunti o accusati totalmente a caso come stavolta, nelle carceri facciano una bruttissima fine è un dato assodato no?
Ma la migliore resta la domanda sul cosa avrebbe potuto fare.
In tutta onestà aver patteggiato, al di la dell'aver ridotto i danni ha comunque prodotto una macchia indelebile sulla vita di quella persona che oggettivamente non ha commesso nessun atto criminale, e questo è inaccettabile, specie in un luogo ipocrita come gli USA.
Al posto suo mi sarei dato alla fuga verso lidi non coperti da trattati di estradizione, non prima di aver fatto la festa a giudice e giuria, individui del genere, con le sentenze già vergate a fuoco nella testa non hanno alcun diritto di calcare la terra, così almeno la condanna in contumacia l'avrebbero data per un motivo reale anzichè per il NULLA PIU' ASSOLUTO e da parte "mia" avrei avuto la consapevolezza di aver espunto esistenze immeritevoli.
Ovviamente è una reductio ad absurdum, ma neanche tanto. Se solo pensate che della gente che di media nega l'evoluzionismo e considera un libro fantasy (Bibbia) legge superiore e di origine superiore, beh non esiste che mi possa piegare ad un tale scempio dell'intelletto.
Armisael, primo Eresiarca
Appunto, allora dovrebbero essere banditi persino i libri di scienze di cui alcuni mostrano chiaramente immagini di nudo totale senza rappresentazione di apparati genitali, e se questi ultimi non vengono mostrati quelle immagini in questione dovrebbero essere "hentai" o no? Se questo è per Miller il criterio delle immagine scientifiche...
Fanatici religiosi e bacchettoni, soprattutto nello Iowa.
" In breve, secondo questo test una rappresentazione si deve considerare oscena se 1) sia di natura sessuale, 2) sia palesemente offensiva e 3) sia priva di valore letterario, artistico, politico o scientifico. I primi due parametri si rifanno agli standard comunitari, il terzo, invece, ha natura oggettiva."
In pratica a seconda di come la giuria pensa e alle immagini prese in esame si potrebbe mettere in carcere qualsiasi persona.
Si rischia di ritornare ai tempi dell'inquisizione, dove bastava essere accusati di stregoneria per essere messi al rogo... stiamo rischiando veramente di finire in carcere perchè si sta leggendo bleach o love hina....
- il test di Miller è l apiù grande p****nata che abbia mai sentito, alla fine son solo valutazioni soggettive e quindi meglio lasciar stare questo test inutile.
- in uno stato che si dice liberare e vuole porsi alla guida del mondo possedere immagini non reali provoca un casino simile..?? son senza parole..
LOL
XD
Eh? Spiegati meglio che sembrerebbe quasi la vecchia storia del "te lo proibisco per il tuo bene" usata già ai tempi del proibizionismo.
Non diciamo bestialità su...
parole sante, sognor Eric Chase, parole sante.
al di là delle idee che uno può avere sulla pornografia, se non c'è un criterio imparziale ma soprattutto uguale in ogni occasione è inutile persino incominciare a discutere.
quel poveraccio di Christopher Handley non ha fatto niente di male perchè ritengo che c'è una grossa differenza tra immagini di persone vere e disegni, quindi che abbia 7 fumetti pedopornografici o 500 per me non fa nessuna differenza; se va a violentare un bambino è un conto, ma se si masturba tranquillamente nella quiete di casa sua non fa male a nessuno (tranne forse ai vicini se esagera con le urla di piacere...); il problema di fondo è che viviamo ancora oggi in una società impregnata di valori religiosi che vedono il sesso come un tabù, quando in realtà è una degli aspetti più piacevoli e poetici della vita; gli americani più degli altri hanno ancora la mentalità vittoriana e puritana della borghesia, la quale implica una spietata concorrenza e porta alle estreme conseguenze il concetto del capitalismo, e naturalmente sfocia in forme di bigottismo come la "prudery" (termine che non saprei tradurre letteralmente, ma che rende perfettamente questa malsana chiusura mentale riguardo al sesso)
io trovo che sia un argomento stupido che distoglie dalla realtà realtà in cui ci sono film ome scusa ma ti chiamo amore in cui una ragazza di 17 anni si innamora di uno di 40 e fanno anche del sesso qualcuno dirà ma è amore ok è amore me in alcune frasi ci sono amici quarantenni che dicono io per una cosi farei volentieri qualche anno di carcere questa è istigazione nn un fumetto.
poi che dire di come vanno conciate le ragazze in giro a 16 anni o anche meno sembrano cubiste o peggio io nn critico il modo di vestire o altro ci mancherebbe con questo voglio dire che è la società che è un po da rivedere e nn queste cose,come una ragazza va in giro vestita in un certo modo io voglio poterle anche dire che è una gnocca senza essere mal giudicato,
nn ci vedo niente di male ma ormai si giudica tutto e allora miss italia dove ci sono ragazze di 16-17 anni mezze nude cosa pensate che nn cè nessuno che si immagina chissà cosa ,il problema è la società che prima istiga poi per quella stessa cosa condanna.
bisogna cambire modo di vedere le cose in generale e nn attaccarsi ai fumetti o altro...ciao a tutti e scusate per come ho scritto avro fatto un po di confusione come al solito eheheheh ciao
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