e-bookFra stime generali e discussione sull'appeal dei nuovi formati elettronici, Masaaki Hagino, presidente della compagnia per lo sviluppo degli e-book Voyajer Japan, in una recente intervista ha affrontato in particolar modo la gestione dei diritti digitali e la censura nei confronti degli e-manga.

La questione più spinosa riguarda senza dubbio i DRM, Digital Rights Management, termine con cui si fa riferimento a quei sistemi tecnologici mediante i quali i titolari di diritti d'autore (e dei cosiddetti diritti connessi) possono esercitare e amministrare tali diritti in ambiente digitale, grazie alla possibilità di rendere protette, identificabili e tracciabili le opere di cui sono autori. Per Hagino però questo sistema è solo un'illusione, che fornisce un apparente senso di sicurezza, privo però di riscontri reali. Un'opinione condivisa anche da molte altre autorevoli voci, come ad esempio quest'articolo dell'Economist.

hataraki manRiguardo la questione censura, Hagino ha fatto riferimento in particolar modo all'iTunes Store della Apple. Anche se in Giappone le scene sanguinose sono accettate nei manga, l'ormai inutile “Comics Code” dell'industria americana non le avrebbe permesse. Proprio per questo, circa il 30% dei manga targati Kodansha, che la Voyager ha adattato per le apps dell iPhone, è stato rifiutato dall'iTunes Store. Secondo quanto sostenuto da Hagino, “anche una scena in cui un personaggio stia sanguinando, non per atti violenti, ma, ad esempio, per colpa di una malattia, potrebbe essere etichettata come un'eccessiva crudeltà”.  A sostegno di ciò Hagino ha citato l'esempio di Tokyo Style, il famoso manga di Moyoko Anno che tratta le vicende di una redattrice; un capitolo è stato rifiutato in quanto la protagonista per sbaglio metteva in mostra i propri seni durante un massaggio.

Discutendo l'articolo in questione, anche Yoshitoshi ABe (Serial esperiments Lain, Haibane Renmei) ha riferito di aver subito la stessa sorte per una delle sue opere a causa di un'immagine. Da sottolineare che ABe è uno dei primi autori ad aver pubblicato le proprie opere sull'iTunes Store.

Queste difficoltà però non fermano gli editori giapponesi; trentuno editori giapponesi, incluse le maggiori tre compagnie, ovvero Kodansha, Shogakukan e Shueisha, hanno già dato vita all' “Associazione degli editori di libri elettronici del Giappone” per controllare la distribuzione dei libri digitali nel Paese.