Nuovo appuntamento con la rubrica dedicata alle recensioni su anime e manga, realizzate degli utenti di AnimeClick.it.

Inizio di settimana con titoli anime d'avventura in ordine sparso: FLCL, Toaru Hikuushi e no e Tsuioku e Hakuouki: Hekketsu-roku

Ricordiamo che questa rubrica non vuole essere un modo per giudicare in maniera perentoria i titoli in esame, ma un semplice contesto in cui proporre delle analisi che forniscano, indipendentemente dal loro voto finale, spunti interessanti per la nascita di discussioni, si auspica, costruttive per l'utenza.


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9.0/10
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L'animazione del 2000 - secondo la Gainax.

"FLCL", sigla inglese per il neologismo nipponico Furi Kuri, segna un netto taglio con tutte le precedenti produzioni dello studio di animazione che ha portato in auge il nome di Hideaki Anno. Lo zampino del grande regista si può trovare anche in quest'OAV, in cui ha partecipato attivamente nella creazione mecha desing e ha prestato la voce al gattone Myu-myu. Ma c'è un'altra caratteristica di continuità tra il creatore di "Evangelion" e FLCL: alla regia c'è Kazuya Tsurumaki, allievo prediletto di Anno che aveva già diretto un paio di spin-pff comici relativi a "Gunbuster" e "Nadia".

Tsurumaki ha il gravoso di compito di portare avanti l'avanguardistico viaggio di uno degli studi d'animazione più memorabili di sempre - e ci riesce in pieno. Arraffando tutto quello che di buono avevano detto lavori come "Gunbuster", "Nadia", "Honneamise", "Evangelion" e "Le situazioni di Lui e Lei" e proiettandolo in una dimensione ancor più moderna, scintillante e fuori controllo, fregandosene altamente del realismo. Il trionfo della sperimentazione più esasperata, del nonsense che si fa filosofia, dell'esagerazione che diventa parametro estetico. La deragliante realizzazione tecnica ci porta davanti ad uno spettacolo unico e mutevolissimo, modellato più dalle sensazioni iperboliche dei personaggi che dalla realtà materiale della trama. In particolare, il direttore dell'animazione è Hiroyuki Imaishi, folle genio che in seguito dirigerà il corrosivo "Dead Leaves" e l'ultimo capolavoro Gainax, "Gurren Lagann", e il suo stile bastardo, fracassone e spigoloso permea ogni singolo fotogramma. Altro elemento notevole è il character desing di Yoshiuki Sadamoto, uno dei più fedeli collaboratori Gainax e grande illustratore.

Parlando di storia e caratterizzazione dei personaggi, si potrebbe storcere il naso. FLCL può sembrare un prodotto pretenzioso, che eccede solo per provare a divertire, sconclusionato e frammentario, ed effettivamente a volte le gag non sono tanto efficaci, soprattutto nella prima parte, e la sceneggiatura ha qualche momento eccessivamente calligrafico. In ogni caso, guardando quest'OAV bisogna liberare la mente dagli inevitabili paragoni con le altre serie Gainax, nonché con i prodotti considerati all'unanimità "seri", per potersi calare in quest'atmosfera di follia allo stato brado e poterne quindi cogliere gli aspetti più gravosi, su tutti il passaggio dall'adolescenza all'età adulta, così difficile, così a volte insensato, e allo stesso tempo così necessario, proprio come questo anime. Il tutto è accompagnato dalle graffianti canzoni dei "The pillows", sempre opportune.

Che dire, complimenti. Questo sì che è un prodotto veramente unico e caratteristico, una bomba innescata che non potrà fare a meno di essere ricordato negli anni a venire come fulgido esempio dell'animazione ai suoi massimi livelli. Ne è stata realizzata anche una versione manga, più criptica e confusionaria, ma comunque apprezzabile, con uno stile visivo stilizzato, ma efficace.




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"To aru Hikushi e no Tsuioku" è un film della durata di un'ora e quaranta circa che, nonostante il suo aspetto "favoleggiante" (il suo titolo inglese, da tradurre "Il pilota e la principessa" in effetti mi ha fatto pensare si trattasse proprio di una favola) affronta temi molto più seri. Si passa dalla guerra al razzismo, dall'amore alla ragion di stato, il tutto raccontato con una buone dose di realismo che ho molto apprezzato.
Nel corso della guerra fra l'impero di Revaamu e quello di Amatsukami a un mercenario, Charles Karino, viene affidato l'incarico di scortare la principessa Fana del Moral fino alla capitale dall'impero dove l'attende il principe Carlo (ironia della sorte) per prenderla in moglie. La missione si prospetta tutt'altro che facile, in quanto le truppe di Amatsukami daranno una caccia spietata al Santa Cruz, ossia il velivolo su cui viaggeranno i due protagonisti. Tra il "mezzosangue" Charles e la bellissima Fana si instaurerà un rapporto molto simile all'amore che lascerà un po' di amaro in bocca a chi prevedeva un epilogo diverso.

"Toaru Hikuushi e no Tsuioku" è un film che si fa apprezzare, come già anticipato, per il suo forte senso del realismo: l'esistenza di quei problemi sociali che un po' tutti si ostinano a condannare senza mai impegnarsi seriamente a cancellare vengono qui affrontati ma non risolti. Charles, ad esempio, è definito come un mezzosangue, ossia figlio di padre amatsukamiano e madre revaamuiana, e per questo è trattato con ostilità e disprezzo dall'intera comunità; e tale resterà fino alla fine, privando così lo spettatore del finale fiabesco ma non realista in cui ogni forma di discriminazione sociale viene definitivamente abbattuta. Questo vale anche per le altre tematiche sopra esposte che, seppur nel contesto di una storia romantica, non perdono mai la loro fisionomia iniziale.

Unico punto di critica è forse legato al troppo tempo passato dai due protagonisti a bordo del Santa cruz quando sarebbe stato forse più piacevole fare interagire di più Charles e Fara che, a parte qualche eccezione, ho trovato nel complesso molto più silenziosi del solito.
Quanto agli scontri aerei, la fantasia supera di gran lunga l'abilità del pilota più esperto, ma credo che per un racconto del genere vadano più che bene.
In definitiva si tratta di un buon film, capace di far passare qualche ora con il cuore in gola lo spettatore anche se il suo finale "militare" è abbastanza scontato; molto meno scontato è invece il finale "sentimentale" che potrebbe non piacere a chi non ama essere realistici anche quando si tratta semplicemente di guardare un film per rilassarsi.



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"Hakuouki: Hekketsu-roku" è un seguito idealmente perfetto, ma di fatto strutturato male. Come trama, questa serie riprende la storia esattamente da dove era rimasta, ossia con Chizuru che, al fianco dei membri della Shinsengumi, si mette in viaggio verso Edo per trasferire il quartier generale in seguito a una devastante sconfitta inflitta dalle truppe nemiche. Ma gli eventi non caleranno in drammaticità, anzi: i tempi mutano, le armi da fuoco avanzano e il tempo dei samurai è inesorabilmente destinato al declino. Per quanto provino a combattere, i guerrieri della Shinsengumi vengono continuamente sconfitti, e Chizuru assisterà alla graduale scomparsa di tutti i membri originari, morti per la causa dei compagni. Al suo fianco vi è il vicecomandante (in seguito comandante) della Shinsengumi Toshizo Hijikata, il quale finalmente comincia a rivelare un lato un po' più umano, soffrendo in silenzio - ma vistosamente - per la triste sorte della squadra.
Lo scontro finale vedrà Hijikata, uscito sconfitto dalla guerra, affrontare in un'estenuante battaglia personale il demone Chikage Kazama per chiudere tutti i conti lasciati in sospeso.

Senza stare a rielencare i punti forti e deboli dei personaggi, già recensiti, in questo arco narrativo l'elemento che spicca è sicuramente l'intensificarsi dei sentimenti di Chizuru verso il comandante della Shinsengumi Hijikata, il quale gradualmente comincerà a ricambiare. A questo proposito ci sono alcuni elementi per cui non mi posso dire propriamente soddisfatta: le vicende iniziali convergono fin troppo su loro due, lasciando in disparte le sorti degli altri membri - di un paio addirittura non si saprà più nulla! Il comandante da parte sua finalmente apre un po' il suo cuore, tuttavia il tutto è gestito male nelle tempistiche: a mio parere Hijikata per poco non fa la figura di un sasso, e il tutto è mascherato con il pretesto che "nascondere i propri sentimenti è il compito di un comandante".
Come se non bastasse, le ultime puntate s'ingarbugliano inutilmente parlando di guerra, tattiche e scontri tra eserciti rivali, creando un broglio narrativo difficilmente risolvibile (e peraltro, in un anime romantico come questo, del tutto fuori luogo), con personaggi presentati male e che comunque non compaiono in più di 3-4 puntate. Anche il padre di Chizuru scompare frettolosamente, per non parlare del fratello di cui non si capisce nulla.

Insomma, un sequel che era dovuto, se non altro per sviluppare la storia d'amore tra i due protagonisti, con un finale teso e commovente, ma con le evidenti pecche intermedie sopracitate. Da notare il cambio di look a cui tutti i membri della Shinsengumi vanno incontro, indossando uniformi occidentali corredate da katane, come dei moderni cavalieri; ho apprezzato quest'idea come simbolo del cambiamento dei tempi. Sentendomi generosa, assegno un 6 a una serie che per concetti e per storia avrebbe dovuto essere di molto superiore alla precedente - narrativamente più fiacca -, ma che invece non riesce a superarla in maniera netta, nonostante l'ottimo comparto tecnico, come al solito perfettamente curato. Peccato.