Grazie alla nostra wishlist possiamo fornire una serie di interessanti dati statistici.
Studiandoli e incrociandoli con gli eventi che hanno caratterizzato il 2011 possiamo giungere a formulare una serie di interessanti considerazioni sullo stato del mercato italiano.
Dai grafici si può facilmente notare come l’offerta sia aumentata: in pratica per l’intera durata dell’anno si sia registrata una media di volumetti rilasciati superiore a quella dell’anno precedente. Se un appassionato fosse tanto folle da volere acquistare tutto dovrebbe spendere cifre da capogiro, per esempio a dicembre dello scorso anno più di 1000 Euro. Fortunatamente i prezzi non sono aumentati e hanno invece segnato una leggera discesa, anche se a tal proposito c’è da segnalare che i grafici nascondono delle situazioni curiose che rendono necessarie ulteriori considerazioni, che andremo a formulare qui di seguito.
Perché è aumentata l’offerta?
Prima di tutto c’è da registrare l’entrata di un nuovo editore con un buon numero di proposte mensili, ovvero Goen. D’altro canto è praticamente scomparsa d/visual, anche se già nel 2010 non è che fosse molto presente e continua nelle proposte. Infine alcuni editori hanno aumentato il proprio parco titoli e fra questi GP è quella che, nella seconda metà dell’anno, è stata più propositiva. La situazione poi è risultata particolarmente intricata nel mesi di Settembre, Novembre e Dicembre, dove l’offerta di titoli è stata davvero impressionante.
Che conseguenze ha questo eccesso di offerta?
Per gli editori le conseguenze sono piuttosto rilevanti, soprattutto per chi ha meno forza e non riesce ad acquisire visibilità nelle fumetterie. La strategia di incrementare le proprie proposte, anche con titoli di qualità a volte discutibile, permette all’editore di acquisire visibilità, affermare in qualche modo il suo marchio e cercare di ritagliarsi dei lettori. Fisicamente occuperà nelle librerie un’area superiore oppure scalzerà in minor tempo, qualora ci fosse poco spazio, altri editori dai posti più in vista. Tuttavia una maggiore offerta porta a livellarsi verso il basso il numero delle copie vendute: visto che il mercato rimane circa lo stesso e l’appassionato difficilmente può incrementare la propria spesa mensile, dovrà per forza scegliere e quindi, mediamente, ogni volumetto venderà meno copie. In questo modo diminuiscono i margini, gli editori più piccoli e con meno liquidità rischiano di entrare in seria difficoltà e sono costretti a adottare strategie di vario tipo per restare in piedi. Chi invece ha mezzi finanziari più solidi può permettersi strategie aggressive, per esempio proporre il primo numero a prezzi stracciati, in modo da acquisire lettori che in una certa parte, probabilmente, riuscirà a mantenere.

Grafico 1: la somma mensile del costo di tutti i volumetti rilasciati. La spesa risulta in aumento, nonostante il prezzo
medio sia più basso. Vuol dire che vengono rilasciati ogni mese più volumetti.
Maggiore offerta, vuol dire prezzi più bassi?
I dati in nostro possesso sembrano avvallare questa tesi, tuttavia la situazione merita un’attenta analisi di quanto è accaduto.
Prima di tutto è scomparsa, o quasi, d/visual, che proponeva per le sue ottime edizioni prezzi sopra la media e rilasciava a raffica titoli nell’arco di un solo mese, facendo da sola aumentare la media dei prezzi. Inoltre Goen ha fatto tornare in voga una pratica che recentemente era caduta un po’ in disuso, ovvero quella di vendere primi numeri ad un prezzo molto basso. E’ stata a breve seguita dagli altri editori e tutt’ora si ripresenta con una certa costanza. La necessità è quella di acquisire visibilità e lettori: visto che le librerie sono sempre più affollate e che il lettore è spesso squattrinato e non sempre informato, tali volumetti si dimostrano un buona esca. Ovviamente l’editore che non riesce a riproporre tale strategia, soprattutto per titoli con un target molto mainstream, rischia di essere tagliato fuori.
A Goen si sono accodate prima Star Comics, poi Panini, e sugli scaffali sono arrivati molti volumetti venduti ad uno, due o massimo tre euro. Pur trattandosi soltanto del primo numero la frequenza è stata tale che ha influito sul prezzo medio dei volumetti. Inoltre la concorrenza sempre più spietata e la contrazione generale dei consumi hanno portato gli editori a non aumentare i prezzi, rimasti in linea con il precedente anno. Guardando tuttavia il grafico si può notare come il costo medio dei volumetti, nei mesi di Novembre e Dicembre, sia di nuovo aumentato segnando il record assoluto da sempre. Un caso o un’inversione di tendenza?
Maggiore offerta, vorrà dire prezzi più alti?
Temo, ma è solo una speculazione personale, che sarà così: i piccoli dovranno essere molto oculati nel scegliere i titoli. Dovranno indirizzarsi direttamente ad una nicchia di appassionati, ad uno zoccolo duro disposto a spendere qualcosa in più per quello che cerca. Eviterà di indirizzarsi al pubblico generico e si limiterà agli appassionati più consapevoli dei prodotti rilasciati e magari affezionati a determinati autori. Cercheranno probabilmente di proporre buone edizioni, dovranno, per rimanere a galla, alzare i prezzi e potrebbero anche optare per tempistiche di serializzazione più lunghe.
Gli altri, invece, continueranno a scannarsi per i titoli più mainstream tuttavia, visto che la situazione non può proseguire all’infinito, aumenteranno i prezzi dal secondo volumetto in poi, continuando a offrire i primo a prezzo scontato.

Grafico 2: il costo mensile medio dei volumetti rilasciati. I prezzi sono mediamente a livelli inferiori di quelli
del 2009. Fanno eccezione gli ultimi 2 mesi, dove i prezzi hanno segnato il record assoluto di sempre.
Il problema della distribuzione
Questo 2011 si è anche caratterizzato per una crescente intolleranza da parte di alcuni editori verso l’attuale sistema di distribuzione.
Il problema, fondamentalmente, è che i principali distributori sono indissolubilmente legati ai principali editori, essendo di fatto della stessa proprietà. Questi, avendo la distribuzione in casa, si pongono in una posizione di vantaggio rispetto agli altri. Non solo hanno costi minori, ma di fatto mangiano parte degli utili dei concorrenti: l’editore X, scegliendo un distributore, contribuisce a fornire liquidità e utili all’editore concorrente, che potrà a quel punto proseguire con politiche editoriali aggressive. Ancora, l’editore che ha il distributore in casa, può permettersi di dettare certe regole su magazzini e giacenze, influenzando in qualche modo anche le tirature, imponendo dei minimi a negozianti e concorrenti.
Tali situazioni, complici probamente anche altri fattori, hanno spinto certi editori di cercare metodi alternativi di distribuzione. Non è un problema inedito, già d/visual aveva identificato il problema e cercato un metodo di distribuzione in qualche modo ‘fai da te’, proponendosi inizialmente direttamente alle fumetterie. Nel 2011 il problema della distribuzione è stato particolarmente d’attualità in casa Ronin Manga e GP. La seconda ha avuto un inizio 2011 piuttosto problematico e ha scelto un cambio drastico: forte di una certa solidità è riuscita a tirare in ballo una figura inedita nel settore, ovvero Messaggerie. Anche Ronin ha optato per un cambiamento nella propria distribuzione, tuttavia ad oggi ancora le cose non filano del tutto lisce visto che alcune fumetterie segnalano problemi e ritardi nel ricevere i loro volumetti.
Il trend sembra continuare anche nel 2012, visto che anche JPOP sembra in odore di un passaggio verso Messaggerie.
Le prospettive per il 2012?
E’ innegabile che il settore qualche problema l’abbia, tuttavia il mercato c’è e ha fame di nuovi prodotti. Nonostante la frammentazione dell’offerta e una qualità dei titoli proposti non sempre all’altezza, di euro ne girano. Solo sul nostro sito l’utenza ha comprato manga per quasi 5 milioni di Euro e sicuramente chi utilizza la nostra wishlist è una netta minoranza rispetto al pubblico che acquista anime e manga. Il problema è che essendoci sempre più editori che provano a mangiare dalla stessa mangiatoria, ognuno si dovrà accontentare di una porzione progressivamente minore. Il rischio è che qualcuno salti, con conseguenze negative soprattutto per gli appassionati che vedranno irrimediabilmente interrotte alcune opere che magari stavano seguendo con entusiasmo.

Grafico 3: il 2011 si dimostra di gran lunga l'anno con più volumetti rilasciati di sempre.
Concludo sottolineando che queste sono soltanto considerazioni personali: non sono dentro alle logiche editoriali, pertanto alcuni passaggi potrebbero non corrispondere alla reale situazione del mercato. Mi sono limitato ad analizzare i nostri numeri e a ragionarci un po’ sopra, incrociandoli con alcune notizie riportate su AnimeClick.it e ad alcune nozioni che mi sono fatto in questi anni a seguito di chiacchierate con alcuni addetti ai lavori.
Spero che mi perdonerete imprecisioni ed errori e che gradirete lo spunto discussione che ho tentato di offrire con questa notizia. Invito tutti ad implementare le mie osservazioni nei commenti.
Studiandoli e incrociandoli con gli eventi che hanno caratterizzato il 2011 possiamo giungere a formulare una serie di interessanti considerazioni sullo stato del mercato italiano.
Dai grafici si può facilmente notare come l’offerta sia aumentata: in pratica per l’intera durata dell’anno si sia registrata una media di volumetti rilasciati superiore a quella dell’anno precedente. Se un appassionato fosse tanto folle da volere acquistare tutto dovrebbe spendere cifre da capogiro, per esempio a dicembre dello scorso anno più di 1000 Euro. Fortunatamente i prezzi non sono aumentati e hanno invece segnato una leggera discesa, anche se a tal proposito c’è da segnalare che i grafici nascondono delle situazioni curiose che rendono necessarie ulteriori considerazioni, che andremo a formulare qui di seguito.
Perché è aumentata l’offerta?
Prima di tutto c’è da registrare l’entrata di un nuovo editore con un buon numero di proposte mensili, ovvero Goen. D’altro canto è praticamente scomparsa d/visual, anche se già nel 2010 non è che fosse molto presente e continua nelle proposte. Infine alcuni editori hanno aumentato il proprio parco titoli e fra questi GP è quella che, nella seconda metà dell’anno, è stata più propositiva. La situazione poi è risultata particolarmente intricata nel mesi di Settembre, Novembre e Dicembre, dove l’offerta di titoli è stata davvero impressionante.
Che conseguenze ha questo eccesso di offerta?
Per gli editori le conseguenze sono piuttosto rilevanti, soprattutto per chi ha meno forza e non riesce ad acquisire visibilità nelle fumetterie. La strategia di incrementare le proprie proposte, anche con titoli di qualità a volte discutibile, permette all’editore di acquisire visibilità, affermare in qualche modo il suo marchio e cercare di ritagliarsi dei lettori. Fisicamente occuperà nelle librerie un’area superiore oppure scalzerà in minor tempo, qualora ci fosse poco spazio, altri editori dai posti più in vista. Tuttavia una maggiore offerta porta a livellarsi verso il basso il numero delle copie vendute: visto che il mercato rimane circa lo stesso e l’appassionato difficilmente può incrementare la propria spesa mensile, dovrà per forza scegliere e quindi, mediamente, ogni volumetto venderà meno copie. In questo modo diminuiscono i margini, gli editori più piccoli e con meno liquidità rischiano di entrare in seria difficoltà e sono costretti a adottare strategie di vario tipo per restare in piedi. Chi invece ha mezzi finanziari più solidi può permettersi strategie aggressive, per esempio proporre il primo numero a prezzi stracciati, in modo da acquisire lettori che in una certa parte, probabilmente, riuscirà a mantenere.

Grafico 1: la somma mensile del costo di tutti i volumetti rilasciati. La spesa risulta in aumento, nonostante il prezzo
medio sia più basso. Vuol dire che vengono rilasciati ogni mese più volumetti.
Maggiore offerta, vuol dire prezzi più bassi?
I dati in nostro possesso sembrano avvallare questa tesi, tuttavia la situazione merita un’attenta analisi di quanto è accaduto.
Prima di tutto è scomparsa, o quasi, d/visual, che proponeva per le sue ottime edizioni prezzi sopra la media e rilasciava a raffica titoli nell’arco di un solo mese, facendo da sola aumentare la media dei prezzi. Inoltre Goen ha fatto tornare in voga una pratica che recentemente era caduta un po’ in disuso, ovvero quella di vendere primi numeri ad un prezzo molto basso. E’ stata a breve seguita dagli altri editori e tutt’ora si ripresenta con una certa costanza. La necessità è quella di acquisire visibilità e lettori: visto che le librerie sono sempre più affollate e che il lettore è spesso squattrinato e non sempre informato, tali volumetti si dimostrano un buona esca. Ovviamente l’editore che non riesce a riproporre tale strategia, soprattutto per titoli con un target molto mainstream, rischia di essere tagliato fuori.
A Goen si sono accodate prima Star Comics, poi Panini, e sugli scaffali sono arrivati molti volumetti venduti ad uno, due o massimo tre euro. Pur trattandosi soltanto del primo numero la frequenza è stata tale che ha influito sul prezzo medio dei volumetti. Inoltre la concorrenza sempre più spietata e la contrazione generale dei consumi hanno portato gli editori a non aumentare i prezzi, rimasti in linea con il precedente anno. Guardando tuttavia il grafico si può notare come il costo medio dei volumetti, nei mesi di Novembre e Dicembre, sia di nuovo aumentato segnando il record assoluto da sempre. Un caso o un’inversione di tendenza?
Maggiore offerta, vorrà dire prezzi più alti?
Temo, ma è solo una speculazione personale, che sarà così: i piccoli dovranno essere molto oculati nel scegliere i titoli. Dovranno indirizzarsi direttamente ad una nicchia di appassionati, ad uno zoccolo duro disposto a spendere qualcosa in più per quello che cerca. Eviterà di indirizzarsi al pubblico generico e si limiterà agli appassionati più consapevoli dei prodotti rilasciati e magari affezionati a determinati autori. Cercheranno probabilmente di proporre buone edizioni, dovranno, per rimanere a galla, alzare i prezzi e potrebbero anche optare per tempistiche di serializzazione più lunghe.
Gli altri, invece, continueranno a scannarsi per i titoli più mainstream tuttavia, visto che la situazione non può proseguire all’infinito, aumenteranno i prezzi dal secondo volumetto in poi, continuando a offrire i primo a prezzo scontato.

Grafico 2: il costo mensile medio dei volumetti rilasciati. I prezzi sono mediamente a livelli inferiori di quelli
del 2009. Fanno eccezione gli ultimi 2 mesi, dove i prezzi hanno segnato il record assoluto di sempre.
Il problema della distribuzione
Questo 2011 si è anche caratterizzato per una crescente intolleranza da parte di alcuni editori verso l’attuale sistema di distribuzione.
Il problema, fondamentalmente, è che i principali distributori sono indissolubilmente legati ai principali editori, essendo di fatto della stessa proprietà. Questi, avendo la distribuzione in casa, si pongono in una posizione di vantaggio rispetto agli altri. Non solo hanno costi minori, ma di fatto mangiano parte degli utili dei concorrenti: l’editore X, scegliendo un distributore, contribuisce a fornire liquidità e utili all’editore concorrente, che potrà a quel punto proseguire con politiche editoriali aggressive. Ancora, l’editore che ha il distributore in casa, può permettersi di dettare certe regole su magazzini e giacenze, influenzando in qualche modo anche le tirature, imponendo dei minimi a negozianti e concorrenti.
Tali situazioni, complici probamente anche altri fattori, hanno spinto certi editori di cercare metodi alternativi di distribuzione. Non è un problema inedito, già d/visual aveva identificato il problema e cercato un metodo di distribuzione in qualche modo ‘fai da te’, proponendosi inizialmente direttamente alle fumetterie. Nel 2011 il problema della distribuzione è stato particolarmente d’attualità in casa Ronin Manga e GP. La seconda ha avuto un inizio 2011 piuttosto problematico e ha scelto un cambio drastico: forte di una certa solidità è riuscita a tirare in ballo una figura inedita nel settore, ovvero Messaggerie. Anche Ronin ha optato per un cambiamento nella propria distribuzione, tuttavia ad oggi ancora le cose non filano del tutto lisce visto che alcune fumetterie segnalano problemi e ritardi nel ricevere i loro volumetti.
Il trend sembra continuare anche nel 2012, visto che anche JPOP sembra in odore di un passaggio verso Messaggerie.
Le prospettive per il 2012?
E’ innegabile che il settore qualche problema l’abbia, tuttavia il mercato c’è e ha fame di nuovi prodotti. Nonostante la frammentazione dell’offerta e una qualità dei titoli proposti non sempre all’altezza, di euro ne girano. Solo sul nostro sito l’utenza ha comprato manga per quasi 5 milioni di Euro e sicuramente chi utilizza la nostra wishlist è una netta minoranza rispetto al pubblico che acquista anime e manga. Il problema è che essendoci sempre più editori che provano a mangiare dalla stessa mangiatoria, ognuno si dovrà accontentare di una porzione progressivamente minore. Il rischio è che qualcuno salti, con conseguenze negative soprattutto per gli appassionati che vedranno irrimediabilmente interrotte alcune opere che magari stavano seguendo con entusiasmo.

Grafico 3: il 2011 si dimostra di gran lunga l'anno con più volumetti rilasciati di sempre.
Concludo sottolineando che queste sono soltanto considerazioni personali: non sono dentro alle logiche editoriali, pertanto alcuni passaggi potrebbero non corrispondere alla reale situazione del mercato. Mi sono limitato ad analizzare i nostri numeri e a ragionarci un po’ sopra, incrociandoli con alcune notizie riportate su AnimeClick.it e ad alcune nozioni che mi sono fatto in questi anni a seguito di chiacchierate con alcuni addetti ai lavori.
Spero che mi perdonerete imprecisioni ed errori e che gradirete lo spunto discussione che ho tentato di offrire con questa notizia. Invito tutti ad implementare le mie osservazioni nei commenti.
Ormai le fumetterie traboccano di serie di dubbia qualità e utilità che servono solo a occupare spazio sugli scaffagli a discapito di manga meritevoli.
È ora di dire basta. [cit.]
Prezzi diminuiti? Ma dove?
La Star Comics ha ormai abbandonato il 3,90 per il 4,20 (e anche di più in molti casi), la Panini ha scoperto tutto un mondo oltre il 5,90 mantenendo la stessa "qualità" (o anche peggio), la JPOP non va sotto i 4,40 neanche con gli shounen (4,80 per B.Ichi...), la GP sforna edizioni da 5,90 che non valgono il prezzo ma che soprattutto le sforna per manga di cui ci si chiede il bisogno.
Questo perché ho puntato su serie che mi sono costate di più, dunque ho ridotto gli acquisti; del resto, il panorama attuale dei manga, tranne qualcosa (e qualcos'altro che mi prestano), non mi attira più di tanto.
I manga costano meno? Scusate, ma quali? O__O
Fast forward di alcuni anni: la Play Press si butta nei manga e propone alcuni titoli, tra cui Karakuri Circus! Purtroppo le vendite non vanno bene, e la serie viene interrotta (purtroppo). Se il fumetto fosse stato pubblicato dalla Star, forse a quest'ora ne avremmo già letto la fine. Ad ogni modo la Star Comics non ha mai più pubblicato opere di Fujita, dopo anche le scarse vendite di Ushio & Tora. Appare evidente che in un mercato sempre più affollato di editori, manga che non attirano molto le vendite rischiano di non arrivare mai in Italia, se non attraverso traduzioni amatoriali. Oppure, se ci arrivano, arrivano a costare parecchio (basti pensare alle opere di Tezuka, così poco popolari, purtroppo)! Nonostante il prezzo magari più elevato, è possibile che non basterà a sostenere una casa editrice, e quindi è molto probabile che le stesse in futuro rischieranno sempre meno, tendendo a proporre così solo generi di (quasi) sicuro richiamo, arrivando ad appiattire l'offerta! E la cosa non sarebbe propriamente auspicabile...
Insomma, per farla breve in questi tempi trovare (almeno per me, a Lucca e a Pisa) quello che si cerca è un enorme casino...
E la d/Visual spero vivamente che sparisca dal mercato, dopo aver completato le serie in corso però, quantomeno si dimostrino seri nei confronti dei loro assidui (e opulenti) clienti... e in questo mi chiedo di chi sia la colpa: di d/Visual (che non può essere contattata) o di Gp (che ha fatto la sborona prendendosi in carico la produzione Gp e poi non distribuendo un piffero)?
Ma d'altra parte Tacchan sopra l'aveva ben scritto meglio di me XD
Ah chiaramente anche per me, come per il Sommo, è colpa di AnimeClick se spendo così tanto, prima di "conoscervi" non accadeva quasi nulla di tutto ciò, in maniera così ampia, nè dal lato della conoscenza, né da quello del confronto né, infine, su quello più importante, ovvero dell'acquisto
Premesso questo, e chiuse quasi tutte le serie di cui sopra, penso tuttavia che il mio 2012 dovrebbe essere all'insegna dell'austerità, se non altro perchè
- i miei gusti si sono fatti un po' difficili (diciamo pure snob, se vogliamo XD)
- il mio tempo libero per la lettura è ridotto allo zero.
- ergo, non ha senso che io compri montagne di volumetti se poi non riesco a star dietro alla lettura
Devo dire che nel 2011 ho speso molto di più rispetto agli anni precedenti, un pò perchè ho iniziato molte nuove serie e poi anche perchè ho recuperato tante vecchie serie in blocco, questo perchè è da circa 4 anni che ho iniziato ad acquistare manga.
Poi come ogni passione con cui si comincia, nei primi tempi non si spendono tanti soldi, poi man mano ci si appassiona e quindi si arriva a voler approfindire e di conseguenza ad acquistare e a spendere più soldi.
Quest'anno poi ho comprato molti volumi unici molto costosi (Taniguchi mi ha letteralmente dissanguato XD). Anyway il 2012 si prospetta anch'esso molto dispendioso, purtroppo per i miei risparmi ;_;
Alla fine però devo dire che per i miei acquisti un sito come AnimeClick è stato fondamentale perchè mi ha permesso di informarmi molto meglio rispetto agli inizi e di aumentare esponenzialmente la mia conoscenza su manga e anime
A quanto risulta la GP ha deciso di abbandonare la Pan Distribuzione (di proprietà di Panini Comics) per operare autonomamente con il proprio ufficio che mi sembra si chiami GP Distribution/Promotion ... o qualcosa di simile. La GP si dovrebbe appoggiare a Messaggerie Libri solo per un aspetto puramente logistico, ossia di magazzino, preparazione delle spedizioni e spedizione fisica dei volumetti ... Parlando con la mia fumetteria mi sembra mi abbiano detto che a loro la merce arriva da Messaggerie, ma la fsttura arriva da GP ...
Ronin dovrebbe essere invece passato sotto le ali distributive di Alastor ...
Altri come Comma22, che non editano manga, sono invece passati sotto una distribuzione diretta Messaggerie Libri ...
Ultima nota:
si sono moltiplicate anche le riviste di settore che arrivano in fumetteria. All'ANTEPRIMA (di Panini) e il MEGA (di Alastor) si sono affiancate anche GP PREVIEWS (della GP) e il PREMIERE (di Messaggerie Libri).
Quale prospettiva avete per il 2012 ??
Ebbene se per il 2011 la mia situazione di acquisti sia di manga che di fumetti in generale è rimasta più o meno stabile - non avendo fumetterie a portata di mano io spesso e volentieri devo proprio accontentarmi dell'edicola, vi rendete conto che non ho un numero di Vinland saga vhe sia uno ?? - ma ho integrato abbastanza con la posta ed l'estate del 201... per il 2012 la vedo male...piuttosto male...
Tralascio il nipote ( va bhè piace anche a me) che mi ha praticamente bloccato con l'acquisto di PK ( deca a settimana ) più vari libri...ma davvero la situazione economica mi sembra correre al peggio...Questa miriade di uscite ( che fà da contrappunto all'Invasione della Marvel dall'altro lato ed alls prossima opeazione Lion per la DC Comics non lo dimentichiamo mai ) non mi sembra una gran buona idea comprendo che ogni gruppo segue la propria politica ma lamia impressione è parecchio negativa......ci sono buone idee - ad esempio Bao dopo l'uscita di Bone ha davvero un'idea interessante con l'edizione di Tatsumi, vedremo cosa farà la Star Comics, ma le edicole [ e soprattutto le fumetterie ] reggeranno questa massa cartacea ed i loro prezzi ??
Personalmente di Marvel compro qualche speciale ed gli X nem e pochissimo altro oramai...l'Operazione Lion la seguirò con qualche lacrimuccia, proprio impossibile permettersela....Idem per tanti dei manga - molti buoni - in arrivo nè credo di essere l'unico a pensarla così...come dicevo ad un'amico sono due anni bruttarelli quelli che ci aspettano...
Un segnale di questa crisi credo che arrivi proprio dal mondo della distribuzione dove stà avvenendo un certo caos...( e non casualmente le case editrici stanno cercando nuove strade per cercare di diminuire una delle loro più importanti fonti di spesa )
Venendo alla domanda, un 2011 stabile finito in crescendo...ma un 2012 in cui salvo alcune spese già preventivate, tirerò i remi necesariamente in barca, od al più confermerò la spesa di quest'anno...( Concordo con lara che Animeclick è fonte di grandi tentazioni per gli appassionati )
Tutto sommato posso ritenermi soddisfatta dei miei acquisti
Nel 2011 ho comprato più manga, non tanto per la maggior offerta di nuovi titoli da parte delle case editrici (che nel mio caso potrebbe essere solo una coincidenza), ma per il fatto che la mia passione per i manga è "fresca". Ho iniziato a prenderne a metà del 2010, quindi è automatico che nel 2011 c'è stato un certo incremento delle spese e dei volumi nelle mensole! Diciamo che però non mi sono limitata alle novità dell'anno, ma una buona parte di quelli che ho acquistato erano arretrati anche molto vecchi, che quindi figurano nelle spese degli anni precedenti... Quindi questo è un ulteriore limite dei dati.. da quello che ho visto conta la data di uscita, non quella di acquisto effettivo.
Concordo anch'io con Lara nel dire che Animeclick ha influito molto nelle mie scelte e nella quantità di volumi acquistati! Se da una parte mi ha salvato numerose volte da titoli scadenti, dall'altra me ne ha fatti conoscere moltissimi di stupendi, che di certo mi sarebbero rimasti sconosciuti se mi fossi limitata a seguire gli annunci delle varie uscite!
Ora nel 2012, sto cercando di ridurre di molto le mie spese, innanzitutto prendendo titoli di cui sono bene o male sicura e non volumi tanto per provare! Ovviamente privilegerò le serie già concluse in patria per non avere troppe brutte sorprese!
Questo fenomeno è anche dovuto al fatto che mai come quest'anno ho iniziato tante nuove serie: Lady!!, Hime-Chan no Ribbon, Devil e Love Song, Fruits Basket Big Love Edition e tante altre ancora.
C'è anche da dire che alcune serie, come "Un Marzo da Leoni", "Anastasia Club" o "Elettroshock Daisy" le ho recuperate in blocco ad un prezzo inferiore rispetto a quello di copertina, e questa cosa mi ha aiutata tanto: se non ci fossero i mercatini di manga usati molte delle opere che possiedo non le avrei mai comprate; oltretutto ho la fortuna di seguire anche manga bimestrali o addirittura trimestrali, e in quel caso la spesa risulta più dilazionata nel tempo.
Come hanno detto in molti ormai la stragrande maggioranza dei titoli costano 5,90€ e il più delle volte questo prezzo è dovuto ad una misera sovracopertina che dovrebbe dare all'albo una parvenza di "edizione deluxe" (es: "A Town Where You Live"che comprerei già se costasse un euro in meno), quindi il lettore deve fare un'attenta selezione tra i titoli per cui vale davvero la pena spendere quella cifra.
Sicuramente nell'ultimo anno il mercato manga ha affrontato un periodo soddisfacente anche per i tantissimi nuovi lettori che, grazie all'acquisto di opere come "Sailor Moon" hanno cominciato a comprarne di nuove e poi ovviamente le tante promozioni che stanno fioccando in questo periodo, in cui le case editrici mettono tanti dei loro numeri 1 ad 1,90€, spingono il lettore a provare una determinata serie "giusto per curiosità", d'altronde se l'opera non si rivela soddisfacente vuol dire che al massimo sono andati sprecati 2€ contro i 4,20/5,90€ dell'albo a prezzo pieno.
Finchè è nelle mie possibilità continuerò a comprare le opere che ho iniziato nel 2011, poi se in questo 2012 non riuscirò a gestire tutte le serie che seguo (visto che il più delle volte ogni mese per due serie che si concludono otto ne cominciano) allora vorrà dire che malincuore effettuerò una scelta.
All'ANTEPRIMA (di Panini) e il MEGA (di Alastor) si sono affiancate anche GP PREVIEWS (della GP) e il PREMIERE (di Messaggerie Libri).
Non sapevo che il Premiere che la mia fumetteria mi manda insieme al GP Preview e il Mega (anche se preferivo l'Anteprima quando era "sotto" PanDistribuzioni
@Debris
Interessante, anche la visione delle fumetterie che a livello generale credo non se la passino troppo bene da un po' di anni a questa parte, ora complice la crisi immagino solo lontanamente come possa essere.
Certo se escono un botto di manga in più loro devono ordinarli comunque magari in quantità minori, sia per chi ha l'abbonamento sia per far vetrina... quindi maggiori costi e maggior rischio di saltare ??
Oppure faranno anche loro scelte più oculate ??
La recente manovra del Governo, di cui cominceremo a sentire davvero gli effetti solo tra qualche mese, ha reintrodotto una serie di pagamenti che sicuramente intaccheranno parte dei redditi di molti appassionati.
A fronte di una diminuzione dei reddito, alcuni presumibilmente dovranno modificare le loro abitudini di spesa, e quindi anche dell'acquisto di manga/fumetti.
Se ciò dovesse verificarsi, spero che sia il casus belli per far diminuire un po' il prezzo dei manga, da me giudicato spesso troppo alto.
(se la spesa cala, per mantenere le vendite alte bisogna far calare i prezzi)
Detto ciò ho speso più nel 2011 data la comparsa sul mercato di nuove testate. Anche troppe ad esser sincero. Sicuramente il mondo del fansub ha fatto da spartiacque a tale tendenza di mercato. Indicando i prodotti a cui, ipoteticamente, dare una opportunità anche sul mercato cartaceo.
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