Nuovo appuntamento con la rubrica dedicata alle recensioni su anime e manga, realizzate degli utenti di AnimeClick.it.

Ricordiamo che questa rubrica non vuole essere un modo per giudicare in maniera perentoria i titoli in esame, ma un semplice contesto in cui proporre delle analisi che forniscano, indipendentemente dal loro voto finale, spunti interessanti per la nascita di discussioni, si auspica, costruttive per l'utenza.

L'appuntamento di oggi è a "tema Shonen Jump" con titoli dalla comune genesi sulla medesima rivista. Death Note, lo special Bleach - Memories in the Rain e il manga Gintama.


Per saperne di più continuate a leggere.


4.0/10
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<b>Attenzione! Contiene spoiler!</b>

Death Note è un anime che parte in quarta, semina qua e là spunti interessanti e introduce personaggi carismatici. Purtroppo però è tutto qui: dopo i primi episodi infatti ogni cosa comincia a perdersi nel nulla, l'unica cosa che rimane da fare agli spettatori è porsi la domanda: perché continuo a guardarlo? Perché spero che si risollevi in qualche modo.
Magari introducendo nuovi personaggi?
Speranza vana, certo di nuovi entranti ce ne sono, ma a che servono? Misa è decisamente la più inutile, buttata dentro solo per fare un po' di fanservice anche per i maschietti, ma anche gli altri non sono meglio. Nier è una fotocopia di Elle, l'unica differenza è che invece di trastullarsi sulla sedia gioca con le costruzioni; Mikami, ecco forse lui poteva risollevare la situazione, ma no, è una fotocopia di Light; e che dire degli shinigami, a parte Ryuk gli altri sono ridicoli: dovrebbero essere delle divinità della morte? Ma se l'unica cosa che riescono a combinare è farsi ingannare a destra e a manca, e uno di loro è anche riuscito a farsi legare come un salame.

Certo anche i personaggi principali non sono poi chissà cosa, dopo l'abbaglio iniziale infatti ci accorgiamo che l'unica cosa a cui pensano Light ed Elle è farsi la guerra, senza più minimamente prendere in considerazione quelle riflessioni sulla morte e sulla giustizia che mi avevano fatto ben sperare, ma che ahimè si sono rivelate nulla più che uno specchietto per le allodole.
E che dire della trama? Qual è il filo conduttore che lega gli episodi? Ma naturalmente gli errori di Light, che infatti di brillante ha solo il nome: non fa altro che commettere errori su errori, e cercando di ripararli la "trama" procede.
Ma allora com'è possibile direte voi che non venga catturato prima? Semplicemente perché la polizia è composta da un branco di stupidi che si fanno turlupinare come se niente fosse dal primo che passa (non ci fa una gran figura, decisamente no). Un esempio su tutti, la polizia installa le telecamere per controllare Light: che senso ha non mettere anche qualche microfono? Com'è possibile che nelle registrazioni non si veda lui che scrive su un secondo quaderno? Come hanno fatto a non vedere il nastro adesivo sulla porta della camera, perché non l'hanno sostituito? I loro pedinamenti fanno ridere, quella si chiama sorveglianza 24h/24h? Ma se Light fa quello che vuole sotto gli "occhi vigili" dei poliziotti.

Alla fine cos'è Death Note? Una delle serie più sopravvalutate degli ultimi anni. Io ho perso il mio tempo a guardarla fino in fondo grazie alle numerose recensioni positive e ho preso una grandissima cantonata.
Non lo consiglio a nessuno, non sprecate il vostro tempo con questa serie, che tra l'altro non è nemmeno tanto breve, non lo merita.



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Se Bleach in quanto serie televisiva si è persa strada facendo nei tediosi meandri della frammentazione e della nullità narrativa, oltre a un decadimento impressionante del livello artistico medio, con tutta probabilità ciò che risolleva questo titolo (manga a parte) sono quegli sporadici e interessanti OAV prodotti di tanto in tanto, capaci d'intrattenere piacevolmente senza deviare troppo dalla trama principale.

“Bleach – memories in the rain” è un timido e lungimirante scorcio nel passato del protagonista della saga, ovvero Ichigo Kurosaki, prima che divenisse sostituto Shinigami, prima del suo incontro con Kuchiki Rukia e ancor prima che mutasse in un adolescente scontroso, dalla scorza dura e apparentemente impenetrabile.
Così scopriamo che tempo addietro Ichigo non era altro che un bimbo sensibile, piagnucolone e molto tenero, attaccato alla gonna della madre e di carattere profondamente fragile: questo OAV ripercorre tramite un delicato e dolcissimo flashback che ruba discreta parte dell’opera i momenti drammatici che intavolano la verità sulla scomparsa della madre e sugli angoscianti segreti che vi si celano dietro.

Il livello tecnico discretamente superiore rispetto alla serie TV, le animazioni e i dettagli più curati, la colonna sonora cupa e tetra, che lascia all’azione spazi ben definiti e copre il ruolo di accompagnatrice nella buia disamina dell’animo di Ichigo, paiono elementi essenziali a far sì che quest'anime risulti estremamente piacevole, coinvolgente e a tratti inquietante. Elementi dark legati alle apparizioni degli Hollows (spiriti malvagi che infestano la terra, incapaci di raggiungere il regno dei cieli alla stregua di anime dannate) rendono il tutto pregno di quell’essenza sovrannaturale capace di creare una suspense e un ritmo che raramente Bleach riesce a esprimere.
Altra menzione tecnica, in questo caso più specifica e di nicchia, va sia ai filtri usati per mostrare allo spettatore i “ricordi del passato” che offuscano l’ambiente e simulano una foschia dettata dalla pioggia, sia ai dialoghi e alle atmosfere più tetre e meno goliardiche rispetto a quelle della serie TV.

In poche parole, "Bleach – memories in the rain" può essere riassunto in una scheggia di memoria conficcata nei recessi dell’io intimo e nascosto del protagonista, una verità reclusa, quasi dimenticata, sopita e seppellita in un’infanzia svanita nel nulla. Uno scorcio di quel passato che non è mai stato così approfondito nella serie originale, e che dona quell’accurata introspezione mancante a uno dei protagonisti più amati degli shounen moderni.
Assolutamente raccomandato ai fans della serie.



9.0/10
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I manga comici spesso non riescono a trovare il giusto riconoscimento fuori dai confini nipponici, e questo è un peccato. Andrebbe però fatta un'eccezione davanti a Gintama, manga veramente unico e molto più completo di quanto ci si aspetti.
Sorachi è talento unico, cristallino, come pochi ce ne sono in questa generazione: dotato di grande ironia e di un humor molto particolare, l'autore non si preoccupa di toccare spesso e volentieri argomenti delicati, inserendo critiche nemmeno troppo velate alla società giapponese e ad alcuni suoi usi e costumi assurdi, facendone una parodia in un contesto che è geniale ma demenziale allo stesso tempo.
Più spesso di quanto si possa pensare vista la tipologia di manga, Gintama ci regala poi dei volumi seri, riflessivi e con un pizzico di romanticismo che proprio non ci saremmo aspettati al primo approccio con la serie, cosa che rende il prodotto finale veramente completo, soprattutto se si considera che spesso e volentieri ogni storia contiene una morale di fondo, più o meno forte a seconda dei casi.
Non a caso, in patria il manga è apprezzato e osannato in modo costante fin dalla sua prima uscita, e nonostante si basi su storie autoconclusive che alla lunga potrebbero stancare, riesce a trovare sempre uno spunto per intrattenere il lettore, inserendo con grande maestria nuovi personaggi, approfondendo uno personaggio divertente o creando semplicemente un capitolo tremendamente comico.

L'universo in cui si svolge la vicenda è, come dicevo, geniale: nonostante le vicende vengano narrate in quello che a tutti gli effetti sembra essere l'equivalente del periodo Bakumatsu, la terra è stata però invasa dagli alieni, che ora regnano incontrastati.
Il mix è esplosivo, e dà il via ad una miriade di possibilità: abbiamo la shinsengumi, i rivoluzionari, i civili e gli alieni. Se da un lato alcune gag saranno basate sul rapporto con gli alieni e sul loro aspetto, dall'altra avremo pseudo intrighi politici portati avanti dai rivoluzionari con la shinsengumi a controllare il tutto. Gli alieni però, presumibilmente, hanno portato anche la tecnologia: ecco che quindi abbiamo macchine, scooter e… le idol con schiere di otaku al seguito!
Insomma, nonostante l'epoca indecifrabile, il Giappone ci viene dipinto come catino di mali vecchi, di mali recenti e di quelli che potrebbero essere mali futuri, in quello che è un universo che definire geniale è poco.

In un manga come questo non possono esserci che personaggi sopra le righe, e così è: oltre ad essere strampalati e tutti molto originali, è il modo in cui interagiscono tra di loro, spesso prendendosi in giro, ad essere unico e tremendamente realistico. Se ad un primo impatto però tutti i personaggi sembrano essere capaci solo a costruire gag assurde, risultando quindi completamente sbilanciati verso un'unica tonalità, è nelle storie più riflessive che invece vengono fuori i dettagli più sorprendenti: molti di loro hanno un passato difficile, condito dalla guerra o dalla solitudine, altri hanno un presente con non pochi enigmi, e l'autore cita spesso in maniera ironica il problema della disoccupazione.
Approfondendo la lettura, ogni personaggio ha più sfaccettature del previsto, ed è capace a recitare qualsiasi parte con tutte le tonalità di grigio disponibili.
Aggiungiamo al tutto uno stile grafico originale e pulito, che non fa gridare al miracolo ma che si riconoscerebbe fra mille, e abbiamo fra le mani quello che è, senza mezzi termini, un prodotto eccellente.

Una nota andrebbe fatta però sull'umorismo: non è certamente adatto a tutti. Gintama è infatti capace di far piangere dalle risate un certo tipo di pubblico dotato di un certo tipo di umorismo, ma potrebbe lasciare totalmente indifferente un'altra buona fetta di pubblico, con un tipo di umorismo diverso da quello molto particolare di Sorachi.
In questo caso il manga risulterebbe senz'altro privo di una gran parte dei suoi pregi, ma non saprete mai da che parte siete se prima non lo provate.
Io lo consiglio, e spero che possiate ad entrare a far parte dei fan di Gintama, trovandovi davanti ad un manga che proprio non vi aspettavate, sempre che la Planeta De Agostini ricominci a pubblicare la serie con regolarità, visto che qualche ombra sul suo futuro sembra esserci.