Riportiamo l'intervista realizzata in occasione del Lucca Comics & Games 2011 a Giovanni Russo, Coordinatore della Sezione Comics della manifestazione.
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• Potrebbe dirci in che modo è finito nell'organizzazione di un evento come il Lucca Comics?
Ho collaborato con il festival fin da ragazzo, dal momento che a parte i Comics, come li chiamiamo comunemente a Lucca, non c'era molto di eccitante da fare per i giovani lucchesi. All'epoca eravamo tutti volontari animati solo da molta passione, e la manifestazione non era minimamente paragonabile a quella odierna. La passione è ancora la stessa, ma tutto il resto ormai è molto diverso. Le cose sono iniziate a cambiare verso il 2000, quando un gruppo di persone, di cui faccio parte, scommisero sulla manifestazione, decidendo di dedicarle la gran parte del loro tempo, in molti casi (come nel mio) a discapito di opportunità lavorative all’apparenza molto più concrete. La scommessa ha pagato, tanto che adesso l'organizzazione non è più solo un hobby, ma un vero lavoro full time. È davvero il lavoro di tutto un anno: appena terminata un’edizione bisogna subito iniziare a progettare la successiva, visto che la mole di rapporti, nazionali e internazionali, necessaria per mettere insieme Lucca Comics & Games è davvero enorme. Le formule organizzative negli anni sono state le più diverse, ma al momento la manifestazione è organizzata da una società ad hoc, la Lucca Comics & Games Srl, autonoma nella gestione ma di proprietà del Comune di Lucca.
Per quanto riguarda me, ho assunto il ruolo di Coordinatore Comics (ogni sezione ha un suo Coordinatore specifico) nel 2004. Il ruolo prima non esisteva, principalmente perché, oltre a qualche ospite e qualche mostra dal basso coefficiente di difficoltà, la manifestazione non offriva poi molto. In questi anni ho cercato di espandere e diversificare l'offerta il più possibile: il programma di eventi ed incontri è cresciuto esponenzialmente, il cartellone di mostre è decisamente più autorevole, sono nati l'Area Pro, il Project Contest, gli Showcase (una tipologia di evento che prima di noi non faceva nessuno, nemmeno Angouleme), la Self Area, il Japan Palace. Nel 2008-09 abbiamo tentato anche col progetto di Lucca Animation, un evento dedicato al cinema d’animazione d’autore, di cui in Italia si sente ancora un gran bisogno. Purtroppo, a differenza di Lucca Comics & Games che ormai è praticamente autosufficiente, un festival cinematografico non vive senza contributi esterni, e la crisi economica ha avuto come prima vittima proprio gli eventi culturali.
• Cosa può dirci della nuova sezione Movie Comics?
Per essere una prima esperienza siamo molto soddisfatti, anche considerando che in passato avevamo già fatto tentativi in questa direzione, ma non così strutturati. L'interesse a proseguire su questa strada è enorme, e si punterà soprattutto su un incremento qualitativo dell'offerta.
• Quali sono i progetti d'espansione nel prossimo futuro?
Lucca Comics & Games è oramai un evento cross-mediale, che racchiude in sé numerose anime. Questo pone una sfida specifica, che è quella di riuscire a non annacquare queste diverse identità, evitando così di degenerare in un calderone indistinto. La sezione Comics, che è quella che seguo in prima persona, resta quella con la maggior tradizione, e in questi anni si è molto potenziata: mai come adesso ci sono stati tanti eventi, tanti ospiti, tanti incontri con autori ed editori. Ultimamente siamo stati anche in grado di gestire eventi molto complessi, come concerti, spettacoli e tornei di calcetto, che magari non sono in sé ‘fumetto’, ma che nascono da lì. L'importante è cercare di soddisfare il più possibile i vari ‘pubblici’ della manifestazione, che sono molti e molto diversi fra loro. Per questo abbiamo deciso, un po’ per necessità ma molto per scelta strategica, di concentrarci più sull’evento che non sulla comunicazione: se chi viene a Lucca trova quello che cerca, e magari anche di più, torna l’anno dopo e si porta gli amici. Il passaparola positivo è la migliore comunicazione possibile, e Lucca Comics & Games è cresciuta a questi livelli pur non avendo mai goduto di un’esposizione mediatica degna di questo nome.
• Sa dirci come i giapponesi che vengono invitati vedono la fiera?
Benissimo, ed è uno degli aspetti di cui andiamo più orgogliosi. Per molti motivi (non solo le note differenze culturali, ma soprattutto l’enorme importanza economica, sociale e culturale di cui gode il fumetto in Giappone, che genera aspettative diverse e impone procedure di lavoro molto più stringenti) i giapponesi sono gli ospiti più complessi da gestire, e noi siamo stati attenti a muoverci in quella direzione solo quando siamo stati sicuri di poter garantire adeguati standard qualitativi. Un grande editore come Shogakukan, ad esempio, con cui abbiamo collaborato per l’operazione Taniguchi, non solo a fine manifestazione ci ha fatto i complimenti per l’organizzazione, ma ci ha detto che mai, in un festival straniero, si erano trovati bene come a Lucca. Con i Giapponesi lo scoglio principale è all'inizio, quando devi guadagnarti la loro fiducia dimostrandoti un interlocutore affidabile; fatto questo, tutti quelli che vengono in fiera ne restano entusiasti.
Lo stesso vale per gli stranieri in genere, che sono in costante crescita.
• Cosa può dirci dei mangaka che vengono in visita ogni anno? Come funziona il tutto?
Dipende da caso a caso. Jiro Taniguchi, ad esempio, lo abbiamo invitato direttamente noi, dopo che lo scorso anno era stato premiato come Maestro del Fumetto. Vista la complessità dell’operazione abbiamo cercato la collaborazione di Panini e RCS, ma la gestione del tutto è stata effettuata direttamente da Lucca. Altre volte è un editore che ci fa una proposta, e se la troviamo interessante offriamo tutta la collaborazione possibile. In questi casi, tuttavia, l’onere organizzativo resta in gran parte in mano al proponente. Un paio di esempi in quest’ultima edizione sono le collaborazioni con Edizioni BD per Shinichi Sakamoto e con Star Comics per Mari Yamazaki.
Quello di Yoichi Takahashi, invece, è un caso ancora diverso. Da quest'anno l'ambasciata giapponese ha deciso di collaborare direttamente con Lucca Comics & Games, dopo essere rimasti positivamente impressionati dalla visita effettuata nel 2010. Ci hanno pertanto presentato un’agenzia, con la quale abbiamo stretto un accordo, che ci propone eventi da co-organizzare, e tutta l’operazione relativa a Yoichi Takahashi rientra in questo contesto.
• Cosa può dirci del fenomeno del cosplay?
Che ci piace tantissimo, tanto che siamo stati i primi a dargli uno spazio ufficiale nella manifestazione. Il tutto nacque attraverso un accordo con un’associazione locale, l’Associazione Flash Gordon, quando ancora in pochi conoscevano il fenomeno e tutti restavano stupiti dalle prime sfilate. Ci sono anche state molte polemiche sulla presenza del cosplay in un festival di fumetto, un po' la stessa cosa che era avvenuta con l'inserimento di Lucca Games una decina di anni prima. Adesso questa fase sembra superata, e anzi dappertutto nascono manifestazioni che imitano Lucca persino nel nome, portando orgogliosamente fin nel nome la dicitura ‘Comics & Games’.
• Sa dirci come Lucca e i suoi abitanti vedono la fiera e i suoi visitatori?
In generale, molto bene. La manifestazione è una grandissima risorsa per la città, e ormai questa è una consapevolezza diffusa. Inoltre quello di Lucca Comics & Games è un pubblico tranquillo e gioioso, capace di creare un'atmosfera splendida per tutta la città e di meritarsi il plauso delle forze dell'ordine, che hanno sempre riscontrato molti meno problemi di quanto la mole di persone potesse far attendere.
D'altro canto, non si può negare che un tale afflusso di visitatori causi dei problemi logistici alla città, anche se facciamo di tutto per minimizzarne l’impatto. In fondo Lucca è pur sempre una piccola cittadina, che conta, nell’intero comune, solo 90mila abitanti. Fatte le debite proporzioni, Lucca Comics & Games è per Lucca quello che per Roma fu il grande Giubileo del 2000, con più di due milioni di pellegrini: uno sforzo organizzativo e logistico enorme.
• Cosa può dirci dello staff della fiera? Sono tutti volontari?
Ci sono vari livelli di coinvolgimento. C'è un nucleo centrale di persone regolarmente assunte che lavora tutto l’anno, e attorno ci sono vari anelli concentrici di collaboratori esterni, che entrano in gioco, in base al loro livello di responsabilità, in diversi momenti del processo organizzativo. L’ultimo, ma non meno importante anello della catena sono i ragazzi con le felpe ‘Staff’ che trovate alle porte dei padiglioni e in altre mansioni operative.
• Quest'anno avete modificato la gestione dei biglietti. Avete già dei risconti?
Sì. Le prevendite aumentano di anno in anno e si tenta di migliorare ogni volta. C’è ancora un grosso margine di miglioramento, tuttavia. Anche perché, fin qui, ogni volta che abbiamo potenziato il servizio di biglietteria in funzione dell’aumentato numero di visitatori, siamo stati sempre presi in contropiede da un ulteriore aumento del pubblico, che ha in un certo senso compensato i miglioramenti effettuati. L’ultima edizione comunque ha visto un netto miglioramento, e aspettatevi che il servizio migliori ancora.
• Ora una piccola domanda personale: quale fumettista sogna di portare a Lucca?
Beh, sono tanti... uno era certamente Taniguchi. Su due piedi, i primi che mi vengono in mente sono Alan Moore e Frank Miller.
• Per chiudere, ci svela un fumetto a cui è particolarmente affezionato?
Io faccio parte del “Goldrake Generation”, e successivamente sono stato colpitissimo dai manga appena hanno fatto le loro prime apparizioni in Italia. Se devo proprio fare un nome, dico il Devilman di Go Nagai.
• Potrebbe dirci in che modo è finito nell'organizzazione di un evento come il Lucca Comics?
Ho collaborato con il festival fin da ragazzo, dal momento che a parte i Comics, come li chiamiamo comunemente a Lucca, non c'era molto di eccitante da fare per i giovani lucchesi. All'epoca eravamo tutti volontari animati solo da molta passione, e la manifestazione non era minimamente paragonabile a quella odierna. La passione è ancora la stessa, ma tutto il resto ormai è molto diverso. Le cose sono iniziate a cambiare verso il 2000, quando un gruppo di persone, di cui faccio parte, scommisero sulla manifestazione, decidendo di dedicarle la gran parte del loro tempo, in molti casi (come nel mio) a discapito di opportunità lavorative all’apparenza molto più concrete. La scommessa ha pagato, tanto che adesso l'organizzazione non è più solo un hobby, ma un vero lavoro full time. È davvero il lavoro di tutto un anno: appena terminata un’edizione bisogna subito iniziare a progettare la successiva, visto che la mole di rapporti, nazionali e internazionali, necessaria per mettere insieme Lucca Comics & Games è davvero enorme. Le formule organizzative negli anni sono state le più diverse, ma al momento la manifestazione è organizzata da una società ad hoc, la Lucca Comics & Games Srl, autonoma nella gestione ma di proprietà del Comune di Lucca.
Per quanto riguarda me, ho assunto il ruolo di Coordinatore Comics (ogni sezione ha un suo Coordinatore specifico) nel 2004. Il ruolo prima non esisteva, principalmente perché, oltre a qualche ospite e qualche mostra dal basso coefficiente di difficoltà, la manifestazione non offriva poi molto. In questi anni ho cercato di espandere e diversificare l'offerta il più possibile: il programma di eventi ed incontri è cresciuto esponenzialmente, il cartellone di mostre è decisamente più autorevole, sono nati l'Area Pro, il Project Contest, gli Showcase (una tipologia di evento che prima di noi non faceva nessuno, nemmeno Angouleme), la Self Area, il Japan Palace. Nel 2008-09 abbiamo tentato anche col progetto di Lucca Animation, un evento dedicato al cinema d’animazione d’autore, di cui in Italia si sente ancora un gran bisogno. Purtroppo, a differenza di Lucca Comics & Games che ormai è praticamente autosufficiente, un festival cinematografico non vive senza contributi esterni, e la crisi economica ha avuto come prima vittima proprio gli eventi culturali.
• Cosa può dirci della nuova sezione Movie Comics?
Per essere una prima esperienza siamo molto soddisfatti, anche considerando che in passato avevamo già fatto tentativi in questa direzione, ma non così strutturati. L'interesse a proseguire su questa strada è enorme, e si punterà soprattutto su un incremento qualitativo dell'offerta.
• Quali sono i progetti d'espansione nel prossimo futuro?
Lucca Comics & Games è oramai un evento cross-mediale, che racchiude in sé numerose anime. Questo pone una sfida specifica, che è quella di riuscire a non annacquare queste diverse identità, evitando così di degenerare in un calderone indistinto. La sezione Comics, che è quella che seguo in prima persona, resta quella con la maggior tradizione, e in questi anni si è molto potenziata: mai come adesso ci sono stati tanti eventi, tanti ospiti, tanti incontri con autori ed editori. Ultimamente siamo stati anche in grado di gestire eventi molto complessi, come concerti, spettacoli e tornei di calcetto, che magari non sono in sé ‘fumetto’, ma che nascono da lì. L'importante è cercare di soddisfare il più possibile i vari ‘pubblici’ della manifestazione, che sono molti e molto diversi fra loro. Per questo abbiamo deciso, un po’ per necessità ma molto per scelta strategica, di concentrarci più sull’evento che non sulla comunicazione: se chi viene a Lucca trova quello che cerca, e magari anche di più, torna l’anno dopo e si porta gli amici. Il passaparola positivo è la migliore comunicazione possibile, e Lucca Comics & Games è cresciuta a questi livelli pur non avendo mai goduto di un’esposizione mediatica degna di questo nome.
• Sa dirci come i giapponesi che vengono invitati vedono la fiera?
Benissimo, ed è uno degli aspetti di cui andiamo più orgogliosi. Per molti motivi (non solo le note differenze culturali, ma soprattutto l’enorme importanza economica, sociale e culturale di cui gode il fumetto in Giappone, che genera aspettative diverse e impone procedure di lavoro molto più stringenti) i giapponesi sono gli ospiti più complessi da gestire, e noi siamo stati attenti a muoverci in quella direzione solo quando siamo stati sicuri di poter garantire adeguati standard qualitativi. Un grande editore come Shogakukan, ad esempio, con cui abbiamo collaborato per l’operazione Taniguchi, non solo a fine manifestazione ci ha fatto i complimenti per l’organizzazione, ma ci ha detto che mai, in un festival straniero, si erano trovati bene come a Lucca. Con i Giapponesi lo scoglio principale è all'inizio, quando devi guadagnarti la loro fiducia dimostrandoti un interlocutore affidabile; fatto questo, tutti quelli che vengono in fiera ne restano entusiasti.
Lo stesso vale per gli stranieri in genere, che sono in costante crescita.
• Cosa può dirci dei mangaka che vengono in visita ogni anno? Come funziona il tutto?
Dipende da caso a caso. Jiro Taniguchi, ad esempio, lo abbiamo invitato direttamente noi, dopo che lo scorso anno era stato premiato come Maestro del Fumetto. Vista la complessità dell’operazione abbiamo cercato la collaborazione di Panini e RCS, ma la gestione del tutto è stata effettuata direttamente da Lucca. Altre volte è un editore che ci fa una proposta, e se la troviamo interessante offriamo tutta la collaborazione possibile. In questi casi, tuttavia, l’onere organizzativo resta in gran parte in mano al proponente. Un paio di esempi in quest’ultima edizione sono le collaborazioni con Edizioni BD per Shinichi Sakamoto e con Star Comics per Mari Yamazaki.
Quello di Yoichi Takahashi, invece, è un caso ancora diverso. Da quest'anno l'ambasciata giapponese ha deciso di collaborare direttamente con Lucca Comics & Games, dopo essere rimasti positivamente impressionati dalla visita effettuata nel 2010. Ci hanno pertanto presentato un’agenzia, con la quale abbiamo stretto un accordo, che ci propone eventi da co-organizzare, e tutta l’operazione relativa a Yoichi Takahashi rientra in questo contesto.
• Cosa può dirci del fenomeno del cosplay?
Che ci piace tantissimo, tanto che siamo stati i primi a dargli uno spazio ufficiale nella manifestazione. Il tutto nacque attraverso un accordo con un’associazione locale, l’Associazione Flash Gordon, quando ancora in pochi conoscevano il fenomeno e tutti restavano stupiti dalle prime sfilate. Ci sono anche state molte polemiche sulla presenza del cosplay in un festival di fumetto, un po' la stessa cosa che era avvenuta con l'inserimento di Lucca Games una decina di anni prima. Adesso questa fase sembra superata, e anzi dappertutto nascono manifestazioni che imitano Lucca persino nel nome, portando orgogliosamente fin nel nome la dicitura ‘Comics & Games’.
• Sa dirci come Lucca e i suoi abitanti vedono la fiera e i suoi visitatori?
In generale, molto bene. La manifestazione è una grandissima risorsa per la città, e ormai questa è una consapevolezza diffusa. Inoltre quello di Lucca Comics & Games è un pubblico tranquillo e gioioso, capace di creare un'atmosfera splendida per tutta la città e di meritarsi il plauso delle forze dell'ordine, che hanno sempre riscontrato molti meno problemi di quanto la mole di persone potesse far attendere.
D'altro canto, non si può negare che un tale afflusso di visitatori causi dei problemi logistici alla città, anche se facciamo di tutto per minimizzarne l’impatto. In fondo Lucca è pur sempre una piccola cittadina, che conta, nell’intero comune, solo 90mila abitanti. Fatte le debite proporzioni, Lucca Comics & Games è per Lucca quello che per Roma fu il grande Giubileo del 2000, con più di due milioni di pellegrini: uno sforzo organizzativo e logistico enorme.
• Cosa può dirci dello staff della fiera? Sono tutti volontari?
Ci sono vari livelli di coinvolgimento. C'è un nucleo centrale di persone regolarmente assunte che lavora tutto l’anno, e attorno ci sono vari anelli concentrici di collaboratori esterni, che entrano in gioco, in base al loro livello di responsabilità, in diversi momenti del processo organizzativo. L’ultimo, ma non meno importante anello della catena sono i ragazzi con le felpe ‘Staff’ che trovate alle porte dei padiglioni e in altre mansioni operative.
• Quest'anno avete modificato la gestione dei biglietti. Avete già dei risconti?
Sì. Le prevendite aumentano di anno in anno e si tenta di migliorare ogni volta. C’è ancora un grosso margine di miglioramento, tuttavia. Anche perché, fin qui, ogni volta che abbiamo potenziato il servizio di biglietteria in funzione dell’aumentato numero di visitatori, siamo stati sempre presi in contropiede da un ulteriore aumento del pubblico, che ha in un certo senso compensato i miglioramenti effettuati. L’ultima edizione comunque ha visto un netto miglioramento, e aspettatevi che il servizio migliori ancora.
• Ora una piccola domanda personale: quale fumettista sogna di portare a Lucca?
Beh, sono tanti... uno era certamente Taniguchi. Su due piedi, i primi che mi vengono in mente sono Alan Moore e Frank Miller.
• Per chiudere, ci svela un fumetto a cui è particolarmente affezionato?
Io faccio parte del “Goldrake Generation”, e successivamente sono stato colpitissimo dai manga appena hanno fatto le loro prime apparizioni in Italia. Se devo proprio fare un nome, dico il Devilman di Go Nagai.
vabbè come i mucicisti quando a termine del concerto dicono che quell è la migliro città dove sono andati a fare il concerto salvo poi rimangiarsi il tutto nella tappa successiva ahahaha( ogni riferimento alla puntata dei Simpson è voluto).
Cmq che dire...la miglior fiera sul fumetto organizzata in italia, notevoli i miglioramenti rispetto allo scorso anno, averla diluita in 5 giorni ha aiutato....
Non credo proprio che i giapponesi siano felici di vedere che schifosa organizzazione hanno fatto, come al solito, quelli di Lucca: Iniziando dalle biglietterie, allo sporco che c'era nella zona "mangia ramen"...una puzza assurda, e vabbè l'odore, ma tutte quelle persone che lavoravano stando a fissare il vuoto perchè non prendevano e pulivano? Boh. Capisco che dovrebbero essere le persone a buttare via i rifiuti, ma purtroppo esistono esseri non civilizzati che rovinano l'ambiente e la giornata altrui con questo fare irrispettoso, ma qualcuno che non siano i visitatori, qualcuno di tanto bravo e volenteroso addetto alla pulizia stessa non avrebbe potuto fare qualcosa? Secondo me i soldi che guadagnano, una buona parte, va per pulire la città perchè ho visto cose che veramente "voi umani non potreste neanche immaginare" e credo anche altri oltre me, almeno spero che qualcuno abbia notato quello sporco che c'era e come la gente se ne fregasse altamente. (e così ogni anno)
Gente organizzata come i giapponesi che restano soddisfatti da una cosa come quella della biglietteria nel fango, fra il personale che urlava "MA C***O MUOVETEVI IDIOTI!" a noi che eravamo in fila...una cosa vergognosa. E vogliamo parlare delle mappe? No comment.
Chissene frega se alla gente non va a genio questo mio commento perchè quest'anno, Lucca, ha fatto più ribrezzo del solito e questo è quanto.
Non so da che "Giappone" questi "giapponesi" provenissero ma da quello che so io, un vero giapponese, sarebbe tornato in madrepatria più veloce della luce.
E' vero che c'erano aspetti positivi, ma se confrontati con quelli negativi, beh, resto biasita. E come ogni anno mi sono chiesta, assieme a tutta la mia comitiva, ma dov'è il rispetto? Booooh.
Purtroppo Lucca è l'unica fiera di quelle dimensioni che permette un certo tipo di mercato, e PURTROPPO, se si vuole comprare qualcosa di bello senza doverlo prendere su internet ti tocca andarci: Ma cosa gli costerebbe migliorare l'organizzazione?
Bah, basta mi sono stufata.
Da chiedersi allora in quale lucca comics sei stata.....Io sono rimasto li due giorni pieni e non ho trovato per nulla i tuoi stessi problemi...a parte la puzza del ramen tutto negativo è stato il Lucca Games?
Vedi, sono stata quasi sempre alla fiera ogni anno ma quest'ultima mi ha lasciata biasita, e sarà che ho beccato la giornata peggiore, pensala come preferisci, ma purtroppo sono stata sfigata e non è che la cosa mi abbia fatto piacere, anzi.
Inoltre, non solo io, ma tutti quelli con cui ho parlato di mia conoscenza che sono stati là a novembre hanno ritenuto che vi fosse stato un calo rispetto alle volte precedenti. E' possibile che sia sfiga, però è stato veramente tremendo perchè più volte mi sono chiesta durante la giornata che cosa ci facessi lì, purtroppo.
Quest'anno mi han fatto una proposta di andarci: era molto improvvisata, ma ero sul punto di andarci per la prima volta a Lucca... l'anno prossimo spero si realizzi questo sogno !!
Anche se son quasi sicuro non comprerò quasi nessun manga, visto che le occasioni migliori si trovano in rete, si sa mai che qualche affare lo si possa concludere anche là
Un salto dall'altra parte delle alpi dovrei farlo, almeno per spiare le mosse dei francesi...
@ Geass:
Se non sei mai stato a Lucca: A) non resisteresti al ben di Dio che vedresti, a prezzi che a volte manco internet riesce a raggiungere. B) La prima volta cercheresti di comprarti anche pezzi degli stand, ma questa seconda fase per fortuna si affievolisce con il tempo
A prezzi che a volte manco internet riesce a raggiungere???!
Ma stiamo parlando della stessa fiera?!
QUALSIASI oggetto import venduto in fiera lo trovi a MOLTO meno su internet.
A parte i manga italiani, che se li compri dagli editori a grosse dosi ti fanno dei bei sconti, tutto il resto che viene dal giappone è una ladrata di quelle numero uno.
Se parli dell'edizione di due anni fa in cui c'era pioggia allora posso capire, e posso farlo anche se parli dell'edizione di 3-4 anni per quanto riguarda la spazzatura, ma quest'anno io ci sono stata tutti e 5 i giorni e a parte il casino nella zona ramen (comprensibile...) non ho visto niente del genere. Anzi, a me tutto sommato sembra che sia stato organizzato bene: se considerate che non siamo affatto abituati ad accogliere così tante persone, è già tanto che non è scoppiato qualche casino (come giustamente dicono anche nell'intervista). Quando c'è così tanta folla non ti puoi aspettare le strade superpulite, specie se è in un angolo stretto come quello del ramen. Per quanto riguarda le mappe...io non ho capito dov'è il problema
Tanta gente = casino, bisogna farsene una ragione, se no fate prima a non venirci, a Lucca...
Siamo un popolo di allenatori ad poltrona e lo resteremo sempre. Tristezza infinita.
Sono punti di vista, ad esempio, Marshal D. Teach, ha commentato dicendo che se, in sintesi, qualcuno si lamenta è perchè siamo tutti dei piagnucoloni ed invece no perchè se a uno la fiera non piace non è perchè siamo abituati ad avere tutto seduti comodamente su una poltrona, ma semplicemente perchè non ci ha soddisfatti: E' tanto difficile da capire? °-°
Io pago una barcata di soldi per l'ingresso, e chi mi dice che 14€ sono pochi non so veramente dove sia vissuto fino ad oggi, per di più si pagano i costi di viaggio, ecc., e quando si arriva lì si trova un caos: Sia chiaro, io non parlo delle persone, ma di come è stato gestito il tutto.
Per me le mappe erano fatte a....meglio che mi fermi e ripeto che tutto questo è sempre e solo secondo me, cioè, uno non può permettersi di generalizzare dicendo che siamo tutti dei lagnosi perchè ci lamentiamo e basta, ci sono dei motivi dietro perchè sennò nessuno aprirebbe bocca, o no?
Due anni fa o tre, non ricordo bene quando, la fiera mi aveva colpita positivamente, ma ora proprio no e spero che l'anno prossimo sia migliore.
Il fatto positivo è stato che ci fossero 5 giorni invece che i soliti 3.
La spazzatura era ai vertici quest'anno per quanto ho visto io, poi non so cos'hai visto tu Brilly.
Non intendo offendere o che altro, è semplicemente che mi aspettavo di meglio per i costi avuti.
1) Marea di gadget di ogni genere - manga, action figures, dvd, peluche, accessori e chi più ne ha più ne metta
2) Occasione di poter incontrare un autore che amate e di poterne avere anche l'autografo
3) Fare cosplay/fotografarli
4) Poter vedere alcuni film in anteprima GRATIS (io ho visto il film di FMA subbato e non ho pagato 1 centesimo)
5) Poter assistere a concerti GRATIS (non occorre pagare il biglietto)
6) Partecipare alle conferenze in anteprima delle varie case editrici
...allora non capisco cosa potreste volere di più. Considerate che è la terza fiera di fumetto più importante al mondo e quest'anno c'era anche gente straniera, dall'estero...un motivo ci sarà, non è che vengono a far le foto alla spazzatura. L'unica pecca imho è il biglietto, ma ho il dubbio che lo mettano quasi appositamente alto per limitare le frequenze, perchè altrimenti a Lucca non ci si entra più (la domenica si rischia di non respirare negli stand). Poi parlo io che non devo pagare il prezzo del viaggio, però se pensate che tutto sommato non valga la pena venire non capisco perchè ogni anno viene stabilito un nuovo record. Dipende anche da come la vedi: io, con tutto quel ben di Dio che c'è al comics, la spazzatura la guardo per ultima, e quando in s. Michele hanno fatto la piramide delle lattine di Coca Cola usate ci ho riso su e gli ho fatto la foto, invece di lamentarmi della pulizia. Va bene che spendete un sacco di soldi, ma se quando arrivate state lì a vedere se c'è puzza di ramen o la spazzatura (che non era esagerata quest'anno, a parte forse nella zona per mangiare) allora non ci venite con lo spirito giusto. Anche per la storia del fango, be', io non l'ho visto, in quel posto il terriccio c'è e se viene calpestato ripetutamente ci sta che sporchi un po', ma l'hanno messo lì perchè era comodissimo per chi veniva in treno; se l'avessero messo da un'altra parte chi veniva in treno si sarebbe lamentato che era troppo lontano e così via. Tenete comunque da conto che Lucca è piccola e non ci sono spazi enormi per ogni stand/biglietteria, ci si deve accontentare.
Vabbè, non ho certo intenzione di mettermi a discutere qui su quanta spazzatura c'era, quindi per me possiamo finirla qui
Forse per te che sei del posto ti risulta più a cuore la faccenda, ma per me è stato davvero assurdo il livello di incompetenza dei lavoratori: Maleducati, sfrontati, urlavano ed insultavano, e questo è stato peggio della spazzatura.
E' vero che la sporcizia c'è, ma questo ovunque, ma con quei soldi che guadagnano dai biglietti, che per 14€ dovrebbero essere fatti d'oro, non avrebbero potuto assumere qualcuno apposta per pulire? Non sto chiedendo pietre preziose, solamente un attimo di cura.
Spirito giusto? Ma scusami, con che spirito dovrebbe andare uno che si prepara a viaggi in treno infiniti, fra scontri pazzeschi per salire su di esso, alla montagna di gente che c'è là in un luogo nuovo dove non si conosce niente se non grazie a quella "mappa" che ci viene data? Io penso proprio che lo spirito c'è eccome, ma sai, io ho messo da parte per un anno nel mio bellissimo salvadanaio il piccolo gruzzoletto che avevo accumulato apposta per la fiera, quindi di andarci è ovvio che lo desidero, e lo spirito c'è ma lo spirito e il livello di soddisfazione dei servizi dello staff dell'evento sono due cose nettamente separate.
Una fiera del genere meriterebbe un briciolo di organizzazione in più perchè nel complesso è molto bella, ma dimmi te se io ti porto nel mio negozio dove per un anno ti sei preparata ad entrare e trovi le persone che ti insultano, che ti spingono (staff eh), che ridacchiano fra loro mentre la gente è in coda ad attendere che facciano qualcosa...mi chiedo proprio se ne saresti felice.
Le persone sono tante, è vero, ma non sto dicendo che non dovrebbero esserci ma che sono ORGANIZZATI MALE.
Tu non sai cosa significa farsi due ore di coda per fare 1km perchè abiti lì, ma io sì, e me le sono fatta perchè avevano ristretto le corsie ad una e ci si passava uno ad uno, ed inoltre, non solo noi, ma tanti avrebbero potuto ammazzare di botte quelli che hanno avuto la brillante idea di fare questa sciocchezza di farci abbioccare alla guida. Siamo tornati a casa, partiti alle 6 e mezza del pomeriggio, a mezzanotte e noi abitiamo a Firenze: Fai un po' tu.
Il traffico era ovvio, scontato, ma non puoi neanche aggrapparti al discorso di prendere il treno perchè le persone sono tante comunque, ma è semplicemente definibile il tutto come pessima organizzazione.
Non sto dicendo che la fiera fa schifo, sto dicendo, ripeto, che è l'organizzazione a fare schifo, quindi, non le figure, non i cosplay, non i stand, ma l'ORGANIZAZZIONE. (quelli elencati da te sono SERVIZI che la fiera offre.)
E' vero che siamo liberi di fare ciò che vogliamo, che c'è gente che pagherebbe tanto per andarci, ma so anche che vale la pena andarci per la merce presente e per i cosplay ma a sua volta che fa pena per come questa fiera è gestita.
Per tanti può essere stata ben organizzata, per altri no, questi sono punti di vista e se persone come me non si sono trovate bene non è che vanno screditate, ma semplicemente non è stata colpa nostra se ci siamo trovati male: E' successo, fine.
Fortunati voi che avete riscontrato miglioramenti. °/° Tutto qui. ò_o
Se non sei mai stato a Lucca: A) non resisteresti al ben di Dio che vedresti, a prezzi che a volte manco internet riesce a raggiungere. B) La prima volta cercheresti di comprarti anche pezzi degli stand, ma questa seconda fase per fortuna si affievolisce con il tempo
mah sinceramente sono interessato per lo più ai manga (anche a qualche anime da recuperare come Code Geass o Yu Yu Hakusho, ma sono più costosi e preferisco vederli in tv o subbati se inediti)
e dubito che a Lucca si possano trovare occasioni imperdibili di usato (ma in condizioni perfette) come che ne so: Orange Road (Starlight) a 25-30 euro, Blue Exorcist 1 (in tempi come questi) a 3,9 euro, 26 numeri di Lupin perfetti (Mitico) a 60 euro oppure Lamù a meno di 1 euro o ancora Tsubasa e xxxHolic complete e perfetti a 90 euro oppure vecchi numeri Star comics sottiletta a 1 euro l'uno...
e ti assicuro che la lista potrebbe andare avanti all'infinito...
Certo a essere là qualche manga me lo prenderei comunque (per sfizio o altro) anche se conosco più o meno il loro valore di mercato, ma di sicuro non quelli in corso visto che ho un abbonamento online ^^
@Marylain
A parte i manga italiani, che se li compri dagli editori a grosse dosi ti fanno dei bei sconti, tutto il resto che viene dal giappone è una ladrata di quelle numero uno.
buono a sapersi !! ^^
[Per quanto riguarda me, ho assunto il ruolo di Coordinatore Comics (ogni sezione ha un suo Coordinatore specifico) nel 2004. Il ruolo prima non esisteva, principalmente perché, oltre a qualche ospite e qualche mostra dal basso coefficiente di difficoltà, la manifestazione non offriva poi molto. ]
Io ho scoperto i manga solo nel 2003 perciò temo di non essere informata al riguardo: ma davvero prima del 2004 la mitica Lucca non offriva niente?? O_O
Mi apre quasi surreale, vi dirò,^^ oggi è diventata praticamente la mecca di ogni otaku che si rispetti:P
Complessivamente sembra inutile - e pure inappropriato - vantare il risultato dei biglietti, record assoluto quest'anno - rispetto ad altri festival europei rispetto ai quali Lucca deve molto crescere qualitativamente ( le note di hellgirl non sono da ignorare, pulizia, cortesia, capacità di comprendere che le persone che arrivano alla fiera non sono scusate il termine " portafogli e carte di credito da spremere" che arrivano 5 giorni l'aanno E' necessario un miglior rapporto fra organizzazione - negozi - ostelli ed alberghi ( una mia amica la settimana scorsa stentava a trovare un posto letto libero per il marito ed il suo bambino!! ) e permettemi anche di dire: sforzarsi di superare incomprensioni con il Museo del Fumetto ... il biglietto deve permettere di poter accedere anche al MUSEO! E le iniziative del museo devono far parte di quelle sponsorizzate dall'organizzazione di Lucca per tutto l'anno, solo così Lucca potrà confrontare i suoi numeri con una realtà come Angouleme...( che si apre fra poche settimane)
Angouleme è la Nona Arte....per la Francia e l'Europa intera. E lo è sempre non solo i quattro giorni della mostra.
Scusate la ciacola.
P.S. e non invitate Alan moore e Frank Miller nella stessa manifestazione...c'è il caso che se le diano di santissima ragione....
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