Nuovo appuntamento con la rubrica dedicata alle recensioni su anime e manga, realizzate degli utenti di AnimeClick.it.
Torniamo oggi a una rassegna dello Slice of life con duplice contributo del maestro Taniguchi con Gourmet e In una lontana città, completando poi il quadro con Hanasaku Iroha.
Ricordiamo che questa rubrica non vuole essere un modo per giudicare in maniera perentoria i titoli in esame, ma un semplice contesto in cui proporre delle analisi che forniscano, indipendentemente dal loro voto finale, spunti interessanti per la nascita di discussioni, si auspica, costruttive per l'utenza.
Per saperne di più continuate a leggere.
Torniamo oggi a una rassegna dello Slice of life con duplice contributo del maestro Taniguchi con Gourmet e In una lontana città, completando poi il quadro con Hanasaku Iroha.
Ricordiamo che questa rubrica non vuole essere un modo per giudicare in maniera perentoria i titoli in esame, ma un semplice contesto in cui proporre delle analisi che forniscano, indipendentemente dal loro voto finale, spunti interessanti per la nascita di discussioni, si auspica, costruttive per l'utenza.
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Gourmet
3.0/10
Basta lo ammetto. Faccio proprio outing. Io sono fondamentalmente una coatta. Perché si, va bene, mi piace vedere gli anime scrausi e leggere i manga one shot dalla modica cifra di dieci euro per tre pagine. Adoro anche fare recensioni puntuali, elaborate, piene di preposizioni articolate e paroloni come "intreccio narrativo", "sfaccettatura delle psicologie", "Evangelion".
Ma è inutile nascondersi dietro un dito. Io sono anche l'unica in questo sito che ha visto e financo recensito cavolate trash come "Sukeban Deka" e "Bubblegum Crisis". Perché va bene, bella la poetica del non detto, belle le espressioni intense, belle le narrazioni dilatate, bello tutto, ma io sono profondamente convinta di una cosa. Io la penso esattamente come Bruce Springsteen, il quale a proposito della musica rock diceva: " Da una parte credo che si possa influenzare in qualche modo la vita della gente, ma dall'altra credo che è solo intrattenimento e devi fare ballare la gente prima di tutto."
Penso che questo spieghi perfettamente il mio rapporto con questa opera di Taniguchi. Non mi appassiona. Non mi prende. Non mi dice nulla. Formalmente è perfetto, Taniguchi è un poeta della vignetta, ma per il resto non ho mai capito il motivo per cui un lettore dovrebbe leggere quest'opera. Gourmet infatti è uno one shot che parla della storia di un impiegato che gira per il Giappone, mangiando in tutti i ristoranti e mostrando i piatti tipici del paese del Sol Levante.
Fine.
Scusate ma non ho altro da aggiungere a questa recensione se non la parola noia. Perché mi dovrebbe interessare la storia di uno che va a caccia di piatti tipici? Si potrebbe pensare che è la metafora di una ricerca, che sotto questo esile pretesto si dipani una trama o una morale interessante... Assolutamente no. Taniguchi si diletta nel riempire la tavola di dettagli, di disegnare i piatti con estrema dovizia, però io per un centinaio di pagine ho visto solo un tizio mangiare e guardare panorami.
Appassionante.
Vista la statura dell'autore, leggendo questo manga mi sono sentita come Fantozzi quando era costretto dal direttore della megaditta a vedere barbosissimi film tedeschi sottotitolati in cecoslovacco. Quindi permettetemi di usare questa recensione come il palchetto utilizzato dal famoso ragioniere per dire una volta per tutte che "Gourmet" è una... opera che non mi è piaciuta.
Sicuramente anche io come Fantozzi sono solo una piccola borghese che non capisce il geniale genio di queste opere geniali. A me dovete dare "Gall Force", "City Hunter", "Bubblegum Crash", "Excel Saga", "Manga Bomber".
Che sì, sono cretini e non vogliono dire un bel niente. Ma sono onesti e fanno benissimo quello che un'opera di intrattenimento deve principalmente fare: farmi passare un bel quarto d'ora. Cosa in cui "Gourmet", nonostante sia bellissimissimo e poeticissimo, non è per niente riuscito.
Consigliato a chi ama... Ma se uno ama mangiare giapponese vada ad un sushi bar, non perda tempo con questo mattone suvvia!
Ma è inutile nascondersi dietro un dito. Io sono anche l'unica in questo sito che ha visto e financo recensito cavolate trash come "Sukeban Deka" e "Bubblegum Crisis". Perché va bene, bella la poetica del non detto, belle le espressioni intense, belle le narrazioni dilatate, bello tutto, ma io sono profondamente convinta di una cosa. Io la penso esattamente come Bruce Springsteen, il quale a proposito della musica rock diceva: " Da una parte credo che si possa influenzare in qualche modo la vita della gente, ma dall'altra credo che è solo intrattenimento e devi fare ballare la gente prima di tutto."
Penso che questo spieghi perfettamente il mio rapporto con questa opera di Taniguchi. Non mi appassiona. Non mi prende. Non mi dice nulla. Formalmente è perfetto, Taniguchi è un poeta della vignetta, ma per il resto non ho mai capito il motivo per cui un lettore dovrebbe leggere quest'opera. Gourmet infatti è uno one shot che parla della storia di un impiegato che gira per il Giappone, mangiando in tutti i ristoranti e mostrando i piatti tipici del paese del Sol Levante.
Fine.
Scusate ma non ho altro da aggiungere a questa recensione se non la parola noia. Perché mi dovrebbe interessare la storia di uno che va a caccia di piatti tipici? Si potrebbe pensare che è la metafora di una ricerca, che sotto questo esile pretesto si dipani una trama o una morale interessante... Assolutamente no. Taniguchi si diletta nel riempire la tavola di dettagli, di disegnare i piatti con estrema dovizia, però io per un centinaio di pagine ho visto solo un tizio mangiare e guardare panorami.
Appassionante.
Vista la statura dell'autore, leggendo questo manga mi sono sentita come Fantozzi quando era costretto dal direttore della megaditta a vedere barbosissimi film tedeschi sottotitolati in cecoslovacco. Quindi permettetemi di usare questa recensione come il palchetto utilizzato dal famoso ragioniere per dire una volta per tutte che "Gourmet" è una... opera che non mi è piaciuta.
Sicuramente anche io come Fantozzi sono solo una piccola borghese che non capisce il geniale genio di queste opere geniali. A me dovete dare "Gall Force", "City Hunter", "Bubblegum Crash", "Excel Saga", "Manga Bomber".
Che sì, sono cretini e non vogliono dire un bel niente. Ma sono onesti e fanno benissimo quello che un'opera di intrattenimento deve principalmente fare: farmi passare un bel quarto d'ora. Cosa in cui "Gourmet", nonostante sia bellissimissimo e poeticissimo, non è per niente riuscito.
Consigliato a chi ama... Ma se uno ama mangiare giapponese vada ad un sushi bar, non perda tempo con questo mattone suvvia!
Hanasaku iroha
10.0/10
Uno slice of life è composto da vari elementi: comicità, sentimentalismo, drammaticità, ecc. Tutti questi elementi vanno dosati con estrema cura poiché lo sbilanciamento di uno o un altro elemento porta l'opera a risultare diversa da quello che in realtà è. 'Hanasaku Iroha' affascina per il perfetto bilanciamento tra commedia e sentimentale che tuttavia non manca di mostrarci degli ottimi esempi di stile di vita.
Ohana è una ragazzina sveglia e piena di vita capace di adattarsi a ogni situazione, ma le sue qualità verranno messe a dura prova quando si vedrà costretta a vivere nella pensione della nonna. Il 99% della storia avrà luogo infatti proprio alla Kissuisou, ovvero la pensione gestita dalla nonna, ma Ohana non avrà certo di che stare molto allegra, infatti dovrà rendersi utile e lavorare come tutti i dipendenti. Proprio questi ultimi non saranno molti, ma se non altro non vi troveremo alcuno stereotipo evidente.
Forse la trama potrà non risultare esattamente originale, ma il metodo narrativo scorrevole e la perfetta caratterizzazione dei personaggi invece sì. L'opera infatti non è mai noiosa, salvo non risulti il vostro genere a prescindere, troveremo anzi vari colpi di scena, siparietti al limite della comicità e quel tocco sentimentale che serve anche a riequilibrare il tutto, senza tuttavia intaccare nulla. Forse l'unico difetto che si potrebbe trovare è lo stimolo che Ohana ritrova nel lavorare nonostante la giovane età, d'altronde è una ragazzina e quindi vederla lavorare duramente invece che godersi la gioventù può un po' stonare inizialmente, ma in fin dei conti ciò che può rendere felice una persona è anche il lavoro, no?
Tecnicamente 'Hanasaku Iroha' è reso superbamente sotto ogni aspetto a cominciare da uno stile grafico particolare e in grado di ricreare splendidi paesaggi da cartolina per finire con una colonna sonora leggera ed energica allo stesso tempo. Unica particolarità forse poco gradita è quella degli occhi dei personaggi che spesso e volentieri sembrano uguali e leggermente "squadrati". Troviamo anche un leggero uso di grafica computerizzata che tuttavia non intacca minimamente i paesaggi, ma anzi rende il tutto leggermente più "graficamente vario" e realistico.
In conclusione 'Hanasaku Iroha' è stata una più che gradita novità di questo 2011 in grado di regalare una storia che nella sua relativa semplicità riesce ad appassionare lo spettatore. Anche se io sono un estimatore degli slice of life non posso non consigliare questa gradevolissima opera a tutti, anche solo per curiosità.
Ohana è una ragazzina sveglia e piena di vita capace di adattarsi a ogni situazione, ma le sue qualità verranno messe a dura prova quando si vedrà costretta a vivere nella pensione della nonna. Il 99% della storia avrà luogo infatti proprio alla Kissuisou, ovvero la pensione gestita dalla nonna, ma Ohana non avrà certo di che stare molto allegra, infatti dovrà rendersi utile e lavorare come tutti i dipendenti. Proprio questi ultimi non saranno molti, ma se non altro non vi troveremo alcuno stereotipo evidente.
Forse la trama potrà non risultare esattamente originale, ma il metodo narrativo scorrevole e la perfetta caratterizzazione dei personaggi invece sì. L'opera infatti non è mai noiosa, salvo non risulti il vostro genere a prescindere, troveremo anzi vari colpi di scena, siparietti al limite della comicità e quel tocco sentimentale che serve anche a riequilibrare il tutto, senza tuttavia intaccare nulla. Forse l'unico difetto che si potrebbe trovare è lo stimolo che Ohana ritrova nel lavorare nonostante la giovane età, d'altronde è una ragazzina e quindi vederla lavorare duramente invece che godersi la gioventù può un po' stonare inizialmente, ma in fin dei conti ciò che può rendere felice una persona è anche il lavoro, no?
Tecnicamente 'Hanasaku Iroha' è reso superbamente sotto ogni aspetto a cominciare da uno stile grafico particolare e in grado di ricreare splendidi paesaggi da cartolina per finire con una colonna sonora leggera ed energica allo stesso tempo. Unica particolarità forse poco gradita è quella degli occhi dei personaggi che spesso e volentieri sembrano uguali e leggermente "squadrati". Troviamo anche un leggero uso di grafica computerizzata che tuttavia non intacca minimamente i paesaggi, ma anzi rende il tutto leggermente più "graficamente vario" e realistico.
In conclusione 'Hanasaku Iroha' è stata una più che gradita novità di questo 2011 in grado di regalare una storia che nella sua relativa semplicità riesce ad appassionare lo spettatore. Anche se io sono un estimatore degli slice of life non posso non consigliare questa gradevolissima opera a tutti, anche solo per curiosità.
Quartieri lontani
9.0/10
Jiro Taniguchi è un grande mangaka, e da noi in occidente probabilmente rappresenta uno dei maggiori esponenti del genere seinen di alto livello. Le sue opere sono spesso pubblicate dalla Panini Comics e dalla Coconino Press.
L'edizione di "In una Lontana Città" è di quest'ultima casa editrice, davvero ben fatta in due splendidi volumi da collezione, ottimamente rilegata e con due belle copertine a colori. L'unico rammarico è il ribaltamento delle tavole che, anche se voluto dallo stesso autore, mi ha lasciato un po' perplesso, in quanto preferisco la più fedele lettura alla giapponese.
Qui la storia è incentrata su Hiroshi Nakahara, un adulto quarantottenne del 1998 con moglie e due figlie a carico. Questi dopo una sbornia serale, si ritrova nel suo stesso corpo di ragazzino di quattordici anni nel 1964.
Ora il protagonista ha la possibilità di rivivere la propria adolescenza con la sua famiglia, e di poter conoscere da vicino la storia dei suoi genitori ed in particolar modo il motivo per il quale suo padre ha abbandonato la famiglia senza un motivo apparente.
Non voglio svelarvi la trama per non rovinarvi la lettura, vi anticipo solo che questa escursione nel passato ha lo scopo di far diventare cosciente il protagonista della situazione familiare in cui versa nel presente ed affrontare così i suoi problemi, senza fuggire da essi.
Il tratto di Taniguchi è splendido, vi troverete ad ammirare moltissime vignette per i loro tratti fini ed eleganti. Le espressioni facciali dei personaggi sono azzeccate e rivelatorie dei loro sentimenti.
Taniguchi con una trama delicata e raffinata ci mostra il percorso di maturazione interiore di Hiroshi senza cadere nella retorica o nel facile buonismo.
Spesso la trama è un intreccio di azioni narrate nel passato con altre riprese nel presente, in modo da porre in risalto le varie analogie fra le situazioni.
Il finale è un po' scontato, forse affrettato, ma comunque non intacca l'alto spessore generale dell'opera.
Taniguchi ci fa capire che non si può modificare il passato con tutti gli eventi che ci hanno formato, ma si può andare a recuperare quei valori e significati che ci permettono di superare un problema nel presente, e che spesso trova le sue radici nella nostra adolescenza. Lo stesso autore sottolinea la necessità di essere padroni della propria vita, di essere fedeli a se stessi, altrimenti si vanno a creare situazioni e relazioni che il tempo farà crollare.
Il conformismo o l'altruismo da soli, per Taniguchi, non sono sufficienti per creare una famiglia equilibrata e durevole; è indispensabile una scelta consapevole, e non il semplice adeguarsi alle esigenze delle persone che ci circondano.
Una lettura consigliata, a mio avviso, ad un pubblico adulto ed esigente in grado di apprezzare opere di questo livello, e che può permettersi il costo sopra la media dei due volumi.
L'edizione di "In una Lontana Città" è di quest'ultima casa editrice, davvero ben fatta in due splendidi volumi da collezione, ottimamente rilegata e con due belle copertine a colori. L'unico rammarico è il ribaltamento delle tavole che, anche se voluto dallo stesso autore, mi ha lasciato un po' perplesso, in quanto preferisco la più fedele lettura alla giapponese.
Qui la storia è incentrata su Hiroshi Nakahara, un adulto quarantottenne del 1998 con moglie e due figlie a carico. Questi dopo una sbornia serale, si ritrova nel suo stesso corpo di ragazzino di quattordici anni nel 1964.
Ora il protagonista ha la possibilità di rivivere la propria adolescenza con la sua famiglia, e di poter conoscere da vicino la storia dei suoi genitori ed in particolar modo il motivo per il quale suo padre ha abbandonato la famiglia senza un motivo apparente.
Non voglio svelarvi la trama per non rovinarvi la lettura, vi anticipo solo che questa escursione nel passato ha lo scopo di far diventare cosciente il protagonista della situazione familiare in cui versa nel presente ed affrontare così i suoi problemi, senza fuggire da essi.
Il tratto di Taniguchi è splendido, vi troverete ad ammirare moltissime vignette per i loro tratti fini ed eleganti. Le espressioni facciali dei personaggi sono azzeccate e rivelatorie dei loro sentimenti.
Taniguchi con una trama delicata e raffinata ci mostra il percorso di maturazione interiore di Hiroshi senza cadere nella retorica o nel facile buonismo.
Spesso la trama è un intreccio di azioni narrate nel passato con altre riprese nel presente, in modo da porre in risalto le varie analogie fra le situazioni.
Il finale è un po' scontato, forse affrettato, ma comunque non intacca l'alto spessore generale dell'opera.
Taniguchi ci fa capire che non si può modificare il passato con tutti gli eventi che ci hanno formato, ma si può andare a recuperare quei valori e significati che ci permettono di superare un problema nel presente, e che spesso trova le sue radici nella nostra adolescenza. Lo stesso autore sottolinea la necessità di essere padroni della propria vita, di essere fedeli a se stessi, altrimenti si vanno a creare situazioni e relazioni che il tempo farà crollare.
Il conformismo o l'altruismo da soli, per Taniguchi, non sono sufficienti per creare una famiglia equilibrata e durevole; è indispensabile una scelta consapevole, e non il semplice adeguarsi alle esigenze delle persone che ci circondano.
Una lettura consigliata, a mio avviso, ad un pubblico adulto ed esigente in grado di apprezzare opere di questo livello, e che può permettersi il costo sopra la media dei due volumi.
Fondamentalmente sono d'accordo con lei sul principio: "fanno benissimo quello che un'opera di intrattenimento deve principalmente fare: farmi passare un bel quarto d'ora."
Comunque "in una lontana città" credo che lo leggerò prima o poi visto che mio fratello ha intenzione di comprarlo...
Hanasakuiroha sono un suo fan dalle prime puntate uscite subbate, ma non me ne voglia rieper, il voto tondo è un pò troppo generoso...un 7 o anche un 8 mi sembrano più confacenti, consigliato giustamente a tutti gli amanti dello slice of life
Complimenti ai recensori, ma menione speciale ad hallymay...già l'avatar di Daria ma la dichiarazione di coattaggine e il richiamo fantozziano meriano spolliciate triple!
Io la penso esattamente come Bruce Springsteen, il quale a proposito della musica rock diceva: " Da una parte credo che si possa influenzare in qualche modo la vita della gente, ma dall'altra credo che è solo intrattenimento e devi fare ballare la gente prima di tutto."
Io la penso esattamente come hallymay che la pensa come Bruce Springsteen ^-^ se un'opera non impegnata mi avrà colmato di risate/pianti/malinconia/sentimenti random, avrà un 10.
Nel frattempo spollicio la sua recensione per il divertimento che mi ha regalato, mi segno Hana-saku iroha per quando avrò voglia di un altro slice-of-life animato e mi prendo a cuscinate per non aver ancora letto nulla di Taniguchi. Però ho visto la mostra lui dedicata a Lucca ed era meravigliosa :O
Hana saku iroha non mi è dispiaciuto, ma non lo considero un anime da eccellenza. Rieper dice bene però, ha una storia molto semplice che sa appassionare.
non tanto per la recensione dell'opera in se, in quanto Gourmet
non mi ispirava a priori e non l'ho letto.
Ma concordo con la sua filosofia e sul concetto di intrattenimento.
I fumetti, l'animazione, il cinema, il teatro piuttosto che i libri o i videogiochi
devono prima di tutto intrattenere il pubblico che ha pagato
per "passare del tempo con loro" (non fraintendete maliziosi).
Certo avere la libertà più totale nel creare un opera è bello;
permette di fare esattamente quello che si vuole.
Ma per contro il non scendere a compromessi crea il rischio
che l'opera sia talmente "personale" da non crare empatia
nei confronti del suo stesso pubblico.
Che non sia il migliore manga di Taniguchi mi può star bene..ma non che sia una c****A !
SONO ALTRE LE OPERE DA 3 >___<
Cioè delle CAMMELLATE ù__ù
Tralasciando il voto che non mi interessa e che esprimendo un giudizio soggettivo è difficilmente contestabile, il relegare il fumetto, film, videogiochi e addirittura libri a mero intrattenimento e errato, vi confondete perchè date al media un ruolo limitato all'utilizzo per il quale voi lo pensate in questp momento ma non è che un'opera dato che a fumetti deve essere per forza "leggera", un autore racconta una storia ed è questa che può essere seria o meno. Pensate a Maus, è un fumetto che racconta dei lager nazisti.
Per riprendere la citazione ti Springsteen, lui poteva anche avere ragione, ma limitandosi al tipo di musica che fa lui, mica avrebbe ragione a dire che la musica in generale serve a far ballare la gente. Credo che su questo si possa essere tutti daccordo. I fumetti, i libri i film o che vanno sempre considerati secondo il genere cui appartengono sia esso Giallo, Horror, Shonen, Drammatico, Saggistica, Commedia, per Bambini e così via.
Per tornare a Gourmet, l'opera di Taniguchi non è uno Shonen si Jump, è ovviamente più riflessiva, pacata e volendo anche poetica perchè è così che l'ha pensata l'autore, pretendere altro sarebbe inutile e ovviamente questo può poi piacere o non piacere.
Quoto solo Blackjack90.
Siccome vengo da un flame in un forum così potente che ha portato all'implosione del forum stesso, non ho voglia di estenuanti discussioni. Quindi dirò a chi si sente offeso dal mio 3 a Gourmet: SONO IRONICA. Cioè a me Gourmet ha veramente provocato l'abbiocco, ma siccome molti lo amano, mi sono PRESA IN GIRO. Ok? Quindi quando ho messo la frase di Springsteen sull'intrattenimento per fare capire che un'opera elitaria di questo tipo può anche non avere l'audience che ci si aspetta e spiegare il perché (d'altronde Springsteen è un grandissimo, ma certo non è un autore elitario né uno sperimentatore, anzi, ed è anche l'autore di canzoni tamarrissime e idiote come Cadillac Ranch). Ho voluto fare una recensione parodia perché non ho capito niente di Gourmet mentre tanti utenti e lettori si, e lo amano. Avrei potuto scrivere una recensione al vetriolo, ma era chiaro che io non ho la finezza per capire Taniguchi, o almeno quest'opera, per questo ho detto "mbè, io sono una coatta, mi guarda Galla Force che ci sono le sgallettate che combattono!", proprio perché fa ridere il confronto: un po' come Fantozzi che fa vedere all'odioso Guido Maria Balamban l'Esorciccio. Non penso che Taniguchi sia un cattivo autore, assolutamente, Gourmet non è oggettivamente brutto, sono io troppo coatta per non capirne la finezza. Ragazzi, prendetela alla leggere la recensione su Gourmet, l'ho scritta per ridere!
Ok, ora possono partire i pipponi sul veramente vero significato dell'intrattenere, del significante e della critica della ragion pura.
*Dlin Dlon*
Ad esempio hyde & closer non mi è piaciuto...ma gli darei non meno di 5 comunqueXD
Gourmet non l'ho letto ma sicuramente avrei la stessa reazione di Hallymay che ha scritto la recensione piu' divertente di quest'oggi.
Hana-saku iroha per il momento non e' sul mio radar.
Una città Lontana non l'ho letto purtroppo.
Quest'ultimo, particolare per la totale assenza di dialoghi e per il rappresentare lo scorrere quotidiano di una giornata, a me non ha fatto impazzire.Capisco quindi hallyman se afferma di trovare noioso Gourmet e non la biasimo.
Devo recuperare questi due, ma ahimè Taniguchi se lo fanno pagare un botto.
Per quanto riguarda hana-saku iroha beh...da quando sto guardando toradora gli slice of life sono saliti in graduatoria per me.
un giorno anch'io mi vedrò pubblicata una recensione su questa rubrica...è solo questione di tempo. *__*
Detto questo però devo dire che entrambi rischiano di dare a chi fosse interessato a quest'opera di Taniguchi un'idea, a mio avviso, errata.
In un altro commento, infatti, meitei, sulla base della recensione e dei commenti, ha definito Gourmet un manga da Fuori Orario. Ora secondo me non ci potrebbe essere valutazione più lontana dalla realtà.
Gourmet non è affatto un manga elitario in cui si nascondono chissà quali abissi di profondità accessibili solo ad una ristretta cerchia di illuminati.
Molto più semplicemente è un manga sulla cucina e la ristorazione giapponese: è la dimostrazione che con il fumetto si può realmente raccontare (in modo più o meno riuscito) qualsiasi cosa, anche la banale storia di un tizio qualunque a cui piace mangiare cibi tradizionali nei ristoranti e nelle osterie.
Gourmet non è altro che questo non c'è nulla di eccessivamente complicato da comprendere dietro le sue pagine: è un manga che parla di cibo giapponese ed in mancanza di una trama (perché effettivamente non ne ha) usa l'ambientazione e le atmosfere per attirare il lettore. Certamente può riuscirci o meno a seconda dei gusti personali e dei propri interessi (come qualsiasi opera), ed infatti chiunque può giustamente dire che non gli è piaciuto, ma considerarlo un manga pretenzioso ed elitario per "gente di un certo livello" lo trovo sbagliato.
Hai ragione anche tu, nel senso che secondo me è tutta una questione di come ci si approccia alle cose.
Io, e sottolineo io, leggo manga/guardo anime/gioco ai videogames/guardo film/leggo libri per intrattenimento; non lo faccio per cercare il senso della vita o per raggiungere la divina illuminazione! Se succede, ben venga, è cosa certamente gradita, ma lo considero un surplus, quindi se un'opera non riesce nell'intento di intrattenermi e mi fa sbadigliare... bè allora quell'opera non ha raggiunto lo scopo che io personalmente mi ero prefissata!
Non discuto ovviamente su Gourmet nello specifico dato che non l'ho letto, è una considerazione generale.
@Hallymay : non ho mai visto quel film di Fantozzi, ma se non sbaglio è quello il film dove esclama la famosa frase "La corazzata Potemkin è una c****ta pazzesca", vero?
In una lontana città l'ho adorato alla follia. Ogni tanto lo riprendo in mano e mi commuovo solo a sfogliarlo. Una storia matura e profonda che consiglio a tutti di leggere. Della serie che l'ha letto anche mio padre, che non ne capisce molto di manga, e gli è piaciuto
Sono molto curioso di vedere l'adattamento francese, prima o poi lo guardo di sicuro.
Per quanto riguarda Gourmet (meglio noto come "L'uomo che mangia"), il voto è esagerato, ma la recensione mi ha fatto morir dal ridere.
E' stato il mio secondo Taniguchi (letta l'edizione "bignami" insieme a L'uomo che cammina nel volume di Repubblica) e lo trovai meno interessante rispetto a quest'ultimo, ma sempre molto bello e poetico.
E' un fumetto assolutamente non per tutti, strano, di difficile comprensione per un occidentale. Di certo non è il miglior Taniguchi, ma ha il suo perchè, soprattutto se si considera che la storia non è sua.
Complimenti a tutti i recensori.
Tutti titoli già inseriti in wishlist.
Complimenti ai tre recensori!
PS: Piccola precisazione fantozziana: l'odioso direttore si chiama Guidobaldo Maria Riccardelli e fra i film trash che gli vengono imposti, oltre a "L'esorciccio", vi sono anche "Giovannona coscia lunga" e "La polizia s'incazza", non a caso tre titoli archetipici dei generi (comico/demenziale, scollacciato e poliziottesco) imperanti al botteghino negli anni '70.
In una lontana città idem al contrario. Un ottimo manga ma (io non sono abituato ad esagerare coi voti) il voto 9 è fin troppo alto.
So che quando si vede un voto come il 10 è facile storcere il naso per chi magari non ha visionato quell'opera o magari non è stata di suo gradimento. Però il voto (parlo almeno per me) non ha alcun valore in una recensione perchè è la parte più personale di ciò che si scrive, e serve giusto a far capire quanto è piaciuto quell'opera al recensore.
Ammetto di avere un debole per gli slice of life, se ben fatti, ma posso assicurare che non sono mai troppo largo o troppo tirchio di voti. Lasciatevi incuriosire da ciò che è scritto nelle recensioni invece di fossilizzarvi sui voti, persino quando la recensione è negativa date un occhiata all'opera recensita! Mettete che un'opera è cosi trash (tanto per dire) da risultare un must?
Gourmet non è compreso dalla maggior parte dei lettori italiani per il semplice fatto che non conoscono la cucina giapponese, non apprezzando la diversità di sapori che può offrire.
Questa storia è tipica della poetica di Taniguchi, racconta le semplici vicende di una persona. Come lo è stato per L'uomo che cammina, anche qui non si fa altro che seguire la storia del nostro protagonista, guardando la vita quotidiana giapponese e scoprendo anche qualcosa del suo passato.
Detto questo capisco pure che non sia propriamente per tutti, meglio leggere un bello shonen divertente che un'opera più impegnata
Discorso opposto per Una Lontana Citta',a mio avviso uno degli apici della sua produzione fumettistica (e vedro' di recuperare il film).
Non sono mai stato uno a cui piace cercare i significati nascosti o la filosofia velata in un opera (sia essa libro, fumetto o film). Nella maggior parte dei casi, quando leggo un manga quello che conta è ciò che ho provato durante la lettura, e non per quanto tempo ci ho riflettuto una volta riposto sulla mensola.
Detto questo, Gourmet mi è piaciuto molto. Non credo abbia chissà quali significati nascosti, e se ci sono io non sono stato in grado di coglierli. Ma è in grado di regalare sensazioni comprensibili a tutti, ed è questa la forza di Jiro Taniguchi.
Dire che è la storia di un impiegato che va a mangiare in un ristorante forse è corretto, ma profondamente ingiusto nei confronti del manga.
Il vero protagonista della storia è il cibo, delle sensazioni che regala guardandolo, annusandolo e assaporandolo. La reazione a un sapore piccante o a quello dolce, l'accostamento di colori e la consistenza, l'abbinamento di un piatto con un certo tipo di bevanda.
I diversi ristoranti (e quindi l'ambiente) regalano un altro tipo di sensazioni: dall'atmosfera gioviale e alcolica del bar alla tranquillità del ristorante Yakiniku, e come esse influiscono sulla fruizione dei piatti.
Tutte impressioni descritte alla perfezione, e che chiunque può capire e di cui può godere.
Abbandonarsi al piacere del cibo insieme al protagonista diventa naturale e facile, e questo ha stimolato i miei sensi più di quello che riesce a fare un qualsiasi volume di un qualsiasi shonen. E se i piatti sono a noi sconosciuti è ancora meglio, ci si abbandona completamente a quello che leggiamo per cercare di cogliere tutti gli aspetti che non conosciamo.
Questa è stata la mia esperienza con questo manga. Potrà sembrare esagerata ad alcuni, ma sono sicuro che è quello che Taniguchi voleva comunicare quando ha scritto Gourmet.
Di Taniguchi non conosco praticamente nulla, ma come immaginavo Gourmet non è un'opera che mi si confà e non ne capirei il valore, come per hallymay
In una città Lontana invece mi piacerebbe leggerlo visto le tematiche particolare che mi possono interessare... nota dolente: i prezzi di quest'opera molto più che proibitivi...
Piccolo OT: finalmente ieri e oggi sono riuscito a vedere Hoshi wo Ou Kodomo che avevate consigliato qualche rubrica fa... molto carino e una grafica pazzesca!!
Il destino ti punirà facendoti innamorare di una persona (non so di che sesso sei) che ha la statua di Misato Katsuragi in casa.
Poi dovresti andare a piangere dai moderatori riguardo la mia splendidissima recensione di 009-1, perché come tu sai le recensioni sono corrette prima di essere pubblicate e nessuno ha fatto correzioni. Non sarà che sei tu ti che ti sbagli?
Gourmet non l' ho letto perchè non mi interessava il soggetto.
Il 3 di Hallymay lo trovo eccessivo, io un 5-6 glielo avrei dato, riesce a farmi venire l'acquolina in bocca questo manga, insomma mi da una sensazione di fame ^^. Quindi l'opera seppur stramba ha ottenuto il mio gradimento.
Nella sua assurdità un pochino colpisce, c'ho messo un 7-8 capitoli prima di interessarmi seriamente a questo manga, ma se dovete spendere 10.90 ( o 15 euro mo non ricordo), prendetevi altre opere di Taniguchi tipo Al Tempo di Papà, questa è un'opera atipica, e che giustamente non comunica molto.
Nonostante ciò, non ho mai avuto il piacere di leggere In una lontana città: rimedierò a breve.
Parliamoci chiaramente, quest'opera non rappresenta per niente il TOP di Taniguchi, ed è anche lontana dal suo stile, non comunica niente ( a me la fame vabbè XD), non tratta di alcuna tematica, il personaggio dello spazzolatore non lascia niente al lettore quindi...
Ogni tanto anche i migliori collezionano dei fiaschi ( Kotaro, il faboy di Taniguchi è stato il primo a dirmelo in una discussione che ebbi con lui), e sinceramente non c'è da vergognarsene e non bisogna difendere all'estremo l'indifendibile, il signor Taniguchi ha creato tantissime opere di levatura ben superiore ad essa quindi invece di mettere la questione su:
"Taniguchi ha toppato e questo non lo posso ammettere perchè lui è Dio sceso in terra"
Dite invece
" Taniguchi invece di aver creato 20 capolavori ( quanta roba ha fatto) ne ha creati 19..."
@Hallymay
Dieta, brutta bestia....se si legge questo manga si riesce di diventare ciccion obess, poichè subito ti viene una grande fame.
Gourmet lo paragono ai manga di Urasawa ( Happy e 20 TH CB nello specifico), nel senso che Taniguchi in questo manga mi ha fatto venir fame, come accade nelle opere di Urasawa, dove i personaggi mangiano in ogni capitolo XD.
O meglio, forse per qualcuni potrà essere così, e lo capisco, ma non è l'intenzione degli autori.
In maniera speculare a L'uomo che cammina, anche qui il messaggio è non lasciarsi trascinare dalla frenesia della vita ma fermarsi ad apprezzare le belle, piccole cose che essa offre ogni giorno: là le passeggiate e i paesaggi, qua il piacere del cibo nelle sue diverse forme.
Magari è più noioso vedere un uomo che mangia rispetto a uno che cammina, e lo capisco, ma io non credo che sia un fumetto vuoto.
E' un'opera che soffre dei difetti di quelle solo disegnate e non scritte da Taniguchi, ma non è la peggiore, fra quelle da lui realizzate. Per quanto mi riguarda è sempre dello splatter fuori contesto di Benkei a New York
Veramente lo splatter in Benkei non e' affatto fuori contesto, trattandosi della storia di un killer specializzato in operazioni di vendetta che non usa armi da fuoco ma solo armi bianche. E' un fumetto fatto per piacere ai fan dell'hard boiled. Che poi tu (o io) non lo siamo e' un altro discorso.
Mi sono spiegato male. Non intendevo dire che lo splatter era fuori contesto per il suo genere, anzi ci sta tutto. "Fuori contesto" era riferito a Taniguchi, che è molto più a suo agio con storie più tranquille e di tutt'altro genere, per questo "Benkei a New York" non gli è riuscito poi così bene come altre opere
Vero, i disegni son molto belli e adatti al genere, ma personalmente quando penso a Taniguchi non penso a questo tipo di opere... e nemmeno lui
Magari è più noioso vedere un uomo che mangia rispetto a uno che cammina, e lo capisco, ma io non credo che sia un fumetto vuoto."
Mah...io ho apprezzato 10 volte di più Gourmet rispetto all'Uomo che Cammina ( ma il mio dissenso verso quest'opera già lo conosci ^^). Anche se il messaggio di fondo che l'autore vuole comunicarci è quello, io ho notato queste tematiche maggiormente presenti nell'uomo che cammina, che in quest'opera.
Cmq l'opera tra quelle che ho letto dove ho visto Taniguchi faticare come un matto, è stato il Libro Del Vento, che soggettivamente a me piace un casino ( a me piace tantissimo la storia), però si vede ce l'autore faceva fatica e che la storia non era di suo gradimento. Delle 5-6 opere sue che ho letto noto, che Taniguchi è un autore improntato all'intimo, indagatore dell'animo umano e dei sentimenti. Vorrei vedere qualche sua opere dove s'impegna nel sociale insomma.
Cmq Taniguchi e lo splatter non vanno malamente d'accordo, in Blanca l'ho visto a suo agio...sa destreggiarsi bene insomma.
In Una città Lontana, perchè non lo trovo da nessuna parte cavolo!!!!!!!!!!!!!
Ho dovuto ripiegare su un'altra sua storia sempre della Taniguchi collection che era l'unica che mancava alla mia collezione ( oltre a Tokyo Killers che non prenderò per via delle pagine a colori fallate della Planet Manga), ovvero L'Olmo ed altri racconti, spero che sia di mio gradimento come i precedenti.
009-1, perché come tu sai le recensioni sono corrette prima di essere pubblicate e nessuno ha fatto correzioni. Non sarà che sei tu ti che ti sbagli?
Ma scusa pensi che faccio lo spocchioso senza avere la certezza dato che sono tutti e 2 autori che conosco molto bene? Se non ti fidi ci sono sempre siti da poter controllare ehehh Comunque posso dirti che molte tue recensioni sono scritte bene e concordo con il voto!
Un quadro può raffigurare un personaggio, un evento, una situazione. Ma non c'è nessuno sviluppo, nessun colpo di scena, nessun intreccio narrativo. Il dipinto è quello che si ha davanti e basta.
Queste opere di Taniguchi vanno lette per quello che sono: rappresentazioni visive di uno stile di vita, da ammirare per la loro bellezza, per il disegno e infine per le emozioni ed i sentimenti che ci trasmettono.
Se proprio vogliamo possiamo anche leggerci un messaggio, quello della bellezza nella semplicità e nella quotidianità. Ma non aspettiamoci che si tramutino in qualcos'altro, che girando la "tela" possiamo trovare un proseguo del dipinto.
In una lontana città l'han ristampato in almeno tre diverse edizioni
La più recente e dunque più facilmente trovabile è l'edizione in un unico volume della Coconino Press, che però si chiama "Quartieri lontani".
Non lo sapevo, ho verificato, grazie
bella recensione, solitamente su questo sito si è troppo buoni sia con i voti che con determinati mangaka (non è detto che se uno fa' una serie di successo tutto ciò che pubblichi sia stupendo). Ancora mi devo decidere a prendere qualcosa di Taniguchi anche se sono molto scettico, ogni volta che sono in fumetteria e sfoglio qualcosa di suo non mi vien voglia di prender nulla.
E comunque City Hunter non vorrà dire niente, ma cavolo fa spanciare dal ridere. Non toccatemelo che mi arrabbio.
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