Riportiamo da Nanoda una parte della lunga ma estremamente interessante intervista ad Alberto Galloni di Magic Press MX / Black Magic:
1) Ciao, come è andato questo anno editoriale? Sono state più le soddisfazioni o le delusioni?
Pubblicare Yamatogawa in Italia non ha prezzo.
3) Poco prima della fiera di Lucca avete annunciato 3 nuovi titoli Yaoi. Dopo il genere seinen erotico in Italia con Haruki e Yamatogawa, espandete ancora il vostro campo d’azione. C’è un piano editoriale preciso con una motivazione sul genere o avete scelto solamente in base alla qualità dei titoli?
Three Wolves Mountain di Naono Bohra
Uchi no Tantei Shirimasen ka? di Hirotaka Kisaragi
Kyoudai Gentei! (Brother x Brother) di Hirotaka Kisaragi
Perché avete scelto questi titoli? Ce li può presentare?
Witchcraft e Bukiyo na Silent sono due facce della stessa medaglia, fanno parte del medesimo progetto editoriale (una linea di prodotti “per adulti”). Abbiamo messo in cantiere sia gli yaoi che i cosiddetti “hentai” (parola che, in realtà, non dovrebbe essere usata), praticamente subito, prima del debutto di MX in fumetteria. Abbiamo aspettato di avere in mano i risultati dei volumi usciti e ora, con le idee più chiare, abbiamo deciso di espandere il nostro catalogo.
Perché abbiamo scelto quei titoli? Di Naono Bohra stiamo già pubblicando Tamago no Hi (I Guardiani del Sigillo) e l’arrivo di un suo yaoi era solo questione di tempo. Kyoudai Gentei! (Brother x Brother) e Uchi no Tantei Shirimasen Ka?, invece, non sono legati a prodotti e/o autori che stiamo già facendo, volevamo lanciare anche un nuovo autore e abbiamo fatto una selezione tra il materiale disponibile in Giappone (rimanendo solo ed esclusivamente nell’ambito dei Boys’ Love, non siamo interessati a titoli mainstream e/o troppo softcore).
Nel prossimo futuro, probabilmente, aumenteranno sia gli yaoi che i seinen erotici. Con quale criterio? La qualità, ma dobbiamo fare i conti anche con le leggi italiane (siamo costretti a scartare diversi prodotti perché “problematici”).



5) Insomma dacci qualche anticipazione :)
Otaku no Musume-san e Hitsuji no Uta di Kei Tome si aggiungeranno alla nostra lineup entro fine anno.
Il primo è uno delle mie letture preferite in assoluto, è una commedia molto divertente che però, tra le innumerevoli parodie dei manga della Takahashi (Maison Ikkoku in primis) e Fate Stay Night, affronta tematiche scottanti. Potrebbe essere paragonato a Genshiken, ma Otaku no Musume-san punta i riflettori su un padre immaturo e improvvisato e il suo rapporto con la figlia di 9 anni. Un tipo di comicità alla Welcome to NHK, in effetti.
Il secondo è sicuramente manga più importante e riuscito di una autrice piuttosto gettonata nel nostro paese, rimasto inedito finora per una serie di “sventure”. In Hitsuji no Uta, l’autrice, Kei Tome, riesce a rendere i vampiri “reali”: non più creature mitologiche, ma esseri umani con una malattia particolare che li costringe a vivere isolati. Una storia particolarmente toccante.



6) Ultimamente sono diventati di moda i termini “girella, girellaro” e tutti gli editori si sono buttati in titoli del genere. Ritieni che se ne stia facendo un abuso? Ricordando dalla passata intervista che è una sua creazione o per meglio dire è di sua creazione l’uso come aggettivo per serie manga o categoria di lettori, e memori della sua definizione come nostalgici di un epoca che usano i manga come evocazione della stessa (manga editi in quel periodo ovviamente)… Possibile che basti questo per rendere di successo un manga o un mero tentativo imitatorio per uscire dalla crisi?
Vorrei avere la tua opinione sul fenomeno.
Il neologismo “girellaro” circoscrive un sottoinsieme di quello che comunemente viene chiamato “pubblico occasionale”: parliamo del mercato dei ricordi di infanzia in quanto tali (e non in quanto anime e/o manga), non di una nicchia all’interno del fandom più anziano come alcuni interpretarono lo scorso anno dopo aver letto la mia intervista. Così come parliamo spesso del “pubblico televisivo” che potrebbe comprare un manga perché riconosce l’anime trasmesso in TV, potremmo parlare di un “pubblico nostalgico” che altrettanto occasionalmente potrebbe acquistare un fumetto perché attratto dalla nostalgia (non un fan che legge fumetti e magari acquista Georgie perché ci è affezionato, bensì una persona qualunque che di solito non compra fumetti e viene attratto dalla nostalgia a comprare il fumetto di Georgie).
Noi abbiamo pubblicato titoli come Georgie o Pollon perché, dovendo entrare nel mercato, li abbiamo ritenuti ottimi prodotti che sarebbero stati aiutati da una visibilità ben superiore a qualunque altro titolo inedito. E poi abbiamo sfruttato la visibilità di Georgie per lanciare l’inedito Itazura na Kiss, ottenendo un discreto successo di vendite (parliamo di un titolo su cui nessun altro editore avrebbe scommesso qualcosa).
Col senno di poi, guardando i risultati, direi che abbiamo fatto un ottimo lavoro, ma il mio obbiettivo non è mai stato quello di scatenare una “moda girellara”, bensì quello di puntare sulla cultura dei manga, sfruttando tutto lo sfruttabile (tra le “girelle” ci sono manga di alta qualità che hanno significato molto per la cultura del fumetto giapponese, tra cui Georgie e Nanako SOS). Basta guardare i fatti: dopo Georgie e i due manga di Hideo Azuma, non ci sono state grandi “girelle” nella nostra lineup (che poi, ribadisco, il fatto che Nanako SOS sia passato in TV durante gli anni 80, non gli impedisce di essere un gran manga, ma vale lo stesso per tanti titoli della nostra infanzia, basta citare Ashita no Joe, Devilman o Versailles no Bara) perché non abbiamo avuto la possibilità di pubblicare altri titoli di un certo rilievo che potessero anche sfruttare l’effetto nostalgia, la “robetta” non ci interessa (considerate che non tutte le serie TV andate in onda negli anni 80 sono tratte da un manga, molte sono nate per l’animazione i cui manga, quando ci sono, sono trasposizioni semplificate per bambini). Le mode passano e non lasciano nulla, così come anche la nostalgia fine a se stessa, la cultura, invece, resta.
Il lavoro svolto finora ha reso possibile la pubblicazione di Itazura na Kiss e spero ci permetterà di vendere anche altri titoli molto difficili come Genius Family Company ma anche Hitsuji no Uta, Otaku no Musume-san, River’s Edge, Kagemusha, ecc., tutti manga che sicuramente hanno bisogno di tempo per suscitare curiosità ed interesse (non cavalcando alcuna moda, questi titoli si diffondono solo grazie al passaparola dei lettori), ma resteranno ben impressi nella mente di chi l’ha letti/li leggerà.



12) Voglio fare un gioco con te. Io ti do delle parole e lei gentilmente me le definisce e spiega:
Hentai, invece, è una brutta parola. Anni e anni fa gli internauti utilizzarono questo termine per definire i manga “vietati ai minori” e noi italiani (francesi, spagnoli, tedeschi ecc.) abbiamo importato la definizione americana. Purtroppo, però, “hentai” è un termine spregiativo che vuol dire “pervertito” (una cosa simile è successa con gli OVA ribattezzati dagli americani OAV, peccato che in Giappone OAV sta per Original Adult Video, tanto per rimanere in tema). Il termine corretto (indicato proprio sulle copertine di questi manga) sarebbe “seinen comics”, con “seinen” scritto col kanji di “adulto” invece di quello di “giovane”. Il resto lo spiego più sotto.
Invece di rispondere direttamente sul MOE, facciamo un po’ di storia. Nel 1979 un autore semisconosciuto chiamato Hideo Azuma, si presentò al comicket con una doujinshi chiamata White Cybele: il primo manga lolicon della storia. In realtà l’intenzione di Azuma (come afferma lui stesso nella sua biografia a fumetti, Shisso Nikki) era quella di fare qualcosa di opposto ai primi yaoi e soprattutto alle doujinshi shotacon che, a quanto pare, dominavano le convention giapponesi. Questa cosetta da niente fu l’inizio di una vera e propria rivoluzione. Nei primi anni 80 nacquero riviste dedicate ai manga lolicon, la più famosa delle quali era certamente Lemon People (ma c’erano anche Manga Burikko, Monthly Halflita e antologie tipo Petit Apple Pie guidate nientepopodimeno che da Eiji Otsuka) e Azuma divenne l’uomo simbolo di questo movimento.
L’anno dopo White Cybele, Azuma iniziò la serializzazione di Nanako SOS dove, nell’arco dei cinque volumi che compongono la serie, l’eroina da “oggetto delle fantasie maschili” diventa qualcosa di diverso: Nanako è ingenua, candida, pura e i maschi non possono pensare di “sporcarla”. Nacque così il MOE, quando ancora non si chiamava MOE (termine nato una decina di anni dopo in concomitanza con la serie TV di Sailor Moon). Ma il genio di Azuma non si fermò al lolicon e al MOE: come detto sopra, l’idea iniziale di Azuma era quella di “contrapporsi” allo shotacon in occasione del Comiket e dopo aver raggiunto il suo scopo gli venne in mente di dotare le sue lolite di un corpo formoso da donne adulte. Il caratteristico tratto “cartoonesco” del maestro venne applicato su manga dai contenuti erotici non lolicon. Mutas mutandis, quando altri autori si aggiunsero al grande Hideo, nacquero i “seinen comics” moderni, conosciuti da noi come “hentai” (i fumetti pornografici sono sempre esistiti, tuttavia, prima della rivoluzione di Azuma, appartenevano al filone “gekiga”, ovvero erano disegnati con un tratto “realistico”). Sintetizzando il sintetizzabile: Azuma ha inventato il lolicon, K-On e anche Yamatogawa, è scappato di casa ben due volte, è tornato a disegnare fumetti e l’industria fumettistica giapponese si è accorta del suo ruolo fondamentale all’inizio del nuovo millennio, ma questa è un’altra storia…



Shonen, shoujo, seinen e josei sono i quattro target principali in cui viene suddiviso il pubblico in Giappone (rispettivamente: adolescenti maschi, adolescenti femmine, giovani maschi e giovani femmine). Mentre negli USA i fumetti vengono serializzati in spillati monografici mensili di 24 pagine, in Giappone funzione diversamente: nella stragrande maggioranza dei casi i manga vengono pubblicati (un episodio alla volta) su rivistoni settimanali/mensili/bimestrali/semestrali. Quando si realizza una rivista (in Giappone come in Italia) l’editore la prima cosa che si chiede è: a chi la vendo? La soluzione più comune in Giappone è quella di partire stabilendo un target di età e sesso. Attenzione: il manga X non finisce mai dentro la rivista Y per caso, per cui il target (shonen, shoujo, seinen e josei) e le linee guida della rivista influiscono sul contenuto (un Video Girl Ai pubblicato su una rivista seinen sarebbe stato sicuramente molto diverso). Tuttavia il target non c’entra assolutamente nulla con il genere e, inoltre, non esiste una definizione di shonen/shoujo/seinen/josei comune a tutti gli editori Giapponesi (Shueisha ha il suo concetto di shonen, Kadokawa ne ha un altro completamente differente). Le discussioni fatte dai lettori su shonen/shoujo/seinen/josei non hanno molto senso, sono molto più sensate, invece, quelle sulle riviste.
13) Uno dei punti di forza di Magic Press sono le edizioni. E’ generalmente riconosciuta la loro qualità da ogni punto di vista. Ci racconti i vari passaggi di una vostra produzione?
Per prima cosa produciamo gli impianti (le tavole possono arrivare dal licensor quando disponibili, altrimenti le scansioniamo noi) e mandiamo il volume da tradurre al traduttore. Arrivata la traduzione i grafici della Magic Press impaginano e letterano l’albo che poi viene riletto dal traduttore, me e un correttore di bozze. Infine l’albo viene mandato in stampa. I passaggi sono più o meno gli stessi per tutti gli editori, la qualità dipende da quanto bene viene fatto il primo passaggio, la scelta dei materiali, più altri accorgimenti sia della tipografia che nostri nella preparazione del PDF da stampare (che ovviamente non vi rivelerò manco sotto tortura).
14) Che carta usate per i manga?
Selena da 90g, in alcuni casi anche 100g, ma non è solo la carta che determina la qualità di stampa: ho come la sensazione che i lettori stiano dando troppa importanza alla carta passando sopra ai retini bruciati, moiré e addirittura tavole in bianco e nero stampate a 300dpi invece che 1200dpi, tutti errori più frequenti di quanto pensiate.



14b) Spiegaci come riconoscere retini bruciati e moiré etc.?
Innanzitutto lo scanner deve essere in grado di riconoscere il nero dal bianco, sembra facile ma non lo è, anche perché ci sono i limiti fisici dei sensori CCD da tenere in considerazione (il laser degli scanner a tamburo è più sensibile dei CCD, ma ci sono inconvenienti mica da ridere con quelle macchine). Quando lo scanner non tira fuori tutti i punti bianchi negli “interstizi” tra i punti neri di un retino, il retino si “brucia” (diventa nero). Vale anche il viceversa (lo scanner cancella i punti neri).
Il moiré, invece, è qualcosa di ben più problematico da risolvere. Tecnicamente è una interferenza che si manifesta quando vengono sovrapposte due o più griglie di punti. Tanto per cominciare il moiré può esserci già in origine, causato dall’autore che ha sovrapposto due retini di frequenza non multipla e/o angolati “male”, i manga di Haruki sono un esempio. Il problema è quando il moiré si manifesta in stampa: può verificarsi una interferenza tra la griglia del retino (senza moiré) dell’autore e la griglia della macchina di stampa (in realtà il problema si verifica non in fase di stampa ma in fase di lastra). Non solo: il problema può verificarsi in fase di scansione, perché anche il piano di scansione è una griglia discreta di punti e può verificarsi in fase di ritocco digitale perché gli algoritmi di ingrandimento, rotazione e pulizia di Photoshop possono spostare i punti del retino.
Ok, ve la sto facendo troppo complicata: il moiré è l’effetto “morbillo” che trovate su molti manga ed è un difetto. Si tratta di un problema di difficile risoluzione perché è casuale e magari si verifica su una pagina particolare e non sulle altre, le cause possono essere molteplici ed è difficile stabilire dove nasce il difetto. Come se non bastasse, non esiste alcuna procedura di sicurezza che permette all’editore di evitare il moiré al 100% (viceversa, esistono procedure sbagliate che ti garantiscono la presenza del moiré, come stampare le lastre a una risoluzione non multipla della scansione, mandare in stampa una pagina a 300dpi in scala di grigi invece che a 1200dpi monocromatica). Ogni pagina di ogni manga fa storia a sé e se il difetto è presente sull’originale allora non c’è proprio niente che si possa fare (se non riscansionare la tavola originale in mano all’autore, ma questa è una soluzione improponibile nel 99% dei casi).
Quella dello “scansionatore” è una professione a tutti gli effetti. La supervisione “grafica” è qualcosa che molto spesso manca nelle pubblicazioni italiane (anche perché serve qualcuno che la sappia fare, sappia riconoscere i problemi e anche risolverli).
Ragazzi, un manga mandato in stampa a 300dpi fa schifo anche se viene stampato sulla carta più bella del mondo.
15) Come sceglie il genere con cui “catalogare” i prodotti manga che proponete? Lo chiedo perché c’è un po’ di confusione e fantasia nel panorama editoriale.
La mia catalogazione è estremamente semplice: un prodotto può essere “vietato ai minori” oppure no. Nel primo caso viene dirottato sulla linea Black Magic (se è per lui), MX invece se è uno yaoi (per lei). Nel secondo caso l’unica distinzione è sul sesso del lettore tipo, non abbiamo esigenze di catalogare i nostri prodotti per età (shonen, seinen, ecc.) perché ci rivolgiamo solo agli adulti. Diciamo che siamo un editore “monotarget”.
17) Il 2011 per Magic Press settore manga, sarà un anno di espansione o contrazione?
Abbiamo programmato un anno di espansione (mentre il 2010 è stato un anno di mantenimento).
23) Ci fai una classifica di vendite 2010 dei vostri prodotto, per serie?
Ti posso dire che il nostro manga più venduto è RG Veda, seguito da Pollon e Georgie.



24) Magic Press ad oggi ha alcuni fumetti esauriti. Se da un lato questa è una buona notizia per voi (le vendite sono andate bene tanto da raggiungere la tiratura), lo è un po’ meno per i lettori che magari devono recuperare qualche numero. Quali saranno le prossime ristampe previste?
Ho bisogno di due premesse prima di affrontare questo discorso: a) a una tiratura più alta corrisponde un costo tipografico maggiore, un punto di pareggio più alto (bisogna venderne di più per pareggiare i conti) e un costo di stoccaggio superiore; b) i lettori si affrettano a comprare i volumi che si esauriranno presto, lasciando per ultimi i volumi “sempre disponibili”.
Veniamo a noi. Le nostre tirature sono tarate per durare un tempo “ragionevole” e, quando esauriamo un volume, non significa che abbiamo un successo insperato, bensì che abbiamo fatto bene il nostro lavoro. Per sopravvivere abbiamo bisogno sia di limitare i costi (tirature più basse) sia di vendere subito quello che stampiamo. Se ci sarà richiesta, siamo sempre pronti a ristampare, ma i nostri volumi saranno sempre “a tiratura limitata”.
Detto questo, ho una buona notizia per tutti i lettori in ascolto: tutti i volumi MX attualmente non più disponibili (Mi vergogno da Morire, Itazura na Kiss, Georgie, ecc.) torneranno in fumetteria prima dell’estate.
25) Qual è secondo te il canale giusto su cui investire per promuovere i vostri prodotti?
Pubblicità su internet, supporto ai siti informativi del genere, riviste, piccola tiratura di numeri 1 omaggi ecc…
Partendo dal presupposto che i nostri manga non sono prodotti destinati a un pubblico di primo pelo, ma sono prodotti destinati a un pubblico competente, il primo investimento è sulla qualità delle storie proposte. Mi spiego meglio: la pubblicazione di Genius Family Company è un investimento necessario per promuovere i nostri prodotti. Abbiamo la necessità di far capire al pubblico e ai rivenditori, che i nostri prodotti non sono “casuali” e/o “riempitivi”, ma qualcosa di ben studiato per il nostro pubblico di riferimento (che è uno, non abbiamo dieci target differenti) e per farlo dobbiamo insistere pubblicando fumetti di questa qualità, anche quando le vendite premiano altro. I nostri prodotti sono la nostra migliore pubblicità, più di internet, più delle riviste, più degli omaggi.



Ricordiamo che l'intervista completa è raggiungibile a questo link.
Fonte: Nanoda.com
1) Ciao, come è andato questo anno editoriale? Sono state più le soddisfazioni o le delusioni?Pubblicare Yamatogawa in Italia non ha prezzo.
3) Poco prima della fiera di Lucca avete annunciato 3 nuovi titoli Yaoi. Dopo il genere seinen erotico in Italia con Haruki e Yamatogawa, espandete ancora il vostro campo d’azione. C’è un piano editoriale preciso con una motivazione sul genere o avete scelto solamente in base alla qualità dei titoli?
Three Wolves Mountain di Naono Bohra
Uchi no Tantei Shirimasen ka? di Hirotaka Kisaragi
Kyoudai Gentei! (Brother x Brother) di Hirotaka Kisaragi
Perché avete scelto questi titoli? Ce li può presentare?
Witchcraft e Bukiyo na Silent sono due facce della stessa medaglia, fanno parte del medesimo progetto editoriale (una linea di prodotti “per adulti”). Abbiamo messo in cantiere sia gli yaoi che i cosiddetti “hentai” (parola che, in realtà, non dovrebbe essere usata), praticamente subito, prima del debutto di MX in fumetteria. Abbiamo aspettato di avere in mano i risultati dei volumi usciti e ora, con le idee più chiare, abbiamo deciso di espandere il nostro catalogo.
Perché abbiamo scelto quei titoli? Di Naono Bohra stiamo già pubblicando Tamago no Hi (I Guardiani del Sigillo) e l’arrivo di un suo yaoi era solo questione di tempo. Kyoudai Gentei! (Brother x Brother) e Uchi no Tantei Shirimasen Ka?, invece, non sono legati a prodotti e/o autori che stiamo già facendo, volevamo lanciare anche un nuovo autore e abbiamo fatto una selezione tra il materiale disponibile in Giappone (rimanendo solo ed esclusivamente nell’ambito dei Boys’ Love, non siamo interessati a titoli mainstream e/o troppo softcore).
Nel prossimo futuro, probabilmente, aumenteranno sia gli yaoi che i seinen erotici. Con quale criterio? La qualità, ma dobbiamo fare i conti anche con le leggi italiane (siamo costretti a scartare diversi prodotti perché “problematici”).



5) Insomma dacci qualche anticipazione :)
Otaku no Musume-san e Hitsuji no Uta di Kei Tome si aggiungeranno alla nostra lineup entro fine anno.
Il primo è uno delle mie letture preferite in assoluto, è una commedia molto divertente che però, tra le innumerevoli parodie dei manga della Takahashi (Maison Ikkoku in primis) e Fate Stay Night, affronta tematiche scottanti. Potrebbe essere paragonato a Genshiken, ma Otaku no Musume-san punta i riflettori su un padre immaturo e improvvisato e il suo rapporto con la figlia di 9 anni. Un tipo di comicità alla Welcome to NHK, in effetti.
Il secondo è sicuramente manga più importante e riuscito di una autrice piuttosto gettonata nel nostro paese, rimasto inedito finora per una serie di “sventure”. In Hitsuji no Uta, l’autrice, Kei Tome, riesce a rendere i vampiri “reali”: non più creature mitologiche, ma esseri umani con una malattia particolare che li costringe a vivere isolati. Una storia particolarmente toccante.



6) Ultimamente sono diventati di moda i termini “girella, girellaro” e tutti gli editori si sono buttati in titoli del genere. Ritieni che se ne stia facendo un abuso? Ricordando dalla passata intervista che è una sua creazione o per meglio dire è di sua creazione l’uso come aggettivo per serie manga o categoria di lettori, e memori della sua definizione come nostalgici di un epoca che usano i manga come evocazione della stessa (manga editi in quel periodo ovviamente)… Possibile che basti questo per rendere di successo un manga o un mero tentativo imitatorio per uscire dalla crisi?
Vorrei avere la tua opinione sul fenomeno.
Il neologismo “girellaro” circoscrive un sottoinsieme di quello che comunemente viene chiamato “pubblico occasionale”: parliamo del mercato dei ricordi di infanzia in quanto tali (e non in quanto anime e/o manga), non di una nicchia all’interno del fandom più anziano come alcuni interpretarono lo scorso anno dopo aver letto la mia intervista. Così come parliamo spesso del “pubblico televisivo” che potrebbe comprare un manga perché riconosce l’anime trasmesso in TV, potremmo parlare di un “pubblico nostalgico” che altrettanto occasionalmente potrebbe acquistare un fumetto perché attratto dalla nostalgia (non un fan che legge fumetti e magari acquista Georgie perché ci è affezionato, bensì una persona qualunque che di solito non compra fumetti e viene attratto dalla nostalgia a comprare il fumetto di Georgie).
Noi abbiamo pubblicato titoli come Georgie o Pollon perché, dovendo entrare nel mercato, li abbiamo ritenuti ottimi prodotti che sarebbero stati aiutati da una visibilità ben superiore a qualunque altro titolo inedito. E poi abbiamo sfruttato la visibilità di Georgie per lanciare l’inedito Itazura na Kiss, ottenendo un discreto successo di vendite (parliamo di un titolo su cui nessun altro editore avrebbe scommesso qualcosa).
Col senno di poi, guardando i risultati, direi che abbiamo fatto un ottimo lavoro, ma il mio obbiettivo non è mai stato quello di scatenare una “moda girellara”, bensì quello di puntare sulla cultura dei manga, sfruttando tutto lo sfruttabile (tra le “girelle” ci sono manga di alta qualità che hanno significato molto per la cultura del fumetto giapponese, tra cui Georgie e Nanako SOS). Basta guardare i fatti: dopo Georgie e i due manga di Hideo Azuma, non ci sono state grandi “girelle” nella nostra lineup (che poi, ribadisco, il fatto che Nanako SOS sia passato in TV durante gli anni 80, non gli impedisce di essere un gran manga, ma vale lo stesso per tanti titoli della nostra infanzia, basta citare Ashita no Joe, Devilman o Versailles no Bara) perché non abbiamo avuto la possibilità di pubblicare altri titoli di un certo rilievo che potessero anche sfruttare l’effetto nostalgia, la “robetta” non ci interessa (considerate che non tutte le serie TV andate in onda negli anni 80 sono tratte da un manga, molte sono nate per l’animazione i cui manga, quando ci sono, sono trasposizioni semplificate per bambini). Le mode passano e non lasciano nulla, così come anche la nostalgia fine a se stessa, la cultura, invece, resta.
Il lavoro svolto finora ha reso possibile la pubblicazione di Itazura na Kiss e spero ci permetterà di vendere anche altri titoli molto difficili come Genius Family Company ma anche Hitsuji no Uta, Otaku no Musume-san, River’s Edge, Kagemusha, ecc., tutti manga che sicuramente hanno bisogno di tempo per suscitare curiosità ed interesse (non cavalcando alcuna moda, questi titoli si diffondono solo grazie al passaparola dei lettori), ma resteranno ben impressi nella mente di chi l’ha letti/li leggerà.



12) Voglio fare un gioco con te. Io ti do delle parole e lei gentilmente me le definisce e spiega:
Hentai, invece, è una brutta parola. Anni e anni fa gli internauti utilizzarono questo termine per definire i manga “vietati ai minori” e noi italiani (francesi, spagnoli, tedeschi ecc.) abbiamo importato la definizione americana. Purtroppo, però, “hentai” è un termine spregiativo che vuol dire “pervertito” (una cosa simile è successa con gli OVA ribattezzati dagli americani OAV, peccato che in Giappone OAV sta per Original Adult Video, tanto per rimanere in tema). Il termine corretto (indicato proprio sulle copertine di questi manga) sarebbe “seinen comics”, con “seinen” scritto col kanji di “adulto” invece di quello di “giovane”. Il resto lo spiego più sotto.
Invece di rispondere direttamente sul MOE, facciamo un po’ di storia. Nel 1979 un autore semisconosciuto chiamato Hideo Azuma, si presentò al comicket con una doujinshi chiamata White Cybele: il primo manga lolicon della storia. In realtà l’intenzione di Azuma (come afferma lui stesso nella sua biografia a fumetti, Shisso Nikki) era quella di fare qualcosa di opposto ai primi yaoi e soprattutto alle doujinshi shotacon che, a quanto pare, dominavano le convention giapponesi. Questa cosetta da niente fu l’inizio di una vera e propria rivoluzione. Nei primi anni 80 nacquero riviste dedicate ai manga lolicon, la più famosa delle quali era certamente Lemon People (ma c’erano anche Manga Burikko, Monthly Halflita e antologie tipo Petit Apple Pie guidate nientepopodimeno che da Eiji Otsuka) e Azuma divenne l’uomo simbolo di questo movimento.
L’anno dopo White Cybele, Azuma iniziò la serializzazione di Nanako SOS dove, nell’arco dei cinque volumi che compongono la serie, l’eroina da “oggetto delle fantasie maschili” diventa qualcosa di diverso: Nanako è ingenua, candida, pura e i maschi non possono pensare di “sporcarla”. Nacque così il MOE, quando ancora non si chiamava MOE (termine nato una decina di anni dopo in concomitanza con la serie TV di Sailor Moon). Ma il genio di Azuma non si fermò al lolicon e al MOE: come detto sopra, l’idea iniziale di Azuma era quella di “contrapporsi” allo shotacon in occasione del Comiket e dopo aver raggiunto il suo scopo gli venne in mente di dotare le sue lolite di un corpo formoso da donne adulte. Il caratteristico tratto “cartoonesco” del maestro venne applicato su manga dai contenuti erotici non lolicon. Mutas mutandis, quando altri autori si aggiunsero al grande Hideo, nacquero i “seinen comics” moderni, conosciuti da noi come “hentai” (i fumetti pornografici sono sempre esistiti, tuttavia, prima della rivoluzione di Azuma, appartenevano al filone “gekiga”, ovvero erano disegnati con un tratto “realistico”). Sintetizzando il sintetizzabile: Azuma ha inventato il lolicon, K-On e anche Yamatogawa, è scappato di casa ben due volte, è tornato a disegnare fumetti e l’industria fumettistica giapponese si è accorta del suo ruolo fondamentale all’inizio del nuovo millennio, ma questa è un’altra storia…



Shonen, shoujo, seinen e josei sono i quattro target principali in cui viene suddiviso il pubblico in Giappone (rispettivamente: adolescenti maschi, adolescenti femmine, giovani maschi e giovani femmine). Mentre negli USA i fumetti vengono serializzati in spillati monografici mensili di 24 pagine, in Giappone funzione diversamente: nella stragrande maggioranza dei casi i manga vengono pubblicati (un episodio alla volta) su rivistoni settimanali/mensili/bimestrali/semestrali. Quando si realizza una rivista (in Giappone come in Italia) l’editore la prima cosa che si chiede è: a chi la vendo? La soluzione più comune in Giappone è quella di partire stabilendo un target di età e sesso. Attenzione: il manga X non finisce mai dentro la rivista Y per caso, per cui il target (shonen, shoujo, seinen e josei) e le linee guida della rivista influiscono sul contenuto (un Video Girl Ai pubblicato su una rivista seinen sarebbe stato sicuramente molto diverso). Tuttavia il target non c’entra assolutamente nulla con il genere e, inoltre, non esiste una definizione di shonen/shoujo/seinen/josei comune a tutti gli editori Giapponesi (Shueisha ha il suo concetto di shonen, Kadokawa ne ha un altro completamente differente). Le discussioni fatte dai lettori su shonen/shoujo/seinen/josei non hanno molto senso, sono molto più sensate, invece, quelle sulle riviste.
13) Uno dei punti di forza di Magic Press sono le edizioni. E’ generalmente riconosciuta la loro qualità da ogni punto di vista. Ci racconti i vari passaggi di una vostra produzione?
Per prima cosa produciamo gli impianti (le tavole possono arrivare dal licensor quando disponibili, altrimenti le scansioniamo noi) e mandiamo il volume da tradurre al traduttore. Arrivata la traduzione i grafici della Magic Press impaginano e letterano l’albo che poi viene riletto dal traduttore, me e un correttore di bozze. Infine l’albo viene mandato in stampa. I passaggi sono più o meno gli stessi per tutti gli editori, la qualità dipende da quanto bene viene fatto il primo passaggio, la scelta dei materiali, più altri accorgimenti sia della tipografia che nostri nella preparazione del PDF da stampare (che ovviamente non vi rivelerò manco sotto tortura).
14) Che carta usate per i manga?
Selena da 90g, in alcuni casi anche 100g, ma non è solo la carta che determina la qualità di stampa: ho come la sensazione che i lettori stiano dando troppa importanza alla carta passando sopra ai retini bruciati, moiré e addirittura tavole in bianco e nero stampate a 300dpi invece che 1200dpi, tutti errori più frequenti di quanto pensiate.



14b) Spiegaci come riconoscere retini bruciati e moiré etc.?
Innanzitutto lo scanner deve essere in grado di riconoscere il nero dal bianco, sembra facile ma non lo è, anche perché ci sono i limiti fisici dei sensori CCD da tenere in considerazione (il laser degli scanner a tamburo è più sensibile dei CCD, ma ci sono inconvenienti mica da ridere con quelle macchine). Quando lo scanner non tira fuori tutti i punti bianchi negli “interstizi” tra i punti neri di un retino, il retino si “brucia” (diventa nero). Vale anche il viceversa (lo scanner cancella i punti neri).
Il moiré, invece, è qualcosa di ben più problematico da risolvere. Tecnicamente è una interferenza che si manifesta quando vengono sovrapposte due o più griglie di punti. Tanto per cominciare il moiré può esserci già in origine, causato dall’autore che ha sovrapposto due retini di frequenza non multipla e/o angolati “male”, i manga di Haruki sono un esempio. Il problema è quando il moiré si manifesta in stampa: può verificarsi una interferenza tra la griglia del retino (senza moiré) dell’autore e la griglia della macchina di stampa (in realtà il problema si verifica non in fase di stampa ma in fase di lastra). Non solo: il problema può verificarsi in fase di scansione, perché anche il piano di scansione è una griglia discreta di punti e può verificarsi in fase di ritocco digitale perché gli algoritmi di ingrandimento, rotazione e pulizia di Photoshop possono spostare i punti del retino.
Ok, ve la sto facendo troppo complicata: il moiré è l’effetto “morbillo” che trovate su molti manga ed è un difetto. Si tratta di un problema di difficile risoluzione perché è casuale e magari si verifica su una pagina particolare e non sulle altre, le cause possono essere molteplici ed è difficile stabilire dove nasce il difetto. Come se non bastasse, non esiste alcuna procedura di sicurezza che permette all’editore di evitare il moiré al 100% (viceversa, esistono procedure sbagliate che ti garantiscono la presenza del moiré, come stampare le lastre a una risoluzione non multipla della scansione, mandare in stampa una pagina a 300dpi in scala di grigi invece che a 1200dpi monocromatica). Ogni pagina di ogni manga fa storia a sé e se il difetto è presente sull’originale allora non c’è proprio niente che si possa fare (se non riscansionare la tavola originale in mano all’autore, ma questa è una soluzione improponibile nel 99% dei casi).
Quella dello “scansionatore” è una professione a tutti gli effetti. La supervisione “grafica” è qualcosa che molto spesso manca nelle pubblicazioni italiane (anche perché serve qualcuno che la sappia fare, sappia riconoscere i problemi e anche risolverli).
Ragazzi, un manga mandato in stampa a 300dpi fa schifo anche se viene stampato sulla carta più bella del mondo.
15) Come sceglie il genere con cui “catalogare” i prodotti manga che proponete? Lo chiedo perché c’è un po’ di confusione e fantasia nel panorama editoriale.
La mia catalogazione è estremamente semplice: un prodotto può essere “vietato ai minori” oppure no. Nel primo caso viene dirottato sulla linea Black Magic (se è per lui), MX invece se è uno yaoi (per lei). Nel secondo caso l’unica distinzione è sul sesso del lettore tipo, non abbiamo esigenze di catalogare i nostri prodotti per età (shonen, seinen, ecc.) perché ci rivolgiamo solo agli adulti. Diciamo che siamo un editore “monotarget”.
17) Il 2011 per Magic Press settore manga, sarà un anno di espansione o contrazione?
Abbiamo programmato un anno di espansione (mentre il 2010 è stato un anno di mantenimento).
23) Ci fai una classifica di vendite 2010 dei vostri prodotto, per serie?
Ti posso dire che il nostro manga più venduto è RG Veda, seguito da Pollon e Georgie.



24) Magic Press ad oggi ha alcuni fumetti esauriti. Se da un lato questa è una buona notizia per voi (le vendite sono andate bene tanto da raggiungere la tiratura), lo è un po’ meno per i lettori che magari devono recuperare qualche numero. Quali saranno le prossime ristampe previste?
Ho bisogno di due premesse prima di affrontare questo discorso: a) a una tiratura più alta corrisponde un costo tipografico maggiore, un punto di pareggio più alto (bisogna venderne di più per pareggiare i conti) e un costo di stoccaggio superiore; b) i lettori si affrettano a comprare i volumi che si esauriranno presto, lasciando per ultimi i volumi “sempre disponibili”.
Veniamo a noi. Le nostre tirature sono tarate per durare un tempo “ragionevole” e, quando esauriamo un volume, non significa che abbiamo un successo insperato, bensì che abbiamo fatto bene il nostro lavoro. Per sopravvivere abbiamo bisogno sia di limitare i costi (tirature più basse) sia di vendere subito quello che stampiamo. Se ci sarà richiesta, siamo sempre pronti a ristampare, ma i nostri volumi saranno sempre “a tiratura limitata”.
Detto questo, ho una buona notizia per tutti i lettori in ascolto: tutti i volumi MX attualmente non più disponibili (Mi vergogno da Morire, Itazura na Kiss, Georgie, ecc.) torneranno in fumetteria prima dell’estate.
25) Qual è secondo te il canale giusto su cui investire per promuovere i vostri prodotti?
Pubblicità su internet, supporto ai siti informativi del genere, riviste, piccola tiratura di numeri 1 omaggi ecc…
Partendo dal presupposto che i nostri manga non sono prodotti destinati a un pubblico di primo pelo, ma sono prodotti destinati a un pubblico competente, il primo investimento è sulla qualità delle storie proposte. Mi spiego meglio: la pubblicazione di Genius Family Company è un investimento necessario per promuovere i nostri prodotti. Abbiamo la necessità di far capire al pubblico e ai rivenditori, che i nostri prodotti non sono “casuali” e/o “riempitivi”, ma qualcosa di ben studiato per il nostro pubblico di riferimento (che è uno, non abbiamo dieci target differenti) e per farlo dobbiamo insistere pubblicando fumetti di questa qualità, anche quando le vendite premiano altro. I nostri prodotti sono la nostra migliore pubblicità, più di internet, più delle riviste, più degli omaggi.



Ricordiamo che l'intervista completa è raggiungibile a questo link.
Fonte: Nanoda.com
Suvvia, come cavolo si fa ad odiare un genere manga (di cui scommetto non è stato letto mezzo capitolo)?
In ogni caso, io punto molto sulla Magic, spero ci porti tanta bella roba.. yaoi e non!
ETERO XD !!
è normale che ai maschi non piacciono le yaoi
come è normale che alle ragazze non piacciono le yuri
EASY !
@Mark
Nessuno dice che debba piacere per forza un genere, solo che trovo assurdo "odiare" generi o titoli in particolare! Un sano "non mi piace" o "non lo aprrezzo" non va bene?
voglio dire che se ad un maschio non piace è normale ! poi che ne so.. può pure piacere essendo perfettamente etero
Molto interessante la spiegazione tecnica sulle scansioni, però la questione carta mi sa che il sig. Galloni non l'ha centrata. Quando si chiede carta di qualità lo si fa perché si pretende che il prodotto duri nel tempo: stiamo parlando di edizioni per collezionisti o cmq lettori avvezzi, non sottilette da edicola per bambini che leggono con le mani unte. Anche se ha ragione a dire che una stampa da scansione mal fatta resta orribile anche su carta di lusso, una stampa perfetta su carta igienica è altrettanto orribile. A oggi non ho molto da ridire sulle loro pubblicazioni (tranne che I Guardiani del Sigillo 2 è troppo in ritardo!!! e che potrebbe cucire le pagine invece di incollarle!), ma spero che non lesinino sulla carta in futuro con la scusa che noi clienti "ci fissiamo troppo" su questo aspetto.
<i>e, inoltre, non esiste una definizione di shonen/shoujo/seinen/josei comune a tutti gli editori Giapponesi (Shueisha ha il suo concetto di shonen, Kadokawa ne ha un altro completamente differente)</i>
Ecco, finalmente arriva una conferma, perchè ad esempio lo "shonen" di Shonen Jump o di Shonen Ace si portano una differenza di 5-6 anni come target (vedasi Evangelion o NHK nel secondo); ovvero il "seinen" ipotetico di Jump corrisponderebbe allo shonen di Shonen Ace.
<i>Shonen, shoujo, seinen e josei sono i quattro target principali in cui viene suddiviso il pubblico in Giappone (rispettivamente: adolescenti maschi, adolescenti femmine, giovani maschi e giovani femmine)</i>
Ehm, direi (anzi, togliendo il condizionale) che il termine "giovane" qui dovrebbe essere sostituito con "adulto"... perchè altrimenti si dà per scontato che non esistono manga per adulti (e non voglio tornare su questo argomento già affrontato 1000mila volte)
qualcuno lo leggo e lo guardo ma non è il mio genere preferito, sono belli i disegni, però penso sempre: quanato mi piacerrebbe di più la storia d'amore di turno, se uno dei due fosse donna...
intanto ac ha aggiunto la scheda di sex pistols
neanche a me piace lo yaoi, un conto è leggere un manga non due uomini gay, un conto è vederli in rapporti sessuali, quest'ultimo mi fà venire i brividi solo a pensarci...
Selena da 90g, in alcuni casi anche 100g, ma non è solo la carta che determina la qualità di stampa: ho come la sensazione che i lettori stiano dando troppa importanza alla carta passando sopra ai retini bruciati, moiré e addirittura tavole in bianco e nero stampate a 300dpi invece che 1200dpi, tutti errori più frequenti di quanto pensiate."
I really love you. Sul serio. Al punto sulle scansioni è partito un applauso in casa!xD
Per lo yaoi, mi è indifferente, preferisco sciogliermi come un budino davanti a una bella scena d'azione :3 Certo che litigarci su.....xD se l'argomento fosse "i film di Tarantino" nessuno romperebbe le scatole nel caso in cui a qualcuno non dovessero piacere!
La storia della carta è assurda. Io ho preso un Hellboy in b/n con carta discreta, ma stampato da schifo (per non parlare della rilegatura....), ogni volta che sento "vogliamo la carta bella" penso a questo bell'acquisto (che adoro, non fosse per il nero puntinato......).
E, soprattutto, la storia della grammatura mi servirà molto per la stampa della tesi, grazie!
Vorrei lavorare proprio dentro la Magic Press, un giorno, anche come signora delle pulizie!
Per il resto è sempre bello sapere conoscere una persona che lavora con passione e competenza. Dovrò stare più attenta in futuro ad usare certi termini >.<
Una lettura illuminante *.*
Comunque i problemi di stampa di cui sopra son veri, spesso le responsabilità stanno nella qualità del file piuttosto che nel supporto
Ripeto, io non voglio che a tutti gli uomini del mondo piaccia lo yaoi, chissenefrega! xD
Ripeto, trovo solo assurdo "odiare" tale manga o tale genere, e trovo assurdo dire che sia "normale" che ad un ragazzo etero non piaccia.. quindi un ragazzo etero a cui piace lo yaoi è anormale? xD
E' questo ragionare a compartimenti stagni che mi urta!
Inoltre credo che molto spesso, magari inconsciamente, gli uomini tendano a denigrare il genere yaoi o a sbandierare la loro eterosessualità, solo per sentirsi più virili! Non funziona così, eh?!
Preciso che quest'ultima affermazione non è rivolta a Vashthestampede, è un'idea che mi sono fatta nel corso del tempo leggendo commenti qua e la!
@babi, capisco quello che intendi, ma per come la vedo IO, se c'è una bella storia d'amore, a me poco importa se ci siano uomini o donne, l'importante è che mi trasmettano emozioni, indipendentemente dallo strumento che usano per fare sesso(mi sto autocitando)!
Oh, non fatemi perdere il premio zen con 'sta discussione!
Pace, amore e prosperità a tutti!
uno che ha capito tutto. Ti seguirò.
<i>aumenteranno [...] i seinen erotici</i>
grande
<i>dobbiamo fare i conti anche con le leggi italiane (siamo costretti a scartare diversi prodotti perché “problematici”)</i>
maledizione. Maledetti bigotti e finti perbenisti
discorso Mega e Anteprima:
<i>Tutto ciò non porta ad avvelenare ogni cosa e a rendere inconsapevoli i “fumettari”?
sono convinto che nessun articoletto fuorviante pubblicato su Mega o Anteprima abbia convinto qualche negoziante a ordinare una sola copia in più.</i>
infatti il mio fumettaro manco li sfoglia, li mette sul banco per consultazione, poi io e gli altri lo sfogliamo, e se ci troviamo qualcosa lo ordiniamo, finito il mese finiscono nella carta straccia
<i>Il problema l’avranno le edizioni “usa e getta”.</i>
spero che "usa e getta" sia un modo di dire.
c'è gente che considera tali i propri manga?
a me in 11 anni non mi hai sfiorato l'idea di gettare un volume
<i>Il termine corretto (indicato proprio sulle copertine di questi manga) sarebbe “seinen comics”, con “seinen” scritto col kanji di “adulto” invece di quello di “giovane”. Il resto lo spiego più sotto</i>
verissimo, l'ho sempre notato
<i>I passaggi sono più o meno gli stessi per tutti gli editori, la qualità dipende da quanto bene viene fatto il primo passaggio</i>
Ecco dove sbaglia Planet manga
<i>Ragazzi, un manga mandato in stampa a 300dpi fa schifo anche se viene stampato sulla carta più bella del mondo.</i>
Ecco dove sbaglia Ronin manga
<i>Il manga di Toradora non è niente di eccezionale</i>
immagino, se è come l'anime...
<i>anche se mi piacesse, la Yuria Type 108 non è legale in Italia</i>
ridicolo che non si possa pubblicare il manga per un motivo del genere
<i>sono certo che Tayu Tayu e i prossimi volumi firmati da Yamatogawa faranno la differenza</i>
anche se l'avevo già letto, Tayu Tayu lo sto ancora aspettando
Tutti gli altri punti sono davvero interessanti, e si vede che è uno che sa fare bene il suo lavoro.
Io a parte Pollon, di loro ho comprato solo hentai però
però di sicuro prenderò Otaku no Musume-san
E... mi chiedo perchè sia illegale pubblicare in Italia un ecchi come Yuria Type 108, io mi sono informato e mi sembra un prodotto come tanti, ok più comico ed allegro, ma comunque un ecchi spinto senza chissà quali traumi...
Ragazzi, un manga mandato in stampa a 300dpi fa schifo anche se viene stampato sulla carta più bella del mondo.</i>
<img src="http://forum.animeclick.it/images/smilies/12.gif">
Si ma tanto ci son editori che riescono a sublimare questo concetto, stampando da schifo su carta altrettanto schifosa
@i fan richiedono: abbi il coraggio di postare da loggato, col tuo vero nick, fellone!
P.S. su Yura Type 100 dubito fortemente che vada contro qualche legge italiana, e' molto piu' leggero della maggior parte dei manga erotici che escono in Italia, e fa pure ridere.
il manga è Yuria Type 100, 108 è un personaggio
il problema di Yuria Type 100 come detto nell'intervista è il modello Yuria 108 che ha l'aspetto di bambina ma è coivolto in situazioni che ai più potrebbero dar fastidio
Wait, wait! Questa cosa mi giunge nuova ed è parecchio strana alle mie orecchie, poichè se su Nanako posso capire, in un certo senso, non riesco a trovare alcun collegamento fra Sailor Moon e il moe odierno... stai a vedere che c'entra la solita Chibiusa in qualche modo?
Per il resto, ottima intervista. In realtà della MX seguo poco, alcune cose le ho comprate, altre le ho lette in prestito, altre (tipo Venus Wars) le devo leggere non importa come prossimamente. E' un buon editore, che fa delle ottime edizioni, e quando c'è qualcosa di interessante da loro gliela leggo senza problemi. Peraltro ultimamente hanno pure velocizzato le uscite, quindi direi che stanno migliorando molto.
Certo fa strano leggere questa insano interesse per gli yaoi quando anni fa si divertiva ad appellare in quel modo il nostro comune fumettaro.
@Kotaro
In quanto antropomorfizzazioni possono essere considerati MOE il 90% dei nemici delle Sailor Gals.
Ammetto di non aver comprato ancora niente di questa casa editrice, anche se sono molto interessata ad 'otaku no musume', però è davvero interessante vedere come si stiano espandendo i generi anche in Italia, nonostante io non sia interessata a titoli troppo espliciti.
Interessantissimo tutto il discorso sulla nascita del Moe e la suddivisione in generi, che conoscevo già in parte ma spiegata così è molto più chiara, e anche quello riguardo alla storia delle scansioni e della carta.
Mi sembra proprio una persona che sa il fatto suo!
Posso dire che trovo assurdo che l'unico commento che si possa fare ad un'intervista così sia la protesta contro un genere che non piace? ^^'
Hotaru To<u>moe</u>... ora si spiega tutto...
Mò non so, Hotaru è uno dei personaggi che si vedono di meno nella storia (nonostante sia uno dei più belli), non so quanto possa essere stato di successo. Mi informerò.
Scoprire che Hideo Azuma sia il creatore del lolicon mi ha invece sconvolto non poco
Sperando che ci presentino sempre belle novità
Per il resto il Galloni tira acqua al suo mulino (come è logico che sia del resto), se la canta e se la suona.
Da loro ho preso solo RG Veda penando anche abbastanza e con una bella sorpresina di un aumento del prezzo dell'ultimo numero. Dubito che gli prenderò ancora qualcosa...
Poi siccome ci sono edizioni "usa e getta" vorrei capire dove vengono gettati gli albi che gli appartengono. No perché nel caso vado a fare un pattugliamento e a praticare del sano riciclaggio
ecco la stessa cosa che ho pensato io
Se li dovete gettare avvisate che me li vengo a prendere
è vero che l'ultimo numero di RG Veda costa un eurino in più, ma è pur vero che ha poco più di 250 pagine, mentre gli altri numeri vanno dalle 192 alle 200 (in un paio di casi)!
Piuttosto mi sono appena accorta che nel volume 2 l'ultima ventina di pagine è al contrario!
Help!
Che Dio benedica (per una volta) le leggi italiane... Chimarli "problematici" è un eufemismo... Ma dai!!! Un genere nel quale il tema principale è la gara a chi getta per terra più saponette... per carità!!
appena il mio portafogli me lo permetterà recupererò genius family company e rg veda (se penso che ho impiegato 5 anni e diversi quattrini per recuperare la pessima edizione planet
A parte questo, bellissima intervista... illuminante davvero e che mi trova daccordo su molti punti.
Ma allora sei devi essere una fidanzata eccezzionale *.*
Comunque persolamente non attira nulla della Magic sarà la sua politica strana, saranno i suoi prezzi, saranno le cadenze dei manga, ma per ora non ho nulla di questa casa editrice apparte qualche volume unico
Però bisogna dire che hannoa nche roba valida nel loro catalogo....quindi. E poi il tipo sembra disponibile, gentile e competente! U.U
PS: mi ispira molto Hitsuji no Uta, fra i nuovi titoli.
Quanta saggezza in queste parole XD
Non sarà che se non vende è perché i lettori di manga non sono forti con l'aritmetica?
Questo e' un'immagine di Yuria Type 108 che avra un'eta' apparente di 12-13 anni:
<a href="http://img39.imageshack.us/i/yuria07107.png/" target="_blank"><img src="http://img39.imageshack.us/img39/8150/yuria07107.th.png" alt="Free Image Hosting at www.ImageShack.us" border="0"/></a>
Comunque la storia e' umoristica perche' la type 108 e' una bambola sessuale pensata per gli amanti del lolicon ma finisce in mano ad un giovane che non e' affatto un lolicon e cerca in tutti i modi di resistere alle sue avances. Di fatto non succede nulla tra i due, almeno per quanto ho visto.
E' anche ribadito in ogni singola pagina che Yuria è una specie di robot.
Per me il problema è che Yuria 105 si è andata a impelagare con il ragazzo di 17 anni e 3 mesi, anche se nemmeno lei arriva al cosiddetto livello C.
Il gaolloni regna,soverchi a sovrasta. Verametne interessante leggere interviste di persone che ne capiscono del mestiere.
Speriamo che in futuro MX posso apliare i suoi titoli. Quelli attuali son tutti meritevoli ed infatti un pò alla volta le recupero.
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