Nuovo appuntamento con la rubrica dedicata alle recensioni su anime e manga, realizzate degli utenti di AnimeClick.it.

La rubrica va oggi a focalizzarsi su degli anime di produzione piuttosto recente. Per l'occasione: Ano natsu de matteru, High school DXD e Steins;Gate.

Ricordiamo che questa rubrica non vuole essere un modo per giudicare in maniera perentoria i titoli in esame, ma un semplice contesto in cui proporre delle analisi che forniscano, indipendentemente dal loro voto finale, spunti interessanti per la nascita di discussioni, si auspica, costruttive per l'utenza.


Per saperne di più continuate a leggere.


-

"Aspettando quell'estate."
Quell'estate. Già. Sì. Perché questa è una stagione magica. E' il periodo più caldo dell'anno, ma anche il più breve. Capace di potere concentrare una miriade di emozioni, sensazioni. Sentimenti. Talvolta inaspettati. Difficili anche da gestire.
E così un giorno, per caso, arriva una ragazza, una perfetta sconosciuta che si presenta al nostro protagonista come una studentessa "straniera" e lì comincerà il suo anno scolastico.
Le vacanze estive sono ormai alle porte. Il frinire delle cicale e il Sole cocente invitano sei ragazzi, sei amici del liceo, a vivere quel momento tra impacci, confessioni, incomprensioni, momenti divertenti e lacrime. Comincia così quell'estate. Per Kaito, Kanna, Mia, Remon, Tetsuro e ultima a unirsi al gruppo, nonché protagonista, Ichika.
Protagonista maschile di questa storia è Kaito, un liceale al quale piace riprendere luoghi e persone con una vecchia cinepresa (per l'esattezza una 8mm Fujica P 300 che fu prodotta tra il '67 e il '71). Così viene fuori di creare un film amatoriale con una sceneggiatura buttata sul momento. Un ricordo fatto di goffa recitazione, un po' arrangiata, e di effetti speciali alla buona. Ma il meglio, come spesso accade, si crea quasi per caso, soprattutto quando siamo tra amici, con inquadrature fuori dal set, sguardi distratti, profili presi un po' di nascosto. Tutto evidenzia la vera natura dei protagonisti, delle persone, con momenti rubati al tempo passato insieme.
I ricordi sono impressi nella celluloide e offrono quell'effetto sgranato, un po' sfocato, dal sapore vintage pieno di calore.
E poi magari un giorno prenderai quella pellicola. La posizionerai sul proiettore. La farai partire. E assieme ai presenti vivrai quei ricordi. Sarai carico di nostalgia perché erano momenti unici. Le tue espressioni in viso cambieranno al cambio di ogni scena. Ti sentirai imbarazzato/ta, ti scapperà qualche sorriso. Poi magari scenderà qualche lacrima. I ricordi sono fatti di momenti passati. Di istanti. Sta a noi farli vivere per sempre con ogni mezzo.

"Ano Natsu De Matteru" è un anime in 12 episodi della stagione invernale 2012. In un anime, la cui componente romance è alla base, non possono mancare gli intrecci tra i protagonisti. Ma qui mi voglio fermare, onde evitare la perdita di quello "stupore" che si ha quando si scoprono le piccole cose. Sia chiaro: non fornisce spunti di originalità. In una trama che è un cliché, dove i protagonisti e i loro ruoli possono essere (o sono) stereotipati, si racconta una storia con un buon ritmo, con gli elementi necessari che rendono piacevole la visione di questo anime allo spettatore strizzando l'occhio con nostalgia a quei momenti che non torneranno più.
La realizzazione è dell'ormai celebre J.C Staff che in questo genere riesce sempre a fare centro. Dal punto di vista tecnico direi un ottimo prodotto. Credo siamo negli standard: ottime animazioni, chara molto gradevole, ambientazioni che ricreano la vita di una tranquilla località immersa nella natura, uso dei colori molto piacevole dalle tonalità brillanti. Si notano poche comparse: una regia creata per mettere a fuoco i ruoli dei personaggi principali e secondari. Sono 12 episodi. Scelta intelligente.
Le musiche create sono in linea con tutto l'insieme. Si parte con l'opening "Sign" di Ray, un brano pop-dance dal sound molto spensierato senza peso alcuno. Si chiude con l'ending "Vidro Moyou" di Yanagi Nagi. Anche qui un pop-dance ma dalle linee più nostalgiche. Nonostante la leggerezza, è meno spensierato di "Sign". Le varie bgm accompagnano a dovere le varie scene.
Una cosa che ho apprezzato molto sono i monologhi che partono a inizio e fine episodio di Kaito-kun. Un valore aggiunto.

In conclusione: talvolta creare qualcosa di originale a tutti i costi non porta ai risultati sperati. Si può fare della buona animazione partendo da idee già collaudate e funzionanti, migliorandone i vari elementi che le caratterizzano. "Ano Natsu De Matteru" riesce nel suo intento fornendo novità zero a un format già collaudato, ma migliora nell'interazione e nell'intreccio tra i personaggi inserendo elementi che a primo acchito potrebbero risultare irrilevanti ma, a mio modesto parere, accattivanti. Come l'uso di una Fujica P 300 con i suoi 40 anni sulle spalle. (Vedasi Tamayura e la Rollei 35 S). Ben riprodotta dallo staff dello studio, crea un ponte tra passato e presente. Un ponte da noi spesso varcato, chiamato Ricordo.



-

"Il re è nudo".
Mi piace molto questo celebre modo di dire per definire quest'anime, non perché possa essere associato ai "vestiti nuovi dell'imperatore" e nemmeno perché il suo uso corrente abbia qualcosa a che fare con questo titolo; semplicemente perché, prendendo il suo significato alla lettera, ne ricaveremmo i due elementi portanti di questo "High School DXD": il gioco degli scacchi e l'uso smisurato del fanservice.
Devo dire che, come spesso mi capita, sono partito molto prevenuto nei confronti di quest'anime, in quanto la pubblicità che lo accompagnava non era delle migliori; sembrava un prodotto basato esclusivamente sulle nudità delle bellissime protagoniste senza nient'altro di veramente interessante. Più andavo avanti, però, più ero costretto a ricredermi e, pur credendo sia ancora necessario l'uso del bollino rosso per i minori di quattordici anni (cosa che ovviamente li spingerà a vederlo a tutti i costi piuttosto che a evitarlo), adesso quasi mi dispiace sia durato così poco.

"High School DXD" narra le vicende del "club per lo studio dell'occulto", che altro non è che una copertura di un circolo di demoni composto in maggioranza da bellissime nonché prosperosissime ragazze con la tendenza a rimanere nude un po' troppo spesso. A questo club si unirà ben presto anche il protagonista, Issei Hyoudo, uno studente ossessionato dal fatto di non avere mai toccato delle tette in vita sua - hai tutta la nostra comprensione, amico. Costui verrà infatti ucciso da un angelo caduto e riportato in vita nelle sembianze di un demone da Ritsu, la presidentessa del club.
A mio avviso, i punti di forza di quest'anime sono sostanzialmente due: il riuscitissimo parallelo con gli scacchi e la grande comicità.
Molte volte ho definito interi anime o parti di essi come "una partita a scacchi" intendendo l'importanza della strategia nelle vicende che compongono la trama; nel caso di "High School DXD" questa è molto di più di un'associazione di idee: rappresenta un vero e proprio collegamento fra i pezzi della scacchiera e i diversi personaggi, ognuno dei quali si identificherà in uno di essi. Non mancherà, ovviamente, la partita contro l'avversario di turno che si rivelerà, dato il suo andamento, molto ben architettata. Ci tengo poi a precisare che il premio "promozione" non è un'invenzione dell'autore per rendere il protagonista più figo, ma una reale regola degli scacchi.

Quanto alla comicità, devo ammettere che si potrà contestargli qualsiasi cosa, ma non si potrà non riconoscere che questo "High School DXD" è davvero divertente. Issei è un vero spasso nelle sue gag comiche e più di una volta ho dovuto interrompere la visione per il troppo ridere.
Detto questo, non si può omettere dalla discussione quello che è l'elemento più immediatamente percepibile di quest'anime: il fanservice. Personalmente non mi ha dato troppo fastidio, in quanto esso è funzionale al progetto comico su cui si basa questa serie e che già in precedenza ho affermato di avere apprezzato. Ciò che va contestato, a mio avviso, non è la sua presenza in sé ma il suo uso come al solito troppo massiccio, specie laddove poteva essere benissimo evitato senza che la sensualità delle varie protagoniste venisse messa in pericolo. Non mi sono piaciuti, in particolare, gli scontri alla "Ikkitousen" in cui i vari colpi hanno il solo fine di denudare le ragazze.
Il vero punto debole di questa serie è, però, l'originalità. La trama è esattamente quella che ci si aspetta, con Issei che a poco a poco si costruisce un harem tutto suo (anche se senza accorgersene) e con uno svolgimento e un finale decisamente prevedibili.
In definitiva "High School DXD" è un anime non eccelso ma nemmeno "spazzatura" come mi aspettavo. Chi deve necessariamente ridere se decide di guardare un anime non può perderselo; per gli altri, specie per le ragazze, meglio dedicarsi ad altro, potrebbero trovarlo poco interessante.



8.0/10
-

Alterare il presente modificando il passato: un'idea balzana dalle infinite e devastanti possibilità, capace di stuzzicare la fantasia di chiunque miri a una supremazia potenzialmente illimitata: questo il concept, a dire la verità piuttosto inflazionato, da cui prende le mosse "Steins;Gate", uno degli anime rivelazione del 2011.

Le vicende ruotano intorno a Okabe Rintaro, alias Hooin Kyoma, scienziato pazzo, come ama autodefinirsi, che tenta di finanziare le sue attività di ricerca mediante lo sviluppo di 'gadget avveniristici', oggetti improbabili il cui ineluttabile destino è quello di ingombrare lo sgabuzzino dell'angusta stanza in cui vive in affitto.
Incredibilmente, da un'astrusa idea del brillante ricercatore, viene casualmente alla luce una sensazionale scoperta: un telefono cellulare collegato a un forno a microonde; dipinta così, l'invenzione parrebbe essere abbastanza inutile, se non fosse che, in particolari condizioni, l'apparecchio è inspiegabilmente in grado di inviare SMS indietro nel tempo.
La trama a questo punto comincia a farsi corposa, complicandosi progressivamente in linee temporali alternative che si intrecciano e si sovrappongono, e confondendosi in molteplici sotto-trame che metteranno a dura prova anche lo spettatore più attento; a questo riguardo, risulteranno di fondamentale importanza i primi episodi, che, dopo avere terminato la visione della serie, sarà indispensabile rivedere per inquadrare la storia nella sua totalità.

"Steins;Gate" è dunque opera di fantascienza, con la dovuta precisazione che, a prescindere dall'incipit poco plausibile, l'anime mira comunque a un certo realismo, sia negli eventi descritti, che vengono supportati da teorie fisiche la cui bontà lascia non pochi dubbi, sia nelle relazioni interpersonali, dove invece la caratterizzazione dei personaggi risulta davvero convincente.
Tra questi, a spiccare è indubbiamente il protagonista, i cui risvolti caratteriali appaiono finemente tratteggiati: scanzonato e bizzarro da una parte - si abbandona spesso ad atteggiamenti parossistici, parla da solo al cellulare con ipotetici, misteriosi interlocutori, ama affibbiare nomi assurdi a persone e cose -, serio e ostinato quando la situazione volge al peggio, dove mostra una determinazione che a prima vista non gli si addice.
Personalità altrettanto ben delineate sono quelle femminili di Makise Kurisu, genio della fisica e assistente di Okabe, e di Shiina Mayuri, amica di infanzia del protagonista, solare amante del cosplay, ingenua all'apparenza ma capace di sorprendenti intuizioni.
Le altre donne che gravitano intorno al laboratorio, seppur importanti ai fini narrativi, fanno invece prendere all'anime una fastidiosa deriva harem, che, a braccetto con qualche lacuna logica - come le fin troppo numerose coincidenze, a dispetto dell'osannato 'effetto farfalla', e come certe spiegazioni incompiute che non risolvono diversi punti oscuri - può in alcuni frangenti far storcere il naso. Intendiamoci però, queste critiche sono solo il pelo nell'uovo di una science fiction tutto sommato solida, il cui valore non viene perciò messo in discussione.

Ben orchestrato è pure il finale, che chiude con coerenza il complicato intreccio, anche se, da dichiarato amante degli epiloghi tragici, non mi sarebbe dispiaciuto qualcosa di più coraggioso, che non dovesse fare i conti con i gusti del pubblico; gusti a cui "Steins;Gate" strizza palesemente l'occhio, con richiami frequenti a una subcultura otaku fatta di leggende metropolitane, dating sims, giochi di ruolo, maid café, moe-style, 2channel, ecc.
Molto buono è il comparto grafico, che ha il pregio di mantenere una certa costanza qualitativa per l'intera durata della serie (costituita di ventiquattro episodi), sorretto da animazioni che, senza particolari virtuosismi, svolgono adeguatamente il loro compito. Da sottolineare l'ampio utilizzo di filtri freddi, luci diafane e artifici grafici volti a riprodurre effetti di calore, che, insieme all'accuratezza dei fondali, ricreano magistralmente le atmosfere estive di Akihabara, area urbana al centro di una sempre afosa Tokyo.
Tolta la discreta opening, colonna sonora e OST sono invece tutt'altro che memorabili.

Suspense, fantascienza e una ben calibrata dose di emozioni sono dunque il biglietto da visita di questo "Steins;Gate", anime che, eccezion fatta per qualche perplessità sulla sceneggiatura, si è rivelato, almeno per quanto mi riguarda, un piacevole intrattenimento.