Nuovo appuntamento con la rubrica dedicata alle recensioni su anime e manga, realizzate degli utenti di AnimeClick.it.
Anche per oggi un appuntamento con un poker di pareri non troppo lunghi. Si va con il terzo film dedicato a Saint Seiya, Redline, Shokupan Mini e Mushishi.
Ricordiamo che questa rubrica non vuole essere un modo per giudicare in maniera perentoria i titoli in esame, ma un semplice contesto in cui proporre delle analisi che forniscano, indipendentemente dal loro voto finale, spunti interessanti per la nascita di discussioni, si auspica, costruttive per l'utenza.
Per saperne di più continuate a leggere.
Anche per oggi un appuntamento con un poker di pareri non troppo lunghi. Si va con il terzo film dedicato a Saint Seiya, Redline, Shokupan Mini e Mushishi.
Ricordiamo che questa rubrica non vuole essere un modo per giudicare in maniera perentoria i titoli in esame, ma un semplice contesto in cui proporre delle analisi che forniscano, indipendentemente dal loro voto finale, spunti interessanti per la nascita di discussioni, si auspica, costruttive per l'utenza.
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Utente970
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L'unico movie sui CDZ che ho avuto, per inesperienza, voglia di guardare. Non so se il capitolo della dea della discordia fosse uscito, ma trovai solo questo prima che spuntassero società come Dynit e company.
Il film ripercorreva un po' il canovaccio classico, del resto come moltissime altre serie, non poteva variare più di tanto. L'avversario divino non mi piaceva, non ce lo vedevo bene e poi mi fece capire che c'era la probabilità che allungassero il brodo della saga rendendo Atena l'unica buona di tutto l'Olimpo e dintorni. Ad anni di distanza, beh, pare che non ci sia andato molto lontano dalla verità.
Riguardo al film, il problema per cui non mi convinse fu per una serie di fattori tra cui: i nomi originali del manga, che erano cosa nuova per me, le voci diverse, qualche lagna di troppo, nemici decisamente troppo forti (pure per i classici Gold Saints) e dialoghi meno ricercati. Altra pecca fu che i pochi cavalieri d'oro ripescabili sparivano in un battibaleno. D'accordo la serie televisiva si dilungava e il film non può durare troppo, ma vedere liquidato Capricorn appena resuscitato, Cancer (di nuovo con l'armatura che lo aveva ripudiato?!) schiaffeggiato come niente in un paio di mosse dal vecchio avversario, come del resto tutti gli altri restanti, mi fece un po pena. L'unico che si salvava era Saga di Gemini, sempre molto sveglio, ma c'era in quel caso qualche cosmo-kamikaze di troppo e considerando che i pochi sgherri di Apollo erano potentissimi e già il dorato musicista di Nettuno poteva cavarsela, la cosa non mi convinse.
Che dire visto uno visti tutti credo.
La saga vera per me termina in Grecia contro Arles. Asgard era un di più ancora accettabile, ma non richiesto, Nettuno invece un riciclo ormai totale e inutile, anche se il cavaliere multi animalesco e il fratello di Saga erano discreti e abbattere le torri con le armi di Libra una trovata carina..
La recente con Ade e ambientazione dantesca era discreta, ma troppa differenza tecnica, Sirio e Crystal in ombra (anche se per dar spazio agli apprezzabili dorati) e alcune velocizzazioni su scontri interessanti tipo Caronte non me lo fecero gustare a lungo.
Il film ripercorreva un po' il canovaccio classico, del resto come moltissime altre serie, non poteva variare più di tanto. L'avversario divino non mi piaceva, non ce lo vedevo bene e poi mi fece capire che c'era la probabilità che allungassero il brodo della saga rendendo Atena l'unica buona di tutto l'Olimpo e dintorni. Ad anni di distanza, beh, pare che non ci sia andato molto lontano dalla verità.
Riguardo al film, il problema per cui non mi convinse fu per una serie di fattori tra cui: i nomi originali del manga, che erano cosa nuova per me, le voci diverse, qualche lagna di troppo, nemici decisamente troppo forti (pure per i classici Gold Saints) e dialoghi meno ricercati. Altra pecca fu che i pochi cavalieri d'oro ripescabili sparivano in un battibaleno. D'accordo la serie televisiva si dilungava e il film non può durare troppo, ma vedere liquidato Capricorn appena resuscitato, Cancer (di nuovo con l'armatura che lo aveva ripudiato?!) schiaffeggiato come niente in un paio di mosse dal vecchio avversario, come del resto tutti gli altri restanti, mi fece un po pena. L'unico che si salvava era Saga di Gemini, sempre molto sveglio, ma c'era in quel caso qualche cosmo-kamikaze di troppo e considerando che i pochi sgherri di Apollo erano potentissimi e già il dorato musicista di Nettuno poteva cavarsela, la cosa non mi convinse.
Che dire visto uno visti tutti credo.
La saga vera per me termina in Grecia contro Arles. Asgard era un di più ancora accettabile, ma non richiesto, Nettuno invece un riciclo ormai totale e inutile, anche se il cavaliere multi animalesco e il fratello di Saga erano discreti e abbattere le torri con le armi di Libra una trovata carina..
La recente con Ade e ambientazione dantesca era discreta, ma troppa differenza tecnica, Sirio e Crystal in ombra (anche se per dar spazio agli apprezzabili dorati) e alcune velocizzazioni su scontri interessanti tipo Caronte non me lo fecero gustare a lungo.
Shokupan Mimi
6.0/10
Shokupan Mimi è una serie di 15 micro-episodi da meno di un minuto ciascuno che narra le gesta di una fetta di pane in cassetta (presumibilmente femmina, date le sue peculiari manie), la quale, con l'aiuto dei suoi amici pomodoro e burro, cerca di conquistare un nerboruto cornetto. Se la sinossi vi ha fatto pensare a un anime stupido e infantile aspettate di leggere il resto.
A distinguere questo progetto da altre bizzarrie "made in Japan" è l'involontaria piega macabra che assumono i siparietti comici. Con ciò non mi riferisco solo alla vaga somiglianza della Mimi del titolo a Kyubey, ma anche alla sua dieta a base di hamburger e dei suoi stessi amici vegetali (!) e alla sua malsana passione per farsi tostare, pressare, grattugiare o friggere in olio bollente. Il tutto è inserito in una cornice prettamente kawaii, fatta di colori pastello, bocche "a tre" e poche frasi squittite dalle seiyuu coinvolte.
È difficile restare indifferenti di fronte a Shokupan Mimi, e altrettanto impegnativo valutarlo: tutto dipende da cosa recepisce lo spettatore. Se siete dei serissimi appassionati di anime non troverete alcuna attrattiva in un titolo tanto folle, spartano e zuccheroso. Se, invece, vivete di "Nyan Cat", "Afro Ken" e budini danzanti, non potete lasciarvelo sfuggire. La ragione prevale sul cuore e mi costringe ad assegnare un 6 per la scarsità di realizzazione e contenuti; questo non esclude che per la seconda categoria descritta il voto potrebbe ribaltarsi in un bel 9.
A distinguere questo progetto da altre bizzarrie "made in Japan" è l'involontaria piega macabra che assumono i siparietti comici. Con ciò non mi riferisco solo alla vaga somiglianza della Mimi del titolo a Kyubey, ma anche alla sua dieta a base di hamburger e dei suoi stessi amici vegetali (!) e alla sua malsana passione per farsi tostare, pressare, grattugiare o friggere in olio bollente. Il tutto è inserito in una cornice prettamente kawaii, fatta di colori pastello, bocche "a tre" e poche frasi squittite dalle seiyuu coinvolte.
È difficile restare indifferenti di fronte a Shokupan Mimi, e altrettanto impegnativo valutarlo: tutto dipende da cosa recepisce lo spettatore. Se siete dei serissimi appassionati di anime non troverete alcuna attrattiva in un titolo tanto folle, spartano e zuccheroso. Se, invece, vivete di "Nyan Cat", "Afro Ken" e budini danzanti, non potete lasciarvelo sfuggire. La ragione prevale sul cuore e mi costringe ad assegnare un 6 per la scarsità di realizzazione e contenuti; questo non esclude che per la seconda categoria descritta il voto potrebbe ribaltarsi in un bel 9.
Redline
9.0/10
Recensione di Karma Houdini
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Ambientato in un futuro lontano e poco definito, "Redline" è la corsa di auto più illegale, mortale e grandiosa della galassia, tenuta ogni cinque anni in un luogo segreto che viene rivelato soltanto all'ultimo minuto.
Prodotto dal famigerato studio Madhouse, "Redline" è il primo lungometraggio diretto totalmente da Takeshi Koike ("Midnight Eye Goku", "Ninja Scroll", "Vampire Hunter", "Bloodlust", "Trava: Fist Planet"): un lavoro la cui realizzazione ha richiesto ben sette anni. E si vede.
Da un punto di vista visivo, "Redline" ha un look decisamente e volutamente occidentalizzato. Sembra quasi che Koike abbia voluto gridare al mondo di essere un fan del fumettista francese Jean 'Moebius' Giraud, del controverso film animato "Heavy Metal" e persino della saga cinematografica di "Star Wars". Il risultato finale è un festival sconvolgente e ipercinetico di colori e forme esasperate, un incitamento continuo a tenere gli occhi sbarrati. Infatti ogni battito di ciglia durante la visione di "Redline" sarebbe un peccato, perché basterebbe prendere un fotogramma a caso e rendersi conto che potrebbe diventare tranquillamente un poster con cui abbellire la propria stanza.
A livello di contenuti, "Redline" è pieno di cliché, ma essi non sono il solito pretesto per coprire buchi d'ispirazione, bensì sono le colonne portanti su cui si sostiene la trama del film. Da una parte abbiamo una storia lineare, prevedibile, e semplice fino alla fine; dall'altra abbiamo dei personaggi a loro volta incarnazione di altri cliché, ma che allo stesso tempo assolutamente e meravigliosamente esagerati in ogni singolo gesto o parola.
"Redline" non è un film che si fa vedere e basta, "Redline" investe lo spettatore come un autotreno carico di adrenalina, di colori sgargianti e di musiche tanto tamarre quanto funzionali. Ovviamente è un must per gli appassionati di anime come "Go Go Go Mach 5" e "Super Gattiger", così come del vecchio e scanzonato cartoon "Wacky Races". Ma è anche consigliatissimo per chi vuole divertirsi a cogliere le numerose citazioni in esso contenute e godersi uno spettacolo di animazione pura, fatta a mano come si deve e allo stesso tempo fuori dagli schemi.
Prodotto dal famigerato studio Madhouse, "Redline" è il primo lungometraggio diretto totalmente da Takeshi Koike ("Midnight Eye Goku", "Ninja Scroll", "Vampire Hunter", "Bloodlust", "Trava: Fist Planet"): un lavoro la cui realizzazione ha richiesto ben sette anni. E si vede.
Da un punto di vista visivo, "Redline" ha un look decisamente e volutamente occidentalizzato. Sembra quasi che Koike abbia voluto gridare al mondo di essere un fan del fumettista francese Jean 'Moebius' Giraud, del controverso film animato "Heavy Metal" e persino della saga cinematografica di "Star Wars". Il risultato finale è un festival sconvolgente e ipercinetico di colori e forme esasperate, un incitamento continuo a tenere gli occhi sbarrati. Infatti ogni battito di ciglia durante la visione di "Redline" sarebbe un peccato, perché basterebbe prendere un fotogramma a caso e rendersi conto che potrebbe diventare tranquillamente un poster con cui abbellire la propria stanza.
A livello di contenuti, "Redline" è pieno di cliché, ma essi non sono il solito pretesto per coprire buchi d'ispirazione, bensì sono le colonne portanti su cui si sostiene la trama del film. Da una parte abbiamo una storia lineare, prevedibile, e semplice fino alla fine; dall'altra abbiamo dei personaggi a loro volta incarnazione di altri cliché, ma che allo stesso tempo assolutamente e meravigliosamente esagerati in ogni singolo gesto o parola.
"Redline" non è un film che si fa vedere e basta, "Redline" investe lo spettatore come un autotreno carico di adrenalina, di colori sgargianti e di musiche tanto tamarre quanto funzionali. Ovviamente è un must per gli appassionati di anime come "Go Go Go Mach 5" e "Super Gattiger", così come del vecchio e scanzonato cartoon "Wacky Races". Ma è anche consigliatissimo per chi vuole divertirsi a cogliere le numerose citazioni in esso contenute e godersi uno spettacolo di animazione pura, fatta a mano come si deve e allo stesso tempo fuori dagli schemi.
Mushishi
7.0/10
Recensione di Metaldevilgear
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<b>Disabilitata su richiesta dell'utente - grandebonzo</b>
Se dovessi descrivere questa serie in una sola parola, direi: 'orientale': un'ovvietà dal punto di vista formale, ma un attributo che ne distingue caratteristiche prettamente legate alla tradizione del Sol Levante, e forse di difficile presa su tutti. La dimostrazione d'apprezzamento dell'opera cartacea in patria è fornita dalla vittoria di diversi premi, tra cui l'ambito Kodansha Manga Award, e dalla realizzazione di un film live action diretto nientemeno che da K. Otomo, distribuito un anno dopo la conclusione dell'anime.
I ventisei episodi di "Mushishi" vedono come protagonista un cacciatore di mushi, ovvero strane entità spiritiche colpevoli di contaminare, in modi diversi, persone o interi villaggi. Il viaggio di Ginko consiste nella ricerca e risoluzione di vari casi di convivenza tra mushi e umani, e costituisce il perno di tutta l'opera.
La strutturazione e lo stile di porsi di "Mushishi" rappresentano per certi versi un'arma a doppio taglio: una narrazione aneddotica che, con passo lento, si adorna di liriche, metafore, figure tipiche del folclore nipponico intriso di fondamenti scintoisti, può essere capace di allettare quanto di alienare lo spettatore, o, nel peggiore dei casi, di avvizzirsi puntata dopo puntata, per via di quella sorta di ritualità di un copione che si ripete con personaggi e situazioni solo leggermente diversi, e quindi di annoiare.
Il vero fiore all'occhiello di "Mushishi" è l'apparato grafico, unico, senza mezzi termini. Lo studio Artland riprende ottimamente il disegno di Yuki Urushibara, morbido e ricco di particolari scenici, lo colora delicatamente e lo dinamizza con leggiadria. Il clima silenzioso dell'opera è garantito da una colonna sonora pacata e mai invadente, che s'intona alla perenne malinconia dei protagonisti.
Concludo con un certo rammarico: quello di non aver potuto premiare una serie da cui m'aspettavo tantissimo, ma che purtroppo mi ha suscitato perfino qualche sbadiglio. Una minore longevità avrebbe certamente migliorato il mio giudizio.
Se dovessi descrivere questa serie in una sola parola, direi: 'orientale': un'ovvietà dal punto di vista formale, ma un attributo che ne distingue caratteristiche prettamente legate alla tradizione del Sol Levante, e forse di difficile presa su tutti. La dimostrazione d'apprezzamento dell'opera cartacea in patria è fornita dalla vittoria di diversi premi, tra cui l'ambito Kodansha Manga Award, e dalla realizzazione di un film live action diretto nientemeno che da K. Otomo, distribuito un anno dopo la conclusione dell'anime.
I ventisei episodi di "Mushishi" vedono come protagonista un cacciatore di mushi, ovvero strane entità spiritiche colpevoli di contaminare, in modi diversi, persone o interi villaggi. Il viaggio di Ginko consiste nella ricerca e risoluzione di vari casi di convivenza tra mushi e umani, e costituisce il perno di tutta l'opera.
La strutturazione e lo stile di porsi di "Mushishi" rappresentano per certi versi un'arma a doppio taglio: una narrazione aneddotica che, con passo lento, si adorna di liriche, metafore, figure tipiche del folclore nipponico intriso di fondamenti scintoisti, può essere capace di allettare quanto di alienare lo spettatore, o, nel peggiore dei casi, di avvizzirsi puntata dopo puntata, per via di quella sorta di ritualità di un copione che si ripete con personaggi e situazioni solo leggermente diversi, e quindi di annoiare.
Il vero fiore all'occhiello di "Mushishi" è l'apparato grafico, unico, senza mezzi termini. Lo studio Artland riprende ottimamente il disegno di Yuki Urushibara, morbido e ricco di particolari scenici, lo colora delicatamente e lo dinamizza con leggiadria. Il clima silenzioso dell'opera è garantito da una colonna sonora pacata e mai invadente, che s'intona alla perenne malinconia dei protagonisti.
Concludo con un certo rammarico: quello di non aver potuto premiare una serie da cui m'aspettavo tantissimo, ma che purtroppo mi ha suscitato perfino qualche sbadiglio. Una minore longevità avrebbe certamente migliorato il mio giudizio.
Comunque, film tanto povero di contenuti quanto spettacolare da vedere, e sinceramente preferisco un film così a tante cose riassuntive fatte male o filleroni vari...
Dovrei rivederlo, ho il cofanetto da edicola con tutti i film giù a Palermo ma poi non li ho guardati dopo averli comprati a causa del mio vivere per il 99% dell'anno a Roma.
Comunque i film dei Saint mi sono sempre piaciuti molto. A livello di grafica e musiche sono sempre eccelsi anche più della serie tv, forse, ma le trame, per quanto emozionanti, sono abbastanza stereotipate (e contribuiscono a creare il falso mito che Saint Seiya sia ripetitivo e vi accadono sempre le stesse cose, cosa solo estremizzata da filler e film).
Ma questo è un problema che coinvolge quasi tutti i film tratti da serie anime, pure quelli di Dragon Ball Z (che in gran parte erano noiosissimi), Pretty Cure o Digimon non è che siano tanto più vari quanto ad avvenimenti, per quanto li si possa seguire più o meno con piacere a seconda delle serie coinvolte.
Gli altri titoli non li ho visti.
Di Mushishi ho quasi tutto il manga, ma è da oltre un anno che sono fermo al quarto volume. Conto comunque di riprendere, è una serie piuttosto interessante.
In merito a Saint Seiya - La Leggenda dei Guerrieri Scarlatti:
pretendere la decenza dai film di "Jump" è masochismo bello e buono
Redline e Mushishi in lista da tempo, mi frena la truzzaggine dell'uno e la lentezza dell'altro. In ogni caso complimenti vivissimi ai recensori.
Non il più brutto (per quello vince a mani basse il quarto, L'Ultima Battaglia, seguito a ruota dal primo, la Dea della Discordia), ma il più inutile.
per non parlare dei fondali e le musiche,in quest'ultime è stato realizzato un intero disco,che è tra i migliori prodotti per quest'opera,se non ricordo male è anche un film celebrativo,che segnava il primo biennio di vita della serie,diventando un successo in tutto il mondo,ancor oggi in molti paesi dell'asia e in sudamerica questo film viene ripetutamente replicato nei cinema!
il film fu realizzato nel corso dell'animazione degli episodi principali di asgard tra artax e cristal il cigno,quindi nel pieno della produzione classica dei saint e ancor oggi è assieme al primo film,uno dei migliori prodotti usciti sui saints, è sul podio degli eventi della serie più visti in assoluto.
dare il voto 5 mi sembra troppo poco su una superproduzione simile.
Sarò sincerissima riguardo il titolo sopra-citato: ho letto il manga di Mushishi e ho oltretutto provato a guardare l'anime... ma mi fanno dormire entrambi, non riesco davvero a seguirli e la mia attenzione cala pagina dopo pagina o scena dopo scena. E' sicuramente affascinante, sì, ma da coma profondo.
Shokupan Mimi è adorabilmente fastidioso XD.
Tra i film di Saint Seiya che ho visto, questo è quello che mi piace di più.
In futuro guarderò Redline, e forse Shokupan Mimi che mi incuriosisce.
Mushishi invece non credo mi potrebbe piacere.
Per me l'anime sarebbe da almeno 7,5 però.
Non ho capito perché tra le 13 recensioni presenti nella scheda del film su questo sito (di cui ben *11* oltre la sufficienza, e ben *7* di esse tra il 9/10 ed il 10/10) si sia andati a scegliere una delle due uniche recensioni (quella di Testu) che assegnano un voto 5 al film. Mi sembra, come dire, non solo poco oggettivo, ma anche decisamente non rappresentativo delle opinioni espresse dagli utenti di questo sito.
Potrà non essere considerato il migliore dei film dei cavalieri (e comunque, già questo è discutibile, secondo me), ma il voto 5 è davvero immeritato. Si merita almeno un 7 e 1/2 (che, guardacaso, è il voto che si ottiene facendo la media di tutte le recensioni presenti nella pagina del film).
Redline... spero sia meglio di Tailenders.
Lo stile un po' lo ricorda.
"Redline" non è un film che si fa vedere e basta, "Redline" investe lo spettatore come un autotreno carico di adrenalina, di colori sgargianti e di musiche tanto tamarre quanto funzionali
E allora va visto, e che diamine. Mi piacciono le opere tramortenti.
{Ehi, ma da quand'è che avete aggiunto il genere "Tamarro"?
Mushishi è nella mia wishlist da una vita. La sua lentezza, per quanto voluta e con cognizione di causa, mi scoraggia un po', ma vedrò di farmi coraggio.
@Kary
Dovevi assegnare un 9, e' evidente che questa tipologia di anime va giudicata in base alla pucciosita'!
- Il film di Saint Seiya non è male, come del resto gli altri della serie anche se ovviamente hanno sempre il solito canovaccio alla Dragon Ball Z, come dice Kotaro... se ti guardi i film di Saint Seiya per la trama allora lascia perdere, però per passarsi un'oretta in compagnia dei tuoi bronzini preferiti allora va più che bene. A me questo qui con Apollo tanto pessimo non mi è saputo, anzi, l'ho preferito al secondo ambientato ad Asgard.
Tra l'altro il recensore si chiede come mai Death Mask abbia ancora il cloth di Cancer quando venne ripudiato: la risposta è perchè quello non era il vero gold cloth ma bensì un'imitazione donatagli da Apollo.
- Redline... sarò io ma tutte queste fisse e bellezze non ce l'ho viste. Neanche tutta questa grande adrenalina che si professa, giusto all'inizio e verso la fine, tutto il resto del film è a livelli normalissimi... Togliendo la trama che è palesemente semplificata all'estremo per favorire il comparto grafico io non ho visto grandi sequenze movimentate. Oddio, più esattamente ci sono ma non sono abbastanza estese da ricoprire tutto il film come si decanta. Perlomeno secondo me. E ovviamente in disaccordo con il voto. 9 per un film simile è veramente troppo, contando che non c'è trama. E la singola adrenalina non basta a giustificare un giudizio così alto.
P.S. Continuo a riproporre la mia richiesta: perchè non mettere i pollici versi anche per le recensioni? Così non ha senso, se una recensione non mi piace non posso dimostrarlo.
Devil, come puoi scadermi sui fondamentali? XD
A parte il fatto che questi film sono tutti fuori continuity... ma a parte questo, alla fine Death Mask si rivela davvero il saint del Cancro, tant'è che tornerà a indossare la sua gold cloth nel manga (al momento di abbattere il Muro del pianto). Mi viene da ipotizzare che venga ripudiato dalla sua armatura giusto in occasione dello scontro con Shiryu, perché lì tocca vertici di malvagità esagerati. E appunto, con la sua morte trova redenzione tornando a essere un saint di Atena.
Shokupan Mimi è una serie di 15 micro-episodi da meno di un minuto ciascuno che narra le gesta di una fetta di pane in cassetta (presumibilmente femmina, date le sue peculiari manie), la quale, con l'aiuto dei suoi amici pomodoro e burro, cerca di conquistare un nerboruto cornetto.
xdxdxddxdxdxdx
Io mi riferivo al cloth, non al saint!
Tra l'altro Death Mask non torna realmente, dato che una volta spedito nell'Ade non tornerà mai più. Ciò a cui fai riferimento è lo spirito che invia il cloth al Muro del Pianto che sì, è come se fosse lui stesso di persona ma non è realmente vivo.
E' la solita tiritera secondo schemi collaudati e ripetitivi, ma da fan della serie qual ero non ho pututo non apprezzarlo (vuoi anche per la buona qualità tecnica).
Redline e Musishi mi interessano, ma prima di iniziare il secondo dovrei almeno finire di vedere le serie di Natsume Yujinchou.
Complimenti a Kary89, sia per la bella recensione, sia per aver scovato (e guardato) un anime tanto assurdo!
Scelgono almeno una recensione tra le 3 (o 4 come in questo caso) fuori dalla media, solitamente, per fare discussione, è lo scopo di questa rubrica, altrimenti tutto sta con un "concordo bravo bella rece" e tarallucci e vino. Fu così con la mia di Clannad After Story (una delle 2 insufficienze tra cinquanta 10), fanno così con quelli di Miyazaki ecc. è normale. Ci passano tutti mica solo Saint Seiya.
Detto questo il film in questione non l'ho visto, degli altri mi interessa Redline.
Comunque, mi sembra plausibile che chi non abbia visceralmente amato i Saint Seiya possa trovare noiose le trasposizioni cinematografiche, ad essere sinceri piuttosto ripetitive.
altrimenti non sarei qui a commentarle.
difatti ho commentato,e a dire il vero dei 5 film realizzati sui cavalieri,i migliori ritengo che siano il primo per i disegni,il secondo per le musiche e il terzo per la storia,gli altri due non fanno poi così testo perchè sono in un certo senso "celebrativi" e dovevano chiudere un "ciclo",classico il quarto e moderno il quinto.
la ripetitività di saint seiya è nota,ed è una delle caratteristiche del successo della serie,quanto all'essere un modo per far capire qualcosa che i fan accaniti della serie non riescono a vedere mi sembra riduttivo,visto che i fan della serie,di cui mi ritengo di farne parte ancora a distanza di anni, possano riuscire a capire tante cose,anche quelle che vengono dal punto di vista di chi alla serie non è tanto fan o non è affezionato per nulla.
quindi a tali vedute della serie ritengo che i fan accaniti comunque rispettano le divergenze altrui,anche se il più delle volte è un'equità davvero faticosa,altrimenti non ci sarebbero,come nel caso italiano,così tante divisioni,mi sembra una cosa abbastanza normale.
Non voglio dire che i fan siano necessariamente ciechi rispetto ai difetti di un anime. Il fatto è che spesso, secondo me, si lasciano trasportare unicamente dai lati positivi o da aspetti secondari che magari ad uno spettatore occasionale sfuggono, perdendo di vista un'analisi oggettiva e omnicomprensiva dell'opera che idolatrano.
Non credo inoltre che recensioni negative siano inserite ad arte per screditare i Saint Seiya, piuttosto che per offrire il diverso punto di vista di chi non ha apprezzato l'anime.
"Saint Seiya" e connessi... ne parlavo ieri sera con mia sorella, e sto (vagamentissimamente) pensando di riprendere in mano questo discorso finito in modo brusco e prematuro - ossia, noia mortale. Questa recensione non fa altro che mettere il dito nella piaga.
"Shokupan Mimi"? Diciamo che ho di meglio da fare che perdere tempo con un pane in cassetta kawaii.
"Redline" non lo conosco; per quanto riguarda "Mushishi"... ogni volta che vado in fumetteria lo sfoglio e lo risfoglio, ma alla fine non lo leggo mai. Non so perché, però ho l'impressione che l'anime non sia il mezzo più adatto a quella storia.
ci mancherebbe adesso che colpevolizzassi chi scrive delle recensioni negative sulla serie,visto che sono io il primo ultimamente che di negativo sto parlando del saint seiya omega,pensa come è strana la vita!
per quello che mi riguarda e per le volte in cui ho rivisto la serie sia in originale che nell'edizione italiana ,specie nelle ultime volte che l'ho fatto,ho soffermato la mia attenzione nei punti ancora "oscuri",cioè quelli che io ritenevo tali e che altri nemmeno si sognerebbero,come dici tu,di farlo in primo approccio alla serie.
i pregi e i difetti li conosco bene anch'io,ma emergono quelli positivi un numero così esiguo di volte,oppure ci si sofferma come quando si giudica un libro solo dalla copertina,dispiace quando succede,ma parlando di un anime solo su due bocche si può andare in pasto,a quella degli elogi e a quella delle critiche,con tutte le suddivisioni che queste due comportano.
P.S: il genere "tamarro" è indispensabile per certi lavori, ci voleva proprio^^
Di questi l' unico che potrebbe interessarmi è Mushishi,il manga però.
Come è stato spiegato innumerevoli volte, sono selezionate solo le recensioni recenti, ovvero quelle successive alla decisione di creare la rubrica, poiché i moderatori non hanno il tempo di andare a spulciare tutte le recensioni passate.
Anche a prescindere da ciò, è opportuno ricordare ancora una volte che i moderatori operano la loro scelta in base alla qualità dello scritto e non già del voto attribuito, che di fatto è irrilevante.
Questa spiegazione ti è stata data già altre volte e se è vero che "repetita iuvant", è anche vero che "errare humanum est, perseverare autem diabolicum".
Ma non ti preoccupare che, se ci sarà qualcuno che vorrà infangare la serie storica dei Saint Seiya, mi troverai tuo alleato nel difenderla!
i rischi sono evidenti,determinati da scelte sbagliate che sono state prese in considerazione decine di anni fa,assolutamente non dipendenti da decisioni di fan,che devono usufruire del prodotto finito,eppure...
se oggi queste divisioni fanno così discutere non è certo perchè mi alzo la mattina dal letto io o altri del mio stesso o simile parere e mi metto a sparare palta verso il prossimo come sport preferito solo perchè dice cose che vanno contro un pensiero "vecchio".
Mi sfugge il punto... che c'entra la copertina di un libro come paragone per chi valuta un film animato tratto da una serie tratta da un manga?
Non è che i punti positivi di questo film sono pari ai punti positivi degli altri film Toei, ovvero MOLTO più di quelli negativi?
Mi è bastato vedere questo più La Dea della Discordia per fare un paragone con quelli di DBZ: protagonisti invogliati a lottare per qualche motivo, le prendono, ne danno un po', le prendono tutti insieme, tutti danno i loro poteri al protagonista (Seiya/Goku - e non ditemi che anche per Naruto e One Piece è così, che spero proprio di no) e i buoni vincono.
Narrativamente sono poveri, punto, se poi si vuole solo una sana dose di mazzate con protagonisti i tuoi personaggi preferiti, è un altro discorso.
come ho detto già altre volte,il successo di questa serie si è costruito con queste semplici caratteristiche,mentre in altri titoli ne troviamo in abbondanza,e anche i film sono rimasti fedeli su questo tema.
su un anime o manga che basa tutto sul combattimento è così,dove è prolifico è nei personaggi antagonisti ,l'autore ha messo più impegno a realizzar loro e si nota chiaramente l'enorme differenza coi "5 buoni",sembrano simili eppure ognuno di loro ha caratteristiche differenti,piace per questo ancor oggi la serie,per quanto riguarda i difetti si parte dalla stessa cosa riguardante la semplicità e la ripetitività,la base di tutto saint seiya è lì dentro,sia per gli elogi che per le critiche.
da lì si sviluppano le trame e le caratteristiche,come giustamente affermi tu,povere,dei protagonisti.
Le altre 3 opere Mushishi, Redline e la fetta di pane non mi interessano.
Complimenti a tutti
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