Nuovo appuntamento con la rubrica dedicata alle recensioni su anime e manga, realizzate degli utenti di AnimeClick.it.
Ricordiamo che questa rubrica non vuole essere un modo per giudicare in maniera perentoria i titoli in esame, ma un semplice contesto in cui proporre delle analisi che forniscano, indipendentemente dal loro voto finale, spunti interessanti per la nascita di discussioni, si auspica, costruttive per l'utenza.
Un appuntamento estivo oggi a tema Slice of life con recensioni per K-ON!, il manga Natsume Yuujinchou e per AnoHana una delle serie di maggiore successo dell'ultima stagione televisiva.
E a seguire il quarto appuntamento settimanale con il sondaggione.
Per saperne di più continuate a leggere.
IL SONDAGGIONE
Con il sondaggio di oggi andiamo a tastare il polso riguardo alla periodicità/frequenza con cui compare questa rubrica.
Va bene la situazione attuale di due appuntamenti settimanali è da preferirsi una frequenza minore o maggiore?
Nel primo caso si avrebbe inevitabilmente un minore spazio a disposizione degli utenti recensori scelti, nel secondo si potrebbe paventare alla lunga un "effetto noia" da troppi appuntamenti e una carenza di "materiale" (le recensioni) di qualità da inserire nelle rubriche.
Ricordiamo che questa rubrica non vuole essere un modo per giudicare in maniera perentoria i titoli in esame, ma un semplice contesto in cui proporre delle analisi che forniscano, indipendentemente dal loro voto finale, spunti interessanti per la nascita di discussioni, si auspica, costruttive per l'utenza.
Un appuntamento estivo oggi a tema Slice of life con recensioni per K-ON!, il manga Natsume Yuujinchou e per AnoHana una delle serie di maggiore successo dell'ultima stagione televisiva.
E a seguire il quarto appuntamento settimanale con il sondaggione.
Per saperne di più continuate a leggere.
K-On!
8.0/10
Se c'è un anime capace di gettare scompiglio in ogni discussione, quello è sicuramente K-On!.
Amato, odiato, idolatrato, utilizzato come salviettina per pulirsi la suola delle scarpe, K-On riesce a tirare fuori il peggio o il meglio da ogni persona. K-On! è una fonte infinita. D'altronde questo è il prezzo da pagare quando si raggiunge l'alta vetta della notorietà, quando ci si trasforma in un fenomeno di massa capace di smuovere le grandi industrie macina-soldi. K-On! è una fonte infinita.
Per molto tempo ho rimandato la visione di questo discusso anime, sempre in bilico tra il "Mi piacerà?" e il "Mi farà schifo?". E poi mi sono deciso. Lo vedo.
Diciamocelo, K-On! è un prodotto confezionato a dovere: ogni elemento, ogni tassello, tutto è parte di una struttura ben collaudata, costruita con un solo e unico scopo, appagare la massa.
Gli ingredienti ci sono tutti, dosati con maestria, una vera golosità per la tipologia di pubblico a cui si rivolge. E diciamocelo, questa tipologia di pubblico è decisamente vasta. Anzi, enorme, sconfinata, tanto da allargare i suoi confini quando questi diventano stretti. Ed è così che K-On! diventa "una fonte infinita".
K-On non è anime musicale. Il paragone con una serie come Beck è decisamente fuori luogo. Le serie hanno due obiettivi differenti, e quello di K-On! non è sicuramente quello di volere affrontare il percorso di una band attraverso una crescita artistica.
Le ragazze protagoniste suonano, fanno parte di un club; anche in questo caso l'elemento "musicale" serve solo da contorno, è uno di quegli ingredienti essenziali che garantiscono una fetta di successo.
K-On! è un piccolo spaccato di vita, racconta i gesti quotidiani di quattro ragazze, senza approfondire tematiche più complesse, mantenendosi sempre su una certa superficialità di base. Manca l'elemento maschile, mancano quelle piccole incertezze, quelle piccole paure, che fanno parte della crescita di una liceale in pieno sviluppo. Insomma, mancano tante cose.
I pochi personaggi, protagoniste e amiche annesse, sembrano vivere con spensieratezza ogni singolo momento, e anche quando un piccolo dubbio sembra volersi insinuare con forza, basta una tazza di tè per riportarle alla tranquilla e alla piatta "stabilità" di sempre.
Ma allora, finiti i 13 episodi (più i due extra), cosa rimane? Lo ammetto, rimane un senso di soddisfazione. Perché malgrado tutte queste premesse, K-On! riesce nel suo intento, e lo fa con stile.
La serie è una piacevole visione che regala momenti spensierati, offrendo divertenti siparietti comici che ricordano in alcuni frangenti la folle vena demenziale di Lucky Star, che, se anche decisamente lontana dalla genialità di Azumanga Daioh, riesce comunque a meritarsi i più sinceri e meritati sorrisi.
Alle quattro protagoniste sarà difficile non affezionarsi: malgrado la mancanza di un approfondimento di base, riusciranno comunque, ognuna con il proprio carattere, a farsi amare dallo spettatore.
Il tutto è condito da una colonna sonora decisamente orecchiabile, che faticherete a cancellare dalla vostra testa.
K-On! è una fonte infinita. E' un prodotto confezionato per appagare le masse, un prodotto decisamente commerciale che non si risparmia al più sfacciato fan-service. Ma è anche un prodotto di qualità.
L'astio e le incomprensioni che scaturiscono dalla visione di quest'anime sono del tutto normali, sono le ovvie conseguenze di un prodotto facilmente criticabile che può non piacere a tutti. Insomma, una possibilità gli va concessa, anche quando i dubbi sono decisamente insistenti. L'anime potrebbe, come nel mio caso, essere una piacevole sorpresa.
Voto: 8,5.
Amato, odiato, idolatrato, utilizzato come salviettina per pulirsi la suola delle scarpe, K-On riesce a tirare fuori il peggio o il meglio da ogni persona. K-On! è una fonte infinita. D'altronde questo è il prezzo da pagare quando si raggiunge l'alta vetta della notorietà, quando ci si trasforma in un fenomeno di massa capace di smuovere le grandi industrie macina-soldi. K-On! è una fonte infinita.
Per molto tempo ho rimandato la visione di questo discusso anime, sempre in bilico tra il "Mi piacerà?" e il "Mi farà schifo?". E poi mi sono deciso. Lo vedo.
Diciamocelo, K-On! è un prodotto confezionato a dovere: ogni elemento, ogni tassello, tutto è parte di una struttura ben collaudata, costruita con un solo e unico scopo, appagare la massa.
Gli ingredienti ci sono tutti, dosati con maestria, una vera golosità per la tipologia di pubblico a cui si rivolge. E diciamocelo, questa tipologia di pubblico è decisamente vasta. Anzi, enorme, sconfinata, tanto da allargare i suoi confini quando questi diventano stretti. Ed è così che K-On! diventa "una fonte infinita".
K-On non è anime musicale. Il paragone con una serie come Beck è decisamente fuori luogo. Le serie hanno due obiettivi differenti, e quello di K-On! non è sicuramente quello di volere affrontare il percorso di una band attraverso una crescita artistica.
Le ragazze protagoniste suonano, fanno parte di un club; anche in questo caso l'elemento "musicale" serve solo da contorno, è uno di quegli ingredienti essenziali che garantiscono una fetta di successo.
K-On! è un piccolo spaccato di vita, racconta i gesti quotidiani di quattro ragazze, senza approfondire tematiche più complesse, mantenendosi sempre su una certa superficialità di base. Manca l'elemento maschile, mancano quelle piccole incertezze, quelle piccole paure, che fanno parte della crescita di una liceale in pieno sviluppo. Insomma, mancano tante cose.
I pochi personaggi, protagoniste e amiche annesse, sembrano vivere con spensieratezza ogni singolo momento, e anche quando un piccolo dubbio sembra volersi insinuare con forza, basta una tazza di tè per riportarle alla tranquilla e alla piatta "stabilità" di sempre.
Ma allora, finiti i 13 episodi (più i due extra), cosa rimane? Lo ammetto, rimane un senso di soddisfazione. Perché malgrado tutte queste premesse, K-On! riesce nel suo intento, e lo fa con stile.
La serie è una piacevole visione che regala momenti spensierati, offrendo divertenti siparietti comici che ricordano in alcuni frangenti la folle vena demenziale di Lucky Star, che, se anche decisamente lontana dalla genialità di Azumanga Daioh, riesce comunque a meritarsi i più sinceri e meritati sorrisi.
Alle quattro protagoniste sarà difficile non affezionarsi: malgrado la mancanza di un approfondimento di base, riusciranno comunque, ognuna con il proprio carattere, a farsi amare dallo spettatore.
Il tutto è condito da una colonna sonora decisamente orecchiabile, che faticherete a cancellare dalla vostra testa.
K-On! è una fonte infinita. E' un prodotto confezionato per appagare le masse, un prodotto decisamente commerciale che non si risparmia al più sfacciato fan-service. Ma è anche un prodotto di qualità.
L'astio e le incomprensioni che scaturiscono dalla visione di quest'anime sono del tutto normali, sono le ovvie conseguenze di un prodotto facilmente criticabile che può non piacere a tutti. Insomma, una possibilità gli va concessa, anche quando i dubbi sono decisamente insistenti. L'anime potrebbe, come nel mio caso, essere una piacevole sorpresa.
Voto: 8,5.
Natsume degli spiriti
9.0/10
"Non riesco proprio a farmi piacere granché gli youkai, ma forse il desiderio di capirsi profondamente con la persona amata è uguale sia per noi che per loro."
Quando Yuki Midorikawa iniziò a disegnare Natsume degli spiriti non poteva neanche lontanamente immaginare il successo che di lì a poco avrebbe travolto lei e la sua storia. Reduce da alcune serie brevi (Akaku Saku Koe, Atsui Hibi, Hiiro no isu) e oneshot pubblicate su Lala e Lala DX di Hakusensha, ma soprattutto grazie all'esperienza maturata con il volume unico Hotarubi no Mori e, l'autrice decise che era arrivato il momento di abbandonare i toni romantici delle sue opere passate per dedicarsi a una storia che avesse come punti focali il soprannaturale e gli youkai. La concretizzazione di questo profondo desiderio artistico trova realizzazione in Natsume degli spiriti (Natsume Yuujinchou), sua prima opera lunga, da lei definita "La storia di un ragazzo che vuol essere gentile".
Takashi Natsume possiede sin da bambino la capacità di vedere gli youkai, creature soprannaturali appartenenti a un mondo invisibile al comune occhio umano. Questa sua bizzarra peculiarità gli ha procurato non pochi problemi, tanto che amici e parenti l'hanno sempre considerato un ragazzino strano e bugiardo. Orfano sin dalla più tenera età, il piccolo Natsume è passato di parente in parente sperduto come un uccellino caduto dal nido, fin quando non viene accolto dai Fujiwara, coloro che sapranno dargli l'amore e il calore perso ormai molto tempo addietro. Natsume però, abbandona l'ingenuità degli anni infantili e decide che per nessun motivo rivelerà alla nuova famiglia la sua capacità di vedere l'invisibile, in modo da non creare problemi alla coppia. Mentre rovista tra la roba lasciatagli dalla nonna Reiko, trova un libro particolare, lo Yuujinchou, "Il libro degli amici", nel quale vi sono scritti i nomi di vari youkai; anche Reiko, infatti, possedeva il potere di vedere queste creature e scrivendo i loro nomi su di esso, ne era diventata la "padrona".
Un giorno, mentre fugge da uno youkai, Natsume spezza involontariamente il sigillo che tiene intrappolato nel corpo di un maneki neko (un gatto portafortuna) il potente demone Madara; da quel momento lo youkai, ribattezzato Nyanko-sensei, diventa una sorta di guardia del corpo del ragazzo, il quale viene puntualmente attaccato dai vari youkai che, scambiandolo per la nonna Reiko, rivogliono indietro i loro nomi e quindi la libertà.
Quando si parla di Natsume degli spiriti una cosa che molti si chiedono, è: "Questo manga ha una vera e propria trama?" "Segue un filo conduttore?". La risposta è semplice quanto complessa: il manga segue i piccoli passi di Natsume nel cammino della crescita, dell'accettazione di se stesso come persona, come figlio, come amico, come erede del libro degli amici e quindi come essere umano legato inevitabilmente agli youkai. Esiste dunque un obiettivo finale da raggiungere, ma trattandosi di crescita interiore e di consapevolezza e accettazione di sé e del mondo circostante, lo scopo dell'opera potrebbe non essere immediatamente e concretamente palpabile, almeno a una prima occhiata. Il manga è una storia di formazione che procede con lentezza ed estrema delicatezza in ogni suo frangente.
Quello della crescita però, non è un percorso che si compie da soli, a farci compagnia, nel bene e nel male, abbiamo amici, parenti, gente di passaggio, incontri casuali, incidenti e accidenti del destino, nel caso di Natsume poi, anche gli youkai giocano un ruolo fondamentale in questo cammino. L'elemento più interessante di questa storia è il continuo confronto di Natsume tra il mondo umano e quello degli youkai, tra i suoi simili e queste creature ora dolci, ora pericolose. Egli inizialmente odia questa capacità che gli ha procurato solo problemi e isolamento, ma con lo scorrere degli eventi si rende conto che il mondo degli youkai non è poi così diverso da quello degli esseri umani. Grazie agli incontri/scontri con le varie creature, il nostro protagonista capisce che anche questi esseri vivono, amano, odiano, soffrono e gioiscono come lui. Il confronto però, spesso e volentieri si accende anche con gli esseri umani stessi, che con i loro comportamenti sembrano a volte non voler accettare e comprendere l'altrui diversità. È interessante osservare la divergenza di comportamento tra Natsume e nonna Reiko: mentre quest'ultima per far fronte a una profonda solitudine sfidava con atteggiamento impudente gli youkai per intrappolarli e diventarne padrona (ma più un'amica in realtà), Natsume vuol rendere loro la libertà, e invece di imporsi su di essi preferisce conoscere le loro storie e aiutarli a risolvere i loro problemi, non senza instaurare profondi rapporti di affetto e amicizia. Ciò che però accomuna nonna e nipote sono la profonda gentilezza e dolcezza del loro animo, nonché la ricerca costante di un luogo in cui poter essere amati e amare a loro volta.
Natsume inizia la sua storia come un ragazzo sperduto, alla continua ricerca di un luogo in cui poter essere se stesso, di un mondo che possa accettarlo così com'è, infatti, pur essendo essenzialmente una persona dolce e premurosa, si sforza di apparire sempre accondiscendente e perfetto per non causare problemi a chi gli sta accanto, e inconsciamente, per essere da loro accettato. Nonostante questa continua ricerca di apprezzamento da parte dei suoi "simili", paradossalmente il ragazzo sembra trovare la sua dimensione ideale tra gli youkai, o comunque accanto a chi, come lui, è in grado di vederli o accettarne con tolleranza l'esistenza. Il cambiamento e la crescita del ragazzo vanno di pari passo con i luoghi, le persone e gli youkai in cui s'imbatte, e il suo modo di vedere e concepire la solitudine del vivere una vita sospesa tra due mondi, evolve di volta in volta, non senza qualche intoppo, qualche lacrima e qualche delusione.
Ovviamente in tutto questo ha un ruolo fondamentale Nyanko-sensei, il cui rapporto con Natsume cresce di giorno in giorno, stesso dicasi per gli altri personaggi che si affiancheranno a lui nel corso delle vicende. Umani e youkai porteranno Natsume a conoscere nuovi sentimenti e nuove verità. Il grosso gattone che sembra non voler ammettere l'affetto che prova per il piccolo umano, diventa per Natsume una vera guida nel difficile compito che si è preposto e a sua volta, è lo stesso Natsume a mostrare a Nyanko-sensei la vastità del mondo e dei sentimenti umani.
Andando avanti con i volumi, Natsume impara che il "diverso" non è poi così dissimile dal "normale", anzi, il diverso ci arricchisce e forse è proprio guardando il mondo da prospettive differenti che si può cercare di coglierne la totalità e la bellezza.
Credo sia proprio questo il grande insegnamento di questo bellissimo manga: il mondo che appare davanti a noi, quella che definiamo "realtà", è solo una minima parte dell'immensità che ci circonda e c'è molto di più al di là di quello che possiamo vedere con i nostri occhi o cogliere con la nostra mente.
Natsume degli spiriti manca di una delle caratteristiche che agli occhi della massa definisce il suo essere uno shojo manga: la storia d'amore del protagonista. Se è vero che Natsume degli spiriti si discosta volontariamente dal tema amoroso, è pur vero che esso è ugualmente un manga pregno di sentimento e amore. Il fatto che al centro della storia non vi sia la relazione amorosa del protagonista è un pregio più che un difetto, difatti dà occasione alla sua autrice di affrontare il tema dell'amore e del sentimento nella sua accezione più vasta: amore per se stessi, per la famiglia, per gli amici, per la natura, per i ricordi, per gli incontri casuali, e per tutte le piccole cose della vita. In Natsume degli spiriti il sentimento è visto in un'ottica a 360° che coinvolge tutto il mondo che circonda il protagonista e non solo se stesso. Ad ogni modo, non è ancora detto che prima o poi l'autrice non decida di affiancare al dolce Natsume una fidanzata, d'altronde il ragazzo, in tutta la sua semplicità, riscuote un certo successo sia tra gli esseri umani sia tra gli youkai.
Il tratto dell'autrice è di certo molto particolare, sfumato e "arioso": Yuki Midorikawa, riesce a trasportarci in un mondo fiabesco, con una natura forte e rigogliosa a fare da sfondo. I disegni dell'autrice hanno un che di magico nella loro essenzialità e grazie a un disegno evocativo e avvolgente che pare risucchiarti all'interno di quel mondo, sembra di riuscire a sentire sulla propria pelle il susseguirsi delle stagioni e di percepire i battiti del cuore e le emozioni dei personaggi. I loro sentimenti, più che con le parole, ci vengono mostrati tramite le loro espressioni facciali, con i silenzi, gli sguardi, i sorrisi e le lacrime.
Forse questi disegni mancheranno di precisione e dettagli, ma riescono a trasmettere perfettamente l'atmosfera dolce e gentile che permea questo manga.
Con diciassette volumi in corso, una novel, quattro serie animate, vari special e un'infinità di gadget, Natsume degli spiriti riscuote in patria un successo straripante, che non sembra accennare a diminuire nonostante il passare del tempo. Il manga ha goduto di pubblicazioni in varie parti del mondo (Nord America, Inghilterra, Francia, Thailandia, Corea del sud, Taiwan), non sempre con il dovuto successo, ed è approdato in Italia lo scorso Aprile per opera di Planet Manga, proposto in una classica edizione da edicola, operazione forse azzardata ma lodevole, che si spera abbia il giusto riconoscimento. Trattandosi di un manga ricco di riferimenti e figure provenienti dal folklore e della cultura nipponica, non mancano le note esplicative, resta però qualche dubbio su alcune scelte di adattamento di cui avremo però modo di parlare in altra sede. La grafica di copertina rielabora la classica (e ormai superata e sostituita) cover degli shojo manga Hakusensha, lasciandovi il verde scuro come colore predominante ma, nonostante la buona idea di applicare una targhetta color oro per rendere il volume simile allo Yuujinchou, il risultato non è, secondo la sottoscritta, gradevolissimo. Ma estetica a parte ciò che risulta evidente, purtroppo, durante la lettura, è come gli albi risultino davvero troppo rigidi da sfogliare, tanto da sentirsi davvero le mani indolenzite al termine di una lunga sessione di lettura. Nonostante ciò, c'è da dire che la costina regge e la la rilegatura è palesemente molto robusta.
-"Gli esseri umani sono spietati e calcolatori. Ti conviene cercare un altro posto dove vivere finché ne hai le forze."
-"Grazie Reiko... ma una volta che vieni amato e che ami... non puoi più dimenticare..."
Natsume degli spiriti è un'opera intimista ed estremamente sentimentale che porta su carta il percorso di un piccolo umano nella lunga strada della crescita e dell'accettazione del mondo che gli è proprio, un mondo che però non è sempre disposto ad accettare la diversità e che non sempre riesce a far convivere le varie anime di cui è formato. Capita spesso che Natsume debba accettare l'idea che non tutti potranno capire e tollerare ciò che è, e l'unica cosa da fare è non rinnegare se stessi e non smettere di credere che accettare la propria diversità significa anche tollerare le altrui incomprensioni, che sono parte della stessa natura umana. Sono convinta che esistano storie che restano nel cuore per sempre, ci sono quelle che ti fanno ridere, quelle che ti fanno piangere e quelle che ti lasciano dentro una sensazione di calore e dolcezza. Natsume degli spiriti appartiene a quest'ultima categoria, e non posso fare altro che consigliarne la lettura a chiunque, non può fare altro che bene al cuore.
Quando Yuki Midorikawa iniziò a disegnare Natsume degli spiriti non poteva neanche lontanamente immaginare il successo che di lì a poco avrebbe travolto lei e la sua storia. Reduce da alcune serie brevi (Akaku Saku Koe, Atsui Hibi, Hiiro no isu) e oneshot pubblicate su Lala e Lala DX di Hakusensha, ma soprattutto grazie all'esperienza maturata con il volume unico Hotarubi no Mori e, l'autrice decise che era arrivato il momento di abbandonare i toni romantici delle sue opere passate per dedicarsi a una storia che avesse come punti focali il soprannaturale e gli youkai. La concretizzazione di questo profondo desiderio artistico trova realizzazione in Natsume degli spiriti (Natsume Yuujinchou), sua prima opera lunga, da lei definita "La storia di un ragazzo che vuol essere gentile".
Takashi Natsume possiede sin da bambino la capacità di vedere gli youkai, creature soprannaturali appartenenti a un mondo invisibile al comune occhio umano. Questa sua bizzarra peculiarità gli ha procurato non pochi problemi, tanto che amici e parenti l'hanno sempre considerato un ragazzino strano e bugiardo. Orfano sin dalla più tenera età, il piccolo Natsume è passato di parente in parente sperduto come un uccellino caduto dal nido, fin quando non viene accolto dai Fujiwara, coloro che sapranno dargli l'amore e il calore perso ormai molto tempo addietro. Natsume però, abbandona l'ingenuità degli anni infantili e decide che per nessun motivo rivelerà alla nuova famiglia la sua capacità di vedere l'invisibile, in modo da non creare problemi alla coppia. Mentre rovista tra la roba lasciatagli dalla nonna Reiko, trova un libro particolare, lo Yuujinchou, "Il libro degli amici", nel quale vi sono scritti i nomi di vari youkai; anche Reiko, infatti, possedeva il potere di vedere queste creature e scrivendo i loro nomi su di esso, ne era diventata la "padrona".
Un giorno, mentre fugge da uno youkai, Natsume spezza involontariamente il sigillo che tiene intrappolato nel corpo di un maneki neko (un gatto portafortuna) il potente demone Madara; da quel momento lo youkai, ribattezzato Nyanko-sensei, diventa una sorta di guardia del corpo del ragazzo, il quale viene puntualmente attaccato dai vari youkai che, scambiandolo per la nonna Reiko, rivogliono indietro i loro nomi e quindi la libertà.
Quando si parla di Natsume degli spiriti una cosa che molti si chiedono, è: "Questo manga ha una vera e propria trama?" "Segue un filo conduttore?". La risposta è semplice quanto complessa: il manga segue i piccoli passi di Natsume nel cammino della crescita, dell'accettazione di se stesso come persona, come figlio, come amico, come erede del libro degli amici e quindi come essere umano legato inevitabilmente agli youkai. Esiste dunque un obiettivo finale da raggiungere, ma trattandosi di crescita interiore e di consapevolezza e accettazione di sé e del mondo circostante, lo scopo dell'opera potrebbe non essere immediatamente e concretamente palpabile, almeno a una prima occhiata. Il manga è una storia di formazione che procede con lentezza ed estrema delicatezza in ogni suo frangente.
Quello della crescita però, non è un percorso che si compie da soli, a farci compagnia, nel bene e nel male, abbiamo amici, parenti, gente di passaggio, incontri casuali, incidenti e accidenti del destino, nel caso di Natsume poi, anche gli youkai giocano un ruolo fondamentale in questo cammino. L'elemento più interessante di questa storia è il continuo confronto di Natsume tra il mondo umano e quello degli youkai, tra i suoi simili e queste creature ora dolci, ora pericolose. Egli inizialmente odia questa capacità che gli ha procurato solo problemi e isolamento, ma con lo scorrere degli eventi si rende conto che il mondo degli youkai non è poi così diverso da quello degli esseri umani. Grazie agli incontri/scontri con le varie creature, il nostro protagonista capisce che anche questi esseri vivono, amano, odiano, soffrono e gioiscono come lui. Il confronto però, spesso e volentieri si accende anche con gli esseri umani stessi, che con i loro comportamenti sembrano a volte non voler accettare e comprendere l'altrui diversità. È interessante osservare la divergenza di comportamento tra Natsume e nonna Reiko: mentre quest'ultima per far fronte a una profonda solitudine sfidava con atteggiamento impudente gli youkai per intrappolarli e diventarne padrona (ma più un'amica in realtà), Natsume vuol rendere loro la libertà, e invece di imporsi su di essi preferisce conoscere le loro storie e aiutarli a risolvere i loro problemi, non senza instaurare profondi rapporti di affetto e amicizia. Ciò che però accomuna nonna e nipote sono la profonda gentilezza e dolcezza del loro animo, nonché la ricerca costante di un luogo in cui poter essere amati e amare a loro volta.
Natsume inizia la sua storia come un ragazzo sperduto, alla continua ricerca di un luogo in cui poter essere se stesso, di un mondo che possa accettarlo così com'è, infatti, pur essendo essenzialmente una persona dolce e premurosa, si sforza di apparire sempre accondiscendente e perfetto per non causare problemi a chi gli sta accanto, e inconsciamente, per essere da loro accettato. Nonostante questa continua ricerca di apprezzamento da parte dei suoi "simili", paradossalmente il ragazzo sembra trovare la sua dimensione ideale tra gli youkai, o comunque accanto a chi, come lui, è in grado di vederli o accettarne con tolleranza l'esistenza. Il cambiamento e la crescita del ragazzo vanno di pari passo con i luoghi, le persone e gli youkai in cui s'imbatte, e il suo modo di vedere e concepire la solitudine del vivere una vita sospesa tra due mondi, evolve di volta in volta, non senza qualche intoppo, qualche lacrima e qualche delusione.
Ovviamente in tutto questo ha un ruolo fondamentale Nyanko-sensei, il cui rapporto con Natsume cresce di giorno in giorno, stesso dicasi per gli altri personaggi che si affiancheranno a lui nel corso delle vicende. Umani e youkai porteranno Natsume a conoscere nuovi sentimenti e nuove verità. Il grosso gattone che sembra non voler ammettere l'affetto che prova per il piccolo umano, diventa per Natsume una vera guida nel difficile compito che si è preposto e a sua volta, è lo stesso Natsume a mostrare a Nyanko-sensei la vastità del mondo e dei sentimenti umani.
Andando avanti con i volumi, Natsume impara che il "diverso" non è poi così dissimile dal "normale", anzi, il diverso ci arricchisce e forse è proprio guardando il mondo da prospettive differenti che si può cercare di coglierne la totalità e la bellezza.
Credo sia proprio questo il grande insegnamento di questo bellissimo manga: il mondo che appare davanti a noi, quella che definiamo "realtà", è solo una minima parte dell'immensità che ci circonda e c'è molto di più al di là di quello che possiamo vedere con i nostri occhi o cogliere con la nostra mente.
Natsume degli spiriti manca di una delle caratteristiche che agli occhi della massa definisce il suo essere uno shojo manga: la storia d'amore del protagonista. Se è vero che Natsume degli spiriti si discosta volontariamente dal tema amoroso, è pur vero che esso è ugualmente un manga pregno di sentimento e amore. Il fatto che al centro della storia non vi sia la relazione amorosa del protagonista è un pregio più che un difetto, difatti dà occasione alla sua autrice di affrontare il tema dell'amore e del sentimento nella sua accezione più vasta: amore per se stessi, per la famiglia, per gli amici, per la natura, per i ricordi, per gli incontri casuali, e per tutte le piccole cose della vita. In Natsume degli spiriti il sentimento è visto in un'ottica a 360° che coinvolge tutto il mondo che circonda il protagonista e non solo se stesso. Ad ogni modo, non è ancora detto che prima o poi l'autrice non decida di affiancare al dolce Natsume una fidanzata, d'altronde il ragazzo, in tutta la sua semplicità, riscuote un certo successo sia tra gli esseri umani sia tra gli youkai.
Il tratto dell'autrice è di certo molto particolare, sfumato e "arioso": Yuki Midorikawa, riesce a trasportarci in un mondo fiabesco, con una natura forte e rigogliosa a fare da sfondo. I disegni dell'autrice hanno un che di magico nella loro essenzialità e grazie a un disegno evocativo e avvolgente che pare risucchiarti all'interno di quel mondo, sembra di riuscire a sentire sulla propria pelle il susseguirsi delle stagioni e di percepire i battiti del cuore e le emozioni dei personaggi. I loro sentimenti, più che con le parole, ci vengono mostrati tramite le loro espressioni facciali, con i silenzi, gli sguardi, i sorrisi e le lacrime.
Forse questi disegni mancheranno di precisione e dettagli, ma riescono a trasmettere perfettamente l'atmosfera dolce e gentile che permea questo manga.
Con diciassette volumi in corso, una novel, quattro serie animate, vari special e un'infinità di gadget, Natsume degli spiriti riscuote in patria un successo straripante, che non sembra accennare a diminuire nonostante il passare del tempo. Il manga ha goduto di pubblicazioni in varie parti del mondo (Nord America, Inghilterra, Francia, Thailandia, Corea del sud, Taiwan), non sempre con il dovuto successo, ed è approdato in Italia lo scorso Aprile per opera di Planet Manga, proposto in una classica edizione da edicola, operazione forse azzardata ma lodevole, che si spera abbia il giusto riconoscimento. Trattandosi di un manga ricco di riferimenti e figure provenienti dal folklore e della cultura nipponica, non mancano le note esplicative, resta però qualche dubbio su alcune scelte di adattamento di cui avremo però modo di parlare in altra sede. La grafica di copertina rielabora la classica (e ormai superata e sostituita) cover degli shojo manga Hakusensha, lasciandovi il verde scuro come colore predominante ma, nonostante la buona idea di applicare una targhetta color oro per rendere il volume simile allo Yuujinchou, il risultato non è, secondo la sottoscritta, gradevolissimo. Ma estetica a parte ciò che risulta evidente, purtroppo, durante la lettura, è come gli albi risultino davvero troppo rigidi da sfogliare, tanto da sentirsi davvero le mani indolenzite al termine di una lunga sessione di lettura. Nonostante ciò, c'è da dire che la costina regge e la la rilegatura è palesemente molto robusta.
-"Gli esseri umani sono spietati e calcolatori. Ti conviene cercare un altro posto dove vivere finché ne hai le forze."
-"Grazie Reiko... ma una volta che vieni amato e che ami... non puoi più dimenticare..."
Natsume degli spiriti è un'opera intimista ed estremamente sentimentale che porta su carta il percorso di un piccolo umano nella lunga strada della crescita e dell'accettazione del mondo che gli è proprio, un mondo che però non è sempre disposto ad accettare la diversità e che non sempre riesce a far convivere le varie anime di cui è formato. Capita spesso che Natsume debba accettare l'idea che non tutti potranno capire e tollerare ciò che è, e l'unica cosa da fare è non rinnegare se stessi e non smettere di credere che accettare la propria diversità significa anche tollerare le altrui incomprensioni, che sono parte della stessa natura umana. Sono convinta che esistano storie che restano nel cuore per sempre, ci sono quelle che ti fanno ridere, quelle che ti fanno piangere e quelle che ti lasciano dentro una sensazione di calore e dolcezza. Natsume degli spiriti appartiene a quest'ultima categoria, e non posso fare altro che consigliarne la lettura a chiunque, non può fare altro che bene al cuore.
Raramente ho avuto modo di visionare prodotti così belli, sotto ogni punto di vista, e, se devo pensare a cosa mi ha emozionato tanto, parlo inesorabilmente di classici, vecchi o nuovi che siano. AnoHana è recentissima sotto questo aspetto, poiché è una serie targata 2011, e conclusa solamente di recente in Giappone.
Composta da 11 episodi (il formato è poco meno di una midseason contro le 26 canoniche), è prodotta dallo stesso staff che ha lavorato al più famoso <i>Toradora!</i> attualmente in onda in Italia sugli schermi di Rai4; e appartiene al genere che prediligo: lo slice-of-life.
La storia ruota attorno a un gruppo di sei amici composto da Jinta, Yukiatsu, Poppo, Menma, Anaru e Tsuruko, rispettivamente tre ragazze e tre ragazzi. Una tragedia li ha divisi quand'erano piccoli e, perdendosi di vista, i ragazzi sono cresciuti diventando per certi versi ciò che non sarebbero voluti essere. Quando diversi anni dopo, una di loro, Menma, si presenta a casa di Jinta chiedendogli di realizzare il suo più grande desiderio, il gruppo, che lo voglia o meno, sarà costretto a riunirsi.
Questo è solo l'incipit della storia in sé, molte sono le tematiche narrate: problemi famigliari, disagio sociale, il complesso dell'otaku e dell'hikikomori, il dramma del lutto, fenomeni sovrannaturali, i rapporti personali e, chiave più importante, i sentimenti non confessati, le parole non dette e lasciati naufragare nel mare del tempo e dei ricordi. La crescita rappresenta per tutti un cambiamento radicale: ogni tot anni siamo messi di fronte a nuovi scenari, nuove sfide e a nuovi problemi che di tanto in tanto ci impongono di compiere scelte che instaurano in noi nuove consapevolezze e sentimenti, quali la nostalgia. AnoHana è un campione assoluto in questo senso; è impossibile non commuoversi e non immedesimarsi nei vari personaggi che si completano l'un l'altro con diverse sfumature, ognuno con il proprio passato, i propri fantasmi, i propri sensi di colpa e l'esasperato desiderio di andare avanti e non sentirsi più così inadeguati di fronte alla vita.
Se la storia è di per sé un piccolo gioiello, la realizzazione tecnica che va a confezionarla non è da meno, poiché, per tutta la durata della serie, ci troviamo di fronte a un prodotto di altissimo livello: un character design godibile e gradevole, animazioni fluide e colorate, paesaggi realistici e una cgi mai usata a sproposito, ma accennata quel che basta. Ottima la scelta anche della colonna sonora che tra score, opening ed ending esprime appieno i sentimenti e i messaggi che il prodotto vuole lanciare.
In conclusione, AnoHana è una serie splendida, probabilmente uno dei prodotti migliori nel suo genere e che non può mancare nella vostra collezione emotiva. I migliori riguardi sono dovuti a questa produzione che rasenta la perfezione e che ha il pregio di non dilungarsi troppo, emozionando e rapendo in crescendo, dall'inizio alla fine. Se cercate qualcosa che vi farà sorridere, emozionare e piangere, AnoHana è esattamente ciò che fa al caso vostro.
Composta da 11 episodi (il formato è poco meno di una midseason contro le 26 canoniche), è prodotta dallo stesso staff che ha lavorato al più famoso <i>Toradora!</i> attualmente in onda in Italia sugli schermi di Rai4; e appartiene al genere che prediligo: lo slice-of-life.
La storia ruota attorno a un gruppo di sei amici composto da Jinta, Yukiatsu, Poppo, Menma, Anaru e Tsuruko, rispettivamente tre ragazze e tre ragazzi. Una tragedia li ha divisi quand'erano piccoli e, perdendosi di vista, i ragazzi sono cresciuti diventando per certi versi ciò che non sarebbero voluti essere. Quando diversi anni dopo, una di loro, Menma, si presenta a casa di Jinta chiedendogli di realizzare il suo più grande desiderio, il gruppo, che lo voglia o meno, sarà costretto a riunirsi.
Questo è solo l'incipit della storia in sé, molte sono le tematiche narrate: problemi famigliari, disagio sociale, il complesso dell'otaku e dell'hikikomori, il dramma del lutto, fenomeni sovrannaturali, i rapporti personali e, chiave più importante, i sentimenti non confessati, le parole non dette e lasciati naufragare nel mare del tempo e dei ricordi. La crescita rappresenta per tutti un cambiamento radicale: ogni tot anni siamo messi di fronte a nuovi scenari, nuove sfide e a nuovi problemi che di tanto in tanto ci impongono di compiere scelte che instaurano in noi nuove consapevolezze e sentimenti, quali la nostalgia. AnoHana è un campione assoluto in questo senso; è impossibile non commuoversi e non immedesimarsi nei vari personaggi che si completano l'un l'altro con diverse sfumature, ognuno con il proprio passato, i propri fantasmi, i propri sensi di colpa e l'esasperato desiderio di andare avanti e non sentirsi più così inadeguati di fronte alla vita.
Se la storia è di per sé un piccolo gioiello, la realizzazione tecnica che va a confezionarla non è da meno, poiché, per tutta la durata della serie, ci troviamo di fronte a un prodotto di altissimo livello: un character design godibile e gradevole, animazioni fluide e colorate, paesaggi realistici e una cgi mai usata a sproposito, ma accennata quel che basta. Ottima la scelta anche della colonna sonora che tra score, opening ed ending esprime appieno i sentimenti e i messaggi che il prodotto vuole lanciare.
In conclusione, AnoHana è una serie splendida, probabilmente uno dei prodotti migliori nel suo genere e che non può mancare nella vostra collezione emotiva. I migliori riguardi sono dovuti a questa produzione che rasenta la perfezione e che ha il pregio di non dilungarsi troppo, emozionando e rapendo in crescendo, dall'inizio alla fine. Se cercate qualcosa che vi farà sorridere, emozionare e piangere, AnoHana è esattamente ciò che fa al caso vostro.
Con il sondaggio di oggi andiamo a tastare il polso riguardo alla periodicità/frequenza con cui compare questa rubrica.
Va bene la situazione attuale di due appuntamenti settimanali è da preferirsi una frequenza minore o maggiore?
Nel primo caso si avrebbe inevitabilmente un minore spazio a disposizione degli utenti recensori scelti, nel secondo si potrebbe paventare alla lunga un "effetto noia" da troppi appuntamenti e una carenza di "materiale" (le recensioni) di qualità da inserire nelle rubriche.
Comunque sia, concordo sul giudizio definitivo di Kouga per Anohana, una serie che, pur considerandola una serie da 8 pieno, ha fatto breccia nel cuore di molti appassionati del genere.
K-On, invece, l'ho abbandonato dopo circa 7-8 minuti dall'inizio del primo episodio, non è per niente l'anime che fa per me, troppo moe per i miei gusti.
l'ultima recensione mi ha molto colpito credo che recupererò la serie visto che mi è passata inosservata, sono il genere che preferisco, grazie!
Per quel che rigaurad il sondaggio, ho votato sì. Per me la periodicità va più che bene.
Riguardo al sondaggio, due appuntamenti settimanali vanno benone
E alla lunga rimbambisce.
mi piacciono molto i sondaggioni xD
K-ON! l'ho concluso da poco. A dispetto di quello che pensavo dalla visione dei primi episodi, alla fine mi è piaciuto e confesso (ma non lo dico tanto in giro) che la sigla me la ascolto a tutto volume in macchina... Quoto Ryogo, è un anime che rilassa, e siccome non ho ancora visto la seconda serie, per adesso non mi ha rimbambito...
Anohana non l'ho ancora visto ma devo vederlo ASSOLUTAMENTE
Per il sondaggio ho votato SI'
Anohana invece mi aveva attirato per il charadesigne, decisi di aspettare la conclusione della serie per iniziarlo, ma alla fine mi sono completamente dimenticato della sua esistenza XD
Ah le recensioni croce e delizia di animeclick, ogni utente recensisce generalmente le opere che lo hanno colpito nel bene e nel male per cui quasi mai si ha una recensione obbiettiva ma piuttosto una per cercare di invogliare altri a seguire un'opera a noi cara o una piena di acredine per il tempo buttato, che poi sarà mai possibile una recensione totalmente obbiettiva? e nel caso siamo veramente sicuri sia meglio di una scritta sull'onda dei sentimenti?
Credo poi che chiunque si accinga a scrivere una recensione debba tenere a mente onde evitare di dare voti falsati (spesso in positivo) ma se do il tal voto a questa opera allora che voto dovrei dare a quest'altra es.cowboy beebop che puo essere presa come punto di riferimento perchè riconosciuta da chiunque come capolavoro? E poi decidere se il voto è generale o contestualizzato in base al tema dell'opera perchè sono due scale completamente diverse. Mi spiego, Il Signore degli Anelli oltre ad essere IL libro fantasy è anche universalmente riconosciuto come uno dei capolavori della letteratura moderna (soprattutto per la mole di lavoro alla base dell'opera) mentre ad esempio il libro fantasy X che puo essere molto apprezzato dagli appassionati del genere fino a dargli un buon 8 perchè la trama non è banale, introduce qualcosa di nuovo o rielabora situazioni gia viste in modo nuovo, i personaggi sono caratterizzati da un certo spessore ecc sarebbe altrettanto fruibile al di fuori della cerchia di appassionati? Si? Bene significa che dietro all'opera c'è un lavoro notevole e non banale, il voto lo confermo o lo modifico dovendo giudicarlo su scala generale?
Credo che queste siano domande che chiunque scriva una recensione debba farsi, se poi pensiate che abbia scritto una marea di cazzate inutili ben venga sono sempre aperto al dialogo, solo che stanotte non ho sonno e mi andava di condividere la mia opinione giusta o sbagliata che sia, un po come le recensioni che siano oggettive o passionali, sempre meglio scriverle almeno si aiuta animeclick a crescere
K-On!: la cosa che mi infastidisce è che si sia scelto un elemento narrativo come un altro (musicale in questo caso) solo come pretesto di ambientazione (sarebbe cambiato qualcosa se si fossero iscritte ad un club di canasta?). Come dice Kappei sono da "contorno" ed è giusto, ma non lo trovo rispettoso nei confronti di chi guarda.
Una considerazione generale sugli slice of life-demenziali: per fare un buon titolo non serve mettere le situazioni piu' assurde che il genere umano possa concepire (Azumanga da l'impressione come se accontentasse lo spettatore). No, per farlo è necessario che il comparto tecnico sia superiore alla media e che la regia si allontani dalla natura comico/nonsense fornendo cosi un contrasto piu' marcato e rendere le gag ancora piu' imprevedibili e riuscite (mi riferisco a Nichijou).
Natsume yuujinchou: Splendido esempio dell' arte nipponica di mescolare folklore a realtà. Mi ha fatto piacere trovare nel manga il rapporto di Natsume con la nonna approfondito rispetto all'anime. Come rimarca Arashi84 le atmosfere "leggere" , fin troppo rarefatte, spezzano quell' equilibrio tra astratto/concreto che l'opera voleva rappresentare (sembra un lungo sogno ad occhi aperti).
AnoHana: premesso che queste considerazioni sono rivolte quasi esclusivamente verso la sceneggiatura, quindi come avrei voluto vedere IO AnoHana.
- Il lutto che ha determinato la separazione del gruppo limita il proseguo della storia (resa dipendente da un avvenimento tragico).
- Con il procedere della serie si analizzeranno le varie fragilità dei protagonisti cresciuti (tranne Menma) e la loro conseguente rinascita. Ora, non so cosa avrei dato per vedere il gruppo formato da bambini e non adolescenti (già nel meccanismo delle stratificazioni sociali).
La Ost non ha mordente. Non aggiunge nulla al racconto se non ricordare al pubblico che si stà guardando un' anime "drammatico".
Complimenti ai 3 recensori e chi le ha selezionate!!
PS: è la 2a volta che scrivo questo commento (il primo non me lo ha pubblicato)
Per quanto riguarda K-ON sono perfettamente d'accordo con Kappei, che ha saputo cogliere aspetti positivi e negativi mantenendosi equilibrato;
Natsume yuujinchou non lo conosco e non sono sicuro di volermi cimentare nella sua lettura;
AnoHana l'ho visto poco tempo fa e benchè sia una gradevole opera mi aspettavo forse qualcosina di più, nella caratterizzazione dei personaggi e nella narrazione in particolar modo.
Parto dal manga Natsume yuujinchou e mi complimento per la semplicità di parole che Arashi84 ha usato per presentare quest'opera, che spero venga presa in considerazione per una pubblicazione italiana!!!
Per quel che riguarda gli anime K-on! lo conosco, ma non è il gener che fa per me, mentre AnoHana diciamo che lo sento più mio e se ne avrò la possibilità lo guarderò più che volentieri!
Infine al sondaggione ho risposto che mi piacerebbe vedere questa rubrica più frequente non dico fissa 3o 4 volte a settimana, ma magari anzichè alle due stabili inserire ogni tanto qualche pubblicazione extra!!
E' un anime da vedere, foss'anche soltanto per comprendere come tutto questo sia potuto accadere...
Non ho visto/letto nessuna delle tre opere, ma le conosco tutte di nome:
- K-ON prima o poi me lo devo vedere giusto per curiosità, per veder come e perchè viene elogiato da tutti se è solo, come mi pare di capire, la storia di un pugno di ragazzine moe che non fanno niente dalla mattina alla sera
Il character design è fastidiosissimo ai miei occhi, e probabilmente lo sarà anche il doppiaggio, ma a volte bisogna rischiare
- Non avevo idea dell'esistenza di Natsume Yuujinchou, ma ultimamente noi lo stiamo pubblicizzando ovunque e salta sempre fuori che è un capolavoro, anche da parte delle persone più insospettabili
I disegni non mi piacciono (dal poco che si vede i personaggi son troppo effeminati), nè le storie incentrate sugli spiriti che mi hanno un pò stufato, ma anche a questo per curiosità potrei buttare un occhio, per vedere il motivo del suo successo, considerando che generalmente chi l'ha seguito ne parla benissimo e in maniera molto convincente.
- Di Anohana ultimamente s'è parlato sin troppo da ogni parte. Quando uscì l'annuncio la trama mi aveva colpito, quindi penso che prima o poi lo vedrò, soprattutto se me lo consiglia Kouga di cui generalmente mi fido. L'unico scoglio è anche qua il character design, che non mi piace, ma chissà...
Ovvi complimenti a tutti e tre i recensori!
Natsume Yuujinchou sembra un manga interessante, se lo pubblicassero in italiano, lo comprerei.
Anohana invece, è un anime che non mi attira per nulla
mi sto convincendo sempre di più a vedere K-On ^-^
Devo dire la verità, ogni tanto accarezzo l'idea di vederlo, poi mi passa la sbronza e rinsavisco
Natsume yuujinchou non è nelle mie corde. Certo che assegnare un 10 a una serie ancora in corso è una responsabilità non indifferente...ma ciò non significa che non possano esistere manga che lo meritino sulla fiducia. Lascio decidere a chi lo ha letto se sia questo il caso.
AnoHana mi tenta, ma 7 volte su 10 le serie particolarmente osannate finiscono per non piacermi, perciò ci andrò coi piedi di piombo
_______________________________
Per il sondaggio ho votato "No, preferirei meno appuntamenti". Allo stato di cose attuale c'è meno tempo per commentare le recensioni pubblicate il venerdì rispetto a quelle pubblicate a inizio settimana, disparità che trovo inutile prima ancora che dannosa nei confronti di chicchessia; per questo motivo preferirei un solo appuntamento alla settimana. Quanto alla quantità e alla qualità delle recensioni "in deposito", solo chi si occupa di fare la selezione può sapere se a lungo andare la frequenza degli appuntamenti può avere delle ripercussioni sull'una o sull'altra e, nel caso, provare a porvi rimedio.
Per K-On vedo che molti commenti sono negativi, ma almeno vorrei visionare la prima serie, poichè sono solo 13 episodi e poi, magari, darò un giudizio...
Per quanto riguarda la seconda recensione, penso sia un po' troppo azzardato iniziare a dare un 10 ad una serie non ancora finita e poi io non leggo manga, se non quelli già usciti in Italia, perchè a volte i personaggi nelle traduzioni delle scan, o dicono troppe parolacce, o hanno traduzioni sballate.
Infine per Anohana spero che qualcuno compri i diritti in Italia, sperando magari in una futura messa in onda. Mi imteressa molto e spero che se lo visionerò riuscirò a provare le stesse emozioni provate dal recensore...
Faccio i complimenti anche agli altri recensori, che hanno trattato due opere che amo molto.
Di Natsume in verità ho visto solo l'anime, che ho trovato splendido (basti guardare il mio avatar), di AnoHana mi trovo perfettamente in sontonia con quanto scritto nella recensione, una degli anime più belli della stagione.
Riguardo K-ON!, ci tengo a specificare un paio di cose riguardo alcuni commenti... la prima è che, ogni recensione che scrivo, si basa sempre su giudizi molto soggettivi, cerco di esprimere quello che l'anime/manga ha comunicato a me, non vuole essere un'analisi oggettiva, per quello ci sono le recensioni dei redattori.
Il voto è probabilmente altino, e potrebbe scontrarsi con quanto scritto nel commento (riguardo l'aspetto molto commerciale), ma è pur vero che anche un prodotto commerciale può essere nella sua commercialità, un'anime di qualità. Faccio sempre l'esempio del videogioco Uncharted 2, un gioco per le masse, non inventa nulla ma anzi, è costruito proprio per appagare la massa, ma è un gioco di qualità... e va premiato per questo.
K-ON! non è un'anime profondo, non è portatore di sincere emozioni, è molto superficiale... malgrado questo è ben confezionato, e per quanto mi riguarda, alla fine riesce comunque a creare un legame. Proprio per avere, nella cua commercialità, una nota di qualità.
Poi chiaro, non voglio convinvere nessuno eh
La mia è solo un'opinione e rispetto le critiche di tutti, così come (specificato anche nella recensioni) ci possano essere molte persone a cui faccia, giustamente, schifo.
Il mondo è bello perchè vario... altrimenti sai che palle!
Rispetto al sondaggio, ho votato SI
k-on! sono di parte, dato che come anime lo adoro quindi non riesco ad essere obbiettiva...
Cmq complimenti a tutti per i loro lavori
Per quanto riguarda il sondaggio ho votato sì, a me va bene questa frequenza, 2 alla settimana sono perfetti.
La terza, invece, non mi attira proprio, quindi passo.
Per il sondaggio, io ho votato sì: una settimana mi pare un periodo giusto, né troppo né troppo poco.
Vorrei rispondere a quanti, giustamente, si interrogano sull'obiettività delle recensioni, e a chi si perplime riguardo il 10 che ho assegnato a Natsume!
Io sono dell'idea che le recensioni obiettive non esistano, o meglio, si può benissimo evitare di metterci opinioni influenzate dall'amore/odio per quell'opera, ma realizzazioni tecniche a parte, ci sarà sempre discrepanza tra quello che IO ci trovo in quel manga, e quello che ci trova pincopallino! A me un manga può emozionare fino alle lacrime, e quindi nella mia recensione dirò che trasmette tantissime emozioni, mentre un altro dirà che ci sono espedienti lacrimevoli messi li per far commuovere lo spettatore dalla lacrima facile! Insomma, manga, anime, libri, film, canzoni, trasmettono cose diverse a persone diverse, quindi un giudizio "giusto", per me non esiste! E non è un male, anzi...
Nello specifico del mio caso, è vero che dare un 10 ad un'opera in corso è una grossa responsabilità, ma io davvero a questo manga non sono riuscita a trovare un solo difetto (e se proseguirà su questa linea il suo unico problema potrebbe essere di diventare infinito), quindi perchè non assegnargli un 10 pieno?! Anche io preferisco parlare di opere complete, perchè un capolavoro, chissà, potrebbe rovinarsi proprio sul finale, ma sono andata sulla fiducia e ho seguito l'intuito, e se parlaste con altre persone che hanno letto il manga, sono sicura che vi direbbero la stessa cosa!
Spero solo che questi concetti arrivino, perchè anche se non amerete o non vi interesserete a quest'opera, almeno non la indicherete come "la solita storia di fantasmi"!
In ogni caso non posso che ribadire il concetto, nella speranza che il manga venga prima o poi editato in Italia, date un'opportunità almeno alle serie anime! Se poi pensate di aver sprecato qualche ora del vostro tempo, venite pure a lapidarmi! xD
Riguardo le altre due opere:
K-ON a me piaciucchia, ammetto che non era entusiasmantissimo(?), tanto che per vedere 13 episodi ci ho messo un po' di tempo, ma non lo demolirei nemmeno... è carino, è puccio, strappa delle risate! Insomma, gli anime e i manga sono intrattenimento no? Se K-ON intrattiene, allora funziona!
Anohana lo sto scaricando giusto in questi giorni! La trama mi attirava già di per sè, ma ammetto che sono stati tutti i commenti positivi che ho letto che mi hanno dato l'input decisivo! Vedremo...
Complimenti a Kouga e Kappei (che ha un bellissimo avatar)!
Anche io al sondaggio ho votato "Si"!
Insomma, per me: non meno di 1 non più di 2.
Quella frase merita, sisi! XD
Quando non erano a tema, bene o male una recensione di un prodotto che ti interessava la trovavi e la leggevi, adesso basta che non ti interessi un particolare genere per farti saltare tutte le tre recensioni, spero mi abbiate capito XD
Comunque ho votato che mi vanno bene i due appuntamenti settimanali.
K-on non mi ha entusiasmata troppo e forse non avrei dato un voto così alto.
Comunque tutte le recensioni sono ben fatte e accurate, per cui grazie per la dedizione e l'ottimo lavoro, come sempre ^^
Per Anohana sono d'accordo u_u
Comunque 2 appuntamenti vanno bene, ma si può arrivare anche a tre lol
Ma anche dopo averlo visto continuo a non capire... ok, mi è piaciuto, le musiche sono carine, le animazioni eccellenti... ma il resto mi fa spegnere inevitabilmente il cervello altrimenti mi chiederei perchè butto via del tempo a vedermi quell'ammasso di nonsense. Trovo gli shonen di mazzate più realistici di un quartetto che si comporta in modo infantile e in poco tempo ha una strumentazione che fa sbavare ogni appassionato di musica...
Io avrei dato un voto sinceramente più alto a K-On!, perchè merita davvero a mio parere, anche se le considerazioni sono buone.
AnoHana mi intriga parecchio, sono davvero contento di averlo scoperto, lo vedrò al più presto.
K-On: sono stata piuttosto vicina a vederlo qualche tempo fa, ma poi ho deciso di non farlo per il character design che mi fa ribrezzo, il fatto che la musica è soltanto marginale, e che non ci sia una vera trama di fondo. Un giorno comunque dovrei farlo, almeno per capire come mai migliaia di persone siano impazzite così tanto.
Natsume Yuujinchou: il folclore giapponese, chissà perché, mi annoia. Quindi, passo.
Anohana: discorso simile a K-On. Ultimamente ne si parla molto bene, e la trama potrebbe essere di mio gusto, ma non mi fido. Troppo spesso mi sono capitate serie che sembravano arrosti eccellenti ed invece erano solo fumo...
Il sondaggio: per me l'appuntamento del venerdì si potrebbe togliere senza problemi. Non capisco come mai si sia votato per mantenere lo stesso numero di appuntamenti se il secondo viene notato e commentato da pochissime persone. Del resto, però, da qualsiasi sondaggio di questa serie sembra che vada bene proprio come si sta facendo adesso. Sono decisioni dettate dalla vera soddisfazione o dalla pigrizia nel non voler pensare ad altre opzioni?
Di Natsume ho visto (e proprio in questo periodo sto rivedendo) le due serie animate. In effetti sono curioso anche di leggere il manga e penso proprio che a breve mi ci metterò dietro. È una delle serie più belle che abbia mai visto!
AnoHana l'ho finito ieri, e anche qui condivido appieno la recensione di Kouga.
In definitiva, tre ottime recensioni. Bravi a tutti!
Sì, ma è sempre roba inaccessibile a degli semplici studenti... il basso di Mio costa 900€ (l'ho suonato quel modello, i soldi li merita tutti), la chitarra di Yui 1200€, sai quanti lavorano e fanno sacrifici nella realtà per comprarseli? Ok, Mugi è piena di soldi, ma le altre no (giusto Ritsu suona una batteria non proprio di marca).
L'ho detto: spegnendo il cervello e rilassandosi, K-ON diverte... è che non capisco quelli che scrissero "OMG finisce K-ON, come farò a vivere senza?"...
E di gente così, nel mondo, ce n'è parecchia...
Mi esento dal commentare K-ON! Dato che... Beh potete intuire le motivazioni guardando il mio avatar xD
Natsume yuujinchou non l'ho letto però mi è venuta voglia di leggerlo!
AnoHana l'ho adorato... IMHO è una di quelle piccole perle che si vedono raramente! Lo consiglio a tutti!
Per il resto, quel tipo di gente fissata...come dire, è un capitolo a parte XD, cioè anche per il mio anime preferito non direi certe cose, però magari ci sono persone più sensibili che si affezionano a quelle vicende e le rendono parte della loro quotidianità. E' un discorso molto relativo, però rende l'idea.
E soprattutto bisogna considerare l'obiettivo che si pone.
Chiaramente non sono due considerazione che giustificano ogni scelta, ci deve essere una base di fondo e sopratutto degli elementi che sostengano l'intera struttura.
K-ON! è sicuramente un prodotto che si prefige un solo obiettivo: accontentare tutti. E' un blockbuster dell'animazione, un frullato di idee che funzionano e che assecondano ogni tipologia di spettatore.
E' uno slif of life molto superficiale, non cerca nessun approfondimento, ti sbatte in faccia subito tutto e non ti promette altro.
Ma è fatto bene, nel suo contesto, non ha bisogno di aggiungere nessun altro elemento. Chi cerca un'altra tipologia di anime, è ovvio che si deve rivolgere altrove.
Per quanto mi rigurda non è assolutamente il capolavoro assoluto, se dovessi andare su un'isola deserta sarebbe sicuramente la mia ultima scelta... ma mi ha regalato delle serate spensierate, e lo ha fatto proponendomi un prodotto di qualità.
Capisco che possa far girare le balle anche solo a sentirlo nominare, daltronde fa parte del suo essere.
Rinnovo i complimenti agli altri recensori e ringrazio chi ha criticato positivamente/negativamente il mio commento.
Complimenti per le tre recensioni, mi sono piaciute molto. Non ho visto/letto nessuna delle tre opere, in scaletta direi che inizierei da Anohana (pur se il chara non mi convince del tutto). Natsume invece è molto quotato di recente, ma mi attira molto poco, per il momento. K-on, lo confesso, lo vedrei per sapere il motivo per cui è così famoso, se è solo il moe o se c'è qualcos'altro, e questa recensione mette una buona pulce nell'orecchio per cui mi attira sempre di più
Bellissime (come sempre) le recensioni prescelte!
In particolar modo mi è piaciuta quella di Kouga, davvero molto ispirata.
Al sondaggio ho risposto "No". E' la mia rubrica preferita, non ne ho mai abbastanza e ne voglio di più!
Complimenti e bravi gli autori!
esasperata la storia, i sentimenti, i comportamenti...bha
Concordo in pieno con la recensione per AnoHana, a mio parere senza dubbi il miglior anime di questa primavera. L'unica e dico proprio unica pecca è quel po' di fanservice che si trova nei primi duo o tre episodi...
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