Nuovo appuntamento con la rubrica dedicata alle recensioni su anime e manga, realizzate degli utenti di AnimeClick.it.
La rubrica va oggi a focalizzarsi su degli anime di produzione piuttosto recente. Per l'occasione: Ano natsu de matteru, High school DXD e Steins;Gate.
Ricordiamo che questa rubrica non vuole essere un modo per giudicare in maniera perentoria i titoli in esame, ma un semplice contesto in cui proporre delle analisi che forniscano, indipendentemente dal loro voto finale, spunti interessanti per la nascita di discussioni, si auspica, costruttive per l'utenza.
Per saperne di più continuate a leggere.
La rubrica va oggi a focalizzarsi su degli anime di produzione piuttosto recente. Per l'occasione: Ano natsu de matteru, High school DXD e Steins;Gate.
Ricordiamo che questa rubrica non vuole essere un modo per giudicare in maniera perentoria i titoli in esame, ma un semplice contesto in cui proporre delle analisi che forniscano, indipendentemente dal loro voto finale, spunti interessanti per la nascita di discussioni, si auspica, costruttive per l'utenza.
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Ano Natsu de Matteru
8.0/10
"Aspettando quell'estate."
Quell'estate. Già. Sì. Perché questa è una stagione magica. E' il periodo più caldo dell'anno, ma anche il più breve. Capace di potere concentrare una miriade di emozioni, sensazioni. Sentimenti. Talvolta inaspettati. Difficili anche da gestire.
E così un giorno, per caso, arriva una ragazza, una perfetta sconosciuta che si presenta al nostro protagonista come una studentessa "straniera" e lì comincerà il suo anno scolastico.
Le vacanze estive sono ormai alle porte. Il frinire delle cicale e il Sole cocente invitano sei ragazzi, sei amici del liceo, a vivere quel momento tra impacci, confessioni, incomprensioni, momenti divertenti e lacrime. Comincia così quell'estate. Per Kaito, Kanna, Mia, Remon, Tetsuro e ultima a unirsi al gruppo, nonché protagonista, Ichika.
Protagonista maschile di questa storia è Kaito, un liceale al quale piace riprendere luoghi e persone con una vecchia cinepresa (per l'esattezza una 8mm Fujica P 300 che fu prodotta tra il '67 e il '71). Così viene fuori di creare un film amatoriale con una sceneggiatura buttata sul momento. Un ricordo fatto di goffa recitazione, un po' arrangiata, e di effetti speciali alla buona. Ma il meglio, come spesso accade, si crea quasi per caso, soprattutto quando siamo tra amici, con inquadrature fuori dal set, sguardi distratti, profili presi un po' di nascosto. Tutto evidenzia la vera natura dei protagonisti, delle persone, con momenti rubati al tempo passato insieme.
I ricordi sono impressi nella celluloide e offrono quell'effetto sgranato, un po' sfocato, dal sapore vintage pieno di calore.
E poi magari un giorno prenderai quella pellicola. La posizionerai sul proiettore. La farai partire. E assieme ai presenti vivrai quei ricordi. Sarai carico di nostalgia perché erano momenti unici. Le tue espressioni in viso cambieranno al cambio di ogni scena. Ti sentirai imbarazzato/ta, ti scapperà qualche sorriso. Poi magari scenderà qualche lacrima. I ricordi sono fatti di momenti passati. Di istanti. Sta a noi farli vivere per sempre con ogni mezzo.
"Ano Natsu De Matteru" è un anime in 12 episodi della stagione invernale 2012. In un anime, la cui componente romance è alla base, non possono mancare gli intrecci tra i protagonisti. Ma qui mi voglio fermare, onde evitare la perdita di quello "stupore" che si ha quando si scoprono le piccole cose. Sia chiaro: non fornisce spunti di originalità. In una trama che è un cliché, dove i protagonisti e i loro ruoli possono essere (o sono) stereotipati, si racconta una storia con un buon ritmo, con gli elementi necessari che rendono piacevole la visione di questo anime allo spettatore strizzando l'occhio con nostalgia a quei momenti che non torneranno più.
La realizzazione è dell'ormai celebre J.C Staff che in questo genere riesce sempre a fare centro. Dal punto di vista tecnico direi un ottimo prodotto. Credo siamo negli standard: ottime animazioni, chara molto gradevole, ambientazioni che ricreano la vita di una tranquilla località immersa nella natura, uso dei colori molto piacevole dalle tonalità brillanti. Si notano poche comparse: una regia creata per mettere a fuoco i ruoli dei personaggi principali e secondari. Sono 12 episodi. Scelta intelligente.
Le musiche create sono in linea con tutto l'insieme. Si parte con l'opening "Sign" di Ray, un brano pop-dance dal sound molto spensierato senza peso alcuno. Si chiude con l'ending "Vidro Moyou" di Yanagi Nagi. Anche qui un pop-dance ma dalle linee più nostalgiche. Nonostante la leggerezza, è meno spensierato di "Sign". Le varie bgm accompagnano a dovere le varie scene.
Una cosa che ho apprezzato molto sono i monologhi che partono a inizio e fine episodio di Kaito-kun. Un valore aggiunto.
In conclusione: talvolta creare qualcosa di originale a tutti i costi non porta ai risultati sperati. Si può fare della buona animazione partendo da idee già collaudate e funzionanti, migliorandone i vari elementi che le caratterizzano. "Ano Natsu De Matteru" riesce nel suo intento fornendo novità zero a un format già collaudato, ma migliora nell'interazione e nell'intreccio tra i personaggi inserendo elementi che a primo acchito potrebbero risultare irrilevanti ma, a mio modesto parere, accattivanti. Come l'uso di una Fujica P 300 con i suoi 40 anni sulle spalle. (Vedasi Tamayura e la Rollei 35 S). Ben riprodotta dallo staff dello studio, crea un ponte tra passato e presente. Un ponte da noi spesso varcato, chiamato Ricordo.
Quell'estate. Già. Sì. Perché questa è una stagione magica. E' il periodo più caldo dell'anno, ma anche il più breve. Capace di potere concentrare una miriade di emozioni, sensazioni. Sentimenti. Talvolta inaspettati. Difficili anche da gestire.
E così un giorno, per caso, arriva una ragazza, una perfetta sconosciuta che si presenta al nostro protagonista come una studentessa "straniera" e lì comincerà il suo anno scolastico.
Le vacanze estive sono ormai alle porte. Il frinire delle cicale e il Sole cocente invitano sei ragazzi, sei amici del liceo, a vivere quel momento tra impacci, confessioni, incomprensioni, momenti divertenti e lacrime. Comincia così quell'estate. Per Kaito, Kanna, Mia, Remon, Tetsuro e ultima a unirsi al gruppo, nonché protagonista, Ichika.
Protagonista maschile di questa storia è Kaito, un liceale al quale piace riprendere luoghi e persone con una vecchia cinepresa (per l'esattezza una 8mm Fujica P 300 che fu prodotta tra il '67 e il '71). Così viene fuori di creare un film amatoriale con una sceneggiatura buttata sul momento. Un ricordo fatto di goffa recitazione, un po' arrangiata, e di effetti speciali alla buona. Ma il meglio, come spesso accade, si crea quasi per caso, soprattutto quando siamo tra amici, con inquadrature fuori dal set, sguardi distratti, profili presi un po' di nascosto. Tutto evidenzia la vera natura dei protagonisti, delle persone, con momenti rubati al tempo passato insieme.
I ricordi sono impressi nella celluloide e offrono quell'effetto sgranato, un po' sfocato, dal sapore vintage pieno di calore.
E poi magari un giorno prenderai quella pellicola. La posizionerai sul proiettore. La farai partire. E assieme ai presenti vivrai quei ricordi. Sarai carico di nostalgia perché erano momenti unici. Le tue espressioni in viso cambieranno al cambio di ogni scena. Ti sentirai imbarazzato/ta, ti scapperà qualche sorriso. Poi magari scenderà qualche lacrima. I ricordi sono fatti di momenti passati. Di istanti. Sta a noi farli vivere per sempre con ogni mezzo.
"Ano Natsu De Matteru" è un anime in 12 episodi della stagione invernale 2012. In un anime, la cui componente romance è alla base, non possono mancare gli intrecci tra i protagonisti. Ma qui mi voglio fermare, onde evitare la perdita di quello "stupore" che si ha quando si scoprono le piccole cose. Sia chiaro: non fornisce spunti di originalità. In una trama che è un cliché, dove i protagonisti e i loro ruoli possono essere (o sono) stereotipati, si racconta una storia con un buon ritmo, con gli elementi necessari che rendono piacevole la visione di questo anime allo spettatore strizzando l'occhio con nostalgia a quei momenti che non torneranno più.
La realizzazione è dell'ormai celebre J.C Staff che in questo genere riesce sempre a fare centro. Dal punto di vista tecnico direi un ottimo prodotto. Credo siamo negli standard: ottime animazioni, chara molto gradevole, ambientazioni che ricreano la vita di una tranquilla località immersa nella natura, uso dei colori molto piacevole dalle tonalità brillanti. Si notano poche comparse: una regia creata per mettere a fuoco i ruoli dei personaggi principali e secondari. Sono 12 episodi. Scelta intelligente.
Le musiche create sono in linea con tutto l'insieme. Si parte con l'opening "Sign" di Ray, un brano pop-dance dal sound molto spensierato senza peso alcuno. Si chiude con l'ending "Vidro Moyou" di Yanagi Nagi. Anche qui un pop-dance ma dalle linee più nostalgiche. Nonostante la leggerezza, è meno spensierato di "Sign". Le varie bgm accompagnano a dovere le varie scene.
Una cosa che ho apprezzato molto sono i monologhi che partono a inizio e fine episodio di Kaito-kun. Un valore aggiunto.
In conclusione: talvolta creare qualcosa di originale a tutti i costi non porta ai risultati sperati. Si può fare della buona animazione partendo da idee già collaudate e funzionanti, migliorandone i vari elementi che le caratterizzano. "Ano Natsu De Matteru" riesce nel suo intento fornendo novità zero a un format già collaudato, ma migliora nell'interazione e nell'intreccio tra i personaggi inserendo elementi che a primo acchito potrebbero risultare irrilevanti ma, a mio modesto parere, accattivanti. Come l'uso di una Fujica P 300 con i suoi 40 anni sulle spalle. (Vedasi Tamayura e la Rollei 35 S). Ben riprodotta dallo staff dello studio, crea un ponte tra passato e presente. Un ponte da noi spesso varcato, chiamato Ricordo.
High School DXD
7.0/10
Recensione di npepataecozz
-
"Il re è nudo".
Mi piace molto questo celebre modo di dire per definire quest'anime, non perché possa essere associato ai "vestiti nuovi dell'imperatore" e nemmeno perché il suo uso corrente abbia qualcosa a che fare con questo titolo; semplicemente perché, prendendo il suo significato alla lettera, ne ricaveremmo i due elementi portanti di questo "High School DXD": il gioco degli scacchi e l'uso smisurato del fanservice.
Devo dire che, come spesso mi capita, sono partito molto prevenuto nei confronti di quest'anime, in quanto la pubblicità che lo accompagnava non era delle migliori; sembrava un prodotto basato esclusivamente sulle nudità delle bellissime protagoniste senza nient'altro di veramente interessante. Più andavo avanti, però, più ero costretto a ricredermi e, pur credendo sia ancora necessario l'uso del bollino rosso per i minori di quattordici anni (cosa che ovviamente li spingerà a vederlo a tutti i costi piuttosto che a evitarlo), adesso quasi mi dispiace sia durato così poco.
"High School DXD" narra le vicende del "club per lo studio dell'occulto", che altro non è che una copertura di un circolo di demoni composto in maggioranza da bellissime nonché prosperosissime ragazze con la tendenza a rimanere nude un po' troppo spesso. A questo club si unirà ben presto anche il protagonista, Issei Hyoudo, uno studente ossessionato dal fatto di non avere mai toccato delle tette in vita sua - hai tutta la nostra comprensione, amico. Costui verrà infatti ucciso da un angelo caduto e riportato in vita nelle sembianze di un demone da Ritsu, la presidentessa del club.
A mio avviso, i punti di forza di quest'anime sono sostanzialmente due: il riuscitissimo parallelo con gli scacchi e la grande comicità.
Molte volte ho definito interi anime o parti di essi come "una partita a scacchi" intendendo l'importanza della strategia nelle vicende che compongono la trama; nel caso di "High School DXD" questa è molto di più di un'associazione di idee: rappresenta un vero e proprio collegamento fra i pezzi della scacchiera e i diversi personaggi, ognuno dei quali si identificherà in uno di essi. Non mancherà, ovviamente, la partita contro l'avversario di turno che si rivelerà, dato il suo andamento, molto ben architettata. Ci tengo poi a precisare che il premio "promozione" non è un'invenzione dell'autore per rendere il protagonista più figo, ma una reale regola degli scacchi.
Quanto alla comicità, devo ammettere che si potrà contestargli qualsiasi cosa, ma non si potrà non riconoscere che questo "High School DXD" è davvero divertente. Issei è un vero spasso nelle sue gag comiche e più di una volta ho dovuto interrompere la visione per il troppo ridere.
Detto questo, non si può omettere dalla discussione quello che è l'elemento più immediatamente percepibile di quest'anime: il fanservice. Personalmente non mi ha dato troppo fastidio, in quanto esso è funzionale al progetto comico su cui si basa questa serie e che già in precedenza ho affermato di avere apprezzato. Ciò che va contestato, a mio avviso, non è la sua presenza in sé ma il suo uso come al solito troppo massiccio, specie laddove poteva essere benissimo evitato senza che la sensualità delle varie protagoniste venisse messa in pericolo. Non mi sono piaciuti, in particolare, gli scontri alla "Ikkitousen" in cui i vari colpi hanno il solo fine di denudare le ragazze.
Il vero punto debole di questa serie è, però, l'originalità. La trama è esattamente quella che ci si aspetta, con Issei che a poco a poco si costruisce un harem tutto suo (anche se senza accorgersene) e con uno svolgimento e un finale decisamente prevedibili.
In definitiva "High School DXD" è un anime non eccelso ma nemmeno "spazzatura" come mi aspettavo. Chi deve necessariamente ridere se decide di guardare un anime non può perderselo; per gli altri, specie per le ragazze, meglio dedicarsi ad altro, potrebbero trovarlo poco interessante.
Mi piace molto questo celebre modo di dire per definire quest'anime, non perché possa essere associato ai "vestiti nuovi dell'imperatore" e nemmeno perché il suo uso corrente abbia qualcosa a che fare con questo titolo; semplicemente perché, prendendo il suo significato alla lettera, ne ricaveremmo i due elementi portanti di questo "High School DXD": il gioco degli scacchi e l'uso smisurato del fanservice.
Devo dire che, come spesso mi capita, sono partito molto prevenuto nei confronti di quest'anime, in quanto la pubblicità che lo accompagnava non era delle migliori; sembrava un prodotto basato esclusivamente sulle nudità delle bellissime protagoniste senza nient'altro di veramente interessante. Più andavo avanti, però, più ero costretto a ricredermi e, pur credendo sia ancora necessario l'uso del bollino rosso per i minori di quattordici anni (cosa che ovviamente li spingerà a vederlo a tutti i costi piuttosto che a evitarlo), adesso quasi mi dispiace sia durato così poco.
"High School DXD" narra le vicende del "club per lo studio dell'occulto", che altro non è che una copertura di un circolo di demoni composto in maggioranza da bellissime nonché prosperosissime ragazze con la tendenza a rimanere nude un po' troppo spesso. A questo club si unirà ben presto anche il protagonista, Issei Hyoudo, uno studente ossessionato dal fatto di non avere mai toccato delle tette in vita sua - hai tutta la nostra comprensione, amico. Costui verrà infatti ucciso da un angelo caduto e riportato in vita nelle sembianze di un demone da Ritsu, la presidentessa del club.
A mio avviso, i punti di forza di quest'anime sono sostanzialmente due: il riuscitissimo parallelo con gli scacchi e la grande comicità.
Molte volte ho definito interi anime o parti di essi come "una partita a scacchi" intendendo l'importanza della strategia nelle vicende che compongono la trama; nel caso di "High School DXD" questa è molto di più di un'associazione di idee: rappresenta un vero e proprio collegamento fra i pezzi della scacchiera e i diversi personaggi, ognuno dei quali si identificherà in uno di essi. Non mancherà, ovviamente, la partita contro l'avversario di turno che si rivelerà, dato il suo andamento, molto ben architettata. Ci tengo poi a precisare che il premio "promozione" non è un'invenzione dell'autore per rendere il protagonista più figo, ma una reale regola degli scacchi.
Quanto alla comicità, devo ammettere che si potrà contestargli qualsiasi cosa, ma non si potrà non riconoscere che questo "High School DXD" è davvero divertente. Issei è un vero spasso nelle sue gag comiche e più di una volta ho dovuto interrompere la visione per il troppo ridere.
Detto questo, non si può omettere dalla discussione quello che è l'elemento più immediatamente percepibile di quest'anime: il fanservice. Personalmente non mi ha dato troppo fastidio, in quanto esso è funzionale al progetto comico su cui si basa questa serie e che già in precedenza ho affermato di avere apprezzato. Ciò che va contestato, a mio avviso, non è la sua presenza in sé ma il suo uso come al solito troppo massiccio, specie laddove poteva essere benissimo evitato senza che la sensualità delle varie protagoniste venisse messa in pericolo. Non mi sono piaciuti, in particolare, gli scontri alla "Ikkitousen" in cui i vari colpi hanno il solo fine di denudare le ragazze.
Il vero punto debole di questa serie è, però, l'originalità. La trama è esattamente quella che ci si aspetta, con Issei che a poco a poco si costruisce un harem tutto suo (anche se senza accorgersene) e con uno svolgimento e un finale decisamente prevedibili.
In definitiva "High School DXD" è un anime non eccelso ma nemmeno "spazzatura" come mi aspettavo. Chi deve necessariamente ridere se decide di guardare un anime non può perderselo; per gli altri, specie per le ragazze, meglio dedicarsi ad altro, potrebbero trovarlo poco interessante.
Steins;Gate
8.0/10
Recensione di grandebonzo
-
Alterare il presente modificando il passato: un'idea balzana dalle infinite e devastanti possibilità, capace di stuzzicare la fantasia di chiunque miri a una supremazia potenzialmente illimitata: questo il concept, a dire la verità piuttosto inflazionato, da cui prende le mosse "Steins;Gate", uno degli anime rivelazione del 2011.
Le vicende ruotano intorno a Okabe Rintaro, alias Hooin Kyoma, scienziato pazzo, come ama autodefinirsi, che tenta di finanziare le sue attività di ricerca mediante lo sviluppo di 'gadget avveniristici', oggetti improbabili il cui ineluttabile destino è quello di ingombrare lo sgabuzzino dell'angusta stanza in cui vive in affitto.
Incredibilmente, da un'astrusa idea del brillante ricercatore, viene casualmente alla luce una sensazionale scoperta: un telefono cellulare collegato a un forno a microonde; dipinta così, l'invenzione parrebbe essere abbastanza inutile, se non fosse che, in particolari condizioni, l'apparecchio è inspiegabilmente in grado di inviare SMS indietro nel tempo.
La trama a questo punto comincia a farsi corposa, complicandosi progressivamente in linee temporali alternative che si intrecciano e si sovrappongono, e confondendosi in molteplici sotto-trame che metteranno a dura prova anche lo spettatore più attento; a questo riguardo, risulteranno di fondamentale importanza i primi episodi, che, dopo avere terminato la visione della serie, sarà indispensabile rivedere per inquadrare la storia nella sua totalità.
"Steins;Gate" è dunque opera di fantascienza, con la dovuta precisazione che, a prescindere dall'incipit poco plausibile, l'anime mira comunque a un certo realismo, sia negli eventi descritti, che vengono supportati da teorie fisiche la cui bontà lascia non pochi dubbi, sia nelle relazioni interpersonali, dove invece la caratterizzazione dei personaggi risulta davvero convincente.
Tra questi, a spiccare è indubbiamente il protagonista, i cui risvolti caratteriali appaiono finemente tratteggiati: scanzonato e bizzarro da una parte - si abbandona spesso ad atteggiamenti parossistici, parla da solo al cellulare con ipotetici, misteriosi interlocutori, ama affibbiare nomi assurdi a persone e cose -, serio e ostinato quando la situazione volge al peggio, dove mostra una determinazione che a prima vista non gli si addice.
Personalità altrettanto ben delineate sono quelle femminili di Makise Kurisu, genio della fisica e assistente di Okabe, e di Shiina Mayuri, amica di infanzia del protagonista, solare amante del cosplay, ingenua all'apparenza ma capace di sorprendenti intuizioni.
Le altre donne che gravitano intorno al laboratorio, seppur importanti ai fini narrativi, fanno invece prendere all'anime una fastidiosa deriva harem, che, a braccetto con qualche lacuna logica - come le fin troppo numerose coincidenze, a dispetto dell'osannato 'effetto farfalla', e come certe spiegazioni incompiute che non risolvono diversi punti oscuri - può in alcuni frangenti far storcere il naso. Intendiamoci però, queste critiche sono solo il pelo nell'uovo di una science fiction tutto sommato solida, il cui valore non viene perciò messo in discussione.
Ben orchestrato è pure il finale, che chiude con coerenza il complicato intreccio, anche se, da dichiarato amante degli epiloghi tragici, non mi sarebbe dispiaciuto qualcosa di più coraggioso, che non dovesse fare i conti con i gusti del pubblico; gusti a cui "Steins;Gate" strizza palesemente l'occhio, con richiami frequenti a una subcultura otaku fatta di leggende metropolitane, dating sims, giochi di ruolo, maid café, moe-style, 2channel, ecc.
Molto buono è il comparto grafico, che ha il pregio di mantenere una certa costanza qualitativa per l'intera durata della serie (costituita di ventiquattro episodi), sorretto da animazioni che, senza particolari virtuosismi, svolgono adeguatamente il loro compito. Da sottolineare l'ampio utilizzo di filtri freddi, luci diafane e artifici grafici volti a riprodurre effetti di calore, che, insieme all'accuratezza dei fondali, ricreano magistralmente le atmosfere estive di Akihabara, area urbana al centro di una sempre afosa Tokyo.
Tolta la discreta opening, colonna sonora e OST sono invece tutt'altro che memorabili.
Suspense, fantascienza e una ben calibrata dose di emozioni sono dunque il biglietto da visita di questo "Steins;Gate", anime che, eccezion fatta per qualche perplessità sulla sceneggiatura, si è rivelato, almeno per quanto mi riguarda, un piacevole intrattenimento.
Le vicende ruotano intorno a Okabe Rintaro, alias Hooin Kyoma, scienziato pazzo, come ama autodefinirsi, che tenta di finanziare le sue attività di ricerca mediante lo sviluppo di 'gadget avveniristici', oggetti improbabili il cui ineluttabile destino è quello di ingombrare lo sgabuzzino dell'angusta stanza in cui vive in affitto.
Incredibilmente, da un'astrusa idea del brillante ricercatore, viene casualmente alla luce una sensazionale scoperta: un telefono cellulare collegato a un forno a microonde; dipinta così, l'invenzione parrebbe essere abbastanza inutile, se non fosse che, in particolari condizioni, l'apparecchio è inspiegabilmente in grado di inviare SMS indietro nel tempo.
La trama a questo punto comincia a farsi corposa, complicandosi progressivamente in linee temporali alternative che si intrecciano e si sovrappongono, e confondendosi in molteplici sotto-trame che metteranno a dura prova anche lo spettatore più attento; a questo riguardo, risulteranno di fondamentale importanza i primi episodi, che, dopo avere terminato la visione della serie, sarà indispensabile rivedere per inquadrare la storia nella sua totalità.
"Steins;Gate" è dunque opera di fantascienza, con la dovuta precisazione che, a prescindere dall'incipit poco plausibile, l'anime mira comunque a un certo realismo, sia negli eventi descritti, che vengono supportati da teorie fisiche la cui bontà lascia non pochi dubbi, sia nelle relazioni interpersonali, dove invece la caratterizzazione dei personaggi risulta davvero convincente.
Tra questi, a spiccare è indubbiamente il protagonista, i cui risvolti caratteriali appaiono finemente tratteggiati: scanzonato e bizzarro da una parte - si abbandona spesso ad atteggiamenti parossistici, parla da solo al cellulare con ipotetici, misteriosi interlocutori, ama affibbiare nomi assurdi a persone e cose -, serio e ostinato quando la situazione volge al peggio, dove mostra una determinazione che a prima vista non gli si addice.
Personalità altrettanto ben delineate sono quelle femminili di Makise Kurisu, genio della fisica e assistente di Okabe, e di Shiina Mayuri, amica di infanzia del protagonista, solare amante del cosplay, ingenua all'apparenza ma capace di sorprendenti intuizioni.
Le altre donne che gravitano intorno al laboratorio, seppur importanti ai fini narrativi, fanno invece prendere all'anime una fastidiosa deriva harem, che, a braccetto con qualche lacuna logica - come le fin troppo numerose coincidenze, a dispetto dell'osannato 'effetto farfalla', e come certe spiegazioni incompiute che non risolvono diversi punti oscuri - può in alcuni frangenti far storcere il naso. Intendiamoci però, queste critiche sono solo il pelo nell'uovo di una science fiction tutto sommato solida, il cui valore non viene perciò messo in discussione.
Ben orchestrato è pure il finale, che chiude con coerenza il complicato intreccio, anche se, da dichiarato amante degli epiloghi tragici, non mi sarebbe dispiaciuto qualcosa di più coraggioso, che non dovesse fare i conti con i gusti del pubblico; gusti a cui "Steins;Gate" strizza palesemente l'occhio, con richiami frequenti a una subcultura otaku fatta di leggende metropolitane, dating sims, giochi di ruolo, maid café, moe-style, 2channel, ecc.
Molto buono è il comparto grafico, che ha il pregio di mantenere una certa costanza qualitativa per l'intera durata della serie (costituita di ventiquattro episodi), sorretto da animazioni che, senza particolari virtuosismi, svolgono adeguatamente il loro compito. Da sottolineare l'ampio utilizzo di filtri freddi, luci diafane e artifici grafici volti a riprodurre effetti di calore, che, insieme all'accuratezza dei fondali, ricreano magistralmente le atmosfere estive di Akihabara, area urbana al centro di una sempre afosa Tokyo.
Tolta la discreta opening, colonna sonora e OST sono invece tutt'altro che memorabili.
Suspense, fantascienza e una ben calibrata dose di emozioni sono dunque il biglietto da visita di questo "Steins;Gate", anime che, eccezion fatta per qualche perplessità sulla sceneggiatura, si è rivelato, almeno per quanto mi riguarda, un piacevole intrattenimento.
Non m'interessa particolarmente e a dire il vero non l'ho neanche inserito nella lista di opere da vedere. Penso che abbia molti ingredienti che mi son venuti un po' a noia.
* High School DXD
Ce l'ho da parte e lo vedrò il prima possibile.
Spero riesca a strappare almeno un sette anche a me!
Come bellezze femminili direi che siamo messi benino
* Steins Gate
Io l'ho valutato con un 7 grazie alle seconda metà dell'opera che risolleva molto il livello medio ma la prima parte non m'era piaciuta per niente se avessi dovuto dare un voto alla prima parte sarebbe stato un 4 scarso.
Generalmente penso che questo titolo sia molto sopravvalutato.
A me è piaciuto, ma sapevo come sarebbe finita e chi si sarebbe messo con chi già dalla seconda puntata. Un po' di originalità in più non avrebbe guastato. Per chi non ha visto Onegai Teacher potrà sembrare originale, ma non lo è per nulla.
Steins gate invece è un'opera veramente fenomenale, una delle poche a cui ho attribuito un bel 9, visto soprattutto il ritmo spasmodico con cui la storia si articola sino alla sua conclusione
High School DXD... beh io l'ecchi messo a mò di droga per dipendenti non piace. Odio quando è senza senso perciò nonostante abbia provato a guardarlo non mi va giù, e senz'altro un titolo al maschile.
Steins;gate l'ho giusto re iniziato ieri, perché penso di non averlo compreso infondo. Perciò non dico nulla sul voto anche se mi manterrò di certo a numeri alti per esprimerlo, quando sarà il mio turno.
Dimenticavo, comunque complimenti ai recensori!
"High School DXD" non mi attira più di tanto, ma visto che è stato proposto da diversi gruppi fansub credo che mi guarderò la prima puntata, per curiosità.
"Steins;Gate" invece lo voglio assolutamente vedere. La trama mi affascina non poco.
Mi congratulo con i tre recensori visti gli ottimi scritti!
Ottima recensione.
Io vi consiglio vivamente High School DxD perché Ecchi a parte, la storia continua nelle light novels.
Tenete conto che l'anime è tratto solo da 2 su 12 light novels (che a breve diventeranno 13).
La storia mi affascina per il mix tra scacchi, religione, guerre tra fazioni (Demoni, Angeli Decaduti ed Angeli di Dio), draghi e poteri mistici.
Sono curioso di vedere come andrà a finire tutto ciò.
Aggiungo (per chi non lo sapesse) che in questi mesi usciranno 6 Specials (i primi 2 sono già disponibili) riservati unicamente al fanservice e che il vero OAV che farà da episodio 13 uscirà il 20 Settembre.
Complimenti ai 3 recensori!
"Cosi ho finito la "mia versione" (se mi è concesso di dirlo) di "onegai Teacher". Grazie mille!...Mi dispiace di aver modificato la storia rispetto a quella dell' anime. A presto"
L'opera che voleva Shizuru Hayashiya è il manga.
L'anime del 2002 era già un adattamento alla sua storia (con una frettolosa regia e l' aggiunta delle classiche scene equivoche..), mentre QUESTA versione ha alla regia Tatsuyuki Nagai (Toradora, AnoHana) che aggiunge "i troppi piagnistei" [cit.]
Quoto tutto quello che ha detto Giannigreed.
Al secondo non sono interessato.
Mentre Steins;Gate è in visioneXD
Steins Gate m'è piaciuto abbastanza, ma più che la storia mi han colpito le caratteristiche dei vari personaggi le quali ho trovato molto elaborate.
Tutturu!
DxD: le parole di npepata La trama è esattamente quella che ci si aspetta, con Issei che a poco a poco si costruisce un harem tutto suo (anche se senza accorgersene) e con uno svolgimento e un finale decisamente prevedibili. fanno da deterrente.
Steins Gate e' sulla mia lista e prima o poi lo vedro'.
Ma se è veramente simile fatemi sapere perchè io sono un fan di Dawson's Creek!
Comunque io ho visto solo Steins;Gate per il momento è a parere mio la miglior serie del 2011 da 8.5! Concordo anchio che la prima parte è più debole della seconda, ma dalla 12 in poi la serie decolla e ti tiene incollato per i restanti episodi come poche serie sanno fare, ottima caratterizzazione del protagonista, buona musica e chara, un difetuccio troppo fanserivice nella prima parte di trama, odiosa il personaggio di Mayuri, anche se per motivi di trama ti porta inetavilmente ad affezzionarti a lei comunque! Insomma è una serie che consiglio a tutti, resistete ai primi episodi se vi semprano non nei vostri palati che poi ne risarete ricompensati fidatevi!
Ano natsu de matteru mi è stato consigliato da un amico, chissà che prima o poi non gli butti un occhio. Le altre opere invece non mi interessano.
Complimenti agli autori!
Quest'anime merita una visione per la sua originalità.
All'inizio è un pò contorto, ma nelle ultime puntate gli eventi si incastreranno
regalando un finale ricco di emozioni.
Come voto gli avrei dato 9
ps da vedere anche l'episodio bonus, aggiunge qualcosa al finale
Micheles infatti questo anime non è proponibile per chi detesta il genere harem e a chi il fanservice fa venire l'orticaria. Personalmente il fanservice non mi disturba se non rappresenta un modo per cercare di coprire le falle di un anime scadente e gli harem mi son sempre piaciuti sin dai tempi di Tenchi Muyo, anche se in genere non ci vado leggero perchè spesso peccano in originalità.
DxD ha ricevuto una valutazione positiva perchè, obiettivamente, mi ha fatto molto ridere. Ed è questo che in genere si richiede ad anime di questo tipo.
Quanto agli altri, bella la prima recensione ma non ho visto l'anime; quanto a Steins; gate beh è un must, che meriterebbe di entrare a pieno titolo fra i nuovi classici dell'animazione giapponese. Capito Christina?!
Riguardo Steins;Gate non sarei così critico sulla prima parte; è vero che è più lenta, ma senza di essa le dinamiche tra i personaggi sarebbero state senza dubbio meno approfondite. Piuttosto, per condensare la storia in meno puntate, avrei fatto volentieri a meno di qualche personaggio, tipo Feyris e Ruka.
@Kazuya: non puoi dirmi che Mayuri è odiosa!!!
@Solaris: anche tu reduce di una facoltà di ingegneria? Effettivamente, il genere di battute 'per eletti' era proprio quello... ma forse è il caso di non sbandierarlo con troppo orgoglio...
Bella la recensione di "Ano Natsu de Matteru". Lo devo vedere, ma non so quando; penso che aspetterò ancora un po', soprattutto perché graficamente mi ricorda un po' Anohana (i piagnistei del quale non ho ancora smaltito).
Non e' che odio il genere harem a prescindere, ma quasi. Al momento mi viene in mente un solo harem che mi abbia fatto ridere ed era scritto da una donna, Girlsaurus. Fa ridere perche' e' piu' una parodia del genere che altro, e il protagonista per tutto il tempo non fa altro che scappare da ragazze bellissime che vogliono circuirlo.
Edit in poche ore ho scaricato dai fate Ano natsu de Matteru eheh! Se è veramente come Dawson's Creek fatemi sapere che un pensierino c'è lo faccio
per quanto riguarda High School DXD l avevo iniziato molto carino e assurdo nei personaggi come la suora di nome (se nn mi ricordo male ) Asia Argento (lol)...però poi ho dovuto sospenderlo ma appena possibile lo recupero ....
Per la recensione del primo non ho nulla da ridire, sono d'accordo con tutto quello che ha detto il recensore.
Invece a Steins:Gate io avrei dato un 9 o un 10 perché se lo merita davvero(sicuramente è uno dei migliori anime degli ultimi anni).
Di Highschool DxD ho visto 2-3 episodi, e dovrei anche finirlo. Abbastanza godibile comunque. L'ending è epica, a suo modo.
Steins;gate imho è 10. Mi ha preso in una maniera assurda, con un protagonista geniale e una storia che mi ha attaccato allo schermo dalle prime puntate fino all'ultima. E con scene così epiche da farmi piangere.
7?scherzi?premetto che ognuno è libero di esprimere liberamente la propria preferenza in una scala da 1 a 10 ma credo sia ingiusto nel caso di steins gate, quindi il pollice in basso da parte mia è stato obbligatorio. non penso sia un titolo sopravvalutato, come l'hai etichettato ma se qualcosa pesa 1,5 kg, sempre tale rimarrà il suo peso a prescindere dalla forma che assume. non so cosa poi si pretenda dagli anime:se un titolo è originale ci si lamenta, idem se non lo è. In fin dei conti, de gustibus, nessuna polemica
Ho notato in molti-i più informati credo-l'accostamento con Onegai Teacher. Beh, io non ho mai letto il manga o visto l'anime di Onegai Teacher, nonostante sia venuto a conoscenza che sia la stessa autrice. Ho buttato la recensione di getto di Ano Natsu De Matteru dopo averlo visto. Lasciandomi sensazioni piacevoli.
Per quanto riguarda Dawson's Creek...avrò visto qualche episodio mordi e fuggi facendo zapping senza capirci nulla. Quindi non potrei esservi d'aiuto XD XD
Faccio inoltre i complimenti agli altri due recensori: Steins Gate è un titolo che ho bloccato a metà e che avrei il piacere di riprendere qual'ora abbia la testa più libera e tempo. High School DXD non è il mio genere. Magari a tempo perso.
Su Steins; gate concordo sul voto anche se va sicuramente sottolineato il problema dei primi 12 episodi...introduttivi va bene....ma troppo in modalità "cazzeggio"
Su Ano natsu non so veramente trovare punti positivi (a parte forse la grafica): i personaggi non sono "simpatici", la storia è banale e le trovate finali ancora più banali se non patetiche (vedere ultima scena per credere).... non ho trovato veramente nulla che mi abbia colpito positivamente...con Anohana ha in comune solo la quantità di "viaggi" che si fanno i personaggi.
...chissà se mi basterà questa vita per vedere tutto quello che vorrei
Ho scritto il mio punto di vista che PER ME è giustissimo e nato da attente riflessioni. Lo considero molto sopravvalutato e comunque gli assegno un 7 facendo appello ad un buon 40% di obiettività critica (che tento di portarmi dietro sempre) altrimenti sarebbe stato un sei. Steins gate, come qualsiasi altra opera del resto, non è "pesabile" con un'unità di misura universale, ognuno ha la sua e per me risulta sin troppo "leggero". Tu lo trovi originale io manco quello. Son punti di vista diversi... e tuttavia lo considero sopravvalutato perchè (a mio parere) oltre il 7 non dovrebbe andare, di difetti gliene trovo molteplici. A me più di metà opera (la prima parte) non m'è piaciuta per niente, se fossi stato più superficiale l'avrei addirittura droppato. Mi aspettavo qualcosa di molto piu' serio e avvincente, dei personaggi diversi, delle situazioni diverse. Alla fine, mettendo sulla bilancia pro e contro e (ripeto) cercando anche di fare appello ad un po' di obiettività, gli ho assegnato un 7 che è comunque un voto che significa "piu' che sufficiente".
Una cosa che sottovalutate in molti è l'importanza del 7. Molti di voi assegnano 7 anche ad opere che li hanno soddisfatti così così e se vedete 7 pensate che sia un brutto voto. Per me non è assolutamente un capolavoro né tantomeno la serie dell'anno ma se l'ho valutato 7 significa che (globalmente) non mi ha fatto proprio schifo no?
punti di vista...non puoi però dire che il 40 per cento sia oggettivo perché in questo modo ti fai carico anche del punto di vista di altri utenti e in generale del pensiero comune. Non c'è bisogno che mi metta a dire cosa sia l'oggettività. non so fino a che punto si possa essere in quasiasi tipo di valutazione. per te il genere mecha per esempio è un pugno nello stomaco per me è apprezzabile anche se ci son dei casi poco riusciti. Credo si parli di obiettività nel secondo caso
Non dirlo a me che non son larghissimo nella valutazione di un'opera ma personalmente (il me soggettivo) gli avrei dato di più. Il me oggettivo invece riconosce l'originalità del tutto, anziché vedere le solite cose con mazzate o "baci e abbracci", seppur lento nel suo svilupparsi, il risultato è più che convincente. Poi, attenzione, per me puoi anche dare alle opere 1. non sto certo qui a far valere quello che dico o a cercare di imporre il mio pensiero, me ne frego altamente
Qnche questa volta sono impreparato, sebbene Ano Natsu de Matteru e Steins;Gate siano da un po' in lista da vedere (e da recuperare soprattutto il secondo ora che ho trovato Bakemonogatari)...
Il secondo non mi interessa.
Looool gli ingegneri sono diversi. E' un'assioma
Complimenti ai tre ^^
Il cercare di essere obiettivi e la propria reazione personale di fronte ad un anime devono essere bilanciati fra loro nel modo più armonioso possibile. Questa fusione ha un nome: contestualizzazione. Così se vedo un hentai non posso dargli uno solo perchè ci sono persone che fanno sesso senza censura; o se vedo Mazinga non posso dargli un voto basso solo perchè i disegni datati.
Quindi se non mi piace il porno o mi piacciono gli anime moderni e non ho voglia di fare sconti allora l'unica scelta è non guardarli. In caso contrario la prima domanda da farsi è se l'anime assolve al suo scopo dato il genere ed il tempo in cui è stato creato. Se la risposta è sì allora non si può essere troppo severi; ma nemmeno snaturare le proprie inclinazioni e scrivere cose che non si pensa.
Vale ovviamente anche il contrario: personalmente amo le storie romantiche ma non penso basti vedere un bacetto qua e là per rendere bello un anime. Anzi, proprio perché è "il mio genere" tendo ad essere severissimo nelle mie valutazioni.
Quanto alla storia del voto "1" beh se n'è parlato molto e ho visto degli episodi davvero aberranti tra le varie recensioni. Personalmente non l'ho mai assegnato a nessuno; ma credo anche che se viene usato nel modo giusto è un voto plausibile. Certo vederlo assegnato ad alcuni titoli fa incazzare abbastanza, non c'è dubbio ma solo perchè chi lo ha fatto non aveva in mente una scala di valori ben definita. Almeno, credo, questo sia il caso dell'uno a Kanon che è in assoluto quello che mi ha fatto inkazzare di più
Penso che intendessi 'oggettività', giusto? E' sempre il solito discorso fallato. Prendete per oggettività la ricerca del tutto e della verità universale, cosa che ovviamente non è. Semplicemente il termine presuppone di spostare il proprio punto di vista dal proprio egoista ego verso l'oggetto in esame. Direi che non è così utopico come sembra, credo...
Ma qualora si trovasse e venisse applicato sarebbe pure peggio. Avremmo un commento unico per ogni cosa, senza più motivi di discussione.
Argomento fallato che, giustamente, genera un'affermazione fuori da mondo come questa. Ma con tutte le varietà del mondo, se solo uno, coraggiosamente, si gira a guardare il mondo ed i suoi oggetti, come si fa a cristallizzarsi su un unico pensiero? Si cristallizza, invece, solamente chi vede solo e soltanto se stesso nella la sua soggettiva posizione. A quel punto, quando cioè tutti gli interlocutori si sono cristallizzati sulle loro soggettive posizioni iniziano i "non capisci" ed i motivi di discussione vengono meno.
A parte quel tremendo primo paragrafo, per il resto sono pure abbastanza d'accordo. Giustamente la contestualizzazione è un arma di varietà, e li non ci piove, ma prima di aggiungere contesti e varietà ai propri argomenti bisognerebbe aver il coraggio di saper cambiare il proprio punto di vista.
E ciò nn vuol dire per forza rinunciare alla propria posizione soggettiva, ma significa, saper magari contestualizzare anche quella e trattarla non da verità universale, ma da normalissima interpretazione personale, fondendola, insieme ad un'analisi oggettiva e qui si, obiettiva (alias imparziale).
O, perlomeno, in quali ambiti potremmo applicarla per formulare giudizi incontrovertibili?
Prendiamo ad esempio in esame il comparto grafico di un anime, che più degli altri aspetti dovrebbe essere valutabile in modo obiettivo.
Cosa possiamo stabilire di incontestabilmente vero, di universalmente condiviso, che non si presti ad interpretazioni personali? Possiamo contare i frame/sec di animazione, il numero di colori della tavolozza impiegati o il numero di linee utilizzate per realizzare i disegni.
Ma ci bastano questi dati per stabilire se graficamente è fatto bene o meno? Direi di no; al massimo ci saranno d'ausilio per moderare l'inevitabile filtro soggettivo, che mantiene comunque una certa predominanza. Concordo invece sul fatto che questa interpretazione non debba assurgere a verità incontestabile, ma deve rimanere ciò che è, una delle tante sfaccettature di una verità che non può esistere.
E poi, perdonami, ma chi sarebbe in grado di guardare il mondo e i suoi oggetti da una prospettiva esterna e imparziale? L'uomo è sempre e comunque parte del mondo che dovrebbe giudicare; è come chiedere ad un imputato di essere giudice imparziale del suo processo.
Invece spessissimo si tenta di far passare le impressioni per critica oggettiva, alla meno peggio, ma spesso si finisce per forzarle sugli altri.
Quante volte ho letto su questo sito (molto spesso) non mi piace quindi fa schifo, non mi ha divertito quindi è fatto male, non raggiunge il suo scopo, (magari quando neanche si ha chiara quale sia questo scopo) ecc ecc. Il fare schifo, essere brutto, mal fatto od altro non dipende da come noi vediamo gli anime, ma da come sono fatti, e per questo possono essere studiati per quello che sono. Ci sono fior di discipline scientifiche o artistiche che permettono di fare questo, ma spesso e volentieri basta solo un po' di cultura generalista per un'analisi meno accurata ma più che sufficiente.
@Bonzo: Da come parlate pare che non sappiate cosa sia un Università. Ci sono discipline che permettono di valutare l'arte, e da quanto i dicevano altri proprio in altre discussioni analoghe, ci sono anche i modi per mixare sia l'analisi 'oggettiva' che quella 'soggettiva'. Addirittura ci sono discipline che permettono di studiare come come oggettivo il processo di percezione. Chiedi comunque a chi è più esperto di me in quei campi perché io sono un bieco ed oggettivo materialista d'ingegnere. Aka, vedo il mondo da un altro punto di vista, ma proprio per questo riconosco che ce ne possano essere di altri. Solamente esorto ad utilizzare il giusto metodo nel giusto ambito, e ci tengo a ribadire che non si tratta semplicemente di contestualizzare, ma di saper utilizzare gli strumenti critici che ci siamo costruiti fin dai tempi della scuola.
E poi vai a professare l'imparzialità? Come fai a non vedere che la soggettività è il nemico numero uno dell'imparzialità?
Dà più fastidio quando, in sede di valutazione, il recensore mette un voto che non rispecchia le sue reali preferenze ma cerca di trasformare la media generale secondo il voto che lui ritiene giusto
Ahahah! Chissà perché eh? Invece di utilizzare una scala di valori, non dico universale, ma almeno condivisa, si mettono i voti a sentimento, secondo criteri non solo soggettivi, ma momentanei. Ovviamente il risultato è privo di senso, e non l'ho notato solo io. Di solito la prima critica che fanno tutti su questa rubrica è: "Non sono d'accordo col voto", spesso senza manco specificare il perché ne il per come. (L'idea che mi son fatto è che un perché molti neanche ce l'abbiano).
Esempio lampante di come la pura soggettività ammazzi gli argomenti e come semini discordia.
Effettivamente la pura soggettività è l'argomento ultimo di chi non ha argomenti (e sa esprimere il la propria opinione solo con un pollice, altra piaga de sto sito)
PS: Sorry, ma oggi mi sento polemico...
Non puoi nemmeno pretendere che su un sito come AC, i cui contenuti sono prevalentemente amatoriali, si applichino nelle recensioni rigorosi canoni da critica dell'arte. Qui è abbastanza evidente che bello=mi piace e brutto=mi fa schifo. I voti ne sono l'esemplificazione. Ma si tratta di opinioni personali più o meno argomentate, come dice bene npepataecozz, e come tali vanno considerate. Imparziali e soggettive.
Rimango curioso di sapere quali siano i canoni di giudizio che permetterebbero invece un'analisi obiettiva di un'anime, scevra da contaminazioni soggettive, visto che sottintendi che qui nessuno li adotti. Se mi facessi un elenco dei metodi indagine che offrono dati scientificamente certi sul valore artistico di un'opera d'animazione (visto che spesso anche i critici d'arte s'azzuffano per affermare i propri giudizi di valore su un quadro o su un artista), te ne sarei grato.
Ma anche no. Io non sono un critico d'arte, ma se permetti so distinguere tra mi piace ed è ben fatto e per quello non ci vuole nessuna laurea. Questa capacità minima te la da già la scuola dell'obbligo. Il fatto che sto sito sia frequentato da amatori non prescinde dal saper scrivere ed analizzare un'opera con un minimo di cognizione di causa. Altrimenti uno che si prende la briga di scrivere a fare?
Fare una recensione, o semplicemente esporre le proprie idee è come scrivere un tema: Uno deve sapere almeno quello di cui sta parlando. Esempio seguendo il discorso sulla grafica: Come giudichereste un anime che utilizzi la CG? Molti non amano la CG quindi giudicano scadente un qualsiasi anime che la utilizza. Questo è il tipico caso in cui uno è portato a fare l'equivalenza tra il non mi piace quindi fa schifo. Se però uno inizia a pensarci su e magari a riconoscere che la CG è un mezzo e non un fine, e che quindi magari va giudicato l'utilizzo di questo mezzo, e non di quanto a priori ci piaccia oppure no, già sta facendo un passetto nella direzione giusta. Magari poi può constatare la modalità di utilizzo: Se cioè la CG è stata usata male o bene, ed ancora questo non ha a che fare sul quanto piaccia oppure no, oppure su come si fonda con l'animazione tradizionale, oppure no. (E se no, perché). Lo stacco visibile tra CG ed animazione tradizionale è voluto oppure no? Se si perché, altrimenti è un errore? Alla fine di questo processo che può continuare finché uno s'è fatto una certa idea di valutazione, si può anche chiudere con 'considerato tutto la CG proprio non mi va giù'. Nessuno dice di no. Ma a quel punto, dopo tutto un discorso uno s'è sia chiarito le idee su che cosa effettivamente non gli piaceva, sia le ha chiarite al prossimo ben meglio di un "La CG non mi piace, quindi l'anime fa schifo".
Al di là di fredde annotazioni tecniche (numero di frame, colori utilizzati), per poter dire che sia fatta bene o male, o che il suo utilizzo sia valido o meno all'interno di un anime, il recensore dovrà necessariamente confrontarla con l'ideale di perfezione che si è fatto di essa (e che sarà dipendente dalle sue conoscenze informatiche, dal numero di anime visti che utilizzano CG, e, soprattutto, dal suo personale gusto estetico).
A meno che tu pensi che esista, platonicamente, un'idea eterna che esprima la perfezione della CG, converrai con me, spero, che questo ideale sia strettamente soggettivo: per me potrebbe essere l'uso moderato di una CG dettagliatissima che si 'nasconda' nelle pieghe dell'animazione tradizionale, per un altro invece una CG spartana e ben visibile potrebbe essere il non plus ultra nella resa grafica di un anime. Chiaramente, quanto più il recensore la vedrà avvicinarsi al suo ideale, questa gli sarà gradita o non gli sarà gradita, e quindi la giudicherà bella o brutta.
Hai ragione a dire che, se chi commenta scrive dettagliatamente le motivazioni che lo spingono a dare un certo giudizio (in pratica chiarendo qual è il suo ideale di perfezione), allora la recensione sarà nettamente più comprensibile. Ma ciò sarebbe comunque la descrizione oggettiva di un processo che alla base è sempre soggettivo.
E che, stilisticamente, potrebbe pure risultare ridondante.
Se estendessimo il discorso oltre la CG (che tra gli esempi possibili è forse il più 'facile', visto che lascia piuttosto in disparte il discorso artistico) e lo estendiamo a disegni, musiche e trame, i confini si fanno ancora più labili: a meno che tu li stabilisca in base ad un criterio statistico, l'oggettivamente bello e l'oggettivamente brutto si perdono - e, direi, per fortuna - in un mare di gusti, idee, scopi, diversi in ogni soggetto e variabili nel tempo e nei luoghi.
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