Nuovo appuntamento con la rubrica dedicata alle recensioni su anime e manga, realizzate degli utenti di AnimeClick.it.
Per l'appuntamento di oggi focalizziamo l'attenzione su titoli attesi nonché di produzione molto recente. Abbiamo dunque tre anime: Chihaya Full, Fate/Zero (1a stagione) e Guilty Crown.
Ricordiamo che questa rubrica non vuole essere un modo per giudicare in maniera perentoria i titoli in esame, ma un semplice contesto in cui proporre delle analisi che forniscano, indipendentemente dal loro voto finale, spunti interessanti per la nascita di discussioni, si auspica, costruttive per l'utenza.
Per saperne di più continuate a leggere.
Per l'appuntamento di oggi focalizziamo l'attenzione su titoli attesi nonché di produzione molto recente. Abbiamo dunque tre anime: Chihaya Full, Fate/Zero (1a stagione) e Guilty Crown.
Ricordiamo che questa rubrica non vuole essere un modo per giudicare in maniera perentoria i titoli in esame, ma un semplice contesto in cui proporre delle analisi che forniscano, indipendentemente dal loro voto finale, spunti interessanti per la nascita di discussioni, si auspica, costruttive per l'utenza.
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Chihayafuru
8.0/10
Liberiamo subito il campo da un equivoco: quest'anime di sentimentale ha davvero ben poco. Sportivo, scolastico, ma non sentimentale! Quindi se state cercando una storia d'amore tra i banchi di scuola guardate altrove.
"Bellezza sprecata", è così che chiamano Chihaya, sorella di una famosa modella con cui condivide la bellezza ma non i modi pacati e graziosi che tanto sono legati al concetto di femminilità giapponese. In verità non è che sia un maschiaccio, ha solamente un po' la testa tra le nuvole. Il suo sogno è quello di diventare Regina del Karuta, il gioco di carte (sconosciuto al di fuori del Giappone) che caratterizza tutto l'anime. Le vicende si svolgono tra la sala del club e i vari tornei sparsi in giro per la nazione.
Quest'anime non ha nulla di fantastico, colpi di scena o puntate mozzafiato. Ha, tuttavia, un grande merito: quello di portare una ventata di novità nel mondo degli anime che davvero fatica a uscire dalla palude di stereotipi e prodotti stravisti in cui si è infilato recentemente. Sì perché quantomeno mette al centro di tutto uno sport nuovo, poco popolare anche in Giappone, e lo rende avvincente, tanto che anch'io vedendo le puntate ho desiderato più volte di fare una partita.
Poi Chihaya è un personaggio davvero fantastico, che alza da solo tutto il livello dell'anime. Altro che "bellezza sprecata", è una ragazza che non passa mai inosservata e il cui volto comunica molto, molto di più delle solite belle-ragazze-dolci-tutte-uguali che ormai invadono (per non dire "infestano") la stragrande maggioranza degli anime. Allora ben venga una bella ragazza con un carattere forte, ma alla stesso tempo capace di piangere e di emozionarsi, di combattere e di scoraggiarsi. Un personaggio quanto mai vivo che accende tutto ciò che gli sta intorno. Trascina tutto e tutti con il suo entusiasmo, spettatore compreso.
Anche i personaggi secondari sono ben caratterizzati, sopratutto Arata. Un ragazzo solitario e vittima di Ijime - il classico bullismo giapponese che prevede di ignorare completamente l'altro - che però non si arrende e continua a coltivare la passione del Karuta tramandatagli dal nonno campione. E' lui che con la sua passione inizia Chihaya al gioco.
I disegni e le ambientazioni, i fondali e i volti sono disegnati in modo magistrale. Dal mio punto di vista non potrei chiedere di meglio. L'opening è molto energica, di quelle che ti rimangono in testa, e soprattutto dura il giusto.
Chiudendo il cerchio nel punto in cui l'avevo aperto, quest'anime ha un grande assente, inserito nella lista degli invitati, ma mai pervenuto: l'amore. Uno sguardo più prolungato e qualche frase sospetta sono davvero troppo poco per definire un anime "sentimentale". E io credo che se si fosse puntato maggiormente su questo aspetto ne avrebbe guadagnato tutta la storia, in termini esponenziali.
Non so se è già in programma una seconda serie o se il manga continua, ma il finale lo lascia intuire, quindi posso per il momento sospendere in parte il giudizio.
E' un anime che mi sento sicuramente di consigliare, che ho seguito e atteso nell'uscita delle sue puntate con relativa impazienza. Non è però un anime che raggiunge vette altissime, avendo comunque il merito di mantenersi costante e non perdere mai i suoi tratti più caratteristici.
"Bellezza sprecata", è così che chiamano Chihaya, sorella di una famosa modella con cui condivide la bellezza ma non i modi pacati e graziosi che tanto sono legati al concetto di femminilità giapponese. In verità non è che sia un maschiaccio, ha solamente un po' la testa tra le nuvole. Il suo sogno è quello di diventare Regina del Karuta, il gioco di carte (sconosciuto al di fuori del Giappone) che caratterizza tutto l'anime. Le vicende si svolgono tra la sala del club e i vari tornei sparsi in giro per la nazione.
Quest'anime non ha nulla di fantastico, colpi di scena o puntate mozzafiato. Ha, tuttavia, un grande merito: quello di portare una ventata di novità nel mondo degli anime che davvero fatica a uscire dalla palude di stereotipi e prodotti stravisti in cui si è infilato recentemente. Sì perché quantomeno mette al centro di tutto uno sport nuovo, poco popolare anche in Giappone, e lo rende avvincente, tanto che anch'io vedendo le puntate ho desiderato più volte di fare una partita.
Poi Chihaya è un personaggio davvero fantastico, che alza da solo tutto il livello dell'anime. Altro che "bellezza sprecata", è una ragazza che non passa mai inosservata e il cui volto comunica molto, molto di più delle solite belle-ragazze-dolci-tutte-uguali che ormai invadono (per non dire "infestano") la stragrande maggioranza degli anime. Allora ben venga una bella ragazza con un carattere forte, ma alla stesso tempo capace di piangere e di emozionarsi, di combattere e di scoraggiarsi. Un personaggio quanto mai vivo che accende tutto ciò che gli sta intorno. Trascina tutto e tutti con il suo entusiasmo, spettatore compreso.
Anche i personaggi secondari sono ben caratterizzati, sopratutto Arata. Un ragazzo solitario e vittima di Ijime - il classico bullismo giapponese che prevede di ignorare completamente l'altro - che però non si arrende e continua a coltivare la passione del Karuta tramandatagli dal nonno campione. E' lui che con la sua passione inizia Chihaya al gioco.
I disegni e le ambientazioni, i fondali e i volti sono disegnati in modo magistrale. Dal mio punto di vista non potrei chiedere di meglio. L'opening è molto energica, di quelle che ti rimangono in testa, e soprattutto dura il giusto.
Chiudendo il cerchio nel punto in cui l'avevo aperto, quest'anime ha un grande assente, inserito nella lista degli invitati, ma mai pervenuto: l'amore. Uno sguardo più prolungato e qualche frase sospetta sono davvero troppo poco per definire un anime "sentimentale". E io credo che se si fosse puntato maggiormente su questo aspetto ne avrebbe guadagnato tutta la storia, in termini esponenziali.
Non so se è già in programma una seconda serie o se il manga continua, ma il finale lo lascia intuire, quindi posso per il momento sospendere in parte il giudizio.
E' un anime che mi sento sicuramente di consigliare, che ho seguito e atteso nell'uscita delle sue puntate con relativa impazienza. Non è però un anime che raggiunge vette altissime, avendo comunque il merito di mantenersi costante e non perdere mai i suoi tratti più caratteristici.
Fate/Zero
8.0/10
I più assidui lettori delle mie recensioni (ma esistono davvero?) ricorderanno che tempo fa avevo visionato uno degli shounen più amati su questo sito, "Fate/stay Night", e come fossi rimasta sostanzialmente delusa della gestione di un ottimo spunto narrativo. Perché quindi nuocermi la salute e sorbirmi pure una serie prequel con le stesse meccaniche di fondo? In primis, duole dirlo, per il character design dei personaggi. Ritengo Takashi Takeuchi uno dei migliori artisti del settore, per le sue figure di sorprendente freschezza, semplicità e riconoscibilità nel desolante piattume odierno ero-moe. In secundis, la natura del progetto avrebbe escluso da ogni possibile scenario Shiro Emiya, il che non poteva che addurre dei benefici alla Guerra per il Sacro Graal. Infine mi galvanizzava l'idea di ritrovare lo sceneggiatore e la compositrice di "Puella Magi Madoka Magica" alle prese con una licenza Type/Moon.
Senza ulteriori indugi premetto che la fiducia è stata ben riposta e il motivo è presto detto: gli autori hanno corretto praticamente tutti i difetti che avevo rilevato in "Fate/stay Night", quasi obnubilati da una magia a distanza.
Il primo cambiamento, e il più rilevante sotto ogni punto di vista, è che in Fate/zero i protagonisti sono tutti adulti. Non che abbia qualcosa contro i liceali, tant'è vero i miei anime favoriti hanno per protagonisti degli adolescenti; fatto sta che per come la Guerra del Santo Graal è stata concepita (una lotta all'ultimo sangue tra maghi e entità mitologiche da loro evocati, con un unico vincitore) avere per protagonisti delle persone mature è la soluzione più adatta. Basta fregne manichee fra vita e morte, con la netta preferenza della prima anche nelle situazioni più disperate; i nuovi Master hanno talento, abilità e in taluni casi pure piacere nell'uccidere e se la situazione richiede non si tirano mai indietro, anche a costo di coinvolgere civili. In fondo il mito racconta che solo chi ha una forte determinazione riuscirà a impugnare il Graal e a vedere realizzato il proprio desiderio.
Secondo punto a favore: non c'è fanservice. Vuoi che la maggior parte dei Servant non hanno, diciamo così, un aspetto gradevole, vuoi che le poche donne sono castigate in degli abiti che occultano le loro forme e hanno così modo di parlare, oltre che mostrare, la gran parte dello spazio del singolo episodio è riservato ad approfondire passato e motivazioni di ogni guerriero. Intendiamoci, non siamo comunque al livello di un trattato di Jung e tanto meno è richiesta una simile bravura; si può con sicurezza affermare che il cast sia più vario e meglio approfondito di quello di "Fate/stay night".
La mia naturale passione per gli alienati mi porta a preferire Caster e Rider su tutti, ma devo ammettere che è stata Saber a trarre maggior giovamento da questa scelta. Finalmente - sarebbe più opportuno, ahinoi, dire financo - l'algida biondina, scevra da cotte adolescenziali e da scenette erotiche, ha conquistato la dignità che le spetta dal ruolo conferitole nella Guerra e nella Storia. A tal proposito sono lieta di segnalare che diversi aneddoti sui Servants raccontati nell'anime hanno un riscontro reale, ciò palesa delle ricerche storiche approfondite.
L'ultimo punto di svolta, in estrema sintesi, è stato rendere i combattimenti meno shounen di quelli del suo sequel: di conseguenza ci sono meno azione, meno superpoteri, meno urla disumane, e più strategia. Ogni regola della Guerra è conosciuta a menadito dai concorrenti e rigorosamente applicata a svantaggio degli avversari, senza distinzioni tra alleati e nemici. Dal mio punto di vista è consolante che, ogni tanto, in una sana competizione venga applicato un filo il cervello. Di contro l'anime è molto verboso: alcuni episodi sono interamente occupati da dialoghi che, per quanto ben scritti, disattendono le aspettative di botte ed effetti pirotecnici e possono provocare noia ai cultori di Shounen Jump. Cito ad esempio il primo, dove viene fiscalmente descritto lo scenario di partenza, e gli ultimi, all'interno dei quali si discutono argomenti di levatura ben superiore alla portata dell'anime, come la questione di Dio e i requisiti di un giusto sovrano.
Tecnicamente le animazioni sono piuttosto statiche tranne nei combattimenti ove è presente tanta CG giustificata. I disegni sono meno belli di quelli del sequel ma più fedeli agli artworks originali. Le musiche, di chiaro stampo kajuriano, sono orecchiabili e non particolarmente significative.
Per concludere non posso che consigliare Fate/Zero a chiunque sia minimamente interessato agli shounen di ispirazione fantasy. Ci sono due sole limitazioni: la prima è che molti protagonisti di questo titolo sono collegati a doppio filo a quelli della prossima Guerra, per cui si corrono alti rischi di spoilers su "Fate/Stay Night" se non si è conclusa la visione di uno dei suoi molti formati. La seconda è che Fate/Zero è una serie divisa in due stagioni di cui finora è andata trasmessa solo la prima, per cui non posso prevedere dove la trama andrà a parare. D'altro canto sarebbe fuorviante valutare questi 13 episodi in previsione dei prossimi venturi per cui non posso esimermi dal ben stimare quanto guardato. Complimenti, Type-moon: mi hai fregato.
Attenzione: il seguente paragrafo analizza la parte di storia che va dall'episodio 14 all'episodio 25. Potrebbe contenere spoiler
"Il campo di battaglia è sempre stato nient'altro che un inferno. In guerra non c'è spazio per la speranza. Ciò che resta (ai sopravvissuti) è solo fredda disperazione e un peccato chiamato vittoria, forgiata sul dolore degli sconfitti."
È con queste amare parole che Kiritsugu palesa il suo intimo pensiero e assieme riassume il cuore di questa seconda stagione di Fate/Zero. La Quarta Guerra per il Sacro Graal è ormai entrata nel vivo e non c'è più tempo per mediare ritirate strategiche o fare prigionieri. Non è una competizione pulita, questa: operata tramite l'inganno e la manipolazione, risolta con vili pugnalate alle spalle piuttosto che con un cavalleresco scontro di spade. Si uccide molto, in questi tredici episodi; si generano i traumi che poi segneranno il cast del sequel "Fate/Stay Night". Non si può, quindi, evitare di approfondire i Master e i Servant rimasti, sviscerarli, abbattere loro ogni stilla di determinazione una volta posti di fronte ai crudi compromessi della guerra. Tutto il minutaggio a disposizione è dedicato al loro approfondimento, e personalmente non mi dolgo di avere per questo sacrificato fasi di azione concitata.
Non voglio rischiare di anticipare i numerosi colpi di scena e retroscena che questa seconda parte prevede: il compito che voglio imputare a questa recensione, per quanto umile, è di presentare delle linee guida per meglio apprezzare quel che alcuni di voi vedranno.
Due personalità in perfetta antitesi tra loro giungono in questa serie a una completa maturazione: mi riferisco, ovviamente, a Kirei e Waver. Forse proprio per la loro volontà di mettersi in gioco in quanto insofferenti del rispettivo status, i due percorrono due strade divergenti e finiscono per diventare proprio quello che non si sarebbero mai augurati, un tempo, di essere. Se la vuotezza dell'uno trova unica soddisfazione nel perpetuo stimolo, in una sorta di svogliata reinterpretazione dell'etica leopardiana, l'altro ha modo di snobbare la ricerca del prestigio sociale in cambio della preservazione dei propri interessi. A Master di tale levatura sono stati abbinati dei Servant altrettanto carismatici in grado d'ispirarli tramite il loro esempio. Gli altri personaggi, mancando di tale vivacità intellettuale, crolleranno di fronte al fallimento o più semplicemente spariranno dalla circolazione una volta esaurito il proprio compito.
Per dovere di cronaca devo segnalare due episodi che interrompono bruscamente la narrazione per trattare il passato di Kiritsugu Emiya. Mi è spiaciuta molto sia la loro collocazione sia il loro contenuto: non solo svelano retroscena di scarso interesse, ma - ed è questo l'errore grave - spezzano l'equilibrio faticosamente mantenuto dello spazio riservato ai principali figuranti. In sintesi, Emiya diventa di colpo il protagonista della vicenda; si annulla così quel poco di suspense che coloro i quali fossero ignari di "Fate /stay night" erano riusciti finora a preservare. Perché, mi chiedo, non relegarli in fondo alla serie o in un OAV extra?
La sovrabbondanza di dialoghi è l'altra croce e delizia di Fate/Zero: la serie si premura di spiegare ogni infimo dettaglio, lasciando che la capacità di astrazione dello spettatore abbia la meglio sulla potenza evocativa delle immagini. Non ritengo la scelta in sé errata, anche perché la loro scrittura è encomiabile, ma non è delle più popolari. Chi è giunto fin qua con la visione, comunque, non credo avrà grossi problemi a proseguire.
Ricordo altresì che l'esito della Quarta Guerra era già stato deciso nel sequel, pertanto Urobuchi nella stesura della novel da cui è stato tratto il suddetto anime ha avuto pochissimo spazio di manovra; non si possono che fare applausi allo sceneggiatore per come sia riuscito ad assumere un compito così gravoso senza deludere i fan di Type-Moon, semmai approfondendo ulteriormente le tematiche cardine del videogioco: il prezzo del desiderio, la corruzione del Graal, la formazione dell'eroe, i disastri della guerra e così via.
Voglio infine spendere due parole per il comparto tecnico. Ufotable decise durante la produzione di spezzare Fate/Zero in due stagioni, in modo da mantenere uno standard qualitativo elevato. Le atroci animazioni facciali di episodio 10 sono lì a testimoniare quanto ce ne fosse bisogno, soprattutto per i combattimenti cruciali, i quali, per quanto brevi, hanno avuto infine lo splendore scenico che meritavano. Unica pecca è la CG 'giocattolosa' in certi frangenti, soprattutto nella resa del polipone di Caster e dell'armatura di Berserker. Perfino le musiche raggiungono nuove vette grazie al prezioso contributo delle Kalafina, nelle opening e nella micidiale ending "Manten".
Tirando le somme, Fate/Zero è un ottimo shounen, e fintanto lo si considera tale riesce a intrattenere per mezzo di una trama solida, di personaggi significativi e del rifiuto totale di ammiccamenti per otaku. I palati più esigenti e gli appassionati di "jumpate" si rivolgano altrove, io mi sono divertita tantissimo così.
Senza ulteriori indugi premetto che la fiducia è stata ben riposta e il motivo è presto detto: gli autori hanno corretto praticamente tutti i difetti che avevo rilevato in "Fate/stay Night", quasi obnubilati da una magia a distanza.
Il primo cambiamento, e il più rilevante sotto ogni punto di vista, è che in Fate/zero i protagonisti sono tutti adulti. Non che abbia qualcosa contro i liceali, tant'è vero i miei anime favoriti hanno per protagonisti degli adolescenti; fatto sta che per come la Guerra del Santo Graal è stata concepita (una lotta all'ultimo sangue tra maghi e entità mitologiche da loro evocati, con un unico vincitore) avere per protagonisti delle persone mature è la soluzione più adatta. Basta fregne manichee fra vita e morte, con la netta preferenza della prima anche nelle situazioni più disperate; i nuovi Master hanno talento, abilità e in taluni casi pure piacere nell'uccidere e se la situazione richiede non si tirano mai indietro, anche a costo di coinvolgere civili. In fondo il mito racconta che solo chi ha una forte determinazione riuscirà a impugnare il Graal e a vedere realizzato il proprio desiderio.
Secondo punto a favore: non c'è fanservice. Vuoi che la maggior parte dei Servant non hanno, diciamo così, un aspetto gradevole, vuoi che le poche donne sono castigate in degli abiti che occultano le loro forme e hanno così modo di parlare, oltre che mostrare, la gran parte dello spazio del singolo episodio è riservato ad approfondire passato e motivazioni di ogni guerriero. Intendiamoci, non siamo comunque al livello di un trattato di Jung e tanto meno è richiesta una simile bravura; si può con sicurezza affermare che il cast sia più vario e meglio approfondito di quello di "Fate/stay night".
La mia naturale passione per gli alienati mi porta a preferire Caster e Rider su tutti, ma devo ammettere che è stata Saber a trarre maggior giovamento da questa scelta. Finalmente - sarebbe più opportuno, ahinoi, dire financo - l'algida biondina, scevra da cotte adolescenziali e da scenette erotiche, ha conquistato la dignità che le spetta dal ruolo conferitole nella Guerra e nella Storia. A tal proposito sono lieta di segnalare che diversi aneddoti sui Servants raccontati nell'anime hanno un riscontro reale, ciò palesa delle ricerche storiche approfondite.
L'ultimo punto di svolta, in estrema sintesi, è stato rendere i combattimenti meno shounen di quelli del suo sequel: di conseguenza ci sono meno azione, meno superpoteri, meno urla disumane, e più strategia. Ogni regola della Guerra è conosciuta a menadito dai concorrenti e rigorosamente applicata a svantaggio degli avversari, senza distinzioni tra alleati e nemici. Dal mio punto di vista è consolante che, ogni tanto, in una sana competizione venga applicato un filo il cervello. Di contro l'anime è molto verboso: alcuni episodi sono interamente occupati da dialoghi che, per quanto ben scritti, disattendono le aspettative di botte ed effetti pirotecnici e possono provocare noia ai cultori di Shounen Jump. Cito ad esempio il primo, dove viene fiscalmente descritto lo scenario di partenza, e gli ultimi, all'interno dei quali si discutono argomenti di levatura ben superiore alla portata dell'anime, come la questione di Dio e i requisiti di un giusto sovrano.
Tecnicamente le animazioni sono piuttosto statiche tranne nei combattimenti ove è presente tanta CG giustificata. I disegni sono meno belli di quelli del sequel ma più fedeli agli artworks originali. Le musiche, di chiaro stampo kajuriano, sono orecchiabili e non particolarmente significative.
Per concludere non posso che consigliare Fate/Zero a chiunque sia minimamente interessato agli shounen di ispirazione fantasy. Ci sono due sole limitazioni: la prima è che molti protagonisti di questo titolo sono collegati a doppio filo a quelli della prossima Guerra, per cui si corrono alti rischi di spoilers su "Fate/Stay Night" se non si è conclusa la visione di uno dei suoi molti formati. La seconda è che Fate/Zero è una serie divisa in due stagioni di cui finora è andata trasmessa solo la prima, per cui non posso prevedere dove la trama andrà a parare. D'altro canto sarebbe fuorviante valutare questi 13 episodi in previsione dei prossimi venturi per cui non posso esimermi dal ben stimare quanto guardato. Complimenti, Type-moon: mi hai fregato.
Attenzione: il seguente paragrafo analizza la parte di storia che va dall'episodio 14 all'episodio 25. Potrebbe contenere spoiler
"Il campo di battaglia è sempre stato nient'altro che un inferno. In guerra non c'è spazio per la speranza. Ciò che resta (ai sopravvissuti) è solo fredda disperazione e un peccato chiamato vittoria, forgiata sul dolore degli sconfitti."
È con queste amare parole che Kiritsugu palesa il suo intimo pensiero e assieme riassume il cuore di questa seconda stagione di Fate/Zero. La Quarta Guerra per il Sacro Graal è ormai entrata nel vivo e non c'è più tempo per mediare ritirate strategiche o fare prigionieri. Non è una competizione pulita, questa: operata tramite l'inganno e la manipolazione, risolta con vili pugnalate alle spalle piuttosto che con un cavalleresco scontro di spade. Si uccide molto, in questi tredici episodi; si generano i traumi che poi segneranno il cast del sequel "Fate/Stay Night". Non si può, quindi, evitare di approfondire i Master e i Servant rimasti, sviscerarli, abbattere loro ogni stilla di determinazione una volta posti di fronte ai crudi compromessi della guerra. Tutto il minutaggio a disposizione è dedicato al loro approfondimento, e personalmente non mi dolgo di avere per questo sacrificato fasi di azione concitata.
Non voglio rischiare di anticipare i numerosi colpi di scena e retroscena che questa seconda parte prevede: il compito che voglio imputare a questa recensione, per quanto umile, è di presentare delle linee guida per meglio apprezzare quel che alcuni di voi vedranno.
Due personalità in perfetta antitesi tra loro giungono in questa serie a una completa maturazione: mi riferisco, ovviamente, a Kirei e Waver. Forse proprio per la loro volontà di mettersi in gioco in quanto insofferenti del rispettivo status, i due percorrono due strade divergenti e finiscono per diventare proprio quello che non si sarebbero mai augurati, un tempo, di essere. Se la vuotezza dell'uno trova unica soddisfazione nel perpetuo stimolo, in una sorta di svogliata reinterpretazione dell'etica leopardiana, l'altro ha modo di snobbare la ricerca del prestigio sociale in cambio della preservazione dei propri interessi. A Master di tale levatura sono stati abbinati dei Servant altrettanto carismatici in grado d'ispirarli tramite il loro esempio. Gli altri personaggi, mancando di tale vivacità intellettuale, crolleranno di fronte al fallimento o più semplicemente spariranno dalla circolazione una volta esaurito il proprio compito.
Per dovere di cronaca devo segnalare due episodi che interrompono bruscamente la narrazione per trattare il passato di Kiritsugu Emiya. Mi è spiaciuta molto sia la loro collocazione sia il loro contenuto: non solo svelano retroscena di scarso interesse, ma - ed è questo l'errore grave - spezzano l'equilibrio faticosamente mantenuto dello spazio riservato ai principali figuranti. In sintesi, Emiya diventa di colpo il protagonista della vicenda; si annulla così quel poco di suspense che coloro i quali fossero ignari di "Fate /stay night" erano riusciti finora a preservare. Perché, mi chiedo, non relegarli in fondo alla serie o in un OAV extra?
La sovrabbondanza di dialoghi è l'altra croce e delizia di Fate/Zero: la serie si premura di spiegare ogni infimo dettaglio, lasciando che la capacità di astrazione dello spettatore abbia la meglio sulla potenza evocativa delle immagini. Non ritengo la scelta in sé errata, anche perché la loro scrittura è encomiabile, ma non è delle più popolari. Chi è giunto fin qua con la visione, comunque, non credo avrà grossi problemi a proseguire.
Ricordo altresì che l'esito della Quarta Guerra era già stato deciso nel sequel, pertanto Urobuchi nella stesura della novel da cui è stato tratto il suddetto anime ha avuto pochissimo spazio di manovra; non si possono che fare applausi allo sceneggiatore per come sia riuscito ad assumere un compito così gravoso senza deludere i fan di Type-Moon, semmai approfondendo ulteriormente le tematiche cardine del videogioco: il prezzo del desiderio, la corruzione del Graal, la formazione dell'eroe, i disastri della guerra e così via.
Voglio infine spendere due parole per il comparto tecnico. Ufotable decise durante la produzione di spezzare Fate/Zero in due stagioni, in modo da mantenere uno standard qualitativo elevato. Le atroci animazioni facciali di episodio 10 sono lì a testimoniare quanto ce ne fosse bisogno, soprattutto per i combattimenti cruciali, i quali, per quanto brevi, hanno avuto infine lo splendore scenico che meritavano. Unica pecca è la CG 'giocattolosa' in certi frangenti, soprattutto nella resa del polipone di Caster e dell'armatura di Berserker. Perfino le musiche raggiungono nuove vette grazie al prezioso contributo delle Kalafina, nelle opening e nella micidiale ending "Manten".
Tirando le somme, Fate/Zero è un ottimo shounen, e fintanto lo si considera tale riesce a intrattenere per mezzo di una trama solida, di personaggi significativi e del rifiuto totale di ammiccamenti per otaku. I palati più esigenti e gli appassionati di "jumpate" si rivolgano altrove, io mi sono divertita tantissimo così.
Guilty Crown
6.0/10
Avevo delle aspettative, per quest'anime, se non altro per il character design di Redjuice di cui adoro il tratto. Forse sono state anche queste aspettative che hanno fatto calare tanto il voto.
"Guilty Crown" presenta una lavorazione tecnica quasi impeccabile, con colori brillanti com'è più o meno canonico per la Production I.G. e animazioni fluide, con pochi cali. Come dicevo, il character design non è solo di mio gusto ma, a parer mio, ben curato e rende dignitosamente il disegno di Redjuice che io amo tanto. Sempre riguardo ai disegni, una nota di merito va anche agli sfondi estremamente accurati e non poco accattivanti.
Accanto a questi complimenti, va una lode pure alle musiche ben realizzate che sanno fare immergere lo spettatore nell'atmosfera, sia essa d'azione o drammatica.
Il problema è che, proprio dove le musiche e le animazioni coinvolgono lo spettatore, i personaggi non hanno la stessa capacità. Giungiamo, quindi, al tasto dolente dell'anime e in parte sono proprio i personaggi. Molti, variegati, potevano non avere partenze originalissime ma di certo promettevano buoni sviluppi e interessanti caratteristiche. Lo stesso vale per la trama, che non era eccelsa, ma di sicuro era interessante o perlomeno poteva presentare interessanti risvolti. Ritengo infatti che la trama sia stata sciolta quanto meno male, dal momento che parte lenta e prosegue tale per i primi circa 8 episodi, vi è poi una brusca ma interessante accelerazione fino al 12, e poi un altro stop.
Da questo punto in avanti, parte la seconda parte di "Guilty Crown" (che è infatti un anime perfettamente spezzabile in due parti), molto più cupa e intensa, in un susseguirsi anche troppo svelto di avvenimenti. Questo non permette di sviluppare a dovere determinati punti, che quindi rimangono se non oscuri di sicuro poco chiari, e portano a un finale che dire frettoloso secondo me è poco. Tutto questo non aiuta neppure i personaggi, che seguiamo in svariate mutazioni non sempre giustificate o non giustificate a sufficienza. Se non si è capito, il dramma qui dentro è proprio in quello che è stato fatto a metà.
Infatti nei primi, lenti, episodi i personaggi anche secondari assumono comunque un ruolo, hanno una storia e una certa personalità, anche se pochi brillano per carisma (Gai, per esempio, fino ad un certo punto). La seconda parte, che cerca di strizzare tutto quello che ancora c'è della trama, si concentra molto sui protagonisti Shu e Inori, ma tralascia quasi tutti gli altri e insieme a loro tutte le sotto-trame che li riguardano. E che, personalmente, m'interessavano assai.
Abbiamo, in definitiva, bei disegni, belle animazioni, belle musiche, con affascinanti opening ed ending. Poi, abbiamo belle premesse. E mica tanto bei risultati: personaggi incompleti, trama che a causa della fretta risulta a volte confusionaria, sceneggiatura quindi non perfettamente riuscita. In definitiva, "Guilty Crown" poteva essere se non un capolavoro sicuramente un bell'anime, di quelli che ti lasciano con una certa soddisfazione alla fine. A me questo non è rimasto, anzi, credo che mi rifugerò nel mio angolino di fanwriter per fantasticare su tutto quello che i creatori non hanno voluto/potuto dirci. Non posso che definire "Guilty Crown" un'occasione sprecata e si becca così una sufficienza rosicata grazie alle indubbie qualità tecniche.
"Guilty Crown" presenta una lavorazione tecnica quasi impeccabile, con colori brillanti com'è più o meno canonico per la Production I.G. e animazioni fluide, con pochi cali. Come dicevo, il character design non è solo di mio gusto ma, a parer mio, ben curato e rende dignitosamente il disegno di Redjuice che io amo tanto. Sempre riguardo ai disegni, una nota di merito va anche agli sfondi estremamente accurati e non poco accattivanti.
Accanto a questi complimenti, va una lode pure alle musiche ben realizzate che sanno fare immergere lo spettatore nell'atmosfera, sia essa d'azione o drammatica.
Il problema è che, proprio dove le musiche e le animazioni coinvolgono lo spettatore, i personaggi non hanno la stessa capacità. Giungiamo, quindi, al tasto dolente dell'anime e in parte sono proprio i personaggi. Molti, variegati, potevano non avere partenze originalissime ma di certo promettevano buoni sviluppi e interessanti caratteristiche. Lo stesso vale per la trama, che non era eccelsa, ma di sicuro era interessante o perlomeno poteva presentare interessanti risvolti. Ritengo infatti che la trama sia stata sciolta quanto meno male, dal momento che parte lenta e prosegue tale per i primi circa 8 episodi, vi è poi una brusca ma interessante accelerazione fino al 12, e poi un altro stop.
Da questo punto in avanti, parte la seconda parte di "Guilty Crown" (che è infatti un anime perfettamente spezzabile in due parti), molto più cupa e intensa, in un susseguirsi anche troppo svelto di avvenimenti. Questo non permette di sviluppare a dovere determinati punti, che quindi rimangono se non oscuri di sicuro poco chiari, e portano a un finale che dire frettoloso secondo me è poco. Tutto questo non aiuta neppure i personaggi, che seguiamo in svariate mutazioni non sempre giustificate o non giustificate a sufficienza. Se non si è capito, il dramma qui dentro è proprio in quello che è stato fatto a metà.
Infatti nei primi, lenti, episodi i personaggi anche secondari assumono comunque un ruolo, hanno una storia e una certa personalità, anche se pochi brillano per carisma (Gai, per esempio, fino ad un certo punto). La seconda parte, che cerca di strizzare tutto quello che ancora c'è della trama, si concentra molto sui protagonisti Shu e Inori, ma tralascia quasi tutti gli altri e insieme a loro tutte le sotto-trame che li riguardano. E che, personalmente, m'interessavano assai.
Abbiamo, in definitiva, bei disegni, belle animazioni, belle musiche, con affascinanti opening ed ending. Poi, abbiamo belle premesse. E mica tanto bei risultati: personaggi incompleti, trama che a causa della fretta risulta a volte confusionaria, sceneggiatura quindi non perfettamente riuscita. In definitiva, "Guilty Crown" poteva essere se non un capolavoro sicuramente un bell'anime, di quelli che ti lasciano con una certa soddisfazione alla fine. A me questo non è rimasto, anzi, credo che mi rifugerò nel mio angolino di fanwriter per fantasticare su tutto quello che i creatori non hanno voluto/potuto dirci. Non posso che definire "Guilty Crown" un'occasione sprecata e si becca così una sufficienza rosicata grazie alle indubbie qualità tecniche.
Il genere m'interessa molto poco.
Tuttavia l'aspetto grafico mi attira abbastanza.
Può darsi che prima o poi gli dia un'occhiata.
* Fate/Zero
Ho ancora da vedere Fate Stay Night...
Prima o poi lo guarderò, a tempo debito.
Per adesso lo sto scaricando.
* Guilty Crown
L'aspetto grafico mi attira molto ma il genere non è di quelli che preferisco...
Per Fate/zero raccomando anche la rece di npepata, che ha saputo ben precisare i difetti della serie come io ne ho elencato i pregi.
Guilty Crown so che è stato molto popolare su altri lidi come palliativo settimanale da affiancare ad Another. é già candidato a anime da recuperare del 2011, la recensione di Kiku oltre ad essere ben scritta mi ha incuriosito e si merita il mio pollicione
Chihayafuru è visivamente molto grazioso, non sono un' amante degli sportivi ma mai dire mai, un giorno potrei recuperarlo. Complimenti alla rece di Mak15, davvero scorrevole da leggere.
E il 6 è anche troppo.
Fate/Zero è in lista da qualche secolo, prima o poi me lo guardo.
Complimenti a tutti i recensori, come al solito.
Il voto dato è perfetto per la prima parte della serie, in cui accade relativamente poco ma accade benissimo, che è praticamente una rampa di lancio verso la seconda parte dove (a occhio e croce, sto picchiando chiunque cerchi di spoilerarmela) accade tutto! E in sole 12/13 puntate!
A Guilty Crown avrei dato qualcosa di meno, ma è solo un giudizio personale e basato su una visione incompleta. Lo trovo troppo una scopiazzatura con elementi presi da Code Geass e altri da Neon Genesis Evangelion. Una scopiazzatura malfatta.
Guilty Crown l'ho guardato a sbadigli giusto perché sono stata fortemente consigliata e mi pento assai di averci perso tempo perché le buone aspettative sono state solamente infrante col tempo, concorso assolutamente con la recensione, il classico prodotto ben confezionato ma che aperto vale poco.
Fate/Zero insomma... gli darei a stento un 7 per la lentezza e avvolte persino disordine che mi ha dato l'impressione di avere. Si è fatto seguire a stento anche se con un gradimento migliore del primo citato.
Chihayafuru infine, beh lo sto finendo (se il tempo me lo consentirà) perciò sul voto non mi sbilancio, devo dire però che siamo sul "positivo" ed anche molto ^^
Fate/Zernon era nemmeno in lista ma l'ho aggiunto di recente
due 8 e un 6, dai è andata bene, speravo mettevate una rece-flame su Fate/Zero vusto i consensi che ha riscosso
Complimenti ai tre, anche se non le ho lette per non beccar spoiler ^^
@Athan: hai ragionissima, negli episodi 14-16 di certo non manca l'azione! Se vanno avanti di questo passo mi chiedo come riusciranno ad arrivare al numero 25 @.@
anche se credo che Guilty crown avrebbe meritato un voto più alto
"le rece-flame su fate/zero non esistono ancora
Beh, a meno che una eventuale recensione/flame non la si basi totalmente sulla trama che, per quanto buona essa sia è sempre soggetta ai gusti dello spettatore, tutto il resto risulterebbe campato in aria.
Fate/Zero infatti ha un comparto grafico estremamente curato e le soundtrack ben si addicono all'epicità della storia, per non parlare poi delle 2 Opening e Ending che son qualcosa di straordinario.
Vorrei ricordare poi che Fate/Zero è si migliore di Fate/Stay Night, ma per il semplice motivo che il prequel prende la storia dalla terza e più oscura route della novel "Heaven's Feel", in confrono l'arco Fate è un semplice preludio a quello che deve ancora avvenire; prima che me lo chiedano......si, Shirou in HF diventa un figo
(per chi vuole guardi qualche immagine nella mia gallery)
faccio veramente, ma veramente fatica a crederci.
Di solito se un recensore vuole stroncare un anime infierisce appunto su trama, personaggi e contenuti, per quanto buono il comparto tecnico possa essere.
"faccio veramente, ma veramente fatica a crederci."
Shirou sembra un mollaccione semplicemente perchè ha le idea confuse, già in Unlimited Blade Works si nota un miglioramento ma in Heaven's Feel cambia totalmente:
Spoiler
Rinnega i suoi ideali per proteggere la donna che ama (Matou Sakura) anche se questo comporterà il sacrificio di molte persone, praticamente l'ideale opposto a quello di Kiritsugo, ma contrariamente a quello che si può pensare è proprio in questa route che diventa un vero "eroe".
Spoiler
E' sostanzialmente insensato, spesso stupido all'inverosimile, con trama senza una vera logica e voli pindarici da guinness dei primati, ma si fa guardare e per gli occhi è una gioia.
SPOILER
Immagino che Fate/Zero riprenda da HF gli abusi subiti dalla piccola Sakura, vero? è comunque confortante che almeno in una route Shirou non perda tempo a limonare con uno spirito eroico -__-
SPOILER
Ed io ho pianto due volte guardando quell'anime u.u
"Spoiler: Immagino che Fate/Zero riprenda da HF gli abusi subiti dalla piccola Sakura, vero?- Spoiler"
-Spoiler-
Si, e a questi abusi prenderà parte anche un certo fratellastro bastardo.
-Spoiler-
Ora meglio che la chiuda qui, a stò punto tanto vale dica anche il finale XD
http://www.animeclick.it/news/29047-primo-promo-per-guilty-crown-nuovo-anime-di-production-ig
quindi sì, ha gli stessi sceneggiatori di Code Geass
@Stay Night: concordo, semmai continuiamo in privato
Guilty Crown è l'anime peggiore che abbia mai visto e io ho visto Mars of Destruction
Fate/Zero ,così come tutte le opere del franchise, necessitano di aver giocato alla VN per essere apprezzate in pieno.
Chihayafuru non è il mio genere.
Purtroppo (per la serie) non posso che concordare con la recensione di Kiku. Per ogni trovata intrigante nella serie, altre tre erano "non sense".
1/4 di media non è certo un buon risultato.
Senza contare che un suo potenziale di base c'era,
indubbiamente tecnico, ma anche come idee.
Peccato, a scuola si direbbe: "può ma non si applica"...
Ottima la scelta delle recensioni, in particolare quella di Kary89, che mi è piaciuta parecchio... mi sa che diventerò anch'io un suo assiduo lettore!
Sono in linea di massima d'accordo con il recensore -magnifico avatar, tra l'altro- (e /stay night mi aveva irritato in modo assurdo, almeno fino alla 19°) ma due cose che lui segnala come difetti io non li ho ritenuti tali. Come le puntate "verbose" che sono essenzialmente 1, 11 e 12. E' vero, sono "solo" chiacchiere ma quanto sono importanti? Sfido qualcuno a trovare noioso l'ep 11 solo perché "non c'è azione/scontro". Lo scontro c'è eccome, solo che è a un livello più sottile delle botte da orbi degli shonen, è uno scontro di ideali e, se vogliamo, di mentalità. Idem la 12, che tra l'altro semina messaggi spoilerosi per tutta la sua durata.
Tra l'altro, una precisazione: "disattendono le aspettative di botte ed effetti pirotecnici e possono provocare noia ai cultori di Shounen Jump".
Questo non è un problema dell'anime, è un problema dello spettatore che si aspetta una cosa che non ci sarà mai. Le 4 novel di Urobochi non sono per niente "shonen friendly" così come non lo è Zero.
Una cosa negativa che io avrei segnalato è invece l'inaderenza storica degli eroi, specie nelle loro armature. Quelle di Saber e Archer, per quanto possano essere esteticamente gradevoli, sono due cazzotti negli occhi al buon senso e all'epoca dei due eroi. Senza contare che, storicamente, l'aspetto fisico di Rider e Archer avrebbe dovuto essere invertito ma di questo io non mi lamento di certo, anzi ^^.
Concordo in toto sulle recensioni degli anime da me visionati (gli ultimi due) e se possibile sarei anche più "cattivo" con Guilty Crown.
Kary89: hai ragione su quello che scrivi, ma ti vorrei ricordare che il "compositore" di Fate /Stay Night è un "certo" Kawai Kenji che ha composto le migliori musiche nel mondo dell'animazione. Dice niente?
Io sono rimasto parecchio deluso dal sapere che non era lui il compositore di fate zero
Guilty Crown: l'idea del virus e altre piccole cose sono buone ma sviluppate malissimo. I due personaggi principali sono veramente poca roba e le cose importanti vengono bypassate totalmente...ah!! tanto per ritornare sull'ambito musicale: l'anime è tutta una pubblicità al gruppo REALE delle EGOIST, descritte (senza neanche cambiare nome) come salvatrici del mondo....bha.
Davvero non ho proprio ninte da aggiungere riguardo al secondo: molto, molto, davvero molto buono all'inizio; pessimo, tralasciato e frettoloso alla fine. Lo definirei il capolavoro mancato della scorsa stagione. Proprio un peccato.
Chihayafuru invece a mio parere non ha ottenuto il successo che gli sarebbe dovuto. Anche qui concordo con la recensione per quanto riguarda il voto, anche se da quello che dice nel mentre sembrerebbe non meritarselo completamente. È un anime davvero fresco, nuovo e diverso, che parla felicemente di amicizia, lavoro di gruppo e determinazione.
Quasi quasi ora mi viene voglia di recensirlo xP
Le serie di Fate invece non le ho mai viste, un po' perchè son tante, e un po' perchè si dice che per godersele ci sia bisogno di conoscere un po' le light novel...
Guilty Crown è un action senza pretese che si lascia vedere, ma con evidenti limiti di trama e personaggi tuttavia la sufficienza me la sento anchio di darla dato che il suo compito principale cioè intrattenere lo eseguo ed in più un grande comparto tecnico comunque è stata una grande occasione sprecata rimane una delusione!
Chihayafuru non l'ho visto ma sembra interessante dal tema alternativo che tratta!
@~Giò; Io le novel non le conosco ma mi sono goduto comunque le serie di fate!
Penso che il sentimentale, nel primo, sia da riferirsi al sogno della protagonista e dei suoi compagni nel riuscire ad affermarsi nel karuta. Se non c'è un approfondimento sulle relazioni personali dei personaggi, lo associo proprio a questo. La spiegazione su parte dei cento canti poi, mi è piaciuta davvero tanto.
Inoltre sono la sola a cui è venuto in mente un gioco che si faceva da bambini? Si mescolavano le carte, una volta sparse a terra, c'erano trenta secondi per memorizzarle e una volta girate, bisognava beccare quelle con lo stesso numero, vinceva chi ne raccoglieva di più! xD
Per GC, a tratti mi ha anche emozionato, Inori è stato il personaggio più comunicativo, spesso mi è risultato confusionario e sbrigativo. Ad esempio, mi sarebbe piaciuto saperne di più sulla Da'at, autoproclamatasi Dio (?!), quel biondino che lo spiega è poco convincente. Il "Tutto qui?!" è dietro l'angolo, anche se si pensa a come escono di scena alcuni dei personaggi.
Gli avrei assegnato un pò più della sufficienza, ma ritrovandomi in quanto scritto da Kiku, posso capire la sua scelta.
Guilty crown l'ho abbandonato al terzo episodio e non credo che mai lo continuerò, mentre Fate è da anni che voglio recuperarlo... a questo proposito, da quale serie si parte? o_o
Complimenti a tutti! ^^
Ad ogni modo complimenti agli autori per la piacevole lettura!
Ho apprezzato molto anche io la prima stagione di Fate/Zero: è sicuramente meglio del suo sequel Stay Night.
Guilty Crown è stato il miglior anime che ho visto fine 2011/inizio 2012.
Se il voto all'anime si da basso perché qualcosa è stato copiato da altri, allora a quasi tutti gli anime dovremmo dare voti bassissimi.
Fate/zero beh piace a tutti, sono forse l'unica voce fuori dal coro dato che non lo considero un capolavoro. Ma essendo proprio l'unico, forse avete ragione voi
Vorrei commentare anche il terzo ma purtroppo non l'ho visto ancora.
Complimenti ai tre recensori comunque.
God
Il nostro Goro non si tocca >___< Good job U_U
Puoi partire tranquillamente da Fate/Zero. I due adattamenti animati by DEEN se li eviti ti fai solo un favore. Anche perché Zero è il prequel dell'intera Visual Novel e la route che più gli si ricollega non è mai stata trasposta in anime (e quello che nelle altre due route si legava a Zero è stato ridotto quando non tagliato). Se conosci l'inglese la cosa migliore è giocare la VN, ma intanto Zero lo puoi vedere (e a differenza di chi ha giocato la novel/conosce FSN per altri motivi, non sai conosci già la fine).
"I due adattamenti animati by DEEN se li eviti ti fai solo un favore."
Permettimi di dissentire, l'anime Fate/Stay Night ovviamente non regge il confronto con la novel ma può benissimo giocarsela con l'arco Fate, la serie animata infatti si prefigge l'arduo compito di portare sugli schermi nipponici una serie "finita", che non lascia spazio a buchi nella trama, questo aspetto non lo si trova nella prima route della novel che, aiutata dalle altre due storie alternative, omette molte informazioni, cosa che l'anime non poteva permettersi.
Il film UBW invece riassume abbastanza bene la seconda route, anche in questo caso non c'è confronto con la controparte letteraria ma riesce a coinvolgere lo spettatore con combattimenti animati in modo impeccabile.
Grazie per la dritta, allora appena possibile inizierò Fate/Zero! Se mai mi appassionerò magari la curiosità mi spingerà a vedere anche il resto!
@Arashi: a questo proposito, da quale serie si parte? o_o
la cosa migliore sarebbe partire dalla visual novel di Fate/stay night, ma è stata pubblicata solo in america(censurata) e giappone -__-
Se invece si vuole prendere la via degli anime consiglio l'ordine di uscita: Fate/stay Night (2006) Fate/stay night:unlimited blade works (2010) Fate/Zero (2012) C'è anche il manga, ma fate è una di quelle serie che rende meglio animata che su carta.
@Cecilia: no, Fate/zero non è "shonen friendly", ma è anche vero che nella prima parte, come evidenziato da npepata, gli scontri sono pochi e non risolutivi, e in uno shonen le battaglie dovrebbero essere protagoniste^^ Io preferisco senza dubbio così.
Adesso però voglio le novel ç.ç
sull'aderenza storica applicata all'estetica dei Servant, è evidente che si sian presi delle licenze, Saber non dovrebbe neanche essere una donna
@oni: cuccia, non ci sono ragazzine carine quindi non può interessarti
Però se vuoi il moe c'è Waver XD
La seconda parte della serie, di cui ho visto solo i primi tre episodi, invece, è ricca di azione ed è molto coinvolgente, ancora più della prima parte. Complimenti Kary, bella recensione!
E, come dice giustamente la recensione, non pensate/temete che sia una serie "romantica", eh: a tutto pensa, la nostra Chihaya, tranne che all'amore! XDE
Per permettertelo, lo faccio volentieri ma sono irremovibile ^^.
Soprattutto su UBW. Tu hai giocato la VN immagino, io no. Dopo aver visto l'anime ho provato il film -sapendo che era l'adattamento di un'altra route- e non ho capito un'accidenti, a parte l'identità di Archer. Dovrei riguardarlo per identificare bene tutte le magagne ma la sensazione durante e dopo era un enorme WTF. Innanzitutto per le motivazioni dei nemici. Più volte mi sono chiesta cosa fregasse a Gil di evocare il Graal o come diamine fosse finito a far da balia a un incompetente come Shinji. Troppo, troppo rapido e troppa roba importante tagliata.
Poi "animati in maniera impeccabile", srsly? Se provi a bloccare il film durante le scene e guardi i frame c'è tanta di quella QUALITY da far paura. E non commento nemmeno tutte le lucine, i fumi (!!!) e le scintille che compaiono quando due personaggi incrociano le lame.
@Kary89
Giudicando dall'anime e dalle novel mi pare che Zero possa essere tutto meno che shonen. A meno che la presenza di battaglie non qualifichi a forza un anime come tale, mi pare proprio che abbia poco a che spartire con titoli come (dico i primi che mi vengono) Detective Conan, Black Cat, Naruto o One Piece. In uno shonen Caster e Uryuu non avrebbero potuto nemmeno essere concepiti, penso ^^. E lo stesso le torture di Sakura.
Per le novel, sono state tradotte in modo amatoriale in inglese e sono di facile reperibilità. Google è tuo amico -cerca "Fate/Zero novel", è il primo risultato-. Il discorso dei re dell'ep 11 è bello, ma la versione originale scritta è un qualcosa di meraviglioso.
@ tutti quelli interessati al titolo
consiglio vivissimamente di recuperare l'edizione BD della prima stagione. In generale ne hanno giovato tutti gli episodi ma 11 e 12 in modo particolare.
Chi l'ha già visto dia un'occhiata alle aggiunte, chi non l'ha fatto si procuri direttamente questa versione.
Gulity crown mi ha delusa, è un prodotto commerciale, non adatto a noitaminA che si pone come contenitore per un pubblico maturo dai gusti più sofisticati. L'anime dalla bella grafica, può invece risultare gradito ad un pubblico più giovane, da shoen.
I vari Fate prima o poi li recupererò.
Permettimi di osservare che dai tuoi commenti sembra che la tua visione dello shounen si limiti recenti produzioni Shueisha. "Devilman" e "Le bizzarre avventure di Jojo" (per fare due nomi famosi) hanno contenuti forti che non hanno nulla da invidiare a F/Zero, eppure all'epoca erano considerati shounen.
Fate Zero lo recupero, mi ispira veramente tanto!
Complimenti anche altri due recensori!
Intanto, grazie per la correzione sugli shonen. Sì, le mie conoscenze si fermano lì. "Devilman" shonen? O.O E' cambiata parecchio la concezione ^^.
Tornando a Zero... per versione BD intendevo i sub, non certo il box originale che costa uno sproposito (uno dei motivi per cui lo vorrei da noi è la notevole riduzione di prezzo) ^^.
Per la novel... ammiro la tua fiducia. Io non ce l'ho fatta (ma se una CE a caso la porta la piglio al volo, eh. Certe perle vanno lette nella propria lingua madre ^^)
guilty crow e carino e a una idea originale,l'altro me lo procurerò.
@Kary89 confermo che shirou diventa un figo in HF anche se ho visto le poche immagini della visual novel,come diventa una figa pazzesca sakura(uno dei miei pg preferiti di fate unlimited codes)
Spoiler
Alla fine arriva Mana, che dovrebbe essere il bossazzo finale e la stendono in un nanosecondo senza una lotta decente. Le danno giusto il tempo di fare un balletto (eseguito, a onor del vero, sulle note di una ost davvero meravigliosa) e poi finisce in mille pezzi...che amarezza.
fine Spoiler
I personaggi, tranne Shu, sono stati approfonditi il minimo sindacale ed è un peccato perchè alcuni potevano risultare ben più interessanti, uno fra tutti Gai.
Spoiler
Sarò poi di parte su questo, ma secondo me hanno dato spazio a due personaggi del tutto insulsi, ovvero Inori e Daryl. La prima ha la profondità emozionale di una pozzanghera, il secondo è un fighetto psicopatico che alla fine dovrebbe morire ed invece viene salvato da un tipo random con la scusa "in fondo sei un bravo ragazzo". Avrei preferito un'introspezione maggiore per Gai, Mana, Ayane o qualcun altro.
Fine Spoiler
Comunque consiglio ugualmente di vedere Guilty Crown, perchè, al di là del finale e di alcune trovate poco felici, è un anime discreto.
Per Chihayafuru sono daccordo con la recensione: è un ottimo anime, che ti coinvolge e ti fa entrare nel mondo del karuta in punta di piedi, a ritmo dei meravigliosi poemi che ne fanno parte. Gli accenni amorosi sono minimi, ma per tutto il resto vale davvero la pena di vederlo.
Il mercato novel in Italia è in espansione, vedremo. E poi non ce la faccio a leggere romanzi al computer, dopo un po' che fisso lo schermo mi viene mal di testa e perdo il segno continuamente -__-
@Lelouch: sakura era figa anche prima
devo rivedermi seriamente Unlimited Blade works, non me lo ricordo più ormai.
Son fermo al secondo episodio da tempo, prima o poi riprenderò la visione di Shinji of the Rebellion...
Detto ciò, il primo non è esattamente il mio genere mentre invece Zero lo seguo... e non faccio che amarlo sempre più!XD
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