E' ormai noto che uno degli illustri ospiti dell'ormai imminente edizione 2011 del Lucca Comics & Games sarà Jiro Taniguchi.
E' un autore di cui negli ultimi tempi si parla molto. Ci giungono echi di prestigiosi premi e riconoscimenti da lui vinti nel corso degli anni, come il Tezuka Award vinto nel 1998, il riconoscimento di “Maestro del Fumetto” all'edizione dello scorso anno del Lucca Comics & Games, il premio Alph-Art du Scenario ricevuto al Festival International de la Bande Dessinée d’Angoulême e addirittura la recente medaglia di Chevalier de l’Ordre des Arts et des Lettres (Cavaliere dell’Ordine delle Arti e delle Lettere), conferitagli dal governo francese.
Ma chi è realmente Jiro Taniguchi?
A dispetto dei tanti premi vinti a livello internazionale, e delle più di cinquanta opere da lui firmate nel corso di una carriera ormai quarantennale, il nome di Taniguchi non è poi così noto alla grande maggioranza dei manga-fans italiani. Io stesso ne venni a conoscenza assolutamente per caso, grazie ad un volume tematico uscito per una collana di fumetti d'autore allegati alla Repubblica quasi una decina d'anni fa, e prima di quel momento non ne avevo mai sentito parlare.
Fortunatamente, oggi il nome di Jiro Taniguchi è nettamente più conosciuto rispetto ad un tempo, grazie anche all'opera congiunta di Panini Comics, Rizzoli Lizard e Coconino Press, che spesso e volentieri pubblicano i suoi lavori, ma rimane comunque un nome che non ha la stessa forza e la stessa riconoscibilità di un Osamu Tezuka, di un Akira Toriyama, di una Rumiko Takahashi, di un Eiichiro Oda, di una Ai Yazawa, giusto per fare un pugno di nomi che qualsiasi appassionato di manga in Italia sicuramente al giorno d'oggi conoscerà al primo colpo.
Eppure, questo autore che così in pochi conoscono, che non registra dei successi strabilianti a livello di vendite, che realizza storie ben diverse, per stile e contenuti, dalle classiche pubblicazioni a puntate settimanali che sono il grosso dei fumetti giapponesi, ha in realtà un peso talmente grande, all'interno della produzione fumettistica internazionale, che si ritrova ad essere un caso più unico che raro, un Artista con la A maiuscola a metà fra due mondi, fra due modi di intendere il fumetto e la vita, capace di dar vita a storie straordinarie.
Che un mangaka giapponese possa venir pesantemente influenzato dal mondo occidentale, in realtà, non è una novità. In fondo, il manga stesso è nato così, dapprima prendendo esempio dalle strisce e vignette satiriche dai giornali americani, poi sviluppandosi nella sua forma più moderna grazie a Osamu Tezuka, che sappiamo essere stato fortemente influenzato dalle produzioni statunitensi di Walt Disney e Max Fleischer. Si pensi, oppure, che lo stesso Akira Toriyama intraprese la carriera di fumettista perchè affascinato da bambino dalla visione di "La carica dei 101", o che un titolo storico e importante come Hokuto no Ken non sarebbe mai nato senza la pesante influenza della cinematografia e della cultura popolare americana.
Quello di Jiro Taniguchi, però, è un caso ancora diverso, particolarissimo, quello di un autore che riesce a fondere perfettamente il mondo giapponese e quello occidentale, al punto da riuscire a venir apprezzato probabilmente più all'estero che in patria.
In attesa di poter accogliere questo grande artista nel nostro paese, vogliamo offrirvi una piccola retrospettiva sulla sua carriera e sulle sue opere, in modo da permettere a chi non lo avesse sentito nominare prima d'ora di conoscere un po' meglio il mondo di Jiro Taniguchi.
Nato a Tottori, nell'Honshu, nel 1947, sin da bambino Jiro Taniguchi ha sempre amato disegnare e leggere fumetti, complici anche dei gravi problemi di salute che lo constrinsero a passare lungo tempo ricoverato in ospedale durante l'infanzia.
Il lungo cammino per diventare un fumettista di professione comincia nel 1966, quando, lasciata la ditta in cui era entrato a lavorare come impiegato da un anno, si trasferisce a Tokyo per diventare assistente del mangaka Kyuuta Ishikawa.
Gli anni '60 furono anni di grande fermento per l'editoria del fumetto giapponese, che andava rinnovandosi e prendendo forme sempre più moderne e innovative, grazie a grandi autori di storie per ragazzi come Shotaro Ishinomori, Fujio Akatsuka o lo stesso Osamu Tezuka, ma anche aprendosi a produzioni per un pubblico adulto come quelle pubblicate sulla rivista Garo. E' in questo clima (peraltro raccontato dall'autore stesso nell'opera, fortemente autobiografica, Uno zoo d'inverno, disponibile in Italia per Rizzoli) che si forma il fumettista Jiro Taniguchi, che desidera sperimentare e trovare uno stile innovativo e personale.
Provvidenziale fu l'incontro, in una libreria straniera di Ginza, con dei volumi a fumetti francesi.
Il giovane Taniguchi ne apprezzò moltissimo lo stile realistico, la grande forza espressiva, le edizioni cartonate tutte a colori, e comprese perfettamente la differenza che intercorreva fra questa scuola fumettistica e quella caratteristica del suo paese. Fu quindi il desiderio di riuscire a creare qualcosa di simile a quei fumetti occidentali, pur mantenendo le caratteristiche della fumettistica giapponese, a spingere Jiro Taniguchi verso la direzione attuale.
Dopo varie storie brevi, tentativi di pubblicazione andati a vuoto e gavette da assistente, arriva finalmente nel 1975 il primo volume a fumetti: "Animali senza nome" (Namae no nai doubutsutachi), storia inedita in Italia che già fissa uno dei temi principe della narrativa di Taniguchi: l'amore per la natura e gli animali e l'attenzione al realismo della paesaggistica.
Le prime storie, realizzate disegnando su testi altrui, siano questi dello scrittore Natsuo Sekikawa o dello sceneggiatore Caribù Marley, sono molto vicine alla narrativa a fumetti occidentale e trattano ora di vicende noir e hard-boiled, ora di argomenti sportivi come il mondo della boxe.
Fra le opere di questo primo filone, in Italia, è possibile trovare il pulp Tokyo Killers, raccolta di storie noir recentemente ristampata da Panini Comics. Un'altra importante storia degli anni '80 è Blanca, pubblicata in Italia da Panini Comics. Storia di un cane venuto in possesso di particolari facoltà in seguito ad un esperimento di ingegneria genetica che nel bel mezzo della Guerra Fredda attraversa mezza America del Nord nel tentativo di ricongiungersi alla sua padroncina, con alle calcagna bestie selvagge, cacciatori e militari di ogni nazionalità, Blanca è uno dei primi lavori interamente scritti e disegnati da Taniguchi e in cui è possibile ritrovare gran parte dei temi principali della sua narrativa: l'ambientazione nordamericana, l'attenzione al dettaglio, gli ampi paesaggi, l'amore per gli animali, il rapporto di inferiorità che intercorre fra l'uomo e la natura.
Opera decisamente di svolta nella carriera dell'autore è Ai tempi di Bocchan, realizzata in collaborazione con Natsuo Sekikawa fra il 1987 e il 1996 e disponibile in Italia per Coconino Press.
Ai tempi di Bocchan è un'opera fondamentale per la formazione di Taniguchi, che qui elabora uno stile nuovo, dal taglio enormemente più realistico, che coniuga il disegno di stampo occidentale con le tradizionali stampe giapponesi. Trattasi di una panoramica del periodo Meiji (1868 - 1912), importantissima epoca della storia giapponese che segna l'apertura all'Occidente e la modernizzazione del paese. L'opera narra le biografie di numerose eminenti personalità del tempo, in primis quella di Natsume Soseki, importanissimo scrittore autore del "Bocchan" del titolo ( romanzo disponibile in Italia col titolo "Il signorino" e pubblicato da Neri Pozza Editore). La decennale pubblicazione dell'opera riscuote un grande successo e dona all'autore notorietà e persino il prestigioso Premio Tezuka.
Dagli anni '90 in poi, Jiro Taniguchi è ormai un autore affermato e le sue pubblicazioni si susseguono copiose.
Si possono individuare diversi filoni, tutti diversi fra loro benchè accomunati da alcune caratteristiche, nella sua produzione.
Uno, quello di maggior risonanza, è quello del Taniguchi "intimistico": storie di vita quotidiana ("slice of life" diremmo oggi), di uomini che passeggiano tranquillamente per le vie della città scoprendo le meraviglie delle piccole cose o che girano i vicoli e i chioschetti rustici alla ricerca di piatti prelibati da gustare in tutta calma, ma anche di esperienze personali, a metà tra la malinconia, il ricordo, l'autobiografia e il dramma, che ci raccontano del rapporto con gli animali domestici o con i familiari, di crescite personali da affrontare, di ricordi d'infanzia da recuperare e di nostalgici ritorni al paese natio, magari anche con un pizzico di sovrannaturale a far da deus ex machina di tanto in tanto.
Fra le opere di questo tipo possiamo apprezzare nel nostro paese le poetiche passeggiate di L'uomo che cammina (Panini Comics), il rapporto uomo-animale di Allevare un cane e altri racconti (Panini Comics), il nostalgico racconto familiare di Al tempo di papà (Panini Comics), le peripezie gastronomiche di Gourmet (Panini Comics), le dolci storie brevi di L'olmo e altri racconti (Panini Comics), la romantica storia d'amore di Gli anni dolci (Rizzoli), il sovrannaturale Un cielo radioso (Coconino Press) o il pluripremiato racconto di formazione In una lontana città/Quartieri lontani (Coconino Press/Rizzoli), da cui è stato recentemente tratto anche un film per il cinema realizzato in Francia.
Un secondo filone è quello dell'avventura, della grande natura che si presenta al lettore come sterminati boschi o elevatissime vette da scalare, dove ambientare storie di grandi passioni, di corse all'oro, di orgogliose spedizioni alpinistiche, di cowboys e naturalisti, di animali selvaggi e grandi personaggi storici.
In Italia ne sono giunte solo una piccola manciata, fra cui la raccolta di racconti L'uomo della tundra, in parte ispirata dalle opere del romanziere Jack London e pubblicata da Coconino Press e Seton, biografia a fumetti del noto naturalista Ernest Thompson Seton di cui sono disponibili quattro volumi per Panini Comics, ma chi conosce l'autore ed è pratico del mercato francese sa che ci sono numerose perle del genere ancora tutte da scoprire, fra vette da scalare e filoni d'oro da trovare.
Taniguchi è un autore poliedrico completo, capace di destreggiarsi perfettamente anche in generi differenti fra loro, come il dramma storico sull'antico Giappone (si veda il racconto di cappa e spada Il libro del vento, pubblicato da Panini Comics), il noir (la raccolta di racconti pulp Benkei a New York, pubblicata da Star Comics) o il giallo (il thriller metropolitano La ragazza scomparsa, pubblicato da Coconino Press, nel quale alle sterminate lande montuose tipiche dei fumetti di Taniguchi si sostituisce una giungla metropolitana dai mille pericoli). Tale è la sua poliedricità che la sua arte è facilmente giunta agli occhi dei francesi, da sempre attenti al fumetto d'autore. Taniguchi ha dunque a più riprese potuto coronare il suo sogno di scrivere un fumetto che fosse insieme giapponese e occidentale, a cominciare con la collaborazione con l'illustre Moebius, con cui negli anni '90 firmò il fantascientifico Icaro (di cui Coconino Press ha portato in Italia i due volumi, anche se l'opera è stata frettolosamente chiusa per scarso gradimento del pubblico), per continuare con La montagna magica, racconto breve interamente a colori pubblicato per il mercato francese e disponibile in versione italiana per Rizzoli e concludere con l'esperimento più recente: Un anno, opera realizzata per il mercato francese su testi del celebre Jean David Morvan, in albi cartonati interamente a colori. Un anno è la storia di Capucine, bambina portatrice di handicap, narrata in quattro volumi, uno per ogni stagione dell'anno, di cui è da poco uscito anche nel nostro paese per Rizzoli il primo albo.
Jiro Taniguchi è dunque un autore particolarissimo, all'interno della vasta produzione dei fumetti giapponesi. Il suo stile di disegno, dal taglio molto realistico, caratterizzato da linee chiare, da un'abbondanza di bianco, punti focali, una maniacale attenzione al dettaglio sia per quanto riguarda i personaggi umani che gli oggetti e i paesaggi lo rende molto più simile ai suoi colleghi d'oltreoceano, dai quali è riuscito a farsi notare e apprezzare. Le storie di Taniguchi sono intrise di grande delicatezza, poesia, realismo, ma è anche un autore capace di reinventarsi all'occorrenza e di buttarsi a capofitto nei generi più disparati, dallo slice of life al sentimentale, dal giallo allo storico, dalla biografia al western, dal noir all'avventuroso, finendo sempre per proporre lavori di altissimo livello qualitativo.
E' ben spiegato, dunque, il perchè si tratti di un autore di nicchia, anche all'interno del suo stesso paese. Taniguchi ama lavorare coi suoi ritmi, con lentezza, dedicando gran cura al realismo e al disegno e realizzando volumi autoconclusivi e miniserie di gran pregio che, più che alla serie a fumetti a puntate tipiche dei giapponesi, si avvicinano alle graphic novels di stampo americano o ai grandi cartonati della bande dessinée francese.
Un autore particolare, che tuttavia ha molto da dire e merita indubbiamente i numerosi riconoscimenti ottenuti a livello internazionale nel corso della sua lunga carriera.
Alla vigilia del Lucca Comics & Games, orgogliosi di averlo nel nostro paese, possiamo dunque dire "Benvenuto, maestro Taniguchi!".
Nell'attesa, intanto, per chi volesse farsi un'idea più approfondita delle sue opere, vi lasciamo con qualche recensione ad opera della nostra redazione:
- Uno zoo d'inverno
- Il libro del vento
- Seton
Riassunto incontri:
E' un autore di cui negli ultimi tempi si parla molto. Ci giungono echi di prestigiosi premi e riconoscimenti da lui vinti nel corso degli anni, come il Tezuka Award vinto nel 1998, il riconoscimento di “Maestro del Fumetto” all'edizione dello scorso anno del Lucca Comics & Games, il premio Alph-Art du Scenario ricevuto al Festival International de la Bande Dessinée d’Angoulême e addirittura la recente medaglia di Chevalier de l’Ordre des Arts et des Lettres (Cavaliere dell’Ordine delle Arti e delle Lettere), conferitagli dal governo francese.
Ma chi è realmente Jiro Taniguchi?
A dispetto dei tanti premi vinti a livello internazionale, e delle più di cinquanta opere da lui firmate nel corso di una carriera ormai quarantennale, il nome di Taniguchi non è poi così noto alla grande maggioranza dei manga-fans italiani. Io stesso ne venni a conoscenza assolutamente per caso, grazie ad un volume tematico uscito per una collana di fumetti d'autore allegati alla Repubblica quasi una decina d'anni fa, e prima di quel momento non ne avevo mai sentito parlare.
Fortunatamente, oggi il nome di Jiro Taniguchi è nettamente più conosciuto rispetto ad un tempo, grazie anche all'opera congiunta di Panini Comics, Rizzoli Lizard e Coconino Press, che spesso e volentieri pubblicano i suoi lavori, ma rimane comunque un nome che non ha la stessa forza e la stessa riconoscibilità di un Osamu Tezuka, di un Akira Toriyama, di una Rumiko Takahashi, di un Eiichiro Oda, di una Ai Yazawa, giusto per fare un pugno di nomi che qualsiasi appassionato di manga in Italia sicuramente al giorno d'oggi conoscerà al primo colpo.
Eppure, questo autore che così in pochi conoscono, che non registra dei successi strabilianti a livello di vendite, che realizza storie ben diverse, per stile e contenuti, dalle classiche pubblicazioni a puntate settimanali che sono il grosso dei fumetti giapponesi, ha in realtà un peso talmente grande, all'interno della produzione fumettistica internazionale, che si ritrova ad essere un caso più unico che raro, un Artista con la A maiuscola a metà fra due mondi, fra due modi di intendere il fumetto e la vita, capace di dar vita a storie straordinarie.
Che un mangaka giapponese possa venir pesantemente influenzato dal mondo occidentale, in realtà, non è una novità. In fondo, il manga stesso è nato così, dapprima prendendo esempio dalle strisce e vignette satiriche dai giornali americani, poi sviluppandosi nella sua forma più moderna grazie a Osamu Tezuka, che sappiamo essere stato fortemente influenzato dalle produzioni statunitensi di Walt Disney e Max Fleischer. Si pensi, oppure, che lo stesso Akira Toriyama intraprese la carriera di fumettista perchè affascinato da bambino dalla visione di "La carica dei 101", o che un titolo storico e importante come Hokuto no Ken non sarebbe mai nato senza la pesante influenza della cinematografia e della cultura popolare americana.
Quello di Jiro Taniguchi, però, è un caso ancora diverso, particolarissimo, quello di un autore che riesce a fondere perfettamente il mondo giapponese e quello occidentale, al punto da riuscire a venir apprezzato probabilmente più all'estero che in patria.
In attesa di poter accogliere questo grande artista nel nostro paese, vogliamo offrirvi una piccola retrospettiva sulla sua carriera e sulle sue opere, in modo da permettere a chi non lo avesse sentito nominare prima d'ora di conoscere un po' meglio il mondo di Jiro Taniguchi.
Nato a Tottori, nell'Honshu, nel 1947, sin da bambino Jiro Taniguchi ha sempre amato disegnare e leggere fumetti, complici anche dei gravi problemi di salute che lo constrinsero a passare lungo tempo ricoverato in ospedale durante l'infanzia.
Il lungo cammino per diventare un fumettista di professione comincia nel 1966, quando, lasciata la ditta in cui era entrato a lavorare come impiegato da un anno, si trasferisce a Tokyo per diventare assistente del mangaka Kyuuta Ishikawa.
Gli anni '60 furono anni di grande fermento per l'editoria del fumetto giapponese, che andava rinnovandosi e prendendo forme sempre più moderne e innovative, grazie a grandi autori di storie per ragazzi come Shotaro Ishinomori, Fujio Akatsuka o lo stesso Osamu Tezuka, ma anche aprendosi a produzioni per un pubblico adulto come quelle pubblicate sulla rivista Garo. E' in questo clima (peraltro raccontato dall'autore stesso nell'opera, fortemente autobiografica, Uno zoo d'inverno, disponibile in Italia per Rizzoli) che si forma il fumettista Jiro Taniguchi, che desidera sperimentare e trovare uno stile innovativo e personale.
Provvidenziale fu l'incontro, in una libreria straniera di Ginza, con dei volumi a fumetti francesi.
Il giovane Taniguchi ne apprezzò moltissimo lo stile realistico, la grande forza espressiva, le edizioni cartonate tutte a colori, e comprese perfettamente la differenza che intercorreva fra questa scuola fumettistica e quella caratteristica del suo paese. Fu quindi il desiderio di riuscire a creare qualcosa di simile a quei fumetti occidentali, pur mantenendo le caratteristiche della fumettistica giapponese, a spingere Jiro Taniguchi verso la direzione attuale.
Dopo varie storie brevi, tentativi di pubblicazione andati a vuoto e gavette da assistente, arriva finalmente nel 1975 il primo volume a fumetti: "Animali senza nome" (Namae no nai doubutsutachi), storia inedita in Italia che già fissa uno dei temi principe della narrativa di Taniguchi: l'amore per la natura e gli animali e l'attenzione al realismo della paesaggistica.
Le prime storie, realizzate disegnando su testi altrui, siano questi dello scrittore Natsuo Sekikawa o dello sceneggiatore Caribù Marley, sono molto vicine alla narrativa a fumetti occidentale e trattano ora di vicende noir e hard-boiled, ora di argomenti sportivi come il mondo della boxe.
Fra le opere di questo primo filone, in Italia, è possibile trovare il pulp Tokyo Killers, raccolta di storie noir recentemente ristampata da Panini Comics. Un'altra importante storia degli anni '80 è Blanca, pubblicata in Italia da Panini Comics. Storia di un cane venuto in possesso di particolari facoltà in seguito ad un esperimento di ingegneria genetica che nel bel mezzo della Guerra Fredda attraversa mezza America del Nord nel tentativo di ricongiungersi alla sua padroncina, con alle calcagna bestie selvagge, cacciatori e militari di ogni nazionalità, Blanca è uno dei primi lavori interamente scritti e disegnati da Taniguchi e in cui è possibile ritrovare gran parte dei temi principali della sua narrativa: l'ambientazione nordamericana, l'attenzione al dettaglio, gli ampi paesaggi, l'amore per gli animali, il rapporto di inferiorità che intercorre fra l'uomo e la natura.
Opera decisamente di svolta nella carriera dell'autore è Ai tempi di Bocchan, realizzata in collaborazione con Natsuo Sekikawa fra il 1987 e il 1996 e disponibile in Italia per Coconino Press.
Ai tempi di Bocchan è un'opera fondamentale per la formazione di Taniguchi, che qui elabora uno stile nuovo, dal taglio enormemente più realistico, che coniuga il disegno di stampo occidentale con le tradizionali stampe giapponesi. Trattasi di una panoramica del periodo Meiji (1868 - 1912), importantissima epoca della storia giapponese che segna l'apertura all'Occidente e la modernizzazione del paese. L'opera narra le biografie di numerose eminenti personalità del tempo, in primis quella di Natsume Soseki, importanissimo scrittore autore del "Bocchan" del titolo ( romanzo disponibile in Italia col titolo "Il signorino" e pubblicato da Neri Pozza Editore). La decennale pubblicazione dell'opera riscuote un grande successo e dona all'autore notorietà e persino il prestigioso Premio Tezuka.
Dagli anni '90 in poi, Jiro Taniguchi è ormai un autore affermato e le sue pubblicazioni si susseguono copiose.
Si possono individuare diversi filoni, tutti diversi fra loro benchè accomunati da alcune caratteristiche, nella sua produzione.
Uno, quello di maggior risonanza, è quello del Taniguchi "intimistico": storie di vita quotidiana ("slice of life" diremmo oggi), di uomini che passeggiano tranquillamente per le vie della città scoprendo le meraviglie delle piccole cose o che girano i vicoli e i chioschetti rustici alla ricerca di piatti prelibati da gustare in tutta calma, ma anche di esperienze personali, a metà tra la malinconia, il ricordo, l'autobiografia e il dramma, che ci raccontano del rapporto con gli animali domestici o con i familiari, di crescite personali da affrontare, di ricordi d'infanzia da recuperare e di nostalgici ritorni al paese natio, magari anche con un pizzico di sovrannaturale a far da deus ex machina di tanto in tanto.
Fra le opere di questo tipo possiamo apprezzare nel nostro paese le poetiche passeggiate di L'uomo che cammina (Panini Comics), il rapporto uomo-animale di Allevare un cane e altri racconti (Panini Comics), il nostalgico racconto familiare di Al tempo di papà (Panini Comics), le peripezie gastronomiche di Gourmet (Panini Comics), le dolci storie brevi di L'olmo e altri racconti (Panini Comics), la romantica storia d'amore di Gli anni dolci (Rizzoli), il sovrannaturale Un cielo radioso (Coconino Press) o il pluripremiato racconto di formazione In una lontana città/Quartieri lontani (Coconino Press/Rizzoli), da cui è stato recentemente tratto anche un film per il cinema realizzato in Francia.
Un secondo filone è quello dell'avventura, della grande natura che si presenta al lettore come sterminati boschi o elevatissime vette da scalare, dove ambientare storie di grandi passioni, di corse all'oro, di orgogliose spedizioni alpinistiche, di cowboys e naturalisti, di animali selvaggi e grandi personaggi storici.
In Italia ne sono giunte solo una piccola manciata, fra cui la raccolta di racconti L'uomo della tundra, in parte ispirata dalle opere del romanziere Jack London e pubblicata da Coconino Press e Seton, biografia a fumetti del noto naturalista Ernest Thompson Seton di cui sono disponibili quattro volumi per Panini Comics, ma chi conosce l'autore ed è pratico del mercato francese sa che ci sono numerose perle del genere ancora tutte da scoprire, fra vette da scalare e filoni d'oro da trovare.
Taniguchi è un autore poliedrico completo, capace di destreggiarsi perfettamente anche in generi differenti fra loro, come il dramma storico sull'antico Giappone (si veda il racconto di cappa e spada Il libro del vento, pubblicato da Panini Comics), il noir (la raccolta di racconti pulp Benkei a New York, pubblicata da Star Comics) o il giallo (il thriller metropolitano La ragazza scomparsa, pubblicato da Coconino Press, nel quale alle sterminate lande montuose tipiche dei fumetti di Taniguchi si sostituisce una giungla metropolitana dai mille pericoli). Tale è la sua poliedricità che la sua arte è facilmente giunta agli occhi dei francesi, da sempre attenti al fumetto d'autore. Taniguchi ha dunque a più riprese potuto coronare il suo sogno di scrivere un fumetto che fosse insieme giapponese e occidentale, a cominciare con la collaborazione con l'illustre Moebius, con cui negli anni '90 firmò il fantascientifico Icaro (di cui Coconino Press ha portato in Italia i due volumi, anche se l'opera è stata frettolosamente chiusa per scarso gradimento del pubblico), per continuare con La montagna magica, racconto breve interamente a colori pubblicato per il mercato francese e disponibile in versione italiana per Rizzoli e concludere con l'esperimento più recente: Un anno, opera realizzata per il mercato francese su testi del celebre Jean David Morvan, in albi cartonati interamente a colori. Un anno è la storia di Capucine, bambina portatrice di handicap, narrata in quattro volumi, uno per ogni stagione dell'anno, di cui è da poco uscito anche nel nostro paese per Rizzoli il primo albo.
Jiro Taniguchi è dunque un autore particolarissimo, all'interno della vasta produzione dei fumetti giapponesi. Il suo stile di disegno, dal taglio molto realistico, caratterizzato da linee chiare, da un'abbondanza di bianco, punti focali, una maniacale attenzione al dettaglio sia per quanto riguarda i personaggi umani che gli oggetti e i paesaggi lo rende molto più simile ai suoi colleghi d'oltreoceano, dai quali è riuscito a farsi notare e apprezzare. Le storie di Taniguchi sono intrise di grande delicatezza, poesia, realismo, ma è anche un autore capace di reinventarsi all'occorrenza e di buttarsi a capofitto nei generi più disparati, dallo slice of life al sentimentale, dal giallo allo storico, dalla biografia al western, dal noir all'avventuroso, finendo sempre per proporre lavori di altissimo livello qualitativo.
E' ben spiegato, dunque, il perchè si tratti di un autore di nicchia, anche all'interno del suo stesso paese. Taniguchi ama lavorare coi suoi ritmi, con lentezza, dedicando gran cura al realismo e al disegno e realizzando volumi autoconclusivi e miniserie di gran pregio che, più che alla serie a fumetti a puntate tipiche dei giapponesi, si avvicinano alle graphic novels di stampo americano o ai grandi cartonati della bande dessinée francese.
Un autore particolare, che tuttavia ha molto da dire e merita indubbiamente i numerosi riconoscimenti ottenuti a livello internazionale nel corso della sua lunga carriera.
Alla vigilia del Lucca Comics & Games, orgogliosi di averlo nel nostro paese, possiamo dunque dire "Benvenuto, maestro Taniguchi!".
Nell'attesa, intanto, per chi volesse farsi un'idea più approfondita delle sue opere, vi lasciamo con qualche recensione ad opera della nostra redazione:
- Uno zoo d'inverno
- Il libro del vento
- Seton
Riassunto incontri:
Sabato 29 Ottobre
11.00-12.00 - Stand Panini Comics, piazza S. Michele
Autografo con Taniguchi
16.30 - Showcase Piazza Napoleone
Incontro con Jiro Taniguchi ospite di Lucca Comics and Games, vincitore del Premio Gran Guinigi 2010 come Maestro del Fumetto
Protagonist con la mostra “Jiro Taniguchi: L’uomo che racconta”
Domenica 30 Ottobre
11.00-12.30 Stand Rizzoli Lizard, piazza Napoleone
Un’occasione imperdibile per incontrarlo e farsi dedicare i nostri volumi.
Causa il tempo limitato, preghiamo i lettori di prenotarsi nei giorni di venerdì e sabato presso il nostro stand.
18.00 – Sala Incontri Palazzo Ducale
Comics Talks VI: sessione 3 - 6 Buone ragioni per fare fumetti. Motivazioni, strategie e obiettivi nell’esperienza di 6 protagonisti. Partecipano gli autori Baru, David Lloyd, Giacomo Monti, Jeff Smith, Jiro Taniguchi e Craig Thompson. Modera Matteo Stefanelli
Lunedì 31 Ottobre
11.00-12.30 Stand Rizzoli Lizard, piazza Napoleone
Un’occasione imperdibile per incontrarlo e farsi dedicare i nostri volumi.
Causa il tempo limitato, preghiamo i lettori di prenotarsi nei giorni di venerdì e sabato presso il nostro stand.
15.00-16.00 - Stand Panini Comics, piazza S. Michele
Autografo con Taniguchi
Martedì 1 Novembre
17-18.30 - Stand Coconino Press E-217, piazza Napoleone
Jiro Taniguchi firmerà solo 50 copie dei suoi graphic novel pubblicati da Coconino: sarà quindi necessaria la prenotazione, da effettuarsi allo stand a partire dal 28 ottobre fino ad esaurimento delle copie
11.00-12.00 - Stand Panini Comics, piazza S. Michele
Autografo con Taniguchi
16.30 - Showcase Piazza Napoleone
Incontro con Jiro Taniguchi ospite di Lucca Comics and Games, vincitore del Premio Gran Guinigi 2010 come Maestro del Fumetto
Protagonist con la mostra “Jiro Taniguchi: L’uomo che racconta”
Domenica 30 Ottobre
11.00-12.30 Stand Rizzoli Lizard, piazza Napoleone
Un’occasione imperdibile per incontrarlo e farsi dedicare i nostri volumi.
Causa il tempo limitato, preghiamo i lettori di prenotarsi nei giorni di venerdì e sabato presso il nostro stand.
18.00 – Sala Incontri Palazzo Ducale
Comics Talks VI: sessione 3 - 6 Buone ragioni per fare fumetti. Motivazioni, strategie e obiettivi nell’esperienza di 6 protagonisti. Partecipano gli autori Baru, David Lloyd, Giacomo Monti, Jeff Smith, Jiro Taniguchi e Craig Thompson. Modera Matteo Stefanelli
Lunedì 31 Ottobre
11.00-12.30 Stand Rizzoli Lizard, piazza Napoleone
Un’occasione imperdibile per incontrarlo e farsi dedicare i nostri volumi.
Causa il tempo limitato, preghiamo i lettori di prenotarsi nei giorni di venerdì e sabato presso il nostro stand.
15.00-16.00 - Stand Panini Comics, piazza S. Michele
Autografo con Taniguchi
Martedì 1 Novembre
17-18.30 - Stand Coconino Press E-217, piazza Napoleone
Jiro Taniguchi firmerà solo 50 copie dei suoi graphic novel pubblicati da Coconino: sarà quindi necessaria la prenotazione, da effettuarsi allo stand a partire dal 28 ottobre fino ad esaurimento delle copie
Sigh... Tenterò l'impossibile.. *decisa come non mai*
Grazie!
Riguardo all'appunto, purtroppo non essendo a conoscenza della situazione giapponese mi sono limitato a riportare ciò che ho dedotto dalle parole di un'intervista, dove l'autore stesso dice che i suoi lavori non sono bestseller e che dunque lui è un autore un pò di nicchia in patria (cosa giustamente deducibile dalla particolarità delle sue opere, sia a livello grafico che contenutistico).
In Italia, suppongo che i lettori "da libreria" lo conoscano e lo apprezzino più dei lettori medi di manga che non vanno oltre il titolo di Jump o lo shojo scolastico del caso. Ho voluto appunto scrivere questo articolo proprio per questo tipo di lettori, che ultimamente stanno sentendo Taniguchi di qua e Taniguchi di là e magari non sanno neppure chi sia, così con questo articolo possono, spero, informarsi un minimo e magari se gli interessa fare una capatina al festival
PANINI, TI ODIO!!!
E contrariamente a tutti gli altri non c'è da prenotare?! Si, come no...
Io sabato sarò lì, sarà bene che non ci siano altre sorprese (in negativo) o la mia furia s'abbatterà su di loro!!!
1-Fa opere di nicchia e fuori dal comune.
2-Sono da circuito di fumetteria e stampate anche in poche copie.
3-Costa molto, e non tutti possono permettersi di spendere 15 euro per un volume unico.
4-Autore sconosciuto, se il sottoscritto non si fosse informato leggendo qualcosa nella scheda di Kotaro le opere del signor Taniguchi potevano fare la polvere sugli scaffali.
5-Non sono opere per ragazzi, o per lo meno io si a 18 anni pur avendo preso di lui Gourmet, Blanca, L'uomo che cammina, Il libro del vento ( la mia opera preferita ) e Allevare un cane comunque non posso apprezzarle come un adulto visto che il target delle sue opere è quello sinceramente e non rivolto certamente alla mia fascia d'età.
Comunque un'ottima descrizione di Taniguchi, finalmente posso conoscere anche il suo percorso e un pò la sua vita, di solito tali elementi sono sempre trattati marginalmente.
Riguardo agli incontri di Lucca cercherò di essere presente ad almeno uno tra quelli di sabato e lunedì (per domenica ho gia organizzato un giro a Pisa con gli amici).
E ovviamente invidio chi andra' a Lucca...
Io lo conobbi che avevo 17 anni (target tipicamente da shonen) col volumetto di Repubblica che conteneva L'uomo che cammina e parte di Gourmet. Era qualcosa di diverso rispetto a quanto avessi letto sino a quel momento, salvo qualche somiglianza stilistica con Adachi, ed era una cosa fuori dal mio target, ma quella lettura mi incantò al punto che feci voto di prendere tutte le sue opere. Certo, ancora oggi non ne faccio incetta sfrenata, visto che sia in italiano sia in francese costano, ma quando posso, pian piano, le recupero.
Non tutti sono pazzi come me, ma almeno un'opera, per provare e per saperne parlare, penso si possa leggere, anche senza spendere cifre folli per collezionare tutto il suo operato, quello lasciatelo fare ai pazzi come me
Grazie per i complimenti, mi fa piacere che abbiate apprezzato il mio "bignami di tesi di laurea"
Concordo con Micheles anche per lo "spaesamento anagrafico" di certe sue opere,a me capito' con Al Tempo di Papa'.
E per la cronaca anch'io ho conosciuto Taniguchi per mezzo di quel volumetto di Repubblica
Mi dispiace tantissimo non essere a Lucca, avrei tanto voluto incontrare il maestro ;_;
Peccato non conosca quest'autore visti i recenti prezzi delle ristampe della Planet...
Dettagliatissimo anche il programma del Lucca Comix in largo anticipo ^^
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