Ilaria Capasso presenta: Ai Yazawa. Il romanticismo di Nana e le altre

Ai Yazawa è celebre in tutto il mondo per il suo più recente manga tuttora in corso di pubblicazione in Italia da Planet Manga. Il suo segno è inconfondibile: figure esili e slanciate, occhi e volti resi molto espressivi con pochi tratti, e grande cura per i particolari. Nelle sue storie è sempre presente un'attenta analisi psicologica dei personaggi e del loro percorso di formazione, insieme a un gusto e un'attenzione per la moda che hanno reso l'autrice una delle più amate e seguite e che hanno fatto di Nana una delle eroine più gettonate nei Cosplay Contest. Il suo primo manga pubblicato in Italia è stato “Gokinjo Monogatari”, il cui immediato successo ha portato all’importazione anche della serie animata trasmessa da Mediaset con il titolo “Curiosando nei cortili del cuore”.
Con queste parole viene presentato il volume Ai Yazawa. Il romanticismo di Nana e le altre (128 pagine al prezzo di 12.50 euro), scritto da Ilaria Capasso, che le Edizioni Iacobelli pubblicherà a fine maggio nella collana Japan Files, la stessa in cui è stato pubblicato il volume di Mobile Suits Gundam Trenta Anni nello Spazio di Davide Castellazzi. Japan Files è la collana monografica delle Edizioni Iacobelli nata per analizzare l’attualità del mondo descritto negli anime del Sol Levante.
Ilaria Capasso (Aversa, 1979) si è laureata presso l’ Orientale di Napoli in Lingua e Letteratura Giapponese e Inglese. Ha trascorso un anno in Giappone, presso la Gakushuin University di Tokyo, e ha collaborato alla raccolta di saggi intitolata Con gli occhi a mandorla – Sguardi sul Giappone dei cartoon e dei fumetti (Tunué, 2005), a cura di Roberta Ponticiello e Susanna Scrivo, con un saggio intitolato Anime alla moda. Traduttrice occasionale e ghostwriter, la Capasso vive negli Stati Uniti.
Autore: tuttocartoni
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17) Messaggio scritto da Kurono (anonimo) il 17/06/2010 alle 15:30 @Nodame e mast per me siete assolutamente fuori strada  , sicuri di leggere nana? 0 0 
22) Messaggio scritto da King Gori (anonimo) il 17/06/2010 alle 20:12 @Nodame: sicuramente hai ragione sostenendo che Nana è molto "cool", ma non vedo cosa ci sia di male. Preferisco il "cool" universalmente riconosciuto di Nana che gli stereotipi tipici dei manga/anime per otaku disadattati (ovvero fanservice a gogo, occhi enormi, personaggi che sembrano bambole, gag idiote, ecc.). Inoltre contesto totalmente l'affermazione che Nana sia "un titolo veramente mediocre, che non spicca ne' per originalita', ne' per dialoghi particolarmente profondi". E' esattamente il contrario. Nana affronta situazioni e rapporti interpersonali in modo molto verosimile e realista al contrario del 90% degli attuali shojo. Secondo me tu parli a vanvera, e Nana non l'hai mai seguito. 0 0 
28) Messaggio scritto da Marco (anonimo) il 14/09/2010 alle 15:43 Nana per me sinceramente è qualcosa che posso considerare come BECK al femminile: moda e musica la fanno da padroni (forse che sono tutti così magri perchè somigliano ai figurini disegnati dagli stilisti?). Però se BECK si faceva amare per gli spaccati di vita in cui più o meno tutti si identificano, l'atmosfera lievemente malinconica ma non priva d'allegria con cui tutti ricordano i propri sedic'anni, la storia "classica" dell'adolescente sottovalutato che scopre la vita e diventa qualcuno (bellissimo e originale il parallelo implicito con la "seconda giovinezza" del Sig. Saito) Nana vorrebbe essere più femminile e profonda, più matura. Ecco dunque situazioni più cupe, drammi personali, insopportabili polpettoni introspettivi (che, a mio parere, riescono solo a far capire quanto qualcuno sia confuso, non a renderlo più maturo,anzi). Ma alla fine che si è ottenuto? Una telenovela. Che, eccetto i primi episodi, manca di ritmo, ingarbuglia situazioni e sentimenti, schiaffa in faccia al lettore situazioni forzatamente patologiche che neanche Jacopo Ortis e le risolve in fretta e in maniera melodrammatica. Spoiler: Tutta la storia in salsa pseudopunk di Ren e della sua catena col lucchetto è degna del lungotevere di mocciana memoria, mentre l'idea della ragazza indecisa e incline agli sbalzi d'umore che s'innamora del tipo sensibile ma rimane incinta del -e si rassegna a seguire il- figo che non deve chiedere mai sarà anche realistica in questa bastarda società, ma è proprio da feullieton. Velo pietoso sul pedoamore piagnone dei due "maledetti" Reira e Shin, che magari, con un minimo di misura sarebbe potuto essere commovente invece è una tragedia a tutti i costi, di quelle da emo marci. E scusate i francesismi. Ciò non toglie che i valori di produzione, la cura dei dettagli e dei colori e in generale la qualità grafica e musicale siano al top. Però... 0 0 
29) Messaggio scritto da pasclcap (anonimo) il 01/10/2010 alle 21:28 Vorrei rispondere a chi parla per parlare, la signora Ilaria Capasso che attualmente vive negli Stati Uniti prima di laurearsi in giapponese è stata un anno in Giappone e precvisamente a Tokio, dove ha conosciuto personalmente personaggi di spicco dei fumetti in quanto laureatosi alla stessa università che ha frequentato avendo vinto una borsa di studio. 0 0 
30) Messaggio scritto da Fra X (anonimo) il 30/11/2010 alle 21:25 Alle medie il disegno di "Curiosando nei cortili del cuore" lo trovavo veramente orridibile!  No, seriamente, non lo reggevo proprio. °_O Più di recente devo dire che, pur non rientrando tra i miei preferiti, mi sono chiesto perchè lo trovassi così brutto °_O ! 0 0 
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Quel libro sta facendo polvere,non l'ho mai finito per via delle mille inesattezze che c'erano scritte, e di come sia fatto per vendere e non per approfondire (e pensare che la Tunuè ne pubblica di libri validi)...