Nuovo appuntamento con la rubrica dedicata alle recensioni su anime e manga, realizzate degli utenti di AnimeClick.it.

Nella rubrica di oggi ci addentriamo nella combinazione di generi Sentimentale e scolastico mediante i manda Jelly Beans (di Moyoko Anno) e Il Bacio di Marte (di Torajiro Kishi) e l'anime EF - A tale of memories.

Ricordiamo che questa rubrica non vuole essere un modo per giudicare in maniera perentoria i titoli in esame, ma un semplice contesto in cui proporre delle analisi che forniscano, indipendentemente dal loro voto finale, spunti interessanti per la nascita di discussioni, si auspica, costruttive per l'utenza.


Per saperne di più continuate a leggere.


7.0/10
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Molti associano il nome Moyoko Anno al noto regista Hideaki Anno, colui che ha creato anime celebri come 'Neon Genesis Evangelion' e 'Nadia il mistero della pietra azzurra'.
Il successo che ha raggiunto l'autrice non è da accreditare al marito, sarebbe sbagliato affermare il contrario, chiunque abbia letto uno dei suoi manga può accettarsene. Moyoko Anno è stimata per la varietà delle sue storie, sempre diverse e riconoscibili tra loro, abile sia a sceneggiare storie leggere sia quelle più impegnative, e lo stile personalissimo la rende speciale nell'attuale panorama fumettistico.
'Jelly Beans' fa parte delle opere leggere. Il titolo prende nome da caramelle di colori e gusti assortiti, ed è anche ii marchio di vestiti della protagonista. Composto da quattro volumi, la storia inizialmente pare confusa e frivola, ma in realtà è un manga che riserva molte sorprese.

Mameko Endo è una quattordicenne, non particolarmente bella, che sogna di diventare una modella. Vive in campagna e ama vestirsi elegantemente.
A Tokyo s'imbatte in due modelli famosi di nome Miri e Hikaru; quel fortunato incontro fa nascere in Mame il desiderio di creare vestiti, infatti si rende conto che la sua vera evocazione è diventare una stilista, apprezzata e acclamata da tutti. Di certo non le manca la determinazione e la creatività per sfondare. Comincia così a percorrere la propria strada per costruirsi un futuro brillante e pieno di soddisfazioni.

Vedere con gli occhi di Mame il mondo della moda è un'esperienza molto dolce, divertente e piacevole. La protagonista trascina il lettore in un mondo surreale, colorato e fantastico. Leggere queste pagine mette di buon umore, merito anche del carattere allegro, energico e carismatico di Mame. Come personalità Mame ricorda molto un'altra eroina adorabile della Anno, ossia Chocolat da 'Sugar Sugar Rune'.
Mentre la protagonista è ben caratterizzata, i comprimari purtroppo sono piuttosto anonimi se paragonati a Mame, anche se presentano tutti una connotazione psicologica curiosa. Naturalmente non si trovano riflessioni o introspezioni come quelle presenti in 'Hataraki Man' e 'Happy Mania', però si percepisce tanta nostalgia di quei quattordici anni: quando si avevano tanti progetti diversi da fare e disfare, con le tipiche indecisioni e incertezze e la voglia di migliorarsi sempre di più e di capire chi si è e cosa si vuole realmente. Tutto ciò viene rappresentato nel manga in maniera positiva e fluida.
La grafica è favolosa, in 'Jelly Beans' la mangaka adopera uno stile delizioso, che si evolverà ulteriormente avanzando di volume in volume. I look dei personaggi sono accurati, distinti nonché accattivanti.
La trama non è originalissima, ma è gradevole da seguire, soprattutto è interessante notare la progressiva crescita della protagonista. In quattro numeri vengono narrati gli anni delle medie di Mame fino a quando frequenta l'istituto professionale, proseguendo anche oltre. Ciò può comportare un senso di frettolosità, disorientamento e superficialità, ma è tutto ben strutturato malgrado i grandi salti temporali. Poi ho trovato il finale davvero carino e per niente forzato.

Per quanto concerne l'edizione Play Press, ohibò, devo constatare che è davvero pessima per come il manga è stato stampato, poiché l'inchiostro utilizzato è troppo scuro, rende i contorni spessi e copre le linee peculiari del disegno. Inoltre i dialoghi spesso escono dai balloon e la carta fa abbastanza pena; perlomeno la rilegatura è buona.
Per concludere, il target di 'Jelly beans' è quello degli adolescenti, ma a differenza di molti shoujo non si basa sulle storie d'amore tra i banchi di scuola o di triangoli amorosi tipici del genere, bensì racconta la crescita e i sogni di una ragazza in quella fase della vita. Ai fans di Moyoko Anno, il manga piacerà di sicuro, ma può essere apprezzato anche da chi non ha gradito le sue altre opere, dal momento che ci troviamo dinanzi a una delle autrici più versatili e professionali degli ultimi tempi.



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Due storie che si intrecciano, apparentemente slegate tra loro, senza nulla da condividere se non la parentela che unisce due delle protagoniste, Kei e Chihiro: la prima vicenda sfrutta l'abusato cliché del triangolo amoroso, la seconda, sicuramente più originale, affronta la difficile coesistenza tra amore e malattia (strizzando l'occhio al film capolavoro "Memento").
Dunque, a un primo approccio, nulla di particolarmente innovativo; eppure, a fare da collante all'intreccio e ad ammaliare lo spettatore è l'onnipresente introspezione interiore, l'affannosa ricerca da parte di tutti i personaggi di capire chi siano realmente, quali siano i loro sogni e le loro ambizioni, e quali i loro limiti. Personaggi sapientemente tratteggiati, tali da risultare sempre credibili nelle loro decisioni e coerenti nelle loro azioni - anche se appaiono a volte un po' stereotipati -, in grado di coinvolgere emotivamente lo spettatore fino a farlo immedesimare nei fatti narrati.

Insolita, ma intrigante, è la decisione di ambientare la serie in un'improbabile città giapponese dall'architettura simile a quella di una capitale del Nord Europa: è curioso vedere i personaggi muoversi secondo lo stile di vita nipponico in un'ambientazione a loro fondamentalmente estranea, un mix metropolitano stridente ma allo stesso tempo accattivante. Costruzioni goticheggianti, che ben si armonizzano con le tinte cupe che spesso caratterizzano la narrazione, fanno da contraltare alle vestigia della città vecchia, rasa al suolo da una catastrofe naturale, che, volutamente accantonate dalla memoria collettiva, affiorano all'improvviso come fantasmi, efficaci metafore della solitudine e dei dolorosi ricordi dei protagonisti.

Oltre a essere tecnicamente ben realizzato (menzione speciale ai fondali e ai giochi di luce) e dotato di un comparto sonoro da applausi (notevole l'opening e le diverse sigle di chiusura, come pure i suggestivi accompagnamenti musicali), "EF - A tale of memories" brilla soprattutto per le scelte registiche non convenzionali, che ben si sposano con l'analisi tormentata dei sentimenti più reconditi dell'animo umano.
Personalmente avrei gradito qualche episodio in più da dedicare alle relazioni tra Kei, Miyako e Hirono, ben dosate a inizio serie - oscillanti tra odio, rivalità e amore - ma che accelerano repentinamente verso la conclusione; un fatto comprensibile d'altronde, dovendo gli sceneggiatori fare i conti con la necessità di comprimere la serie in soli 12 episodi. Impeccabile invece la descrizione del rapporto tra Chihiro e Renji, un calibrato turbine di emozioni che culmina nel perfetto e commovente finale.

'EF - a Tale of Memories' è un anime consigliato a un pubblico che ama ancora lasciarsi trasportare dai sentimenti, un anime che getta un timido sguardo sulla straordinaria complessità delle relazioni umane, scavando nel dolore e nella speranza, e che contiene spunti per interessanti riflessioni sulla funzione della memoria e sul suo rapporto con la personalità dell'uomo.
Un ottimo prodotto che merita di essere visto.



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Torajiro Kishi è un autore poliedrico e nella sua carriera ha toccato diversi generi. In Italia è già stato conosciuto con la serie breve "Maka-Maka", una storia sentimentale saffica e dalle tinte erotiche: due peculiarità care al mangaka che anche in questo volumetto unico si presentano anche se in maniera leggera.

Il Dio Marte, o Ares nella mitologia greca, è conosciuto dai più come Dio della Guerra, ma pochi sanno che all'inizio era anche il protettore della fertilità e della primavera. In qualunque chiave mitologica si guardi riesce comunque a incarnare perfettamente la storia narrata dall'abile pennino di Torajiro Kishi.
Yukari vive la sua adolescenza come tante altre ragazze della sua età, cercando un ragazzo, avvicinandosi al mondo del sesso e ovviamente andando a scuola. Proprio qui un giorno scopre che la "secchiona" della classe si reca nell'aula di arte per baciare la statua del Dio Marte.
Il bacio è l'evento che permette alla storia di evolversi, ma allo stesso tempo si rivela una metafora profonda e che si presta a diverse letture: rappresenta il "bacio" che fa scoccare la scintilla dell'amicizia tra le ragazze e fa scatenare diverse guerre per Yukari, dalla guerra quotidiana con la madre ai problemi da adolescenti, e non di meno la guerra tra i propri sentimenti, mentre Miki aprirà le porte alla fresca brezza primaverile della propria vita.

La storia purtroppo è vittima del formato ridotto, per questo motivo l'autore elimina inutili fronzoli e particolari secondari o inutili, limitandosi allo stretto necessario. In questo modo la lettura risulta comunque veloce ma completa e soprattutto permette alle eccellenti caratterizzazioni delle due protagoniste di emergere, mostrando tutta la loro realistica cura. Ottima anche l'alchimia tra le due ragazze in apparenza completamente agli opposti, che si completano a vicenda e determinano delle corpose maturazioni in una simbiosi molto dolce che rappresenta perfettamente il sentimento di amicizia instaurato, mentre il germoglio di un rapporto più profondo viene lasciato germogliare in secondo piano.
In tutto questo non mancano scene dolci ma dai toni maturi e altre piccole scene dal gradevole erotismo. Peccato solo per il finale che, per il suo sapore agrodolce, potrebbe deludere qualche lettore.

Lo stile di Torajiro Kishi è alquanto sobrio, i personaggi sono puliti e senza troppo fronzoli mentre gli sfondi quando presenti sono puliti e minimalisti. Il tutto però non risulta per nulla freddo o spoglio grazie al complesso e ricco lavoro di retini e neri, regalando così numerose sfumature che donano a diverse situazioni un'atmosfera quasi onirica, risaltando allo stesso tempo l'abile regia del mangaka che con un mix di primi piani e inquadrature oblique riesce a trarre sempre il meglio dalle diverse situazioni, senza dimenticare la ricca espressività dei volti: un requisito fondamentale nei manga sentimentali, soprattutto quando permettono di notare piccole differenze negli stati d'animo.

Ottima come sempre l'edizione della Flashbook, molto morbida e flessibile sia nei materiali che nella rilegatura - non per questo meno resistente però - e la carta dai toni grigi ma con buona grammatura evita trasparenze.
Come ogni Josei che si rispetti, "Il Bacio di Marte" riesce a parlare di sentimenti in modo maturo e serio oltre che realistico, e la sfumatura saffica ed erotica che talvolta manifesta arricchisce ancora di più il tutto rendendolo inaspettatamente profondo, grazie anche alle sublimi caratterizzazioni, ma rimanendo delle sfumature leggere non rischiano nemmeno di infastidire gli avvezzi al genere.
Peccato solo per l'eccessiva velocità di narrazione e per il finale che non a tutti potrebbe piacere per la sua ambiguità, ma complessivamente si tratta di un volume unico appassionante e maturo, ricco di spunti interessanti e molto romantico, consigliato a chiunque cerchi una lettura veloce ma ben costruita nella sua figura complessiva, e che soprattutto tratti l'amore in modo del tutto veritiero e per nulla stucchevole.