Il viso fragile e delicato di una ragazza emerge come da una pallida nebbia. I colori sono opachi, sfumati e grigi. Accentuano l'atmosfera cupa che le si percepisce attraverso gli occhi. Palpebre basse, sguardo perso, la figura è in movimento, è in avanti. Cosa le porterà in serbo la vita? Quali gioie e quali lacrime incontrerà?Questa è la copertina di After the Tempest, in Late Summer, un volume unico che raccoglie quattro storie brevi firmate Ayuko. Essa lascia presagire un contenuto tutt'altro che banale, una caratterizzazione dei personaggi per niente superficiale, e ben pochi luoghi comuni. La brevità dei racconti è componente incisiva per il lettore. Da un lato c'è un senso di appagamento, in quanto l'attenzione è viva su queste storie rapide e dinamiche, ben lungi dall'intrattenerci in dettagli inutili; dall'altro lato, si desidera rimanere legati a quel piccolo mondo, di scoprirlo in tutte le sue sfaccettature, in cerca del senso degli avvenimenti che, una volta conclusa la lettura, ancora ci fanno riflettere e ci lasciano delle domande. Ci lasciano un segno o più di uno. E' infatti una caratteristica evidente di ciascuna one shot, quella di lasciarci un senso di irresoluzione, un qualcosa - non si sa bene cosa - in sospeso, le cui risposte non sono esplicite nei disegni o nei dialoghi. Sono da ricercare dentro di noi, nel nostro modo di percepire e comprendere gli esseri umani. Non necessariamente di immedesimarci, ma proprio di offrire il beneficio del dubbio e riflettere in situazioni e realtà che possono esser comuni quanto lontane ad ognuno di noi.
In Nostradamus e Sakaki non sono importanti le abilità paranormali di uno dei due ragazzini del racconto, se non che questo elemento soprannaturale ci offre una situazione particolare, uno spunto di riflessione che nella sua conclusione ci offe una sensazione ben chiara. Vi è un uso a risparmio delle parole, e in questo caso anche delle tavole. E' impressionante pensare che in poche pagine si possa concentrare un messaggio chiaro e profondo. Poche pagine ma intense. Poche pagine espressive. Poche pagine che possiamo godere a colori, in un sapiente uso di essi attraverso pennellate suggestive e luminose. L'autrice comunica attraverso le tinte, le ombre e i fasci di luce. Gli sfondi ocra accompagnano l'infanzia, mentre dei toni più freddi segnano il passaggio nell'adolescenza. L'esplosione di colori caldi indice della maturità della protagonista, vengono seguiti dalle sfumature dense dell'arcobaleno. In quest'ultima e ottava pagina a colori sopraggiunge la comprensione. Si fa luce sul valore della storia di cui altrimenti, con pagine tipicamente in bianco e in nero, non si sarebbero colte le atmosfere che caratterizzano l'evoluzione della personalità della protagonista. E' dunque essenziale questo accorgimento nell'edizione italiana a cura di FlashBook Edizioni, che supporta questo carico grafico con pagine spesse, morbide, ma anche un po ruvide. Proprio come il contenuto raccontato.
In Tre segreti abbiamo un'ambientazione comune. I rapporti fra compagni di scuola possono terminare in molti modi. Non sono le liti a farla da padrone, ma anche gli interessi che cambiano, scelte diverse, gelosie, e terze persone che complicano le relazioni. Perdere un'amicizia non è necessariamente vanificare quello che c'è stato. E si spera che non possa essere una situazione irreversibile, che non porti a nulla di buono. Nella vita si sa, si può sbagliare, siamo umani… Se fossimo più propensi a credere davvero in ciò, credere che i propri sbagli siano paragonabili a quelli del prossimo e a cercare di costruire un rapporto fatto di momenti no, che non possono e non devono oscurare i bei momenti creati assieme, questo è un ottimo presupposto per un'amicizia duratura. Le tre amiche di questa storia rappresentano ognuna un diverso modo di relazionarsi, di ragionare e di desiderare. Diverse priorità che con un po di pazienza, e usando le parole giuste, possono accordarsi fra loro. Trovare una propria dimensione.

Ma la storia portante, che porta il nome del titolo di questo volumetto, è la terza. Anche questa ha un'ambientazione scolastica. E' la storia di un'amicizia ritrovata, fatta di piccoli gesti e tanta apprensione. Che gioca di attese e di speranze, per poi regalarci tutt'altre sensazioni. Ribadisco che Ayuko non tratta elementi scontati, e non ci propina scene commerciali. Ci mostra piuttosto l'altra faccia di noi stessi, quella difficile da scrutare, quella che preferiamo non mostrare, quella triste e fallata. Quella che ci porta a rischiare, ad allontanarci dagli altri, quella che ci fa raccogliere i pezzi di ciò che è rimasto e che ci fa scrutare dentro noi stessi. La vita è mutevole e ci porta con sé cose che non avremmo mai immaginato. Alcune cose rimangono, come il succo preferito o la confidenza di un antico legame. Ma le persone cambiano e anche i sentimenti. Le scelte dei personaggi non sono chiare, e non ci resta che comprenderne la loro psiche con ciò che ci risulta sia stato fatto e le loro relative reazioni. Tentare di uscire dal proprio universo e aprirsi ad avvenimenti nuovi, che a primo impatto risultano incomprensibili. E' proprio questo il tema principale dell'intera opera. Uno scorcio di realtà diverse su cui affacciarsi, invece di tenerle a bada, all'infuori della nostra vita. Farci immergere e capire, e non solo! Si tratta di accettare i diversi modi di essere, le scelte errate, i giudizi affrettati…
L'ultima storia, Keep a diary, ha un sapore nuovo. Morbosa, cupa, misteriosa. Altamente psicologica. Essa sfocia nell'ossessione di una persona sola che mente al lettore mostrandoci la sua instabilità mentale. Nel finale, che ho appena apprezzato (mi è sembrato spicciolo), ci vien confermato l'intento dell'autrice: queste storie ci fanno riflettere, chiedono d'essere comprese, ci scuotono dalla nostra superficialità con cui etichettiamo le persone e ci offrono in maniera appena accennata degli input introspettivi.
[CERCAMANGA_After the tempest, in late summer]
Le quattro storie sono una più bella dell'altra.
La prima, con quelle pagine a colori... mamma mia... intensa e pura!
Vabbè... prima o poi farò anch'io una recensione!
Ayuko ha uno stile davvero finissimo! Bello, bello, bello!
Promosso in pieno!
I disegni sono davvero belli.
I 5,9 non aiutano ma alla fine è un volume unico, basta fare il "tirchio" Geass
Non è affatto brutto ma le storie non mi hanno colpito più di tanto mancano di incisività a parer mio. Detto questo, nonostante tutto, essendo un volume unico tuttosommato piacevole, non mi pento dell'acquisto.
Ottimo lavoro Eretria e ottima Ayuko, in attesa di Goodbye my Life.
Anche come hai descritto le singole storie...sublime. Veramente mi ha fatto venire voglia di eleggerle.
Quando leggo recensioni così ben scritte non posso far altro che confrontarle con il mio modo di scriverle e notare le mie lacune. E' una cosa involontaria, comune credo a tutti gli scrittori.
però devo dire che merita veramente di essere comprato!
i disegni sono meravigliosi e le storie mi sono piaciute moltissimo
bravissima Ayuko!
Una cosa, però, mi ha stupita: non ho fatto attenzione ai colori e me ne rammarico. Ripensandoci è proprio come dici tu, sembra che non siano stati affatto scelti in modo casuale.
Della serie: quando un manga è molto più che una semplice storia a fumetti.
Bella recensione, appena passo in fumetteria lo prendo/ordino
Concordo con la recensione, tutte le storie hanno un non so che di magico e malinconico. Complimenti a Eretria
Non vedo l'ora di leggere anche l'altro volume autoconclusivo di Ayuko, "Goodbye my life".
L'altra storia è stata quella delle tre ragazze amiche, quindi la seconda.
Probabilmente quella che mi è piaciuta di meno è stata l'ultima, che forse ha avuto un finale troppo frettoloso e molto più semplice di quanto pensassi.
Però, inutile dire che le ho amate tutte. Ogni storia mi ha trasmesso qualche sentimento importante.
Chi l'ha scritta ha colto appieno il significato di ogni storia e non potrei essere più d'accordo con quanto scritto... se non che a me invece la storia finale è piaciuta molto, mentre quella che mi ha colpito di meno è stata proprio la terza.
Io ne consiglio la lettura.
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