Lo scorso ottobre, la JTA, Agenzia Nazionale Giapponese per il Turismo (観光庁, Kankō Chō), dipartimento del Ministero per il Territorio, le Infrastrutture, i Trasporti e il Turismo, aveva annunciato un piano eccezionale per far fronte al sostanzioso calo di visitatori stranieri del Sol Levante, sopravvenuto in seguito al disastroso terremoto (accompagnato da tsunami e incidente all'impianto nucleare di Fukushima) dell'11 marzo 2011, capace di mettere in ginocchio il nord-est dal paese e suscitare commozione e turbamento nell'intero pianeta.
Era stata prospettata l'offerta da parte del governo nipponico di 10,000 biglietti gratuiti, disponibili per i turisti stranieri desiderosi di visitare il Giappone nel 2012. Scopo del progetto era quello di raccogliere testimonial delle bellezze artistiche e naturali giapponesi, pronti a diffondere, attraverso resoconti online del proprio viaggio, notizie sulla piacevolezza del soggiorno, e, implicitamente, sulla sicurezza del paese ospitante.
Sul finire di dicembre, la JTA ha annunciato che il progetto "Fly to Japan!" è stato cancellato, non essendo stato approvato per questioni di bilancio governativo. L'investimento avrebbe comportato una spesa di circa un miliardo e cento milioni di yen (poco meno di 11 milioni di euro).
Il dietro-front ha arrecato sicuramente un grosso dispiacere a quanti speravano di poter usufruire dell'allettante promozione.

free tickets cancelled

Vale la pena ripercorrere cronologicamente le tappe della vicenda.
La notizia era rimbalzata sulla stampa di tutto il mondo il 10 ottobre del 2011, direttamente dalle pagine dell'edizione online dello Yomiuri Shimbun (il giornale più diffuso al mondo per circolazione di copie). Lo Yomiuri aveva specificato che il reclutamento dei destinatari dell'offerta sarebbe avvenuto "principalmente attraverso Internet"; qualora gli applicanti avessero ottenuto il via libera previo "esame del loro piano di viaggio", sarebbe stato loro fornito un biglietto di andata e ritorno per il Giappone (da spendersi nel 2012). Come già detto, durante il loro soggiorno nelle località prescelte, i viaggiatori avrebbero dovuto pubblicare su Internet notizie riguardo ai luoghi visitati, contribuendo così a diffondere un passaparola sulla messa in sicurezza del paese dopo i drammatici eventi del marzo 2011. L'articolo continuava citando l'ammontare della richiesta di budget per l'anno fiscale 2011, volta a finanziare il progetto: 1,1 miliardi di yen. Lo Yomiuri concludeva facendo il punto sulla situazione del turismo in Giappone dopo il disastro dell'impianto TEPCO Fukushima Daiichi: -62,5% nell'aprile 2011 rispetto ai numeri dell'anno precedente; -31,9% in agosto.
Effettivamente il danno all'industria del turismo, specialmente in alcune aree, si è fatto sentire nel dopo-terremoto: alcune prefetture, come quelle di Yamagata, hanno subito un calo dell'80% di visitatori stranieri.

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Il 14/10/2011, il sito della Japan Tourism Agency pubblicava una nota chiarificatrice sulla vicenda: "Grazie per essere interessato a visitare il Giappone. Di recente sui media è stata pubblicizzata la notizia "Il Giappone offre 10,000 voli agli stranieri". Comunque, questa iniziativa, prevista a partire da aprile 2012, è ancora sotto esame per l'approvazione del budget governativo, e al momento non sono state prese decisioni. Se l'iniziativa fosse confermata e resa operativa, la JTA annuncerà ufficialmente i dettagli sul proprio sito. Per ricevere notifiche immediate su questa ed altre notizie ad essa correlate, iscrivetevi alla pagina Facebook della Japan Tourism Agency, scegliendo quella del vostro paese".
L'annuncio terminava con un avviso: "Ci sono stati segnalati atti fraudolenti in alcuni paesi, in relazione a questo comunicato stampa. Il governo giapponese non ha incaricato nessuno di fornire biglietti aerei gratuiti ad alcuno. Fate attenzione a non rimanere coinvolti in questo tipo di frodi".

Il 19/10/2011, il Commissario della JTA Hiroshi Mizohata ha confermato il piano per invitare 10,000 visitatori stranieri nel Sol Levante, offrendo loro altrettanti biglietti A/R. Mizohata, nell'occasione, ha ribadito che ci si aspettava dai destinatari dell'offerta un'attiva documentazione sul web della propria esperienza di viaggio, e che pertanto la scelta sarebbe ricaduta su persone con una certa visibilità sui social network, come Facebook, Twitter etc. La richiesta di finanziamento dell'operazione era allora in attesa di approvazione; una volta ottenuta la stessa, la promozione avrebbe preso il via, presumibilmente nell'estate 2012.

Purtroppo, poco prima della fine del 2011, il 26 dicembre, è arrivata, tramite comunicato stampa sul sito della JTA, la notizia della cancellazione del progetto, non rientrando quest'ultimo nei piani di bilancio per l'anno fiscale 2012.
Il comunicato recitava così: "Il progetto intitolato Fly to Japan! (volto a offrire biglietti aerei a 10,000 turisti stranieri dotati di elevata capacità di comunicare le attrattive del Giappone), che aveva ricevuto una vasta copertura da parte dei media durante l'autunno di quest'anno, non è stato approvato all'interno dei piani di bilancio governativo per l'anno fiscale 2012. Esprimiamo la nostra calorosa gratitudine alla moltitudine di persone che hanno fatto richieste e inviato messaggi per supportare il Giappone dopo la diffusione del comunicato. Mentre la ripresa dal terremoto rimane attualmente un urgente compito, il Giappone ha lavorato con vigore per rimettersi in sesto, con il supporto del resto del mondo. Quasi tutto il Giappone è tornato alla normalità ed è pronto ad accogliere i visitatori. Non vediamo l'ora di vedervi in Giappone coi nostri occhi.
La Japan Tourism Agency e la Japan National Tourism Organization gradirebbero potervi tenere informati sugli eventi e le promozioni del 2012. Se interessati, registratevi come fan di Visit Japan dal sito http://www.jnto.go.jp/eng/fb/index.html
".

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Il comunicato, abbastanza scarno, può avere sicuramente urtato gli animi di molti. Ma, dopo tutto, affermava il blog del Wall Street Journal Japan Real Time a commento della notizia, "il paese si trova ancora in modalità ripristino, non solo finanziaramente, dopo quella che è stata definita 'la peggiore crisi per il Giappone dopo la seconda guerra mondiale' dal precedente primo ministro Naoto Kan".
Quello stesso giorno, la divisione londinese della Japan National Tourism Organization ha cercato di addolcire l'amara medicina, cercando di contestualizzare la decisione. Kylie Clark, responsabile Public Relations e marketing del Japan National Tourism Organization di Londra ha affermato: "Ci rendiamo conto che questo annuncio recherà un enorme dispiacere a migliaia di persone in tutto il mondo, ma speriamo che la gente capisca che sarebbe apparso indelicato al governo giapponese offrire dei voli gratuiti per il Giappone, quando ancora le grandi e piccole città e i villaggi devastati dallo tsunami hanno un disperato bisogno di fondi per la ricostruzione. Non volevamo inoltre che la gente pensasse che le generose donazioni giunte da tutto il mondo per aiutare le persone colpite dal disastro venissero spese per offrire voli gratuiti".

Fonti consultate:
Japan Tourism Agency
Japan National Tourism Organization - London
Yomiuri Shimbun
ANN
WSJ JAPAN REALTIME
Culture Japan